Nuova Vita 105 - Vita e Morte, parte 2

Nuova Vita 105 - Vita e Morte, parte 2

Episode 105|14 nov 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 105

Vita e morte 2

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 14/11/2012

Oren: Ciao, grazie per esservi uniti a noi in questa serie di conversazioni con Rav Laitman, ciao a tutti, ciao Nitzah, vi diamo il benvenuto e vi chiediamo di partecipare emotivamente a questa conversazione di oggi, in cui avremo una seconda discussione sull'argomento della vita e della morte. Abbiamo imparato da Rav Laitman come utilizzare i processi della gravidanza, della nascita, per sviluppare la consapevolezza della connessione tra di noi, con noi stessi, nella famiglia, con i bambini e persino con l'embrione.

Alla fine della nostra vita c'è una cosa molto interessante che ci influenza molto, ed è la morte. Vorremmo imparare sulla concezione integrale della vita, come dice Rav Laitman, considerare il modo giusto di approcciarci a questo fenomeno, questo evento alla fine delle nostre vite e che ci influenza tutti, con quello che succede nelle nostre famiglie, con i parenti, in tutto. Quindi, Nitzah, perché non ci aiuti ad entrare nella conversazione?

Nitzah: In realtà, se noi dobbiamo accompagnare una persona nel processo della morte, può essere una persona giovane come una vecchia, ciò ci insegna che questi momenti di crisi ci danno sempre l'opportunità di svilupparsi, di imparare, quindi la domanda è: puoi insegnarci come gestire correttamente questo processo non semplice, e di poterci sviluppare, guadagnare una nuova consapevolezza condivisa, una comprensione, anche per la sua famiglia che lo accompagna?

Io credo che se noi parliamo della vita extracorporea, vita integrale, allora con questo spieghiamo che non è che noi smettiamo di vivere, ma diciamo solo addio al corpo, ci liberiamo di lui ed arriviamo ad una nuova realtà, ed in questa nuova realtà dobbiamo vedere una nuova svolta. Proprio come una persona che si è sviluppata come embrione ed è nata a questa vita, e dopo ha avuto una serie di processi, periodi di sviluppo, anche quando comincia a svilupparsi nel mondo integrale passerà esattamente attraverso questo stesso processo di sviluppo che non è relativo a giorni, settimane, ecc., ma sono fasi, livelli di sviluppo riguardo quanto ci amiamo con gli altri in questa nuova consapevolezza. Poi, nella sua percezione di questo nuovo campo, nel cuore comune, nella mente comune, attraversa questo processo di percezione che viene detto “i suoi giorni di piccolezza” e quando è lì lui non sa come e quando, ma esiste, non sa esattamente la ragione ed i risultati delle sue azioni verso la connessione con lo stato spirituale in questo livello, ma ci sono regole che gradualmente comincia a conoscere, in base alle quali può avanzare, avvicinarsi, connettersi di più. Lui studia questo nuovo mondo, questo sistema, su come relazionarsi con questa nuova natura che è tutta in dazione. E' la natura, la sua qualità è amore, impara come può relazionarsi con questo sistema ed in base a questo sviluppare amore e dazione verso tutti. Quindi attraversa tutte le fasi che vengono dette gravidanza, allattamento, moach, che è cervello, la consapevolezza, e poi scopre tutti i vari mondi, i partzufim, così vengono chiamate le varie parti del sistema, in base a vicinanza o lontananza, e così fino a quando non arriva all'intero sistema. Questo, in base a quanto lui può correggere se stesso, nella partecipazione, nella connessione, nell'amore, questo è quello che è davanti a lui ed è quello che noi possiamo spiegare ad una persona, fino a quando capisce che c'è un nuovo processo davanti a lui, la vita continua con un'armonia superiore, con queste leggi che anziché di ricezione sono di dazione, e lo sviluppo continua.

In realtà quello che succede è che lui si libera del suo ego e va verso un mondo totalmente buono, in cui tutto è amore, e scopre che ognuno sostiene, aiuta l'altro, anche in modi che sono a favore o contrari, scopre cioè tutte le forze che sono sia positive che negative, perciò lui studia questo sistema, come usare la combinazione di queste due forze per essere integrato correttamente nel sistema, e poi davanti si apre una vita di sviluppo. Lui si libera del suo corpo fisico, che non è fisico ma è desiderio di ricevere, di godere, ed ottiene questo nuovo approccio che in realtà è un svolta psicologica. Non c'è paura per la perdita di qualcosa, anzi, è l'opposto: lui si libera del livello più basso e miserabile, e sale ad un livello più alto, più bello. Io credo che potremmo magari scrivere una storia su questo, ci sono tante cose che potremmo fare, ma con la nostra educazione integrale dovremmo semplicemente spiegare, nella spinta della connessione, che con questo lui s'innalza al di sopra della morte del corpo.

Nitzah: Quindi, diciamo che ora io accompagno una famiglia che sta attraversando questo processo e voglio aiutarli, tu hai parlato di questa conoscenza teorica, ma io capisco che non è abbastanza, io voglio attraversare questo processo con loro, come posso farlo correttamente?

Solo attraverso conversazioni, discorsi, workshops, come sempre. Possiamo descrivere ad una persona gli stessi processi che uno attraversa quando ottiene la qualità della dazione, la sensazione degli altri anziché la sensazione di se stesso, cioè “ama l'amico come te stesso”. Parliamo di come tutte le sue preoccupazioni riguardano il sentirsi bene, ma quando comincia a prendersi cura degli altri smette di pensare a sé, poi gli arriva il sostegno dell'ambiente che neutralizza la sua preoccupazione per se stesso e con questo lui è integrato con problemi, mancanze nuove che sono al di fuori del suo corpo. Quindi quando il suo corpo muore non è una mancanza, non è né bene né male, perché lui sente che il posto in cui ha ricevuto la sensazione della vita con il suo riempimento, non è dentro di lui, ma è nella connessione che ha con gli altri, quindi la paura della morte sparisce.

Oren: C'è la situazione in cui un membro della famiglia sta lasciando questo mondo, e ci sono due aspetti: uno riguarda la persona stessa e l'altro coloro che lo circondano. Cerchiamo di guardare questo da ogni prospettiva: c'è l'influenza dell'evento ed il modo in cui la famiglia tratta l'evento, e poi c'è la persona stessa; diciamo che ad una persona viene diagnosticato un tumore e dopo un po' c'è la comprensione della possibilità che questa persona porterà a termine la sua vita, quindi, secondo questa percezione della vita che ci illustri, il riempimento della vita stessa nella connessione, nell'amore invece che con se stessa, come è possibile per questa persona attraversare questo periodo della vita e usarlo nella maniera ottimale? Diciamo che c'è consapevolezza di quello che hai detto prima ed in questo stato è possibile attraversarla? Da questa conoscenza e percezione della vita, cosa puoi dire ad una persona che si trova in questo stato, in modo che lo porterà a riempire il tempo che gli rimane, sia che siano giorni o anni, come aiutare questa persona ad ottimizzare la propria vita?

Attraverso quello che ho appena detto, diciamo che si tratta di Oren, spero di no, ma non ho nient'altro da dire: posso solo entrare in questo argomento sempre di più, parlarne in maniera più ampia.

Oren: Ma questa persona probabilmente ha dei pensieri e sarà aperto a sentirti, noi sappiamo che altrimenti non avremmo questa conversazione. Quindi vogliamo capire dal punto di vista emotivo in cui una persona è pronta a capire, come lo approcci, lui è volenteroso, cosa mi dici?

Io vado da lui e gli dico che la sua vita non è come quella degli animali, è una vita a livello di connessione tra di noi, dove possiamo ottenere l'essenza della vita in cui viviamo e ci sviluppiamo in maniera illimitata. Ovviamente con una mancanza che non può essere riempita con amore in maniera illimitata, non è che posso mangiare e dormire per sempre, tutto è limitato, anche la vita stessa finché mi trovo in questo corpo.

Oren: Quando una persona sta per morire o in generale?

No, in generale, quando vivi in questo mondo, per tutta la tua vita. Il desiderio, il mio desiderio è limitato, cibo, sesso, famiglia, onore, tutto è limitato o da quanto io riesco a realizzare oppure dal mio ambiente che non mi dà la possibilità di farlo. Cibo, sesso, famiglia riguardano il corpo fisico ed io sono limitato dal mio corpo fisico; soldi, controllo, onore, in tutto ciò che abbiamo a livello umano, non a livello spirituale, ma sono ispirazione che hanno le persone a livello umano, in questo sono limitato dalla società. Essa non mi dà queste cose, io voglio tutti i soldi del mondo, tutto l'onore, tutta la conoscenza, e mi viene dato? No, quindi in questa vita corporea sono limitato dal corpo.

Oren: Per esempio ieri ho mangiato questo pasto, buonissimo, e 10 minuti dopo ero così sazio che non sono più riuscito a mangiare, mentre prima pensavo che avrei mangiato per un'ora intera. Quindi, in questo senso sono limitato dai godimenti del corpo, perché ho questi limiti?

Quando ti riempi rovini questo piacere, perché se vuoi mangiare così tanto tu non ci riesci, il tuo desiderio sparisce; questo vale per il sesso, per il cibo, è chiaro che una volta che questi desideri vengono riempiti essi spariscono, non ne vuoi più. Con la famiglia è la stessa cosa, quindi in questi casi sei limitato attraverso il tuo corpo. A parte questo c'è la questione del benessere, dei soldi, onore, dove eserciti anche un certo tipo di controllo, un modo di opprimere gli altri, conoscenza. Però la società non ti permette di ottenere queste cose, puoi ottenere qualcosa per te solo un po’, magari attraverso gli sforzi con gli altri, ma è tutto lì e questa è tutta la nostra vita. E' una vita limitata in cui non riesci mai a riempire questa mancanza, il tuo desiderio, perché una volta che hai riempito il tuo desiderio esso sparisce, oppure qualcuno lo limita, ma finisce e non possiamo fare niente per riempirlo, questa è la vita.

Quindi siamo limitati, in questa vita, mentre invece nella vita di dazione, non nel riempimento di noi stessi ma degli altri, se noi troviamo piacere in questo siamo illimitati. Possiamo dare a tutti quello che vogliamo: un buon atteggiamento, calore, questo è illimitato e viene detto “eterno”, non c’è una direzione, non c'è né spazio né tempo, niente. Nella dazione niente e nessuno ci limita, quindi quelli che vogliono la dazione sono aperti nei nostri confronti, non ci respingono, inoltre la sensazione di esistenza a questo livello è quella di esistenza eterna, intera, illimitata. È questo che dobbiamo raggiungere.

La crisi attuale e la nostra vita, soprattutto in questi tempi, ci sta spingendo verso questo nuovo grado. Dobbiamo sentire, in questi tempi in cui non c'è cibo, né sesso, né famiglia, soldi, potere, onore, niente, che abbiamo una vita totalmente miserabile. Allora cosa dobbiamo fare? Magari preferiamo la morte alla vita, abbiamo tanti di quei guai che preferiamo morire piuttosto che vivere in questo modo. E' qui che i rappresentanti dell'educazione integrale arrivano e ci spiegano che c'è una soluzione, e che soluzione, che vita! Fino ad ora non ci siamo arrivati perché non volevamo sentirne, ora invece sì. Abbiamo aspettato questo momento ed è per questo che arriviamo a voi, ascoltate, poi vi parleremo di tutto il nostro programma; anche se io non sto dicendo che possiamo controllare il processo finale, stando costantemente al di sopra del nostro corpo possiamo ottenere il più possibile sensazioni e conoscenze sul Mondo Superiore.

Oren: Cosa intendi?

Il mondo della connessione, della dazione, dell'unione, della connessione reciproca.

Oren: C’è un esercizio che ciascuno può fare?

Certo, è per questo che abbiamo gli workshops.

Oren: Si, ma qualcosa di specifico rispetto alla situazione? Magari una persona non può venire al workshop, cosa può includerlo, dovunque egli sia?

Solo parlando con la persona, aiutandola ad entrare in uno stato emotivo al di sopra del suo stato fisico, di modo che sarà in una intenzione di dazione, di connessione il più possibile.

Oren: Diciamo che io voglio fare questo, essere in una intenzione di dazione, di connessione il più possibile...

Con questo una persona comincerà a sentire di avere facilmente un giovamento, anche nel suo umore durante il processo di malattia che sta attraversando, perché ogni cosa che noi stiamo attraversando serve soltanto a spingerci e direzionarci verso un livello superiore.

Oren: Ok, ripetiamo. Noi abbiamo detto che dobbiamo essere il più possibile in una intenzione di dazione, di connessione, quindi una persona deve pensare sempre di più alla dazione ed alla connessione?

Noi parliamo di quello che abbiamo appena detto, in una conversazione condivisa con lui.

Oren: Cioè, sono quelli intorno a lui che gli parlano?

Si, io stesso, oppure qualcuno che va a parlare con lui, noi lo portiamo a parlare con persone dentro un cerchio, o magari su internet, è possibile anche su internet, ma è un trattamento, come altri trattamenti che riceve in altri posti.

Oren: Quindi diciamo che facciamo un workshop, li facciamo entrare tutti su Skype e facciamo un workshop con persone che hanno i giorni contati, io credo che potrebbe essere un qualcosa molto speciale nella vita di una persona, anche emotivamente. Quindi che tipo di workshop faresti con loro?

Mi rivolgerei ad una persona dallo schermo e le direi tutto quello che le devo dire, come innalzarsi al di sopra della malattia, del corpo, delle sensazioni egoistiche e rivolgersi alla connessione, alla partecipazione, all'amore con gli altri. Chiedergli quanto l'aiuta trasferire le proprie preoccupazioni da se stesso agli altri, ad uscire dal suo corpo malato ed entrare in un nuovo corpo, il corpo spirituale, in questo sistema, fino al punto che credo potremmo sentire l'influenza positiva che ciò avrà sul suo corpo malato. Secondo questa regola si tratta di un sistema spirituale; a livello corporeo quello che lui riceve è soltanto per spingerlo, è come una crisi verso lo stato spirituale, verso la connessione con gli altri che diventa spirituale e se lui cammina verso questo avanza, non ci sarà più sofferenza, niente di negativo che lo spinge da dietro, o sarà minore oppure sparirà.

Oren: Adesso passiamo alle altre persone che lo circondano: la famiglia, i parenti, gli amici che sono tutti intorno a lui, diciamo la famiglia stretta. Cosa c'è di importante sotto la percezione dell’“ama il tuo amico come te stesso” che tu ci insegni? Potrebbero usarla in questa speciale situazione della vita? Cosa puoi dire ad una persona che accompagna l'altra mentre sta per morire? Quando abbiamo parlato degli stati precedenti della vita hai dato delle linee guida molto precise che sono state di grande aiuto. Ora, qual è l'atteggiamento ottimale, cosa potresti consigliare o insegnare su come trattare un malato ed anche se stessi, al fine di potersi sollevare dalla tensione generale, la tempesta di emozioni, pensieri, di queste situazioni?

Beh, non lo so, abbiamo tanto materiale su questo argomento, ma dobbiamo adeguarlo a questa persona, si tratta di connessione, di unione e di quello che noi otteniamo da questa connessione.

Oren: Come fa la famiglia a relazionarsi con questa persona?

Devono trattarlo come se lui non stesse terminando la sua vita, ma che sta avanzando, andando avanti, che sta passando da questa vita ad una vita superiore, una vita spirituale. Devono relazionarsi a lui in base al fatto che lui si sta liberando solo dal corpo, niente di più, devono aiutarlo ad avere l'abilità di connettersi a questa dimensione di gestazione, di connessione, amore per gli altri. Devono partecipare a questo emotivamente e devono anche attraversare dei cambiamenti a questo proposito, devono parlargli, dobbiamo dar loro del materiale su come parlare di queste cose.

Oren: Parlare tra di loro, con lui?

Si, devono aiutarlo a liberarsi di questo corpo prima che esso muoia, perché il corpo è solo fisico, è carne, il corpo di una persona è la volontà di ricevere per sé, quindi loro devono insegnargli a liberarsi del corpo egoistico e ad andare verso la dazione, la connessione con gli altri. È questo che devono fare, devono aiutarlo in questo, quindi devono parlarne in maniera emotiva e devono farlo insieme e così non soffriranno per questo transito. Sentiranno che lui è in questa vita spirituale, che è in uno stato di sviluppo eterno, senza fine, in questo modo lui vorrà perdere il suo corpo egoistico, il suo ego e non sentirà la perdita del suo corpo fisico, animale. Non ci sarà nessuna barriera per lui, nessun ostacolo.

Oren: Puoi dirci qualcosa di questi discorsi? ci sono certi libri nella religione...

Dipende da come li interpreti.

Oren: Magari tu puoi interpretarli, ma noi non possiamo mandarli in biblioteca e farli confondere con ogni tipo di libri.

Abbiamo bisogno di qualcosa di preciso, in modo da non sprecare i suoi ultimi giorni.

Oren: Hai detto che hanno bisogno di parlare tanto fra di loro e anche con lui, quindi illustrami un certo workshop: tu vorresti fargli fare una discussione, qualcosa che coinvolge molto il cuore. Quindi non permettiamo che questo sia casuale: forse tu ci puoi dare proprio delle domande guida, concrete, per questa famiglia, per questa persona.

Gli direi che tutto il processo della vita che attraversiamo, lo sviluppo dell’umanità, è uno, come se fosse un’unica vita, e gli direi che l’essenza della persona è la volontà di ricevere e che esiste in questa vita per arrivare finalmente alla conclusione che essa è temporanea. Ci viene data solo per innalzarci da grado a grado. Proprio come ci siamo spostati dall’inanimato al vegetale e all’animale, dobbiamo arrivare al livello umano, che è quello della connessione ai desideri e ai pensieri degli altri: ama il prossimo come te stesso. Questo viene detto “libertà dall’angelo della morte”.

Oren: Spiega.

Se noi ci innalziamo al di sopra della nostra volontà di ricevere, non sentiamo la morte, non sentiamo la perdita.

Oren: Cos’è questa volontà di ricevere di cui parli? Prima hai detto che noi vogliamo solo cose limitate dalla vita.

È la volontà di godere del cibo, del sesso, della famiglia, del denaro, onore e conoscenza, io voglio esistere, ricevere, questa è la volontà di ricevere.

Oren: Non è bene? Non è questa la base della vita?

Se ci penso no, certo che non va bene! Io voglio vivere, ma devo arrivare ad uno stato in cui determino che questa non è la vera forma della vita, la forma della vita è diversa, non mi devo preoccupare del corpo e i livelli di cibo, sesso, famiglia, denaro, conoscenza, onore, ma devo prendermi cura degli altri. Cioè questo deve essere ancora più importante della preoccupazione per me stesso, e con questo mi libero dal desiderio del mio corpo con tutte le sue mancanze e non lo sento più come caro. Trasferisco tutte le mie preoccupazioni sugli altri, in questo modo arrivo ad un altro stato, sono nato ad un livello più alto, nel nuovo mondo, è questo che ci attira tutti. Quindi le regole sono quelle della reciprocità, dell’Arvut, perché con questo mi libero dall’angelo della morte. Io non mi sto liberando dalla vita: mi sto liberando dalla morte. Uno che si preoccupa solo di sé non si sente vivo, perché è vivo solo per mantenersi al sicuro, ma quando io esco e vado verso gli altri sento uno sviluppo senza limiti, un riempimento illimitato, dobbiamo portarli a questa cosa. Dobbiamo sviluppare questi discorsi, questo approccio, certo secondo la situazione della persona, ma in realtà questa è la linea di pensiero.

Oren: Se capisco bene, ci saranno delle volte in cui guarderanno queste conversazioni e sentiranno le idee che tu esprimi, e altre volte vorranno parlare tra di loro.

La famiglia?

Oren: Sì, allora loro devono prendere esempio da me e fare la stessa cosa, quindi ogni tanto guarderanno qualcosa come una discussione con te, e poi tu gli parlerai dallo schermo. Tu vorresti che loro parlassero tra familiari o devono solo guardare lo schermo?

Dopo un po’ si stancano di guardare; se io gli dessi una domanda, delle linee guida, sarebbe desiderabile, perché farei attraversare anche ai familiari questo processo per arrivare alla verità.

Oren: Quindi perché non ci aiuti a pensare a queste linee guida? Puoi darcele?

Dunque, anche loro devono sentire la comprensione, quest’idea, questo processo, per convincerlo, perché, convincendo lui, si convincono da soli. Devono ricevere tanto materiale per accompagnarlo nella maniera giusta, per entrare davvero emotivamente dentro questa dimensione superiore della dazione, in modo che vedrà e sentirà quanto sono insieme a lui. Sentiranno che non si stanno liberando di lui e lui non si sta liberando di loro, ma ora si connettono a un livello più elevato e continuano insieme. Anche se il suo corpo sparisce, continuano insieme perché si sono connessi su una dimensione più alta dove la morte non arriva.

Oren: Come fanno?

Lo ripeto, tramite questa educazione.

Oren: Sì ma questo è quello che chiedono, loro stanno attraversando questa educazione.

Noi parliamo della legge di connessione, di cosa vuol dire essere connessi nella discussione tra loro, entrambe le cose: sia tra di loro che con lui. Però credo che sia meglio che lo facciano tutti insieme alla persona che è malata, perché tra di loro potrebbero mettere qualcosa di artificiale; invece, davanti a lui, sono spinti a parlare dal cuore.

Oren: Quindi tutta la famiglia, incluso il malato, sono lì, di cosa parliamo? Quali sono le domande?

Come guadagnare una nuova vita, qua e adesso? Come è scritto: “Tu vedrai il tuo mondo nella tua vita”. È importante chi è vivo e chi è morto? Se noi saliamo a livello umano, il nostro corpo non è una barriera tra me e la dimensione interna, è possibile che magari queste siano persone che sono insieme al loro asino? Chi è il loro asino? Il corpo, la carne. E magari ci sono quelli che sono senza asino, nella forma dello spirito e quindi sono in questa connessione reciproca tra loro, il corpo non è un ostacolo o una barriera, non è niente, può essere solo un disturbo. Se noi usiamo la volontà di ricevere per dare, allora ci aiuta. Non stiamo parlando del desiderio fisico di ricevere cibo, sesso, famiglia, onore, conoscenza, ma della volontà di ricevere tutto per sé; ora, dal fatto che volevo usare tutto per il mio bene, passo a voler dare agli altri, e questo è già un desiderio che appartiene alla spiritualità. Nell’inclinazione al male, usavo il desiderio solo per me, invece l’inclinazione al bene è se lo uso a beneficio egli altri. Parliamo solo di questo e non di ogni tipo di desideri inferiori, fisici, eccetera. Quindi spiego loro qual è l’inclinazione al male, come ci limitiamo nella sensazione della vita, e come pensiamo se cominciamo ad aprirci verso gli altri e ci apriamo a sensazioni di un nuovo mondo. Ed è così che noi avanziamo con loro.

Oren: Diciamo che tu con questa conversazione li vedi tutti i giorni, poi li lasci e torni il giorno dopo; puoi darci un esercizio per i momenti in cui non sarete insieme? Come possiamo passare dal desiderio di usare gli altri a nostro beneficio ad essere con loro?

Credo che debbano soltanto ripetere le stesse cose che ho fatto io con loro, perché loro trattano costantemente questa persona, la persona che è malata.

Oren: magari sono a casa con lui durante gli ultimi giorni: dacci un po’ di compiti fino a domani!

Proprio come ho parlato con loro, anche loro devono parlare con questa persona, nello stesso modo.

Oren: Quindi i compiti sono di parlare di queste idee di cui ha parlato Rav Laitman con le famiglie e dovremmo fare in modo che anche la persona malata ne parli?

Certo, il più possibile, e che tutti facciano un gioco, perché non capiscono, non sentono, non ci sono dentro in maniera reale.

Oren: In cosa?

Nella sensazione, nelle impressioni di questa idea quando si comincia, ma gradualmente in modo che siano sempre più integrati, cominciano a sentire veramente che la natura funziona in questo modo, siamo nati in questo modo, noi viviamo così ed è così che continuiamo, quindi cominciamo a sentire l’interiorità in questo grande cerchio.

Oren: Ne parliamo tutti insieme?

Parlo con lui in loro presenza, loro devono imparare e dopo che ho parlato con lui in loro presenza, comincio gradualmente, secondo quello che sento, a connetterli a lui gradualmente. Devo fare in modo che capiscono che in realtà tutto il nostro lavoro condiviso è indirizzato verso di lui, portarli ad una sensazione che è al di sopra di questa vita, convincerli, per portargli un certo umore, un’immaginazione, non è importante come la chiamiamo. È qualcosa di strano per noi.

Oren: La cosa più importante è aiutare la persona ad uscire dai suoi guai. Cos’è questa cosa strana?

Noi stiamo parlando della spiritualità, della vita fuori dal corpo e quando cominciamo a parlarne, allora entriamo sempre di più. Cominciamo a parlare delle possibilità con domande e risposte, di ogni cosa possibile, io li aiuto ad entrare nel processo del workshop e a pensare a questa vita fuori dal corpo, fuori dalla volontà di ricevere. Il corpo è la volontà di ricevere per sé, è il mio ego e io lo trasformo in un corpo diverso a livello diverso, così posso nascere, io voglio nascere e dirigere la mia volontà di ricevere verso la dazione.

Oren: hai sottolineato, prima, che devono collaborare con te nella loro espressione esterna, quindi verso cosa li dirigerai? Perché la situazione è così emotiva?

Hanno bisogno di entrare tutti in questa vibrazione, i famigliari devono sostenermi davanti alla persona malata.

Prima parlo con lui e loro ascoltano, poi li chiedo di unirsi e loro capiscono che devono unirsi in modo che noi cominciamo a convincerlo, ad aiutarlo a uscire da questi guai, ad innalzare il suo umore; così loro cominceranno ad essere insieme a me, ad influenzarlo. Poi faremo un discorso, cominceremo a parlare tra di noi, e questa discussione sarà sempre sullo stato superiore, una spiegazione sullo stato superiore. Come ci innalziamo fino a lì, come costruiamo questi vasi? Proprio come nasciamo a livello corporeo, con la gravidanza, l’allattamento, la consapevolezza, come ci sviluppiamo lì nella spiritualità con la connessione con gli altri?

Se io non posso influenzarli e sono lì senza disturbarli, diciamo pure in questa società che è completamente in dazione e io non li disturbo, questo viene detto il livello inanimato o il feto. Dopo io voglio partecipare un po’, ricevere e dare come una cosa piccola come uno che è allattato, che sta partecipando nel mondo in cui è nato. Così lo spieghiamo, nella maniera più semplice possibile, in modo che in parallelo a quello che succede nel mondo corporeo, noi impariamo del mondo spirituale e loro ci entrano sempre di più. La cosa più importante è di sentire che vi trovate nell’umore giusto, lui si sta innalzando spiritualmente, prova questa buona sensazione e si sconnette dalla paura, dalla malattia, sa già per cosa vivere, sa come avanzare, vive per ottenere una dimensione più elevata e crede, ha fede perché questo lo aiuta tanto e aiuta anche la famiglia. Poi questa persona comincia ad entrare nella sensazione: una persona che soffre riesce ad attraversare questo processo molto, molto velocemente, in periodi molto brevi. Inoltre loro, insieme, si identificano coi suoi guai e devono convincerlo, e così convincono anche sé stessi. Cominciano a sentire veramente che la vita, verso la connessione gli uni con gli altri, è una vita totalmente diversa, che sono reali, anche molto di più di quello che noi sentiamo adesso qua e a questo livello che viene e va. È così apposta il fatto che abbiamo questa consapevolezza nel mondo. Perché diamo alle persone, perché noi diamo vita ai bambini e loro continuano dopo di noi? Perché la vita è in questo modo? Perché è così davanti a noi? In modo che noi possiamo imparare da questo il grado più alto, la dimensione più alta.

Oren- quando tu dici che dobbiamo convincere lui che la vita verso la connessione con gli altri è una vita totalmente diversa, che è molto reale, come possono convincerlo, devono convincerlo, ma come?

Parlando fra di loro, mostrando veramente che è così. Cioè gli dimostriamo che loro veramente lo vedono in questo modo.

Oren- diciamo che io sono uno di questi famigliari. Ora, chiedi a me di aiutare questa persona e di mostrarle che devo convincerlo, devo entrare in uno stato dove veramente ci credo...

E fino a quando questa persona non muore, tu e tutta la famiglia vivete in questa sensazione che non esiste la morte, esiste solo una nuova vita, una nuova nascita. Una trasformazione, un nuovo grado di esistenza. E questa sensazione in cui vivi, prima di tutto ti dà un senso di sicurezza e puoi influenzare, con questa sicurezza. Questo da un lato, dall'altro tu cominci ad imparare proprio come noi impariamo da tutti i nostri articoli, quanto queste cose sono razionali, quanto hanno un senso. Dipende però con chi parliamo.

Oren- proprio come tu hai descritto prima, che hai dato l'esempio di una famiglia tipica senza ricerche scientifiche...

O forse un po' di psicologia, quello che vuoi.

Oren- Io ora voglio capire: i membri della famiglia hanno questa responsabilità, una nuova responsabilità. Loro capiscono che devono fare tutto il possibile per rendere questi giorni migliori, riguardo la salute, le emozioni. I membri della famiglia sono stati presi proprio per questa missione, ma ora tu dici che c'è un'altra missione che è quella di convincere la persona malata che la vita, al di fuori, la vita con la connessione negli altri non finirà.

In questo modo lui afferrerà l'esistenza eterna.

Oren- tutti?

Tutti. Anche la connessione tra i membri della famiglia e questa persona non finirà. Se noi ci innalziamo tutti al di sopra dei nostri corpi, verso la sensazione reciproca di connessione, di dazione. La connessione fra di noi non finirà.

Oren- cosa vuol dire?

Che noi arriveremo ad una situazione, uno stato dove sentiremo lui e lui sentirà noi, che il corpo non è un ostacolo, non è una barriera. Che sia morto o vivo, il corpo non è una barriera. Noi possiamo arrivare ad uno stato in cui non sentiamo nessuna delle persone nel mondo, se sono vive o morte. E anche questa persona può.

Oren- noi sentiremo lui?

Sì, l'ho appena detto. Quindi per questo scopo la chiave è di convincere.

Oren- Tu hai assunto la famiglia per convincere una persona che è malata e per convincere anche sé stessi.

Attraverso questa convinzione tu attiri le forze della natura che veramente ti cambiano, perché sei tu, sono loro che stanno facendo questo workshop.

Oren- quindi i membri della famiglia sentono le cose che hai detto da insegnante, si connettono a questo e non lo sentono, però devono convincersi, devono giocare. Cosa vuoi dire?

Devono giocare allo stato nuovo, come se fossero già lì. Giocare all'amore con gli altri, giocare alla connessione con gli altri, senza pensare a me stesso. Giocare, proprio come abbiamo imparato col nostro metodo dell'educazione integrale.

Oren- Cosa sono le leggi di connessione fra le persone nel gruppo? Io devo esprimermi verso di lui e questo vuol dire convincerlo?

Sì, però così convinco anche me stesso. Ed è qui che l'abitudine diventa una seconda natura. Non sentiamo l'atteggiamento verso noi stessi, non abbiamo più paura, non siamo più nei guai, non ci sentiamo più depressi. Abbiamo vitalità, abbiamo una vita. Abbiamo una nuova prospettiva nella vita, circa ciò che è vero e ciò che non lo è, e vediamo che veramente è così. Io cambio, tramite questo, se non fosse in questo modo non mi approccerei a loro come a un terapista.

Oren- Tutto quello che hai appena detto in questa conversazione, tutte queste conversazioni, saranno molto emotive. Tu vieni e vai mentre loro rimangono lì, quindi se potessi lasciare una telecamera nascosta e vedere cosa succede lì una volta che te ne sei andato, cos'è l'immagine ideale, in termini di atmosfera, che vorresti vedere? Come si immaginano nel grado più alto della dazione? Come sapresti che hai avuto successo nel guidare questa famiglia? Che aspetto avrebbe?

Ognuno deve cercare di riempire il desiderio dell'altro.

Oren- e come influenza la persona malata?

Anche lui è integrato in questo. Guarisce i suoi dolori, la sua malattia, ma anche lui deve partecipare il più possibile.

Oren- questa è la regola, giusto?

Certo.

Oren- è così che misuri quanto uno può riempire il desiderio dell'altro?

Certo, deve essere legato come un uomo con un cuore nella garanzia reciproca. Ci sono ogni tipo di famiglie, dipende dalla quantità di sofferenza.

Oren- una persona sta per morire, è abbastanza sofferenza. Ci sono famiglie più calorose, quelle più fredde. Io ho chiesto uno strumento di misura per vedere se hanno percepito quello che gli hai spiegato, e tu dici che per misurare dobbiamo vedere quanto possono riempire il desiderio dell'altro.

Vedono quanto c'è bisogno per la famiglia, non solo per la persona che muore. Diciamo che il nonno muore, l'ha detto il dottore, oggi o domani. Noi lo facciamo per lui e ad un tratto loro sentono che è per il loro bene. Anche nelle loro relazioni famigliari e in generale. Vale la pena, è buono.

Nizza- Il momento arriva e la persona se ne va, fisicamente non c'è più. Dico fisicamente di proposito: quindi la sensazione prevalente è che muore e si sente bene?

Non sappiamo, dobbiamo andare a chiederglielo.

Nizza- no, no, io lo so perché ho avuto una morte clinica. Quindi hai questo sentimento di perdita, come lo gestisci?

Questo è già qualcos'altro. Dipende dall'amore in lui. Ci sono quelli che “oh, la persona è morta, cosa puoi farci?”. Ti siedi sette giorni, trenta giorni.

Nizza- ma io sto chiedendo: dopo questo stato che abbiamo appena subito, il processo con la famiglia e poi arriva questo momento.

Loro sentono che devono continuare.

Nizza- anche dopo che lui muore devono continuare?

Sì, devono continuare in quella direzione per tutta la loro vita. Di essere al di sopra di questa vita egoistica e le relazioni egoistiche tra di loro e col mondo intero.

Nizza- quindi questo workshop non finisce? è cominciato, a un certo punto.

Speriamo che nonno viva finché loro non sono corretti.

Oren- ok, stiamo per finire e vorrei che tu potessi riassumere quello che ci hai appena detto in relazione alla preparazione. Cosa succede in avanti?

Io non volevo parlare di queste situazioni e trattarle, ma tu mi hai sorpreso, con questo.

Oren- sì, ma parla alla famiglia: da qui in avanti, dimmi una frase personale che riassuma.

Beh, io spero che tutti loro siano in salute e che abbiamo una vita doppia. Fatta di due mondi, io lo chiamo doppio, cioè fatto sia di questo mondo corporeo, di essere felice e avere tutto ciò che ti serve e anche a livello spirituale. Così sentirai che non termina niente e niente finisce.

Oren- grazie Rav Laitman, grazie Nizza, grazie a tutti. Vi auguriamo ogni bene.

(Fine della conversazione)