Nuova Vita 57 - Forza buona e forza cattiva

Nuova Vita 57 - Forza buona e forza cattiva

Episode 57|Aug 13, 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 057

La forza del bene e del male

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 13/08/2012

OREN: Ciao a tutti, ciao Rav Laitman, ciao Nitzah. Oggi vogliamo continuare a parlare di qualcosa di cui abbiamo già discusso nell’ultima chiacchierata. Il vasto pubblico è veramente preoccupato della sicurezza di questo paese. Ci piacerebbe ascoltare qualcosa che possa essere di aiuto in questo momento di ansietà e paura. Cosa possiamo dire al pubblico israeliano?

È difficile rispondere al pubblico israeliano dal livello della saggezza a cui appartengo perché c’è una grande disconnessione tra quello che noi studiamo, scopriamo o comprendiamo della Natura e quello che la gente scopre e comprende della Natura. Io, nella Natura, scopro forze di connessione che possono cambiare la realtà, scopro una forza, grazie alla quale una persona più dà, più partecipa in modo positivo al cambiamento della vita umana e della vita nella società, questo è il modo in cui opera. Una persona non scopre naturalmente queste leggi, queste forze. Io scopro quanto lo sforzo per connetterci può cambiare il volto della società, non solo per rendere le persone più felici e più sicure senza l’ansietà che affligge molti, come una mezza consolazione che ne diminuisce l’intensità, ma che assistiamo ad una vera apparizione di questa forza, che non è di tipo psicologico, che aiuta la società a superare la disfunzione emozionale ma opera anche con una modalità che distanzia la paura tanto da allontanarla. Ci sono azioni in Natura che se la gente si unisce e si connette, se comincia a trascendere il proprio ego e ad andare al di sopra di esso solo per connettersi; nella misura in cui cerca la connessione al di sopra dell’ego, proprio perché si è migliori in quanto più connessi, più comprensivi, più datori uno con l’altro, si viene a creare una forza di dazione che opera e lavora contro la nostra forza naturale di ricezione dentro di noi. Questa forza di dazione comincia a lavorare in questo sistema di forze fino a dominare la forza egoistica che opera tra noi e a cui siamo abituati. Quando noi cominciamo a salire anche un po’ al di sopra dell’ego, verso la dazione mutua, non sappiamo di questa forza che comincia ad operare. In Natura non esiste di per sé come l’ego, la forza di ricezione mantiene tutta la natura, come possiamo vedere l’animato mantiene la vita tutta insieme, la Natura nei suoi livelli minerale, vegetale e umano. Le piante assorbono le sostanze nutritive che servono loro ed eliminano tutte le altre inservibili. La stessa forza opera negli animali, li fa muovere per la ricerca del cibo, in primavera per l’accoppiamento e per la moltiplicazione della specie ed anche nell’uomo che vuole espandersi e superare tutti i suoi limiti e usare tutto l’ambiente. Allo stesso modo, noi qui stiamo creando da zero, non c’è nessuna forza di dazione nella Natura, lì c’è una forza istintiva che esiste solo per il mutuo desiderio di sopravvivenza ma se noi agiamo tra di noi in modo da salire al di sopra dell’ego, anche se la massa non lo sente bene io lo farò, diminuirò il mio personale beneficio. In realtà io non lo diminuisco ma lo girerò agli altri così come avviene con i bambini o con i vicini. Se io comincio a stabilizzare queste relazioni, questi collegamenti che sono soprannaturali, creo questa nuova forza, la forza della dazione che comincia ad operare. La forza di ricezione agisce ed opera attraverso la Natura, opera nei differenti livelli: inanimato, vegetale, animale in modo tale che ognuno raggiunge la migliore condizione per sé. Continuando ad usare la nostra forza egoistica, raggiungiamo una tale crisi da creare un mondo pericoloso e terribile. Se noi, invece, agiamo con la forza della dazione, se noi esterniamo questa attivazione e la manifestiamo, cominciamo a scoprire quanto questa forza di dazione si trovi a livello del nostro desiderio, nel livello umano, il livello dell’Adamo. Una grande forza che esiste dentro una certa società, per esempio Israele, ha abbastanza potere da superare la forza egoistica che ci ha portati a questa crisi, a questo collasso di tutti i sistemi esistenti tra di noi. Noi dobbiamo vedere questo fenomeno in campo, sarà la prova. Prima di questo, le mie parole denunciano lo spavento di avere tutte queste opposizioni senza fondamento alcuno. Noi scopriamo, attraverso molte ricerche, che una persona pensa nel suo desiderio, mente e cuore come noi diciamo, e sente forze molto speciali. Noi scopriamo solo il livello del desiderio tra di noi creato dalla connessione di queste onde fatte dalle nostre menti e dai nostri cuori. Questo è un esempio molto interessante: gli scienziati hanno scoperto nell’oceano una balena molto strana che emette suoni a 7 Kilohertz, non ricordo, i suoni che emette sono diversi da tutte le altre lunghezze d’onda ascoltate. Le balene comunicano a 15 Megahertz. Lei è l’unica che non può essere ascoltata dalle altre per questo difetto nel suo sistema auditivo e parlante. “Dove sono gli altri della mia specie”? Non potevano comunicare tra loro e questa balena, senza famiglia, ha percepito d’essere sola al mondo. Lei poteva comunicare ma gli altri della sua specie non potevano ascoltarla, dunque nemmeno ricongiungersi né vedersi a causa del suo radar malato. Anche noi siamo in una connessione frammentata di questo tipo. In accordo con i ricercatori, tra noi ci sono le stesse onde, perché siamo costantemente connessi tra di noi e la nostra connessione è come quella tra le balene nell’oceano. Noi siamo dentro questa rete dove trasmettiamo costantemente tutti i tipi d’informazioni, pensieri e desideri. Quando cominciamo a creare onde positive uno verso l’altro, quando saliamo al di sopra del nostro ego per affermare l’unione, la dazione e la connessione tra noi, su grande scala, noi raggiungiamo un fenomeno molto potente e inimmaginabile nella connessione interna tra noi. Non possiamo ora riconoscerlo perché siamo connessi da relazioni egoistiche, qualcosa a cui siamo abituati ma, malgrado ciò, siamo in grado d’influenzare questa mutua connessione tra di noi, senza parlare, solo con l’unione di queste onde interiori e con la trasmissione dell’unione tra mente e cuore. Abbiamo bisogno di scoprire e di ricercare questo stato e di prenderlo in considerazione, per questo, quando noi diciamo di connetterci è perché da questo legame raggiungeremo un buon risultato. Se la gente lo capisse veramente noi scopriremmo una certa sicurezza psicologica; la cura degli uni verso gli altri; il desiderio di stare e vedere sempre più gli altri. Nell’esercito e nei commandos succede qualcosa di simile, il soldato accetta di affrontare il pericolo perché ha uno scopo, lo scopo della società che difende. C’è un certo tipo di risveglio qui, il suo ego lo spinge verso questo tipo di azione. In questo caso egli non ha bisogno di salire al di sopra dell’ego perché la connessione lo eleva fino al livello dell’ego collettivo tanto che egli mette a rischio la sua stessa vita pur di agire eroicamente. Questo per noi è comprensibile, abbiamo imparato da molto tempo, grazie ai nostri scienziati, quanti sforzi per spiegare meglio al pubblico come le forze della dazione che qui si creano e che sono mutue, se per connetterci saliamo al di sopra del nostro ego, esse cominciano a neutralizzare la forza maligna creata tra di noi che ci porta alla paura della guerra e del pericolo, a equilibrarla. Queste due forze cominciano ad essere opposte, una contro l’altra, proprio come le stiamo vivendo noi adesso. Cos’è questa paura? Perché esiste? Perché esiste nella cattiva connessione tra di noi, nell’approccio uno contro l’altro, non tra di noi e il nostro intorno, noi non abbiamo niente contro, non si relazionano a noi e noi non ci ricordiamo nemmeno che esistono. Dove sono queste forze? Dobbiamo metterle sul tavolo, renderle manifeste ciò di cui parliamo è solo un’espressione di questo. Il desiderio è una forza, il desiderio di fare del male, essi raggiungono un certo successo nel desiderio d’essere riempiti. Essi pensano che sia utile per loro andare alla guerra, vivere con la paura, essere in pericolo, perché da questo ottengono qualcosa, ottengono la distruzione degli altri mostrando a tutti la loro potenza, il loro eroismo e li usano per unire la gente, per renderla più forte e connessa. Loro pensano con questo di alzare i prezzi del petrolio, di farlo salire sempre di più per guadagnare molto senza alcuna perdita economica. Il loro orgoglio sale insieme ai calcoli che fanno: sì, noi vogliamo distruggere questo mondo, questo sistema. Cosa possiamo fare contro di questo? Noi possiamo stare di fronte a loro orgogliosamente, portare le "nostre armi”, i nostri piani, egoisticamente come loro e allora, proprio come succede tra gli orsi nelle foreste cominciamo a sbattere testa contro testa. È questo il modo di vivere insieme, preparandoci per un certo conflitto? Noi possiamo neutralizzare questa forza, per quanto possa sembrare irreale. Non sto parlando di annullare la preparazione. Le preparazioni sono un risultato della creazione di questa forza negativa in loro. Perché non creiamo una controforza positiva e portiamo questi conflitti, queste guerre ad un altro livello di forze che poi neutralizzeranno, più tardi, bombe ed armamenti vari? Questo è possibile e non costa nessuno sforzo e nessun investimento da parte nostra se non a livello di emozioni. Non combattere in nessun altro altro piano, le persone, in tutto il campo dicono tutti di rafforzarsi. Io suggerisco di prendere decisioni a livello della mente, decisioni proprie del livello umano, così saremo potenti più dell’intero mondo che, anche se si scagliasse contro di noi, possiamo, grazie alla connessione tra di noi, neutralizzare tutte queste paure ed elevare tutti i desideri negativi, cancellarli ed affermare l’opposto. Noi possiamo mettere nei loro cuori e nelle loro menti un’attitudine opposta verso di noi. Non so come divulgare, spiegare tutte queste cose guardando come un mistico, tutto questo non è misticismo. Noi possiamo anche basarci su tante ricerche. L’uomo interiormente è una creatura molto complessa e la sua fede nasce da un senso di insicurezza, paura, ansietà, da credenze personali di tutti i tipi, magie. Cosa succede con Rav Rende? Tante persone, compreso il Primo Ministro, lo incontrano per chiedergli di fare qualche meditazione per poi prendere una qualche decisione è così anche per tutti i ministri e i membri del Parlamento. Ognuno ha una grande parte dentro di sé: la sua essenza interiore come persona, usa tutti i tipi di sentimenti che puoi chiamare mistici: spiritualità, fede, religione ma la preoccupazione rimane per i tanti calcoli che stanno dietro alla decisione finale di andare in guerra, anche nel Ciad. Tutti gli equipaggiamenti, in maggior parte, si basano su calcoli religiosi, faziosi, estranei alla fede. Noi parliamo scientificamente del mondo che è un mondo di forze in cui abbiamo bisogno, in aggiunta alla forza naturale dell’ego che opera dentro di noi, nella nostra intera realtà, noi umani possiamo creare, interamente, tra di noi, le buone forze. Invece della ricezione, la dazione, invece dell’ego, l’amore per gli altri. Noi parliamo in modo scientifico non mistico.

OREN: Forse dovresti dare un’altra direzione. Una delle domande più frequenti riguardo tali argomenti è che queste cose sono ok per coloro che credono, ma per gli altri sono idee filosofiche.

Giusto. “Mettiamolo sul tavolo e dimostralo”.

OREN: Si può afferrare questa realtà, c’è una verità in essa, ma la domanda è: che tipo di responso risveglieremo nel pubblico? In che forma dovremmo consegnarla al pubblico?

Con questo piano della connessione tra di noi, in reciproca garanzia con le persone, si risveglieranno delle buone attitudini gli uni verso gli altri, con il mutuo aiuto. Queste sono qualità della connessione cui nessuno può opporsi. Ogni persona, dentro la società, dirà: “Oh sì, sì, noi dovremmo almeno essere neutrali e avere la forza di farlo, di non opporci direttamente”. È chiaro a tutti da molti esempi, anche con quello che insegniamo ai bambini: “giocate bene insieme, unitevi, vedrete quanto potete divertirvi uno con l’altro e tutti saranno felici”, questo è il modo in cui si relazionano alla connessione positiva. Questo è il modo in cui la mamma insegna ai bambini. Così nessuno si opporrà, ma è solo un certo livello di beneficio del pubblico generale. Noi abbiamo imparato ad unire le persone durante i tempi duri delle guerre e da tutti i programmi archiviati in radio, non con Madonna e o cose del genere, ma con cose che sono più vicine alle persone. Per questo non abbiamo bisogno di andare fuori sulle strade, forse dovremmo cominciare con questo. La tua domanda è dunque questa: dovremmo andare per la strada e gridare pace contro la guerra? No, noi andiamo fuori, contro la guerra, con la connessione. Questa è una grande differenza. Non siamo qui per tutti quelli che adesso protestano contro il Primo Ministro per fermare queste cose e non andare a combattere. Noi non siamo pro o contro nessuno. Noi vogliamo risvegliare le forze che neutralizzano completamente questa capacità, questo bisogno di combattere. Dovremmo usare il nostro potere in modo da dire alle persone che dovremmo connetterci perché tutto sia okay, un certo tipo di fede semplice ma così potente da neutralizzare le paure generali, lavorando solo sulle emozioni senza dover spiegare o entrare in profondità. Se ci connettiamo, andremo avanti e supereremo tutti i nostri nemici, come uno slogan. Dobbiamo celebrare in modo festoso. Le persone non fanno domande? Allora semplicemente partecipano, gli intellettuali e gli scettici che chiedono cosa sia, partecipano anche loro, perché il metodo è buono e bello ed è meglio che sedere in disparte. Noi possiamo uscire tra la gente in questo modo, per un risveglio generale, possiamo cercare di aprire ancora di più le porte della saggezza dove le forze… Che tipo di forze sollecitiamo? Come possiamo lavorare e operare? Qui voi state già entrando in un campo che probabilmente è problematico; forse il 70% della gente non è nemmeno capace di pensare a un tale livello, loro capiscono solo cibo, sesso, famiglia, cose basilari. Se voi cominciate a parlare a questo livello, in questo modo, loro non capiscono di cosa state parlando, forse non è utile o forse lo è, forse dovremmo farlo a vari livelli. Voi vi rivolgete alle persone nel modo più comune, su internet sui giornali, su alcune sezioni speciali dei giornali magari vi rivolgete alle persone in maniera più profonda. Oppure c’è un altro modo di cui abbiamo parlato, il modo storico, cioè, come siamo stati abituati a unirci come persone, 2000 anni fa per la distruzione e come, cadendo dal livello dell’amore verso gli altri all’odio mutuo, abbiamo causato la fine della nostra esistenza, qui, nella terra d’Israele, come persone. In questo modo opposto, noi possiamo, elevarci al livello della gente nella Terra d’Israele e non permettere a nessuno nemico di salire contro di noi se saremo uniti. Questo è un livello di tutto rispetto poiché il 78% delle persone è di tipo tradizionale o religioso, l’idea di una Nazione, della connessione, dell’unione e il modo in cui vogliamo usare il “Tempo del Tempio” o i problemi che viviamo dal tempo dell’esilio, da Babilonia sono tutti punti emotivi, eccetto il punto di vista religioso e storico con certe prove. Io non voglio cancellarlo perché penso che prenderemo anche questa forma di spiegazione per la giustezza della nostra causa. Penso che possiamo trovare in psicologia tanti tipi di esempi paralleli sulle difficoltà in cui si trovano le famiglie, con tante problemi, con questo metodo cominciano a cambiare la realtà e non soltanto l’atmosfera. Improvvisamente essi trovano una fonte aggiuntiva di entrate, di vitalità. Ci sono molte ricerche a riguardo. Rispetto a questo dovremmo fare tutti i tipi d’interazione, ci sono tante prove nelle nostre vite che la connessione causa la creazione di una nuova forza di vita, di vitalità, una forza che può veramente cambiare la realtà in cui viviamo. Dobbiamo lavorare su questo, creare e stabilizzare perché non possiamo screditare questi problemi, non è qualcosa che succederà in tre mesi, no, questo compito di connessione tra noi, da questo lasciando i problemi portando la Nazione d’Israele verso la sua forma completa ed unita e dando esempio a tutto il mondo di come uscire da questa crisi generale. Adesso ci stiamo solo entrando, speriamo di non vedere la fine di tutte le nostre vite sulla terra, la fine dell’umanità. Vediamo che questa paura dell’Iran e la condizione economica generale ci stanno solo dirigendo verso la giusta direzione da prendere, non la possiamo realizzare da soli con questa piccola paura e sofferenza diretta verso di noi, dovremmo proporci al mondo come esempio al mondo e spiegare che questa grande paura, questa crisi generale in realtà è una spinta della Natura per farci realizzare l’interconnessione e l’unione, è una sfida per tutta l’umanità.

OREN: Penso che ora dobbiamo passare alle domande che abbiamo ricevuto.

NITZAH: Cosa possiamo estendere questo argomento che ci ha dato quattro differenti direzioni? Abbiamo parlato del conflitto, come passare il messaggio perché c’è questa distanza tra noi e la logica e tra la logica e la realtà. Come esaminare il positivo ed il negativo di tutte le soluzioni? Forse ci aiuterebbe, come movimento, per avere una immagine più chiara, vedere in che modo e come agire. Ripeto, uno dei primi messaggi di direzione di cui hai parlato è questo messaggio semplice della connessione tra di noi. Noi supereremo tutti i problemi e in più, parleremo a tutti anche se in noi non c’è ancora abbastanza potere per parlare. Mi piacerebbe leggere anche qualche domanda fatta a riguardo dalle donne che lavorano con internet. Una dice: Se noi parliamo del messaggio dell’unione, di come avere buone relazioni tra noi, gli uni verso gli altri, forse può essere definito come un messaggio semplice, come essere carini uno con l’altro, per la strada o in banca, come in America dove tutti ridono incontrandosi, anche se alcuni la chiamano ipocrisia; fondamentalmente, se parliamo di questo, c’è qualcosa riguardo a questo messaggio che non è molto forte, forse è la mancanza di questo messaggio che da un lato è piacevole e facile ascoltarlo e dall’altra non è abbastanza forte. Questa è una direzione. La seconda è che abbiamo detto di aprire tutto questo problema delle forze riguardo al lavoro che ha molto potere, ma possono prendere…

Noi non dobbiamo screditare nemmeno l’ipocrisia perché siamo d’esempio uno con l’altro e se anche l’altro non mi piace gli mostro quanto suppongo d’amarlo e quanto mi piace. Questa è forza, un vero sentimento ma questo succede gradualmente perché l’abitudine diventa una seconda natura. Ricordo quando sono arrivato in Canada la prima volta. Mio fratello abitava là da molti anni. Abbiamo parlato ed io mi sono interessato nel vedere il modo in cui vivevano la vita che a me sembrava come un sogno. Mi sembrava di vedere che tutti vivevano lentamente a Toronto. Per fare un esempio egli ha messo la freccia e ha fermato la macchina mentre dietro di lui c’erano almeno venti macchine. Il semaforo era verde e si è messo a leggere il giornale. Nessuna delle venti persone ha suonato il clacson. In Israele forse si linciavano, almeno mentalmente. Questi comportamenti, sono buoni? Semplicemente sono frutto di un’educazione. Io capii che se avessi vissuto là, con loro, dopo qualche mese, sono che avrei agito nello stesso modo, di sicuro perché mi sarei vergognato a suonare il clacson. Perché suonare il clacson se nessuno lo suona? Dopo alcuni mesi avrei pensato: “Perché dovrei suonarlo? Perché la persona non si sta muovendo? Perché ha bisogno di stare lì gli darò il suo tempo”. Non dovremmo screditare tutte le azioni e tutti gli artifici che facciamo intenzionalmente come un gioco. Questo gioco è una buona cosa che ci porta all’abitudine cioè diventa una seconda natura, una natura che per una persona è tutto. Così noi abbiamo un approccio che ci permetterà di creare in noi questa forza di dazione, ma andiamo avanti, con gli americani un po’ più avanti di questo loro sorriso esterno. Se facciamo queste azioni, gradualmente tra di noi nasce la forza di connessione, la forza di dazione, la vera forza che equilibra la forza negativa, la forza dell’ego tra di noi in un modo che ci farà improvvisamente ritrovare noi stessi in equilibrio con queste due forze. La forza di dazione e la forza di ricezione lavoreranno insieme per darci una nuova vita. Se noi scopriamo la forza della ricezione, scopriremo che questa creatura che ha solo la forza di ricezione non può vivere, non può assorbire perché porta morte a sé stessa come un cancro. Una creatura vivente deve assorbire ma anche dare, prendere buone cose e lasciare tutto ciò che è negativo, questo è il modo in cui lavoriamo nella connessione tra di noi. Nell’ecologia della natura c’è dentro la società umana, tutti sono come in una natura in cui ogni elemento opera sia in ricezione sia in dazione; in dazione e in ricezione, più lavoriamo in questo modo mutuo più vediamo la perfezione della natura, il corpo con tutte le sue parti, è il modo in cui lavora la stessa natura con le differenti specie nei livelli inanimato, vegetale e animale, eccetto per la società umana che usa solo la forza di ricezione e anche quando dà, non è la forza di dazione, perché dona per prendere qualcosa in in più per sé, diamo solo per prendere per noi stessi qualcosa di migliore. Non è la forza di dazione perché non siamo connessi. Così, noi sentiamo dalla vita che possiamo sentire anche nella società umana, se noi aggiungiamo la forza della dazione, anche se viene dalla mancanza di desiderio per questo, la mancanza d’interesse in questo, da tutte nostre abitudini, anche se è solo per giocare, per la paura di non avere scelta, noi stiamo ancora raggiungendo la forza di dazione tra di noi. Gradualmente questi sistemi di connessione cominciano a nascere e se sto dando, invece di ricevere, comincio ad avere la comprensione che la società ha una vita in sé stessa. Noi eleveremo la nostra vita sociale ad un livello speciale, unito, nel quale avremo la vita da sé stessa. Allora sentiremo la società come un corpo che ha vita, in tutti i tipi di relazione e di transazione tra le persone. Noi saremo come cellule in questa società. Daremo, riceveremo e trasmetteremo tanta energia positiva fino a percepire questa forza mutua tra noi che comincia a fluire e nella circolazione cominceremo a sentire una nuova vita. Noi esisteremo lì, ognuno come un piccolo componente, sentendo nella nostra vita come una personale aggiunta poiché la nostra vita privata sarà integrata con questo sistema sociale. Cominciamo a sentire nelle nostre vite un’accelerata come una cellula connessa al corpo generale. Così sentiremo noi stessi, connessi ad un meccanismo enorme che ha un flusso potente di vita. Io non so in che modo possiamo trasmettere questo sentimento, questa saggezza. Ci sono molte ricerche su questo, per la gente forse possiamo dividerle in pezzi e darle gradualmente, forse possiamo passarle tramite persone che godono di un certo rispetto, scienziati o anche persone dell’esercito con esempi che agiscono già così tra loro o psicologi. La domanda giusta è: Abbiamo bisogno di spiegazioni? Se noi eleviamo la paura, per le persone sarà più facile connettersi. La persona è realmente una creatura emotiva e quando sta nella paura, anche se non gli sembra così grande, per lui non c’è scelta. Io non sto dando nessun’altra cura.

NITZAH: Ci sono queste due opzioni, la terza è parlare della storia della nazione d’Israele.

Io penso che questo sia molto importante e potente, risvegliare in noi, specialmente nel momento della paura e del pericolo, la nostra ricca storia, le sue forti fondamenta, dovute alla nostra unione. Noi abbiamo già passato queste cose.

Perché abbiamo avuto successo? I maccabei….

NITZAH: Pensi che in questo caso dobbiamo andare su questa piccola storia dello Stato d’Israele a questo riguardo?

No, no, quando dico storia intendo le fonti sulle quali la Nazione è stata fondata quando siamo diventati una nazione da Babilonia all’occasione del Monte Sinai e poi con “ama l’amico tuo come te stesso”, dall’odio che abbiamo scoperto perché noi siamo sempre di fronte, o tra, queste due forze, queste due inclinazioni, queste due qualità: l’ego che è l’odio e la connessione che è “ama il tuo amico come te stesso” e sempre siamo senza scelta tra le due e, in accordo alla nostra scelta, noi continuiamo la nostra storia. Se noi proseguiamo nel senso di “ama il tuo amico come te stesso” continueremo verso situazioni in cui avremo uno stato futuro e una nazione se, invece, andiamo nel senso dell’odio, allora perderemo anche quello che abbiamo. Di sicuro non dovremmo più sbagliare; più mettiamo la forza della connessione, più saremo vicini alla nostra esistenza, alle nostre fondamenta come stato.

OREN: Sarà molto divertente vedere che la campagna di “ama il tuo amico come te stesso” creerà questo cambiamento nel pubblico. Perché dico questo? Perché non è come se tu avessi portato qualche invenzione che nessuno ha ascoltato o che ha impressionato qualcuno.

Di sicuro sono cose ascoltate prima ma sto dicendo che qui il cambiamento, dobbiamo usarlo, dobbiamo manifestarlo ed attivarlo.

OREN: Prima di tutto le persone che possono raggiungere tutto.

Scusa, Le persone non possono dire niente riguardo a ciò, questo è un grande amore, nessuno dirà niente, io penso che porteremo via qualcosa perché la campagna non è pubblicizzare questa famosa citazione ma spiegare come e in che modo noi la dobbiamo attivare e riempire, diversamente sarà solo qualche parola in aria che non servirà a riempire nessuno.

OREN: Non amo “ama il tuo amico come te stesso” come slogan. In ogni scuola e in ogni base lo vedi dappertutto. Hanno già fatto questa campagna per migliaia di anni e non hanno mai detto che una buona vita è quello che sentiamo, questa frequenza che noi sentiamo di “ama l’amico come te stesso”. Perché dovremmo andare fuori con questa campagna? Non voglio nemmeno sentirla in giro perché l’hanno già fatta per migliaia di anni.

Dipende tutto da come la fai e dalle ragioni.

OREN: Non solo le tre religioni, ma tutte le nazioni, in molte grandi campagne, che è successo? Nessuno parla di “ama il tuo amico come te stesso” e quello che riempiono è che dovresti odiare il tuo fratello. Tutte le persone ti guardano come se fossi invisibile, nessuno percepisce “ama l’amico tuo come te stesso”, le persone non hanno nessuna antenna.

Sono d’accordo con te ma la base, le fondamenta che costruiamo per questa campagna, non sono le parole che usiamo ma il metodo così da dirigere un’umanità che non ha più nulla. La miglior comprensione per me è correre specialmente con questa campagna fino a quando l’umanità si connetterà in un unico sistema, vivrà in un unico corpo senza più divorarsi, come un cancro, in tutti i livelli, in tutti i campi, in tutti i modi in cui costruisce la società umana. Così che questa malattia sviluppi fino alla fine in cui noi finiremo la Natura, cosa ci resterà? Niente, ci resta solo questa campagna. Cosa possiamo fare? Abbiamo bisogno di attivarla in maniera intelligente, gradualmente, senza stimolare paure. Tu hai ragione nel dire che “ama Il tuo amico come te stesso” è qualcosa che nessuno vuole ascoltare.

OREN: Anche se abbiamo parlato di noi e riempito noi, abbiamo sentito… abbiamo ricevuto persone che volevano la connessione, la possibilità d’essere felici l’uno con l’altro e gentili non è un messaggio molto forte.

Non penso che usare la campagna di leggere salmi contro salmi funzionerebbe, ci sono molte persone che già leggono i salmi, non possiamo leggere il libro tutto il giorno così cosa suggeriamo? Queste cose non funzionano sulle persone, abbiamo bisogno di qualcosa di emotivo, di logico per lavorare assieme. Questo è chiaro per noi, come costruiamo la nostra campagna sia sull’emozione che sulla mente, per lavorare sulla persona e convincerla nel momento che abbiamo la paura esterna che risveglia gli aspetti negativi di paura e ansietà e la parte positiva nella quale noi possiamo invece controllare la paura e l’ansietà, se possiamo dare nascita a questo, dentro di noi, in modo da neutralizzare la negatività, con logica. Come possiamo lavorare con logica, come possiamo convincere? Se noi risvegliamo la parte positiva per controllare la parte negativa, essa sarà ingoiata dalla parte positiva e la gente preferirà stare con noi. Senza la parte negativa, la gente non ascolterà. Perché? Cosa mi vuoi vendere? È qualcosa di cui ha bisogno. Così, tu risvegli prima di tutto la persona perché con questa forza negativa ha una mancanza e vuole compensarla. Queste paure, queste ansietà…io manderò loro questa compensazione per scoprire prima di tutto questo sentimento negativo che toglie sicurezze e le sostituirò il sentimento di tutte cose buone, tutto il calore, da questo, paure ed ansietà scompariranno. Adesso parliamo di logica vicino al cuore, stiamo parlando di sentimento, la mente, tu gli vendi qualcosa: la compensazione psicologica, un certo tipo di armi contro uno schermo. Tu, gli hai venduto questo lo stesso. Qui, abbiamo bisogno di sviluppare un sistema intero per la causa. Cos’è questa paura, questa forza della paura, forza nata nei nostri nemici? Loro fanno dei calcoli e pensano di usarli ed hanno successo. In un qualche modo ci divorano, in un certo senso ci comprano e da questo traggono il successo. Fanno chiari calcoli. Come possiamo neutralizzare questi calcoli? Perché esiste in loro, abbiamo parlato prima di queste forze della Natura. Chi ti capirà? Non lo so.

OREN: Dobbiamo pensarci insieme fino al prossimo incontro. Grazie per essere stati con noi e arrivederci.

(Fine della conversazione)