Nuova Vita
Conversazione numero: 284
L’evoluzione delle emozioni
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 07/01/2014
Oren: Buongiorno a tutti, grazie di essere qui con noi in queste conversazioni con Rav Laitman, con noi c'è anche Nitzah. Oggi vogliamo approfondire il tema riguardo alle nostre emozioni, niente è più vicino a noi rispetto al nostro sentire e vogliamo sapere come sentirci meglio in questa nostra vita, come fare per rendere migliore la nostra vita interiore, per essere felici, risvegliarci ogni mattina sentendoci felici ed inoltre come essere migliori in quanto esseri umani. Cosa ci è successo negli ultimi tempi e cosa ci aspetta nel futuro. Nitzah, vuoi parlare tu?
Nitzah: Possiamo vedere come la nostra tecnologia ci ha sviluppato, come i processi si sono sviluppati e magari anche i valori, come il comportamento si è sviluppato in tante forme, ma quasi non abbiamo dato importanza allo sviluppo emozionale attraverso il quale stiamo passando, quando osserviamo le nostre emozioni più importanti che caratterizzano tutti noi ci accorgiamo che ci sono tre emozioni che sono basilari al di là del livello in cui si trova una persona, esse sono la rabbia, la felicità e la tristezza. Oltre questo, in questo tipo di processo che passiamo, abbiamo altre emozioni: la colpa, il pentimento e la vergogna, ma anche altre positive come la compassione e la preoccupazione, cioè, vediamo che c'è un certo di sviluppo nel processo dello sviluppo emozionale e vogliamo capire verso dove esso ci guida. In precedenza questo processo ci aveva portato a percepire delle emozioni positive, in numero maggiore di quello che stiamo sperimentando oggi.
E' corretto, abbiamo già parlato di questo nella conversazione precedente, del fatto che le nostre emozioni sono la base della nostra struttura corretta, perché il desiderio è la nostra volontà di godere, vogliamo capire cosa ci riempie perché questo desiderio è una mancanza di qualcosa, vogliamo qualcosa dentro quello che sentiamo e chiamiamo questa sofferenza piacere.
Complessivamente abbiamo meno emozioni, abbiamo quello del piacere se riceviamo ciò che vogliamo, altrimenti sentiamo solo il desiderio vedendo che non possiamo soddisfarlo e questo si chiama sofferenza, sofferenza e piacere, siamo tra queste due emozioni, siamo sempre direzionati, ma come è possibile, non è che vogliamo la sofferenza, ma la vogliamo sempre di più con il fine di trovare un poco più di piacere nel futuro, è come quando arriva l'ora del pranzo, prima di sederci a tavola godiamo prima per giungere meglio a questa sensazione che vogliamo.
Questa è la base, il piacere è qualcosa di molto semplice, noi ci sentiamo in contatto con il piacere, con la felicità, ma la sofferenza, dovuta al desiderio di ricevere, ha tante forme, tanti colori, come la musica, ad esempio c'è musica che viene interpretata con felicità, nella musica classica sentiamo musica, pensieri e tristezza per il dramma della vita umana, per lo sviluppo della natura. Abbiamo tante specifiche emozioni, ma il dolore, il timore e l'ansia sono molto più sviluppate in noi rispetto alla sensazione di felicità, magari essa c'è, dopo ore ed ore di dramma possiamo avere un istante di felicità, generalmente la sentiamo con la musica classica, i balletti, anche con l'opera. Di norma non sentiamo felicità, si tratta di un'illusione per coprire la tristezza, possiamo sentirla dopo essere stati in uno stato di depressione, di tristezza, dopo i timori, l'ansia, i problemi quando arriva la soluzione lì sentiamo felicità, di per sé essa non è in noi, è come una pillola che ci dà gioia.
Dobbiamo imporci di essere sempre allegri, particolarmente con i bambini o altre persone, avere una risata improvvisa, c'è gente che sta male ma tutto il tempo sorride, cioè, durante la nostra vita sono tante le emozioni che ci guidano, quali la gioia, il timore, l'ansia, le pressioni, lo stress e questo ci crea le mancanze, se esse ci portano alla gioia, alla felicità, questo si chiama bene, non è che questo sia il principio della felicità, no, perché è nella nostra natura sviluppare il desiderio di godere con il quale poter essere felici tutto il tempo.
Oren: Ci può essere molta ansia, ma anche molta felicità.
Questa è una mancanza, qualcosa che vogliamo e non abbiamo, non possiamo essere felici, diciamo che sei obbligato a prendere qualcosa e tu non vuoi, ti stai provocando tristezza, se non hai una mancanza soffrirai, sto parlando della mancanza di qualcosa che ti manca.
Oren: Certo che ho una mancanza e sento questo come sofferenza, posso essere felice senza questa mancanza? no, mai. Allora siamo nati per essere tristi?
Quando nasciamo non siamo così, questo vuol dire che è la Natura che ci costruisce in questo modo. Quando siamo felici senza una ragione? Quando nasciamo fino a quando arriviamo alla pubertà.
Oren: E' chiaro che non possiamo continuare ad essere così poco felici.
E' una definizione molto chiara, noi possiamo misurare quando una persona entra nella maturità quando comincia a preoccuparsi, si preoccupa di riempirsi e raggiungere delle soddisfazioni, ma esse sono lontane e nel frattempo ci sono tensioni, pressioni, timori e preoccupazioni, tutte situazioni stressanti. Vale la pena? Bisogna crescere.
Oren: Si, va bene.
Da una parte tu ti senti come i bambini, vorresti ricevere il piacere come loro, un piacere illimitato che non finisce mai, dall'altra parte però questo non è il senso della tua vita. Quando osserviamo la nostra vita vediamo che avvengono tanti avvenimenti, quanto può soffrire una persona? può soffrire per ore mentre può godere solo per alcuni minuti, guarda come siamo fatti, all'opposto della razionalità, non c'è logica in questo. Una persona è molto sviluppata nelle pressioni, in mancanze che sono più elevate, poi si guarda e vede che manca qualcosa, che ci sono molte influenze su di lui ed allora entra in altre sensazioni, così è la sua vita.
Oren: Nella mia professione ho studiato tanti sistemi, molto è negativo perché guardo al futuro e vedo che ci sono tanti problemi.
Nitzah: Chi sa di più aggiunge più dolore alla sua vita, lei ha detto una cosa molto importante, che la felicità è molto breve e superficiale mentre la tristezza e l'ansia esistono in profondità dentro di noi, siamo come creature drammatiche che aspettano il dramma perché ci dà emozioni.
Se non sentiamo la felicità non sentiremo la soluzione della vita.
Nitzah: Abbiamo la sensazione di creare un dramma personale.
Si, tutta questa composizione è letteratura, musica, teatro, tutte le nostre composizioni sono sempre drammi ed alla fine non tutte finiscono in gioia.
Nitzah: Poi si infiltra una nebbia oscura, realmente è questo il nostro dramma adesso, ora è come se noi stessimo vedendo un film, qualcosa di drammatico.
Quando un bambino nasce egli è felice, ride perché altrimenti non crescerà, se un bambino entrasse nella vita con preoccupazioni e timori egli non crescerà perché questo blocca il suo sviluppo, per quale motivo deve svilupparsi se soffre, se ci sarà sempre più sofferenza nel corpo, nelle emozioni, nei sensi, allora tutto si blocca, si copre gli occhi come se non volesse esistere, per questo motivo un bambino è colui che gioca sempre con tutto, anche con delle piccole cose, farà di tutto per essere felice, perché noi non possiamo essere così? perché non possiamo trovare vitalità in tutto?
Dobbiamo parlare dello sviluppo delle nostre emozioni, quando i bambini arrivano ad avere 15 anni entrano già nello sviluppo umano. Diciamo 150 milioni di anni fa, miliardi di anni fa, si è cominciato a sentire qual è lo sviluppo dell'uomo a partire dalla scimmia, era un qualcosa di primitivo, elementare, così è anche per gli animali, hanno una loro società, i loro timori, vogliono mantenere il loro corpo in piena vitalità, in maniera ottimale, questo è tutto, ogni cosa è indirizzata verso il processo dell'esistenza, del mantenimento, della famiglia e la discendenza.
Con il grado di Adam l'uomo si sviluppa al di sopra del grado animale, scopriamo che la Natura si sviluppa in questo modo, crea nuovi desideri, nuove mancanze con le quali noi vogliamo solo cibo, sesso e famiglia, ma abbiamo bisogno anche di soldi, onore e conoscenza, onore e conoscenza sono desideri umani rispetto a cibo, sesso e famiglia che sono desideri corporali, prima di tutto dobbiamo soddisfare noi stessi, riempirci di desideri corporali, questa è la base. Ci sono persone nella nostra generazione che si sviluppano, possono avere un'evoluzione, ma sono comunque preoccupati per il cibo e la famiglia, guardando la tv vediamo che c'è tanta pubblicità sui cibi, a me invece piacerebbe vedere programmi diversi, di scienze ed altro mentre invece ora tutto è incentrato sul cibo, capisco che per alcune persone è un modo per sollecitarli ad acquistare delle cose però vorremmo vedere come erano le persone prima di entrare nei desideri basilari, perché quando siamo arrivati a cibo, sesso e famiglia siamo arrivati anche alla conoscenza, all'onore ed al denaro che sono desideri che non hanno nulla a che fare con il nostro mondo emozionale.
Noi siamo connessi al nostro corpo rispetto al fatto che possiamo riempirlo con cibo, sesso e famiglia, ma se superiamo il limite distruggiamo noi stessi ed anche la famiglia, il sesso ed il cibo perché questo è associato al nostro corpo limitato, ci importa solo di nostra moglie, delle donne, dei figli, della casa, questa è la forma di sviluppo di una persona che ha smesso di crescere in una determinata forma, penso che siano preoccupati di quello che sentono in giro ed i loro desideri sono molto limitati.
Oren: Quali sono questi desideri limitati?
Desiderio di godere, di cibo, sesso e famiglia.
Oren: C’è una diversificazione nel grado della felicità?
Si, c'è una diversificazione, non ha importanza di cosa la persona vuol godere ma da questo, riceve allegria e gioia. Se guardiamo gli animali vediamo che loro sono felici, se hanno fame hanno fame, se sono tristi sono tristi, questo è tutto, se una persona si sviluppa in modo tale che non sente il bisogno nella scienza, di aprirsi al mondo, di guardare se stesso e chiedersi da dove viene e chi è, di sapere cosa succede al di fuori della sua vita, per lui è sufficiente quello che percepisce.
Dobbiamo sapere che negli ultimi 100 anni siamo entrati in un mondo che è guidato, gestito, manipolato dai governanti, ci sono molte persone che si preoccupano per i desideri delle masse, dal sapere da cosa attratte, quanto guadagnano, ci sono delle élite che si occupano del nostro mondo emozionale, tutti stanno programmando su cosa sentire, che mancanze avere, come programmarsi per avere determinate cose ed avere così una sensazione di felicità, non vogliamo cambiare la nostra vita, non vogliamo giungere ad una nuova guerra e così alla fine saremo felici, diciamo che una certa felicità riempirà ciò che abbiamo con la nostra piccola, primitiva vita bestiale.
Oren: Diciamo che una persone preferisce le cose basilari, cibo, sesso e famiglia ed inoltre ha desideri più sofisticati come denaro, conoscenza ed onore, come si sente emozionalmente questa persona, sviluppa una serie di emozioni più grandi nella sua vita? Quello che lei dice, che corporalmente voglio essere ricco, rispettato, voglio conoscere, cosa produce in me interiormente, da un punto di vista emozionale, mi espande o mi riduce?
Abbiamo piaceri e sofferenze e questo è dovuto unicamente in base alla nostra diversità...........
Dal minuto 22,50 al minuto 24,05 non è tradotto
Con questo ci evolviamo, questo è un tempo, movimento e luogo perché ci sono tante fasi di sviluppo, il programma in cui esistiamo non è diversificato in tante connessioni, dall'alto in basso, in diverse aree, diciamo che è la nostra mente, il nostro cervello che stabilisce le nostre emozioni, cosa vuol dire questo? che il nostro cervello ci indica cosa sentire, come riempire la nostra mancanza e soddisfare il nostro desiderio.
Nitzah: Cioè, sentire l'emozione e la soddisfazione di questo desiderio che si sviluppa.
Certo, diversificando le emozioni in modi differenti.
Nitzah: Dove io, in accordo con la mia mente, ho più desideri?
Si, la mente elabora come poter soddisfare questi desideri, c'è molta diversificazione perché si espandono tutto il tempo, si connettono l'uno con l'altro anche nel tempo, movimento e spazio per arrivare ad uno stato in cui vogliamo godere, diciamo che sono in un posto vicino al mare, sotto una palma ed ascolto della musica mangiando un gelato, accanto a me c'è una bibita particolare, risiedo in un bungalow moderno, qui ci possono essere migliaia di connessioni diverse su quello che penso, mi sentirò calmo con un senso di benessere, sono qui in vacanza lontano dal lavoro, dal mio vecchio mondo con la mia famiglia, questo è qualcosa che succede nel mio stomaco o nella mia mente?
Una persona connessa con l'intero universo agisce e ne consegue che ci sviluppiamo, oggi non siamo coscienti di questo ma dipendiamo dal mondo intero, ad esempio noi siamo impauriti a causa degli asteroidi, che il sole espanda la sua polarità e lanci su di noi qualche tipo di onda elettromagnetica o nuvola solare, quindi ci rendiamo conto che dipendiamo da questo, che siamo connessi con tutto e che siamo dentro a qualcosa di negativo. Se noi sentiamo tutti questi timori quanti problemi possono risvegliarsi in noi, se noi percepissimo questo diventeremmo pazzi, però nelle persone c'è un certo meccanismo di difesa che ha coscienza di tutte le fonti di percezione, fonti negative ed allora ci informiamo un po' di qua ed un po' di là, magari ci ubriachiamo, fumiamo un poco di marijuana, questo per dire che le persone fuggono da tutto perché sono in uno stato in cui il malessere è molto grande, esso è sempre stato lì ma non ne erano consapevoli, precedentemente non ci importava se il sole esplodeva, se i polli erano ammalati, adesso invece sentiamo che nel Nord America, specialmente in Alaska, ci sono -50 gradi e ne siamo intimoriti, non sappiamo cosa fare, ci preoccupiamo, magari pensiamo di fare dei rifugi in casa nostra, di preparare cibi conservati, delle conserve, di avere un nostro sistema energetico, siamo preoccupati indipendentemente da quello che facciamo.
Oren: Mi hai dato delle idee, magari comincio a pensare alle lattine, tu hai un rifugio, vero?
No, ma ho una tenda. Nessuno di noi è in grado di fare una valutazione, siamo condizionati dall'ambiente in cui tutto questo è rivestito in modo tale da obbligarci ad adoperarci per diventare ricchi, ma è forse questa la vita? Cosa voglio dire, che noi forse oggi non siamo protetti da così tante influenze e questo è corretto perché realmente tutti hanno la possibilità di influenzare gli altri ed allora la domanda è: quanto abbiamo bisogno di essere immersi in questo?
La seconda domanda è molto più importante perché noi, come esseri umani, non sappiamo come stiamo lavorando con tutti questi perturbamenti, tutte queste influenze, se noi sapessimo come risolvere le cose questo ci farebbe sentire in maniera diversa, di fatto il lavoro su tutte le sensazioni negative è una lavoro che in questi tempi deve essere fatto come lavoro sociale, educativo. Noi vediamo che ci sono bambini che prendono gli antidepressivi, hanno problemi causati dalla mancanza di attenzione, dopo di questo si arriva all'alcool ed alle droghe. Il nostro problema è che non stiamo vivendo la nostra vita in un modo sano che ci sviluppa in una maniera corretta e quindi dobbiamo cercare il modo di poter equilibrare questo nostro comportamento per avere la capacità di avere una vita bilanciata, equilibrata, così come abbiamo detto. Noi non riusciamo ad avere gioia senza tristezza, ma se riusciremo ad avere uno stato corretto allora potremo sentire la gioia, avere una vita che vale la pena di vivere, dobbiamo organizzarci per giungere a questo.
Nitzah: Abbiamo tante domande, ma la più importante è quella che riguarda lo sviluppo. C'è la sensazione che viene da dentro di noi che abbiamo uno sviluppo interno, un processo mentale che influisce su di noi, qualcosa sta accadendo.
Certamente, questo si chiama sensazione ed è un nutrimento per noi, dentro di noi ci sono dei cambiamenti interni, come in un embrione che si sviluppa dentro la madre e riceve nutrimento dal di fuori, ma dentro di noi dobbiamo implementare ciò con le reshimot che sono ricordi che influenzano, che operano continuamente in noi, esse ci circondano e ci danno la soluzione su come elaborarle internamente ed esternamente.
Nitzah: Quando ero piccola la maggior parte delle cose che mi rendevano felice erano quelle a lunga scadenza, per esempio aspettavo un anno per arrivare alle vacanze estive, per essere al Mar Morto e stare in una tenda, questo mi dava un'allegria difficile da descrivere, aspettavo un anno intero per essere in questo accampamento, in una situazione basata sull'essenziale, era meraviglioso per noi bambini, l'unica cosa triste era che questo tempo passava in un attimo. E' chiaro che sarebbe meglio tornare a come era prima, capisco, da quello che lei dice, che prima c'era un certo sviluppo mentre ora esso diminuisce in noi la capacità di godere di qualcosa.
Però in te aumenta la capacità di valutare le cose negative.
Nitzah: Si, è chiaro, trovarsi nelle situazioni negative può dare grande potere, noi passiamo tanto tempo a preoccuparci, a guardare la tv e questo influenza il nostro sviluppo interno ed esterno.
Il nostro sviluppo delle emozioni e della nostra mente, la soddisfazione ed il riempimento deve essere più qualitativi perché non siamo noi che li elaboriamo, non sappiamo cosa vogliamo, prova a chiedere alle persone come realmente vogliono essere, le persone non conoscono se stesse, non sanno cosa vogliono.
Nitzah: Qual è la giusta correzione in questo ambito?
E' un qualcosa di molto semplice, noi cresciamo, abbiamo dei bambini, abbiamo preoccupazioni e questo è tutto, la persona avanza come una macchina, in precedenza non c'era nessun errore apparente, noi eravamo come degli animali sani poi, a partire dal XX secolo, il livello umano ha cominciato a svilupparsi, prima eravamo come gli animali, ci sviluppavamo in modo tale che non ci chiedevamo il perché e per cosa, perché siamo così, ci siamo sviluppati solo per soddisfarci, per avere piacere, neppure davamo delle risposte ai nostri desideri. Quello che succede adesso è che abbiamo un dolore interiore e tutto si disintegra, non vogliamo niente, magari usciamo con gli amici per divertirci, al mattino dormiamo e poi non facciamo niente altro, attualmente passiamo così la nostra vita, non abbiamo dato ai giovani delle soluzioni affinché abbiano una vita diversa, non li portiamo a sentire emozioni nuove che diano loro la capacità di svilupparsi, crearsi un'indipendenza e riempirsi, hanno un profondo vuoto dentro di loro e non diamo a loro la capacità di lavorare su questo, oggi c'è una scatola che non è ancora stata aperta ed essi si sentono lì dentro, sono preoccupati, non sanno cosa fare. E' un tema davvero molto ampio e la soluzione deve arrivare.
Oren: Prima di arrivare alla soluzione occorre avere la capacità di sentire le emozioni, che tipo di emozioni che ancora non hanno possiamo sviluppare in loro, perché quello che loro sentono è uno sconforto interno.
Le persone hanno cominciato a svilupparsi dalla metà del XX secolo ed a chiedersi perché viviamo, c'è sempre stata questa domanda filosofica, ma i filosofi sono persone speciali, intelligenti, magari religiosi, spirituali. Non c'è mai stato un problema quando la gente andava a lavorare, casa e lavoro, si interessavano di musica, arte, i figli si sposavano, le persone non erano preoccupate riguardo alla domanda sul significato della loro vita né essa li bloccava, la loro esistenza era orientata verso il cibo, il sesso e la famiglia, come gli animali.
Oren: Le persone hanno queste necessità corporali.
Si, sono preoccupati per questo, come gli animali, prendiamo come esempio un cane, esso è felice di essere un cane, dorme, mangia, procrea, ha tutto, non ha altri desideri, gli animali non hanno preoccupazioni riguardo a questo.
Quando, nel XX secolo, abbiamo cominciato a diventare esseri umani abbiamo anche cominciato a domandarci in maniera cosciente perché viviamo, questa non è più una domanda che si pongono persone speciali o religiose, filosofi, è una domanda che comincia a crescere ed a creare emozioni nelle menti delle masse, di tutti. Ora la persona non la identifica così, non la esprime, è una domanda che si trova dentro di lui e lo blocca perché ha paura di farsela.
Oren: Come questo influisce nel mondo emozionale?
Lo mette sotto stress.
Oren: Cos’è questo stress, questa preoccupazione, questa depressione?
E' molto chiaro cos'è la depressione, al di là di ciò che avviene la persona va al lavoro, in vacanza quando può, ma malgrado questo sente preoccupazione, è nello sconforto perché ha un vuoto interiore e non riesce a riempirlo. Cos'è questo vuoto? è il desiderio di avere una risposta riguardo alla nostra essenza, riguardo alla domanda del perché viviamo. Questa domanda non riguarda la nostra vita ma solo l'essenza di essa, non riguarda la nostra parte animale che vive fino a 70 anni, noi ci domandiamo perché viviamo, per quale necessità, ci chiediamo se c'è un beneficio in questo, questa domanda viene dall'interno di noi.
Noi ci sviluppiamo ad un determinato grado ed il desiderio è il nostro elemento fondamentale, la persona è desiderio di ricevere, di godere, di sentire se stesso, nel passato avevamo il desiderio di cibo, famiglia e sesso, successivamente sono arrivati altri desideri come quello per il denaro, non il denaro di per sé ma la ricchezza, ed anche l'onore, il voler controllare, l'essere riconosciuto e rispettato.
Oren: Si, è questo che vuole la gente.
Non tutta la gente, i ricchi sono pochi, la maggioranza limita se stessa per non provare dolore ed inoltre ci sono persone che non hanno interesse per la conoscenza e questo è il risultato di 70 anni di vita.
Oren: Se chiedo perché vivo lei dirà che ci sono persone di livelli diversi.
Le persone non vogliono che sorga questa domanda in quanto questo è il punto in cui risveglia un qualcosa che loro bloccano perché non vogliono soffrire, il corpo lo fa automaticamente perché si protegge.
Nitzah: Da cosa si proteggono, perché devono soffrire?
E' meglio guardare un programma divertente in tv così ridono, guardare una partita di calcio, questa è la vita di un certo tipo di persone, non vogliono più di questo.
Nitzah: Perché questa domanda crea tanto dolore nelle persone?
Perché cancella la loro attuale vita.
Nitzah: Quando mi chiedo il motivo per cui viviamo è perché non so cosa succederà dopo.
Perché vivi? Se tu cominciassi a sapere questo ti accorgeresti che hai portato alla luce qualcosa di preoccupante, ecco il motivo per cui le persone si chiudono e non lasciano che questa domanda affiori.
Oren: Come dire che se accendo la tv e vedo lei che parla allora cambio canale.
Stavo semplicemente parlando di filosofia.
Oren: Cambio canale perché non so come andare avanti in questa vita, nel programma c'è una donna che fa questa domanda ed un tizio con gli occhiali che spiega. Per favore, mi spieghi cosa succede.
Sono disposto a spiegare.
Oren: Allora, in base alle ricerche il 30-35% delle persone cade in depressione.
Perché? A volte non pensiamo a questo, cerchiamo di eludere questa domanda.
Nitzah: Voglio dire che c'è una domanda dentro di me, sento qualcosa….
Cioè, non è nei tuoi pensieri, è una sensazione.
Nitzah: Si.
Se non è nei tuoi pensieri puoi cancellarla, puoi sentire della musica, guardare la tv, qualsiasi cosa.
Nitzah: Cosa succede con le emozioni che arrivano alla mente?
La mente comincia a dare un certo tipo di risposta alle sensazione anche se non sa di cosa si tratti.
Nitzah: Cosa succede in questa unione tre mente e sensazioni?
La sensazione chiede alla mente come poter risolvere questo problema, questo vuoto che abbiamo e la mente risponde “non lo so, non so niente dell'essenza della vita, su onore, cibo, sesso e famiglia so tutto, ma questa è una domanda al di sopra della vita”.
Nitzah: Cosa succede con le sensazioni e le emozioni nel momento in cui riceviamo questa idea, che non c'è una soluzione?
Entriamo nella preoccupazione, abbiamo bisogno di una medicina.
Nitzah: Allora questo è un abisso che si apre?
Si, si tratta di una mancanza di giustificazione della nostra vita, della nostra esistenza, è qualcosa di terribile e cosa possiamo fare noi? Non lo sappiamo e per questo motivo stiamo creando nella società tanti tipi di sistemi, particolarmente in questi ultimi stiamo realizzando dei sistemi per il lavoro sociale, per la politica, tutto per non lasciare che le persone abbiano questo tipo di sensazioni, se esse si pongono queste domande allora arriva gente che darà delle risposte, risposte che impressionano la società umana che si sentirà scioccata. Da dove arriva questo tipo di fondamentalismo, di terrorismo, deriva dal fatto che non viene data una risposta alla domanda riguardo alla loro vita, attualmente vengono ammazzate decine di persone e magari verrà detto che chi fa questo se ucciso entrerà nel Giardino dell'Eden dove avrà una vita bella e piena e questa è una felice soluzione perché questa vita ci dimostra che non c'è niente che vale la pena vivere, cosa ci da questa vita bestiale? meglio entrare nell'esistenza eterna, riceveremo questo.
Nitzah: Allora è meglio non toccare questa domanda?
Possiamo farla, ma dobbiamo fare attenzione a come la facciamo. Vediamo che vengono promosse olimpiadi, giochi, calcio, cucina, vacanze, tutto questo viene dato alle persone in modo illimitato su tanti canali tv, le persone vengono così riempite con tutto questo solamente per confonderle affinché non si facciano domande sull'essenza della vita dato che in questi ultimi anni siamo arrivati ad uno stato in cui è questa la domanda che si pongono gli esseri umani, cosa c'è al di sopra della nostra vita corporale, le persone si domandano perché, in quanto esseri umani, essi sono al di sopra del corpo, come se questo fosse un corpo animale.
Nitzah: Cosa sono questi programmi che ci tengono occupati?
Vediamo che non possiamo andare contro la Natura, al di là del fatto che dobbiamo dare una risposta alle persone ora dobbiamo tranquillizzarle sul fatto che esistiamo in questo modo fino a trovare la risposta corretta, dobbiamo trovare il modo di educare le persone a ricevere la risposta a questo, qual è la risposta?
Oren: Non ho capito qual è la domanda, qual è il significato dello scopo della vita? Diciamo che non ho domande sul significato della vita, sono semplicemente in uno stato di depressione interiore e lei dice che devo farmi una domanda interiore esistenziale: perché esisto? Non capisco queste cose, queste domande, non comprendo il perché della mia depressione interiore, è chiaro che ho una preoccupazione, essa è dentro di me come un seme che vuole fiorire, non sento la mia esistenza, io ci sono dentro, sono cosciente di questo e di tutto quello che si desidera nella vita, di essere ricco, saggio e di successo, ma questo non mi riempie e non ne godo ed allora mi identifico in questa domanda e voglio avanzare verso la sua soluzione. Diciamo che sono un dottore che esamina le analisi dei prelievi di sangue, che, per mezzo delle radiografie, può vedere all'interno dei corpi, se una persona viene da me posso dirle che ho identificato qualcosa che può essere la radice di tutte le sue sensazioni negative, cosa succede dopo? Lei dice che c'è una soluzione per questo stato, una soluzione che lei raccomanda, su come mutare stato in questo mondo emotivo che è pieno di cose negative. A me manca questo bambino che era sempre felice, come possiamo tornare a questo?
La risposta è molto semplice, abbiamo bisogno di svilupparci in uno stato nel quale saremo in grado di conoscere la fonte della vita, da dove viene la vita e qual è il segreto della Natura perché in questo modo capiremo cosa ha stabilito la Natura e capiremo qual è il suo piano.
In tanti programmi abbiamo parlato di quali sono i livelli che dobbiamo passare in tutto questo processo, di questa piccola scintilla di energia che viene dal Big Bang fino ad oggi, dello sviluppo del genere inanimato, vegetale ed animato, al di sopra della Terra sulla Terra, di qual è questo sviluppo e fino a dove ci sta portando. Nella Natura non succede niente, se vogliamo chiarezza su questa domanda affinché essa si sveli dentro di noi per capire qual è lo scopo della nostra vita abbiamo bisogno di cercare e scoprire la risposta, ma non solo la risposta, per fare questo abbiamo bisogno di cambiare e svilupparci e questo forse porterà emozioni positive nella nostra vita in quanto saremo capaci di riempire noi stessi con altre cose, riempiremo tutte le nostre mancanze conoscendo la risposta alla domanda di qual è il valore di questa vita, del perché viviamo.
Oren: Per l'essere umano non c'è domanda più importante, più essenziale del “perché vivo”.
Nitzah: Domande e risposte sono intellettuali, come questo influenzerà la mia vita?
No, ogni domanda è una mancanza ed ogni risposta è una sensazione.
Nitzah: Solo alla fine sentirò la felicità? o quando scoprirò la risposta.
Quando la scoprirai poco per volta sarai nella gioia perché raggiungerai lo stato più elevato, innalzeremo noi stessi ad un grado superiore, a quello al di sopra della nostra vita.
Oren: Quando mi includerò nel grado della Natura cosa succederà con la depressione interna?
Immediatamente comincerai ad essere avvolto in qualcosa che è associato al grado di uomo, Adam, e questo ti darà un piacere molto grande.
Oren: E' un tipo di piacere speciale o uguale a quello che abbiamo ora?
E' un tipo di piacere speciale, molto grande, perché raggiungeremo la radice di noi stessi e quello che è interessante è che sarà così per ogni persona, essa si risveglierà e la soluzione sarà proprio lì.
Oren: Purtroppo il nostro tempo è arrivato alla fine abbiamo parlato di un tema molto affascinante, di come conseguire la nostra radice. Grazie Rav, grazie Nitzah ed a tutti voi, cerchiamo la radice di una nuova vita.
(Fine della conversazione)