Nuova Vita
Conversazione numero: 59
Cosa è la sorte e come posso dominarla?
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 20/08/2012
OREN: Oggi vogliamo parlare del pubblico israeliano e della situazione speciale in cui si trova. Queste sono giornate di minacce che provengono da diverse fonti, ci sono diverse preparazioni che il pubblico sta facendo e vorremo preparare i nostri cuori, emotivamente verso la situazione, verso queste minacce, sviluppare un’abilità interiore su come gestire questo come “pubblico”. Con noi c’è il dott. Laitman che ci può spiegare cosa dice la saggezza della Kabbalah a questo riguardo.
Dott. Laitman, noi sentiamo che non è così chiara la situazione in termini di sicurezza e noi ci siamo lanciando in questo stato dove non sappiamo cosa succederà, siamo in uno stato di insicurezza, quindi, se Nitzah può cominciare.
NITZAH: Prima di tutto, solitamente la nostra vita viene vissuta in modo che non sappiamo cosa succederà, ma, in tempi minacciosi, la nostra incertezza cresce. La persona cade dal gioco che è abituato a fare nella propria vita ed inizia a guardare le cose dal di fuori; è un momento in cui si apre il cuore, si apre la mente. L’incertezza mette una persona in uno stato di ansia, di paura, capisce che ci sono certe forze, non è che lui non ne è consapevole ma è la prima volta che le deve gestire, ad un tratto, deve aprire gli occhi e sentire che: Ok, ad un tratto sento che il mio destino non è nelle mie mani e questo è una cosa molto minacciosa.
Certo, perché di solito noi non prendiamo in considerazione l’incertezza ma è lì nel sottofondo non davanti a noi; noi facciamo i nostri piani, le nostre conversazioni e non consideriamo la vera incertezza, vediamo cosa succede e poi cambieremo i nostri piani. Quando c’è una minaccia, una specie di forza sconosciuta che comincia a gestire la nostra vita, e non abbiamo l’abilità di controllarla, allora, certo che entriamo in uno stato di incertezza, è qualcosa di più alto di noi, non necessariamente una forza superiore come il Creatore ma magari è più il destino, è qualcosa di aleatorio, sai, quando fai diversi piani nell’economia, nelle assicurazioni, lo prendono in considerazione come qualcosa che non puoi prevedere. Quando studiavo matematica, c’era tutta la teoria sull’incertezza e come calcolarla, senza la quale è impossibile verificare qualsiasi cosa. Lì è preso come un fattore e messo in un’equazione, è come misurare la probabilità, ma qua non si tratta neanche di probabilità, qualcosa che posso misurare, che potrebbe succedere, io non ho nessuna presunzione a riguardo, quindi l’incertezza qui è più vicina alla forza superiore: che c’è qualcosa di dato e tutti i nostri calcoli sono presenti di sicuro, non in forse, ma sono dati di fatto sconosciuti e non dipende da noi quello che pianifichiamo. Certo può invertire, trasformarsi in maniera molto drastica verso di noi e questo comprende vasti cambiamenti nella vita, quello che succederà con la vita, ci sarà vita o no, e una persona ha questa sensazione di vivrò o non vivrò, non sono calcoli su come avrò successo o non avrò successo, qui è come dice Shakespeare: “essere o non essere”. In questi casi una persona tende più verso certe idee, ad avere più aspirazione verso le religioni, i rimedi, una persona comincia a credere magari a comprare una assicurazione più alta che forse la aiuterà, forse la proteggerà. Inoltre, vediamo le persone normali che hanno un grande problema, le persone che devono andare in tribunale per una causa, oppure magari cose più piccole dove non si tratta di vita o di morte, anche qui possiamo usare la situazione, trarne vantaggio per poter arrivare ad una persona, alla società in generale e spiegare loro cosa vuol dire la forza che determina la nostra fede e dice che Israele è al di sopra di stelle e segni.
NITZAH: Cosa vuol dire? Possiamo veramente determinare la nostra fede? Influenzarlo?
Qua entra la saggezza della Kabbalah che ci dà l’immagine intera, ci dice di tutto ciò che succederà, spiega la forza in cui siamo, sotto il controllo di quale forza siamo e come possiamo trascendere queste forze, cioè trascendere le forze naturali per decidere veramente, determinare in maniera fatale il nostro destino. Noi, specificamente Israele, abbiamo l’opportunità di farlo, non si tratta di pregare o fare più lavoro di beneficenza ma veramente si tratta di capire, di sapere cos’è il destino e come posso controllarlo. In realtà questo è quello di cui parla tutta la saggezza della Kabbalah, specificamente questo, quindi noi vediamo, anche dal nostro maestro Baal HaSulam, come lui è uscito verso la gente con il giornale la Nazione oppure, in altre occasioni, lui ha visto situazioni molto fatali, dannose, di incertezza reale dove noi siamo sotto le forze della sorte, per il meglio e per il peggio. Quindi, lui è uscito, ha fatto questa missione speciale di divulgazione, la spiegazione di come possiamo trascendere il destino e influenzarlo, decidere per il meglio, sentirlo per il meglio. Anche qui dobbiamo vedere l’invito delle forze della natura, del destino stesso con cui interferiamo perché se realmente prendessimo dalla natura, dalla forza superiore, questa abilità di trascendere le stelle e i segni, allora in questo caso, quando il destino diventa fatale, dannoso, allora dobbiamo funzionare come Israele.
La saggezza della Kabbalah spiega che Israele vuol dire: coloro che vogliono diventare come la forza superiore, che è buona e benevola. Se noi vogliamo arrivare a questo, avvicinarci a Lui, diventare come Lui, allora anche noi dobbiamo fare le stesse azioni, assumere le stesse caratteristiche di quella forza che è buona e benevola, questo lo possiamo fare tramite la connessione tra di noi attraverso la quale creiamo l’attributo della dazione o può darsi anche la qualità di amore. Dove, se ci uniamo, con questo ci avviciniamo alla forza superiore, la forza buona e allora non c’è nulla tranne Lui, con questo determiniamo noi stessi e tutta l’umanità in una scala di merito e vediamo che il destino ha fatto la cosa giusta, ha fatto l’azione giusta per risvegliarci verso la correzione delle relazioni tra di noi, questo è realmente il motivo per cui si è presentato, perché è apparso.
Cioè noi dobbiamo vederlo, dobbiamo vedere noi stessi come un’organizzazione necessaria, visto che il richiamo dell’ora è uscire e spiegare, uscire in questa missione speciale. Certo dobbiamo aggiungere una spiegazione sulla saggezza della Kabbalah, che non è misticismo, ma ci spiega il sistema che opera nel nostro mondo dal di sopra e, questo sistema, alla fine dobbiamo conoscerlo, capirlo, per poter controllare il nostro destino e assicurarci una vita bella; che non si trova nei cieli, ma realmente da vivere qua, adesso. Una persona che comunque è abituata a usare casi speciali o fa della beneficienza o fa qualche atto religioso, una cerimonia, di solito ha un risveglio verso di questo in tempi di crisi, ovviamente noi non siamo contro, solo che noi aggiungiamo a questo quello che dice la saggezza della Kabbalah cioè che dobbiamo aggiungere la componente dell’unione sociale che è veramente importante, che è veramente decisiva, che veramente sposta la fede verso il meglio. Ne abbiamo già parlato, il Tempio è stato distrutto e noi siamo entrati in esilio perché siamo scesi dall’amore in fratellanza, siamo scesi verso l’odio, se avessimo fatto l’azione corretta per diventare un’unica nazione in unione, allora ci saremo avvicinati all’amore della fratellanza, dove tutto Israele sono fratelli ma con questo ci innalziamo al principio “ama il prossimo come te stesso” secondo il quale esisteva la nostra nazione in passato. Secondo la saggezza della Kabbalah, noi prendiamo noi stessi e tutto il mondo, non dobbiamo dimenticare questo, dobbiamo decidere noi stessi e dobbiamo innalzare tutto il mondo ad una scala di merito, in modo da avvicinarci a questa forza benevola, “non c’è nulla tranne Lui”, la forza superiore che governa il nostro mondo. Una persona che ha questi momenti duri nella vita, diventa più sensibile a questo, ed è pronta ad ascoltare; perché non vede davanti soldi, onore, controllo, sapienza, diversi piaceri corporei, ma c’è veramente una domanda di vita o di morte qui in maniera molto minacciosa che arriva verso di lui. Un momento di verità che lo risveglia, questa sensazione si risveglia in lui che è pronto ad ascoltare, anzi neanche, ma lui è capace di sentire che c’è qualcosa, che qualcuno vuole dirgli qualcosa, lo sente nel suo cuore. Tutti diventiamo così tanto sensibili alla percezione di ogni messaggio, forse questo aiuterà e, oltre a questo, dobbiamo prendere in considerazione il risveglio generale nella nazione. Noi sappiamo che la nazione è molto testarda e in una nazione dove va tutto bene non puoi rivolgerti a loro, sono pronti a proteggersi, a nascondersi da influenze esterne, non vogliono sentire niente, tranne quello che li aiuta adesso per la vita corporea, la vita materiale. Qui diventa di dominio pubblico un problema esistenziale di tutto il paese dovuto a questo risveglio generale, c’è un’intensità più grande, non posso dire quante volte è più grande in ogni persona è dovuto all’ambiente, alla sua ansia e diventa consapevole o inconsapevole in diverse forme e maniere.
NITZAH: C’entra con i suoi bambini, con la sua famiglia?
Tutto il suo ambiente incrementa così tanto le sue emozioni, le sue sensazioni, la sua logica e il suo cervello che lui è pronto ad accettare cose che prima sembravano irrazionali, ad un tratto vede che tutti i suoi calcoli non valgono niente e l’unica cosa che può aiutare è un miracolo. Un miracolo non vuol dire qualcosa al di sopra della natura ma vuol dire che nella nostra natura, solamente tramite la nostra natura, noi non possiamo digerire, non possiamo calcolare; questo è il momento adatto per la divulgazione della saggezza della Kabbalah. Anche qui noi dobbiamo spiegare cos’è questa saggezza, che non è misticismo ma è specificamente la base dell’ebraismo e l’ebraismo non è basato sul misticismo, oggi ci sono tutti i rami nuovi, moderni, ma la saggezza della Kabbalah è una saggezza che parla di come lavorare con la forza superiore, come scoprirla, capirla, avvicinarsi, come essere in reciprocità per riscoprire il Creatore.
Poi, in questa fase fatale, questo è esattamente quello che ci serve; senza la Kabbalah io non credo che, in situazioni così tanto fatali, possiamo avere successo. Tutto il mondo sta arrivando ad una minaccia totale: guerra, problemi di fame, cambiamenti climatici, problemi ecologici; che non sono ancora entrati nella mia casa però già li vedo, cioè qui non c’è niente che qualcuno mi sta semplicemente dicendo, come qualche anno fa, che qualcosa succederà eccetera, è già qui invece, adesso magari non è nella mia casa ma io, fuori dalla finestra, vedo che è così. Quindi, come spiega la Kabbalah stessa, questo è il momento, quando ci viene rivelato, perché, noi dobbiamo usare quest’opportunità per poterlo studiare, come per salvarci dalla minaccia generale dei colpi ecologici, la fame, guerre ecc. ma in realtà è per risvegliarci, per scuoterci, come le malattie in Egitto, per far sì che la gente d’Israele uscisse dall’Egitto, altrimenti non l’avrebbero fatto. Tutti questi colpi arrivano solo per noi perché noi possiamo trascendere questa forza, possiamo trascendere il destino e quindi ora noi dobbiamo usare questo stesso metodo su come approcciarci alla forza superiore e, con questo, uscire dalla crisi intera, non solo qua ad Israele, anche se qua è il centro di tutte le minacce. Vedremo e sapremo che anche se questa minaccia della guerra magari non si rivela, arriverà un’altra minaccia, magari la fame, problemi climatici e altri problemi, ciò nonostante da ogni tipo di problema come in Egitto, per uscire dall’Egitto e, secondo diversi calcoli, anche cinquanta, colpi duecentocinquanta colpi, dipende come dividi tutto e identifichi tutto, qui vedremo lo stesso processo ed è un peccato. Se noi capiamo come possiamo uscire e chi ci sta facendo questo e perché lo sta facendo, in modo che trascendiamo dal livello di Egitto di oggi, dove siamo veramente schiavi della vita corporea, ad un livello più alto, dalla vita materiale al livello superiore. La nostra vita intera è sepolta sotto la crisi economica, la guerra; tutto questo è dovuto al nostro ego perché siamo separati, distanti l’uno dall’altro, e noi dobbiamo arrivare a uno stato dove, attraverso la connessione, essere un uomo con un cuore, essere nella dazione reciproca, nell’Arvut, e in “ama il prossimo come te stesso”. Con questo noi usciamo dall’Egitto ed arriviamo alla terra d’Israele, dove veramente ci svilupperemo, fioriremo. Dobbiamo, in un certo modo, impacchettarlo in modo bello, attraente, e cominciare a servirlo alla gente, è il momento che noi cominciamo a consegnarlo alla gente, pacco dopo pacco noi vedremo come queste minacce cominciano ad assumere una forma diversa, fino al punto che scopriremo che veramente trascenderemo il destino, cioè le stelle ed i segni; siamo in una specie di conversazione con la forza superiore che controlla tutto e scopriremo veramente come il Bene che fa il bene è Benevolo verso tutti.
NITZAH: Da tutto ciò che hai detto, e dalle conversazioni con la gente, uno dei problemi più grandi è il pregiudizio verso la Kabbalah. Prima di tutto, anche se tu hai spiegato molto chiaramente che c’è una grande differenza tra misticismo e Kabbalah, la gente comunque pensa che siano la stessa cosa. Quindi, anche come spiegazione, forse è importante entrare in questo e spiegare quale sia la differenza; misticismo viene dalla parola “misticos”, qualcosa che va oltre i cinque sensi, quindi forse possiamo fare questo discernimento e dimostrare che la Kabbalah non è misticismo e quindi cos’è? Questa è la prima fase.
La saggezza della Kabbalah è il metodo della rivelazione della forza superiore che controlla tutta la natura, questa è la sua definizione. Puoi aggiungere a questo che è la rivelazione del Creatore alle sue creature, puoi aggiungerlo tra parentesi, questa rivelazione arriva ad una persona quando la persona diventa più sensibile, esce dal materialismo, lo trascende per cominciare a sentire questa forza superiore.
Ma di solito l’uomo si trova dentro il materialismo e, per arrivare alla forza superiore, la persona va messa specificamente in Egitto, nelle condizioni peggiori possibili, in un posto materiale, il nostro mondo di adesso. Nonostante questo, noi siamo la nazione più testarda, perché a noi piace essere in questo tipo di mondo materiale, un mondo di possesso, anche se noi cerchiamo di ascendere in qualche modo al di sopra del nostro materialismo, non saremo in grado di farlo, piangeremo, urleremo. Infine vedremo che questo materialismo ci sta mangiando, ci sta finendo, con questo bruciamo tutto il nostro mondo intorno a noi che non avrà più niente per esistere, è come un cancro che mangia il suo ambiente e poi muore anche lui perché non ha niente con cui nutrirsi, lo stesso vale per noi, noi siamo come il cancro nella natura e, come un tumore nel corpo della natura, siamo incapaci di trascendere noi stessi. Questo alla fine ci dà la comprensione, il riconoscimento che noi dobbiamo ottenere questa forza superiore, dobbiamo attirarla, dobbiamo avvicinarci, cioè dobbiamo diventare simili ad essa e, in questa tendenza per diventare come la forza superiore, chiediamo che il nostro ego sia controllato.
In questo modo cominciamo a capire, questa viene chiamata la “rivelazione del Creatore alla creatura, in questo mondo”, cioè dentro l’ego, nei miei sforzi di trascendere, perché io non ho scelta, altrimenti morirò. Io attraggo questa forza superiore, cerco più possibile, voglio che succeda e poi, con questo, io chiedo a lui che mi tiri fuori dal mio ego, dall’Egitto. Noi siamo veramente in questo stato critico, questo è lo stato in cui siamo e da questo stato critico trascendiamo. La gente d’Israele, e tutta l’umanità, si trova d’avanti a questo esito, perché non possiamo più esistere in questo paradigma, come prima, dove consumeremo tutto il nostro ambiente e alla fine moriremo anche noi: ci distruggiamo con una guerra mondiale oppure moriremo di fame o il clima ci brucerà o ci ammazzerà in qualche modo o tutto insieme.
NITZAH: Voglio ritornare al punto in cui abbiamo iniziato, abbiamo cominciato a parlare dell’incertezza, hai spiegato perché una persona sente incertezza a livello psicologico.
Magari si sente così perché non capisce le leggi del gioco o cosa succederà e causerà tensione o non solo tensione ma forse sensibilità dovuta all’incertezza; poi comincia ad affidarsi, a mettere la sua fiducia, la sua speranza, in qualcosa di non conosciuto e sviluppa un atteggiamento verso questa cosa: la forza superiore. Superiore nel senso che non sono io che posso fare qualcosa ma lo decide una forza superiore.
NITZAH: Quindi, psicologicamente, che bisogno c’è per la persona che si trova in questo stato? ad un tratto capisce che c’è una forza che controlla la realtà e lui non può controllarla, se lui riuscisse a capire cosa vuole questa forza, starebbe meglio o controllato. Sì se lui riuscisse a controllarla sarebbe molto meglio ed è per questo che la gente naturalmente si rivolge a queste benedizioni, portafortuna e così via perché lo fanno? Perché per sbaglio vanno in un posto di misticismo perché pensano che risolverà il problema.
No, il misticismo è incertezza, anche le benedizioni, i portafortuna e così via. Fai questo, quest’altro, una persona semplicemente afferra quello che ha sentito nella vita che potrebbe aiutarlo.
NITZAH: Esattamente. In questo punto sento che manca un discernimento sulle differenze. Cosa possiamo fare per convincere una persona che non deve andare in questa direzione ma deve andare nella direzione della Kabbalah perché il misticismo non gli darà una soluzione?
Non si tratta della saggezza della Kabbalah, che lui saprà della Kabbalah o no. E’ questione di spiegazione del bisogno della connessione. Quanto dovrebbe essere introdotta la Kabbalah qui? Dobbiamo pensarci, perché se una persona è veramente sotto minaccia, proprio ora, di vita o morte e noi siamo incapaci di causargli … di unirla con gli altri, almeno al livello base, almeno per influenzare le persone, per influenzare il suo destino la sua natura. Noi giustificheremo quella forza e così via … Poi in maniera molto aperta diremo che questo è quello che ci è richiesto di fare, quello che dice la Torah, che se noi lo facciamo, di sicuro, ci verrà risparmiata la rottura, avremo amore fraterno invece di odio eterno se ci uniamo.
Noi non dobbiamo rivolgerci alla gente semplicemente con questa artiglieria pesante, è troppo, una persona non può accettarlo, essere d’accordo, avvicinarsi, se arriviamo con quella parola: Kabbalah. Ma con tutte le altre parole si: Dio, giudicare, misericordia, unione, odio, amore, si dice nella Torah, tutti questi versi “ama l’altro come te stesso” e così via, con queste cose possono dialogare con lui. Questa è una cosa comune alle persone, dobbiamo semplicemente evocarle e impacchettarle in un pacchetto leggero, in modo che la gente possa accettarlo. Dire che “questo è esattamente quello che dice la Kabbalah”, io non credo che sia ancora il momento, di uscire con il nome della Kabbalah, certo, sarei molto interessato a poterlo aprire … ma non ancora.
Come sapete, l’educazione generale arriva gradualmente, non è che noi ci fermiamo con l’educazione precedente, certo arriverà in onde, noi in tutto, in tutte queste minacce, dobbiamo vedere la stimolazione che viene verso la gente d’Israele ad uscire dal loro esilio spirituale, cioè dalla spiritualità, dall’odio, dalla distanza, innalzarsi ed essere in amore fraterno “un uomo, un cuore”. Noi dobbiamo vedere e dovremmo dire quello che dice la Torah, risvegliare quello che dice la Torah, invece dei diversi portafortuna eccetera. La Torah non dice niente delle diverse benedizioni eccetera, non lo dice della gente d’Israele, dobbiamo sottolineare quello che richiede la Torah da noi, non il misticismo. Ed ancora di più, possono connettersi a questo stesso appello della nazione tutti i secolari, i religiosi, possiamo andare con tutti e saremo contenti, e va bene rivolgerci a essi e a risvegliarli, ancora una volta mettere sopra di tutto ciò che stiamo facendo l’Arvut, che nessuno riesce a resistergli apertamente ed è questo che dobbiamo fare. Come vediamo dall’esperienza, una persona che si avvicina a questo: all’unione, alla connessione, all’Arvut, comincia a capire che queste fonti sono la base del mondo della nazione di cui parla la saggezza della Kabbalah.
NITZAH: Pensi che a questo punto sia importante la spiegazione dell’unicità della gente d’Israele?
No, solo un po’, solo che i colpi diventeranno sempre più forti e che, soprattutto, non arriveranno solo al mondo ma li sentiremo noi, saremo noi al centro di tutti i colpi che arriveranno dalla natura, cioè dal Creatore, perché con questo dobbiamo essere un esempio per il mondo di come uscire dalla crisi, di come, attraverso l’unione in tutto il mondo, noi usciremo dalla crisi globale ed integrale. Non solo dirlo, dobbiamo andare, insegnare e pubblicizzare al mondo; per ora è abbastanza che noi sentiamo questi problemi a casa, non è che dobbiamo agire in questa missione, in questo compito. Anche se poi, possibilmente sì, perché, secondo lo sviluppo, noi sentiremo una grande minaccia, se non abbiamo successo in questo modo, di avanzare verso il bene, allora la minaccia incrementerà: dai vicini agli amici più distanti, tanti cominceranno a rivolgerci le spalle e diventeranno nemici. Poi dovremo spiegare alla nostra nazione che questa è la dimostrazione della nostra situazione, del nostro atteggiamento verso di loro, che è arrivato il momento di dargli il metodo della correzione e, visto che siamo gli unici ad avere questo metodo, tutto l’equilibrio delle forze in natura si rivolge a noi in maniera negativa; però noi, come padroni del metodo, non li ascoltiamo e per questo ci trattano in questo modo e, da quando diventiamo luce per le nazioni, diventeranno sostenitori e aiutanti in modo che i nostri amici in tutto il mondo sono disposti a fare tutto solo per avere il metodo da noi.
OREN: Stai enfatizzando che oggi non serve uscire con la saggezza della Kabbalah.
Perché queste ondate di minaccia, più o meno grande, arrivano in accordo con noi, per sensibilizzarci. Come al telegiornale, tutti i giorni, in che stile, di che intensità, di che tipo di rivelazioni stiamo parlando? Quindi fino a quando non ci sarà una vera minaccia, contro la quale possiamo dire: questo è quello che dice la saggezza della Kabbalah, non ce n’è bisogno, non è ancora necessario. Ma, per cominciare a convincere la gente di arrivare all’unione, non saranno convinti dal nome della Kabbalah, al contrario potrebbe respingere le persone. Perché dire qualcosa che non riescono a sentire?
OREN: Allora tu dici che non è importante uscire col nome della Kabbalah quindi cos’è importante? C’è una minaccia di sicurezza quindi come dovrebbe uscire?
Noi dobbiamo innalzare il pubblico al livello di destino dove in questo stato, con tutto il rispetto verso il nostro esercito, noi siamo comunque sotto minaccia e paura, non solo come fa i calcoli il governo di quanti moriranno e quanti non moriranno, ma può essere per l’esistenza della nostra nazione, come nazione d’Israele, nella terra d’Israele. Perché tu non hai idea di cosa può succedere se veramente entri in una guerra seria, da ogni lato, da ogni paese che ci circonda, quelli che romperanno i nostri confini e mangeranno in modo da non lasciare niente. Non è che oggi sono neutrali e abbiamo un problema, dobbiamo considerare tutti, qui ad un tratto, in un unico momento, dove supponiamo che facendo piani di guerra sembra che puoi affidarti a qualche paese come la Giordania, la Turchia, che saranno magari neutrali o magari sostenerci in qualche modo, questo può trasformarsi da un momento all’altro e poi, tutti i tuoi piani non sono più sostenibili. Cioè, qui noi siamo in uno stato dove lo sbaglio più piccolo può portare a non aver nessuno di cui fidarsi, inclusa l’America, ma solo il cosiddetto Padre nei cieli. Attraverso la connessione, l’unione, anche secondo tutte le ricerche scientifiche, noi ci avviciniamo alla forza della natura, alla natura stessa, e attraverso la natura, come ci dice la Torah o tra parentesi la Kabbalah, noi ci avviciniamo a Elohim che è il Creatore, che è la stessa cosa della natura. Con questo, noi possiamo portare tutto il mondo a una scala di merito cioè ad essere puri dal nostro ego, invece di essere nemici che si odiano a vicenda, invece di resistere uno all’altro, essere amici, soci, fratelli, tutto lì.
OREN: È una campagna religiosa?
Non so se è religiosa, non abbiamo nessuno di cui fidarci se non il nostro padre nei cieli, è vero, ma non è religioso perché noi stiamo parlando della nostra storia, stiamo parlando non del secolare o della vita religiosa, perché religioso è qualcuno che porta la kipà, mangia Kosher, prega tre volte al giorno, osserva lo Shabbat ecc. Per me religioso invece è qualcuno che pensa che tramite l’unione con gli altri, con l’amore per gli altri lui si avvicina al Creatore, arriva alla prossimità col Creatore noi diciamo che può chiamarlo Dio può chiamarlo in qualsiasi modo. È religioso? Io ti dico di no, è secolare. Mangia kosher? No. Va in sinagoga? No. Osserva lo Shabbat? No, allora che tipo di religioso è? Al contrario, mostratemi l’implementazione di “ama il prossimo come te stesso” nella religione, questo non è religioso per niente.
OREN: Cosa intendi che non possiamo fidarci di nessuno se non del nostro padre nei cieli?
No, no, no, non possiamo fidarci di niente tranne che della forza superiore e avvicinarci a Lui come dice la Torah “ama il prossimo come te stesso” è la regola principale di tutto, dobbiamo mantenere questa regola, noi dobbiamo anche giocarci che questo incoraggi i secolari che stanno già facendo tutto questo, tutto, oltre alle Mitzvot, sai come dicono: “sono più credente degli altri”, gioca con questo fatto. Perché qui tu sei esattamente come lui, gli stai dicendo: non ci serve niente da te tranne che la regola della Torah “ama il prossimo come te stesso” tutto lì, questo comprende tutto il resto.
(Fine della conversazione)