Nuova Vita 58 - La fonte della minaccia e l'accettazione come soluzione

Nuova Vita 58 - La fonte della minaccia e l'accettazione come soluzione

Episode 58|13 de ago de 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 58

Origine delle minacce e Kabbalah come soluzione

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 13/08/2012

OREN: Ciao a tutti grazie per esservi uniti a noi per questa serie di conversazioni con il Rav Laitman. Ciao Rav Laitman, ciao Nitzah. Vorremmo imparare dal Rav Laitman come è possibile prendere questa situazione in Israele che non è semplice, una situazione complicata dove noi siamo diretti ad una minaccia alla sicurezza che affrontiamo. Come possiamo prepararci a livello sociale, a livello delle relazioni tra di noi, in modo da attraversare questo periodo complicato nel modo migliore? Abbiamo parlato del passato ed ogni volta cerchiamo di sentire dal Rav Laitman qualcosa che potrebbe essere più facile per noi ricevere, al quale connetterci e riempire le nostre vite, realmente guadagnare un sollievo in questa situazione in cui si trova Israele. Nitzah, come puoi farci entrare in questa discussione?

Se chiedi a me io aprirei nella maniera opposta. Nello stato in cui una persona è sotto minaccia non cerca una soluzione logica o una soluzione cognitiva. Lui è disposto ad accettare cose strane, che sono le cose magari più distanti dalla sua solita logica. Io mi rivolgerei al pubblico in modo completamente rivelatorio, diretto. Io gli direi cosa dice la saggezza della Kabbalah stessa col nome proprio della Kabbalah. La saggezza interiore che parla delle basi del mondo, delle basi della realtà, della forza che ci conduce alla scoperta di questa forza superiore, in modo che ci innalzeremo ad un livello superiore, un livello completamente diverso, ad una nuova realtà. Io gli spiegherei in maniera molto breve, che forse viene visto anche come misticismo, ma in maniera il più possibile rivelatoria. In una maniera più aperta possibile, che realmente questa realtà ci sta portando una esperienza di gestire e di trattare con il Creatore stesso. Che è Lui e nessun altro che crea le situazioni, per portarci più vicino a Lui. E noi dobbiamo vedere in questo una opportunità di risvegliare ed innalzarci da questo livello corporeo, così miserabile dove noi esistiamo, ad un livello completamente diverso, che è giusto e che si adatta a noi. In modo che alla fine riempiremo il nostro destino nel mondo e con questo dare l’esempio al mondo intero. In modo che in ogni modo nella connessione tra di noi risveglieremo questa forza superiore, che è sepolta in noi, è nella connessione tra di noi ed è in esilio, è nascosto da noi, è occulta e noi non possiamo scoprirla, a causa delle nostre relazioni egoistiche. Se noi ci connettiamo, risveglieremo e scopriremo in maniera diretta e in maniera molto reale che esiste e che vive dentro di noi, tra di noi, nella connessione tra di noi. È Lui che aiuterà e combatterà per noi.

Io mi baserei apertamente sulla saggezza della Kabbalah con le fonti, le scritture, con tutto il potere e le prove della saggezza della Kabbalah, proprio come il nostro maestro Baal HaSulam. Non nasconderei niente. Io innalzerei la nostra aspirazione in modo che sarà comprensibile a tutti, chiaro a tutti. Io innalzerei la gente al suo grado reale, a cosa deve diventare, a cosa deve essere. Perché questa ora critica, l’ora del pericolo, deve aiutarci ad aprire nella persona tali sensi.

La disponibilità di capire e di accettare la spiegazione Kabbalistica che la nostra saggezza è il nostro potere interiore, che grazie a questo che noi siamo speciali, che noi esistiamo, che noi viviamo per questo bisogno superiore di rivelare il Creatore a noi stessi e al mondo intero. Potremo vedere in tutto ciò che succede un’opportunità da parte nostra, ed un invito da questa forza superiore, affinché sia rivelata a tutti. Credo che nel vero momento di pericolo, la gente sia in grado di capire questo messaggio e, se gli viene messo davanti, almeno in questa ora di autoanalisi che fa la persona quando riceve tali colpi, funzionerà dentro di lui, si innalzerà a livello di testa e cuore, in qualche modo funzionerà, nella direzione giusta all’identificazione con questo.

Qui noi possiamo veramente fare una correzione alla radice del problema. Noi mettiamo tutti davanti a questa forza generale. Puoi chiamarla Natura, puoi chiamarla Dio, non è importante come lo chiami qualsiasi persona, puoi chiamarla destino, fortuna. Ma noi dobbiamo attirare questa forza e scoprirla fra di noi, io procederei in maniera molto aperta, è chiaro che siamo un’organizzazione che, anche se pubblicizziamo Arvut, è la radice dell’Arvut che ci forza ad essere in garanzia reciproca tra noi, per far sì che diventiamo simili alla forza superiore, che diventiamo Adam, simile al Creatore, l’uomo. Io personalmente non cambierei questa uscita verso il pubblico con la forza della Kabbalah, con qualsiasi altro tipo di pubblicità o di propaganda. Noi abbiamo gli scritti, le fonti, abbiamo una certa arte nella spiegazione delle cose, in maniera che sia più semplice possibile, ma soprattutto emotiva. Non bisogna aver paura di sembrare mistici ai cervelli freddi, corporei e materialisti, a questi occhi materiali che non riescono a vedere.

Proprio come in un periodo di pericolo, quando una persona si trova davanti al proprio destino, rivolgetevi specificamente a Lui che tiene la nostra sorte nelle sue mani, la forza superiore. Lui è responsabile del nostro destino.

Quindi quando noi vogliamo assicurarci con una agenzia assicurativa, c’è una certa parte lì che viene detta “forza superiore”. Se io voglio assicurarmi per l’eventualità di incidenti, allora loro prendono in considerazione qualcosa che noi non capiamo o che non sappiamo di sovrannaturale che può succedere, che viene detto forza superiore. Ora, in questo periodo di pericolo, ci troviamo nella stessa situazione: siamo nelle mani di una forza superiore e quindi dobbiamo rivolgerci a questa stessa fonte che determina quello che succederà in un momento prossimo, che sia vita o morte, dobbiamo rivolgerci specificamente a Lui. È il desiderio di risvegliarlo e di riportarlo più vicino a noi nella maniera positiva. Non vedo misticismo qui, perché noi operiamo in quel punto critico per la nostra sorte che si risveglia in una persona.

OREN: Ma come e con cosa possiamo rivolgerci a quello stesso punto, che determina la vita o la morte? Quel punto critico, cosa abbiamo dentro di noi al quale possiamo rivolgerci?

Abbiamo la saggezza della Kabbalah, non siamo profeti. Semplicemente risvegliamo le nostre fonti, gli scritti e quello che dicono su quello che possiamo fare per cambiare il nostro destino, per il bene. Anche spiegando perché questo destino è così minaccioso e perché questa forza superiore ci minaccia, questo sta succedendo per risvegliarci, per connetterci a Lui, non nel bene o nel male, ma con questa forza superiore che ha rivoltato tutte queste circostanze, le ha ribaltate tutte queste cause. Qui siamo noi e nessun altro al mondo che abbiamo gli strumenti per come farlo, attraverso la connessione tra di noi. Trasformarci in uno, in un’unica unità, dove in questa connessione riveleremo la forza superiore, che è interessata e vuole essere rivelata in questo modo. In quest’ora di pericolo, credo che questo approccio sia il più logico e anche il più efficace, specificamente questo. Perché in tutto questo processo che stiamo attraversando in un periodo di guerra e di pericolo, non esiste niente altro che il destino qui. Quando esci per fare altro, non sai cosa ti succederà, nonostante tutta la pianificazione. Io agirei in questo modo, come kabbalista vedo che questa è l’arma più potente, la migliore e funziona esattamente contro la forza superiore che ci invita verso questa azione. Io direi che non cancella tutte le altre opportunità ed opzioni a livelli diversi di cui abbiamo parlato prima. Ma in realtà il colpo che sarà più vantaggioso e vero, deve essere nella rivelazione della fonte del problema, la fonte della connessione, il vero potere della guerra che noi possiamo fare.

Certo, con il pubblico religioso funziona in maniera diversa, in maniera più osservante, con ogni tipo di preghiera, non mangiando, che comunque è un bene perché è un atteggiamento molto comune per approcciarsi alla forza superiore. Ma certamente, dalle nostre fonti, vediamo che l’unione e la connessione sono il nostro mezzo più alto e più potente per avvicinarci alla forza superiore. Poi noi entriamo sotto il suo ombrello e non ci può toccare nessuno, Dio lotterà per noi, questa è la mia opinione. Io aprirei tutti i nostri scritti e fonti e direi apertamente qual è il motivo reale di questa minaccia: che non esiste nulla tranne lui. E quello che noi dobbiamo fare secondo questo è che in tutto c’è il desiderio del Boré per avvicinarci a lui. Noi non possiamo esser risvegliati, se non tramite questo tipo di esperienze, eventi. Allora dobbiamo saperlo in anticipo, perché con questo possiamo veramente evitare ogni genere di sacrifici e casualità, e con questo arrivare ad uno stato più alto di esistenza di quello che avevamo prima.

Non credo che possiamo girare queste spiegazioni al livello corporeo, per arrivare ad una soluzione a queste soluzioni più interne, in maniera che sia più logica per una persona, in modo che capirà questi concetti nel modo in cui è abituata, noi qua dobbiamo aggiungere la forza superiore che sta operando. Se non usi la forza superiore, se dici solo che ci connettiamo tra di noi, con “ama il prossimo come te stesso”, la gente penserà: “sì, l’abbiamo già sentito”. Tutto questo non attiverà la persona e non lo porterà all’azione, invece così lo farà. Perché tu devi arrivare, attraverso la tua connessione, a questa forma che veramente sarà la connessione e allora scoprirai il Creatore con questo metodo di “vieni e vedi” a noi, alle sue creature, alla sua gente. Qui io sento me stesso sicuro che questo è il mio lavoro, sento che questo sia il riempimento di tutto il nostro studio e della nostra esistenza, come in una società di kabbalisti. E ora, quando usciamo verso il pubblico con ogni tipo di detto, serve solo per risvegliare nella gente una certa risposta bella e giusta. Ma nascondendo la vera potenza e spiegare qual è il suo messaggio nella storia, qual è il suo ruolo come passaggio dell’intera umanità alla scoperta della forza superiore, come uno che può correggere tutta questa crisi con l’aiuto della forza superiore, penso che con questo potremo perdere un’esperienza molto speciale che possiamo avere, con una crisi generale così grande.

È una minaccia su di noi specificamente. Se noi non facciamo queste cose, allora ci metteremo davanti a grandi pericoli, dove il pubblico e le nazioni faranno più fatica a connettersi e a identificarsi in queste misure in futuro. Credo che ora siamo già nella situazione in cui dobbiamo incominciare con questo colpo di divulgazione che sarà aggressivo cioè aperto, vero, a tutti, all’intero pubblico e all’intera nazione. E anche agli ebrei in tutto il mondo, ma soprattutto alla gente di Israele.

Credo che è questo che io vedo dalle sue scritture. Lui non cerca di nascondere le cose, è l’opposto e lui dice che nell’ora del pericolo è questo che dobbiamo fare, altrimenti sembreremo marxisti, comunisti, come vedeva la gente lui col suo giornale. Non capivano perché era in maniera chiara, anche se lui cercava un approccio più soffice col quale rivolgersi al pubblico. Ma erano tempi diversi, il pubblico non sentiva, la nazione non sentiva questa minaccia generale della natura e della crisi, questa impotenza, la fame che si sta avvicinando, il problema climatico che sta diventando sempre più negativo e così via.

Io credo che dovremo incominciare a lavorare in questa direzione, perché tutte le altre azioni saranno come una mezza parola, che non sarà utile, forse funzionerà in una certa maniera, ma in mezzo noi dobbiamo capire che se tu parli ad una persona di connessione e unione, senza parlare che viene dalla Kabbalah, tu non hai lo stesso potere. Poi per strada tutte le tue spiegazioni sembreranno ogni tipo di distorsione per la gente che è abituata a queste cose. Il pubblico le accetterà: “sì, sì è bello”, è un richiamo a noi per avere una vita migliore, un certo tipo di ricompensa della nostra mancanza di sicurezza, per le nostre ansie, per questo periodo di bisogno. Perché potrebbe cominciare una situazione come missili che cadono su di noi, con tante vittime, quindi dovremo in qualche modo connetterci e in questo modo addolcire il colpo stesso. Qui noi non stiamo parlando di addolcire il colpo, ma piuttosto di correggere la situazione dalla sua base risvegliando e attirando la luce che ci riforma e che ci porterà dal male al bene.

Più le persone capiscono questo o no, è una verità che sentiranno secondo il loro stato di ansia, anche se non si connettono, non si uniscono e non si collegano al messaggio stesso, comunque opererà dentro di loro, perché nel frattempo noi entreremo con la nostra divulgazione dentro di loro e la luce opererà. Noi stiamo veramente causando questo equilibrio positivo, questo è quello che viene detto “il Creatore troverà per me”.

Io sto cercando di progredire con tutte queste domande, in tutti questi cerchi, su quello che dobbiamo dire e non dire ma credo che non funzionerà, oltre alla verità. L’unica cosa che dobbiamo fare è rivelare la verità e basta.

OREN: Alla luce delle cose che ci stai dicendo ora, vuol dire che ci riorganizziamo. Come vedi questi messaggi che escono dal movimento oppure dalla Kabbalah?

Non è importante, questo ora non è importante da dove viene, queste sono cose tecniche che non sono importanti. Quello che è importante è che noi continuiamo nella stessa direzione che avevamo prima. Prima ci nascondevamo con questo sforzo per avvicinarci alle persone, pensavamo di uscire con le proteste, ma abbiamo visto che era impossibile. Quando noi ci uniamo ad altre organizzazioni e parliamo di connessione fra di noi da adoperare su campo, vediamo che funziona solo fino ad un certo punto. Ma come possiamo portare un’azione che cambierà il nostro destino e cambierà la realtà dal male al bene? Noi stiamo soltanto seguendo tutte queste organizzazioni e non stiamo portando la correzione. Noi possiamo portare la correzione e avvicinarla, soltanto portando la forza superiore più vicina a noi o, più precisamente, in modo che noi ci avviciniamo alla forza superiore e lo facciamo tramite l’unione. Perché più noi ci uniamo e più ci avviciniamo a Lui.

Se noi parliamo della connessione che facciamo tramite tutte queste organizzazioni, non è lo stesso potere, non è la stessa direzione, la direzione precisa orientata in modo giusto. Io vedo che la minaccia viene comunque verso di noi e ci forza ad intraprendere un’azione più interna e più mirata. Non abbiamo tempo per tavole rotonde nelle piazze ed ogni tipo di cose che faranno milioni di altre persone. No, non credo. Abbiamo provato con atti di divulgazione, di Arvut, di garanzia reciproca, invece dell’unione secondo la Kabbalah credo che il pubblico lo accetti in maniera molto naturale, bella: “sì ma cosa state dicendo? Forse possiamo avere pace a casa grazie a questo o magari addolcire le relazioni a casa”. Magari tra noi faremo come abbiamo fatto in Canada, come abbiamo detto nella precedente conversazione ci tolleriamo un po’ di più, ma non ci correggiamo tramite la luce che ci riforma. Che l’unica cosa che possiamo fare è la luce, è il Creatore che dobbiamo portare più vicino a noi, per fare la correzione. È una cosa che bolle in me sempre di più.

Io continuo a controllare, non solo io, ma l’intera organizzazione di BB, entriamo in ogni tipo di canale, come dobbiamo divulgare, cosa dobbiamo dire? Nascondiamo la Kabbalah e se lo facciamo con tutte le nostre forze, controlliamo e vediamo che non sta funzionando. Eravamo già in esilio e abbiamo nascosto la Kabbalah, adesso è l’ora per la rivelazione, proprio come hanno detto i kabbalisti. L’Ari ha cominciato con questo e noi dobbiamo continuare con la stessa riga.

OREN: Come mai vedi questa direzione adesso, proprio ora e così chiaramente?

Perché dopo che abbiamo fatto tutte queste conversazioni per chiarire tutte le opzioni, tutti i modi di operare, è bello che noi li abbiamo chiariti, perché li useremo come metodi secondari. Questo viene detto il riconoscimento del male. Devi riconoscere tutto intorno a te il più possibile e usarlo senza distanziarti dalla verità, perché se tu non attiri la forza superiore, non hai niente con cui uscire. È solo come lavorare con bambini piccoli, in modo che non lotteranno tra di loro. Possiamo attirare la luce superiore se noi agiamo da dentro la nostra organizzazione nella forma Arvut, forse era abbastanza per il pubblico l’Arvut, infiltrarsi piano, piano, ma se questa questione della minaccia si è rivelata un po’ di settimane fa e il pubblico comincia a sentirla, noi cominciamo a sentire che non abbiamo tempo, con questo il Creatore ci dà l’opportunità, ci obbliga ad agire secondo questo, non abbiamo tempo di lavorare con l’Arvut o lavorare da più vicino in ogni tipo di azione. Ok costruiamo dei magazzini e facciamo tavole rotonde, ma non abbiamo tempo. In questo periodo di minaccia, che Israele non ha mai affrontato prima, abbiamo dei nemici così armati e così determinati. E anche gli Stati Uniti che, in fin dei conti, secondo i loro piani, non ci vedono esistenti qui come uno stato, noi dobbiamo uscire con la nostra forza più sicura, la più interiore che è quella superiore, è quella che ci ha fatto nascere e ora ci sta portando verso questo riempimento, verso questa manifestazione.

OREN: Tu hai detto prima che è uno stato così pericoloso dove ci troviamo davanti al nostro destino. È un pericolo esistenziale a questo desiderio di sopravvivere, è uno stato di guerra, sei tu davanti al tuo destino. E hai detto che il modo in cui la Kabbalah insegna ad una persona a connettersi alla forza superiore è unico. Che le altre nazioni, che nessuna altra nazione ha e non esiste neanche nell’approccio religioso. Non hai mancato di rispetto, ma hai parlato in maniera un po’ diversa della connessione tra l’uomo e la forza superiore.

Prima di tutto aggiungiamo qualcos’altro. Non abbiamo visto prima di qualsiasi altra guerra, che la gente ne parla così tanto. In maniera così determinata e problematica, che è diretto in anticipo, che è preparato anche alla data con preparazioni così aperte come ora.

Noi vediamo che qui la forza superiore organizza la realtà per noi, in modo che sarà molto acuta, in quest’ora di esame, di bisogno, di autoanalisi. Quindi dobbiamo dare la nostra risposta. Ripeti la domanda.

OREN: Hai detto prima che in un’ora di pericolo una persona sente che il destino della sua vita è nelle mani della forza superiore.

Ogni uomo (secolare o religioso non è importante) cerca un modo di connettersi a questa forza superiore e di chiedergli la bontà, la sicurezza di essere salvato. La minaccia serve per questo motivo, per portarci vicino alla forza superiore.

OREN: Hai detto che la maniera per arrivare a questa forza superiore e connetterci a questa opzione di cambiamento, è tramite l’unione e la connessione, e hai differenziato questo dall’approccio religioso. Tu hai detto che le persone credono alla forza superiore e che questo va bene, ma hai parlato di un livello di connessione dal cuore di una persona attraverso la connessione con gli altri. Altrimenti la forza superiore non ti sente. Noi dobbiamo spiegare questa cosa e vorrei che tu spiegassi, se è possibile.

Io sto dicendo che ogni persona, nella sua preghiera di salvezza, per fare del bene, può connettersi alla forza superiore, ma soltanto a condizione che vivo con le persone e mi siedo con le persone, soltanto con l’unione, nella preghiera dei molti possiamo rivolgerci alla forza superiore e possiamo essere vicini a Lui, in modo che Lui ci influenzi con il bene. Ma la Sua influenza è sempre un bene. Se noi siamo nella direzione di avvicinarci a Lui, se vogliamo avere la forma equivalente a Lui, se scopriamo tra di noi la dazione e le relazioni di considerazione e di connessione in “ama il tuo prossimo come te stesso”, scopriamo tutta la nostra correzione della frattura della società frammentata. Non abbiamo nient’altro con cui correggerci, tutti i campi che vediamo e la crisi, solo con la correzione possiamo fare tutto. La luce arriverà è farà tutto. Vediamo che nessun uomo saggio sa come fare col mondo ora, ci avviciniamo alla morte come ci avviciniamo alla guerra. Secondo tutti i titoli dei giornali, vedo che tra qualche anno il mondo sparirà, noi spariremo dalla faccia della terra e non c’è niente che possiamo fare per evitarlo. Questa è la grande minaccia, la minaccia generale che ora diviene chiara a tutti. Tranne il fatto che è un po’ più distante, la nostra minaccia è più vicina, è più evidente, ma la direzione che noi vediamo della luce superiore è portarci a questa analisi. E in questa analisi noi non possiamo rivolgerci al bene se non avvicinandoci a Lui.

Dobbiamo vedere prima che la minaccia è con noi, la gente di Israele e questo giudizio arriverà al resto del mondo perché noi siamo il passaggio per avvicinarci alla forza superiore, come rivelazione alle altre nazioni del mondo, come luce per le nazioni. Io vedo un orientamento molto chiaro qui e comunque la minaccia sarà sempre più vicina a noi e reale, questo pericolo di completa distruzione in confronto alle altre parti del mondo, perché più lontano è dall’essere in contatto con la forza superiore, più lontano è dal pericolo di eradicazione. Perché noi abbiamo l’arma, la saggezza della Kabbalah, la Torah, la correzione che può succedere dentro di noi. E così via.

Quindi, quanto una nazione capisce la necessità dell’unione, di connessione, o tramite la comprensione della Torah o della Kabbalah e fino a quanto uno capisce che deve sapere che questo è alla base della situazione in cui si trova il mondo e che questo calcolo, questa materia c’entra con noi, che siamo noi che dobbiamo scoprire il Creatore. Questa è la causa di tutto ciò che sta succedendo. Quello che vuole la forza superiore è che noi la scopriamo ed è per questo che tutto questo succede. Tramite tutti questi rappresentanti che Lui ha, i rappresentanti verso di noi. In modo che noi arriveremo al vero stato di essere la nazione di Israele, Ish-Rach-El, diretti al Creatore.

OREN: Cosa intendi che nell’unione tra di noi dobbiamo scoprire il Creatore ed è per questo che succede questa confusione. Cosa vuole da noi? Tu dici che la forza superiore vuole che noi ci innalziamo al livello dell’Umano, a livello dell’Adam che è simile a lui.

Questa forza della natura, la forza evolutiva che ci organizza in questo modo, in modo da lasciare i nostri stati precedenti e innalzarci. Noi dobbiamo vedere questo stato che stiamo attraversando, da questo unirci dalle diaspore nella terra di Israele, che viene solo chiamato in questo modo per adesso, dobbiamo diventare persone di Israele, nella terra di Israele, con il Creatore che si rivela.

Dentro queste persone unite secondo la legge dell’equivalenza della forma, con questo noi dobbiamo essere una luce per il mondo. Perché con questo l’umanità comincerà anche a connettersi intorno a questo termine.

Noi stiamo entrando in un periodo che deve essere manifestato e riempito. Qui ci troviamo veramente davanti alla nostra vita o alla nostra morte, sia spirituale che fisica. Noi vediamo nella nostra organizzazione questa missione come obbligatoria, deve uscire, deve essere rivelata.

(Manca l’audio dal minuto 41:58 al minuto 44:10)

Io sono certo che non ci aiuterà a diventare più complessi, mettere un costume di una pecora, essere più sofisticati, dobbiamo essere noi stessi, dobbiamo dire la verità; tutto lì. La rivelazione della verità.

OREN: Quindi noi stiamo dicendo che nello stato di una vera minaccia esistenziale dobbiamo dire al pubblico la verità senza nascondere niente, in maniera diretta, semplice. Non con il nome Arvut questo li confonderà, con il nome della Kabbalah. Va bene, ora il pubblico ci sta ascoltando: cosa vuoi dirgli?

Non so come rivestire in maniera chiara queste cose. Quello che direi è che prima di tutto, secondo la mia natura, io mi identifico con Baal HaSulam. Quanto io lo capisco. Noi dobbiamo qui dare il nostro sfondo, da dove veniamo, l’abbiamo fatto con i giornali un paio di anni fa, lo sfondo storico della nazione di Israele, da dove è venuta, che forza esisteva, quanto il Creatore era rivelato dentro di noi, quanto abbiamo perso, questo è detto l’esilio. Quanto abbiamo perso la forza superiore, perché abbiamo perso la connessione tra di noi. Ora, alla fine dell’esilio, noi dobbiamo connetterci ancora una volta per riscoprirla. Questa forza che ci obbliga a scoprirla non ci abbandonerà, ci obbligherà a farlo. Qui abbiamo o il cammino della luce e della Torah oppure il cammino della sofferenza; quindi la Torah è avvicinarsi alla forza superiore con la connessione tra di noi. Ma qui dobbiamo già capire che abbiamo bisogno di scoprire Lui, la forza di dazione, l’amore tra di noi e con questo scopriremo il Creatore, come una fonte di dazione e di amore.

OREN: Non ho capito. Quindi non dovremmo parlare in questo modo?

No, no. Continuiamo. Noi una volta vivevamo con questa forza di unione e la forza superiore tra di noi. Poi ci siamo disconnessi e la forza di unione è sparita tra di noi, il Creatore è sparito. Come è stato rivelato prima della distruzione del tempio. Ora dobbiamo tornare alla connessione tra noi, nella maniera opposta e, attraverso la connessione, scoprire il Creatore ancora una volta. Fare la stessa azione che ha fatto Abramo. Questo è il percorso di Abramo, nostro padre. Costruendo noi stessi come una nazione, che è connessa.

OREN: Con cosa? In che modo?

In questo messaggio che è Israele che si connette all’interno per scoprire il Creatore, in modo che Lui sarà dentro di noi e noi saremo come un vero opposto della divinità sacra, che unirà Israele.

Noi vedremo che tipo di parole possiamo usare con il pubblico, ma non credo che possiamo disconnettere noi stessi dalla storia e dire: quello che sta succedendo ora, questo è quello che dobbiamo fare e tutto andrà bene. Noi dobbiamo basarci su tutto ciò che è successo dalla Babilonia con Abramo fino ad ora, perché Abramo è il padre della nazione e noi dobbiamo ripetere con lo stesso metodo. Noi dobbiamo farlo, poi i risultati non dipendono da noi. Le mani di Mosè sono le mani della fede. Noi agiamo in questo modo e basta.

Con questo non ci stiamo rivelando come profeti o neanche come grandi Kabbalisti, noi non diamo benedizioni, non facciamo niente del genere. Mostriamo in maniera logica, secondo le nostre fonti e i nostri scritti, i fatti in modo che varranno ricevuti come fatti in un tempo di pericolo. Se non hai un’altra cosa a cui attaccarti quando sei sotto minaccia, allora verrà rivelato e funzionerà. Noi dobbiamo cominciare a dare il nostro mezzo centesimo e il Creatore darà l’altra metà.

OREN: Basta?

Beh, dobbiamo svilupparlo, ovviamente. Infine io non vedo, dopo tutta l’energia che abbiamo messo per rivestire questi normali rivestimenti, maschere. Se chiedi a me di continuare con quegli altri altri modi, devi invitare altre persone a farlo, psicologi, sociologi, quelle organizzazioni con cui facciamo le tavole rotonde. Ma secondo me deve arrivare che questo gruppo di Kabbalisti operano in in questo modo, questa è la Torah, forse non usare la parola Torah perché questa parola riceve un significato non buono. Ma questa è la saggezza della Kabbalah, questo è quello che dice. Potrebbero avere paura di questo, potrebbero allontanarci, ma se tu apri con tutti i detti dei Kabbalisti del passato anche recente, allora lo scoprirai, il resto cercheremo di portarlo il più vicino al pubblico e vedremo cosa succede. Lui scrive anche che nell’ora di pericolo, approcci speciali al misticismo vengono risvegliati, un approccio interno che è detto irrazionale. Perché tu ti trovi davanti a qualcosa che non è razionale, perché non c’è niente che puoi fare, non puoi calcolare o in qualche modo misurare quello che succederà in futuro, o determinare quello che succederà.

OREN: Io sono sicuro che Nitzah ha una domanda molto emotiva con la quale riassumere, quindi vai avanti Nitzah.

NITZAH: Io credo che sia più un riassunto. Hai detto chela mente e il cuore si aprono all’abilità di assorbire la verità nel periodo di pericolo, mentre nei tempi normali tutto questo ci passa davanti. Allora dobbiamo usare ogni tipo di attività sociali ed educative.

Per questo io dico che, se non avessimo tutti che parlano della guerra dal primo ministro ai giornalisti, continueremo ad andare avanti tutti con Arvut. Ma ora che questa sensazione di minaccia sta succedendo, secondo questo noi dobbiamo innalzarci al livello superiore e non abbiamo tempo di lavorare con i guanti.

NITZAH: C’è questa illustrazione dove puoi lavorare nell’unità di emergenza nell’ospedale o in medicina preventiva. Noi adesso nel momento del bisogno, abbiamo bisogno dei metodi di emergenza.

OREN: Adesso noi concludiamo i nostri discorsi e inizieremo una nuova serie. Ci puoi dire la direzione?

Come possiamo stabilizzare tutto quello che abbiamo appreso dalla saggezza della Kabbalah, come possiamo stabilizzarlo nella maniera corretta, piatto dopo piatto e rilasciarlo porzione dopo porzione al pubblico. Attraverso quali canali dal leggero al pesante, certo come al solito con la nostra correzione.

OREN: Visto che abbiamo ancora un minuto di tempo, vorrei che tu potessi darci un messaggio per la gente di Israele. In uno stato così minaccioso, troviamo nel nome della saggezza della Kabbalah una cosa che ci darà un assaggio.

Io parlerei con “Non esiste nulla tranne lui”. Parla, parla con il pubblico; Lui ascolta. Come vediamo da tutte le ricerche e anche dalla crisi generale che ci dimostra che tutta la natura è un unico sistema, dobbiamo capire che esiste veramente un’unica forza qui e noi siamo sotto di essa. Se pensiamo di essere saggi, questa forza è molto più intelligente e saggia di noi. Se noi pensiamo che possiamo pianificare, questa forza lo sa fare molto meglio di noi. Noi veniamo da lui, noi nasciamo da lui, noi esistiamo attraverso questo. Questa è natura, è Dio. Dobbiamo capire che, solo nella visione integrale, generale della realtà, possiamo metterci nella maniera giusta, vederci nella maniera giusta con quello che ci sta succedendo e relazionarci nella maniera giusta alla forza superiore. Perché è Lui che organizza tutto, dalla natura, dal Big Bang che non conosciamo tanto, fino al limite della scienza. Non al di sopra del limite che la scienza ha raggiunto, ma noi vediamo che tutto è operato secondo leggi, secondo un piano. Puoi chiamare questo piano evoluzione, puoi chiamarlo atto superiore, non è importante. Noi ora dobbiamo vedere in maniera chiara, proprio come la saggezza della Kabbalah dice: “Un giudice non ha niente tranne quello che vedono i suoi occhi”. Dobbiamo scoprire questa forza superiore con questo supereremo tutto, anche la minaccia più piccola che ci arriva. Noi dovremmo usarlo, come un invito per iniziare la nostra correzione. Solo nel riconoscimento, nel conoscere questa forza superiore, sapremo come organizzare e gestire la nostra vita nella maniera giusta. E non semplicemente arrivare al nostro annullamento nel privato e per l’intera popolazione. Questa è la nostra spiegazione che deve essere migliorata in maniera più comune per tutto il pubblico.

Ora vai in vacanza e ti sentirai obbligato a rendere adatta al pubblico questa spiegazione.

OREN: Grazie Rav Laitman e grazie a tutti voi per esservi uniti a noi. Ci sono grandi cose davanti a noi e quindi venite anche alla prossima conversazione.

(Fine della conversazione)