1. Non esiste nulla tranne Lui
2. La Divinità in esilio
3. Il caso della Realizzazione Spirituale
4. Qual è la ragione della pesantezza che l’uomo sente nell’annullamento al Creatore, nel Lavoro
5. Lishma è un risveglio dall'Alto e perché occorre un risveglio dal basso?
6. Quali sono i Samhin nella Torah, nel lavoro
7. Cosa vuol dire che l’abitudine diventa una seconda natura, nel lavoro
8. Qual è la differenza tra l’ombra della Kedusha e l’ombra della Sitra Achra
9. Quali sono le tre cose che ampliano la mente dell'uomo nel lavoro
10. Cosa mette fretta al mio amato nel lavoro
11. Il discorso di gioia con tremore, nel lavoro
12. Il fondamento del lavoro dell'uomo
13. Il caso del Rimon
14. Cos’è l’elevatezza del Creatore?
15. Cos'è “Altri Dèi” nel Lavoro
16. Cos’è il giorno del Signore e la notte del Signore nel lavoro
17. Cosa significa che la Sitra Achra è chiamata “Malchut senza Corona”
18. Che cos'è l'anima mia piangerà in segreto, nel lavoro - 1
19. Cos’è il Creatore odia i corpi, nel lavoro
20. Lishma
21. Nel tempo in cui l'uomo sente se stesso nella distinzione di ascesa
22. Torah Lishma
23. Voi che amate il Signore, odiate il male
24. Fuori dalla mano degli empi
25. Il caso delle cose che escono dal cuore, entrano nel cuore
26. Il futuro dell’uomo è legato ed è dipendente dalla gratitudine rispetto al passato
27. Che cos’è “Eccelso è il Signore, e il basso vedrà” - 1
28. Io non morirò, anzi vivrò
29. Quando i pensieri giungono all'uomo
30. Il fatto fondamentale è desiderare solo dare
31. Tutto ciò che è gradito allo spirito delle creature
32. La sorte è un Risveglio dall’Alto
33. Le sorti che erano in Yom Kippurim e Haman
34. Il vantaggio della terra sta in tutto
35. Riguardo alla vitalità di Kedusha
36. Cosa sono i tre corpi nell'uomo
37. Un articolo per Purim
38. Il Timore di Dio è il suo tesoro
39. E cucirono la foglia di fico
40. La fede nel Rav, qual è la misura
41. Cos’è la piccolezza e la grandezza nella fede
42. A cosa allude l'acronimo Elul, nel lavoro
43. Il caso di verità e di fede
44. Mente e cuore
45. Due discernimenti nella Torah e nel lavoro
46. Il dominio di Israele sulle Klipot
47. Nel luogo in cui trovi la Sua grandezza
48. La parte importante delle fondamenta
49. La parte fondamentale è Mocha e Liba
50. Due stati
51. Se ti imbatti in questo furfante
52. Una trasgressione non estingue una Mitzva
53. Il caso della limitazione
54. Lo scopo del lavoro - 1
55. Haman dalla Torah, da dove?
56. La Torah è chiamata indicazione
57. Lo sacrificherà alla Sua volontà
58. La gioia è la distinzione di specchio delle buone azioni
59. Il bastone e il serpente
60. La Mitzva che giunge da una trasgressione
61. Intorno a Lui imperversa una forte tempesta
62. Discende ed istiga, ascende e si lamenta
63. Mi hanno prestato e restituirò
64. Da Lo Lishma si giunge a Lishma
65. Il caso del rivelato e dell’occultato
66. Il caso del dono della Torah - 1
67. Allontanati dal male
68. La connessione dell’uomo alle Sefirot
69. Prima sarà la correzione del mondo
70. Con mano forte e con scatenamento di furore
71. L’anima mia piangerà in segreto - 2
72. La fiducia è il rivestimento per la Luce
73. Dopo lo Tzimtzum
74. Mondo, anno, anima
75. Esiste il discernimento di mondo a venire ed esiste il discernimento di questo mondo
76. Su tutte le tue offerte tu offrirai del sale
77. L'anima dell'uomo lo istruirà
78. La Torah, il Creatore e Israele sono uno
79. Atzilut e BYA
80. Il caso di posteriore a posteriore
81. Il caso di elevare MAN
82. La preghiera che l’uomo deve sempre pregare
83. Il caso della Vav di destra e della Vav di sinistra
84. Cos’è “Così Egli scacciò l’uomo dal Giardino dell’Eden affinché non prendesse dall’Albero della Vita”
85. Cos’è il frutto dell’albero di bell'aspetto, nel lavoro
86. Ed essi costruirono città deposito
87. Shabbat Shekalim
88. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 1
89. Per comprendere le parole del Sacro Zohar
90. Ne Lo Zohar, Bereshit
91. Riguardo al sostituibile
92. L’interpretazione al discernimento di Mazal
93. Riguardo le pinne e le squame
94. E voi custodirete le vostre anime
95. Riguardo alla rimozione del prepuzio
96. Che cosa è rifiuti di fienile e cantina vinicola, nel Lavoro
97. Rifiuti di fienile e cantina vinicola
98. Quello che non sarà mai perso è chiamato spiritualità
99. Lui non disse empio o giusto
100. La Torah scritta e la Torah orale - 1
101. Un Commentario al salmo “Per il vincitore sulle rose”
102. E vi prenderete un frutto dell'albero
103. Il cui cuore lo fa desiderare
104. E il sabotatore era seduto
105. Un bastardo discepolo saggio precede un grande sacerdote ordinario
106. A cosa alludono le dodici Challot di Shabbat
107. Riguardo i due angeli
108. Se tu mi lasci un giorno, io ti lascerò due
109. Due tipi di carne
110. Il campo che il Signore ha benedetto
111. Respiro, voce e discorso
112. I tre angeli
113. La preghiera delle Diciotto Benedizioni
114. La preghiera
115. Inanimato, Vegetale, Animato e Parlante
116. Chi diceva che le Mitzvot non richiedono intenzione
117. Hai lavorato e non hai trovato, non crederci
118. Comprendere il fatto delle ginocchia che si sono piegate davanti al Baal
119. Quel discepolo che imparava in segreto
120. La ragione per cui non si mangiano noci durante Rosh HaShanah
121. Lei è simile alle Navi Mercantili
122. Comprendere ciò che è spiegato nel Shulchan Aruch
123. Il suo divorzio e la sua mano arrivano come un tutt’uno
124. Uno Shabbat della Genesi ed uno dei Seimila Anni
125. Chi rallegra lo Shabbat
126. Il Saggio arriva in città
127. Comprendere la differenza tra il nucleo, l'essena e l'aggiunta dell'abbondanza
128. La rugiada gocciola da quel Galgalta a Zeir Ampin
129. La Divinità nella polvere
130. Tiberiade dei nostri saggi, buona è la tua vista
131. Chi viene per essere purificato
132. Mangerai il pane con il sudore del tuo volto - 1
133. Le Luci dello Shabbat
134. Vino inebriante
135. Non uccidere l’innocente e il giusto
136. La Differenza tra le prime lettere e le ultime lettere
137. Zelofchad raccoglieva legna
138. Il caso del timore che perviene a volte all'uomo
139. La differenza tra i sei giorni di azione e lo Shabbat
140. Quanto amo la Tua Torah
141. La festività di Pesach
142. L’essenza della guerra
143. Solo il bene ad Israele
144. Esiste un popolo
145. Cosa significa darà saggezza specificamente al Saggio
146. Un commento su Lo Zohar
147. Il lavoro di ricezione e dazione
148. Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso
149. Perché abbiamo la necessità di estendere Chochma
150. Potate al Signore, poiché Egli ha fatto l’orgoglio
151. E Israele videro gli Egiziani
152. Poiché il dono illecito acceca gli occhi del Saggio
153. Il pensiero è l'esito del desiderio
154. Non può esserci uno spazio vuoto nel mondo
155. La pulizia del corpo
156. E non bisogna permettergli che prenda dall’Albero della Vita
157. Io ero addormentata ma il mio cuore vegliava
158. La ragione per non mangiare a casa di altri durante Pesach
159. Ed avvenne dopo tanti giorni
160. Le ragioni per l’occultamento delle Mitzvot
161. Il fatto del Dono della Torah - 2
162. Riguardo l’Hazak che si dice dopo avere completato la serie
163. Cosa dissero gli Autori de Lo Zohar
164. Esiste una differenza tra la materialità e la spiritualità
165. La spiegazione della richiesta di Eliseo a Elia
166. Due discernimenti nell’Asaga
167. Il motivo per cui si chiama Shabbat Teshuvah
168. Le usanze di Israele
169. Il caso del giusto completo
170. Tu non avrai nella tua tasca una grossa pietra
171. Zohar, Emor - 1
172. Il caso degli impedimenti e degli indugi
173. Perché diciamo Lechaim
174. L’occultamento
175. E se la Via è troppo lunga per te
176. Quando si beve il Brandy dopo l’Havdala
177. Espiazioni
178. I tre compagni nell’uomo
179. Tre Linee
180. Ne Lo Zohar, Emor - 2
181. Onore
182. Mosè e Salomone
183. Il discernimento del Messia
184. La differenza tra la fede e la mente
185. L’uomo ineducato, la paura dello Shabbat è su di lui
186. Fai del tuo Shabbat un giorno della settimana, e non avrai necessità della gente
187. Determinare lo sforzo
188. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 2
189. L'azione opera sul pensiero
190. Ogni azione lascia un’impronta
191. Il tempo della discesa
192. I Sorteggi
193. Un muro serve entrambi
194. I Sette Completi
195. Ricompensato, affretterò
196. Un appiglio per gli esterni
197. Libro, Autore, Storia
198. Libertà
199. Ad Ogni Uomo In Israele
200. La Purificazione del Masach
201. Spiritualità e Materialità
202. Nel sudore del tuo volto tu mangerai il pane - 2
203. L’Orgoglio dell’uomo lo porterà in basso
204. Lo scopo del lavoro - 2
205. La Saggezza chiama per le strade
206. Fede e Piacere
207. Ricevere con lo scopo di dare
208. Il caso dello sforzo
209. Tre condizioni nella preghiera
210. Un difetto bello in te
211. Come colui che sta davanti al Re
212. Abbraccio della destra, abbraccio della sinistra
213. La rivelazione della mancanza
214. Conosciuto nei cancelli
215. Il caso della fede
216. Destra e Sinistra
217. Se io non sono per me, chi sarà per me
218. La Torah e il Creatore sono uno
219. Devozione
220. La Sofferenza
221. Molteplici Autorità
222. La parte che si dà alla Sitra Achra affinchè si separi dalla Kedusha
223. Rivestimento, Sacco, Bugia, Mandorla
224. Yesod de Nukva e Yesod de Dechura
225. Innalzare se stesso
226. La Torah scritta e la Torah orale - 2
227. La ricompensa per una Mitzva, una Mitzva
228. I pesci anticipano la carne
229. Le tasche di Haman
230. Eccelso è il Signore, e il basso vedrà - 2
231. La purezza dei vasi di ricezione
232. Il completamento del lavoro
233. Perdono, Remissione ed Espiazione
234. Chi lascia le parole della Torah e si occupa della conversazione
235. Guarda di nuovo nel libro
236. I miei avversari mi scherniscono tutto il giorno
237. Perché l'uomo non Mi può vedere e vivere
238. Felice è l'uomo che non Ti dimentica e il figlio dell'uomo che si sforza in Te
239. La differenza tra Mochin di Shavuot e di Shabbat HaMinchah
240. RivolgiTi, per favore, a coloro che si rivolgono a Te e che chiedono il Tuo Volto
241. InvocateLo mentre è vicino
242. Qual è la questione del deliziare i poveri in un giorno festivo, nel lavoro
243. L’esame dell'ombra durante la notte di Hoshana Rabbah
244. Tutti i Mondi
245. Prima della creazione del neonato
246. Una spiegazione sulla Mazla
247. Un pensiero è considerato nutrimento
248. Let His Friend Begin
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Baal HaSulam/Shamati
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Il vantaggio della terra sta in tutto
 

34. Il vantaggio della terra sta in tutto

Ho udito nel mese di Tevet, 1942

È risaputo che nulla si rivela nella sua forma vera ma solo attraverso il suo opposto “Come la Luce ha un vantaggio sulle tenebre”. Questo significa che ogni cosa ne mostra un'altra e attraverso il suo opposto può essere percepita l'esistenza dell'opposto.

Quindi, è impossibile vedere qualcosa in piena chiarezza se è assente il suo parallelo. Ad esempio, è impossibile valutare e dire che qualcosa è buono se manca il suo opposto che mostra ciò che è cattivo. Accade la stessa cosa con dolce e amaro, amore e odio, fame e sazietà, sete e dissetarsi, adesione e separazione. Ne consegue che, è impossibile giungere ad amare la Dvekut (Adesione) prima di aver acquisito l'odio della separazione.

Per essere ricompensato con il livello di odiare la separazione, l'uomo deve prima sapere che cosa significa, vale a dire, da chi è separato, successivamente può dire di voler correggere quella separazione. In altre parole, deve esaminare da che cosa e da chi è separato. Dopo di che l'uomo, attraverso lo sforzo, corregge tutto questo e può riconnettersi a Colui dal quale è stato separato. Ad esempio, se comprende di voler trarre beneficio dall'unirsi a Lui, può immaginare e sapere cosa perde restandone separato.

Il guadagno e la perdita sono misurati in base al piacere e alla sofferenza. L'uomo rimane lontano da ciò che provoca sofferenza e di conseguenza la odia. La misura dell'allontanamento dipende dalla misura della sofferenza, poiché la natura umana è quella di scappare dalla sofferenza.

Pertanto, l’una dipende dall'altra, vale a dire, in base alla misura della sofferenza l'uomo si sforza e fa ogni tipo di azione per rimanervi lontano. In altre parole, le sofferenze fanno odiare quello che causa la sofferenza e nella stessa misura ne rimane lontano.

Ne consegue che l'uomo deve sapere cos'è l'equivalenza della forma, affinché sappia cosa deve fare per giungere all'adesione chiamata l’“equivalenza della forma”. Tramite questo saprà cosa significano la separazione e la disuguaglianza della forma.

È risaputo dagli autori e dai libri che il Creatore è Buono e Benefico. Questo significa che la Sua Provvidenza si rivela agli inferiori nella distinzione di Buono e Benefico e in questo dobbiamo credere.

Pertanto, quando l'uomo esamina la direzione del mondo, inizia ad esaminare se stesso rispetto agli altri, ovvero, come loro soffrono sotto la Provvidenza invece di deliziarsi, come si addice al suo Nome di Buono e Benefico, di conseguenza gli è difficile dire, in questo caso, che la provvidenza è Buona e Benefica e che dispensa l’abbondanza.

Tuttavia, dobbiamo sapere che in questo stato, nel momento in cui loro non possono dichiarare che il Creatore dispensa solo il bene, sono considerati empi perché la sofferenza li porta a condannare il loro Artefice. Lo giustificano solo quando vedono che il Creatore dà loro piacere. È come dissero i nostri saggi “Chi è uno Tzadik (Giusto)? Chi giustifica il suo Artefice”, ovvero, chi afferma che il Creatore guidi il mondo in modo giusto.

Pertanto, quando l'uomo soffre si allontana dal Creatore, perché naturalmente si riempie d'odio per Colui che gli provoca tutte le sofferenze. Di conseguenza, invece di amare il Creatore fa l'opposto, poiché ha iniziato ad odiare il Creatore.

Quindi, cosa deve fare l'uomo per giungere ad amare il Creatore? A questo scopo ci è stato concesso il rimedio di impegnarci nella Torah e nelle Mitzvot (Precetti) per attirare la Luce che riforma, che fa percepire all'uomo il grave stato di separazione e gradualmente, se desidera ottenere la Luce della Torah, viene creato in lui l'odio per lo stato di separazione e inizia a percepire il motivo che provoca in lui e nella sua anima il fatto di essere separato e lontano dal Creatore.

Pertanto, l'uomo deve credere che la Sua guida è benefica, ma, poiché è immerso nell'amore per sé stesso, questo induce in lui la disuguaglianza della forma, dato che non esiste in lui una correzione con l’intenzione di Lehashpia (per dare), chiamata l’“equivalenza della forma”.

Solo in questo modo possiamo ricevere delizia e piacere. L'incapacità di ricevere la delizia e il piacere che il Creatore vuole dare, evoca nel ricevente l'odio per la separazione e quindi, l'uomo discerne il grande beneficio dell'equivalenza della forma e inizia a bramare di conseguire la Dvekut (Adesione).

Di conseguenza ogni forma ne mostra un'altra. Pertanto, tutte le discese in cui l'uomo sente la separazione da Lui sono l'opportunità di discernere tra una cosa e il suo opposto. In altre parole, l'uomo deve imparare dalle discese cosa sono i benefici delle ascese, altrimenti sarà incapace di apprezzare l'importanza di essere avvicinato dall'Alto e delle ascese che ha ricevuto. Di conseguenza non sarà in grado di estrarre l'importanza, come quando si dà cibo ad un uomo che non ha mai provato la sensazione di fame.

Ne consegue che le discese, che sono i tempi di separazione, producono l'importanza della Dvekut nelle ascese, mentre le ascese gli fanno odiare le discese che gli causano la separazione.

In altre parole, egli non può valutare quanto siano cattive le discese quando parla male della Provvidenza, non sente nemmeno di chi parla male e non sa che deve pentirsi per un tale peccato. Questo è chiamato “Dire maldicenze nei confronti del Creatore”.

Possiamo comprendere quindi, che proprio quando l'uomo ha entrambe le forme, può discernere la distanza tra l'una e l'altra “Come la luce ha un vantaggio sulle tenebre”. Solo allora può valutare e considerare la questione della Dvekut, attraverso la quale la delizia e il piacere nel Pensiero della Creazione possono essere acquisite come “Il Suo desiderio di beneficiare le Sue creature”. Tutto quello che appare davanti ai nostri occhi è solamente quello che il Creatore vuole che raggiungiamo, perché sono le vie attraverso le quali raggiungeremo lo scopo completo.

Tuttavia, non è così facile acquisire la Dvekut al Creatore. Per acquisire la sensazione e il sentimento di delizia e piacere è necessario un grande sforzo e fatica. Prima di questo, l'uomo deve giustificare la Provvidenza e credere, al di sopra della ragione, che il Creatore si comporta bene con le Sue creature e dire “Hanno occhi e non vedono”.

I nostri saggi dicono “Habacuc venne e li attribuì ad uno”, com'è scritto “Il giusto vivrà per la sua fede”. Questo significa che l'uomo non ha bisogno d'impegnarsi nei dettagli ma, deve concentrare tutto il suo lavoro su un solo punto, su una regola, la fede nel Creatore. Per questo motivo deve pregare che il Creatore lo aiuti ad essere capace di avanzare nella forma di fede al di sopra della ragione. Nella fede c'è una forza attraverso la quale l'uomo giunge indirettamente ad odiare la separazione.

Vediamo che c'è una grande differenza tra fede, vista e conoscenza.

Per quanto riguarda qualcosa che può essere visto e conosciuto, se la mente determina una volta che è bene fare quella cosa, tale decisione è sufficiente e gli basta. In altre parole, egli la esegue nella forma che aveva deciso. Questo è così perché la mente lo accompagna in ogni singola azione in modo da non rompere quello che la mente gli aveva detto, e gli lascia capire, al cento per cento, che la mente l’ha portato a raggiungere tale decisione.

Tuttavia, non è la stessa cosa per quanto riguarda la fede, che è una questione di potenziale accordo. In altre parole, l'uomo supera la mente e dice che è davvero proficuo lavorare nel modo in cui la fede esige di lavorare: al di sopra della ragione.

Pertanto, la fede al di sopra della ragione è utile solo durante l'azione, quando lui crede. Solo allora è disposto a sforzarsi al di sopra della ragione. Al contrario, quando egli lascia la fede per un attimo, cioè quando la fede si indebolisce anche solo per un breve momento, egli lascia immediatamente la Torah e il lavoro. Non gli è di aiuto il fatto che, poco tempo prima, avesse preso su di sé l’onere della fede al di sopra della ragione.

Tuttavia, quando percepisce nella sua mente che questo lo danneggia, che è qualcosa che mette a rischio la sua vita, non ha necessità di spiegazioni e ragionamenti ripetitivi sul motivo per il quale è una cosa pericolosa.

Piuttosto, ora segue questa decisione, avendo già realizzato pienamente nella sua mente, una volta, di praticare queste cose rispetto alle quali la mente gli dice ciò che è male e ciò che è bene.

Vediamo la differenza che esiste tra ciò che la mente impone e ciò che la sola fede impone, e qual è il motivo per cui, quando qualcosa è basato sulla fede, dobbiamo costantemente ricordare la forma della fede, altrimenti cade dal suo livello allo stato di empio.

Questi stati possono accadere anche in un solo giorno; l’uomo può cadere dal suo livello tante volte in un solo giorno, perché è impossibile che la fede al di sopra della ragione non si fermi anche almeno per un momento durante la giornata.

Dobbiamo sapere che il motivo per cui dimentichiamo la fede, deriva dal fatto che essa è al di sopra della ragione e la mente è contro tutti i desideri del corpo, dal momento che i desideri del corpo provengono dalla natura impressa in noi, chiamata “desiderio di ricevere” sia nella mente che nel cuore, perciò il corpo ci attira sempre verso la nostra natura. Solo quando aderisce alla fede, ha la forza di portarlo fuori dai desideri del corpo e andare al di sopra della ragione, ovvero, contro la ragione del corpo.

Quindi, la fede non si trova nell’uomo su una base permanente prima che egli acquisisca i vasi di dazione chiamati Dvekut. Quando la fede non lo illumina, vede di trovarsi nel più basso stato possibile e tutto questo gli arriva a causa della disuguaglianza della forma, cioè il desiderio di ricevere per se stesso. Questa separazione gli causa tutte le sofferenze, rovina tutte le costruzioni e tutti gli sforzi che aveva investito nel lavoro.

Egli vede che nel momento in cui perde la fede si trova in uno stato peggiore di quando ha iniziato il percorso del lavoro nell’Ashpaa (Dazione). Così, acquisisce l'odio per la separazione, perché inizia immediatamente a sentire le sofferenze dentro di sé e nei confronti di tutto il mondo. Per lui diventa difficile giustificare la Sua Provvidenza sulle creature considerandolo come Buono e Benefico, quindi sente che tutto il mondo è diventato oscurità davanti a lui e non ha niente da cui ricevere delizia.

L’uomo acquisisce l'odio per la separazione ogni volta che inizia a correggere il difetto di parlare male della Provvidenza.

E attraverso l'odio che sente nella separazione, giunge all'amore per la Dvekut. In altre parole, nella misura in cui sente di soffrire nel tempo della separazione, in questa misura si avvicina alla Dvekut con il Creatore. Allo stesso modo, nella misura in cui percepisce l'oscurità come cattiva, sente che la Dvekut è una cosa buona. Quindi, egli sa come apprezzare quando riceve momentaneamente un certo grado di Dvekut.

Adesso possiamo vedere che tutte le sofferenze che esistono nel mondo sono soltanto una preparazione alle vere sofferenze. Queste sono le sofferenze che l'uomo deve raggiungere, altrimenti non sarà capace di acquisire niente di spirituale, perché non c'è luce senza Kli (Vaso). Queste sofferenze, le sofferenze vere, sono chiamate “condanna della Provvidenza e calunnia”. Lui prega per questo motivo, per non calunniare la Provvidenza, e queste sono le sofferenze che il Creatore accetta. Questo è il significato del detto: “Il Creatore ascolta la preghiera di ogni bocca”.

La ragione per cui il Creatore ascolta queste sofferenze è che in quel momento, l'uomo non chiede aiuto per i propri Kelim (Vasi) di ricezione, dato che possiamo dire che se il Creatore gli concedesse tutto ciò che desidera, questo potrebbe allontanarlo da Lui a causa della disuguaglianza della forma che andrebbe ad acquisire in questo modo. Piuttosto è il contrario: l’uomo chiede la fede affinché il Creatore gli concede la forza per meritare di essere ricompensato con l'equivalenza della forma, poiché vede che, non avendo la fede permanente, vale a dire, quando la fede non splende per lui, gli giungono pensieri e dubbi sulla Provvidenza.

Questo, a sua volta, lo porta allo stato chiamato “male”, quando condanna il suo Creatore. Ne consegue che tutta la sofferenza che sente, avviene perché calunnia la Provvidenza Superiore.

Ne consegue che quello che lo addolora è che quando dovrebbe lodare il Creatore, dicendo “Benedetto è Colui che ci ha creato nella Sua gloria”, cioè che le creature rispettano il Creatore, vede che il comportamento del mondo non è adatto alla Sua gloria, poiché tutti si lamentano e chiedono che prima debba essere rivelata la Provvidenza, che il Creatore conduce il mondo in benevolenza. Dato che non è rivelata, dicono che questa Provvidenza non Lo glorifica; questo lo fa soffrire.

Quindi, l’uomo è costretto a calunniare a causa delle sofferenze che sente. Pertanto, quando chiede al Creatore di dargli la forza della fede e di essere ricompensato con la distinzione di Buono e Benefico, non è per il fatto che vuole ricevere il bene in modo da deliziare se stesso. Piuttosto, è per non calunniare perché questo è ciò che lo fa soffrire. Egli vuole credere al di sopra della ragione che il Creatore conduce il mondo in modo benevolo e vuole che la sua fede si stabilizzi nella piena sensazione, come se fosse dentro la ragione.

Pertanto, quando egli mette in pratica la Torah e le Mitzvot, vuole estendere la Luce di Dio non per il suo beneficio ma perché non può sopportare di essere incapace di giustificare la Sua Provvidenza, che è benevolenza. Lo fa soffrire il suo profanare il nome di Dio, il cui nome è Buono e Benefico, e il suo corpo afferma il contrario.

Questo è tutto ciò che lo fa penare, perché essendo in uno stato di separazione non può giustificare la Sua guida. Questo è considerato odiare lo stato di separazione. Quando sente questa sofferenza il Creatore ascolta la sua preghiera, lo avvicina a Sè e l’uomo è ricompensato con la Dvekut. Questo è perché le sofferenze che sente gli apportano la ricompensa della Dvekut; allora è detto “Come la Luce ha un vantaggio sulle tenebre”. Questo è il significato di: “Il vantaggio della terra sta nel tutto”.

Terra significa creazione, tutto significa che tramite il vantaggio, ovvero, quando vediamo la differenza tra lo stato di separazione e lo stato di Dvekut, in questo modo l'uomo è in adesione al tutto poiché il Creatore è “la radice di tutto”.