Nuova Vita 5 - Connessione Mutua

Nuova Vita 5 - Connessione Mutua

Episode 5|2 gen 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 5

La connessione mutua

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 02/01/2012

Oren: Siamo lieti di essere presenti a questa conversazione con il Dot. Laitman, salve M. Laitman. Voglio spiegare la situazione in cui ci troviamo. In questa serie di conversazioni Rav Laitman insegna ad un gruppo di persone, siano essi cittadini di Israele che di qualsiasi altra parte del mondo, a comprendere lo stato in cui lavorano e vivono. Siamo in questa aula per studiare la società in cui vivono.

Voglio ora parlare della loro vita personale, della reciprocità che abbiamo nella società umana in quanto siamo legati gli uni agli altri, di quanto la natura si comporta come un sistema unito e questo, nel nostro linguaggio, si chiama responsabilità reciproca. Cosa significa responsabilità reciproca?

Quando noi investighiamo sull'universo vediamo che tutti sistemi sono interdipendenti, i pianeti ruotano intorno al sole, la maggior parte di essi ruota intorno all'altro, un sistema enorme. Vediamo che tutti sono in un movimento reciproco, dipendenti gli uni dagli altri. Vediamo che la Luna, che sta sopra il pianeta Terra, influisce su tutto quanto sulla terra, sulla nostra salute, sulle nostre sensazioni, emozioni, sul movimento dell'acqua negli oceani, ed altro.

Anche il Sole influisce, le esplosioni solari influiscono su tutto quanto mette in pericolo il nostro pianeta, agisce anche su tutti i sistemi elettronici e la terra stessa, che al suo interno ha un nucleo infuocato, subisce questi influssi.

I biologici, i botanici dicono che per creare la forma di vita che abbiamo sulla terra noi abbiamo condizioni molto speciali che non si trovano facilmente nell'universo perché le condizioni di questa nostra vita richiedono che esse si verifichino contemporaneamente: la forza di gravità, l'acqua, il calore, la pressione e così via. E' una formula enorme che permette alla vita di esistere.

Noi ascoltiamo al telegiornale notizie sul clima e le previsioni arrivano a coprire normalmente una settimana, non di più, perché? Perché affinché possano darci notizie sui prossimi giorni, sulle temperature, se ci sarà pioggia o vento per vedere cosa succederà con il clima, questi specialisti utilizzano formule, computer enormi in grado di calcolare questi risultati e prevedere il clima di tutto il pianeta. La connessione di tutti questi dati è molto grande e necessaria per sapere quale sarà la temperatura domani, se possiamo far partire navi ed aerei, poter programmare varie cose.

Allora vediamo quanto queste cose parlano della connessione, molto grande, fra l'inanimato che influisce sul vegetale che influisce sul vivente che influisce sull'uomo e come l'uomo influisce su tutte queste cose. Siamo dipendenti anche dal vegetale per la nostra agricoltura ed anche dall'animato che ci dà il cibo per mantenerci nella società umana, ed ognuno funziona e lavora nella società in base al proprio ruolo, così noi esistiamo. Ed avanzando nella nostra storia vediamo che stiamo diventando una società sempre più complessa e dipendente gli uni dagli altri. Ora vediamo che facciamo transazioni, trasferiamo soldi da una banca all'altra, da un continente ad un altro, mandiamo navi ed anche il vestito che, se controllo posso dire che molti stati hanno contribuito a produrlo e questo ci dice quanto siamo interdipendenti. E questa interdipendenza oramai è normale, capiamo che è così, solo che questa interdipendenza è soltanto commerciale e non ci ha richiesto una partecipazione emotiva. Questo è quello che succede in questo momento storico, in questi ultimi tempi possiamo vedere che la connessione tra di noi è arrivata a tali dimensioni che ci sta richiedendo una partecipazione più profonda, più vicina l'uno all'altro, a tal punto che ciò che succede in una nazione influisce anche sulle altre nazioni. Non per niente vediamo che ci sono stati che all'improvviso possono andare in altri stati e definire lì alcune cose ed anche cambiare il governo e chiedere che sia così o diversamente, perché non c'è uno stato indipendente. Vediamo per esempio che ci sono manifestazioni in Siria e tanti paesi di tutto il mondo chiedono: “come potete uccidere i vostri civili?” e chi è al potere non può dire niente, come se quello non fosse il suo stato, come se non fosse il padrone di casa. E così via.

Insomma ci è chiaro che questa interdipendenza ci obbliga tutti insieme, e noi vediamo che siamo talmente legati l'uno all'altro che oramai chiediamo dei sistemi internazionali senza i quali oramai non possiamo esistere. Se noi vogliamo essere nel commercio, nella scienza, nella cultura, se vogliamo esistere dobbiamo fare così, noi dobbiamo sviluppare una cultura, un'educazione, un approccio, un'attitudine alla vita che assomigli molto l'una all'altra. Negli ultimi anni il turismo si è sviluppato e noi andiamo da uno stato all'altro e vediamo che in queste ultime decine di anni tutti i paesi diventano vicini gli uni agli altri.

Secondo come le persone vivono siamo tutti nutriti dalle reti, della televisione, dal telegiornale, da vent'anni siamo in connessione virtuale in Internet, così tanto che tra poco saremo così tanto connessi che non sentiremo più la differenza delle lingue in quanto ci saranno delle apparecchiature che funzioneranno in maniera automatica di modo che se anche qualcuno non conosce l'inglese, che è la lingua internazionale, potrà comunque essere in contatto con gli altri. In base alle ricerche impariamo che oggi siamo talmente legati che anche la persona più semplice è legata con tutte le persone del mondo. Così ci troviamo tutti vicini l'uno all'altro, come se ci tenessimo per mano. Impariamo che ogni paese che fa qualcosa non può farla con leggerezza per se stesso perché può cambiare l'equilibrio dell'intero pianeta e ciò che succede in quel posto può influenzare tanti altri posti. L'umanità ha stipulato degli accordi nel mondo, per esempio sulla pesca in modo da non danneggiare gli altri, oppure accordi che riguardano l'ozono, il carbone, qualsiasi cosa della natura che utilizziamo, per cui cominciamo a sentire che ci troviamo su un pianeta che è la casa generale per tutti e siamo tutti dipendenti l'uno dall'altro in questa sfera comune che è la Terra e non sappiamo cosa vogliamo fare. Ci dispiace ma siamo ancora nell'evoluzione egoistica e non prendiamo in considerazione nessun altro.

Inviando tanti razzi nello spazio abbiamo creato problemi anche lì a causa dei detriti spaziali grandi e piccoli che vi immettiamo e ciò ci influenza. A volte sentiamo che essi creano dei problemi e che posso ricadere sulla terra, chissà quando e su chi.

Abbiamo visto anche fenomeni pericolosi come quello dell'eruzione del vulcano in Islanda, un fenomeno che ha influenzato tutto il mondo a causa della chiusura degli aeroporti e poi lo tsunami in Giappone che ha creato problemi alla centrale nucleare ed ha fatto comprendere al mondo che forse non è opportuno costruire queste centrali nucleari, e tante altre cose ancora.

Vediamo che nessuno stato può avere una propria politica, sia interna che esterna, se non prende in considerazione tanti fattori esterni. Ogni provvedimento deve essere in relazione a tutto il mondo, anche gli stati più forti che potrebbero non fare questi calcoli devono farli lo stesso perché siamo tutti interdipendenti e non si può sapere come il più piccolo provvedimento preso da uno stato possa influire sugli altri stati.

Da un giorno all'altro noi ci siamo trovati in un mondo più complesso ma anche dipendente, per cui noi parliamo della legge che ci circonda tutti, che ci tiene uniti, questa legge si chiama garanzia reciproca. Se parliamo di questa legge, la responsabilità reciproca, è come se si riferisse a stati, ad aziende internazionali, a varie ed importanti associazioni. Può funzionare questo sul singolo individuo? Si, da un anno all'altro vediamo che se, ad esempio, in Europa o in America c'è qualche problema in qualche banca all'improvviso il problema lo si sente dappertutto, specialmente in Cina che produce e vende i suoi prodotti in questi stati, e quindi anche lei risente di questa situazione, influisce anche sull'altra metà del mondo. Il commercio specialmente, l'economia, la finanza ci hanno legato talmente tanto che sentiamo queste cose come essenziali per la nostra esistenza, da questo dipende il nostro cibo, i nostri vestiti, il riscaldamento, l'industria delle medicine. Oggi non esiste uno stato autosufficiente, cento anni fa ogni stato era quasi autonomo, si produceva quasi tutto al proprio interno. Tutto è iniziato quando gli inglesi hanno conquistato l'India, hanno capito che era più facile importare dall'India, ad esempio verdure e frutta, anziché produrle internamente e così hanno sviluppato l'industria, anche perché era stato aperto il canale di Suez. Vale a dire che le persone hanno cominciato a capire che l'interscambio era vantaggioso. Precedentemente ogni fabbrica produceva tutto al proprio interno, dal pezzo più piccolo al più grande, anche i sistemi energetici erano prodotti all'interno della fabbrica, anche i motori, e così tutti i processi erano in un solo posto. Poi hanno cominciato a suddividere queste cose, ogni fabbrica produceva una parte dell'insieme, un'altra fabbrica un'altra parte e così via. E così siamo giunti in questi ultimi decenni al fatto che se ad esempio un fabbrica costruisce automobili essa avrà la collaborazione di altri paesi. Ed oggi ancora di più, questa tendenza è aumentata. Ad esempio i giapponesi, anziché costruire le automobili nel proprio paese, le fanno costruire in altri paesi, ad esempio in Europa ed in America dove c'è più mercato e dirigono le aziende da lontano affidandosi ad operai e dirigenti del posto, solo che figura made in Giappone.

C'è un miscuglio talmente grande che non si è in grado di sapere da dove arriva e da chi è stato fatto un prodotto, ci sono aziende che appartengono ad un altro paese, benzinai che trattengono il 30-50% da esse, proprietari che arrivano da altri stati, finanziamenti da altri ancora e così è in tutto il mondo. E i governi non disturbano questo processo perché ci guadagnano, i cittadini hanno il lavoro e così tutti si avvantaggiano di questa situazione.

E così si svilupperà sempre di più. Quando gli stati più forti hanno esaurito il loro sviluppo interno allora hanno iniziato a sviluppare negli stati più poveri, quello che è chiamato il terzo mondo, l'Africa, l'Asia, e quindi hanno portato lì le fabbriche. Ma per fare questo hanno dovuto insegnare alle persone ed hanno aperto delle scuole, hanno cominciato ad aprire loro le proprie università e così il mondo è diventato a tutti i livello interconnesso. Ad esempio, quando un americano di New York vuole comunicare con un amico di Boston la comunicazione passa attraverso i centralini in India perché lì ci sono persone che lavorano in questo settore. Queste cose ci legano così tanto che non consideriamo la distanza che intercorre tra uno stato e l'altro. Se andiamo ancora più in profondità vediamo che tutta la terra si trova in una rete di connessione enorme che ci lega tutti quanti ed oggi non si può costruire qualcosa se non si utilizzano le attrezzature giuste e non si hanno le conoscenze adatte a quello che viene fatto.

Così il mondo è legato e questo si è sviluppato negli ultimi cento anni. Ora siamo giunti ad una situazione in cui all'improvviso questa rete di connessione non funziona più, non funziona per tanti motivi e sociologi, politologi, economisti, studiosi trovano varie giustificazioni, ma alla fine dei conti c'è solo un motivo: noi siamo arrivati ad una connessione tra di noi e questa ci richiede una connessione più interna. Cioè, per continuare questo sviluppo siamo obbligati ad arrivare ad un'unione più stretta, capire e riconoscere la responsabilità reciproca del fatto che siamo legati gli uni agli altri, che viviamo sulla stessa terra e non abbiamo scelta, dobbiamo sentirci come una famiglia, cioè che il nostro sviluppo è arrivato a livelli tali che quello che produciamo, macchine, cibo, che abbiamo commercializzato o prodotto, tutto è stato fatto in comune, anche le banche sono in comune. Abbiamo le borse, la banca internazionale e possiamo essere in commercio con Tokyo, New York, Mosca, Berlino, non importa dove sia, ovunque funziona allo stesso modo, basta un fax od una mail per trattare e così ognuno può comperare o vendere dove conviene. Noi pensiamo che i soldi siano monete reali, ma non ha importanza dove si trovano, può essere che siano in qualche paese del terzo mondo, l'importante sono queste mail che le banche passano da un posto ad un altro.

Ultimamente sentiamo che la connessione tra noi non può continuare, lo vediamo specialmente in Europa che se da un lato è un continente molto sviluppato dall'altro è quello più diviso. Noi vediamo che la separazione tra di loro, la mancanza di adattamento interno, la comprensione che sono speciali, che appartengono ad un sistema, li ferma, ferma tutti questi stati del mercato comune perché non basta il mercato comune, occorre mettere tutti questi stati in una connessione in una connessione più stretta ed è in questo che c'è difficoltà. La difficoltà è che dobbiamo essere vicini con lo spirito comprendendo la situazione, capire che non possiamo riuscire l'uno senza l'altro. Per questo motivo dobbiamo educare il popolo, gli europei, trenta paesi più o meno, che l’interdipendenza reciproca è essenziale. Anche se con la mente capiscono questo fatto, nel sentimento ancora non sono pronti a perdere la propria individualità. Però l'uomo non deve cambiare le abitudini, il suo comportamento, la cultura, ma deve andare sopra di essi verso la connessione con gli altri, la garanzia reciproca, perché anche se siamo diversi in qualche modo dobbiamo d'accordo, come succede in una famiglia. Certo non è così semplice, io ho padre e madre, mia moglie ha anche lei padre e madre, poi fratelli con figli, maschi e femmine, noi dobbiamo prendere in considerazione tutti quanti nel bene e nel male.

Non è che dobbiamo cambiare, ma se per esempio ho incontrato una donna caratterialmente diversa da me noi abbiamo comunque deciso di stare insieme, di avere una vita in comune. Certo non è sempre tutto roseo, entrambi abbiamo dovuto saper rinunciare a qualcosa, ma parliamo e ci connettiamo per poter formare una famiglia sopportandoci a vicenda. Oggi nelle coppie manca questo tipo di educazione, di cercare di andare d'accordo pur sapendo che siamo molto diversi l'uno dall'altro anche se abbiamo la libera scelta di decidere chi è più adatto a noi. Negli animali si vede questo, ogni animale cerca chi è più adatto a lui.

Le persone fanno delle ricerche cercando una persona speciale e non capiscono che proprio per questo motivo poi avranno difficoltà ad andare d'accordo, ad appoggiarsi uno all'altro. Dipende dalla mancanza di educazione, dal fatto di non comprendere come vivere la vita insieme perdonandosi a vicenda. Questo crea la crisi della famiglia che sta vivendo ora quasi la metà della popolazione della terra. Poi anche i giovani non vogliono più sposarsi perché non si sentono in grado di allevare i figli vedendo come essi stessi stanno male. Ed allora perché farlo?

Questa è una crisi che dura ormai da anni, è iniziata più o meno trenta anni fa e noi criticamente dobbiamo fare questa stesse valutazioni all'interno degli stati perché anche nei confronti dei paesi vicini ci sono quelli che danno e quelli che ricevono, come all'interno di una coppia, per cui dobbiamo imparare come rinunciare, come connetterci al di sopra delle nostre differenze. E questo non l'abbiamo imparato, non abbiamo imparato a scuola la tecnica della rinuncia, del perdonarsi vicendevolmente. E' solo con la rinuncia che possiamo arrivare a qualcosa di buono. Però ora, non avendo scelta, ci troviamo in una crisi che ci insegna almeno l'essenziale, a fidarci uno dell'altro, ed in questa necessità abbiamo una grande speranza, che l'umanità capisca ed allora non si arrivi ai divorzi perché i divorzi tra gli stati sfociano nelle guerre, ed allora bisogna che comprenda che ci sono altre scelte, altre opzioni, come comportarsi.

Già da tanto tempo l'Onu ha stabilito un posto dove poterci unire tutti quanti ed discutere sulla pace tra i nostri stati, in tutto il mondo, ed altre organizzazioni si occupano dell'educazione, della sanità. Abbiamo così tante organizzazioni.

Una volta sono stato a Ginevra ed oltre alle conferenze che ho tenuto sono stato invitato da altre organizzazioni, organizzazioni che prendono strade intere, e che non immaginavo esistessero. Ogni organizzazione ha una sua frequenza su ogni radio del mondo ed anche la televisione ha una sua frequenza per non disturbare le altre. Ce n'è una per creare le medicine, un'altra della sanità che definiamo uno standard della sanità, ed in questo modo riusciamo a capirci e magari possiamo mandare persone malate in determinati posti. Quando un dottore scrive una lettera ad un malato, un altro dottore sarà in grado di capire ciò che ha scritto. Insomma, è una cosa incredibile. Mi dispiace che non abbiamo fotografato queste organizzazioni. Ce ne sono alcune che addirittura stabiliscono quali bandiere possa avere uno stato di modo che non possa essercene qualcuna che già c'è.

Insomma, ci sono degli standard per qualsiasi cosa perché siamo talmente uniti che ci servono delle leggi. Così come abbiamo leggi del parlamento che ci indicano come vivere, come andare d'accordo, così dobbiamo fare in tutto in tutto il mondo. E queste organizzazioni esistono già da decine di anni. Senza di loro la garanzia mutua sarebbe molto difficile perché al punto in cui siamo non è che ognuno debba definire qual è il suo posto, ora dobbiamo costruire un tetto comune e questo tetto deve essere fatto con la comprensione in comune, come se ci trovassimo tutti in una stanza dentro la quale sarebbe molto difficile stare insieme se non abbiamo una buona connessione tra di noi, se non sentiamo la vicinanza dell'altro. Cioè abbiamo una dipendenza mutua, e questa dipendenza mi farà cambiare la mia relazione con gli altri, mi farà capire fino a che punto siamo connessi, quanto siamo speciali. Che noi lo si voglia o no siamo dipendenti nel cibo, nell'abbigliamento, nell'educazione, nella tecnica nell'energia, con l'acqua, con l'elettricità, anche con l'aria, si, se da una fabbrica viene immesso qualcosa di nocivo nell'aria sarà più difficile respirare. A questo proposito il protocollo di Kyoto ha stabilito entro quale misura ogni paese possa danneggiare l'atmosfera. Posso aggiungere che la varietà di queste organizzazioni internazionali, ciò di cui si occupano ci danno la possibilità di sentire, attraverso di esse, la connessione tra di noi. Ce ne sono alcune che si trovano a Parigi, Londra, New York, ma la maggioranza sono a Ginevra. Questo è molto importante, ci fa sentire quanto è incredibile questa nostra interdipendenza, è molto più forte, peggio che dentro una famiglia. In una famiglia posso non parlare, arrabbiarmi, posso anche disconnettermi per un po' di tempo, andarmene da qualche altra parte. Qui non si può. Qui succede che tutti questi paesi, le centinaia di paesi che ci sono nel mondo, che sono in questo mosaico, questo lego, non possono uscire da questo lego e muoversi a loro piacimento. Noi cerchiamo di farlo e vediamo che ogni volta che uno entra in questo stato, cerca di fare un suo movimento personale, non riesce, dopo un po' di tempo ritorna. Può anche essere che uno cerca di farlo solo a parole però non in azione perché oramai, in questi tempi, non è più possibile. Si può anche parlare tanto di questa connessione fra di noi che negli ultimi tempi ci obbliga ad essere connessi, ma è nel mentale, cioè con i sentimenti che cominciamo a connetterci, non con le leggi dell'ecologia, non con l'industri, con il sistema bancario, con l'educazione comune o con la sanità. Ma è proprio in questi campi che l'uomo deve entrare nella connessione ed ogni persona, ed anche gli stati, devono entrare nella connessione reciproca, quella buona.

Lo sviluppo, il nostro sviluppo della civilizzazione, della società, la nostra evoluzione è arrivata dallo sviluppo dell'inanimato, del vegetale, del vivente e nell'uomo siamo evoluti anche in questi gradi finché diventiamo oggi come un solo uomo, un solo corpo, che viene chiamato l'uomo, l'umano. Per cui ci si pone una domanda: come possiamo realizzare questo se senza queste cose non possiamo esistere, se veramente questa relazione, quella buona, fra di noi si trova, che essa viene richiesta dal nostro sviluppo e senza la quale non possiamo neppure correggere neppure le leggi dell'economia, dell'industria, del commercio. Vediamo che il mondo si trova in uno stato di confusione, non si capisce cosa si fa avanti, come se le persone avessero perso la connessione tra di loro perché ora gli si chiede di entrare nella connessione, quella emozionale, del cuore e prima non c'era questa esigenza fra di noi. O ci siamo trattati male l'uno con l'altro, oppure eravamo senza scelta, ci connettevamo con l'educazione, con la sanità, però non era un'esigenza dell'uomo e degli stati essere in buoni rapporti reciproci, ed ora ci vengono richiesti degli sforzi interni, psicologici, nei confronti dell'altro. Probabilmente è quello che il nostro sviluppo ci richiede, questo è quello che sentiamo, che senza questa relazione, questo rapporto potremmo anche vivere nella nostra piccola casa, se io ed altre persone viviamo insieme in qualche posto, allora va bene, non avendo scelta viviamo da qualche parte insieme, ognuno ha il suo angolo. Però oggi non c'è. Non è un caso che ci troviamo in uno dei quattro angoli della stanza. Oramai siamo talmente legati che senza un buon rapporto la nostra vita ci sembra terribile, tremenda, ed allora bisogna fare pace in casa e questa pace si chiama garanzia mutua, responsabilità mutua, reciproca, cioè la forma che noi dobbiamo avere è quella della reciprocità, il che vuol dire che in tale connessione uno sente che la sua anima, la sua vita dipende dall'altro, come dei soldati di un commando, la vita di uno dipende dall'altro, se non si aiuteranno a vicenda moriranno.

Abbiamo sistemi così anche nella natura, nella scienza, tutto è legato, se una parte esce allora tutta la macchina smette di lavorare. Così è anche nello sviluppo della società umana in cui siamo cresciuti, per questo motivo oggi siamo arrivati a questa unione, a questo legame.

Come possiamo correggerci al fine di poter avere una buona vita, altrimenti ci ritroveremo disoccupati, con crisi in famiglia, nell'educazione, nella vita quotidiana. Siamo arrivati ad un punto tale che la mancanza di comprensione reciproca diventa cruciale. Tutta l'umanità è come una famiglia, ma un famiglia che si trova in uno stato molto grave, per cui raccomandiamo di fare una pace interna attraverso la forza esterna, la terza forza.

Quando in una coppia c'è un problema essi vanno da uno specialista in materia, uno psicologo, tutti vanno dagli psicologici, è di modo andare da uno psicologo per tutta la vita. Ed allora quello specialista comincia a metterli insieme, parla con uno, parla con l'altro, parla con tutti e due, li fa parlare, fa domande, dà risposte, li obbliga in qualche a parlarsi, ad aprirsi l'uno con l'altro, li aiuta a comunicare, li aiuta a capire che chi conosce se stesso capirà anche l'altro, così capirà che anche se uno è opposto all'altro vale la pena rinunciare per questa diversità, insomma, rinuncia e perdona l'altro per le cose che non gli piacciono. Sopra tutti questi mali, queste differenze, riscoprirà l'amore.

Se noi comprendiamo questi mali reciproci che fanno parte della natura egoistica, che noi non ci teniamo reciprocamente in considerazione, ma vediamo che non abbiamo altra scelta, anche con la famiglia, con i figli, con l'aspetto economico, anche nella vita quotidiana comoda e sicura, con il cibo, con la buona vita, noi allora, non avendo altra scelta, dobbiamo trovare un sistema per connetterci , un sistema psicologico, parliamo di noi di più con l'altro, vogliamo di sapere di più dell'altro, non bisogna vergognarsi di questo, anzi scopriamo che questo è un comportamento da persone adulte, intelligenti. Noi siamo così, ma al di sopra di questo dobbiamo costruire la connessione, non reprimere nessuno per quello che è, per qualche tendenza, per un carattere che magari non è piacevole, però noi sopra di questo costruiamo l'amore. Per questo noi diciamo che “Sopra tutti i crimini copre l'amore” e così piano piano con l'amore smettiamo di vederli. Come per esempio una mamma che guarda suo figlio, quando lo guarda “ah, che bello! è il migliore”. Non è capace di scoprire in lui delle cose negative, non buone, perché l'amore la cambia, vede solo le cose buone, le cose negative no anche se ci sono ed invece nel bambino del vicino di casa vede proprio l'opposto, vede la metà cattiva, quella buona non la vede perché non ha amore per lui, però diciamo che se ha amore anche per il figlio del vicino allora anche in lui non vedrà niente di male, solo le cose buone. Lo vediamo nella vita. Se si parla con qualsiasi mamma e le si fa notare che il carattere, il comportamento di suo figlio non è buono lei non sarà d'accordo, dirà che lui ha un comportamento corretto perché è così che lei lo vede. Questo vuol dire che ogni crimine sarà coperto dall'amore, per cui la garanzia reciproca a cui dobbiamo arrivare ci arriverà per mancanza di scelta. Cominciamo così, dobbiamo studiare tutto ciò che c'è tra di noi, però all'inizio questo studio deve essere indirizzato alla costruzione di un rapporto d'amore sopra tutte le trasgressioni ed i crimini. Cioè, all'inizio andiamo verso la rinuncia della sensibilità ed allora arriveremo ad una situazione dove potremo unirci anche a livello emozionale cosicché ci sentiremo vicini. Ed il mondo sarà così più sicuro, più calmo, non avremo paura di lasciar uscire i nostri figli da soli perché tutti gli altri saranno preoccupati per loro come noi e noi la stessa cosa per gli altri, e così via. Naturalmente se è possibile immaginare o sognare una buona società sarà proprio così, una società dove esiste la legge della responsabilità reciproca.

La natura, il nostro sviluppo, andando avanti vediamo che quando entriamo in crisi sempre più profonde non è che aspettiamo che arrivi la crisi economica. Ci sono problemi che esistono ormai da anni e non ce ne occupiamo: la droga, la depressione, l'ecologia, l'educazione, la famiglia, tutto, ed allora non è solo questione del' economia. Quindi dobbiamo capire che il motivo di tutti questi problemi è solo la mancanza di un giusto rapporto tra di noi e questo influisce su tutto, a livello internazionale, a livello di singole nazioni e poi di singole famiglie. Quindi la cosa più importante è conoscere questa connessione essenziale che ci obbliga a costruire un buon rapporto tra di noi, e non solo sulla carta, non basta. Ma in questo modo siglare accordi di pace, industriali ed economici, la connessione è la cosa più importante.

E' come quando ci si sposa, si fa un accordo con la propria sposa, ma questo è solo sulla carta. Noi viviamo insieme in una casa e non abbiamo una connessione interna, abbiamo giusto questo “territorio” in comune ed in qualche modo andiamo d'accordo. Ma in questo modo arriveremo molto velocemente ad una situazione in cui non potremo più continuare questo rapporto e quindi dovremo allontanarci.

Per non arrivare ad una guerra mondiale, all'esplosione dell'ego, noi dobbiamo portare ad ogni persona questa visione della connessione tra di noi, da un cuore all'altro, così ci viene richiesto.

La natura, quella generale che vediamo, ordinata, un mondo perfetto con tutte le ricchezze e le risorse della terra, dalle stelle, quelle giganti e lontane, fino alle cose più piccole che l'occhio non vede, tutto è legato in un sistema. Più approfondiamo gli studi scientifiche più riveliamo questa connessione, questo integralità, questa reciprocità. Sappiamo che se distruggiamo una specie questo avrà molte conseguenze nella nostra vita. Analogamente noi dobbiamo capire che questo avviene ancora di più nella società umana, per cui il nostro successo dipende solo dal giusto rapporto tra di noi che è la garanzia reciproca, per cui tutti devono sentire di essere legati gli uni agli altri e da questo creeremo le nuove leggi sociali ed internazionali, il rapporto tra le persona a casa, al lavoro, nei luoghi pubblici ed anche quando ci troviamo da soli. Dobbiamo sempre pensare alla nostra grande famiglia, al fatto che noi, tutto sommato, ci troviamo tutti insieme in un posto, legati sempre di più con le persone che si trovano qui.

Questa interdipendenza ci permette, oltre alla sicurezza, alla prosperità, a tutto il bene, all'abbondanza, a sentire che le persone intorno a noi ci vogliono bene. Non proviamo più paura, non ci vergogniamo, non abbiamo più paura di niente.

In una simile situazione tutto il mondo è come se fosse il mio, io respiro con gioia, sento me stesso ovunque, per la strada, nei vari posti in cui vado, a casa mia, dappertutto io mi sento a casa.

Ed allora dobbiamo capire che l'educazione è la cosa principale per arrivare a questa visione, a questa realizzazione, piano piano, gradualmente, dentro ciascun individuo che così si relazionerà con gli altri di conseguenza. E' un lavoro molto grande, ma è quello più importante e noi ora, tutta l'umanità, entriamo in una nuova era nella quale dobbiamo operare questa correzione tra di noi e diventare così veramente esseri umani.

Speriamo che lo sviluppo dell'educazione, quella integrale, permetta ad ognuno di vedere le prove della Natura, della ricerca della vita, del nostro sviluppo, che lo convinceranno ad entrare in questo discordo educativo e quindi cominciare a cambiare attraverso conoscenze ed attività nuove. Così giungeremo ad un mondo bello e buono.

Ora ci troviamo solo all'inizio di questo nuovo mondo ed il bello di tutto questo è che l'uomo, quando è connesso agli altri, comincia a sentire il mondo attraverso gli altri, come quando io chiamo al telefono il mio bambino ed è come se io mi trovassi con lui a scuola o quando va da qualche parte, come se io fossi là con lui, come se io godessi di quello che lui gode, sentissi quello che lui sente. Quindi se io mi connetto in questo modo con tutto il mondo allora comincio a ricevere delle impressioni da tutto il mondo, conoscenze, sensazioni, allargo la mia vita così tanto che non vivo più dentro me stesso ma vivo negli altri, in questo modo io tocco un punto di eternità che è dentro di me, la capacità di sentire la mia vita fuori dal mio corpo, questo a patto che io mi incorpori negli altri con il sistema della garanzia reciproca. Speriamo di arrivarci e sarò molto felice di sentire domande al riguardo.

Oren: ho alcune domande, hai detto che la chiave sono proprio le rinunce.

La chiave sono le rinunce, giusto, sono una delle cose, come lo studio. La verità verso la garanzia reciproca deve essere graduale. Dobbiamo prima studiare la psicologia dell'uomo, poi degli amici, poi della coppia, il rapporto tra genitori e figli, il rapporto con i nostri vicini di casa, con i nostri parenti, insomma con tutti quelli che di solito si criticano a vicenda e poi via via verso cerchi più ampi di persone, negli stati, nel mondo.

Quindi serve un'attività graduale partendo dalle cose più vicine che tutti noi possiamo toccare e capire fino a quelle grazie alle quali riceveremo un'impressione tale da capire la situazione, dopo di che passeremo a cerchi più ampi, più lontani da noi. Così capiremo quali stati si possono unire con i loro parlamentari, i loro leader, inizieremo ad immaginare questo sistema e vedremo quanto noi sia incorporati in questo ed all'improvviso capiremo quali sono i cambiamenti necessari nel mondo. Ora vediamo che questi leader non possono arrivare a nulla perché manco loro l'educazione alla garanzia reciproca, l'educazione ai sistemi integrali, non vedono ancora il mondo attraverso la lente della responsabilità reciproca. Essi devono sentire dentro di loro l'impressione, l'emozione, la convinzione di arrivare a questo, di come ottenere la connessione tra questo e quello, fintanto che non si arriverà all'amore ed ovviamente nel frattempo la rinuncia ci deve essere, una rinuncia reciproca. Non che io faccio un affare con te e già in questo accordo inserisco delle clausole per cui posso rescindere dall'accordo, posso fregarti, e così via. Sin dall'inizio si va verso un rapporto corretto, è chiaro sin dal primo punto dell'accordo che non potremo romperlo, non potremo scappare.

Alloro l'unico problema, a tutti i livelli, è solo quello dell'educazione. La garanzia reciproca è quella rete di connessioni tra di noi che ci lega oggi in tutto il mondo e che si rivela ai nostri giorni diciamo già da alcuni anni. Hanno iniziato a scrivere di questo nel Club di Roma negli anni '60, gli scienziati hanno iniziato a parlare di questo sin dall'inizio del XX secolo, che siamo tutti legati gli uni agli altri attraverso il concetto della noosfera (nota del trascrittore: Si tratta di un nuovo livello di esistenza).

Tante, da allora ad oggi, sono le ricerche però la garanzia reciproca è quella rete che si è rivelata, che ci lega insieme e non ci permette di scappare, se vogliamo romperla arriviamo alle guerre ed a tanti problemi che ci obbligheranno a tornare alla connessione, alla reciprocità, alla rinuncia reciproca, all'amore reciproco.

Si potrebbe dire che l'umanità ci ha già pensato, ne hanno scritto anche 500 anni fa i vari utopisti, ci hanno pensato 100 anni fa i vari comunisti, ed anche oggi quanti sono nei kibbutz, etc.... E' solo che noi dobbiamo capire che mai nella storia siamo stati obbligati a svilupparci, in passato si è trattato di singole persone che pensavano che alla fine questo sarà necessario, che l'umanità arriverà a questo. Lo avevano visto Thomas Mann 100 anni fa, vari comunisti in Russia ed in vari posti, ma si trattava di singole persone, il popolo non li aveva mai seguiti, loro erano riusciti a predire tutto questo con anni di anticipo e noi oggi ne parliamo qui perché questa crisi, a tutti i livelli, ci indica esattamente quello che ci manca, la responsabilità reciproca. Non è perché lo vogliamo, ma perché siamo obbligati dalla Natura, per il nostro sviluppo.

Oren: come è il passaggio da quando una persona percepisce questo nuovo livello razionalmente a quando sente di essere disposto a questa rinuncia?

Solo per il fatto che vede e sente tanti esempi, quanto dipende dagli altri, quanto non ha scelta, quanto c'è di buono dall'altra parte dove c'è la giusta connessione, cosa guadagna e cosa perde da questo e da quel sistema, questo è il modo con cui si convince.

Poi abbiamo l'attività, per cui dobbiamo stimolare questi gruppi di persone con domande, canzoni, film, passare loro sentimenti pro e contro la garanzia reciproca, l'unione, far loro vedere cosa è bene e cosa è male. E farlo in modo molto realistico.

Bisogna poi usare quello che viene chiamato “l’abitudine diventa una seconda natura”, ne abbiamo già parlato prima, per cui se l'uomo si abitua ad essere legato con la garanzia reciproca in un piccolo gruppo, pian piano, e lui lo imparerà perché ne vale la pena, da lì lui potrà arrivare a cerchi di persone sempre più ampi fino arrivare a sentire tutto il mondo. Bisogna attivare gli scienziati che parlano dal punto di vista della Natura, quella sana, che raccontano cosa succederà in questo modo diverso, come il dottore che ti dice che hai una malattia e cosa puoi fare, che solo questa medicina ti può salvare e questa medicina la puoi trovare entro un anno, certo è difficile, ma una persona farà qualsiasi cosa per salvarsi.

Bisogna usare la forza dell'ambiente che convincerà le persone di qualsiasi cosa. Puoi dire che quello è bianco anche se è nero e se insieme a te ci sono altre 20 persone che mi diranno per 20 ore che quello è bianco allora io penserò che quello è bianco perché il mio cervello sarà come formattato e programmato diversamente, qualcosa in me cambierà attraverso questa convinzione esterna e nella mia testa quello diventerà bianco. Ci sono delle prove su questo, Cioè, l'influenza dell'ambiente sull'uomo cambia tutto in lui, tutto quello a cui siamo abituati perché anche noi siamo cresciuti così, non sapevamo cos'è questo e come funziona quello, ma ci hanno insegnato. Ed allora dobbiamo solo capire che si può insegnare all'uomo qualsiasi cosa, non cancellare cos'è, noi non facciamo questo, noi solo correggiamo quella distorsione egoistica in lui e quindi lui influenzerà gli altri per convogliare il bene verso sé stesso. Ed alla fine questo è il guadagno egoistico, quello sicuro, perché come può essere diversamente? Egli guadagna perché d'ora in poi tutti penseranno a lui, gli promettono tutto il bene e chi non vuole tutto questo? E' solo che per avere questo bisogna fare delle rinunce, bene, per ogni cosa bisogna pagare però non è una vera rinuncia perché quando una persona comincia a trattare bene l'altro, con amore, allora egli gode del fatto di dare all'altro.

Non dico che una persona deve essere sempre sotto stress perché non ha altra scelta ed allora si comporta bene e questo le comporta tanta energia, uno sforzo interiore. No, noi dobbiamo utilizzare i media e tutte quelle influenze esterne che cambieranno le persone, e sarà facile, all'improvviso ci piacerà trattare bene gli altri, ci troveremo in un mondo in cui tutto sarà bene, se uno tratterà bene gli altri, gli altri tratteranno bene lui.

Bisogna passare dalla necessità al desiderio.

Oren: prima hai parlato della mamma che ha un figlio e c'è il figlio del vicino di casa, poi hai detto che quando quella mamma proverà amore per il figlio del vicino non vedrà il male in lui. Come instilliamo nel cuore di ogni persona l'amore per qualcuno?

L'abitudine e null'altro. E' l'abitudine che diventa una seconda natura, è la condizione che ci arriva attraverso l'ambiente, è il buon esempio che ci arriva dagli altri, da film, da canzoni, qualsiasi cosa che possa influire sulle persone. L'influenza dell'ambiente può convincermi, formattarmi in modo che sarò diverso, l'opposto rispetto a prima, odierò mio figlio ed amerò quello del vicino. L'ambiente può fare tutto, è più forte della mia natura perché l'ambiente funziona al livello umano e la mia nature vive al livello della bestia. Vediamo come cambiamo l'uomo attraverso l'ambiente, completamente, verso il suo opposto, aveva questo carattere ed all'improvviso dopo essere entrato in un ambiente ne esce diverso.

Oren: cioè, l'influenza dell'ambiente è più forte di tutte le altre. Qual è il riassunto di oggi?

Il riassunto di oggi è che siamo arrivati alla nuova era e ci troviamo nella necessità di cambiare il rapporto tra di noi, dalla competizione egoistica alla garanzia reciproca e poi all'amore reciproco. Dalla necessità che ci arriva dalla Natura, dalla necessità arriviamo alla rinuncia reciproca e poi alla considerazione reciproca, per cui noi dobbiamo stabilire come spiegare le cose, il nostro sistema educativo e nel tempo influenzeremo i singoli, i gruppi, l'ambiente, i popoli e tutti gli stati insieme, gradualmente, finché noi riceveremo una educazione su come vivere in una casa in modo corretto. Per oggi abbiamo finito.

(Fine della conversazione)