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| Nuova Vita | |
| Conversazione numero: 9 | 9 |
| Il potere dell’ego | |
| Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 6/1/2012 |
Oren: Ci ritroviamo in questa serie di conversazioni con Rav Laitman davanti una classe di studenti che io rappresento per studiare insieme ciò che è bene per la nostra vita, per noi, per la nostra famiglia, la società ed il mondo. Salve Rav Laitman, vedo che stai promettendo delle cose.
Quelle che mi hanno promesso loro quando sono venuto qui. Noi chiariamo qua le leggi della natura in cui ci troviamo. Ci troviamo in un mondo che sta attorno a noi ed in questo mondo ci sono delle leggi che influiscono su di noi. Noi, che abbiamo un cervello, possiamo conoscere, imparare cosa ci fa stare bene e cosa male, cosa fare della nostra vita affinché essa sia più sicura, più buona nel futuro. Questo è il nostro lavoro, il lavoro dell'uomo nel mondo ed in questo egli è distinto dal vivente, dal mondo del vivente, perché ha la saggezza ed attraverso questa può svilupparsi in modo tale che non è come gli animali che vivono in modo istintivo, dentro di loro hanno degli ordini su come comportarsi in base alla loro natura. L'uomo invece ha alcune libertà sulle sue azioni, egli è al di sopra del vivente, ed a volte questa sua libertà lo porta a situazioni non buone. Vediamo che una persona può farsi del male, gli animali invece non trattano con le droghe, l'alcool, non si fanno del male l'uno con l'altro, se si mangiano a vicenda lo fanno per la sopravvivenza, ma non è l'ego, l'indole maligna che vuole fare del male all'altro e questo gli dà piacere, vuole il controllo sull'altro e da questo ottiene il riempimento e così via.
Vediamo che l'uomo ha un eccesso di desiderio che non è guidato dalla legge della natura, si sente libero, fa quello che vuole. Cioè, non è solo il mangiare, osservare la continuità delle generazioni, costruire una casa, egli ha anche altri desideri, conoscere il mondo, sviluppare la scienza, la sapienza, l'educazione, lo diverte la vita nel mondo. Però malgrado questi desideri ci spingano ad essere usati nel bene e nel giusto, ci accorgiamo che per qualche motivo siamo all'opposto, siamo peggiori degli animali. A volte invidiamo il cane e il gatto che vivono accanto a noi perché hanno una vita bella, buona, sicura, hanno tutto ciò di cui hanno bisogno, l'uomo invece è povero, soffre, è stressato, in competizione, guarda gli altri e sente invidia, odio, vuole avere rispetto, onore. Queste sono le tendenze dell'uomo rispetto agli animali e durante la nostra storia vediamo che non sappiamo usarle bene, anziché avere una vita bella e buona otteniamo l'opposto.
Guardando la nostra vita personale vediamo che iniziamo a svilupparci da una goccia di sperma del padre, poi la natura ci prepara un bel posto sicuro nella madre, noi siamo protetti nell'utero. Dopo esserci sviluppati nel modo protetto nasciamo, ed anche quando usciamo in questo mondo ancora l'amore dei genitori ci protegge anche se non siamo pronti a niente. E così anche la società, tutto sommato, tratta il bambino proteggendolo, con comprensione, lo tratta bene sinché cresce e così è stato in tutti i tempi da una generazione all'altra, anche nei nostri tempi anche se in parte questo rapporto si è rotto. Però finché l'uomo non sta sui suoi piedi, diciamo intorno ai 20 anni in cui è pronto alla vita, egli è ancora protetto, supportato dai vicini e anche dai lontani, viene trattato in modo da dargli la possibilità di svilupparsi, da dargli quello di cui ha bisogno perché non puoi chiedergli niente, non è ancora cresciuto. Questo ci viene dalla natura in modo istintivo e così trattiamo la nuova generazione. Poi, quando entriamo nella vita da adulti, diciamo dai 20 anni in poi, cominciano a trattarci in modo diverso, ci chiedono delle cose, i vicini ci chiedono, l'ambiente ci chiede di più, anche in base alle leggi dello Stato veniamo trattati diversamente. Se io faccio qualcosa all'età di 10 anni e poi la stessa cosa la faccio a 20 anni ci saranno leggi diverse, anche punizioni. All'età di 10 anni mi spiegano che non va bene comportarsi così, a 20 anni danno punizioni per cui vediamo che c'è un ribaltamento nel rapporto dell'ambiente e della natura nei confronti dell'uomo. Finché l'uomo cresce la natura ci tratta bene, ma quando siamo cresciuti, iniziamo la vita da adulti, la natura e l'ambiente ci trattano più duramente ed io voglio continuare così come un bambino piccolo, non sentire che sono obbligato a fare delle cose, voglio che mi perdonino come prima, che mi trattino bene a priori, ed invece non succede più, succede l'opposto, cominciano a trattarci in modo diverso, chiedono perché non hai fatto così, non ricevi e così via. Cioè, oramai non c'è più quella pietà a cui mi ero abituato in questi 20 anni di giovinezza e questo ribaltamento che ci viene dalla nostra natura è molto estremo. C'è anche negli animali, i genitori proteggono i loro figli finché non stanno in piedi, cominciano a muoversi, a conoscere l'ambiente e dopo, diciamo qualche mese o forse un anno o due, l'animale dipende da sé stesso, basta, è libero e si trova da mangiare da solo, si costruisce una famiglia e così via. Ma il ribaltamento non è così forte come nella società umana ed invece dovrebbe essere l'opposto perché nella nostra società noi dovremmo essere delle persone sagge, avere opinioni, comprendere che usiamo la nostra saggezza per cambiare il mondo, per farlo più comodo e buono. Ed allora perché non lo facciamo bello e buono anche per l'uomo adulto, che anche dopo i 20 anni veda che vive in
Un buon ambiente ed è in buoni rapporti con tutti, ma vediamo che la natura ci ha fatto avanzare verso l'evoluzione in modo tale che soffriamo per lo stress, le punizioni ed attraverso questo noi cambiamo e qui probabilmente abbiamo qualche possibilità di imparare qualcosa dalla natura, Cosa vuole da noi?
La verità è che qui ci blocchiamo su due punti, da un lato vediamo che se trattiamo bene l'ambiente, la società, noi insieme costruiamo la società, quella bella e completa, come quando, prima della nascita, ero nell'utero ed anche dopo ero in un posto caldo, nella famiglia, l'asilo, la scuola, diciamo che la vita era in qualche modo relativamente protetta, dall'altro lato vediamo che non possiamo costruire una relazione così fra tutti noi per continuare a vivere bene, cosa ci disturba?
Se noi guardiamo la storia delle generazioni passate vediamo che vivevano veramente così, come in una comunità, come in un villaggio in cui tutti si preoccupavano per tutti, può essere chiamata una forma comunista, primitiva, non importa, ma è quello che c'era prima, tutti riuscivano ad avere del cibo, le donne rimanevano con i figli a preparare il cibo, magari anche a proteggere i figli di altri. Anche oggi, nei vari posti del mondo, si può trovare questa forma di vita. Cosa è successo dopo? Perché noi non siamo cresciuti allo stesso modo ma ci sviluppiamo solamente nei campi della tecnologia, della cultura, dell'educazione? Cosa c'era di male in quel tipo di rapporto fra di noi che ora si è rotto? Cosa è cambiato?
E qui torniamo di nuovo alle cose che abbiamo già imparato insieme, che in noi è cresciuto l'ego, l'ego personale di ognuno che ci allontana l'uno dall'altro, abbiamo cominciato a guardare l'uno all'altro non come fratelli ma come persone che si trovano in competizione fra di loro. Chi più chi meno vogliamo avere il controllo sugli altri, vogliamo comperarli come operai, come schiavi, vogliamo anche andare da altri e rubare quello che hanno perché non ci sono più cose in comune fra di noi: Cioè, il nostro ego ha cominciato a separarci da quella società primitiva, comunista di una volta. Il nostro ego è quello che ha rovinato la nostra situazione, ma se esso non fosse cresciuto avremmo avuto solo la saggezza. Sarebbe stato un bene, però il problema è che proprio l'ego, crescendo, ci porta, ci spinge verso la saggezza, la sapienza, ad ottenere cose nuove, verso la natura, i tesori della natura ed è questo che ci fa avanzare.
Per quanto riguarda l'avanzamento, l'ego che sviluppa il desiderio di ricevere sempre di più è buono, ma solo se questo desiderio di ricevere fosse sviluppato per ottenere cose buone, non solo per me stesso ma per l'ambiente. Se sapessimo questo avremmo cominciato a trattenerci, non avremmo permesso al nostro ego di separarci, avremmo invece fatto sì che ci spingesse possibilmente solo per il bene dell'ambiente, è possibile? In base alla storia vediamo che ciò non è possibile, secondo la storia noi fino ad oggi ci siamo sviluppati sulla base di un ego che cresceva fra di noi come una montagna di odio, di gelosia di desiderio di controllo su tutti e così oggi ci troviamo in una crisi globale. Abbiamo tutto però, a causa del fatto che ci maltrattiamo l'uno con l'altro, non possiamo avere leggi buone, non ci troviamo in una vita comoda, si può dire brutta, senza sicurezza, senza sanità, con la nostra competizione distruggiamo l'ecologia, e così via... sin quando il nostro ego è diretto al male in modo istintivo noi non abbiamo il controllo su di lui e così sentiamo che la vita è sempre peggiore. E' la natura che ci sviluppa, l'ambiente, le sue leggi e ci tratta in due modi: da un lato sviluppa il nostro ego e dall'altro ci fa vedere che questa forza cresce in noi diretta al male, ci separa, ci mette gli uni contro gli altri. Questa forza crea tutto il male ed a causa sua ricevo una punizione. Cosa si può fare?
Ora ho nelle mie mani, dentro di me, queste due forse opposte, da un lato c'è questa spinta, questo desiderio di fare il mio bene a scapito di tutti gli altri ed allora sento qualche soddisfazione, dall'altro che quanto io la uso non percepisco soddisfazione, mi rendo conto che la società viene distrutta, come anche la scienza, l'educazione, la cultura, la vita personale. Tutto viene distrutto da questa forza dell'evoluzione, ed allora la domanda è: siamo capaci di cambiare l'uso del nostro ego, e se sì, attraverso cosa? Abbiamo detto che la natura è una forza che agisce su tutta la realtà, ci chiude come una legge, la legge di connessione, di partecipazione, d'amore, la legge di dazione, ed in questo vediamo come fa operare tutte le sue parti sull'immobile, il vegetale, l'animato ed il parlante, l'uomo, per cui il concetto di vita non può esserci se non viene aggiunto il calore, il cibo e tutto ciò che è necessario per lo sviluppo. Se è così come possiamo noi, se non lo sentiamo dentro di noi, trovare una forza nella natura che calmerà il nostro ego e ci darà la capacità di usarlo nella direzione giusta, buona. Non che all'improvviso non siamo più egoisti, perché attraverso questa motivazione, questa spinta siamo arrivati ad alti gradi di sviluppo della tecnologia.
Abbiamo detto che ognuno di noi ha 8-10 di ore libere al giorno per cui oggi possiamo permetterci tante cose, non solo ci procuriamo il cibo, i vestiti, quello che è necessario per la casa, possiamo anche permetterci di usare 1/3 del tempo libero per fare cose che sono buone per tutti. Allora se l'ego ci ha portato all'eccellenza nel campo della tecnologia, vediamo come usarlo per le cose buone, come colmarlo ed indirizzarlo dall'odio verso il prossimo, all'amore per il prossimo. Praticamente, noi continuiamo con la vita che abbiamo ora sviluppando però di più ciò che la persona ha in questa vita, la famiglia, la cultura, la sanità, in tutte le cose che vediamo in questo mondo sviluppiamo noi stessi, facciamo tutto, però in modo buono se sappiamo che siamo in grado di controllare il nostro ego per il bene dell'ambiente, della società in generale. Non come oggi che prendiamo in considerazione solo noi stessi, portiamo invece all'uomo la capacità di considerarsi parte di una grande società, di sentirsi come si sentiva migliaia di anni fa in quel piccolo villaggio in cui eravamo tutti come fratelli, dove non era possibile che io non pensassi agli altri, ci si sentiva come uno.
Questo era possibile perché non avevano sviluppato un ego come noi. Allora avanziamo insieme all'ego, ma sopra di esso, pensando e vedendo gli altri come fratelli, come una famiglia. E' possibile? Da dove prendiamo questo conoscenza affinché essa sia in noi in maniera istintiva di modo che non faremo sforzi talmente grandi che ora ci sembrano impossibili, come se all'improvviso trovassimo una medicina, una pasticca, che ci farà vedere il mondo con gli occhiali integrali in cui tutti sono uno.
Noi non sapevamo questo, ma ora vediamo che tu, l'altro, tutti quanti i 7 miliardi di abitanti della terra, tutti sono nostre parti, noi proprio non sapevamo che fossero nostri vicini ed ora li sentiremo come tali, non come oggi, che sentiamo il nostro orgoglio nei loro confronti “guardate chi sono rispetto a voi” ma penseremo che dobbiamo sentire considerazione per loro così la sentiamo per noi stessi, per i nostri figli, che penseremo a loro prima che a noi. Dove possiamo trovare questa pillola con la quale potremo correggere questo rapporto tra di noi, ognuno verso l'ambiente, verso l'umanità? Allora di sicuro potremmo ancora continuare a fiorire anche se c'è questa crisi che ci blocca in tutte le forme di sviluppo tanto che non sappiamo più dove svilupparci, siamo arrivati al limite. Come abbiamo detto prima sentiamo di aver perso la strada, siamo nel deserto e non sappiamo più dove andare.
Dobbiamo pensare insieme da dove prendere questa forza per colmare la nostra natura, colmarla tutta quanta, però ribaltandola, non per noi stessi come facciamo ora che vogliamo mettere tutto il mondo sotto il nostro controllo per il nostro bene. Lo farò in modo istintivo ribaltando i rapporti e relazionandomi con gli altri. Se penso al bene dell'ambiente, del prossimo loro saranno in me in modo istintivo come i miei figli, allora questo è il bene, diamo a tutti questa medicina ed allora il mondo sarà pieno d'amore. Forse riusciamo a capire che senza questo noi praticamente stiamo distruggendo il nostro mondo, ma se tra di noi abbiamo questi rapporti di grazia, di considerazione, di connessione, allora anche noi creiamo la natura, l'ambiente. Ultimamente abbiamo imparato che tutte le parti della natura sono in connessione, abbiamo imparato da tante ricerche che esse sono legate l'una con l'altra, che tutta la natura è circolare, integrale e che anche noi influenziamo nel bene e nel male il mondo dell'inanimato, del vegetale e del vivente. Se entriamo in buoni rapporti tra di noi allora non solo le nostre leggi cambieranno nei confronti della natura, ma anche i rapporti tra di noi che sono forze della nostra anima, della natura. Si dice che la forza del pensiero, del desiderio sono le forze più grandi della realtà e si trovano nello stesso campo di forze che attraversano questo nostro mondo da un capo all'altro e che governano tutto il sistema, tra le stelle, tra le persone, tra tutto ed allora, attraverso l'equilibrio tra di noi, forse
Creeremo l'equilibrio nella natura, cioè, non solo in noi, ma anche in tutto il mondo.
Dobbiamo capire come, attraverso le nostre azioni e le nostre ricerche sulla natura, noi possiamo influenzare l'uomo perché l'influenza sull'uomo può avvenire solo attraverso l'ambiente tramite la forza egoistica di governare l'ambiente, perché l'uomo, quando vive, vuole governare l'ambiente, usarlo a proprio vantaggio, sottometterlo e quindi è dipendente dall'ambiente. Allora se noi gli facciamo vedere l'opposto, cioè che ci aspettiamo da lui che abbia un buon rapporto con l'ambiente altrimenti non verrà accettato e gli chiediamo di trattarci diversamente, allora, che lo voglia o no, sarà obbligato a cambiare le tendenze alla gelosia, al controllo, all'onore che ha dentro di sé, così come la società chiede di fare, perché è proprio l'indole maligna che ha dentro di lui che chiede un rapporto con l'ambiente, ma solo un rapporto in cui lui è quello che controlla tutto ed allora l'ambiente può riportarlo alla consapevolezza che se egli vuole essere grande, orgoglioso, vuole essere al di sopra gli altri, prego, però deve farlo in modo buono, non negativo, cioè non deve usare quel desiderio per il male dell'ambiente ma per il suo bene ed allora piano piano egli capisce, dato che dipende dalla società, che deve cambiare all'opposto, verso il bene.
Noi lo vediamo dalle situazioni più corrotte. Ad esempio, un uomo si candida alle elezioni, cosa vuole? Vuole governare, vuole fare vedere a tutti che lui è grande, vuole fare nuove leggi, un nuovo governo, mettersi sopra tutti. Allora cosa fa? Dice l'opposto “io servirò tutti, voglio il bene di tutti, io sarò il migliore per voi, sarò un padre amato che vi ama”, ecc.
In tutti questi casi della vita vediamo che il rapporto tra l'uomo e l'ambiente è basato anche sulle parole, vediamo come succede, può essere che sia con intenzioni completamente egoistiche e capiamo che deve essere l'opposto. Se noi costruiamo il giusto ambiente per l'uomo, se lo educherà, allora non avremo nessun problema come quello dell'uomo egoista
Che vuole essere un presidente, che va dal popolo e dice “io vi darò tutto, casa, lavoro, vacanze, sicurezza”, promette di tutto. In questo caso il giusto ambiente lo deve trattare di conseguenza “vuoi fare queste cose? prego, allora tu lavori per noi, ci fai del bene e riceverai il nostro apprezzamento in base alle cose buone che farai per noi”. Cioè, siamo in una situazione in cui non possiamo lamentarci per il comportamento di un uomo, è come se, ora che siete in questa classe, noi vi dicessimo come cambiare la vostra vita, non possiamo di certo ordinare a ciascuno un qualche cambiamento, non possiamo indicare col dito tu e tu e tu iniziate a cambiare voi stessi in questo modo. Questa richiesta non ha nulla a che fare con la saggezza. Quello che possiamo fare è agire attraverso l'ambiente, in modo non diretto per arrivare ad ognuno ed iniziare ad influenzarlo così che riceverà tutto quello di cui ha bisogno e senza sforzo da parte sua, crescerà come in una serra dove, in base all'aria, al calore ed altre varie condizioni esterne, riceverà di conseguenza e si sentirà bene, come i bambini che giocano e poi crescono e diventano saggi.
Cioè, tutto dipende da come l'ambiente opera sull'uomo e se noi saremo saggi allora non penseremo a come ognuno deve cambiare, ma noi faremo un gioco, il gioco della vita, un gioco molto importante che sarà piacevole giocare, in modo tale che quelle ore libere che l'ego ha liberato per noi le passeremo costruendo noi stessi un bell'ambiente, quello giusto. Solo attraverso questo, con gli insegnanti, gli aiutanti, con i nostri educatori, praticamente senza pensarci, senza fare sforzi, cresceremo come bambini che crescono attraverso i giochi ed allora arriveremo al cambiamento molto facilmente. Bisogna solo sapere come utilizzare bene il tempo libero e questa saggezza che ora impariamo, praticamente come cambiare noi stessi per portarci alla forma giusta.
E qui nasce la domanda: perché non l'abbiamo fatto prima? Cosa ci ha impedito di fare queste cose diciamo migliaia di anni fa, quando eravamo in quella società primitiva, nelle generazioni passate di tanti anni fa? Perché non sapevamo, non conoscevamo il male che è in noi, pensavamo che il nostro ego ci avrebbe aiutati nella nostra evoluzione, non ci trovavamo nulla di male, abbiamo creduto che ci spingesse ad andare avanti, a svilupparci. Non conoscevamo il male. Si, è vero, ci siamo allontanati un po' gli uni dagli altri, abbiamo costruito famiglie, società, Paesi, popoli ma non abbiamo pensato che questo ci avrebbe portati ad una distruzione così grande e generalizzata. Solo in questi ultimi anni ci siamo resi conto che ci troviamo in una situazione tremenda ed è solo la costruzione del nuovo ambiente che può portarci all'uomo nuovo che sarà come nato da un'incubatrice, da una serra, dalle mani di un artista ed il nuovo uomo invece di usare la sua forza contro il vivente, di essere l'uomo cattivo, diventerà l'uomo buono.
Quindi la forza che c'è nel pubblico, nel gruppo, nell'ambiente, nella società, nell'umanità potrà essere usata nella giusta direzione cosicché chiunque inizi ad unirsi agli altri comincerà a sentire che si trova insieme a tutti con il cuore e la mente, come in un unico corpo, così tanto che avranno gli stessi pensieri, gli stessi desideri, che anche se viaggeranno nel mondo si sentiranno uniti, cioè sarà come se ciascuno di noi incorporasse l'intera umanità ed allora vedremo fino a quanto la natura, sviluppandoci, ci avrà portato ad una situazione meravigliosa per cui ciascuno di noi sentirà tutti gli altri, si sentirà come gli altri, ed in questo modo l'uomo uscirà dalla sensazione di avere una vita breve e singola ed inizierà a sentire tutta l'umanità unita, il nostro mondo integrale. Giungeremo così alla realizzazione della forza principale della nostra vita, l'ego, che ci innalzerà dal livello del vivente, ci innalzerà e non ci lascerà in una vita misera, nella paura, in una condizione che è peggiore di quella degli animali, perciò guardando il mio cane o il mio gatto non sarò più invidioso della loro vita.
Questa è la risposta alla tua prima domanda.
Oren: Da questa risposta mi sorgono altre domande. Se ho capito il tuo messaggio, in base a quello che ci hai insegnato oggi tu dici che la natura dell'uomo è egoistica e noi dobbiamo giocare ad un livello più elevato: Dentro di me io non ho un buon rapporto nei tuoi confronti, ma costruiamo lo stesso un rapporto un po' finto...
No, no, questa parola mi ferisce, no. Noi siamo esseri umani diversi dal livello del vivente perché abbiamo il desiderio di usare tutto per il nostro bene, noi vogliamo ricevere tutto quanto attraverso l'uso dell'ambiente, gli altri. L'ambiente può essere anche l'inanimato, il vegetale, tutta la natura, ma io parlo dell'umano, noi vogliamo usare gli esseri umani per stare bene. Usciamo, andiamo a rubare, a divertirci un po', vogliamo usarli in modo crudele oppure attraverso un'operazione bancaria vogliamo portar via loro tanti soldi, vogliamo invadere e distruggere qualche Paese e prendere tutto quello che possiamo, fare tanti schiavi, vogliamo usare l'ambiente. Cioè, rispetto al vivente noi abbiamo due cose in più che sono l'umanità e l'ambiente umano, due cose che gli animali non hanno e noi siamo obbligati dalla natura a stare in un ambiente, non possiamo scappare se vogliamo vivere in modo comodo. La natura costruisce l'ambiente umano, ci lega a quest'ambiente perché senza di esso noi non possiamo vivere, se viviamo nella giungla allora ci riduciamo al livello animale. Ed inoltre noi voglio usare l'ambiente per il male e così si arriva alla crisi perché noi siamo dipendenti ed in questa dipendenza viviamo nell'odio reciproco, quindi tutto si ferma perché la vita non è per il bene, non mi dà felicità, calore, niente. E' tutto meccanico, posso solo rifugiarmi nelle droghe, nell'alcool, vorrei ammazzare tutti e non so cosa fare, è terribile. Questa è la situazione attuale e non siamo contenti di questa vita. Guardiamo i nostri figli, la loro scuola e tutto quello che succede, non c'è proprio una persona che sia contenta.
D'altra parte però abbiamo la saggezza di criticare queste cose ed arrivare alla conclusione che tutto sommato la causa di questa vita non buona sta nel nostro rapporto con l'ambiente umano. Se questo rapporto fosse buono allora anche solo con il cibo che buttiamo via potremmo far mangiare tutto il mondo. Anche solo con le risorse che spendiamo per gli armamenti potremmo costruire case, castelli, case con piscina per tutti quanti nel mondo. Potremmo avanzare nel pieno rispetto dell'ecologia in tutti i campi.
Ricordo che alcuni anni fa tutti erano impressionati dal fatto che si era riusciti a raccogliere i soldi per costruire il CERN in Svizzera che ha nuovi strumenti tecnologici quali gli acceleratori di particelle che hanno portato alla scoperta del Bosone di Higgs, e dove vengono fatti studi sulla velocità della luce, sui segreti della natura, ecc...Questo laboratorio, per cui sono stati raccolti fondi per molti anni causando tanti dibattiti, in fin dei conti costa quanto una settimana di permanenza in Iraq dell'esercito americano. Questo ci dimostra quanto siamo condizionati dall'ego che non ci permette di vivere una vita buona. Se solo facessimo un esame di quanto potremmo fare se solo dismettessimo gli armamenti, evitassimo gli sprechi ci renderemmo conto che potremmo dare a tutti quello che a loro serve.
Se noi dormiamo 8 ore, qualche ora la dedichiamo alla casa, a noi stessi, ci restano 10 ore libere e non pensiamo che queste ore le dedicheremo all'ozio. Per mantenerci nel giusto stato nei confronti dell'ambiente dovremo usare alcune ore ogni giorno per svolgere delle attività buone, utili per tutti. Dobbiamo capire che la natura ci ha dato questo tempo libero durante il quale non dobbiamo pensare a noi stessi, dovremo sempre considerare l'ambiente al di sopra del nostro ego.
Oren: Questi nuovi rapporti tra di noi con i quali dobbiamo provare a trattare a trattare bene gli altri sono il punto cruciale di questo processo, non sono una cosa così rivoluzionaria, non si tratta di una grande rivelazione.
Dobbiamo però prima arrivare ad una situazione in cui vediamo che non abbiamo scelta, solo allora l'uomo li accetterà, quando milioni di persone scenderanno nelle strade, disoccupati, mamme che hanno paura di mandare i loro figli a scuola perché lì c'è violenza, droga, prostituzione, gente che ha paura di scendere nelle strade, che non sa cosa succederà dall'oggi al domani per la salute, la sicurezza, quando vede una diminuzione della cultura, e questa è molto importante per l'uomo. Li accetteremo quando saremo in una situazione tale che non possiamo più sopportarla perché saremo sempre più limitati dal nostro ego, nel nostro operato ed in ogni cosa, quando decideremo che la nostra vita in questa forma non è vita, non vogliamo più sposarci, avere figli, i nostri figli non vogliono vivere e ci chiedono perché li abbiamo messi al mondo, forse solo per il nostro piacere.
Arriviamo così ad una generazione che non vede un futuro davanti a sé e l'uomo senza questo non può svilupparsi, non può vivere senza vedere un futuro, per questo motivo la disperazione, la depressione sono la prima malattia del mondo, la più diffusa. Anche per gli animali oggi si producono farmaci contro la depressione.
E' certo che, come ho detto prima, in via teorica potremmo passare da un buon sviluppo a quello delle antiche generazioni che erano come fratelli nel loro sviluppo istintivo, però non lo possiamo perché in modo naturale noi ci siamo sviluppati solo con l'ego finché siamo arrivati a questa condizione. Per cui solo ora ci rendiamo conto che questo ego è l'indole maligna che ci porta al male, prima non avevamo questo concetto dentro di noi, chi poteva pensare che il proprio ego fosse il male?
Quando ero piccolo mi piacevano la tecnica, la scienza, studiavo a scuola ed oltre a questo facevo sport, frequentavo vari circoli e poi l'università. Sono arrivato ad avere una professione, poi la ricerca ed ancora altre cose. Il mio ego mi spingeva sempre verso le cose che io pensavo fossero buone, volevo conoscere il mondo, volevo un po' anche il controllo anche se non volevo controllare gli altri con la forza, ma a me cosa importava dell'umanità? Ricordo che non volevo vedere tutti quei piccoli miserabili, volevo essere come D-o, sapere tutto quello che succede, volevo essere all'altezza delle leggi della natura, le più alte che esistono perché sono esse a governare il mondo, volevo capire tutto ed ingoiare tutta la saggezza della natura. Volevo essere grande nel mio livello umano.
Ricordo il mio rapporto con l'umanità e con tutto quello che c'è qui sulla terra, io non volevo questa terra, volevo sentire dentro di me tutto l'universo. Questo atteggiamento, anche se egoistico, a quei tempi mi faceva progredire nel mio sviluppo e solo dopo di questo sono giunto al riconoscimento del male, a capire che se esso non è per il bene dell'umanità allora è cattivo, ed anche in questo ci sono tanti livelli, tanti gradini.
Arriveremo all'atteggiamento corretto non avendo altra scelta, comprendendo che da questo trarremo un grande bene per noi stessi ed allora cominceremo ad amare l'umanità perché penseremo di trarre un gran beneficio da questo. E poi cominceremo a capire che amare è bene anche se non ci tornerà indietro nulla perché in questo c'è una qualche forza speciale che riscalda il cuore, che amplifica i sentimenti, per cui noi godiamo dal fatto di amare gli altri, e non perché riceviamo dagli altri qualcosa in cambio. Certo non si può dire che è una cosa semplice, facile, queste forze si ritrovano in tutto, ma prima noi non potevamo arrivare al riconoscimento del male e quindi non potevamo correggerci attraverso l'ambiente, la società.
Oren: Hai fatto un bell'esempio quando hai parlato di quando eri bambino e volevi studiare, conoscere, capire....
Questo veniva dal desiderio di governare, non era così ovvio allora, ma oggi mi critico, guardo indietro e mi accorgo che era desiderio di controllo. Cosa c'è di egoistico in questo? Non è egoistico voler sapere, conoscere, si, è ego ma non è l'indole maligna. Ci sono nell'ego alcune cose che voglio, io voglio riempirmi con la conoscenza, la sapienza, voglio sentirmi bene senza fare del male agli altri come se fossi solo nel mondo, ma comunque riempirmi. Diciamo che nel riempimento ci sono due livelli: uno riguarda il fatto che voglio riempirmi come ogni corpo vivente con cibo, sesso e famiglia, cioè quello che vale anche per gli animali, e poi voglio riempirmi anche con la felicità, ricchezza, rispetto e sapienza ed a questo livello, riguardo alla ricchezza ed al rispetto, posso riempirmi solo attraverso l'ambiente, mentre la sapienza posso raggiungerla attraverso la conoscenza della natura in generale. Quando ho desideri al di sopra del livello del vivente, cioè desideri degli essere umani, io li uso per il mio riempimento umano, soldi, rispetto ed anche ego, voglio riempirmi il più possibile. Ma in questo ego c'è anche una parte che è chiamata l'indole maligna per cui io voglio riempirmi togliendo agli altri, può essere che io li usi come loro usano me, in un modo tranquillo, come in una famiglia, come con le persone che amo. Io uso le persone che amo e loro usano me per un riempimento reciproco e così stiamo bene, è una cosa della connessione, può essere così con gli amici, all'interno di una coppia, con chiunque, uso anche il prossimo però non per il suo male.
Questo è chiamato ego, certo, indole, desiderio. Però non è male perché non è indirizzato al male del prossimo. Ma se io voglio divertirmi e sono in famiglia, esco fuori e voglio ottenere piacere con la forza, questo si chiama indole maligna perché voglio ottenere piacere senza considerare il male che creo al prossimo. C'è anche un altro aspetto dei rapporti, nel riempimento senza considerare il prossimo, cioè è possibile che io sto bene solo quando gli faccio del male ed è proprio questo che è chiamato “il male”. Cosa è il male? Quando io voglio riempirmi sentendo che l'altro soffre a causa mia, può anche essere che non soffre per me ma per il fatto che non lo tengo in considerazione. Per esempio in banca ho rubato 1 dollaro da ognuno ed in questo modo ho ottenuto miliardi di dollari, nessuno lo sa ma io ho ottenuto piacere dall'essermi procurato questi soldi. Può essere che il riempimento non derivi solo dall'aver preso questi soldi, ma dal fatto che ho detto che avevo fatto così, che ero riuscito a rubare da loro. Insomma, io ottengo un riempimento in vari aspetti nei confronti dell'ambiente, o perché non li prendo in considerazione oppure li considero godendo del male che faccio loro tenendo conto della loro personalità. Voglio fare del male e godo di questo, li tratto come fossero una macchina e li faccio agire finché non ottengo ciò di cui ho bisogno.
Circa 200 anni fa, all'inizio dell'era industriale, gli operai venivano trattati da schiavi, come spazzatura, oggi invece teniamo conto anche della saggezza, dell'arte, della professione che hanno, dato che l'attuale sviluppo ci ha portati tutti ad un certo livello e così il nostro ego vuole riempirsi fino a quando noi siamo superiori all'altro, fin quando possiamo usarlo e con questo ci riempiamo. Ciò denota un'indole maligna più sviluppata. Per esempio, se sono ricco solo io e l'impiegato bancario sappiamo quanti zeri ci sono sul conto, però mi piace uscire con una macchina grande, avere il controllo, deprimere gli altri, perché oramai questi soldi non mi danno più riempimento. Se ho una macchina grande vuol dire che misuro me stesso nei confronti degli altri, e mi dici che questo non è un problema? Allora spiegami come mai il numero più alto di suicidi è nei paesi ricchi. Probabilmente vuol dire che non ho più soddisfazioni, non mi bastano più tutte queste cose, sono arrivato alla fine per cui non ottengo più piacere dato che non deprimo più nessuno. “Allora perché comperi una macchinona e non una semplice?” Per sentirmi bene con me stesso e nei confronti degli altri che hanno una macchina più piccola, voglio essere al di sopra degli altri. E questo non è un bene, ma è male nei confronti del prossimo.
Tutti vogliono essere al di sopra degli altri altrimenti non si sviluppano. Ma qui le cose si confondono e bisogna fare ordine. Se da un lato ciò aiuta a svilupparci, dall'altro ci ha portato alla situazione odierna, cioè al fatto che siamo bloccati, che l'indole maligna ci ha portato ad una situazione che non ci diverte più. Se siamo arrivati al punto che essere al di sopra degli altri non ci dà più alcun piacere allora non abbiamo più modo di svilupparci, non troviamo più nulla per cui vivere. Cosa riceviamo se non sentiamo più alcun piacere dal fatto di essere ricchi, di avere più controllo e per essere così dobbiamo lavorare, dobbiamo fare tanto sforzo.
Ne risulta che l'uomo ha perso la radice del suo sviluppo, la base ed il motore del suo sviluppo, non ha più dove andare. Per cui la cultura è approssimativa, i nostri figli non hanno più desideri, l'educazione c'è e non c'è e tutto questo è la proiezione di quanto noi abbiamo dentro. Siamo senza desideri importanti, se una volta volevamo essere ricchi e saggi oggi non ci interessa più niente, fino al punto che non vogliamo più neppure la continuazione delle generazioni. Perché? Tutti si trovano in una confusione totale e la situazione non è semplice, è su più livelli ed è chiaro che la soluzione è solo nel rapporto dell'uomo con l'ambiente. Se facciamo sì che il rapporto tra di noi sia quello giusto la nostra vita sarà meravigliosa ed otterremo così delle nuove forze mentre ora siamo come esseri impotenti e non sappiamo come andare avanti.
Sino ad oggi noi, tutti noi, abbiamo avuto uno sviluppo personale in modo lineare, come una linea diritta, dall'inizio del mondo sino ad oggi. Il nostro desiderio si è sviluppato sempre di più sia in qualità che in quantità e ci ha portato ad avere successo, ma all'improvviso c'è stato uno stop, un blocco. Siamo arrivati e ci siamo fermati in mezzo alla strada e ci chiediamo cosa fare, non vediamo la strada ed allora perché correre. Vuol dire che abbiamo perso la strada in mezzo al deserto, ci troviamo in mezzo allo spazio, come e perché? cioè la nostra benzina personale, la nostra forza è finita, per cui ora ci troviamo in questa depressione iniziata già 50-60 anni fa e questo ci crea una crisi, un blocco nell'educazione, nella cultura, nella vita personale ed in ogni cosa. Ora questa forza non si rinnova, siamo arrivati alla fine e non c'è qualcosa per cui vivere. Chiediamo ai medici che ci prescrivono tanti medicinali contro la depressione, secondo le statistiche nel 2011 il livello dei suicidi è salito del 50% ma non in tutto il mondo. Va bene, ma vogliamo sapere di questa tendenza prima che il malato muoia. Non stiamo parlando della parte finale, non siamo ancora giunti al momento finale, ma, in base a quanto sta succedendo, questa è la tendenza e noi vogliamo prendere in mano la situazione.
Voglio dire che la forza aggiuntiva che farà avanzare l'umanità non è nell'uomo stesso che non sa più dove prendere il desiderio di vivere, sarebbe più felice se non fosse nato, ma se lui comincerà a connettersi con gli altri lì troverà altre forze perché ha altri 7 miliardi di desideri e da questi potrà essere convogliato verso il bene, ottenere questi desideri, cominciare ad influenzare loro, ricevere in questo desiderio e dare loro questo desiderio.
Vediamo che la natura ci ha sviluppato durante migliaia di anni ed all'inizio lo ha fatto così come noi trattiamo i bambini, nel modo bello, quando vivevamo tutti insieme. Poi ci ha sviluppato in un periodo non tanto bello, quando siamo arrivati agli anni '40 ed abbiamo visto che la vita non è buona ed ora facciamo il conto della vita, comprendiamo che possiamo cambiare la nostra vita, questo è tutto lo sviluppo dell'umanità, come la vita di una persona. Comprendiamo che se noi cambiamo come quel malato che è l'umanità che ha perso la strada, usciremo dalla depressione a causa delle nuove forze che riceveremo. Da dove? Dal fatto che ora possiamo comprare la nostra vita dall'ambiente ed iniziamo così a scoprire che siamo tutti uno, cioè noi portiamo a noi stessi le stesse parti che sono nostre ma che però non sentivamo così. Qualcosa che assomiglia ad una donna che ha nuovi nipoti ed essi le danno una nuova vita, li ama ancora di più di quanto amasse i suoi figli perché ora essi sono l'unico piacere che può avere dalla vita, questo è per lei come una medicina.
Noi ci troviamo ora in una situazione in cui se l'uomo non riceverà questi nuovi desideri dall'ambiente che gli faranno sentire grandi piaceri andrà non solo in depressione, che ora è la malattia più frequente, ma si indirizzerà verso le droghe, il terrorismo, le guerre mondiali, proprio non saprà cosa fare perché si sente impotente, perché si trova in un mondo così dove è meglio essere morto che vivo, dove mangiamo tutto tanto domani moriremo. Tutto questo solo per dimenticare la domanda: perché vivo e perché questa vita? Ora vediamo solo in piccola misura come le persone cercano e non trovano la calma, ma poi arriveranno delle esplosioni naturali ed istintive ed inizieranno le guerre. Il fatto che ci troviamo in una situazione relativamente calma, relativamente, con tutto il riconoscimento del male che oramai c'è, quello che si è rivelato ci dà ora la possibilità di curare la situazione.
Allora voglio chiudere con una frase: Con il nostro sviluppo noi siamo arrivati all'evoluzione, ad una situazione in cui sentiamo di aver perso la strada e per questo siamo depressi. La medicina è la connessione con la quale ognuno di noi riceve nuove forze, il supporto, il calore. Con il nuovo desiderio che riceve dall'ambiente l'essere umano ha un nuovo riempimento e scopre in questo ambiente a cui si connette dei riempimenti così grandi che lo innalzano al livello dell'uomo ed inizia a sentire la propria vita al di sopra del livello del vivente, sente la completezza e l'eternità che c'è nella natura. Scopriamo allora che nel nostro sviluppo c'è un processo della nostra evoluzione, molto grande, molto speciale, e che nella natura esistono tutte le forze e saggezze che ci portano ad uno stato perfetto che è davanti a noi. Speriamo di scoprirlo, arrivarci e realizzarlo.
(Fine della conversazione)