Nuova Vita 29 - Il futuro della educazione umana

Nuova Vita 29 - Il futuro della educazione umana

Episode 29|Jul 2, 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 29

Costruire un sistema per educare l’umanità

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 02/07/2012

Oren: ciao e benvenuti alla nostra serie di conversazioni “Una nuova Vita”, siamo qui nello studio con il Rav Laitman e alcuni esperti, ciao a tutti, abbiamo una terapista psicologa di coppie e abbiamo Nitzah, un trainer personale. Siete qui con noi in questa serie di conversazioni dove cerchiamo di dare dei consigli pratici a tutti per migliorare la propria vita, basata sulle relazioni: comincia a casa con il nostro compagno, poi si estende ai bambini, a tutto il nucleo familiare, si estende poi ai vicini, ai colleghi, agli amici, a tutti quelli che sono intorno a noi. Noi stiamo cercando di migliorare le relazioni tra le persone e crediamo che la connessione negativa sia la radice di tutto il male nel mondo; è per questo che vogliamo aiutare tutti ad avere delle relazioni migliori. Siamo arrivati ad una fase dove stiamo parlando delle relazioni in una coppia, oggi vogliamo focalizzarci sulla comunicazione fra le persone.

Nitzah: noi capiamo che la comunicazione tra due persone è lo strumento che le aiuta a connettersi bene fra loro, tante volte abbiamo sentito che le persone sentono che hanno comunicazioni negative, dicono “ non sono connesso, non mi sono connessa a lui” , quindi fra il termine connessione e la comunicazione c’è una rapporto e io ho sentito te, in altri discorsi, che parli di una forza che unifica le persone, quindi prima di tutto voglio aprire questo termine: la forza unificante tra le persone.

Noi siamo qui e abbiamo un problema: da un lato mi presenti problemi nel mondo moderno, io ho detto fin dall’inizio che non possiamo risolverli se non tramite l’educazione e tu dici sempre no: non l’educazione, abbiamo bisogno di consigli, di come trattare le persone che vengono da noi! Noi gli diamo dei consigli, loro vanno via e li mettono in atto. Su questo trattamento io non ho dei consigli, io non credo funzioni: la crisi è una crisi speciale, è una crisi che possiamo risolvere soltanto con un uomo nuovo, solo con una nuova famiglia, una nuova coppia, e non tramite un po’ di consigli che può darti un terapista, così vai a casa e sei contento. Non possiamo vendere qualcosa di veloce che aggiusterà tutto, quindi sono qua da un po’ di volte e mi trovo con questo problema, sono frustrato: tu vuoi qualcosa da me che non esiste. La nostra crisi è soprattutto verso il bisogno di un nuovo uomo, o viviamo e ci sviluppiamo tramite il nostro ego, fino a quando arriviamo all’ultima fase di sviluppo con la nuova tecnologia. Essa riguarda il portare l’uomo fuori dal suo posto usuale, hanno portato via le persone dai villaggi, i contadini vanno in città, hanno rotto la loro connessione con la terra e con la famiglia. La famiglia dipende dal lavoro e da ogni tipo di cosa, non è chiusa dentro a se, ma l’uomo e anche la donna devono uscire a lavorare. Una volta non era così, hanno incominciato a rompere, a spezzare la famiglia, duecento anni fa con l’inizio della rivoluzione tecnica, quindi ci sono state salite, discese nell’economia, ma prima è cominciato col fatto che hanno inventato il vapore, poi gas fino a questa nuova onda, l’ondata di tecnologia, internet, computer ecc. Questo è finito dieci anni fa, nel duemila, quindi, proprio ora, siamo in una situazione sconosciuta, ci deve essere un grande risveglio, una nuova scoperta nella tecnologia: come andiamo avanti da qui e con un profitto? l’ego cerca qualcosa di nuovo ma non esiste niente di nuovo e non ci sarà e durante tutte queste ondate di tecnologia che si sono sviluppate noi abbiamo spezzato l’unione della famiglia, abbiamo perso la famiglia naturale, che viveva intorno alla terra, attraverso la piccola industria dove tutti lavoravano, ad esempio i calzolai, e li abbiamo strappati lì da dove erano connessi. Le persone lavoravano da casa, una coppia lavorava insieme la terra. Li abbiamo presi da questi posti, abbiamo rotto le radici, le radici comuni che una famiglia deve avere; in fondo abbiamo spezzato la famiglia. Questo è causato dal nostro ego e lo sviluppo tecnologico e industriale è il nostro ego incrementato, ogni famiglia, dall’inizio del ventunesimo secolo, in trenta quarant’anni, ha incominciato a spezzarsi. Da metà del ventesimo secolo vediamo che ha incominciato a disintegrarsi perché l’ego ha finito tutto il lavoro, quello che sta succedendo, secondo me, è che noi siamo davanti all’innovazione, un rinnovamento che porta e ci obbliga a cambiare l’uomo, altrimenti la famiglia non ci sarà, non ci sarà più una nuova generazione e vediamo che anche nell’economia, nella tecnologia, in tutte queste cose sentiamo che c’è una mancanza di connessione, e questa mancanza di connessione è il problema. Nella famiglia e nella società, nell’industria, anche nel commercio, in tutto, in tutto il mondo, tra tutte le persone se non troviamo una soluzione, come organizzare questa connessione, non riusciremo ad uscire da questa crisi, quest’ondata che sta peggiorando sempre di più. Non avremo niente di nuovo nella tecnologia, nell’economia, non accadrà che improvvisamente potremo inventare qualcosa come un computer, come internet, e rinnovare l’industria e il commercio intorno a questo, in modo che ci sarà lavoro. Non importa che la famiglia sia così o no, siamo tutti fermi davanti a un problema che è la connessione, nel mercato comune, dappertutto, quindi quando vuoi un consiglio istantaneo da me per una famiglia così o cosà, io mi trovo in una situazione per cui non so cosa dire. Ho soltanto un consiglio per voi, col quale avremo successo, ma solo se c’è il posto dove trattare le persone come credo che dovrebbero essere trattate. Non aiuto con dei piccoli consigli che vuoi da me, mi dispiace, posso parlare, ascoltare, dire cose intelligenti e sembrare aggressivo, maleducato, ma sto semplicemente aprendo un corso, sto aprendo la crisi che sta attraversando la società sempre di più, e sto indicando il fatto che non possiamo correggere la natura dell’uomo e la donna, ed è così: niente aiuterà. Con questo voglio dimostrare che non esiste scelta con gli strumenti normali, niente aiuterà, se noi vogliamo deve esserci qualcosa di rivoluzionario; ora sentiamo il tuo caso.

Nitzah: prima vorrei capire questa cosa rivoluzionaria, il nostro obbiettivo è ottenere qualcosa di grande, è possibile che abbiamo avuto un’illustrazione, dei consigli, ma questo non è il nostro obbiettivo, il nostro obbiettivo è semplicemente esternare quello che sta succedendo.

Non portarmi allora quelle storie, prendi tutti i casi coi bambini, con le coppie, con lui, lei, nel lavoro, e tutto sarà solo trattato con un'unica soluzione: dobbiamo liberarci della vecchia persona e portarci alla persona nuova, soltanto in questo modo potremo avere successo, nient’altro, in un bambino, in una madre, in un padre, in tutto, tutta l’umanità deve attraversare un filtro, e tutto deve entrare e pulirsi della vecchia prospettiva. In tutte le connessioni bisogna uscire in una maniera nuova, con la comprensione che se non succede allora andiamo verso il caos e la crisi non finirà, nella la famiglia soprattutto e in tutti i settori che la persona gestisce.

Nitzah: il motivo di questo progetto è dovuto al fatto che noi sentiamo molto, nel territorio, quello di cui tu dici, e c’è un bisogno enorme. Noi l’abbiamo assorbito, ne abbiamo parlato, e c’è veramente un processo che la persona deve attraversare su diversi livelli, c’è l’ambiente che lo influenza, deve attraversare il cambiamento e c’è anche il processo individuale che può darsi dobbiamo affrontare in maniera diversa. Noi ci concentriamo, ora, sull’individuo e c’è una domanda: c’è un posto dove fare una divisione tra i due livelli? noi vogliamo correggere le connessioni personali, certo l’ambiente deve accompagnarlo e si deve fare tanto lavoro.

Noi dobbiamo cominciare dall’individuo e correggerlo, e possiamo correggerlo soltanto con la società corretta, con l’ambiente corretto, buono, un nuovo ambiente che dobbiamo costruire, è questo il filtro che una persona deve attraversare per cambiare, dopo di ciò possiamo parlare di costruire la famiglia, l’educazione dei ragazzi; ci sarà qualcuno con cui parlare.

Annarita: dici che la persona non ha comprensione, non ha opzioni, condizioni, quindi, prima di tutto dobbiamo fornire un’educazione generale, poi sarà per l’individuo.

Nitzah: quando parliamo dell’educazione, parliamo dell’educazione per i bambini, vogliamo svilupparla in maniera molto bella, c’è anche l’educazione per adulti.

Sì, noi stiamo parlando dell’educazione per gli adulti, devono riunirsi nelle classi e devono attraversare un cambiamento nell’intelletto, nell’educazione, circa il loro desiderio. Il loro desiderio è condizionato dal perché non ha scelta o perché capisce che ne vale la pena. Diciamo nel posto di lavoro, dove magari lo mandano a casa se non attraversa questo corso, perché vediamo che se non ci sono connessioni sul lavoro, ci sono problemi per lo sviluppo e anche a casa, capiamo che è impossibile e che dobbiamo rinnovare noi stessi. Anche riguardo i bambini, non l’educazione ai bambini ma ai genitori verso i bambini: prima di tutto possiamo svilupparci verso le madri, che si preoccupino, si prendano cura dei bambini, e quindi possiamo invitarle ai corsi, a queste riunioni e dopo sapranno come guardare il bambino con occhi diversi, e li porteranno ad un nuovo ambiente ecc.

Annarita: c’è una scuola dove ho visto, in un programma, che hanno cercato di creare un metodo nuovo di educazione, hanno cambiato tutto, hanno anche cambiato il bagno in modo che assomigliasse a una S.P.A, fanno Yoga, ogni tipo di cosa. C’è stata una conversazione con una delle madri che ha detto che suo figlio è in quarta e lui ha imparato lì sulla nutrizione, è arrivato a casa e ha fatto dei cambiamenti, tutta la casa ha dovuto cambiare abitudini nutritive secondo quello che hanno imparato a scuola; questo vuol dire che insegnando ai bambini insegnano anche agli adulti, quindi non sono gli adulti che insegnano ai bambini ma c’è una cosa reciprocità, forse dovremmo iniziare con i bambini.

No, credo che sia una cavolata fare tutte queste cose, lo dico tristemente e seriamente, hanno speso miliardi insegnando ai bambini sulla nutrizione, ma è chiaro a tutti noi che non li porterà alla felicità nella vita, non sapranno come connettersi correttamente con gli altri adulti, costruire una casa e essere nella corretta relazione col compagno e la compagna, non credo che con questo la criminalità diminuirà, forse le condizioni esterne saranno un po’ migliori, ma…

Annarita: sì, c’è meno violenza, ci sono più cose sociali.

Ok, la vita ci insegnerà.

Oren: se ho capito correttamente, il nostro obbiettivo oggi è di educare un uomo nuovo, questo uomo quando sarà nuovo? Le sue connessioni saranno corrette e con lui tutti i sistemi, giusto? Lui capirà come correggere le sue correzioni da sé stesso o noi gli insegneremo a farlo? lo capirà dalla sua nuova educazione, lo scoprirà lui?

Capisce da sé stesso un po’ di cose e alcune altre le apprende.

Oren: ci sarà un’unità che dirà come gestire la moglie e cosa fare sul lavoro?

Ci sarà un capitolo per ogni parte della sua vita.

Oren: quindi cosa vogliamo insegnare a l’uomo, oggi? lui è in classe, impara: “tu sei un nuovo uomo, dobbiamo insegnarti a costruire una coppia nuova”.

Prima di tutto devi formattarlo correttamente.

Oren: è quello che sto chiedendo: la formattazione è generale o specifica sulle relazioni?

Dopo il generale possiamo parlare del nuovo formato della famiglia.

Oren: vuoi parlarne?

No, perché non ci sono le basi.

Oren: diamogli le basi, non starà lì seduto per anni, è un uomo medio ma deve cambiare tramite l’ambiente!

Io non ti posso dare dei consigli, tu vuoi dei consigli, vuoi sapere con due frasi cosa gli dirò e così lui cambierà.

Oren: devi educarli a come fare, stare in una coppia.

Non è per una coppia ma riguarda tutte le tradizioni, devo rinnovare una persona e, dopo, tutte le sue connessioni, è chiaro? Non c’è una persona davanti a me, io devo prima di tutto averla davanti e poi insegnare a questa persona. Questa bambola di legno, io l’ho costruita da cosa? ora gli sto insegnando come andare a scuola, come andare a sposarsi, come andare al lavoro, in tutti i casi, ma io lo costruisco in modo che lui capisca quello che dico, gli insegno un po’ di queste cose, perché lui capisca dalla sua essenza interiore cosa sono queste cose, le relazioni corrette in ogni caso nella sua vita, questo gli insegni all’inizio.

Oren: noi una volta avevamo una connessione; ma la comprensione che la gente pagherà per sedersi a imparare ste cose? ad esempio il governo, mentre nel frattempo ci sono tante persone che non sono pagate per farlo, l’uomo vive nella sua casa e non so neanche come spiegarlo a me stesso, ma diciamo che uno ha il desiderio di aprire un orecchio verso di noi, come un gatto che alza l’orecchio, cosa vuoi insegnargli? Lui è d’accordo a studiare se sa che lo studio porterà beneficio alla sua vita, non ha interesse ad essere un nuovo uomo, è interessato ad aggiustare tutte le sue connessioni confuse. “Prima di tutto ti renderemo un uomo nuovo e poi migliorerai le tue connessioni”, ma dal suo punto di vista lui non ha questa profondità, sa solo che ha dei problemi nella vita, e questi sono i problemi delle persone. Se vogliamo incominciare a parlare al livello dell’individuo dobbiamo andare lì dove è lui, non dipendere dal fatto che qualcuno gli ha dato un assegno per star lì a studiare.

Una persona va dallo psicologo per avere dei consigli, lo psicologo gli dà dei consigli riguardo il cambiamento, di solito su come cambiare atteggiamento con il suo ambiente, ma una persona deve cambiare. Deve capire il consiglio, capire come si comporta adesso e come deve cambiare il suo comportamento, la stessa cosa vale qui, noi non dobbiamo dargli soltanto un consiglio semplice: fai questo, quest’altro, c’è una persona che odi e ci vuoi andare d’accordo. No, noi qua gli stiamo insegnando in forma generale come cambiare la relazione verso sé stesso, verso la vita, verso il mondo. Quindi non è un piccolo consiglio ma riguarda il cambiamento della filosofia nella vita, la sua prospettiva, è per questo che viene chiamato educazione. Fino adesso è stato molto interessante, è la stessa cosa come con uno psicologo dal quale vai per un’ora o due; noi qua stiamo parlando di un’ora o due ma a lungo termine, perché questo cambia una persona in generale. Dobbiamo costruire un ambiente per aiutarlo a cambiare, che gli darà un esempio, l’aiuterà a vedere se è corretto o non corretto, come deve pensare, come deve relazionarsi alle cose, reagire ad esse nella maniera nuova, cambiare il suo comportamento e la sua prospettiva. Deve capire che quello che è intorno a lui appartiene a lui, che il mondo è più vicino a lui di quanto non creda, e non è contro di lui: un posto isolato dove aver successo, avere controllo. Noi queste cose le dobbiamo cambiare, è impossibile farlo tramite consigli verbali, c’è una spiegazione pratica, esempi, e tutto il tempo devi cambiare. E’ proprio come dare ai bambini degli esempi, costantemente, devi dare ad un bambino migliaia di lezioni, consigli, discorsi, ma non aiuterà, tu devi mostrargli come si fa, lui ti guarda e questo è esattamente quello che fa, le parole non le capisce, lui vede quello che succede tra le persone adulte, più grandi e anche lui vuole farlo, è la natura delle scimmie e vive dentro di noi, questa abitudine, questa inclinazione, non possiamo farci niente e dobbiamo prenderla in considerazione. L’educazione è soltanto tramite l’esempio ed è per questo che noi abbiamo bisogno di un ambiente, una persona viene qui nel gruppo, e se non viene allora rimane come oggi; forse il capo al lavoro lo obbliga a farlo, perché vuole delle relazioni migliori sul posto di lavoro, perché sa che avrà dei profitti da questo, dei risultati migliori, o forse la sua compagna lo obbliga e magari vanno insieme.

Oren: son due elementi, sono una o due ore a settimana?

Non a settimana, io sto parlando di un corso e se sono persone disoccupate, tutti i giorni!

Oren: no, non è quella per i disoccupati, quello è un progetto diverso. Diciamo coppie che hanno problemi, ma io non guarderei neanche questo, guardo una persona che ha problemi nella vita, le sue connessioni...

Attraverso programmi Tv ecc., lui avrà degli esempi su come avere successo in questo corso, vendigli il nostro corso.

Oren: diciamo che non vuole comprarlo…

Allora non c’è niente che puoi fare.

Oren: ma sì che c’è, possiamo dargli magari un prodotto da avere a casa…

La maggior parte, è possibile magari.

Oren: diciamo che sei nel mio salotto: parlami della vita, voglio che tu venga nel mio salotto per un’ora ogni giorno.

E’ possibile. Devi pensare in maniera saggia, in modo che sentirà che si trova in un ambiente, deve sentirsi lontano dallo schermo della televisione, noi dobbiamo portarlo nel nostro salotto, non essere nel suo! Dobbiamo portarlo al gruppo, dobbiamo portarlo nella nostra attività, dobbiamo influenzarlo emotivamente, è difficile farlo tramite la tv, quando lui è lì seduto in pantofole, con la birra, col caffè, e ogni secondo gli arriva una chiamata, ci sono interruzioni, non credo che ci sarà un buon risultato.

Nitzah: posso dire una cosa riguardo questo? Nella mia esperienza so che tante persone leggono libri, e come risultato sentono quanto non capiscono e vanno a studiare; quindi molte volte, la causa scatenante che porta la persona fuori da dove si trova è il libro, o magari ad un tratto accendono qualcosa e dicono “qua c’è qualcosa, ora ho capito. Prima ero talmente concentrato sui miei problemi che non riuscivo a pensare ad un’altra opzione”. Invece leggendo il libro, guardando la trasmissione, si è aperto, ha creato in sé un bisogno genuino di attraversare un processo e ora è pronto, quindi magari sono questi i passi!

Sono d’accordo. Io non sono un commerciante, anzi, sono lontano dall’operare, dal connettermi alle persone in questo modo, però ovviamente ci sono tanti canali per arrivare al pubblico generale, sto parlando dal momento in cui lui fa un corso, e lì possiamo influenzarlo.

Annarita: tu dici, quindi, che noi ci siamo sviluppati e siamo molto egoistici, ognuno si preoccupa solo per sé, e ci preoccupiamo meno per la società e per la gente intorno a noi, forse questo egoismo, questa cattiveria, diventa la nostra seconda natura.

No, è la nostra prima natura, l’ego è la nostra natura.

Annarita: allora vuoi dire che noi, tramite quello che insegniamo in questo corso, potremmo trasformare la prima natura?

Sapremo come usarla correttamente, e questo viene detto “seconda natura”. Veramente, se noi acquisiamo l’attributo di dazione, ma sto parlando soltanto se diamo alla persona un corso, un corso dove dare dei consigli, ma che deve portare le persone a uno stato dove li capisce e riesce ad usarli, perché senza l’educazione non potrà implementare le cose che ha imparato.

Annarita: allora stiamo parlando di pratica?

Oren: io sto parlando del momento in cui lui entra nel corso: deve essere con le persone in classe o virtuale? riempiremo le classi di persone ma le persone stanno aspettando, la classe è solo per trenta di loro…

Abbiamo sette miliardi di persone a casa, sette miliardi di persone non corrono a fare un corso, perché? Perché sono in uno stato dove non capiscono che devono cambiare non il mondo, per uscire da questa crisi e tutti i dolori, ma che devono cambiare l’uomo, il suo comportamento.

Oren: mi aspetto che le persone arrivino lì da sole o devo guidarle?

Devo guidarli, veramente, insegnarli a come cambiare, non so se riusciamo a farlo virtualmente, se sì allora deve essere sostenuto dai media, dalle scuole e in tutti i posti dove le persone sono a contatto con il sistema educativo, in modo che potremo arrivare, raggiungerli lì, e quelli che non lo sono, allora raggiungerli tramite la tv.

Oren: allora diciamo che siamo in tv: per quelli che possono e che sono d’accordo anche di ascoltare, di cosa vogliamo parlargli?

Dobbiamo parlargli della natura dell’uomo, ma in maniera molto attraente con psicologi e ogni tipo di persone che spiegheranno in maniera piacevole, attraente, piena di esempi. Spieghiamo la natura dell’uomo, come ci comportiamo, diamo esempi da ogni caso circa i bambini, gli adulti, coppie giovani ecc. L’uomo, la donna, la donna a casa, nella famiglia; dove c’è tradimento, dove gli amici si riuniscono per mostrare alla persona la propria natura, spiegare a una persona come decide di fare in ogni momento, come sceglie ogni volta, consapevolmente e inconsapevolmente, le cose che gli appaiono più piacevoli. Sta considerando gli altri, o il suo futuro o il suo passato? quanto è controllato dal suo ego che non permette di essere indipendenti, di scegliere in maniera sana e decisiva; come possiamo innalzarci al di sopra, controllare il nostro desiderio di ricevere. Ogni persona è il desiderio di ricevere, ha il desiderio per la conoscenza, sesso, cibo: come provano piacere da queste cose, come possono provare piacere da queste cose senza pagare un prezzo alto, queste cose devi spiegarle, non puoi lasciare sola una persona.

Oren: chi spiegherà?

Tutti gli esperti possono parlarne tranquillamente. A parte il calcio sembra che tu non guardi niente in tv, io guardo National Geografic. Ci sono persone esperte che sanno come spiegare bene queste cose, sanno come spiegare in maniera attraente le proprie materie; quindi se non parla una psicologa in maniera attraente o un dottore, un insegnante, un poliziotto o qualcun altro, dobbiamo soltanto spiegare ad una persona chi è, da quali impulsi esiste, come le sue decisioni vengono prese, come è impressionato dalle cose, come percepisce il mondo. Deve vivere dentro, deve essere in comprensione, dobbiamo dargli quello che nessuno gli ha mai dato, all’asilo a scuola.

Oren: tu glielo devi dare, o qualcun altro?

No, è nel nostro corso, ma non solo io, è una squadra.

Oren: certo, la squadra farà parte del pacchetto. Quindi io dico una cosa facile: fino a oggi tutto quello che hai detto è che mi devi insegnare a conoscere me stesso, a provare piacere dalle cose in modo da non perdermi. Se per esempio io ti incontrassi nel mio salotto e tu parlassi in maniera interessante, anche se un po’ filosofico? C’erano comunque cose interessanti riguardo il modo di provare piacere senza perderci, capire me stesso, le mie relazioni: questa è la mia vita. Se tu entrassi veramente nel mio salotto, seduto vicino a me, e mi insegnassi questa cosa e fosse interessante, io magari ti reinviterei, però nel frattempo, quello che stiamo spiegando non è a questo livello. Fino a oggi sapevamo come spiegare il mondo e l’evoluzione, la storia globale, ma nessuno ci portava nel salotto, perché non lo stavano vivendo, non avevano pensieri così. La domanda è: lasciamo le persone da sole o siamo d’accordo a incontrarle nel salotto? Oggi ci sono persone che ascolterebbero, lo vediamo in abbondanza, in ogni evento, le persone hanno sete, ma devono sentire qualcosa, devono sentire delle cose intelligenti, qualcosa che possano assorbire, digerire. Io so che non c’è l’abbiamo, abbiamo soltanto le persone che soffrono sempre di più, ogni giorno, e noi abbiamo quello che dobbiamo dargli, ma non abbiamo come darlo. Siamo andati a incontrarli nel nostro salotto, li abbiamo visti nel nostro ambiente, gli abbiamo detto che il mondo è globale, che deve cambiare e che sarà un uomo nuovo, ma ora si sta andando mille (metri) più in su.

Capisco quello che dici, hai ragione ma non credo di essere capace di cambiare, non credo di avere tanto tempo che mi rimane per cambiare ed è un problema. Sono d’accordo con quello che dici, sembra un grande problema e io spero che alcuni dei miei studenti avranno successo nell’avvicinarsi di più alle persone, sapere come spiegare queste cose in maniera semplice. Io non credo di esserne capace, nonostante i miei tentativi. Cerco di scendere al livello dei miei studenti, è difficile, è molto difficile per me e capisco che tutte le altre persone prima di me volevano farlo e avere successo, fino a un certo punto non di meno.

Oren: ma erano tempi diversi, ora la gente è pronta, parla, trasmetti quello che vogliono sentire!

Deve essere qualcuno di nuovo.

Oren: io non ci credo.

Io cerco, nel frattempo di fornire quello che posso, nella maniera che posso, questa è la verità, è difficile per me vestirmi, rivestirmi di una persona che è completamente bloccata.

Oren: ma lei non è bloccato, è sensibile, intelligente è una persona moderna, non è un idiota, noi lo crediamo un’idiota ma non lo è.

Una persona moderna va a prendere dei consigli, forse va forse non va, forse legge libri; c’è una grande distanza tra qualcosa che appare moderno con i tuoi termini e quello che sto dicendo io, perché è moderno per te. Uno capisce, forse, ogni tipo di cose che gli hanno detto a scuola, tecnica, scienze, ma non lo aiuta ad essere più sensibile al cambiamento, al proprio cambiamento interiore. Qui io devo essere un esperto, credo che prima di tutto, senza le parole, dobbiamo portarlo subito ad ogni tipo di attività.

Oren: ma lui non viene da nessuna parte, lui è a casa, nel suo salotto.

Ma io non ho niente da dargli.

Oren: ma hai tantissimo da dargli, ogni volta che parli del mondo dell’individuo, che ti rivesti in una persona, sono cose che la gente beve come acqua.

Allora prendilo e daglielo.

Oren: io cerco ma non ho abbastanza da dargli e non so perché dici così, vedo che quando tu parli di come una persona pensa, le persone ti guardano come una calamita, non importa in quale lingua, perché? Perché sentono qualcosa di nuovo, afferra il loro cuore, loro ti capiscono con la loro mente.

Non credo che io stesso posso, non sono sicuro di essere in grado di costruire un metodo per la persona comune.

Oren: allora chi lo farà?

Studenti, te lo dico seriamente, cosa vuoi da me Oren!?

Oren: voglio che tu incontri una persona nel suo salotto, lui è d’accordo, parlagli!

Io devo portare ad un cambiamento interiore, questo cambiamento interiore posso portarlo solo tramite azioni, azioni con lui, che lui sentirà, non parole! Con le parole non posso dargli più che un po’ di frasi che neanche capirà! non capirà, è impossibile con una spiegazione trasmettere queste cose, perché si deve attraversare un’esperienza emotiva. Una persona capisce solo dalle emozioni, il suo cervello arriva dopo, se io lo metto in una certa attività, esercizi, e lui attraversa ogni tipo di sensazioni, dopo posso spiegargli perché hai attraversato questo, cosa hai sentito, dove l’hai sentito. Ci sarà qualcosa da spiegare, perché ha attraversato un’esperienza, la nostra educazione è basata sull’esperienza.

Oren: costruisci in modo che loro verranno da te.

Costruisco, e credo che loro arriveranno. Arrivano, adesso, arrivano ai nostri gruppi, ai nostri corsi.

Oren: arrivano, ma ci sono anche tanti che non arrivano.

Tu stai andando nella direzione della nostra ultima conversazione: dammi un consiglio, qualcosa faccia a faccia; quella è una birra, una sigaretta, lui è lì che ascolta, e da lì avrà una nuova vita, no! aiuterà? non esiste!

Oren: non è quello che sta cercando, io voglio che lui abbia un insegnante privato, c’è un insegnante in classe per trenta persone e c’è l’insegnante privato. Io porto un’insegnante a casa: costruisci una nuova persona! Tu dici che è la nostra professione, costruisci una persona nuova e noi la formatteremo per lui.

Io ho studenti che sono lontani e imparano da dietro lo schermo, ma vogliono imparare, sono con un gruppo che vedi sugli schermi con il loro cuore, con la loro mente, vogliono unirsi a noi, loro bevono le parole che dico. E’ più nel gruppo che non uno che è lì fisicamente, è qualcosa di diverso, questi sono studenti di Kabbalah. Non è importante che imparino la tecnica, non importa, a volte vedo delle trasmissioni in tv, sulla scienza o magari su internet, dove sono proprio assorto, ho mille domande, attraverso un’esperienza, sono sudato. Se questa persona a casa ha un desiderio, attraverso una spiegazione sul come fare con la società, ogni tipo di teatro, sistemi, allora lo afferreranno e lo porteranno nello schermo televisivo, questo è possibile.

Oren: a proposito, tutti gli studenti che hai oggi, hanno imparato tramite la tv, tu dici che devono avere un desiderio, quindi hanno un desiderio i suoi studenti di Kabbalah, desiderio di svilupparsi?

Anche se non capiscono niente comunque continuano.

Oren: che tipo di desiderio hanno? vogliono vivere bene, la loro vita non va bene, perché? In questo sistema, a lavoro, a casa ecc., loro hanno questo desiderio di vivere bene, tu sei un insegnante che spiega come vivere bene, un insegnante della bella vita, quindi diciamo che una persona ti invita a fare una lezione privata nel suo salotto.

Allora io vado nel suo salotto.

Oren: diciamo che sei d’accordo.

Ci vado con dieci persone, questo è il mio strumento per cambiare una persona, non ho nient’altro.

Oren: hai due strade su cui operi, uno è l’ambiente, quindi tutte le nove persone che vuoi portare con te, e parlerete giusto?

Questa è un'altra cosa, parlare non è importante, sarà una spiegazione successiva per le cose che faremmo lì, gli esercizi.

Oren: è un problema perché hai creato una situazione immaginaria, nessuno ti inviterà, te e dieci persone nel proprio salotto! Allora questi dieci miliardi di persone cosa faranno?

Tu, con me, prendi l’unico strumento che ho, cosa posso rispondere!

Oren: non puoi operare, stai costruendo sul fatto che loro sono attivi, puoi costruirlo.

Faremo ogni tipo di trasmissione che sarà per lui una dimostrazione emotiva, fino al punto che è come se lui partecipasse, questo è possibile; comunque, dobbiamo incollarlo allo schermo. I miei studenti sono incollati perché loro hanno il punto nel cuore, forse dobbiamo fare divulgazione tramite i media, qui abbiamo bisogno di un esperto. Cosa vuoi che faccia? il desiderio di ricevere non è nelle mie mani, che posso risvegliarlo, io non sto consegnando a ognuno di loro, con un bastone, droghe, e dare a ognuno di loro il punto nel cuore. Stiamo parlando di cose regolari, e arrivare a sette miliardi attraverso la tv, anche questo è un sogno, non è realistico, chi ti permetterà di farlo?

Oren: nel frattempo loro non sono interessati a quello che diciamo, questo è il problema, noi stiamo parlando di cose elevate e loro non sono elevate, sono persone semplici.

Non stanno correggendo il mondo come noi. Penso che se noi diamo il nostro potere e costruiamo noi stessi, acquisiamo esperienza, abbiamo impressioni, stiamo costruendo prima di tutto noi stessi come educatori, e dopo credo, magari tra circa sei mesi, non so quanto ci vorrà, saremo in grado di costruire questi programmi televisivi nel nostro studio. Ci saranno trasmissioni che una persona con il suo desiderio, anche se non ha problemi nella vita, vorrà guardare, perché vede delle situazioni interessanti; sarà come un thriller, come una serie, è anche qualcosa di psicologico, in maniera che vedrà se stesso e altri come vede tutte le altre serie tv. Potremmo costruire, è un problema col budget, ma questo è quello che dobbiamo fare, una serie psicologica presa dalla vita, non qualcosa di immaginario dove tutti giocano come figurine di plastica. Dobbiamo prendere una persona dal cuore, dallo stomaco; ogni tipo di persona, ogni tipo di problema che è nella sua vita, dobbiamo aggiungerci pubblicità nei media, articoli, giornali, conversazioni alla radio, celebrità, esperti, dobbiamo portare dei buoni risultati dalla scuola, dalle famiglie, ma tutto insieme. Noi non abbiamo scelta, dobbiamo costruire questi sketch.

Annarita: stai parlando di un pacchetto di educazione per adulti, dove li invitiamo a vedere quello che noi abbiamo da offrire? stiamo parlando della natura dell’uomo?

Dopo avremo quello da dargli.

Annarita: però la prima cosa per portarli dentro è che loro vogliano questo programma.

Senza dire questa parola: programma. Gli facciamo vedere la serie, deve essere così attraente che loro saranno incollati alla tv, perché veramente sarà della loro vita, di me, del mio vicino, ci saranno tanti casi dove sono col bambino o con la moglie, al lavoro, con il mio amico, ogni tipo di problema, con la macchina, con l’immondizia, tutto, ma cose tratte veramente dalla vita, non come al cinema. Dalla vita, in modo che vedo che veramente è così, veramente succede, e qui ad un tratto vedo un trucco speciale, come la raggiro, con una spiegazione, perché lui ha fatto così e lei così, perché possiamo cambiarlo e in maniera molto semplice. Dobbiamo soltanto cambiare come noi ci relazioniamo alle cose, abbiamo bisogno di esperti, psicologi, gente dal cinema, dal teatro, qui abbiamo lavoro per portare una persona all’analisi della vita attuale, perché fa quello che fa. La nuova vita con analisi, su come facciamo il transito dalla vita attuale a quella nuova, come e in che modo possiamo farlo, con la famiglia, con i bambini ecc., e il grande risultato che otterremo. Io capisco che è questo quello che dobbiamo fare, non ho la forza di farlo, non sono un attore, non ho i mezzi per costruire queste cose, non ho persone che sanno che son pronti, con il testo, per implementarlo, tutte queste cose devono essere fatte, se noi parliamo dell’atteggiamento in tv, allora questo è così che deve essere.

Annarita: ok.

Ne abbiamo parlato tante volte, ma il problema è implementarlo.

Annarita: con quello che vede, una persona si identifica, poi deve incominciare a metterlo in pratica?

Anche solo partecipare, stiamo parlando della prima fase, lui partecipa in questa cosa costantemente, e poi la serie. Così cambierà, perché lui partecipa in maniera emotiva; quindi come noi ci comportiamo oggi, per venti trent’anni? abbiamo visto un comportamento, allora anche io mi comporto così, prendo la tazza in questo modo perché è quello che ho visto, mi siedo in questo modo perché ho visto la gente sedere in questo modo, parlo in questo modo perché l’ho sentito: è tutto secondo l’esempio. La psicologia è d’accordo con questo, ma non solo secondo la psicologia, quindi qui devo dargli la stessa cosa, nuovi esempi dalla nuova vita, vedrà, secondo le scene che noi gli mostriamo, che lui avrà un profitto, e questo lo porterà alla bella nuova vita.

Oren: hai parlato prima dell’esperienza, come al cinema…

Annarita: noi attraversiamo questa esperienza con i nostri eroi, ma è emotivo, non è pratico.

E’ emotivo perché è molto vicino alla sua vita, non è come qualcosa che succede a Honolulu, o qualcosa di interessante, piuttosto mi attira perché sono cose che vedo, che succedono intorno a me, e ad un tratto comincio a vedere la parte interiore, perché lei ha fatto così e lui così, cosa stanno pensando, cosa sono i loro impulsi, cosa li sta motivando, perché parla di psicologia. Dobbiamo aprire lo stomaco di una persona, il cervello, e cominciare a spiegargli quello che sta succedendo, quello che succede dietro questa immagine, questi atti, che tipo di calcolo, che connessione, cosa ci sta motivando, cosa sono gli impulsi interiori, quanto sto consapevolmente lavorando con questo, quanto lavorano sub-consciamente su di me. Tutte queste cose devono essere trasmesse in maniera che saranno attraenti e comprese dall’uomo semplice. Questo è possibile, è molto emozionante, è tipo raggi X dove io mostro tutti gli atti esterni e su un altro schermo la mano che li sta manovrando, la natura, ed è così che loro si comportano. Noi possiamo prendere questa mano che ci sta manipolando, dobbiamo cambiarla, c’è una grande sfida, qui, non sento di avere la forza o l’abilità e devo mettere tutto per iscritto. Io non ho la forza, se ci sono degli esperti credo che sarei in grado di farlo, questo è l’unica influenza sul pubblico più ampio, altrimenti, come dice Oren, ci sono sette miliardi di persone: cosa fai con loro? abbiamo bambini, abbiamo miliardi di persone che vanno a scuola in tutto il mondo, dobbiamo aprire questa scuola soltanto la sera, i bambini parlano fino ad una certa ora serale, arrivano altre miliardi di persone a studiare, non c’è altra maniera, ora siamo in una situazione dove la classe media, tutte quelle persone non avranno lavoro, ci sarà una legge dove prendi un sussidio, la disoccupazione, a condizione che vieni a questi corsi, questi sono corsi per la nuova vita, ma per questo devi avere una legge. Il governo deve capire che tramite questo una persona diventa più calma, sente, comprende, non esce a rompere finestre, a causare rivoluzioni, non fa uso di droghe e alcool, diventa un cittadino e sa come riempire sé stesso, anche se non ha lavoro, e questo vale tantissimi soldi, è tutto lì.

Annarita: la domanda è se il governo vuole.

Il governo vuole che tutti siano sentiti, quindi è possibile, capiranno che è per il loro bene, il cammino è lì e noi dobbiamo costruirlo ma consigli non ne ho, non c’è qualcosa d’istantaneo.

Annarita: se noi prendiamo tutte le cose che hai detto nelle conversazioni precedenti, abbiamo materiale ma non quanto basta.

Vi stiamo dando soltanto un qualcosa per pacificarli, ma non cambierà niente, se una persona non cambia qualcosa dentro di sé, due o tre persone che cambiano, allora non stiamo creando una relazione corretta.

Oren: avete altre domande?

Nitzah: eravamo preoccupati del formato di questo programma, abbiamo scelto casi non perché volevamo portarli ad avere storie personali dove tu diventi il loro consigliere, volevamo descrivere un fenomeno ed è possibile che non abbia funzionato, la verità è che noi oggi abbiamo già fatto un cambiamento e stiamo cominciando con questo programma.

Oren: allora completiamo questa discussione e vi invitiamo a unirvi a noi nella prossima, venite, sarà interessante di sicuro, ci vediamo la prossima volta. Arrivederci!

(Fine della conversazione)