Nuova Vita 34 - Rifiuti ricoperti di cioccolato, parte 1

Nuova Vita 34 - Rifiuti ricoperti di cioccolato, parte 1

Episode 34|12 lug 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 34

Rifiuti ricoperti di cioccolato

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 12/07/2012

Oren: Siamo felici di essere qui, buongiorno Rav Laitman, buongiorno Nitzah, buongiorno a tutti, vi invitiamo ad unirvi a noi in questa lezione in cui parleremo di cose molto interessanti, stiamo parlando di relazioni intime, significative, quella più importante che abbiamo nella nostra vita, con il nostro partner romantico, il nostro compagno, con il quale possiamo sviluppare una relazione, sia in casa che nella società possiamo creare un rapporto. Impariamo da Rav Laitman che la relazione personale che abbiamo è come un laboratorio per costruire relazioni, dove ognuno può imparare chi è e come si relaziona agli altri.

Nitzah: Fare degli esercizi ed arrivare a delle risposte molto interessanti, quindi qui noi facciamo un po' di esercizi e progrediamo. Quindi, iniziamo la nostra trasmissione di oggi con una domanda: come condividiamo? Perché ci sono cose che dobbiamo condividere con il nostro partner ed altre no, noi l'abbiamo provato e vorrei chiederti se quello che abbiamo fatto è giusto, noi abbiamo espresso l'opposto di quello che giudichiamo, se per esempio giudico che lui non mi sostiene, gli dico “grazie che mi sostieni”, quando lo dico ad alta voce è come se mi fossi impegnata in questo, se invece lo dico solo dentro di me, cambia. Questa è una cosa buona?

Potete farlo su ogni cosa, non solo sul positivo, potete parlare anche delle debolezze, forse potete approfondire questo.

Oren: Quando cinque coppie si riuniscono e cominciano a parlare tra di loro non c'è niente di intimo qua.

Prima di tutto, lei sta parlando di quello che ha condiviso con il compagno a casa, lei non ha fatto questo esercizio solo dentro di sé, ma ha detto al suo compagno quello che sta provando e questo è giusto, lei deve raccontare tutto. Tra un uomo e sua moglie non deve esserci alcuna barriera interiore, perché dentro di noi a volte siamo imbarazzati e non vorremmo parlarne neppure con noi stessi. Qui noi stiamo parlando come psicologi, dobbiamo essere entrambi nudi, perché accettiamo che questo è il modo in cui veniamo dalla natura, ogni persona si guarda da un lato e guardiamo anche l'altra persona da un lato, noi siamo in un laboratorio in cui entrambi siamo seduti ad un tavolo, ognuno parla della sua interiorità e ne discutiamo, senza problemi, fino alla fine, senza alcun calcolo sul futuro o il passato. Vogliamo trasformare tutte queste cose in un'unica cosa, mettiamo tutto sul tavolo e discutiamo di cosa non va in ciascuno di noi, di ciò che non vogliamo condividere tra di noi, il giudizio reciproco, di cosa va bene tra di noi che vogliamo condividere per svilupparci. Allora, parliamo della nostra natura, quella cattiva e anche della nostra volontà di andare al di sopra della nostra natura, questi giudizi negativi che esprimiamo tra di noi, ci odiamo, stiamo insieme solo perché non abbiamo scelta, ci sono i bambini, i debiti, eccetera, ci fanno soffrire, ma come possiamo rendere bella questa vita? Ne parliamo tra di noi, chiaramente, sulla natura della persona, dei suoi desideri, sul cibo, sesso, rispetto, soldi, sapienza, anche della gelosia, dobbiamo parlare anche di questo, di tutto, altrimenti di cosa parliamo? Dobbiamo parlare del mondo interiore della persona, poi, del nostro mondo comune, reciproco che costruiamo tra di noi.

Oren: Prima, per cominciare, parliamo tra di noi della natura.

Per questo ho parlato di questi desideri diversi, della gelosia, di tutto. Parlatene come fosse psicologia in generale, iniziate con il generale, questa è la natura personale, la natura dell'uomo e da questa natura comune troviamo in ognuno di noi desideri, passioni, quindi parliamo senza imbarazzo, senza paura, delle qualità, sospetti, desideri, passioni, abitudini, di tutto quello che è dentro di noi, magari non ne siamo neppure consapevoli, ma dobbiamo saperlo, almeno dobbiamo sapere come vive il nostro compagno, e diciamo tutte queste cose ad alta voce, nonostante non vogliamo ammettere che queste cose ci appartengano, vogliamo cancellarle, rimpicciolirle, anziché concentrarci su di esse.

Oren: Quindi, prima di tutto parliamo di me, come se fossi seduto in questo tavolo, nel laboratorio, apro la mia interiorità e vedo che qui è così, qui è cosà, entrambi parliamo di me, va prima lei, vado prima io?

Non è importante chi parla per primo, guardiamo la nostra interiorità e poi parliamo dell'altra persona nello stesso modo. Questo, per far sì che ci apriamo tra noi, in modo che ci sia un'apertura senza limiti e parliamo oggettivamente, cioè senza implicazioni personali, non che va bene o va male, ma è così, proprio come quando andiamo dal medico, non è che lui dice che va bene oppure no, lui vede il problema e lo risolve, non può giudicare.

Oren: Vale a dire che lui mi vede come un pezzo di carne da aggiustare.

Ed è così che deve essere, così deve essere anche nelle nostre relazioni, è come se noi facessimo una foto di quello che esiste e non lo giudichiamo. Si può dire che questo va bene o questo va male, ma importante è che non ci sia qualcosa di personale. Se io ti dico: Oren tu sei in un certo modo e io non lo sapevo prima di sposarti, ora invece ho scoperto queste tue qualità e questo mi preoccupa, vedo che tu sei tirchio, per il mio compleanno siamo andati in un ristorante e hai ordinato solo un'insalata per due. Questo è successo 10 anni fa e da quella volta tu non hai offerto più niente. L'ho scritto sul calendario.

Oren: Ma cosa c'è di oggettivo in questo?

Lei mi dà un'impressione di una qualità che lei vede in me.

Oren: Del fatto che sono tirchio.

Sì, ma lei deve dirtelo perché tu non ti rendi conto di avere queste qualità in te stesso, ed anche altre cose, per esempio la notte ti alzi costantemente per andare in bagno e la svegli sempre ed ancora una cosa, tu ti alzi 5 minuti prima di uscire di casa e lei deve prepararti in fretta la colazione, tutte cose così, lei deve condividere queste cose con te e dovete discuterne, lei ti sta aiutando a riconoscere le cose sbagliate che sono dentro di te, questa è una buonissima cosa.

Nitzah: Puoi spiegare cosa intendi per oggettivo?

Con amore, per lo meno come un medico, quando un medico ti guarda, fa una diagnosi, prima ha preso un caffè con un biscotto, scrive qualcosa e poi ti spiega quello che hai, così uno psicologo, uno psichiatra, questa qualità in te va bene, quest'altra no. Tu te ne vai con il cuore infranto e lui continua a lavorare, perché lui non è coinvolto emotivamente, tu gli hai dato i soldi e te ne sei andato. Questo significa oggettivamente, quando io mi alzo al di sopra della mia attitudine personale e ti dico quello che vedo in te, senza connetterlo a me, pian piano, noi non siamo degli psicologi. Facciamo un esempio, tu ora vai al tuo nuovo lavoro in cui sei in prova per una settimana, sei seduto lì e sei molto preoccupato di come supererai questa fase, è una cosa molto importante per te essere accettato, ed ora io, con amore, senza essere coinvolta personalmente, ti dico, come moglie al marito, tutte le cose di cui devi essere consapevole, perché le vedo insieme a te e non voglio che tu faccia cose sbagliate, anche se per te è spiacevole sentire che ti dico queste cose, tu ti innalzi al di sopra del tuo ego, ascolti queste cose non è che le rifiuti dicendo che non hanno importanza, tu dai loro importanza, le prendi seriamente, sei consapevole di questo e mi ringrazi perché ti ho aiutato in questo modo, ti ho detto come fare il caffè, come devi soffiarti il naso, tutte cose così, io dico queste cose per il tuo bene, quindi non è come dal dottore, ma come una persona che partecipa con amore, per la tua preoccupazione.

Oren: Entrambi avete una preoccupazione con lo stesso interesse, tutte e due volete arrivare alla connessione, ma nell'esempio che hai fatto vediamo che la moglie ed il marito vogliono che il marito venga accettato, quindi se lei dice queste cose le dirà in maniera gentile e lui capirà che lei parla per il suo bene. Questo è l'atteggiamento a cui dobbiamo arrivare. Ok, ho capito, non so come faremo, però ho capito.

Quindi in questo atteggiamento, che viene detto con amore, la prima fase è di mettere sul tavolo prima me, poi lei ed ognuno vede quello che vede, con un atteggiamento d'amore, questa è la prima fase. Ok, facciamo così, io vengo casa, apriamo una bottiglia di vino....

Oren: Ecco il mio vino, a me piace l'insalata greca con la feta e il pane tostato e poi ne parliamo, parliamo tranquillamente di questo sorseggiando il vino e magari accendiamo persino una candela.

Sì, io immagino che sia tutto in una buona atmosfera, importante è che tiriamo tutte queste cose al di fuori di noi, di modo che non sia un segreto, che uno tiene dentro o che l'altro non lo vuole sentire, dobbiamo essere aperti. Non è che siamo fisicamente nudi, puoi uscire per strada e vedere questo.

Oren: In questo modo, la persona si apre completamente di fronte al compagno o alla compagna, abbiamo trattato di tutto su di lei e su di me, sul tavolo c’è una lista.

No, non avete bisogno di una lista, non ve la ricordereste e non vogliamo neppure ricordarla, tutte queste cose non vogliamo neppure ricordarle. Questi sono i crimini, noi li prendiamo, li facciamo uscire, ognuno ha parlato dell'altro, in breve, ora abbiamo fra di noi un grande mucchio di immondizia, come possiamo sollevarci al di sopra? Di solito, quello che facciamo è che l’unica cosa che vediamo è tutta questa immondizia e ci innalziamo sopra, ma non promettiamo a noi stessi di cambiare anche se ci diciamo che continuando così l'immondizia crescerà sempre di più. Perché no? Questa è la vita, è così che ci sviluppiamo. Non dobbiamo pensare che quello che abbiamo fatto sia per una volta e poi basta, ora dobbiamo fare l'esercizio al contrario, ci innalziamo sopra questo, vogliamo amare l'altra persona non per come la vedo, voglio vederla con occhi puliti dal mio giudizio.

Oren: Non ho capito.

Noi facciamo questo esercizio al contrario, abbiamo tutta questa immondizia, prima fase, poi la portiamo via, liberiamo la tavola da tutta questa immondizia.

Oren: Cosa intendi per liberare?

Non mi acceca, non nasconde l'altro a me.

Oren: Come si fa a portarla via?

Non è un bicchiere. In questa mezz'ora che abbiamo parlato o nelle due ore che abbiamo parlato tra noi, in modo che questa cosa non rimanga, abbiamo finito, l'abbiamo discussa, l'abbiamo digerita, ora sono pulito, devo guardare la mia compagna come la prima volta che l'ho vista ed ho pensato “la sposo”, forse è stato solo un momento, ma questo momento io lo voglio fermare.

Oren: Il miglior momento.

Quando era perfetta o ero cieco io, ma non è importante, non stiamo parlando di questo, ora sto scherzando, comunque era perfetta ai miei occhi ed io voglio fermarmi a questo momento, è un esercizio, ma non è tutto lì, dopo che ci siamo stabilizzati con questo esercizio, parliamo di quanto lei è perfetta e di quanto io sono perfetto, e questo mi piace, sì mi piace.

Nitzah: Di dirle quanto lei è perfetta?

No, che lei lo dica a me. Ed ora cominciamo a ricoprire questa immondizia con cioccolata, rose, gelato e tutte queste cose, l'immondizia è sotto ma noi la rivestiamo e cominciamo a parlare, parlare, parlare in modo gentile della grandezza dell'altro, delle sue buone inclinazioni, di quanto lei sia speciale, di quanto bella è la sua personalità, potete parlare delle questioni più intime qui, in maniera perfetta. Vedrete quanto questo vi influenza e comincerete ad approcciarvi a tutto in maniera diversa, tutto cambierà tra di voi, è chiaro, è tutto nella nostra mente. Ora, dopo che abbiamo parlato tra noi apertamente, ognuno di noi all'altro, è quasi una competizione, ma sono cose profonde che volete scoprire nell'altro con un giudizio positivo, non negativo. Io capisco che tu non capisci...

Oren: Ti dico l’ultima cosa che ho capito. Le dico che è una persona speciale, che è perfetta e lei mi dice le stesse cose, dico tutte le qualità positive che vedo in lei e lei dice le stesse cose a me, ma non capisco la fase successiva.

Allora, questo è solo il rivestimento giusto, questa è la fase in cui si riveste l'immondizia con il cioccolato.

Oren: E qual è la prossima fase?

La prossima fase è l'azione. Fino ad ora avete solo delle buone intenzioni, dopo queste dovete fare azioni, le azioni rafforzano le intenzioni e le sigillano. Ora dovete parlare della prossima fase, di cosa a voi piacerebbe ricevere dall'altro, ognuno ha tre richieste da fare all'altro su cosa gli piacerebbe, riguardo a cose generali, le cose più piccole, i dettagli più intimi, ognuno fa questo con l'altro, dovreste provare ad essere integrati in questi desideri dell'altro, cosa vuol dire, che io voglio soddisfare il suo desiderio, quello che lei si aspetta da me. Lei mi racconta tutto e sente tutto quello che vorrei io e lo riceve, dopo di questo, passiamo all'azione e diventiamo un unico corpo, tra di noi deve esserci una connessione molto bella, molto forte. Da qui arriviamo al prossimo esercizio che è molto concreto, certo le condizioni sono diverse, ma il principio è lo stesso.

Oren: Provo a fare una domanda: ho capito tutto e mi sembra che sia molto potente, faremo questo esercizio, è molto interessante ed anche pratico, non ci sono macchinari, né niente ma mi confonde l'esempio precedente, quello con lo specchio.

Nitzah: Sì, confonde anche me.

Cosa vi confonde? Lo specchio è più filosofico, è per questo che l'ho detto, ho usato la parola “critica” anziché “inclinazione al male”, ma questa è una cosa che possiamo fare, con lo specchio intendo dire che quello che io vedo in lei è mio e quello che lei vede in me in è suo, è filosofia.

Oren: Non dovremmo farlo?

Non lo so, per lo meno non immediatamente, qual è il primo?

Oren: Questo, quello di cui abbiamo parlato è il primo, è comprensibile, facile, rilascia molta tensione, questo è il primo, poi, più in là...

Pensa che si sviluppano, come una persona che comincia a studiare, cosa capisce? Poi gradualmente comincia ad aprirsi, le piccole cose diventano grandi, più complesse, se guarda dentro, prima vede solo una piccola pallina che poi diventa una cosa enorme, dovete dare il tempo alle persone di svilupparsi, di comprendere le cose. Ok, questo è il primo esercizio, a condizione che l'insegnante venga da BB perché altrimenti non avanzeranno.

Oren: L'insegnante, quello che guida queste coppie, sì, questo è chiaro, ma questo è il primo esercizio, l’esercizio n. 1, non i primi esercizi che abbiamo imparato, questo.

Oren: Tu credi che ci sarà solo un esercizio?

No, certo, ci saranno tante fasi, tanti strati, questo lo insegnerai per un mese intero, e lo insegnerai in diversi posti ora che tu lo costruisci, in modo che loro possano vivere questo processo in tutti i dettagli per vedere come questo influenza le loro vite, come le cambia.

Oren: Forse dovresti fare anche una seria tv con queste cose. Ok, non parliamone in terza persona, vogliamo fare come se io e lei rappresentassimo davvero questa coppia. Quindi oggi faremo questo esercizio ed io cercherò di manifestarlo nella mia vita, quindi io ho una domanda sulle quantità, ho visto qui...

Ci vuole una serata intera per fare questo esercizio, forse neanche basterà.

Oren: Sembra una cosa molto guidata, ci sono 5 fasi che sono molto importanti, non è che io posso fermarmi a metà, non posso fermarmi quando abbiamo tirato fuori tutta l'immondizia, non possiamo andare a dormire con l'immondizia tra di noi, almeno, non fino alla fase dell'azione, io lo vedo come un processo completo.

Hai ragione, ma credo che saranno esausti.

Nitzah: Molto prima della seconda o la terza fase. Allora forse possiamo decidere tra di noi che ora parleremo di 5 qualità per 10, 15 minuti.

Ok, lavorate con l'orologio.

Oren: Sì, perché dei difetti che vedo io possiamo parlarne per due settimane. Facciamo durare ogni fase 15 minuti, credo che le fasi siano 5, quindi è completo. È questo che sto chiedendo, perché io voglio realizzarlo, iniziamo e finiamo. Quindi, diciamo che abbiamo fatto questa cosa per la prima volta e ci abbiamo impiegato una serata. Per una coppia tipica, proprio come quella che oggi rappresentiamo Nitzah ed io, una coppia che conosce quello di cui hai parlato nelle altre conversazioni, noi conosciamo tutto, la scuola dello specchio, ecc., dopo aver fatto questo una prima volta quando dovremo ripeterlo, dopo quanto tempo?

Non dovete ripeterlo, dovete giocarci sempre, ogni volta scoprirete un altro po' di immondizia, un altro po' di rivestimento, il suo desiderio, il tuo desiderio, l'influenza verso di lei, ogni volta, devi fare questo esercizio costantemente ed ogni sera ripetere questa discussione, diciamo un'ora, e noi avremo queste fasi diverse, 15 minuti a testa, non so se è chiaro per voi, ma deve essere così ogni sera, deve essere come una legge. Un certo giorno alla settimana potete avere una riunione con tutte le altre coppie e lì riceverete un'impressione da loro. Credo che se proponessimo questo processo, anche senza coppie, in una trasmissione televisiva, se la gente potesse imparare da questo, connettersi a questo, sarebbe qualcosa di grande beneficio.

Oren: Allora, ho una domanda, capisco la discussione di 15 minuti che accadrà alla fine della giornata, ma voglio chiedere, sento che è molto importante quale sia l'approccio che noi abbiamo all'inizio dell'esercizio.

Due persone faranno un intervento, al di sopra di tutti i sentimenti, i ricordi. Noi vogliamo risolvere questo problema e costruire una vita perfetta, in questo non ci dovrà essere niente di personale, ci sono i bambini, c'è la nostra casa, e dobbiamo in generale smettere di soffrire, facciamo qualcosa di buono, questo è chiaro, proprio come in qualsiasi famiglia.

Oren: Dobbiamo parlare insieme delle cose che tu hai detto adesso, come nella fase precedente?

Certo, abbiamo bisogno di tante spiegazioni, oltre al fatto che questi esercizi vengono fatti dopo che una persona riceve tanta teoria, una certa conoscenza della sua natura, dei suoi impulsi, delle sue inclinazioni, ogni tipo di cosa strana che magari può esistere…deve arrivare ad uno stato neutro, tutti noi ci vediamo come creazione, come gente, come animali, animali che vivono una vita umana e personale, abbiamo delle barriere interiori che ci fanno soffrire, abbiamo la vergogna, anche verso noi stessi, che non ci permette di essere onesti con noi stessi interiormente. A causa dei tanti problemi che abbiamo ci chiudiamo in noi stessi e quindi soffriamo per tutta la vita, quindi come possiamo essere liberi con gli altri proprio come i bambini o gli animali. Noi dobbiamo buttare via la parte cattiva dentro di noi ed aprirci verso la libertà completa, fare uscire tutto, quindi cerchiamo di farlo almeno con la nostra famiglia. Con questo la persona arriverà a guarire sé stessa ed arriverà ad una fase di vita, di salute, qualcosa di totalmente nuovo. Con queste parole, vedi, io nascondo parole come il potere della Luce.

Oren: In questa fase dell'approccio corretto all'esercizio, che ha tante fasi, hai parlato di tante cose, della certezza teorica che dobbiamo avere, ma chi ce la darà? Hai parlato dell'approccio all'esercizio in tante fasi, io sto cercando di capire qual è la prima fase. Tu ci hai detto che ci sediamo insieme, apriamo una bottiglia di vino e parliamo insieme, questa è la fase in cui organizzo il mio approccio, devo organizzare la mia testa, sono appena tornato dal lavoro.

No, no, prima di questo tu avrai 5-10 incontri in tv oppure incontri fisici dove studi qual è la natura dell'uomo, un po' di psicologia, dovete farlo, altrimenti vi metterete uno davanti all'altro, come due idioti e cosa farete?

Oren: Quindi, tu ci insegnerai tutte queste cose?

Certo, dobbiamo farlo, altrimenti cosa facciamo, prendiamo gente dalla strada, cosa ne sanno loro? Magari due ragazzi di 25 anni, cosa sanno loro della vita? Non lo sanno neppure le persone di 55 anni!

Oren: Quindi nei prossimi incontri ci darai questa sapienza sulla natura dell'uomo, sui suoi impulsi, eccetera?

Forse, anche se ne abbiamo già parlato.

Oren: Siamo all'incontro 34.

Sì, ma siamo in una classe nuova, però ora non parliamo di questo, solo perché tu sappia che c'è...

Oren: Ok, perciò le cose fuori della classe non sono rilevanti. Quanto tempo abbiamo per questi incontri?

Quanto ne vuoi, non è un fattore di desiderio, ma di necessità, non è rilevante.

Oren: Tutti qui sono con noi, quindi dopo che ci hai dato tutta questa teoria che ora è dentro di loro. Adesso sono le 7 di sera, le persone hanno finito di lavorare, c'è chi ha già ricevuto questa sapienza, questa teoria e tutto, faranno questo esercizio guardando l'orologio, proprio come si gioca a scacchi. Quindi, io non capisco questa fase, devono attraversare qualcosa che li staccherà dalla loro giornata, possono fare un brindisi con il loro vino, ok avranno il loro vino, ma qui non dovrebbe esserci una certa fase?

C'è una fase dell'esercizio in cui si comincia a parlare delle cose buone tra di loro, io ti sto dicendo che è peccato fare una cerimonia di questo, si siedono uno di fronte all'altro, non a lato ma di fronte, in mezzo c'è un tavolo con del caffè, un po' di cibo, magari una torta, non sto parlando di vino e candele, poi, iniziamo proprio come due scienziati, ma devono ricevere questo approccio in un incontro precedente con noi, quindi magari facciamo degli esempi con loro, anche un piccolo workshop.

Oren: Loro lo faranno?

Insieme a noi, al nostro centro, nella nostra classe.

Oren: Quindi non sarà la stessa sera, un altro giorno.

Sì, ma solo un po', per dar loro un esempio.

Oren: Vuoi che loro facciano qualcosa quella sera che sono seduti insieme?

No, ma dovrebbero aver già ricevuto questi esempi. Quindi sono seduti uno di fronte all'altro, come in una caffetteria, con un caffè, un po’ di torta, per loro dobbiamo scrivere come devono iniziare, devono avere delle istruzioni. Cosa devono fare? Ora, devono parlare di uno e poi dell'altro, proprio come abbiamo detto, dell'immondizia dentro ognuno di loro, in maniera oggettiva.

Oren: Ma non hai paura di iniziare con questa fase?

No, dobbiamo prepararli oggettivamente.

Oren: Cosa vuol dire oggettivamente? Ma puoi prepararli in un altro giorno.

Ok, ora abbiamo una preparazione dove facciamo degli esercizi speciali, esercizi che ci aiuteranno a diventare una famiglia felice, per arrivare ad una fase in cui saremo una famiglia felice dovremo essere come un unico uomo con un unico corpo, Adamo ed Eva insieme, e questo ritornerà a me.

Nitzah: Come lo facciamo?

Allora, abbiamo davanti a noi 5 fasi che dobbiamo superare, parlando e con azioni, le azioni sono queste, queste, e quest'altro, cominciamo, oppure forse neppure cominciamo, magari parliamone un po', ma iniziamo questa prima fase, facciamo partire l'orologio, il cronometro, diciamo per 15 minuti parliamo di me, poi facciamo partire il cronometro e parliamo per 15 minuti di lei, l'immondizia è lì.

Nitzah: Ora mettiamo gli occhialini rosa, quelli buoni e cosa dobbiamo chiedere?

Ne riparleremo, hai ragione, dobbiamo personalizzarlo.

Nitzah: Ci deve essere una conversazione prima? Ci vuole un po' di apertura, di fiducia prima di iniziare questo processo.

È vero, stiamo facendo le cose insieme, ma pian piano, non è che dobbiamo fare tutto insieme, bastano 10 minuti, magari anche 5, anche a strati.

Nitzah: Aspetta, come gli strati che togli da una cipolla, prima uno, poi l'altro? Senza essere troppo pesanti, seri, quindi....

Oren: inizialmente dobbiamo essere leggeri

Nitzah: Come il primo strato dell'immondizia.

Quindi parliamo delle cose più evidenti, poi di quelle interiori.

Oren: Oggi parleremo di mia madre e di tua madre.

Sì, ma iniziamo da un livello facile, dal leggero al pesante, altrimenti resteremo fermi alla prima fase fino a quando non arriveremo a tutti i parenti.

Nitzah: Fino a quale profondità arriviamo, dobbiamo avere più lunghezza, più tempo?

Sono 5 fasi, io guardo anche dopo, tu devi sentire e finire questo esercizio sentendo felicità che siete una coppia perfetta, non siete NOI, siete UNO e andate in camera, diciamo. Noi siamo andati a dormire, mia moglie ed io, con questa connessione, eravamo un unico corpo.

Nitzah: Non credo che dovremmo parlare molto di questo, ma....

Oren: Tu senti queste vibrazioni, ma le azioni debbono essere diverse, non dobbiamo parlarne

Dobbiamo tornare a questa vibrazione di pensiero.

Oren: Deve essere casuale o deve essere programmato?

No, no, dovete ricordarvelo, per esempio potete programmare un servizio telefonico che vi chiamerà.

Oren: E cosa vi diranno al telefono? L'amore copre ogni crimine.

Una domanda: il tuo amore copre ogni crimine? Bene, di solito durante il giorno non vi ricordate l'uno dell'altro, quindi dovete ricordarvelo così. Hai domanda?

Nitzah: Sì, ho una domanda di un’amica alla quale ho raccontato questo processo che siamo attraversando, lei è molto gelosa perché suo marito non vuole collaborare in niente, non con me ma con lei, lui vive in un posto completamente diverso anche se vivono insieme. E lei mi ha chiesto se può venire solo lei a questo corso, se lei può fare questo processo da sola oppure devono farlo insieme, lui non vede neppure il suo atteggiamento verso di lui. Lui va a casa, c'è il cibo, il letto, tutto a posto, lei organizza tutto proprio come una madre, lui mangia, beve, fa una doccia, va a dormire, la mattina si alza e va a lavorare.

Ogni giorno torna a casa, mangia, va a letto, al mattino se ne va, a parte questo non gli interessa niente, le porta il suo salario e lei non si lamenta, e questo è il suo atteggiamento, quindi anche se lei lo tratta bene o male, l'unica cosa che vuole è cibo, i vestiti puliti e di essere in salute. Sì, se lui non mostra nessun interesse fino a questo punto, magari se lei comincia a trattarlo una volta bene ed una volta male, se gli mostra sbalzi d'umore, vediamo come questo lo influenza, lo influenza o no? Se lui viene influenzato da questo allora avrà il problema di come realizzare una relazione migliore con lei o forse non lo influenzerà, questa è un test, forse a lui proprio non interessa, ci sono uomini così, si dicono: io vengo a casa, voglio solo questo, questo e quest'altro, ti porto il mio salario, proprio come in un albergo.

Nitzah: Diciamo che lui è una persona così, come tu ha spiegato e non si può fare niente.

Non si può fare niente, questo lo capisco, ma cosa vuole dire? Non credo che convenga investire tante energie per poterlo cambiare perché in tutto non c'è bene o male ma c'è mancanza di connessione, ma ci sono i bambini, c'è la casa, ci sono tutte queste cose, diciamo che è la vita è così, questo è lo status. Io non ci vedo niente di male perché il male è rivelato, quello che dobbiamo correggere. La moglie richiede sentimenti e questo è un atteggiamento buono. Lei sarebbe contenta se il marito venisse a fare questo processo ma lui non vuole, tu ti chiedi cosa poter fare e crei questa manipolazione, ma non funziona e lei è disperata.

Oren: La domanda comunque è: se una donna fa questo corso da sola, questo comunque l'aiuterà nella vita, potrà imparare cose da questo corso, perché tu ci stai insegnando l'interazione tra gli sposi. Ma la domanda è: se solo uno dei due coniugi verrà a questo corso, questo li aiuterà nella loro vita?

Non lo so perché è molto difficile, perché lei vedrà che tutti avanzano ed interagiscono bene insieme, mentre lei non ha niente.

Oren: Ok, dimentichiamo questo, parliamo di un corso di singoli, diciamo che abbiamo 10 persone, solo uno della coppia perché l'altro non vuol venire, non ha senso farlo?

No, dobbiamo fare un corso totalmente diverso basato sull'interazione tra le persone, ma non all'interno di una coppia.

Oren: C'è una grande differenza tra il salotto e la camera da letto, quindi, lei ha interesse ad imparare, se tu le insegni questo...

Allora lei spezzerà la sua famiglia, perché richiederà dalla sua relazione qualcosa che lui non può darle. Ancora più di prima, lei lo vedrà come una roccia, diventerà più sensibile, emozionata e quindi cosa ne uscirà? La innalzerai ad un livello di sensibilità e bisogno tale che lei non accetterà, forse sopporterà e non soffrirà più, per lei diventerà un'abitudine al salario, ai bisogni dei bambini, a tutto quello di cui ha bisogno, forse si comprerà un vestito per calmarsi, può andare in una caffetteria con le amiche.

Oren: Quindi, non pensi che dobbiamo darle una guida?

Noi abbiamo una guida che dobbiamo usare per aiutare le coppie, ma lei non ha questo tipo di relazione di coppia, non vive all'interno di una coppia, vive con uno che le fornisce quello di cui ha bisogno, ma non c'è una relazione e la sua casa non può diventare un laboratorio per la sua correzione, per sviluppare la persona in lei. Non vorrei mettere in pericolo la sua vita di coppia così, se una delle due parti non lo vuole l'altro non può forzarla, la cosa diventa pericolosa.

Oren: Quello che vogliamo capire qui, se entrambe le parti della coppia devono farlo, se vengono entrambi va bene, altrimenti no.

Se entrambi vengono ed uno non vuole continuare allora anche l'altro se ne deve andare.

Nitzah: Quindi, cosa facciamo per i single che non hanno una relazione? Sono completamente single non persone che vengono senza il loro compagno.

Questo è diverso, questa è l’interazione generale con qualsiasi persona, che può essere una connessione sociale.

Nitzah: Un'altra domanda che è sorta da un'altra conversazione riguardo alla questione dello specchio. Abbiamo ancora qualche minuto e se ci rispondi questo potrebbe aiutarci. Tu hai detto che una persona....

Dovrebbe vedere l'altro come uno specchio che gli mostra i suoi difetti.

Oren: E una persona ha chiesto come poter vedere lo specchio in maniera oggettiva, senza vedere tutto brutto perché magari in quel momento è arrabbiato.

Non ne voglio parlarne adesso perché confonderebbe tutto, mettiamolo da parte, abbiamo ancora alcune lezioni per parlarne.

Oren: Un'altra cosa di cui abbiamo parlato riguarda il fatto che tu hai detto che ogni persona della coppia naturalmente si preoccupa di sé stesso.

Questa è una percezione della vita, io mi preoccupo di me e lei di lei, allora perché mi sposo?

Oren: Allora la domanda è: io voglio vedere qualcosa in tv e lei vuole vedere un'altra cosa, questa è un'espressione dell'ego? Tu parli molto dell'ego.

Mi stai tirando indietro di nuovo?

Oren: Ma noi vorremmo una definizione di ego, tu hai detto che dobbiamo andare sopra il nostro ego nella vita di coppia, quindi, se io ho desiderio per una cosa ma lei ha il desiderio contrario e io dico “no, quello che voglio io è quello che succederà”, questo è il nostro ego che dobbiamo trascendere?

Certo.

Oren: Quindi puoi cercare di definire come io mi identifico in questa cosa negativa dalla quale vorrei innalzarmi?

Perché vorresti innalzarti al di sopra della tua negatività, aderisci al suo desiderio, perché lavori sul negativo? Lavora sul positivo, sul suo desiderio, costantemente devi sentire quello che vuole lei e farlo, anziché sentire quello che vuoi tu e non farlo. Allora quando diciamo “trascendere” vuol dire lascia il male e fai il bene.

Oren: Quindi stai parlando di trascendenza, al di sopra di cosa devo alzarmi?

Del fatto che non vuoi essere d'accordo, dei tuoi impulsi, il tuo desiderio di resistere, ma se tu hai fatto questo annullamento dei tuoi desideri, allora continua con lei, esci da te stesso, è tutto lì e poi continua al di sopra della tua ragione.

Oren: Cosa significa?

Significa al di sopra dei tuoi calcoli personali.

Nitzah: Ok, io non ho altre domande per oggi. Penso a quanto hai detto alla fine, hai spiegato la differenza tra il lavoro che è dentro i miei desideri, il fatto che io voglio costantemente manifestare i miei desideri, la differenza tra questo e mettere da parte i miei desideri cercando di riempire quelli del mio compagno, così poi capirò che non ho alcun desiderio, che i desideri che ho non sono miei ma sono un impulso naturale che viene da dentro.

Se io mi innalzo al di sopra di questo, allora mi starò riempiendo correttamente, questo dopo, quando vediamo meglio il sistema e ci rendiamo che il tutto è organizzato in maniera reciproca con lo scopo di poter connettere e sentire questi vasi esterni. Ok, grazie mille. Penso che per oggi possiamo terminare.

Oren: Grazie Rav Laitman, grazie Nitzah e grazie a voi per essere stati con noi, abbiamo un esercizio da fare a casa, in bocca al lupo ed arrivederci alla prossima volta.

(Fine della conversazione)