Nuova Vita
Conversazione numero: 62
La forza del denaro
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 30/08/2012
Oren: Salve a tutti, grazie di essere con noi nella nuova serie di conversazioni “Nuova Vita” con il dott. Laitman, salve dott. Laitman, salve a tutti, salve Nitza, siamo felici di dirvi che oggi vogliamo iniziare una nuova serie, un nuovo tema. Ci siamo consultati con tante persone che ci guardano ed abbiamo chiesto loro cosa vorrebbero ascoltare, cosa desiderano chiedere al dott. Laitman e siamo arrivati ad una risposta non sorprendente, e cioè che il tema più interessante per loro è quello del denaro.
Oggi la questione del denaro è presente nella coscienza dell'uomo in maniera molto forte in quanto ci troviamo in giorni non facili economicamente, abbiamo davanti un futuro molto minaccioso, vediamo quanto tutto è diventato costoso, e per tutti, sia per chi ha soldi sia per chi non ne ha o ne ha pochi, questo è uno degli argomenti più importanti. Volevamo iniziare una serie di conversazioni per aprire questa scatola dove c'è scritto denaro, entrare in una stanza immaginaria dove c'è scritto denaro e, con il tuo aiuto, arrivare ad un nuovo approccio in questo campo.
Abbiamo preparato tantissime domande e chiedo a Nitza di aprire la conversazione, vogliamo affrontare questo argomento partendo da zero per cominciare a capire.
Nitzah: In questa nuova puntata vogliamo capire quale sia il concetto di denaro e vedere in cosa consista, perché sappiamo che quando dobbiamo trattare un argomento che crea preoccupazioni all'uomo allora bisogna risalire alle radici, solo così possiamo trovare la soluzione.
Veramente io non sono un economista, né un finanziere, né un esperto in sistemi finanziari. Sul denaro sono stati scritti tantissimi libri soprattutto di economia, ci sono tanti esperti che magari ricevono dei premi Nobel, ma la cosa interessante è che coloro che hanno ricevuto tutti questi premi sbagliano sempre allo stesso modo. Analizzando la questione dei soldi per capire da dove provengono, come era nel passato, in tutte le fasi vediamo che il denaro è una questione umana che riguarda la casa, il sesso, la famiglia, l'ambiente in cui l'uomo vive, i suoi vicini, tutto quello che conosce, tutto questo si trova anche negli animali, ma i soldi no.
Prima c'era solo la forza, gli uomini combattevano l'uno contro l'altro, chi era più forte prendeva dagli altri ciò che gli serviva, poteva anche uccidere per questo, così come fanno gli animali, poi l'uomo ha iniziato a guadagnare vendendo ed acquistando dal prossimo, entrando in rapporti con il prossimo, e questo lo fa solo l'uomo. I soldi non sono una forza fisica, la forza dei soldi è una forza umana, per esempio, una persona anziana che ha tanti soldi ha anche molta forza, così come un uomo piccolo con una pistola in mano ha più potere rispetto ad una persona grande, muscolosa che può rompere un muro con un pugno. Ciò è dovuto allo sviluppo del cervello che ci porta ad essere in lotta contro la forza della bestia che è in noi.
È interessante vedere come questa forza dei soldi possa riempirci in vari modi con qualsiasi cosa: sesso, cibo, famiglia, soldi che producono altri soldi, come anche l'onore e la conoscenza, insomma possiamo comprare tutto quello che c'è nel mondo. Nel mondo moderno vediamo questo ancora di più, se non abbiamo denaro non abbiamo modo di procurarcene altro, mentre se ne abbiamo possiamo aumentarlo, ad esempio con gli interessi bancari e così via, inoltre esso ci dà il controllo, il potere, l'onore. Anche la conoscenza ha il suo prezzo, se non abbiamo soldi non possiamo andare all'università, se ne abbiamo parecchi possiamo andare in qualsiasi università del mondo.
Vediamo che c'è un mezzo per ottenere qualsiasi cosa al mondo, si tratta di mezzo molto pratico, molto piccolo, non ingombrante, è sufficiente avere in tasca una carta di plastica e questo ci basta per essere coperti ovunque, in tutto quello che facciamo.
Il termine soldi “kesef” ha la stessa radice della parola “kisufa”, coprire, ciò vuol dire che posso coprire, riempire tutti i miei desideri attraverso i soldi. Questo è il concetto di denaro, esso copre, riempie, ci dà la possibilità di avere tutto quello che vogliamo, di riempire qualsiasi desiderio. Allora, se è così, è proprio una forza divina, perché che cosa ho tranne il desiderio? Per cui è giusto che l'umanità scopra queste cose, alla fine dei conti lo capisce, anche se tra i vari valori umani abbiamo valori più grandi del denaro siamo disposti a pagare per avere il potere, per ricevere onore, siamo disposti a pagare tanti soldi per non sentire la vergogna, e altro ancora.
Ci sono cose che consideriamo più importanti del denaro, i soldi di per sé sono solo il simbolo della forza, anche se poi vogliamo sempre risparmiare, avere più denaro possibile, ma questo dipende dal nostro ego, dalle nostre paure, le ansie, insomma le persone sono realistiche però la questione è cosa possono comprare con questi soldi? Ci sono cose che non possono essere acquistate, tipo la saggezza, ed allora, dato che non siamo saggi dalla nascita, la acquisiamo comperando uomini che hanno questa caratteristica, possiamo pubblicare un libro con sopra scritto il nostro nome, possiamo far dipingere un quadro mettendo la nostra firma, tutto si può comperare con i soldi. Quando pensiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti, prima di tutto pensiamo come possiamo proteggerli da tutti i problemi del mondo, coprirli con i soldi, perché in quale altro modo possiamo aiutarli? Così vediamo, da una generazione all'altra, in tutta la storia dell'umanità che questa è la preoccupazione dell'uomo.
Questo è quello che si può dire, tranne forse una cosa speciale chiamata destino, la forza superiore, vediamo che ci troviamo in un mondo nel quale all'improvviso succedono cose che non possiamo prevedere come la vita e la morte, su questo non abbiamo alcun controllo, così gli uomini hanno inventato qualcosa che possono comprare, una qualche conoscenza sul futuro, vediamo che non c’è un telegiornale dove alla fine non ci sia un programma di astrologia. Ci sono varie persone che sottoscrivono assicurazioni sanitarie e sulla vita, questo deriva dalla paura, magari comperano anche un pezzo di terreno al cimitero, anche lì costa tanto, non so quanto ha pagato mio padre.
Cosa voglio dire, che sempre di più l'uomo, tranne i casi in cui non c'è niente da fare, cioè la morte, ma anche dopo la morte, vuole essere conosciuto e investe in varie società, in varie cose, vuole crearsi un'assicurazione per il futuro, dopo la morte, chissà, magari continua come un faraone che porta con sé i suoi soldi, i suoi schiavi che vengono seppelliti insieme a lui, così noi vogliamo accumulare il più possibile, pensando di trasferirlo attraverso la barriera tra la vita alla morte.
Questo fino ad oggi, non c’è un sostitutivo, ma è interessante vedere che siamo arrivati ad una generazione, la prima e vedo che sarà anche l'ultima, che comincia a non dare tanta importanza ai soldi, questo è iniziato già dagli anni '60 del secolo scorso con “i figli dei fiori” e tanti altri movimenti che hanno iniziato a non stimare la ricchezza ma vogliono essere felici con altre cose, vogliono essere felici interiormente e non per il fatto che bisogna lavorare, correre, sopraffare gli altri per ottenere più denaro e con controllare tutto con la forza dei soldi. Io voglio riempirmi con qualcosa che non c’entra con questo, non perché è difficile o no, ma quest’approccio di per sé ci ha stancati.
Le persone di questa generazione vogliono godere, riempirsi con qualcosa che non ha a che vedere con il denaro, si oppongono a questo, hanno sì bisogno dei soldi ma sono stanche dell'approccio alla vita che avevano le generazioni precedenti, come se, dentro di loro, non fossero d'accordo di vivere in quel modo. Hanno tanti tanti desideri, ma sono desideri di avere piacere e vogliono arrivare a questi piaceri non attraverso questa vita difficile in cui dobbiamo sempre lavorare per guadagnare soldi, con la competizione, con l'odio, con la gelosia, l'avidità, l'onore, il controllo, dove dobbiamo imparare e lavorare tutta la vita sempre in competizione con tutti, dobbiamo sempre controllare quali banche ci danno quali percentuali, come va la borsa. Esse non lo vogliono, non vogliono questo mondo perché, tutto sommato, il loro desiderio è di ricevere piacere, ognuno il suo. Perché dobbiamo essere in questa corsa difficile, in una competizione difficile per riempire le cose tutto sommato semplici?
Quanto le persone hanno sofferto per arrivare a questa conoscenza, a questo approccio che è iniziato circa 50 anni fa nel mondo, in Europa specialmente. Certo che è come se ci fosse una piccola tendenza nell'uomo, comunque la gente cerca di lavorare, lavorare per ottenere soldi, ma il numero dei depressi è veramente grande, secondo il consumo degli antidepressivi, dei farmaci contro la depressione, sembra che li utilizzi la metà dell'umanità, e sta ancora aumentando.
Il fatto è che la gente non vuole costruirsi una famiglia e non gli interessa lavorare, nessuno vuole andare all'università, anche la questione della carriera perde il suo peso perché non ci sono professioni fisse, per cui hai studiato 5 anni poi tutta la vita eserciti la stessa professione. Oggi non è così, oggi anche se non studi impari sempre, se non sei in competizione con il tempo allora non hai una professione, sei un niente, perché se anche facessi l'università avresti solo la possibilità di capire cosa c'è scritto nei libri, ma i libri cambiano sempre. Devi sempre capire qualcosa di nuovo ed andare avanti.
Cioè, l'uomo non sente di essere uscito dalla competizione, anche nella professione, ovunque c'è la questione di un lavoro sodo in questo non è d’accordo, il nostro ego stesso, che vuole essere in riposo, non è d'accordo con questo, di essere sempre in tensione, di reprimersi con forza, di dovere solo coprire nuovi bisogni, necessità, tanto più che queste necessità non sono della persona, perché ha bisogno di soldi? Se abbiamo solo i nostri desideri basilari, diciamo senza assorbire niente dai valori dell'ambiente, allora non abbiamo bisogno di correre, non abbiamo bisogno di tante cose superflue, abbiamo bisogno di una donna, dei figli e qualcosa da guadagnare, insomma le cose che ci servono. Per questo non bisogna correre ed essere sempre in competizione, possiamo lavorare in qualche paesino, e basta.
Per cui il problema non è dei soldi ma dell'ambiente che ci porta tali valori, che devi, devi e devi, dove il nostro onore deve essere grande, dobbiamo essere ricchi, dobbiamo essere padroni con il potere di riempire i bisogni che qualcuno ci dice che abbiamo. Allora noi dobbiamo correre al lavoro, prima studiare, poi al lavoro, poi dopo correre ancora per raggiungere vari scopi che la società indica, ci dice: hai bisogno di questo, questo e questo. E così corriamo sempre per guadagnare i soldi per comperare, di nuovo guadagnare per comperare, e così ci troviamo sempre in questa pazzia.
Allora c’è un limite, l'uomo perde la pazienza, se facciamo il conto di ciò di cui abbiamo bisogno, di quali sono i nostri veri desideri allora saremmo soddisfatti con molto meno, senza questi grandi desideri che ci arrivano dall'ambiente non soffriremmo così tanto, ci procureremmo solo ciò di cui abbiamo bisogno, solo così non ci sarebbe più il problema dei soldi.
Però, ci sono persone che hanno un grande ego e vogliono che gli altri facciano ciò che loro pensano perché esse detengono il potere, il controllo, i soldi e vogliono averne sempre di più, è così che dirigono il mondo ma nessuno è contento perché il povero non ha la felicità senza soldi, il ricco non ha la felicità perché tranne i soldi non ha nient’altro, dato che ha tanti soldi cos'ha da desiderare? Perché tutto sommato quando ha la possibilità di avere tutto perde il desiderio, questo è il problema, perde il desiderio per tutte queste cose, la mancanza ci può essere solo se non può essere riempita, coperta, allora quando finalmente riesce a farlo, allora sì che è contento. Come con il cibo, chi è più contento del cibo? Chi è affamato e non qualcuno che ha davanti una grande tavola imbandita ed ha mal di pancia o non ha fame, infatti vediamo che i ricchi mangiano poco e non ricevono tanto piacere dal cibo mentre i poveri mangiano tanto ed hanno piacere dal cibo.
Cioè, quanto più l'uomo è ricco tanto più soffre di mancanza di riempimento, di che cos'altro si può riempire? Allora si inventa varie cose, di avere uno yacht 10 metri più lungo dell’altro, che un amico ha un quadro di Leonardo da Vinci e lui non ha niente di simile e quindi deve averlo anche lui. Insomma si inventano varie mancanze per avere, con il senso della competizione, con l'orgoglio ed il potere che hanno, qualcosa con cui aggrapparsi alla vita, perché l'uomo non può vivere senza la sensazione che sta riempiendo qualcosa in lui.
Per cui i poveri qui, in qualcosa hanno più successo dei ricchi, non che i soldi siano una soluzione per tutto ma arriviamo alla comprensione che qui c’è qualche problema psicologico: se mi trovo con una mancanza posso coprirla con uno sforzo e questa mancanza mi spinge in avanti e lavoro per arrivare al riempimento che intravedo da lontano, allora sono felice, cioè ci deve essere qui una costruzione della mancanza, una costruzione del coperchio e arrivare al piacere.
È come quando amiamo qualcuno, lo si vede tra un ragazzo ed una ragazza, si vede quanto lui desidera arrivare a lei, abbracciarla, e quanto questo gli illumina la vita, quanto è disposto ad usare tutte le sue forze e quanto aspettano per giungere a questo, ecco un buon esempio di mancanza e di riempimento, di coperchio. Cioè, non ci sarebbe gusto se la coppia si formasse subito, non a caso prima di mangiare ci inventiamo magari di bere qualcosa di alcolico o altro, inoltre diciamo che non è bene mangiare se non abbiamo fame, non fa bene al corpo, il corpo deve avere fame per poter assimilare tutti i nutrimenti che ci dà il cibo per il bene del corpo.
Voglio dire che il problema non è il denaro ma di come viene utilizzato e purtroppo vediamo che l’umanità non sa utilizzarlo bene, nel modo giusto, perciò il problema non è con i soldi, ma con il riempimento, con il piacere, come portare il piacere all’uomo, perché i soldi sono solo il coperchio, coprendo quel desiderio sento il piacere, il mezzo per sentire nella mancanza un piacere.
Allora prima di tutto pensiamo così, quali mancanze va bene che ci siano nell'uomo che egli potrà riempirle, che siano sempre a portata di mano e nel riempirle si senta completo? Diciamo che le mancanze, tranne quelle basilari come quelle di una bestia che deve riempire il suo corpo o come quelle di un bambino che urla perché vuole il biberon, tutto ciò di cui ha bisogno il nostro corpo, diciamo 2.000 calorie al giorno, insieme agli elementi necessari ad un corpo sano, tutto il resto ci arriva dall'ambiente, è l'ambiente che ci dà varie mancanze di cui non abbiamo bisogno. Io, come bambino, guardo i grandi ed imparo da loro cosa vogliono, cosa fanno, da questo mi riempio di varie mancanze e di mezzi per riempirle, come ottenerle.
Se vivessimo in un modo non dipendente dall'ambiente, potremmo educare i nostri figli come vogliamo veramente, diciamo come su fossimo su un'isola, gli mostreremmo una vita normale, semplice e loro sarebbero felici con quello che c'è, non è che avrebbero meno piacere, ma avrebbero la mancanza per tutte le cose basilari, vicino alla famiglia, a quello che gli sta intorno, così potremmo facilmente riempire queste mancanze e vivere senza queste tensioni, crisi, grandi tragedie nella vita e così via.
Cioè, il problema è quali mancanze, quali gli scopi l'uomo riceve dall'ambiente e poi vive nella depressione perché non riesce a riempirli, oggi metà dell'umanità vive nella depressione, per cui la questione è che per essere felici non è necessario che ottenere tante cose, tanti soldi, essere felici vuol dire che siamo capaci di cancellare dalla mente i desideri, gli scopi che arrivano dall'ambiente in modo artificiale, che stimolano competitività e gelosia, per cui vogliamo ciò che ha l'altro. Se noi riuscissimo a dare all'uomo la capacità di equilibrare i suoi desideri allora sarebbe possibile che le persone siano felici dato che non correranno dietro a cose così grandi e non avranno bisogno di tutte quelle cose che il mondo non è più in grado di procurarci, ora che la disoccupazione cresce, insomma, tutto sommato, dobbiamo dare all’uomo piccole mancanze che potrà soddisfare nella vita normale, quella più vicina alla sua natura e vedere come arriviamo a queste necessità basilari. Quelli che escono a manifestare chiedendo di poter lavorare non è che siano affamati di pane ma è come se si sentissero presi in giro dalla società che ha fatto crescere in loro dei grandi desideri, ritengono che l’uomo che lavora deve guadagnare del denaro che gli permetterà di fare una vacanza in Europa, varie cose speciali in casa e di più, di più. Bisogna invece tornare alla vita normale che la terra potrà soddisfare, non così che la sfruttiamo al punto che non rimarrà niente a figli e nipoti.
Allora, questa generazione deve avere la capacità di partecipare in qualcosa nelle mancanze normali che potrà riempire, la società umana che è in crisi perché non riesce a riempirli. Noi pensiamo di essere in una crisi economica o finanziaria o in qualche altra crisi mentre invece ci troviamo in una crisi ideologica, abbiamo sviluppato desideri artificiali, cioè che l’uomo deve, deve, deve. All’improvviso non siamo più capaci di soddisfarli, allora stampiamo soldi e siamo sempre in deficit, non copriamo niente, quindi dobbiamo porci una domanda, cosa facciamo? Perché, se il nostro scopo è di vedere le persone felici, altrimenti ci saranno guerre, chissà cosa succederà in ogni Paese, vediamo già cosa comincia a succedere dalla Libia in tutto il mondo, in tutto il medio oriente e chissà dove ancora, allora dobbiamo fare un conto: come utilizzare la forza del riempimento, i soldi che non sono carta, non sono quello che c’è in banca ma la soddisfazione dei bisogni normali dell’uomo. Da un lato, abbiamo bisogno di lavorare sull’uomo per educarlo e per riportare tutti i suoi desideri e mancanze a quelle semplici, quelle che siamo capaci di riempire, non cose grandi, dall’altro, dobbiamo studiare come organizzare l’economia in modo che possa di coprire ciò queste cose, e come organizzare l’educazione.
Prima di tutto dobbiamo trasmettere all’uomo tutti questi bisogni razionali e poi trovare il modo di riempire tutte le ore libere dell’uomo, dato non possiamo procurargli il lavoro. Non è che l'uomo esce e va a manifestare perché vuole lavorare, vuole guadagnare soldi, allora, se non siamo capaci di assicurargli un lavoro, di procurargli soldi, dobbiamo dargli il riempimento, il coperchio. Così, all’improvviso scopriamo che abbiamo un gran problema…non sappiamo cosa fare con quest’uomo, prima lavorava, consumava e con questo riempiva i conti dei ricchi nelle banche, oggi che non lavorerà e non avrà per sé né accrescerà i conti dei ricchi, allora cosa fare con quest’uomo?
Si ipotizza che magari ciò potrebbe portare a guerre mondiali e così via, ma diciamo davvero? Noi dobbiamo fare in modo che questi milioni di persone, se non miliardi, non creino grandi disastri, dobbiamo diffondere quanto più velocemente possibile il sistema dell’equilibrio, il metodo con cui copriamo i desideri esistenti, che torniamo ad essere razionali, e occupiamo il tempo dell’uomo con i piaceri del tempo libero, che non è divertirsi, andare al bar, ma vuol dire che sarà legato al sistema di produzione del nuovo uomo. Questo può avvenire con il metodo dell’educazione, l’uomo deve fare di sé stesso una nuova creatura che sia una forza positiva per sé stesso e per la società umana come una volta c’era bisogno che producesse anche ora c’è bisogno di una produzione da parte sua, ma serve la partecipazione giusta con il lavoro su sé stesso. Se prima lavorava col ferro ed altro, con varie cose esterne, ora deve lavorare sulla sua interiorità, da solo, lui è materia deve creare dentro di sé l’essere umano, l’immagine dell’uomo, questo è ciò su cui deve lavorare, un lavoro superiore, speciale, e qui, in questo lavoro, avrà soldi e il coperchio per tutti i suoi desideri, questo si chiama Masach (schermo) non importa come viene chiamato. Il concetto è sempre lo stesso: lui è l’operaio e anche la materia e attraverso forze speciali che ottiene nella società, attraverso l’ambiente, decide di essere la parte giusta dell'ambiente. Come prima gli abbiamo insegnato a comportarsi nel modo giusto nel produrre delle cose, nel comprarle, nell'usarle e tutto sommato qualcuno nell’ambiente guadagnava, ora, nello stesso modo gli insegniamo a creare sé stesso come parte giusta della società, quale rotellina giusta deve essere, l’ego quale parte del puzzle deve essere, deve essere una parte integrale, per questo si chiama educazione integrale, deve entrare come un mezzo integrale nell’ambiente. Attraverso questo l'uomo produce per sé stesso e per l’ambiente che lo influenza, sia vicino che lontano, un sistema corretto che porta tutti al riempimento, questi sono i soldi, procurare il coperchio a tutte mancanze di tutta l'umanità. Così tutto a tutti.
In questo senso la gente lavorerà e tratterà la nuova economia, con il fine di ottenere i soldi, il coperchio, nuovi schermi per i desideri equilibrati, quelli materiali divenuti razionali e dei desideri più alti che appariranno in loro, così andranno avanti.
Nitzah: Prima che ci concentriamo sui problemi che oggi l’uomo ha con i soldi, con tutti i problemi emotivi che gli creano dentro, ho una domanda collegata al passato, cioè, a quanto tu dici: è ovvio che questi soldi hanno uno scopo, non è che sono arrivati dal nulla nel mondo, avevano uno scopo, uno scopo che ha influenzato noi e…
Non capisco quello che dici, scusami.
Denaro vuol dire possibilità di coprire i desideri, allora, la materia del mondo è la mancanza, sempre mancanza, mancanza e sempre noi dobbiamo coprire, coprire.
Nel momento in cui si è creato il mondo c'era già la mancanza ed anche il coperchio, allora, quando ad un certo momento della nostra storia, abbiamo cominciato ad usare carta, polvere d'oro, dollari, non importa cosa, con questo coprivamo le mancanze, anche ora stiamo continuando così, ma adesso abbiamo dei dubbi sulla nostra capacità di coprire la mancanza, vediamo che non possiamo coprirla. Anche da parte dell’ecologia, la terra non è più capace di supportarci, abbiamo creato troppe mancanze artificiali di cui non ci sarebbe bisogno per cui il mondo non è più capace di soddisfarle: ognuno vorrebbe avere uno yacht, potere, fabbriche e chissà cosa, ma alla fine arriveremo a non avere più niente, diciamo che ora assomigliamo al padrone di un campo che ha seminato, ha raccolto quello che è cresciuto e ha mangiato tutto invece di lasciare una parte per riseminare e così raccogliere l’anno dopo, non l’ha fatto, ha mangiato tutto e l'anno dopo muore di fame.
Noi stiamo facendo la stessa cosa oggi, non utilizziamo le risorse della terra in modo che possano riciclarsi, noi mangiamo tutto e così non può essere, vediamo la fine di varie risorse della terra, nell’aria, vediamo la risonanza della natura con il clima, e specialmente nel il sistema umano, ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati col sistema finanziario e non siamo capaci di continuare in questo modo. Per cui facciamo una revisione, una critica, un check su tutto e dopo questa revisione, cominciamo a vedere che siamo arrivati ad un gioco che ha una fine, e abbiamo bisogno di cambiarlo in qualcosa di meno minaccioso, meno pericoloso, non mangiare tutte queste risorse, è importante sapere in agricoltura quanti semi dobbiamo lasciare per l'anno successivo e quanti ne possiamo usare per fare il pane, ora non vediamo tanto bene cosa dobbiamo fare ed allora arriva il momento della critica. Speriamo di riuscire a fare il conto giusto, altrimenti la natura ce lo insegnerà con le piaghe, ma tutto sommato è il coperchio ciò di cui abbiamo bisogno.
Il coperchio nel nuovo mondo, dopo la crisi, deve essere quello di coprire le mancanze razionali dell’uomo e, per tutto il resto, dobbiamo sviluppare le mancanze per i riempimenti superiori che appartengono al livello dell’uomo, desideri che possono essere riempiti attraverso la connessione con gli altri, perché l'uomo non può vivere senza sviluppare delle mancanze. Le mancanze che noi sviluppiamo per le cose materiali, per il consumo, sono limitate perché non possiamo fare tutto quello che vogliamo, non abbiamo altre terre, non è possibile che ognuno abbia una terra sua, che ogni famiglia abbia la sua terra. Ah tutto è mio… e subito guardo l’altro, cos’ha nella sua terra.
Insomma, con queste cose non saremo mai soddisfatti, per cui non arriveremo mai al riempimento, non potremo mai procurarci abbastanza soldi per riempire le nostre mancanze, allora queste cose devono essere chiuse in modo che la natura obblighi non noi ma la nostra terra a fermarci in qualche forma. “Ci sono 7 miliardi di persone che hanno bisogno di prendere da me”, dice la terra, “Poiché io non so prendere da loro, loro non mi distruggono, come la rete, la base della loro vita.
Ma l’uomo non può vivere senza l’evoluzione delle mancanze, e, come abbiamo detto, le riceve da quando è ancora piccolo, poi comincia a crescere, guarda i grandi, di cosa vivono, e vuole assomigliare a loro, così ha le mancanze che continuano nella sua vita, cioè, prende le mancanze dall’ambiente. Allora, se noi organizziamo l’ambiente in modo che ci dia delle mancanze, però non mancanze materiali, saremo sempre in mancanza e sempre ci potremo riempire, così andremo avanti, avremo attrazione e speranza per qualcosa, piacere perché l’otteniamo o un po’ di sofferenza perché ancora non l’otteniamo. Ci saranno tutte queste cose, non è che rimaniamo bestie, ma sarà ad un livello nel quale saremo capaci di sviluppare le mancanze senza rischiare la nostra vita materiale. Allora saremo capaci di coprire queste mancanze, avremo bisogno di soldi, però soldi come schermo. Quali mancanze possiamo sviluppare che siano infinite? È scritta una frase molto speciale che qualcuno spiega in modo materiale ed altri dando un significato spirituale dice: “andate e guadagnate l’uno dall’altro”. Cioè, noi possiamo produrre, stabilire delle mancanze nuove che derivano da varie forme di connessione fra noi, e queste forme di connessione nuove porteranno nuove mancanze, noi come nell’ego e nel puzzle, stabiliremo queste nuove forme, queste nuove mancanze che riusciremo sempre a riempire, ma insieme. Queste mancanze saranno composte da tante singole mancanze che dovremo riempire insieme e allora la nostra vita sarà come un gioco che noi giochiamo insieme: nella creazione nelle mancanze e nei riempimenti e questo, con 7 miliardi di persone, ci darà una infinità di possibilità. Per questo motivo non potremo mai essere depressi perché abbiamo sempre la possibilità di essere affamati di nuovo e di essere soddisfatti, riempiti ogni volta con un altro stile.
Quello che otteniamo da questo, questi riempimenti che riceviamo sono riempimenti superiori, più alti, che spiegano chi siamo, cosa siamo, entriamo negli strati più interni e sconosciuti della natura, cominciamo a sentire attraverso la connessione fra di noi cosa succede dentro di noi e questo è praticamente il vero riempimento, poiché l’uomo è nato da questi strati interni, e allora ottenendoli, riceve il riempimento vero, quello che veramente lo riempie. Il vero denaro è la sua connessione con il prossimo per ottenere questi riempimenti, durante tutta la storia finalmente arriviamo a questo coperchio, a questo schermo comune, attraverso il quale arriviamo veramente a coprire tutte le nostre mancanze.
Nitzah: Allora praticamente tutto questo processo che abbiamo passato durante la storia aveva lo scopo di portarci al punto in cui ci troviamo oggi, in cui cominciamo a scoprire qual è il vero senso dei soldi.
Sì, senza questo periodo di storia non saremmo capaci di capire di cosa abbiamo bisogno veramente, quale sia l’evoluzione giusta. Prima dobbiamo attraversare tutte queste fasi nel riconoscimento del male e, contro di esso, fare il bene. Quando costruiamo un rapporto giusto fra le persone per creare lì le nuove mancanze giuste, in comune, e sappiamo come coprirle, questo lo costruiamo su tutta la storia da cui abbiamo imparato cosa non fare.
Oren: Allora tutta questa crisi che l’uomo oggi ha nella sua vita nei confronti dei soldi deriva dal fatto che in qualche modo siamo arrivati a un punto limite in cui questo approccio che avevamo dalla storia, con il quale abbiamo allevato i nostri figli, sta per cambiare.
Questo è il punto della crisi ed il punto della nuova nascita.
Nitzah: Questo sarà un punto che vorremmo ancora sviluppare, su cosa succede all’uomo, come lo sente, e da qui magari costruire un nuovo approccio.
Oren: Vorrei capire, hai usato molto spesso il termine mancanza, cosa intendi praticamente?
Mancanza e riempimento è sentire la vita. Se non c’è mancanza l’uomo non sente sé stesso, tutto il nostro corpo sente mancanze e si riempie, le cellule di qualsiasi sistema si riempiono l’un l’altra, sono sempre in movimento, plus e minus, il movimento può esserci solo quando manca da una parte e c’è di più in un altro posto, è così che si riempiono l’un l’altro. È per questo che viene detto “andate e guadagnate uno dall’altro”, è così in tutto il sistema della realtà, per cui la mancanza ed il riempimento o mancanza di un riempimento, di un piacere, è la base, il fondamento della vita, senza questo non c’è movimento e non c’è vita, anche nell’inanimato, nel vegetale, nell’animale, anche negli elettroni, negli atomi, insomma ovunque.
L’uomo in questo movimento alla fine dei conti ritorna alla sua radice. Quello che possiamo vedere è come siamo stati creati, come siamo usciti da qualche posto con una piccola mancanza e ci siamo evoluti dal Big Bang, ci siamo evoluti nella materia, nell’inanimato, poi nel vegetale sulla terra, poi nell’animale ed infine nel parlante, e ora stiamo tornando a capire cosa c’è nella nostra radice, da dove è nata la mancanza. Ora siamo arrivati a una grandissima mancanza, l’uomo vuole ingoiare tutto l’universo. Da dove viene l’astronomia, tutta la tecnologia dello spazio? Perché? Perché lo vogliono, vogliono anche questo: sapere, ingoiare tutto. Ed allora quando noi arriviamo a queste grandi mancanze anche nella materialità, alla fine dell’evoluzione materiale ci porremo la domanda: perché? Da dove arriva? È un conto da parte della natura che mi obbliga, mi spinge a controllare come veramente per la prima volta, in tutta questa evoluzione della materia, mi chiedo cosa sia veramente questo sviluppo che ho attraversato, lo sviluppo della mancanza, del desiderio e come riempirlo. Come può continuare la vita ora? Perché tutta la vita nell’inanimato, vegetale, animale parlante è in una mancanza sempre più grande, sempre più composta, sempre più tesa ad ottenere, come posso avere una mancanza ancora più grande, cioè, come mi connetto con la natura? Vedi l’inanimato, quanto dipende dalla natura? Il vegetale invece è legato all’ambiente, sente il freddo, il caldo, l’animale si muove nell’ ambiente per trovare più cibo, l’uomo dipende da tutta la Terra, dagli altri e così via, l'animale conosce solo la sua foresta, ma l’uomo deve conoscere tutta la Terra, tutta la popolazione. Allora dove andiamo adesso? Verso quale spazio andiamo? Verso quali posti? Se i desideri devono essere ancora più grandi, non solo nella quantità ma nella qualità, come ci evolviamo? Dove andiamo?
La vita non rimane ferma, il fatto che noi sentiamo solo ora la crisi è perché non abbiamo più certe mancanze, come quelle del livello dell’inanimato che sono finite ed allora è diventato vegetale, il vegetale è diventato animale e l’animale uomo. E ora? Noi ci troviamo qua, ci è chiaro che i desideri di adesso devono essere a un livello ancora superiore, come dall’animale è nato l’uomo, ora dall’uomo come dobbiamo crescere ancora? Senza dubbio non possiamo più lavorare con le mancanze che avevamo prima, sono apparse come una grande delusione.
È chiaro che ci troviamo in un processo di nascita, ma dove? Verso quale gradino? Possiamo vederlo a priori? La domanda è se possiamo aiutare la nostra nascita, alleggerire questo passaggio, non essere annullati come i dinosauri e poi rinascere in qualche modo, no.
Oren: La mia domanda è se c’è un modo più liscio per superare questa fase, e come vede i soldi in questo?
Non so, non so neppure quali saranno le nuove mancanze ed il loro riempimento. Questo non lo so, ma deve essere un nuovo gradino. Come la differenza fra le mancanze di una bestia rispetto a quelle dell’uomo, l’uomo in noi rispetto alla bestia in noi, ma è ovvio che ci evolviamo verso le mancanze dell’uomo che è in noi. Dobbiamo innalzarci a questo livello, distaccarci dal grado della bestia, dargli quello che serve e passare dalla materia allo spirito.
Oren: Con questo il nostro tempo è finito. Grazie Rav Laitman grazie a Nitza grazie a voi, continueremo ancora.
(Fine della conversazione)