Nuova Vita
Conversazione numero: 49
Rinnovamento di una reciproca connessione
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 05/08/2012
OREN: Ciao, grazie per esservi uniti a noi alla trasmissione “Una Nuova Vita” una serie di conversazioni con Rav Laitman. Salve Rav Laitman, ciao Nitzah, ciao a tutti. Parleremo della nuova vita che vogliamo costruire tra noi, una vita dove tutti stiano bene, vivano più sicuri di adesso. Cominciamo.
NITZA: Abbiamo parlato nuova vita, vogliamo parlare del rinnovamento, è chiaro che stiamo facendo nuovi passi, anche se ci può sembrare di averli già fatti prima, ora è con una nuova intenzione e una nuova comprensione. Così forse possiamo spiegare, illustrare questa nuova comprensione che è nata nelle persone.
Nella nostra storia evolutiva abbiamo fatto molti passi in direzione della connessione. Nella storia più recente, molti di noi sono arrivati qui dall’esilio in paesi diversi. Quando siamo giunti qui non c’era niente, quindi una persona da sola non poteva nemmeno esistere. Attraverso il sistema che abbiamo costruito per noi, realizzando molti differenti modi di connessione, abbiamo sviluppato l’abilità di sostenerci, abbiamo costruito i kibbutz e diversi sistemi di aiuto reciproco, anche l’esercito che è un altro tipo di sistema che manteniamo perché abbiamo bisogno di protezione. Durante questo periodo, però, abbiamo continuato ad usare l’ego per dimostrare d’essere migliori degli altri, così abbiamo sviluppato una società egoistica e competitiva. Abbiamo raggiunto un livello che naturalmente non è come i precedenti quando eravamo spinti a costruire il sistema, adesso è la Natura che ci spinge verso il mondo intero per farci maggiormente connettere, in mutua unione, in mutuo aiuto, per ristabilire le nostre relazioni umane dalle quali siamo scappati fino ad oggi. Dall’inizio del nostro stato fino a questo punto vediamo che non abbiamo speranza né siamo consapevoli del processo che stiamo attraversando. Non ci troviamo al punto in cui eravamo prima ma in un punto difficile da vivere, questo è quello che una persona saggia ha davanti agli occhi. Scopriamo che questa evoluzione è parte di un processo naturale e, se il mondo integrale diventa rotondo, se tutti ci connettiamo insieme, allora, creiamo una connessione non competitiva, grazie alla quale non si costruisce il successo sull’oppressione degli altri ma, al contrario, lo si costruisce con il desiderio che tutti raggiungano un livello unificato di vita e di supporto, una connessione che ci farà sentire tutti insieme. Dentro questo sentire, ci sono molte cose per cui sarebbe giusto parlare con uno psicologo. Una persona eleva se stessa ad un diverso livello di sicurezza sociale, senza sentire l’ansia che rende incapaci di andare avanti economicamente, perché tutti si preoccuperanno di lui e, insieme, si faranno carico dei suoi problemi. La società si farà carico di supportare i bisogni di una persona. Abbiamo bisogno di progredire con questo riempimento dell’ego. Ma, con cosa lo colmiamo? Sicuramente, con le cose necessarie per la vita di ognuno: cibo, sesso, famiglia; a tutti deve essere garantito il minimo necessario per l’esistenza, una moglie, dei figli, la casa, questo è il primo intervento. Il secondo è l’educazione integrale, senza la quale si compete con tutti, per onore, per soldi, per avere potere. Tutto quello che riguarda il riempimento umano necessita dell’educazione che darà un diverso tipo di riempimento, ci si potrà sentire riempiti, supportati, dallo stare insieme agli altri correttamente, attraverso la società ed il buon ambiente ognuno avrà ciò di cui necessita per un dignitoso sostentamento. Tutto questo dipenderà dalle relazioni nella società, ci porterà a vedere che essa non solo ci supporta ma ci sostiene anche per le piccole necessità basilari alla vita. Tutto ciò dipende dall’educazione che non è quella che oggi si impartisce ai bambini da tre ai quindici o diciotto anni. Qui stiamo parlando dell’educazione attraverso i media locali e nazionali che fa evolvere le persone mostrando lo sviluppo umano, lo sviluppo della società e come tutto diventa circolare se si vive collegati agli altri, in armonia con la Natura, in mutualità. Da ciò avremo un buon responso e non i colpi che stiamo ricevendo adesso. Vediamo che la Natura sta diventando nostra nemica. Noi dobbiamo dimostrare ad una persona quanto guadagna dal cooperare in questa società, naturalmente non parliamo della società cooperativa del kibbutz dove non è ammessa la proprietà privata, no, stiamo parlando di servizi generali che ci sviluppano, di un sistema in cui si parla di aiuto mutuo per tutti, data mancanza di strumenti delle singole persone, in cui si possa ricevere un riempimento emotivo. Noi vogliamo costruire un sistema del genere, questo non è tornare indietro al passato in cui non avevamo scelta nelle varie situazioni di competizione. Noi saremo i primi ad avanzare e a realizzare uno stato di equilibrio con la Natura, mostreremo d’essere connessi globalmente, che è la vera forma innovativa dell’umanità. Non andremo indietro, anzi, avanzeremo. Abbiamo molte ricerche, opinioni, conferme di scienziati, psicologi, sociologi.
NITZAH: Ci sono processi che riguardano le persone e anche la società che in un primo stadio sono state dipendenti ed in un secondo indipendenti. Nella società, una persona raggiunge quell’individualità speciale che sembra un picco ma non è la fine, è l’inizio di qualcosa di nuovo cui fa seguito una connessione, una garanzia mutua. Quello che vogliamo sapere da te è come viene protetta l’unicità d’ogni individuo nella società. Perché nessuno è disposto a perdere quello che ha raggiunto, la sua indipendenza. Come possiamo proteggere questo e nello stesso tempo creare connessione e unione? Questa può essere una paura dell’uomo.
Noi dobbiamo capire che non perdiamo nulla ma che saliamo ad un grado più alto. Abbiamo pensato che stavamo avanzando, perché l’uomo è sempre il risultato del suo ambiente e, attraverso l’ambiente, noi abbiamo determinato valori falsi. Essere più forte, più potente o più ricco, tutto ciò sviluppa un’inclinazione alla competizione perché così i potenti possono organizzare controllare, comandare chi è schiavo di questi valori. Attraverso i nuovi valori, invece, noi educhiamo un certo numero di generazioni con le quali avanzare. Non abbiamo scelta, questo sistema competitivo collasserà, saremo noi stessi a farlo collassare, abbiamo bisogno di cambiare. Il nostro problema è come, attraverso la società, possiamo educare il nuovo uomo e portargli riempimento secondo i suoi desideri di salute, potere, onore, rispettabilità ecc. Gli porteremo tutto questo attraverso la conoscenza di una società a cui ognuno sarà orgoglioso di appartenere, dobbiamo lavorare su questo. Ciò significa essere costantemente in divulgazione e dobbiamo rispettare queste persone che investono nella società, mostreremo a tutti quanto si possa sentire l’ego, poiché non lo diminuiamo, al contrario, è vero l’opposto! Cioè noi sviluppiamo una nuova direzione, perché saremo grandi egoisti, dando veramente ad ognuno, a tutti gli altri, avremo rispetto e successo. Il bambino ascolterà dagli altri quanto sono grandi i suoi genitori e riceverà un grande riempimento per il suo ego e la sensazione forte di avere il rispetto della società. Non investirà più per accumulare soldi o beni che privano la terra di risorse. Oggi, una persona si circonda sempre più di cose superflue, di cui non ha bisogno e poi, le butta via. La società sarà più qualitativa, darà ad ognuno ciò di cui abbisogna per vivere in modo confortevole, sicuro, dignitoso e salubre, senza creare ansie, preoccupazioni, paure. Per i bisogni fisici ognuno sarà supportato dalla società integrale che gli ruota intorno. Sopra i bisogni animali, abbiamo il livello umano ed i suoi bisogni più elevati: il rispetto, l’apprezzamento, il senso dell’ “io” e del “me” di una persona che noi possiamo riempire al 100% attraverso i nuovi valori, non con questi pseudo valori della società capitalistica: soldi, potere, competizione che servono a creare tutti i tipi di bolle finanziarie che stanno collassando l’industria contemporanea. In realtà, se interpretiamo tutto questo con la nostra visione delle cose, l’industria ora non sta collassando, semplicemente ciò che la Natura sta portando fuori, allo scoperto, è la parte umana che dobbiamo cambiare.
NITZA: Quello che tu hai detto, con un’immagine molto chiara, è una parte che adesso manca all’umanità e cioè il passaggio consapevole da uno stato ad un altro. Noi viviamo ancora in uno stato inconscio, la gente avverte questa separazione, vive esperienze difficili con ansie e difficoltà e coscientemente non è ancora capace di comprendere come risollevarsi. Questa è una delle cose più difficili per le persone e per la società in generale, quando si muovono da uno stato all’altro, non sanno quello che succede così cercano di sostenere e mantenere lo stato attuale più che possono. Se guardo questo processo, non vedo che siamo passati in un processo individualistico in qualcosa di sbagliato. Quando diventa male? Quando dobbiamo spostarci ma non siamo capaci di farlo. Non funziona perché non riusciamo a percepire il prossimo stato dello sviluppo. Vediamo che tutto il sistema ha a che fare con tutti questi valori che premono e ci spingono verso il raggiungimento dell’indipendenza. Perché l’educazione deve venire prima? La pubblicità, le spiegazioni, i sistemi dell’educazione integrale….
Perché così ci spostiamo, veramente, da una fase di stallo, in cui l’indipendenza è un fattore molto importante, ad una in cui lo sarà invece la Garanzia Mutua. Dobbiamo dimostrare ad una persona che può essere riempita ancora di più, non di meno, la competizione rimarrà ma sarà positiva. Più io aiuto la società e più ricevo da essa rispetto e apprezzamento. Essere felici dipenderà da quanto la società mi apprezzerà, mi renderò conto che non avrò altra scelta che farlo. Come costruiamo la società? Attraverso i workshop, le Tavole Rotonde, le discussioni e tutto quello che possiamo fare per influenzare una persona, dal teatro alle canzoni. Sicuramente le persone hanno bisogno di sentire di più, devono affinare la loro sensibilità per ricevere questa conoscenza. Possiamo cominciare a lavorare con i diversi tipi di media. Che valore, per esempio, trasmettiamo con uno slogan del tipo: “La coca-cola dà gusto alla vita”? Di sicuro noi possiamo istillarne altri.
OREN: Quando parlavi, ho ricordato quando ero nell’esercito, dove possiamo contribuire in qualcosa ma in cambio non si riceve nulla. Qui investo tutto il tempo all’inizio e un altro guadagna quando io sono con lui in un meccanismo tale in cui ogni persona mette qualcosa in esso. Non perdo nulla e a lungo termine ottengo un investimento. Cosa avviene nella mia mente? Ora cerco d’interpretare. Tu stai dicendo di fare per una volta a settimana, per un’ora o due, non importa chi io sia se avvocato o disoccupato. Una parte della società comincia con questo programma di mutuo aiuto e ogni persona contribuisce volontariamente per un’ora o due del suo tempo e tutti quanti fanno lo stesso, servono insieme. Questo oggi funziona con le leggi. Come pensiamo ad un esercito? Come ad un sistema che ci aiuta e ci protegge ma in questo sistema di mutuo aiuto, sarà più positivo creare questa rete sociale. Ho una domanda circa i compiti settimanali, non so se una persona ha bisogno d’essere obbligata a partecipare…
Non obbligata. Io sto parlando del desiderio di partecipare in accordo ai bisogni d’ognuno. Si svilupperà probabilmente un meccanismo per la partecipazione, quando è possibile e quando no. So che io quarant’anni fa ero in un kibbutz e una volta vivevo vicino a Chineret , c’erano volontari in cucina. Un giorno mi hanno detto che c’era il Primo Ministro, a me allora ciò sembrava molto strano, ero nuovo in Israele. Lui era molto serio e dedito a quello che faceva e trattava tutti alla stessa maniera mentre svolgeva le sue mansioni in cucina. Ho visto che era un’attitudine davvero speciale la sua.
OREN: Come questo sistema verso il quale ci dirigiamo. In cui l’input è il tempo che si investe nella società a favore di tutti gli altri.
Nel kibbutz era molto radicale, non in questo modo. Io sto parlando di un modello sociale. Noi abbiamo bisogno di ricevere da ogni persona il massimo possibile del suo contributo, di quanto può dare in accordo con quello che è capace di fare. Un musicista, per esempio, può contribuire all’orchestra; un maestro può lavorare con i bambini sull’educazione e così via. Ogni persona dovrebbe fare quello che esprime la sua attitudine migliore in modo che la società ne riceva beneficio. Uno che ha delle qualità non deve lavare i piatti, deve mettere in conto perché lo fa e lo stesso tutti gli altri. Io posso avere maggiore beneficio da lui per lo scopo della società.
OREN: Tu stai parlando di un certo tipo di meccanismo che determina la sua capacità e le sue attitudini.
Lui deve donare delle ore alla settimana per i pubblici bisogni e più dà e più rispetto ottiene. In tal modo noi diamo un’educazione all’apprezzamento pubblico, si sentirà di ricevere tanti benefici dal dare alla società, perché, ancora una volta, quello che si sente è quello con cui ci si riempie. Se ognuno riceve le cose basilari, non ha poi bisogno di nient’altro.
Ci sono persone che si fermano all’estero per compare ancora tutti gli oggetti che erano abituati a comprare. Dalla società cos’hai? Eccetto questo riempimento non hai nulla. Se tu hai profitto solo per mantenere la tua famiglia e per tutto ciò di cui hai bisogno, per i tuoi bambini, non esclusi nemmeno i bambini degli altri, allora sono d’accordo in anticipo. Adesso, come mi riempio? Solo con l’essere in questo sistema senza poter andare all’estero, in vacanza; forse solo ad un pic-nic con i tuoi amici, con i tuoi vicini e questo è tutto. Il mondo sarà più piccolo eccetto che per il volontariato grazie al quale si può dare un contributo alla società, per il fatto che tutti si aspettano da te qualcosa, tu ricevi da loro questa pressione potenziale, l’apprezzamento che ti trasmettono, che tu sei una persona speciale per il contributo che dai alla società e che si guadagna rispetto e importanza sempre di più. Come persona, tu hai bisogno di svilupparti con questo sentimento e non attraverso la pubblicità, senti il bisogno sempre di più di dare più che di ricevere. Come quando prima tu sentivi di guadagnare il doppio rispetto a qualcun altro e andavi a comprarti una vacanza speciale o una macchina. A cosa ti aiutano queste cose superflue se non a riempire il tuo ego? Tutte queste cose sono al di sopra del livello di necessità sono solo per riempire l’ego. Nella società integrale, puoi, invece, aprirti all’opportunità di riempire il tuo ego ad un livello più alto e se non sarai d’accordo, tu perderai te stesso come persona. Con cosa posso avanzare? Qui, puoi avanzare per costruire insieme, forse un asilo per i bambini, forse avere una struttura per far stare insieme i nostri bambini e organizzare una bella serata nella piazza. Puoi aggiungere che a causa delle tue limitazioni la natura prenderà queste limitazioni, avrai questo apprezzamento, sennò come puoi avere il riempimento? E’ la società a creare i valori e il valore è calcolato rispetto a quanto uno contribuisce.
“Che grande padre ha”! Un bambino si sente orgoglioso. Lui stesso si chiede: dov’è il mio orgoglio per un uomo così speciale? Ogni persona deve avere, inconsciamente, per la maggior parte del tempo, quest’apprezzamento dalla società. Non sarà come oggi che tu corri e lavori di più per comparti la TV, il sofà, ecc. Quello di cui hai bisogno invece non è lavorare di più per avere più soldi ma di ricevere compenso e arricchimento direttamente dalla società. Tu investi il tuo cuore e ricevi il loro cuore. L’apprezzamento è la cosa più semplice senza tasse aggiuntive.
NITZA: Ora, per parlare praticamente, cosa principale per me, perché se immagino di dover scrivere un documento, la prima cosa che faccio è chiedermi: “Da dove comincio”? In questo momento penso che abbiamo bisogno di scrivere attraverso gli occhi del pubblico che desidera sentire questo senso di sicurezza e di protezione. Comincerei a scrivere da qui per vedere come possiamo costruire questo documento.
Non capisco la domanda ma dico che il pubblico deve prima di tutto capire. La maggior parte non capisce la saggezza poiché comprende attraverso il sentimento, l’esperienza e le azioni. Quando noi facciamo Tavole Rotonde e attività di questo genere lo facciamo per portare il pubblico, attraverso quest’apprezzamento, alla connessione. Quanto si può ricevere da questo? Che tipo di riempimento? Che tipo di paura o pericolo si può sentire? Per non farlo andar via la società cosa può dargli? Sono queste impressioni a dargli un nuovo sentimento verso il sistema integrale, così possiamo passare questo sentimento, non guardando la televisione, diversamente niente entrerà in loro, anzi respingeranno tutto. L’approccio frontale è sbagliato dall’inizio, attraverso il gioco, attraverso varie forme di connessione e di educazione, operando nelle scuole per i bambini, organizzando le classi in modo circolare, potremo formare gli educatori, le classi si trasformeranno ed aumenterà l’indice di gradimento dei bambini. Noi attraverso di loro possiamo influenzare la casa, comunicare ai genitori che i loro bambini stanno cambiando in meglio e che vogliamo invitarli al consiglio dei genitori. Come ne possiamo beneficiare ulteriormente? Abbiamo bisogno di quest’atmosfera anche a casa. Diciamo: “Genitori, frequentate questi corsi”, proponiamo il corso ai genitori soltanto per il bene dei loro bambini. Per aiutarli ad entrare in connessione in modo che con cinque o sei lezioni loro comincino a percepire ciò che bisogna fare e come possono essere risolti i problemi personali, in modo diverso, con un’atmosfera rotonda, in una Tavola Rotonda ad esempio. Noi possiamo evocare nel genitore un nuovo tipo di relazione, nuovi valori e nuovi strumenti di connessione per ricevere gioia e piacere. In questo modo, siamo arrivati ai genitori dalla porta di dietro. Molte sono le opportunità attraverso le giovani coppie, attraverso le relazioni a casa, attraverso il posto di lavoro, migliorando lo stato tra i lavoratori, tra i lavoratori e i loro superiori, non dobbiamo andare verso una persona direttamente e dire: “ascolta, ti darò tutto ciò di cui tu hai bisogno” magari mentre sta guardando il football. No, bisogna muoversi secondo i suoi bisogni naturali.
NITZA: Cosa significa esattamente?
Dobbiamo arrivare a lui attraverso le sue proprie impressioni, attraverso le azioni e le attività che svolge sul posto di lavoro, a casa, attraverso la relazione con il partner, attraverso le attività con i genitori. L’educazione per loro e per gli anziani a casa, cose del genere, anche attraverso i sindaci, con le Tavole Rotonde in cui discutere come possiamo migliorare i servizi, le tasse, i pagamenti, senza attaccare nessuno, continuando così come stiamo facendo. Ci sono migliaia di modi, ripeto, non direttamente ma attraverso i bisogni delle persone, attraverso le loro mancanze; in tal modo esse riceveranno la sensazione che solo attraverso la connessione si può raggiungere lo scopo, ciò di cui hanno bisogno, che attraverso i cerchi possono raggiungere il riempimento.
OREN: Qual è la differenza tra il modello che funziona adesso e questo modello che stiamo sviluppando. Spiego quello che voglio dire. Diciamo che con questo volontariato nella società di aiuto mutuo, per completare le mancanze d’ognuno, io contribuisco al meccanismo per due ore alla settimana, come dare il miglior beneficio a tutti coloro che appartengono a questa rete sociale? Qual è la differenza tra me che faccio due ore alla settimana e te che decidi nuove tasse e ricevi più soldi per finanziare quello che vuoi raggiungere? Qual è la differenza? Non nel risultato.
Se tu mi dici che vuoi tassarmi, io resisterò.
OREN: Questo è giusto. Sto dicendo che se tu mi dici che vuoi tassarmi come sta facendo ora il governo, diciamo, un extra di cinquecentomila sheqel di tasse. Queste due ore alla settimana sono più di cinquecentomila sheqel per me, non certo per il potere d’acquisto ma dal punto di vista dell’esperienza fatta in seno alla società, della sicurezza che sentiremo nella vita, del supporto mutuo. Queste due ore lavorative saranno più accettate e apprezzate.
Se fai riferimento al dovere di pagare altre tasse, cinquecentomila sheqel al mese, questo significa contribuire alla società. Con questo contributo, tu hai bisogno di sentire che le opportunità stanno funzionando. Perché diciamo che l’educazione è la cosa più importante? Educazione significa che costruiamo questi valori insieme e cominciamo ad apprezzare il contributo e la reazione della società che ci considera a livello umano, non per quanti soldi abbiamo. Non abbiamo bisogno d’investire in denaro, contribuiamo nella società che ci dà l’opportunità di riempirci con certi piaceri: sentirci grandi; riceviamo apprezzamento; che per essa siamo importanti. Abbiamo bisogno di educazione e di nuovi valori dalla società che ho di fronte. Dobbiamo cominciare a sentire d’essere circondato da questi: come e quanto posso contribuire? Deve essere profondamente chiaro che i bambini devono sentirsi orgogliosi, proprio così: “Mio padre ha fatto questo per tutti quanti”! Questo dipende dall’educazione.
OREN: Tu metti un’altra tassa nel momento che crei questa legge. Tu avrai ottenuto più potere tanto d’arrivare a dire:” Tu, pulisci la strada” e poi cos’altro?
No, sto parlando delle tasse, sì, tasse. Prendo cinquecentomila sheqel al mese e poi pulisco la strada. Adesso, con queste tasse cosa ricevi? Servizi. Prima di tutto abbiamo cinquecentomila sheqel in meno e non importa se hai meno soldi nel portafoglio. Per l’ambiente questo è un colpo molto forte, poiché è una somma molto critica che ti manda sotto la linea di confine. Che riempimento ottieni da questo? Negativo, non positivo. Qui, invece, tu devi ricevere un riempimento positivo, per cinquecentomila sheqel che non ti saranno corrisposti. Tu vi arrivi come volontario e queste due ore saranno ripagate con l’apprezzamento dell’ambiente. In realtà tu ricevi molto più del doppio e i cinquecentomila sheqel non li hai persi, hai l’apprezzamento dell’ambiente, come svolgere bene i tuoi compiti.
OREN: Allora la mia domanda è questa: è più facile imporre questo tipo di tasse? Tu, qui, ricevi immediatamente da un lato questi soldi e dall’altro la protesta, le finestre rotte, le urla….
Sì, guardiamo le altre alternative, avanzare verso questo modello di pubblico aiuto non può essere forzato. Prima di questo abbiamo bisogno di rivedere l’educazione delle coppie, dei genitori, dei bambini. Supponiamo che tu domani usi tutti i media per fare una campagna pubblicitaria, abbiamo detto che direttamente non puoi fare nulla. Questo è solo per le emergenze quando la maggior parte della gente non arriva, economicamente, alla fine del mese.
OREN: Vuoi dire che questo è lo stato di molte persone?
No, non lo sentiamo ancora.
OREN: Non sto parlando facendo riferimento alla forma.
Per la forma in cui pensi, culturalmente, ci deve essere, prima di tutto, l’educazione. La persona ha veramente bisogno di cominciare con questo sistema integrale.
OREN: Prendiamo lo scopo e vediamo, in che forma vogliamo approcciarci, anche Baal HaSulam dice che bisogna avere un’educazione precedente per poter guardare a due differenti modi. Io guardo a due diversi modi. Il primo è il modo di vivere ad un livello normale: ogni cittadino ha bisogno di un servizio aggiuntivo o di qualcosa che lo supplisce, con le tasse, questo è quello che facciamo adesso. Il secondo modo è quello che noi vogliamo raccomandare al governo, è un’alternativa, un metodo che completa l’avanzamento sociale. Abbiamo bisogno di creare questa pubblica rete, non perderemo soldi ma otterremo molto da ciò. La gente può dire: “di che parliamo, di un processo lungo venti anni”? Diciamo che è già cominciato, dopo un mese contiamo quante ore di volontariato ottengo, dopo tre mesi cinque volte di più e dopo alcuni anni, cento volte di più.
E’ il momento in cui riceverai.
OREN: Diciamo, “Quanto costa il servizio di pulizia municipale”?
Se io cancello le tasse, ho risorse aggiuntive.
OREN: Ma prende molto tempo!!!
Non capisci quant’è problematico mettere queste tasse. Se il tenore di vita scende così in basso, le persone saranno infelici, così perderai le elezioni, scenderanno nelle piazze a protestare perché veramente non possono affrontare niente. E’ un problema. Anche se tu, prendi uno sheqel in più per il pane, la gente mangerà qualche fetta in meno. Qui parliamo di cibo, non puoi dare di meno, vai a toccare l’area della sopravvivenza e della sostenibilità, del cibo, il corpo ne ha bisogno. “Se non c’è farina non c’è la Torah”, capisci? Il problema non sono i cinquecentomila sheqel. Tu raggiungerai uno stato tale che non vorresti vedere. Ci saranno proteste, le persone vorranno bruciare se stesse, lo stanno già facendo. Pensi che vogliano bruciare te? Sicuramente vorranno. Vedi, Il Primo Ministro ha aumentato tasse dal 15% al 20%, immediatamente ci sono stati oppositori che lo odiano e lo contrastano. Pensi che stanno dormendo? Noi possiamo rivolgerci a loro e capiranno che siamo capaci di fare come loro. Cosa hanno? Hanno un piano di riabilitazione? Nessuno di loro ne ha uno e chiaro. Qui parliamo della compensazione che è perfetta per una persona al di sopra del suo livello necessario. Dobbiamo poter supplire ai bisogni necessari, anche in questo, usando la società, possiamo diminuire le nostre spese, la ricotta, per esempio, costerà 1/3 di meno. Tutto quello che compreremo costerà la metà o anche meno.
OREN: Oggi vediamo che molte persone sono volontarie in diverse associazioni. In cosa c’è di differente? Cosa proponi? Essi aggiungeranno una forza in più che oggi manca?
Il volontariato è un valore, ma dipende dalla motivazione. Io vivo in Tikva, ci sono assistenze e aiuti per i bambini e se hai bisogno di qualcosa puoi andare in molti posti dove puoi prendere e restituire. Ci sono persone che hanno casa, tu vai in questi posti e prendi per esempio le sedie di cui hai bisogno ecc. Questa lista di posti è lunga. Io non ho bisogno di comprare una macchina giocattolo per il mio bambino, non ho bisogno di comprare nient’altro. Prendo in prestito ciò di cui ho bisogno e poi lo riporto indietro. Tu paghi qualcosa come 10 sheqel al mese e tutte le persone ne fanno uso. Se hai bisogno di qualcosa, tu vai lì e puoi costruire addirittura una casa. Ogni cosa è possibile. Tutto quello che devi fare è firmare che se si rompe tu lo devi rimpiazzare o riparare, questo è tutto. Tu dai una certa quantità di soldi, sei sicuro di tornarci, tu ricevi indietro una piccola quantità di soldi, come se fosse un deposito. Ma tu non hai bisogno di niente, forse per te comprerai un piccolo elettrodomestico, tutto qui. Anche mia moglie voleva un piccolo elettrodomestico per fare qualcosa. Sapeva dove prenderlo, questa è una cosa utile per tutti. Se ci connettiamo in questo modo, non avremo bisogno di comprare niente, di sicuro. Io sto vivendo in un edificio di Peta Tikva e al piano terra c’è una stanza per gli ospiti, tutti possono averla, anche per festeggiare i compleanni. E’ come una stanza per gli ospiti e, anche loro possono ospitare. Non costa molto. Noi compriamo qualche tavolo, i nostri bambini possono festeggiare il compleanno, passare le loro vacanze qui e svolgere tutte le loro attività estive. E’ comodo. Non capisco perché tutte le persone non debbano fare così nella loro casa. Abbiamo bisogno di una bicicletta per il bambino? A casa tu costruisci la bicicletta a costo vantaggioso oppure puoi darla a qualcuno per sistemarla. In ogni città, ognuno dà parte del proprio tempo per colmare i piccoli bisogni delle persone. E’ molto importante, tu riempi tutti loro.
OREN: Sei serio rispetto alle biciclette?
Si, sono serio, perché no? Ricordo quando ho comprato una bici per mio figlio, sei o settemila sheqel, era per la yeshivat, lui arrivava due ore prima dello shabbat per correre con questa bicicletta. Per lui ed i suoi amici, queste due ore a settimana, erano molto speciali e tutto il resto del tempo? Lascia che gli altri bambini la usino, perché no?
OREN: Come genitore capisco, economicamente e praticamente, ma se io sono un bambino…
Tu sarai educato, questo è bene.
OREN: Diciamo che io sono un bambino, se tu padre mi dici...
Ascolta, ci sono due possibilità di scelta, o io ho i soldi per comprati la bicicletta oppure non li ho.
OREN: Così tu non puoi compararmi una bicicletta?
Ora no, Non avrò i soldi per il cibo se comprerò questa bicicletta.
OREN: Io voglio la mia bicicletta, voglio decorarla con gli adesivi. Questa è la bicicletta di Oren!
Ma avremo un’educazione grazie alla quale tu non ne avrai bisogno.
OREN: Non so riguardo all’educazione, so solo che io non hai i soldi per comprarla.
Vuoi dirmi che non hai i soldi, ma qui possiamo spiegare che ci si compensa e che la Natura è organizzata in modo tale che noi non avremo niente, nemmeno una fetta di pane se non ci connettiamo con gli altri, non saremo nemmeno in grado di avere una bicicletta né di sostenere le spese personali per il cibo, a livello fisico. Nel frattempo però tu sarai già ad un livello più elevato.
OREN: Aspetta, non ho capito bene quest’ultima parte, vediamo se ho capito, nella realtà se un bambino non può avere una bicicletta, visto che sempre più bambini non possono farsi comprare una bicicletta dai genitori, allora quello che tu proponi per i bambini, per esempio in un condominio, è che costruiamo dieci biciclette insieme, al costo di quanto ognuno può sostenere, diciamo dieci biciclette per cento appartamenti, sei sicuro? Ci sono due opzioni: o ci sono dieci biciclette e tu darai loro una lista perché nessuno prenda il sopravvento o gli dirai che fra dieci mesi o un anno anche loro avranno una bicicletta. Quale preferisci?
Adesso? Un bambino non capisce cosa sia ricevere fra un anno, la vuole ora, che tipo di psicologia è questa Oren? Prima di tutto questo bambino sente questo regalo, non si preoccupa di quello che succede più tardi. Vuole correre adesso, saltare adesso, andare con i suoi amici, questo è quello che vuole. Noi riempiamo tutti quanti. Questa educazione cosa dà a tutti? Questa è per tutti e se oggi dici ai bambini, quando insistono su qualcosa: “adesso giochiamo con qualcos’altro”, loro sono d’accordo di giocare per esempio con una bambola, ma con un altro bambino. Qui c’è solo un’unica scelta. Immagina te stesso comprare dieci bambole per tutte le bambine, solo in questo modo tu puoi supplire, altrimenti non puoi. Possiamo ottimisticamente concludere che solo attraverso la mutua connessione si può supplire al bisogno umano di una persona, al di sopra del livello necessario, essa ha bisogno di cibo, riparo e di tutto ciò che è necessario per il corpo. A livello umano l’unico modo in cui possiamo provvedere è attraverso la società, se non lo raggiungiamo, la Natura ci presserà fino a toglierci anche le cose basilari e non avremo scelta. Possiamo imparare solo attraverso questa società mutua se vogliamo supplire alle nostre necessità. Con questa completezza una persona sentirà che non gli manca nulla poiché avrà tutto.
Abbiamo imparato che il libero arbitrio dipende dalla società e dall’educazione che si sceglie.
OREN: Grazie a tutti, grazie Rav Laitman, grazie Nitzah.
(Fine della conversazione)