Nuova Vita
Conversazione numero: 531
La preghiera dei molti
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 01/03/2015
Oren: Oggi vogliamo parlare di un tema che io sento come il più importante, la connessione dell'uomo con D-o. Se noi avessimo questa connessione ognuno sarebbe a conoscenza delle leggi che governano il tutto. Cosa possiamo fare per migliorare la nostra vita e portarla ad una nuova vita.
Tal: Secondo la fisica quantistica ed Einstein questa è la base della nostra esistenza, ci rendiamo conto che sappiamo poco e cerchiamo di capire come, in modo pratico, possiamo arrivare alla realtà, alle leggi occulte della realtà della nostra vita, alzare una preghiera che riceva risposta. Quello che accade dopo la preghiera è l'azione più reale che possiamo avere in questa realtà, un'azione che ci porta al cambiamento. Vogliamo continuare a parlare della preghiera, quella da cui ci arriva una risposta. Quello che lei ci ha spiegato è che quando tante persone si riuniscono insieme per chiedere di migliorare il mondo questo può ricevere una risposta, vogliamo capire perché quando un determinato numero di persone si riunisce insieme c'è una maggiore possibilità di risposta.
Ho detto questo?
Tal: Si, lei ha detto questo, che se noi vogliamo che la nostra preghiera riceva una risposta si devono riunire parecchie persone.
E' come dire che, mettiamo, c'è un terreno per migliaia di persone, diciamo 10 milioni di persone per un mondiale di calcio, e che tutti insieme vogliono che ci sia il bene, che dal cielo cadano monete d'oro, non c'è differenza tra questa richiesta ed l'altra non importa cosa si chiede perché comunque non ci sarà risposta. Io so che durante la guerra, la seconda guerra mondiale, tantissime persone volevano che finisse, e vediamo tutto quello che è accaduto. La riunione di persone che si connettono insieme non porta ad alcuna conclusione.
Tal: Perché no?
Perché è molto difficile che tante persone si riuniscano insieme per chiedere che accada una cosa buona, generalmente è il contrario. Non conosciamo la legge della Natura la quale esige da noi di essere nel “ama il prossimo tuo come te stesso”, a questo stato dobbiamo arrivare. Se chiediamo, tutti i 7 miliardi di persone che siamo, con tutto il nostro cuore, tutto il nostro pensiero, che ci sia il bene, se ci connettiamo e gridiamo insieme per il bene, questo non avverrà perché non chiediamo di arrivare al “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Tal: Cosa vuol dire?
Che prima di tutto dobbiamo prepararci, educarci, per giungere ad uno stato nel quale sentiamo che “bene” vuol dire amare il prossimo, ed allora quando vogliamo che il mondo sia in ordine, che tutti siano devoti al Creatore della terra, allora cominciamo a sentire il bene, sentiamo che dobbiamo cambiare i valori dentro di noi, che l'amore superiore è l'amore per il prossimo e che il bene per il prossimo si sente come la cosa migliore. Se io chiedo realmente questo allora succederà, cioè prima della preghiera noi dobbiamo prepararci ad essa e questa viene detta la preghiera di preparazione alla conoscenza ed alla consapevolezza che la dazione al prossimo è qualcosa di buono, solo questo possiamo fare. Se noi non siamo nei nostri vasi egoistici, ma siamo al di sopra di questi, allora l'uomo deve prepararsi tutto il tempo, possono essere mesi o perfino anni. Non dobbiamo comportarci come facevamo prima, come abbiamo fatto durante migliaia di anni di sviluppo dell'umanità in cui ogni persona, durante tutte queste generazioni, non avevano buone relazioni perché le persone pensavano di agire in uno spazio in cui non avevano alcuna possibilità, però oggi dobbiamo operare con il nostro cuore, il cuore si connette con l'intero sistema, come la Natura che è un sistema integrale, così anche i nostri cuori debbono essere in un sistema unificato.
Tal: Perché dobbiamo pregare affinché questo succeda?
Perché noi dobbiamo giudicare noi stessi, realizzarci, essere per l'altro per poter così giudicare se siamo indirizzati verso l'amore per il prossimo o no.
Tal: Questo è come quando ci dirigiamo verso una forza.
No non c'è niente verso cui dirigerci, è la Natura, possiamo anche dirigerci verso questa forza ma essa c'è, se vogliamo unirci a questa forza che è nella realtà possiamo farlo perché essa è dappertutto non abbiamo bisogno di una direzione specifica, se vogliamo amare il prossimo possiamo farlo materialmente, ma la richiesta deve essere vera, corretta, efficace, dentro la costruzione di questa base, cioè in pratica, siamo in questo mondo e le persone devono connettersi, minimo un miniam (decina) per poter pensare di essere come Uno, se vogliamo unirci con la Natura, non perché siamo un certo tipo di persone ma perché vogliamo giungere ad uno stato di dazione reciproca tra di noi, far parte della Natura completa di Elohim con il fine di essere Uno, e qui ci sono tanti discernimenti in diverse forme. Dobbiamo chiedere perché altrimenti, come abbiamo detto, non è una preghiera, ed essa deve essere collettiva a beneficio degli altri.
Tal: Dobbiamo capire che una persona prega per cambiare, in armonia con questa Forza che è nella realtà dell'amore.
No, tu rigiri le cose, non è così.
Tal: La persona si giudica, certo.
Brava, noi dobbiamo arrivare ad un determinato stato per mezzo di un metodo che si chiama “educazione cabalistica” o “educazione integrale”, dobbiamo arrivare ad uno stato in cui per noi il bene sia l'amore per il prossimo ed allora in base a questo, pensare a come essere in relazione con il prossimo, perciò dobbiamo creare un sistema di relazioni basato sull'amore reciproco e con esso ci connettiamo come Uno. In questo modo possiamo dirigerci verso questa Forza unica che riempie tutta la realtà, essa si chiama Forza Superiore, o Elohim, o Natura.
Tal: In questo lavoro qual è la differenza tra persone singole e più persone, perché è così importante che ci siano più persone insieme?
Perché questo vuol dire che esse voglio qualcosa insieme, che vogliono dare perché hanno un desiderio per questo amore reciproco.
Tal: E se sono sola?
No, sicuramente no, sono sicuro di no.
Tal: Perché? Perché è così difficile?
E' molto difficile. Per questo motivo c'è l'esigenza che questa preghiera sia solamente in minian, una decina, dieci persone, uomini (gever), questo è il concetto di una persona che supera l'ego, che vuole connettersi con il prossimo per arrivare alla dazione ed all'amore, innalzarsi, essere al servizio di tutta l'umanità. Per arrivare a questo occorre la Forza Superiore con il Creatore e questo si chiama gever (uomo) che viene dalla parola legaber che vuol dire andare al di sopra del proprio ego, al di sopra della propria natura. Essere in minian vuol dire questo, pregare in maniera collettiva, non pregare per se stessi ma per tutti, tutti vogliono questo, riunirsi nel centro e qui connettersi senza il corpo.
Tal: Cosa succede in questo tipo di connessione, è un incontro tra persone che chiedono?
Allora cominciamo a vedere quanto ci innalziamo sopra di noi e ci includiamo in tutti, ci perdiamo in tutti, sentiamo che “io” diventa “noi” e dopo del noi siamo Uno e dentro questo Uno cominciamo a sentire la forza dell'amore interiore che si chiama Elohim. In questo modo cominciamo ad agire con tutta l'umanità, con tutti i tipi di forme, vogliamo che tutti si uniscano perché in questo scopriamo la gioia, la potenza della preghiera verso il prossimo. Non è che andiamo verso il prossimo per guadagnare qualcosa, magari per avere successo nelle elezioni o come quando si parla dell'amore per il prossimo con uno scopo egoistico, noi non ci occupiamo di questo tipo di amore, stiamo dicendo che siamo obbligati ad amare il prossimo, tutti, tutti si uniscono in questo amore, non per il nostro bene né per quello del partito, solamente amore per il prossimo.
Oren: Vediamo se ho capito. Lei ha detto che dentro la natura agisce una forza interna d'amore che può farci arrivare ad Elohim, che questa forza interna che è nella Natura è dappertutto, non in un luogo speciale, ma è occulto. E' occulto in ogni parte della realtà?
Secondo la Forza, l'uguaglianza con la realtà, dove più la realtà è egoista più si occulta, dove è meno egoista di meno.
Oren: Questo occultamento che sento…. Voglio capire questa realtà, lei dice che dentro la Natura agisce una forza interna d'amore che è una forza positiva, di certo è una forza buona, allora questo è solamente per il bene ma se io guardo la mia vita vedo che in lei non c'è niente di buono.
Vuol dire che sei lontano da questa forza, sei opposto rispetto all'avvicinamento a questa forza, tu ti senti opposto.
Oren: Tutto il male della mia vita dipende dal fatto che io sono opposto alla forza generale che c'è nella Natura?
Si
Oren: Se io fossi più simile ad essa allora la mia vita cambierebbe dal male al bene?
Certo, basta solo che tu cambi, che tu voglia essere in dazione, in connessione, in amore, ed allora tu raggiungerai questo.
Oren: Quando qualcosa mi manca, non precisamente parole o qualcosa del genere, qualcosa che mi fa male che diventa una richiesta, un grido, il fatto che il mio cuore prega per una cosa specifica che mi manca non è abbastanza, perché qui c'è una legge occulta che non fa prendere in considerazione la mia preghiera, non dà nessun risultato. Ho capito che è come ricevere un feedback dal sistema. Lei dice che ho bisogno di indirizzarmi al mio cuore, di dirigerlo verso frequenze diverse, ora tutto è rivolto verso me stesso, invece devo operare verso ciò che è fuori di me, verso l'amore, la dazione, ecc. ed allora questo porterà in me un cambiamento.
Si
Oren: Se io faccio un simile cambiamento, da dentro a fuori, verso l'amore.
In maniera graduale.
Oren: Si, allora la mia vita diventerà bella, tutti i problemi scompariranno.
Dove scompariranno? Il tuo desiderio cambierà, amerai il tuo prossimo. Questo è l'unico punto a cui tu puoi arrivare.
Oren: Cosa scompare?
I problemi, il tuo desiderio egoistico, il tuo ego, essi cambieranno per essere in amore verso il prossimo, al posto dell'amore per te tu arriverai all'amore per il prossimo, amerai il prossimo e godrai di questo.
Oren: Farò la domanda in modo diverso. Se qualcuno che mi è molto caro è ammalato, D-o non lo voglia, io imparo a pregare in maniera naturale e lei mi dice che ci sono delle leggi che agiscono. In base a questo io capisco che fin quando io non sarò adeguato a questa forza che è dappertutto, io non mi sentirò bene.
Può essere che sia così perché tu avanzerai con il lavoro nei cerchi, sempre di più fino a quando tu non includerai tutto il mondo e così certamente anche tuo figlio si includerà, ma in che cerchio tuo figlio sarà incluso?
Oren: Sarà curato, guarirà.
Questo non posso saperlo.
Oren: Diciamo che questi sono i gradi che tu hai descritto, io non voglio questi gradi, io voglio sapere quale sarà l'immagine finale.
Nell'immagine finale tutto è per il bene.
Oren: Lei dice che in tutta la realtà c'è una forza del bene che è completamente amore e dazione. Il fatto che una persona senta dolore e sofferenza dipende dal fatto che è opposta a lei. Se una persona comincia a cambiare il cuore facendo sempre più del bene agli altri il bene entra a far parte della sua vita ed alla fine anche il suo cuore è completo.
L'amore viene, fa parte del cuore, ma non viene da parte sua. Sono gli altri che si uniscono con il bene.
Tal: Vogliamo creare questa connessione con la preghiera.
Io sono d'accordo in modo parziale perché è possibile farlo quando uno si connette con tutti, diciamo che io amo tutti ed ognuno può dire la stessa cosa. Noi dobbiamo amare, insegnare loro cos'è l'amore per il prossimo. Sento che cominciamo in maniera egoistica, per sentirci bene, ma dopo abbiamo bisogno di cambiare perché noi non dobbiamo pensare a noi stessi ma all'amore per il prossimo, siamo disposti ad amare ed in questo modo ci connettiamo al di fuori di noi, al di fuori del nostro ego, ed allora arriviamo ad un desiderio che è la colonna della preghiera, e questa colonna, la richiesta, agisce nella realtà, ci porta tutto ciò che abbiamo richiesto per tutti, ed alla fine anche a noi, è stato scritto su questo, ed alla fine agisce anche su di noi, c'è una risposta a questa preghiera.
Oren: Cos'è questa colonna di cui lei parla?
Quando uno è davanti ad un muro all'interno di una sinagoga, è questo, è come la linea di mezzo che con la sua forza connette insieme il bene ed il male, con tutto il cuore, il cuore dell'uomo con quel poco di buono che ha, si connette a questo con il cuore e l'ego fino alla fine della correzione generale.
Tal: Io voglio fare un'altra domanda: abbiamo parlato della percezione della realtà, noi comprendiamo che tutto il nostro lavoro è correggere il nostro cuore, ed il risultato di questo è il mondo. Questo è un lavoro che noi dobbiamo fare insieme, come arriviamo a questo se tutto dipende dalla nostra correzione.
Se noi non possiamo fare questo vuol dire che non lavoriamo nella direzione verso il prossimo, possiamo sederci e parlare di filosofia, leggere libri ed articoli sull'amore verso il prossimo, ma niente cambierà, noi dobbiamo metterlo in pratica, viviamo nel mondo della pratica, per questo motivo noi dobbiamo solamente metterlo in pratica fra di noi, in maniera tale per cui i bambini di tutte le parti del mondo ricevano un'educazione relativa al lavoro, la casa, l'amore per il prossimo. Il prossimo è quello che c'è dentro di noi, dentro il nostro cuore, quello che noi desideriamo con il cuore, ed allora noi dobbiamo arrivare all'amore verso di lui.
Tal: Includerlo nel mio cuore, far uscire dal mio cuore la correzione che è in me?
Si, ma va fatto dentro l'umanità, in una decina di uomini, sempre di più, fino ai 7 miliardi di persone che sono parte della mia anima, tutte le persone del mondo sono parte della mia anima, io mi connetto con loro, acquisisco la mia anima, la mia anima che è in tutti, non solo in me, mano a mano esco verso di loro, lì trovo l'Anima, il Mondo Superiore, il mondo a venire, là si trova.
(Fine della conversazione)