Nuova Vita 104 - Vita e Morte, parte 1

Nuova Vita 104 - Vita e Morte, parte 1

Episode 104|14 de nov de 2012
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Nuova Vita

Conversazione numero: 104

Vita e morte 1

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 14/11/2012

OREN: Ciao, grazie per esservi uniti in noi a questa serie di conversazioni UNA NUOVA VITA col Rav Laitman, buonasera Rav Laitman, buonasera Nitzah. Oggi tratteremo un nuovo argomento, ultimamente abbiamo parlato della gravidanza, della nascita e abbiamo visto una guida interessante su come attraversare questo processo, col bambino, con noi stessi, in modo da arrivare ad una vita migliore. Ora da questo inizio vogliamo passare all’aspetto opposto, dopo la gravidanza, la vita, alla fine della vita, tutti noi siamo consapevoli che dobbiamo morire, quindi oggi vogliamo proprio parlare della morte, vogliamo avere dal Rav Laitman il suo punto di vista speciale, per aiutarci ad espandere la nostra percezione e tramite la vita capire la morte. Allora Nitzah, abbiamo tante questioni, puoi aiutarci ad aprire la discussione?

NITZAH: Allora, prima cosa, solo a sentire la parola “morte” ...quando diciamo la parola nascita, la cosa ci rende felici, emozionati, invece la parola morte ci rende tristi, ad essa è collegato tanto timore, tanto dolore, quindi prima di tutto, forse anche a livello emotivo, perché la morte evoca così tanto timore dentro di noi?

Perché una persona non sa cosa succederà, quando nasce non è consapevole di quello che sta succedendo, invece quando muore è consapevole, lo sa e quindi dipende da come accetta questo processo, e anche dal suo punto di partenza, perché noi dobbiamo dire addio a quelli che lasciamo. Non sapremo cosa succederà alla persona, vediamo soltanto che il suo corpo non rimane più, torna a disintegrarsi negli elementi basilari, muore a livello animale, dopo un po’, dopo alcune ore o giorni muore a livello vegetale e diventa ancora una volta vita inanimata, si disintegra completamente. Quindi lì sembra che insieme a questo perdiamo noi stessi, tutta la nostra indipendenza, tutto quello che abbiamo ottenuto nella vita, è vero che quello che ho ottenuto nella vita viene trasferito ai figli, ai nipoti e loro continuano, anche loro se ne andranno da questo mondo e lo lasceranno ai loro figli, ma comunque, in ogni modo si guardi, una persona non è d’accordo, la nostra natura non è d’accordo con la morte. Abbiamo la forza di vivere ed è veramente una questione che fa così paura, perché è così in opposizione alla nostra vita? Cosa c’è di male? Le nostre vite sono così belle! Ci sono tante persone al mondo che vogliono morire, è certo che tante persone al mondo, se fosse possibile, avrebbero già terminato la loro vita, in maniera tranquilla, in un sogno. Ieri ho letto un po’ di notizie dagli Stati Uniti, dove ogni giorno 18 persone che hanno combattuto in Afghanistan o in Pakistan commettono suicidio, ogni giorno 18 soldati che hanno attraversato una vita così difficile…18 persone al giorno sono quelli che hanno combattuto in Afghanistan o in Pakistan, perché non riescono a ritornare alla vita quotidiana, sono scioccati, traumatizzati, anche se lavorano con psicologi eccetera. Quindi, tra le persone che vivono ce ne sono tante che vorrebbero essere morte e lo preferiscono in qualche modo, se non ci fosse la paura e ogni tipo di calcolo, sarebbero d’accordo con questo. In generale, fin dalla più tenera età, ci chiediamo perché viviamo, perché esiste la vita, a cosa serve la morte, perché la gente muore, c’è veramente un bisogno di vivere? E qual è lo scopo? C’è un contenuto? Qual è lo scopo di tutta questa sofferenza, cosa stiamo facendo in questo mondo? Solo per divertirci? Intrattenerci? Questo è quello che pensa la gente quando ha tempo e desiderio di farlo, ma io direi che essenzialmente il problema è psicologico. In realtà il livello dell’umano lo raggiungiamo al di sopra del livello animale, perché noi ci sviluppiamo a livello animale, ma se non ci riempiamo con tutta la bontà che c’è ad ogni livello: cibo, soldi, rispetto, se invece ci concediamo una vita normale, quella di cui nostro corpo ha bisogno, e forniamo tutto il resto a livello umano, in passioni, voler sapere il significato della vita, andare oltre, allora il livello umano va oltre il nostro corpo e si trova in connessione con gli altri, noi ci connettiamo con tutti e creiamo una sensazione condivisa. Quindi non sento più me stesso dentro il mio corpo, sento che mi espando, che mi diffondo verso questi 7 miliardi di persone, almeno con i parenti, 1000 persone vicine, poi quando veramente mi connetto con loro in garanzia reciproca, connessione, partecipazione, anche amore, se noi parliamo di queste cose, allora comincio a sentire la vita non come la mia vita privata ma come una vita condivisa. Quando comincio a sentire questa vita come vita condivisa, che non sento loro dentro di me, ma lì sento in quello che c’è tra di noi, nella società, con questo io ottengo un cuore, una mente, una consapevolezza esterna, fuori di me, comincio a vivere una vita extracorporea e questo viene detto vivere nella società al di fuori di me, questo viene detto livello umano che è uguale, equivalente alla Natura, che è completamente dazione, amore. Anch’io, quando amo in questo modo, mi connetto a tutti e poi con questo ottengo nuove sensazioni, il mio corpo spirituale, un nuovo corpo spirituale che sono sensazioni, pensieri che condivido con tutti, tutte le persone del mondo, se sono integrato in questo sistema posso dire addio al mio corpo e continuare a sentire questa vita, dove sono tra tutti e lo sento come livello umano, il corpo può morire, questa consapevolezza, questa sensazione, questa presenza rimane. Se non ottenessi questa vita, nel tempo in cui mi trovo nel corpo, se non avessi successo nell’uscire dal corpo per vivere al di fuori di me con tutti, allora rimarrei proprio come un feto, non mi sono sviluppato, non ho avuto una vita fisica, ho avuto la possibilità di innalzarmi al di sopra, un punto nel cuore lo chiamiamo, e non l’ho usato! E poi sono rimasto come un punto, che non sente niente e si riveste ancora in questo corpo che rinasce, con gente che si adegua secondo le qualità dei tempi, io rinasco di nuovo con questo punto che mi da di nuovo l’opportunità di sviluppare il livello umano in me. Quindi sentirò la realtà fuori di me, fino a quando il mondo intero non si svilupperà in modo che tutti otterranno il livello umano dentro di loro, con la sensazione extracorporea della nostra esistenza che non dipende dal polso del corpo animale o dalla sua navigazione in questa dimensione spazio, tempo, movimento, ma va oltre. Questa realmente è l’essenza della nostra vita, se noi vogliamo arrivare alla manifestazione o realizzazione della nostra vita a livello animale, il livello della bestia, dobbiamo innalzarci al di sopra e costruire il livello umano, il livello prossimo della nostra evoluzione secondo tutte le scienze, secondo la crisi, secondo tutto quello che sta succedendo nella vita oggi. In realtà tante persone stanno avanzando verso questo e sono forzati a farlo perché la Natura ci mette sotto pressione, proprio come abbiamo detto prima, per forzarci a nascere, a uscire dai nostri corpi, da queste relazioni egoistiche vuole farci andare verso quelle altruistiche, attraverso questi guai, possiamo chiamarle doglie, sofferenza, è così che noi avanziamo, quindi la morte è rilevante soltanto o avviene soltanto nell’inanimato, vegetale e animale o vegetale e animale e non nell’immobile, perché li è diverso, e neanche a livello umano, perché li c’è solo consapevolezza, è la questione della sensazione che va oltre la carne.

OREN: Pensi sia possibile spiegarlo a tutti? È questo che la gente vuole sentire?

Puoi esprimerlo qua con sostegno psicologico, con tutte le cose che succedono nella scienza, la gente può capire questo e anche portare delle ricerche su cosa succede quando noi partecipiamo con gli altri, nell’opinione pubblica ecc. Se io annullo me stesso, la mia opinione, il mio desiderio, le mie attenzioni e desideri e voglio essere integrato con gli altri, col pubblico, per ricevere il pensiero generale, il desiderio che hanno loro, con questo, io vivo dentro di loro, tanto che non sento più neanche il mio corpo, quando mi libero dal mio corpo non sento più che devo morire, perché ho già ottenuto un posto per me, fuori dal corpo. Possiamo parlare di qualsiasi cosa vuoi, ma credo che se sviluppiamo quello che ho appena detto, ma lo espandiamo senza andare in profondità, perché in profondità ci sono cose che potrebbero confondere, dobbiamo rimanere a livello limitato, e comunque dobbiamo fare attenzione che la nostra spiegazione sia scientifica, psicologica, vicina ad una persona, così tanto che sarà accettata da lui. Anche con un religioso, ortodosso o forse tradizionalista di ogni tipo di religione, fede, dobbiamo fare in modo che lui quando riceve questo si disconnetterà da qualsiasi altra cosa, perché è così semplice, detto in maniera così convincente, scientifica, con le cose semplici che sono davanti ad una persona, che sarà accettato in maniera naturale e non si scontra con la sua religione e la sua fede, l’approccio deve essere naturale, proprio come l’acqua e il pane, in questo modo non sentirà che io voglio contraddire il suo approccio con la fede.

NITZAH: Tu ci insegni che dobbiamo guardare la Natura e prendere esempio, vedere come le cose esistono, come succede e, quando guardiamo la Natura come umani, vediamo che ci sono dei cicli, è un cerchio che gira, il ciclo delle stagioni dell’anno è infinito, cosa possiamo fare come persone che guardano la Natura, dove c’è più livello animale e vegetale, come possiamo imparare qualcosa da questo e portarlo alla nostra percezione?

E’ il cerchio del cambiamento della forma, noi lo impariamo all’inizio del livello umano, il punto nel cuore, il nostro cuore è il nostro desiderio egoistico dove voglio tutto per me, e ho un punto nel cuore che è completamente opposto al mio cuore, che vuole uscire, se io sviluppo questo punto attraverso l’educazione integrale, il gruppo, allora faccio uscire questo punto dal mio corpo e si combina col cuore generale fuori di me, col gruppo che ha deciso di connettersi come un uomo con un cuore, è li che io vivo, proprio come ho detto, se io non riesco a farlo in questa incarnazione lo farò nella prossima e sarà rivestito dal corpo che sarà giusto per il suo riempimento, dovremmo cogliere questa opportunità.

NITZAH: Questo mi confonde un po’, come facciamo a farlo guardando la Natura, prima hai detto che ci sono diversi livelli l’inanimato, vegetale e animale, io non ho questo esempio dalla Natura, io vedo solo la vita vegetale della pianta, so che c’è rinnovamento, che c’è vita, che c’è morte, ma come posso, guardando la Natura, imparare qualcosa sul livello che devo raggiungere io? Dimmi…dove lo vedi nel livello vegetale e animale?

Prendiamo le stagioni della Natura, questa è la vita inanimata, non è a livello animale, quindi puoi dire che vediamo i semi che arrivano dalla pianta, è così nelle piante…poi c’è la morte, la vita, vediamo che a livello animale…non lo osserviamo più, al nostro livello come animali non lo vediamo certo, perché il nostro corpo non ritorna, solo quel punto di informazione interna, l’inizio della mia connessione col vaso esterno.

NITZAH: Questa è la nostra consapevolezza?

Si sì, puoi chiamarlo così.

NITZAH: Allora la consapevolezza che io ottengo non muore?

No, è per questo che ogni generazione è più saggia di quella precedente, perché porta in sé tutte le informazioni che ha ottenuto prima, è solo che perde il suo carattere, il livello rimane ma la sua espressione può essere diversa. Se io fossi stato molto crudele, allora ora posso essere l’opposto fino alla stessa quantità, di solito è allo stesso livello ma in direzioni opposte, se io lascio il mio cuore precedente, il cuore egoistico, questo punto rimane con l’informazione specifica (reshimot), e quando si trasferisce al nuovo cuore la collezione di nuove qualità e desideri, allora riceve una nuova qualità, per questo è diverso da incarnazione a incarnazione, certo la stessa persona che è creata da questa informazione è diversa ma ripeto, puoi comunque vedere che egli appartiene alla stessa, come dire… la stessa specie, stessa nazione, mentalità, ci sono linee generali che puoi identificare. Ma io non vedo un problema qui, se lui si abitua, comunque è d’accordo, perché qui non c’è niente di mistico, è solo l’informazione che ora esiste da incarnazione a incarnazione, ritorna e quindi le generazioni si sviluppano. Possiamo dire che una mucca è uguale a come era 500 anni fa, noi l’abbiamo manipolata in ogni modo, ma in realtà è mutata soltanto grazie a noi, invece noi in confronto siamo cresciuti in 500 anni…

OREN: Come?

Questo è dovuto al passaggio da incarnazione a incarnazione, abbiamo acquisito desideri, conoscenze e soprattutto connessioni tra di noi, il mondo è diventato sempre più rotondo e interconnesso, tutte queste informazioni sono arrivate a questa nuova incarnazione, soprattutto quello che è evidente è la volontà di questo punto del cuore, questa scintilla o reshimot o come la vuoi chiamare, soprattutto il suo atteggiamento verso la connessione o la separazione dagli altri questa è la misura critica, è così importante quanto una persona è inclinata verso gli altri o respinge gli altri. Veramente, l’avanzamento dipende da quanto uno non può sopportare gli altri, la persona che si sviluppa è più isolata e più lontana dagli altri, più individualista, non può neanche ascoltare gli altri, non è capace di stare con loro in qualsiasi forma di connessione, sente questo sono io ed è come se fossi arrivato da un altro pianeta, loro sono lì, intorno a me, magari come degli insetti sulla terra. Se una persona sente questo nella vita…incluso parenti ecc., vuol dire che questo punto in lui è veramente prominente e sta esigendo di uscire dal suo cuore, vuol dire che lui ha un’anima elevata, vedi quanto crudele deve essere, ha questo cuore di pietra ed è veramente in questo modo, lui non riesce a prendersi cura di niente, neanche dei parenti.

NITZAH: Hai parlato dell’approccio con la vita e mi ha ricordato quel modo di dire: “hai solo una vita, vivi solo una volta”. Cosa vuol dire quando la gente lo dice?

La persona deve sentire che ha quest’opportunità adesso, che veramente non tornerà.

NITZAH: Quindi c’è una cosa positiva in questo approccio….

Si, perché così vorrà cogliere l’opportunità.

NITZAH: Cosa vuol dire cogliere l’opportunità?

Attraverso la società, l’ambiente, cercare un ambiente che potrà riempire questo punto, senza abbandonare questa inclinazione interna che ha, verso la quale è attratto e deve realizzare quest’inclinazione, cercare di non essere confuso, non essere sotto l’influenza dell’ambiente generale e correre verso diversi scopi che lo confonderanno, neanche di ascoltare i genitori…perché chissà dove lo stanno dirigendo loro, secondo i loro desideri e intenzioni. Io sto parlando di casi speciali, una persona deve chiedersi: “dov’è il mio desiderio più interiore che mi accompagna sempre e non mi lascia mai e che mi chiede riempimento? Sento che lo reprimo da tutta la mia vita, quando lo lascio uscire? Esigo il suo riempimento! “

NITZAH: Quando parli di riempimento intendi di un desiderio, per esempio diciamo che io sono un’artista, un poeta…intendi questo?

Anche, non è importante, attraverso questo una persona deve avanzare finché il suo desiderio non cresce e diventa connessione con gli altri, di solito è opposto al punto che lui sentiva quando era giovane, quando cresceva e sentiva che respingeva tutti, non voleva prenderli in considerazione perché questo punto era avvolto nel suo cuore, nel suo cuore egoistico, ma quando comincia a svilupparsi vede che è l’opposto, che deve sostituire il suo cuore interno con quello esterno e poi questo punto fiorirà e riceverà la sua vera forma e qualità.

NITZAH: Io vorrei espandere la questione del riempimento della persona, perché negli ultimi anni le persone cercano questo, vogliono sentire che la loro vita ha uno scopo, che non stanno sprecando la vita, la sensazione è che ognuno cerca la sua unicità per esprimere questo punto, come si relaziona questo all’approccio di cui hai parlato, cioè raggiungere il livello umano, c’è un legame tra la connessione fisica ed ottenere il livello umano?

Noi non otteniamo questo scopo in una sola vita ma attraverso molte, molte incarnazioni, molte apparizioni in questa vita, quello che viene detto “in questa vita”, perché è una percezione psicologica che noi siamo in questa realtà, quindi la cosa più importante è di realizzare quello che mi attira naturalmente, di discernere in me il desiderio più basilare, potrebbe essere per la meccanica, il disegno, qualsiasi cosa, anche un pastore. Io voglio questo! È qui che sento me stesso! Questa è la libertà, libertà per la mia anima, non è importante cosa sia, una persona deve riempirlo poi o passa la sua incarnazione oppure quella prossima, la prossima incarnazione sarà quella di successo, perché deve manifestare il suo desiderio interno e non essere influenzato dagli altri, mai, se il pubblico risponde al suo richiamo interiore allora ascolta questa società e alla fine troverà l’ambiente, il gruppo, la società dove riuscirà a riempire il suo desiderio più interno, poi viene detto che la sua vita ha successo, non è importante cosa sia, potrebbe essere semplice, primitivo, ma lui lo riempie.

NITZAH: Quindi una persona nella sua vita deve ascoltare il suo cuore, il punto nel cuore e riempirlo, perché io ho sentito spesso tu che dici in queste trasmissioni che una persona deve essere equilibrata con la Natura, questo è connesso al mio riempimento?

Si, ma è già una regola, in realtà devi sempre ascoltare te stesso, cosa faccio per liberarmi da tutte le influenze che ricevo dall’esterno? Cosa voglio io? L’umano in me? E svilupparlo, poi è certo che non mi allontanerò dal cammino e arriverò al riempimento.

NITZAH: Ok allora diciamo che a me piace non so, l’economia, e mi realizzo in un ruolo economico, come è connesso questo al livello umano?

Avanza più che puoi, non fermarti, senza alcuna influenza esterna se ti dicono “questo è troppo grande, non potrai farlo”, non lasciare che la gente ti riempia con valori estranei, vai secondo la tua natura, la tua mentalità, la tua voce interiore, in modo che sentirai che stai gestendo il riempimento del tuo punto più interiore, solo tu capisci questo, nessun’altro, può essere un lavoro economico a livello più semplice, magari sei gestore di un asilo nido, non è importante, tu devi sentire che hai la tua esperienza interiore, questa è la felicità, e questo sarà in equilibrio con la Natura, vedrai che sarà in equilibrio con la Natura. Forse dovremmo far parlare Oren…

OREN: E’ solo che le persone che conosco sono divise in due tipi, quelli che credono nella reincarnazione e quelli che non ci credono, ho capito da quello che hai detto che definisci lo scopo della vita della persona come uscire da se stesso e connettersi con gli altri, ho capito che questo è il movimento che hai fatto (Oren porta le mani al centro del petto per poi aprirle in avanti), quando una persona esce dalla percezione di sé e smette di preoccuparsi per sé, del suo bene, se lui è capace di venire fuori, di preoccuparsi per gli altri, di sentire gli altri, di connettersi a questo cuore generale come dice lui…

Deve sparire lì, la sensazione di me e loro sparisce, questo è un fenomeno psicologico, dove una persona smette di sentire o dire io, me, non esiste io, esiste solo noi, poi non sentirò più il corpo, sparisce, muore, non esiste…

OREN: Hai detto che questa è consapevolezza.

Si, una consapevolezza più potente, di ogni livello, vegetale, animale e inanimato che quando spariscono lui non lo sente, proprio come quando si taglia le unghie o i capelli, come a livello animale, non sente neanche il livello animale, non più.

OREN: Ok, quindi ho capito questo, e tu definisci questo come il riempimento? Nel nostro livello umano quando esci da te stesso e diventi una parte degli altri, è li che si trova la consapevolezza e poi, anche se ha finito la sua vita, questa consapevolezza che ha creato nell’uscire da sé, la sensazione che sente in questo cuore generale, dentro gli altri, questo non sparisce, questo non muore mai, è questo quello che stai dicendo?

Si, questo è eterno, perché? Il modo in cui misuriamo il tempo è legato al nostro corpo animale, al nostro corpo, ma non al nostro livello umano, non c’è legame li, lo vediamo anche nella ricerca in Natura quando vai oltre la materia non esistono tempo o spazio, neanche distanza.

OREN: Al cuore della faccenda, vuol dire che il tuo approccio alla vita è come un cortile di giochi dove veniamo formati, dove dobbiamo sviluppare la nostra consapevolezza da quella privata, personale in una aperta verso il sentire gli altri.

Sì.

OREN: Quindi, capisco che secondo il tuo approccio alla vita…

Possiamo parlarne soltanto non dicendo cos’è la reincarnazione, dipende da chi ci ascolta, c’è un pubblico col quale possiamo parlare solamente del fatto che ottengo una sensazione della vita esterna, vita al di fuori di me; c’è un pubblico col quale possiamo parlare di come ottengo questa sensazione, come mantengo la sensazione quando muoio, poi c’è un terzo pubblico col quale possiamo dire che dopo la morte del mio corpo io rimango e continuo a vivere in un nuovo corpo, una nuova incarnazione, dipende dal livello di sviluppo, dall’ intelligenza del pubblico, e inoltre, se vale la pena o no, dobbiamo sempre mantenere questa spiegazione a un livello comodo, facile da accettare.

OREN: Quindi, vorrei continuare con questa immagine o metafora, tu devi andare verso gli altri con la tua preoccupazione, se capisco bene, secondo questa percezione del mondo, questo è anche il significato del detto “ama l’amico come te stesso”?

Tutto è incentrato su essere come un unico uomo con un unico cuore, se non ti connetti, questo sarà la tua tomba, se ti connetti otterrai una vita spirituale.

OREN: Questo è detto “vita spirituale”? Sentirmi dentro gli altri?

Sì esatto, se non ti connetti questo sarà il posto dove verrai sepolto, proprio come seppellisci il tuo corpo anche il punto nel cuore verrà sepolto e perderai la tua incarnazione, la sprecherai, devi decidere: o accetti la legge di connessione e garanzia reciproca che dobbiamo sviluppare oppure no, dobbiamo sviluppare il livello umano, che viene detto Adamo.

OREN: Ora, per sviluppare questo schema, questa formula, dici che devo prendermi cura degli altri, se guardiamo le generazioni precedenti, secondo la nostra percezione la gente che realizzava questo destino umano… se pensiamo che vivevano e morivano, quello che stai dicendo è che queste buone persone in realtà non andavano da nessuna parte, questa consapevolezza che avevano…

Ora si sta costruendo questa connessione tra di noi, sono loro che hanno costruito questa connessione tra tutti noi, loro sono quelli che hanno costruito questa rete, questa rete integrale.

OREN: Spiegaci, allora, prendiamo uno, dico uno che ha avuto successo, così vedi se ho capito bene o puoi aggiungere, diciamo una persona…non diciamo un nome ma una persona che ha attraversato questa metamorfosi, questo processo…

La persona passa questo processo, si integra con gli altri per mezzo di una buona connessione, non stiamo parlando con la gente per strada, stiamo parlando di un certo gruppo, di una certa società che lo aiuta a uscire da sé, lo incoraggia, lo tira fuori da sé.

OREN: Non ho capito, ho capito che devo uscire fuori da me verso gli altri, diciamo che ho successo, non è importante chi, una persona che ha vissuto nella generazione precedente, arriva a una certa età e muore il suo corpo, tutti pensano che lui sia morto, tu stai dicendo che se ha attraversato questa metamorfosi dentro di sé ed è riuscito a uscire da sé, anche se tutti pensano che è morto, in realtà la consapevolezza che lui ha ottenuto esiste ancora, ancora adesso.

Sì certo, e lui incontra il suo insegnante che è morto prima di lui, la sua consapevolezza…e lui lo riconosce, nel suo atteggiamento, nel carattere, non il carattere del personaggio fisico, ma quello spirituale, cioè nel posto dove lui riempie, in questa connessione tra tutti lui si incontra li con tutte le persone che hanno raggiunto questo livello di connessione che sono tutti i grandi uomini e donne della nostra Nazione, di tutte le generazioni, da Abramo al gruppo di Rabbi Shimon, Mosè, tutti i Kabbalisti delle generazioni, tutti hanno lavorato su di loro e hanno manifestato questa uscita da sé stessi.

OREN: Quindi tutte queste persone che hanno avuto successo esistono…

Si, loro stessi sostengono questa rete, la Sheckinà, la Divinità.

OREN: Quindi tutte le persone buone che sono riuscite a uscire da sé stessi dal prendersi cura di sé, non sono morti? Il loro corpo è morto, ma la loro consapevolezza, la loro consapevolezza sociale è rimasta e rimane ancora ed è al di sopra dei limiti della morte…è cosi?

Questo è quello a cui devono arrivare tutti, questa crisi finanziaria che sembra così lontana è quella che ci spinge, noi ora siamo spinti da questo animale a lasciare noi stessi, a uscire da noi, questo vuol dire essere nel mondo integrale.

OREN: Quindi, ci sono delle sensazioni a volte quando muore qualcuno, a volte si ha la sensazione che non è finito, come una candela che si spegne, noi non lo vediamo come vediamo tutti qua, come questa sulla sedia vicino a me…

Non so delle tue sensazioni, io sono una persona molto realista, io sono molto pratico.

OREN: Mettiamo da parte le sensazioni, in maniera pratica diciamo che io ho successo nel gioco della vita, sono uscito da me stesso e mi sono connesso agli altri, anche se succede qualcosa al mio corpo.

Il corpo muore e tu esisti, vuol dire che tu nasci come un umano.

OREN: Quando io muoio?

Mah…puoi anche non morire, puoi restare nel tuo corpo, una volta che esci dai tuoi desideri verso gli altri vuol dire che sei nato, questa è l’uscita dall’Egitto, è detto “la nascita spirituale”, verso questa consapevolezza generale.

OREN: Quindi c’è qualcosa qua che è molto individuale, personale, se una persona arriva a un livello di sviluppo della sua consapevolezza, la sua esperienza, la sua sensazione di esistenza è diversa da come le persone lo guardano che dicono che è vivo o morto?

È completamente diverso! Di cosa stai parlando? Tu stai guardando il mondo tramite gli occhi della gente, ma cosa sanno loro, cosa capiscono? Poveri…arrivano solo a uno stato dove hanno la possibilità di essere nati, quest’opzione.

OREN: Quindi se io guardo un certo pubblico, parte di queste persone vivono ora in questa consapevolezza normale di sé stessi, e una piccola parte, quelli che si sono realizzati, come dici tu, uscendo da sé stessi, è come se avessero una sensazione della vita che è più ampia, condivisa….

Con chi? Tra di loro hanno una sola sensazione, una comprensione, una consapevolezza, sentono la vita eterna, sentono la loro vita spirituale, perché non è vita tramite questo corpo, sentono che si trovano al livello parlante, al livello umano, e se mi chiedi a cosa serve, posso parlare di tante cose, noi abbiamo parlato solo di come arriviamo a questo grado ma cosa c’è oltre, cosa è questo nella sua essenza, qual è il suo ruolo, il suo scopo, tu dici eterno, ma cosa vuol dire eterno? C’è sviluppo dentro? Se sì, verso cosa? E così via ma qui entriamo già…

OREN: Allora aspetta un attimo, facciamo un riassunto, ho capito che, mentre vivo gli anni della mia vita, devo far nascere dentro di me una nuova consapevolezza, che è di uscire da me verso gli altri e se l’ho fatto, questa consapevolezza non sparirà mai.

No, tu l’hai ottenuta, sei nato, sei nato al livello dove non c’è la morte, l’uomo si innalza soltanto nella santità, non si abbassa.

OREN: Quindi alcune persone hanno questa cosa che non hanno paura della morte…

Certo che no, che paura c’è? La morte non è morte, non viene neanche chiamata morte, l’asino vicino a me può morire ma non sono io, io vivo in questa nuova consapevolezza, dò al mio corpo quello che gli serve, famiglia, sesso, cibo, tutto quello che gli serve per esistere, finché vive e attraverso questo io devo avanzare, c’è un comandamento di tenerlo al sicuro, è a questo punto che si sviluppa, la partecipazione in questo dipende dal corpo, perché? Io ti dirò perché, perché attraverso questo io posso connettermi agli altri e avvicinarli alla nuova consapevolezza, a nascere in questo nuovo mondo.

OREN : Io conosco gente che, per quanto riguarda la salute e anche per l’aspetto emotivo, per le cose che hanno attraversato con la famiglia, con i parenti, è come se mettendo certi occhiali, se li guardo razionalmente posso dire che hanno vite molto difficili, neanche capisco come una persona possa sopportare i problemi di 10 persone, dovrebbero essere suddivisi tra loro, mentre se li guardo con occhi diversi, quelli della connessione con gli altri, vedo che queste persone hanno una certa vita interiore, personale, che io non riesco a concepire con il mio cervello, con la mia mente, le forze che li guidano fanno in modo che anche se il loro corpo soffre di tante malattie, cancro e altro, magari le relazioni nelle famiglie sono molto brutte e loro hanno una vita molto, molto difficile, tuttavia, hanno una scintilla interna in loro, nutrita da quest’atteggiamento che hanno verso gli altri, è come se nella distruzione della loro vita, almeno a me sembra che ci sia questa cosa che gli dà luce, che splende in loro, io non so come descriverlo. Ora che tu hai descritto questa uscita di una persona da sé verso gli altri, che riceve una vitalità a livello più alto che non è connessa all’esistenza qua o ai guai, è come se ci fosse qualcosa di più alto in loro di come io vedo il film vita, c’è…non so come esprimerlo con le parole, tu capisci quello che sto cercando di dire?

Sì, è possibile, ma comunque se non avviene attraverso il metodo dell’educazione integrale che porta una persona a connettersi correttamente all’ambiente e a sentire l’esatta sensazione e spostarsi dall’io al noi, allora tutte queste cose che fanno, questi progetti, guerre che combattono e problemi non gli fanno raggiungere la realizzazione corretta.

OREN: Comunque non li porta allo stesso riempimento, alla manifestazione.

Cioè l’uscita di una persona da sé stessa verso gli altri, dobbiamo sapere come svilupparla, dobbiamo seguire il metodo ed è per questo che questo metodo è così antico, ha così tanti anni e se non l’avessimo ricevuto con questa scoperta graduale, senza la rivelazione da generazioni di saggi che hanno ottenuto questo metodo e l’hanno applicato, ne hanno scritto e ce l’hanno consegnato, non saremo in grado di avere successo.

OREN: Come può una persona vivere senza la paura della morte? Non ha una base, non ha un punto di riferimento perché non abbiamo due io, sono nato e un giorno morirò, dà una forma a questo film, una struttura, con il suo impegno, dici, una persona che è fuori di sé stessa non ha paura di niente…

Ha solo una grande paura: sarò in grado di fare del bene al mondo? Per portare le persone più vicine a questo livello umano. Lui ha ancora più paure, grandi intenzioni, grandi piani da realizzare, fare tutto in tempo ancora più di prima, perché non vive per sé stesso, le sue preoccupazioni sono quanto lui si connette agli altri, queste diventano le sue preoccupazioni, perché lui è insieme a loro, nella stessa rete di sensazioni, tensioni, preoccupazioni, la sua vita da un lato è molto più difficile. Se tu prendi solo una persona particolare, un lavoratore, lui è preoccupato di sé, della sua famiglia, se qualcosa va bene Ok, sennò no, qui siamo preoccupati per 7 miliardi di bambini, è così che si sente questa persona e deve portarli alla correzione, deve fargli del bene, non puoi……non deve nutrirli tutti, sposarli tutti e prendersi cura di loro fisicamente, ma deve prendersi cura di tutti loro, questa tensione lui la sente.

NITZAH: Quando ci hai parlato di questo gioco che chiami il gioco della vita ad un tratto questa comprensione di come noi come umani non capiamo questo gioco, siamo dentro questo gioco ma in realtà forse non capiamo il suo scopo, è come se non ci fossero state date le istruzioni su cosa fare, qual è lo scopo di questo gioco? Perché una persona non può sapere più del suo livello di sviluppo, però risulta che noi possiamo vivere una vita intera senza fare niente di quello di cui abbiamo parlato.

Tu avanzi naturalmente, nessuno si realizza da solo, tu ti realizzi secondo i comandi della Natura, se noi guardiamo la nostra vita corporea certo che è così, solo nella nostra vita spirituale, nel connetterci tutti insieme, è li che troviamo la libertà.

NITZAH: Questo evoca tanti pensieri, sento che cambia tutto l’approccio alla vita, alla morte.

Forse hai ragione, non mi ricordo, però quando cominci a capire è così chiaro, così comprensibile, ci si connette così bene, così comodamente, è come sentire sé stessi nascere, questa è la vera nascita, quando non ci sono cose non comprese, la morte, i timori, hai tante preoccupazioni ma è per il riempimento verso il futuro, non è per te, questa preoccupazione è ancora più ampia, il suo riempimento è più alto. Ma nella nostra divulgazione, nel nostro insegnamento dobbiamo essere molto attenti a come raccontiamo questa cosa alle persone, come la osserviamo, o parliamo della connessione che fa bene anche per avere cibo o dire: magari se tu ti connetti avrai anche una partecipazione più alta, sentirai la vita a livello più alto, al di sopra dei tuoi problemi, al di sopra delle tue mancanze di questo mondo o continuerai…se ti connetterai con gli altri, otterrai una consapevolezza più alta a livello umano, questo è già un tipo diverso di spiegazione, di persone speciali a cui parliamo dell’apertura al nuovo mondo, di questo nuovo livello, questa è una nuova dimensione, completamente nuova, più tardi parleremo dell’incarnazione.

OREN : Se io capisco questa immagine correttamente…è proprio come oggi, nella tecnologia c’è un termine che si chiama cloud, nuvola, nel computer, diciamo che è una tecnologia dove l’informazione non è in un posto, ma è su una nuvola, dove ogni utente può prendere la sua informazione, diciamo che l’informazione è qui in questa nuvola sopra di noi, il tuo computer si rompe ma l’informazione rimane, perché non è nel tuo computer ma è in questa nuvola e poi noi possiamo aprire una nuova work station e di nuovo accedere, non è stato perso niente, tutti possono connettersi a questo, questa metafora mi è venuta perché se capisco bene questo schema, la formula che spieghi, se una persona sviluppa la sua consapevolezza in modo che sente la sua esistenza non dal suo cuore individuale, limitato, ma esce da se stesso verso un livello più alto dove non è influenzato dalla work station del suo corpo corporeo, diciamo che questo è come una rete.

Ma il tuo computer è li non è qui, non è al di fuori della rete, al di fuori hai solo il tuo animale.

OREN: Esatto, il suo corpo non è un computer.

Tu sei interamente nel livello umano, spirituale.

OREN: La mia consapevolezza è tutto, oltre a questo corpo che può anche morire.

Dimenticate questo corpo, non appartiene a questa dimensione, che è la dimensione della nostra consapevolezza.

OREN: Ok facciamo un riassunto, lo scopo della mia creazione, della mia esistenza è di uscire dalla vita in questo corpo e costruirmi li, su questa nuvola.

Esatto, questa nuvola di informazioni.

OREN: Credo che qui a questo punto con questa similitudine dobbiamo terminare questo discorso che è stato affascinante…e grazie mille Rav Laitman, grazie a Nitzah, grazie ai nostri spettatori per esservi uniti a noi in “Una nuova vita”, noi la stiamo costruendo nella nuvola, ci vediamo la prossima volta, arrivederci.

(Fine della conversazione)