Nuova Vita 50 - La connessione come anticipazione dei colpi, organizzazione della rete sociale

Nuova Vita 50 - La connessione come anticipazione dei colpi, organizzazione della rete sociale

Episode 50|6 Ağu 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 50

La connessione come anticipazione dei colpi

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 06/08/2012

OREN: Ciao a tutti, grazie per esservi uniti a noi, siamo qua per le conversazioni con dottor Laitman, una serie di conversazioni.

Negli ultimi giorni hai detto che senti che dobbiamo cominciare a sviluppare spiegazioni per situazioni radicali che potrebbero presentarsi nel nostro Paese. E io vorrei dedicare la nostra conversazione di oggi a questo. Quindi la mia prima domanda sarebbe: quale situazione radicale vedi che potrebbe presentarsi, quale situazione estrema? E come potremmo gestire questa situazione?

Prima di tutto questo deriva dal fatto che Israele è il centro del mondo. Devono portare la correzione al mondo, devono dare un esempio al mondo. Essere la luce per le nazioni e un regno di sacerdoti, la nazione sacra, come dice il Baal HaSulam. Porre l’enfasi sulla correzione, il centro della correzione, vuol dire il cambiamento che il mondo deve attraversare, verso un nuovo livello di esistenza. Deve tutto venire da qui, dagli ebrei nella nazione di Israele, dagli ebrei nel mondo e anche da tutti i nostri amici in tutto il mondo, ovunque essi siano, e più tardi, il resto dell'umanità. Baal HaSulam ce lo spiega alla fine dell'Introduzione al libro dello Zohar, che la correzione viene dall'interiorità verso l'esteriorità del mondo. Quindi, prima di tutto, dobbiamo occuparci della connessione tra di noi, qua, nella terra d' Israele. Tutti i problemi, i guai, nel frattempo succedono in posti remoti, molto lontani da qua, e noi non sentiamo ancora che siamo in crisi. Sentiamo che sta succedendo qualcosa, in Europa, sai, come con la guerra lontana, ma per quanto noi avanziamo, tutti i problemi, le repressioni, arriveranno a questo posto, si sposteranno qui.

Oren-E quali problemi vedo?

Problemi d'ogni tipo, perché se noi diciamo che siamo indietro, nel portare luce alle nazioni, alle persone (e anche a noi stessi), in modo che riusciamo a farlo per loro, la mancanza della luce è sentita ad ogni livello della vita e ogni forma di vita. Quindi non è semplicemente il fatto che noi ora sentiamo che ci sono problemi nell'educazione, nella medicina, che l'estate è un po' troppo calda, come in tutto il mondo. Veramente, ultimamente, noi vediamo che siamo stati relativamente protetti, più protetti del resto del mondo, dai problemi. Anche se a noi piace piangere, dire che la situazione è brutta, in realtà non è così male. Ma se continuiamo a restare indietro nel nostro sviluppo interiore e non ci preoccupiamo della nostra unione, della nostra unificazione, per essere la fonte, l'origine della spiritualità al mondo, per la rivelazione del Creatore, sia per noi che per il mondo intero, allora, di certo queste pressioni dal mondo si avvicineranno e si accumuleranno intorno alla terra di Israele e sulla gente di Israele. E per evitare questo io dico che dobbiamo prepararci per stati più duri. Prepararci vuol dire essere molto più connessi, molto più cristallizzati. Prendere uniformità, una forma unita il più possibile, come un uomo con un cuore, in Arvut, con l'amore di Israele. Noi possiamo spiegare, sia coi nostri insegnamenti e anche dalla nostra storia, se prendiamo un esempio dal passato, e questo è quello che intendo col prepararci per tempi duri. Se lo facciamo non arriveranno, si dice che il saggio vede il futuro e si prepara, cioè colui che ha Hochmà, che è saggio, che va chino come se avesse perso qualcosa, perché prima che lui perda qualcosa, la sta già cercando.

Oren- Cos'è questa mancanza che potrebbe rivelarsi?

Per cominciare, io voglio essere preparato, e organizzarmi in modo che lo riceverò in forma pronta. E quindi questa mancanza, questo problema, non mi arriverà aprendosi nella sua pienezza, nella sua profondità, ma al contrario: io lo userò nella maniera corretta, razionale. Al di sopra di queste mancanze io crescerò e acquisirò sempre più saggezza per attirare la luce di Hochmà all'interno dei miei vasi. E' questo quello che pensa un saggio, un anziano. Quindi, per iniziare, noi dobbiamo cominciare a trovare i tempi duri, in modo che vengano a noi in potenzialità e non in pratica. Cioè, per iniziare noi ci prepariamo a usarli, per così dire, in anticipo, cioè stiamo velocizzando i tempi, ed è questo il ruolo di Israele, spostarsi dal cammino, velocizzare i tempi dove io porto questi stati più vicini, usandoli in maniera corretta. Con questo io mi dimostro anche come sono, come accetto volontariamente i processi di sviluppo, in maniera sana, consapevolmente, comprendendoli e avanzando. Come un eroe, e non una persona miserabile. Io voglio che i problemi vengano perché mi sento pronto. Da essi dobbiamo costruire i nostri gradini e livelli di ascesa. E quindi io invito tutti i miei amici a relazionarsi in questo modo verso la vita, verso il futuro. Cioè, attiriamolo, portiamolo più vicino.

Oren- lo scopo di questa conversazione è di creare una spiegazione per le masse, qua in Israele. Quando tu parli, quando dici che per noi vale la pena prepararsi per una situazione radicale, qua in Israele, pensi che nella nostra spiegazione al popolo in Israele dobbiamo parlarne, che siamo davanti ad una situazione radicale? Se sì, in che modo?

Quando noi ci rivolgiamo alle masse, come a noi stessi, creiamo la mancanza, le mancanze che non sono ancora rivelate, in pratica. Io non posso rivolgermi alle masse in questo modo, dicendo: OH, Dio! Non sapete cosa succederà! Perché un profeta maligno dice ecc.

Non esiste, non puoi arrivare in questo modo, a nessuno piace. Tutti lo odieranno, nessuno lo accetterà. Ma io devo arrivare secondo la mancanza che è rivelata oggi e rivestire il mio atteggiamento secondo le mancanze attuali. Supponiamo che oggi quello che manca è il formaggio o un appartamento, un ambiente per i bambini e altre cose, diciamo che per ora questa è la crema delle cose essenziali. Veramente non è così essenziale, però io devo rivolgermi a questa mancanza, e la realtà è che non è importante che tipo di problema ho, a quale problema mi sto rivolgendo, perché il mio metodo è lo stesso. Io devo evocare una mancanza, per una persona, secondo quello che gli manca, più di quanto lui stesso lo sente.

Certo, non correrò in giro, ora, perché a mio figlio manca una certa attività. Ok, gli manca magari qualcosa, ma per il cibo, allora sì, mi alzo e corro. Però io posso appuntire un po' queste mancanze, in modo che sia abbastanza, per una persona, da sentire queste mancanze e sentire quello che io gli sto dicendo. Perché se lui ha tutto quello che gli serve, allora è bloccato, è sordo, e non sente niente di quello che gli sto dicendo. Noi dobbiamo comunque sviluppare quella stessa mancanza, specificamente quella mancanza che sente una persona. Quindi, ora, quello di cui abbiamo bisogno è di rivestire queste mancanze per le masse, in forme diverse, per il pubblico diverso, in Israele. E secondo questo dobbiamo dargli il metodo della correzione, la soluzione. E la soluzione deve sempre venire dal lato dell'unione. Consolidamento della nazione, che alla fine è questo che noi dobbiamo costruire, e certo, con un ogni tipo di spiegazione per ogni tipo di pubblico. Quindi io non devo realmente aspettare la mancanza profonda dove siamo tutti in uno stato in cui ci mancano le necessità: non abbiamo acqua, elettricità, abbiamo problemi di salute e così via. È abbastanza, ora, se noi cominciamo tutti a gocciolare, verso di loro, il fatto che tutti i problemi arrivano per mancanza di unione fra la gente, e che possiamo liberarci di tutti questi problemi, tutti noi. Gradualmente loro si abitueranno a questa soluzione, lo sentiranno, in qualche posto lì nel subconscio, però se adesso uno non lo vuole, comunque prima o poi connetterà queste due cose: noi dobbiamo lavorarci incessantemente. Non è soltanto un’iniezione, ma sempre, sempre. Dargli, per ogni mancanza che è rivelata, quella stessa soluzione, solo in maniera diversa, in forma diversa. Certo, qui dobbiamo affidarci a scienziati, a chiunque può essere ai loro occhi decisivo, convincente.

Oren- vedo che non continui con la stessa linea che avevi preso alcuni giorni fa, quando avevi detto che dovevamo creare materiale per uno stato radicale che può presentarsi nel Paese, ci vorrà magari qualche mese, prima che accada, però noi dobbiamo cominciare adesso.

Sì, quello che io sto dicendo è ciò con cui possiamo uscire adesso, e insieme a questo dobbiamo preparare spiegazioni, materiale per spiegazioni, per gli stati più acuti. Speriamo di no, ma supponiamo che qualcuno attacchi il nostro popolo, noi dobbiamo avere questi materiali pronti, e nel momento in cui queste cose succedono, alla prima ondata, questo tzunami economico, o qualsiasi altro tipo di tzunami, tzunami politico ecc., appena colpisce la nazione o dentro le nazioni arrivano le proteste, i problemi, noi possiamo sempre rilasciare questi materiali che saranno per la più parte pronti. Forse dovremo adattarli un po' a quegli stati, agli eventi che accadranno, ma per la maggior parte noi saremo pronti. Questo è quello che intendevo, cioè cominciare adesso, gocciolare pezzo per pezzo dove è possibile, su tutto quello che sta succedendo, perché la crisi sta già bussando sulla porta di tutti. Il governo sta già parlando di queste cose, anche i telegiornali, tutti. Quindi non siamo più come i profeti del male o un falso profeta, io vado con le masse, non davanti a loro. È per questo che io prima parlavo del fatto che dobbiamo uscire in maniera sistematica con una spiegazione continua. Siamo in agosto 2012, quando le persone hanno cominciato a parlarne apertamente, il primo ministro ha cominciato a parlarne apertamente, sulla crisi che sta arrivando, dovuta ai diversi problemi che ci sono in Europa, la loro crisi economica, forse presto ci sarà una crisi politica. E la crisi peggiore è una crisi spirituale, la crisi spirituale dove ogni paese, ogni nazione del mondo si rivolterà verso Israele, e vediamo che questo già sta succedendo, in Europa, dove incrementa giornalmente l'odio, l'antisemitismo, eventi diversi, la fuga degli ebrei, il potere dell’islam estremo che cresce. Questi sono fenomeni molto evidenti e i giornali, i media, sono diretti, non provano vergogna per queste cose, non credono che dovrebbe essere in alcun altro modo. Per ora tutti i governi si mettono insieme, le nazioni stesse, vanno insieme all'islam radicale, estremo, e ogni evento contro gli ebrei lo accettano come qualcosa di naturale, qualcosa che dovrebbe essere in questo modo, perché dal conto loro, sentono la stessa cosa. Solo che non possono rivelarlo, in pratica. E qui arriva l'islam radicale con milioni di migranti e stanno facendo propria questa azione con la quale tutti gli europei sono d'accordo a priori. Queste cose incrementeranno e lavoreranno per l'isolamento della gente di Israele e lo stato di Israele in tutto il mondo. È questa la ragione della nostra spiegazione, qui, alla gente di Israele, dove non è tanto sentito e la gente non è tanto consapevole di quello che sta succedendo là fuori, non sentono l'antisemitismo e la pressione. È una cosa marginale che sta succedendo là fuori.

Secondo questo noi dobbiamo dirigere la nostra spiegazione verso gli ebrei in Europa, in America, questa è la seconda onda che dobbiamo sviluppare. Prima di tutto la gente di Israele, lo stato di Israele, e poi la gente di Israele in tutto il mondo.

Oren- hai cominciato con la crisi economica, hai detto che il governo sta già parlando della crisi che si avvicina dall'Europa.

Se cominciano a parlare della crisi economica noi possiamo già aprire questa linea, la linea dell’economia, come peggiorerà, cosa succederà, in qualche modo noi possiamo avanzare, in questo, in questa corsia, e ogni volta andare un po' più in avanti. Ci sono cose che non vogliamo aprire: non voglio parlare dello stato delle persone in Israele, che sono in uno stato dove tutto il mondo viene a loro per esigere da loro, vogliono distruggerli, c'è la guerra. Io non voglio parlare di queste cose, a me sembra estremo, esagerato, ma le cose che sono già di dominio pubblico, in questo io posso rivestire il nostro metodo.

Oren- allora di cosa stai parlando, della crisi economica?

Sì, soprattutto la crisi nell'educazione, cose più morbide che esistono nel paese. L' educazione, l'economia, trattare il cittadino semplice. Il governo, il servizio sanitario, le pensioni, tutto ciò che ha a che fare con la vita ordinaria di una persona, con la vita di una persona normale. Allora, qui il nostro metodo dovrebbe andare secondo questo, io devo dimostrare a loro come la connessione tra di noi potrà risolvere i problemi che sente il cittadino ordinario, problemi che possono sparire. Specificamente questi problemi, per ora, io non sto parlando del clima, perché non interessa a nessuno, ok, fa un po' più caldo, va bene, soffre tutto il mondo: un malessere condiviso è un malessere dimezzato. Anche la sicurezza nazionale, non è così grave, c'è la minaccia dell'Iran, ma non ci possiamo fare niente. Se noi cominciamo a dirgli che con il nostro metodo risolveremo anche la minaccia dell'Iran, allora diventiamo irreali. Non so, diranno che trattiamo il misticismo, una forza. La gente capisce quello che ha tra le mani.

Oren- Quindi se rispetto a questo focalizziamo noi stessi, sappiamo che la gente capisce quello che ha tra le mani, e così stiamo parlando della crisi nell'economia, nella sicurezza, le pensioni ecc., dopo che ci siamo focalizzati su queste cose, cosa fare?

Ok, io consiglio loro: perché dipendere dal paese? Quando arriverà il paese ad aiutarti? Non ti aiuterà. Dobbiamo sviluppare un sostegno reciproco, un aiuto. Prima di tutto aprire, come un onda, ed imparare a conoscere noi stessi: Chi siete voi, centro di Israele? Avremo tavole rotonde, workshop nelle piazze, dobbiamo parlarci fra di noi. Dobbiamo conoscerci, non attraverso il finestrino della macchina, o attraverso il telefono, il computer, ma dobbiamo veramente sederci insieme, parlarci, e operare come se già pianificassimo milioni di cerchi, quelli che noi chiamiamo tavole rotonde o workshop, e trasformarlo in un’onda, milioni e milioni di questi eventi. Vediamo che alla gente piace, e insieme a questo, possiamo anche rivolgerci ai governi e alle autorità locali in modo che ci aiutino a partecipare. Noi siamo gli organizzatori ma loro ci daranno il sostegno locale, quello finanziario e così via. Le cose materiali, le sedie, i tavoli, l'illuminazione, queste cose, e poi noi dobbiamo fare quello che facciamo. Non dobbiamo solo rivolgerci alle municipalità locali, ma anche al governo, perché possiamo già provare a loro quello che è successo, non è difficile capire che tramite tali azioni noi ammorbidiamo la gente. Queste azioni sono come del materiale che ammorbidisce, in modo che poi le masse non escono a fare rivolte, proteste, rivoluzioni, a urlare. Ci saranno anche delle urla, certo, ma noi usciamo come un dipartimento di spiegazione. Da cosa dipendiamo, perché sta succedendo in questo modo? Perché se noi vogliamo dare a loro il metodo della correzione, prima dobbiamo spiegare cos'è la corruzione, da dove arriva. Se la corruzione arriva dal governo, perché è male o sta facendo cose sbagliate, se fosse una persona sola, possiamo solo cambiare quella persona e quindi il governo. Con ciò la correzione finirebbe, ma è l'opposto. Come posizione rispetto a tutte quelle persone che escono per le strade, che vogliono creare delle rivolte, noi spieghiamo che la corruzione non viene da una persona specifica, ma perché c'è mancanza di unione fra di noi. Quindi noi togliamo la colpa da qualsiasi governo. Noi diciamo che questo è il peggioramento della nazione, è lo stato della nazione, e se noi ci uniamo, ci connettiamo, tutte queste corruzioni spariranno. Anche con lo stesso governo e lo stesso budget, con le stesse azioni che fanno, dipende tutto dalla connessione fra di noi. Quindi il nostro atteggiamento è buono per qualsiasi municipio, per qualsiasi autorità locale, e anche per il governo. Noi non stiamo dando la colpa a nessuno, la nostra soluzione è tale che non richiede niente da loro, ma un leggero sostegno dal governo, magari sostegno dai media, abbiamo bisogno del loro aiuto, magari dai centri di comunità. In breve, le autorità locali. Noi possiamo sviluppare un sostegno ampio, qui, da sopra e da sotto, e noi stiamo parlando dell'unificazione della gente, dell'unione. Non stiamo buttando nessuno al lato, inclusi i nostri cugini, inclusi tutti.

Oren- c'è qualcosa che non capisco. Hai detto che le prime cose da spiegare sono da dove viene la corruzione, che il problema non è il regime o il governo, ma è la mancanza dell'unione fra la gente.

Sì, questo è giusto al livello psicologico. Non ho ancora spiegato, ho parlato solo di alcuni punti. Quello che voglio dire, qui, è che non siamo contro nessuno, noi non stiamo dando la colpa a nessuno. Non stiamo dicendo che questo è dovuto ai i loro errori e se noi li cambiamo allora il problema sparirà. Con il nostro metodo noi abbiamo priorità, siamo preferibili a qualsiasi altra persona che può arrivare con qualsiasi altro consiglio, perché noi non siamo contro, e quando noi ci rivolgiamo alla gente, gli diciamo: “guardate, noi non dipendiamo da nessuno e non ci costa niente”. Dobbiamo controllare, fra qualche settimana, come cominceremo a sentire che tutto cade al suo posto, da un giorno all'altro, realmente. Ora abbiamo tante informazioni, in economia, e misuriamo le cose. È detto “felicità economica”, che non dipende dai soldi. Se noi ora apriamo dei magazzini per distribuire cibo, e magari posti con dei cerchi per i bambini, altri tipi di istituzioni per aiuti, magari comunali, e cominciare a lavorare in maniera volontaria, vedremo che così noi risparmieremo tanti soldi, e ad un tratto avremo anche un eccesso. Prendiamoci l'incarico delle pulizie, o il mantenimento o altre cose, risparmiamo soldi, elettricità, acqua, nella città stessa. Cominciamo ad avere la competizione di chi usa di meno, e ad un tratto comincio a sentire che abbiamo in eccesso, abbiamo il grasso, che neanche usavamo, prima. Era semplicemente lì che scivolava tra le dita, ora lo tagliamo e lo mettiamo nel posto giusto. Attività per bambini, per diversi cerchi, attività extrascolastiche e così via. Possiamo organizzare queste cose, se noi appuntiamo il nostro punto di vista, come un buon capo, un buon ospite, che vede tutto nella sua casa, sa come può avvantaggiarsi con quello che lui ha, e può organizzare le cose in maniera corretta. Allora tutto funziona, lì, e tutto dipende dall'educazione e dall'atteggiamento dell'uomo verso il suo ambiente, soprattutto verso i bambini. Entriamo nelle scuole, apriamo cerchi per loro. Sediamoci attorno a un tavolo rotondo e cerchiamo di portarli a partecipare con noi, in modo che loro si sentano importanti. Dobbiamo dargli lo stesso ambiente, a casa, di unione, partecipazione reciproca, a scuola, vedremo dappertutto un cambiamento, nelle percentuali dei crimini e in tutto quello che sta succedendo nelle città. L' uso di droga, ecc.

La nostra vita moderna si è disconnessa, ha disconnesso la persona dall'essere a capo della sua vita. Diventa abituato al fatto che qualcuno deve farlo per lui, e vediamo che questa è una cosa molto negativa, perché nessuno fa niente. Al ministero della salute, gli importa della salute? Oppure al ministero dell'educazione, non gliene frega niente dell'educazione. Siamo noi che dobbiamo prenderci cura di noi stessi. Io posso sostituire qualsiasi ufficio, oltre alla difesa. Qualsiasi altro ufficio lo posso cambiare. Insieme, noi, governeremo la nostra piccola città, il nostro piccolo paese. Guardate cosa sta succedendo nello stato, hanno settanta cittadine che sono in fallimento, in agosto 2012. E cosa succederà tra un po'? Questo arriverà a città più grandi, alle grandi città. In Cina comincia a succedere, quindi che tipo di soluzione esiste per il cittadino? Dovrebbero prendersi la responsabilità su di loro, devono cominciare loro stessi a gestire tutti i servizi che loro stessi devono ricevere. Tutto lì. Ma perché non possono? Perché non c'è connessione fra di loro. Non c'è nessuno ad organizzare la connessione, perché qualsiasi connessione che inizia in unione, qualsiasi connessione che inizia, già fa sorgere la domanda: chi è il capo? E qua, come dice il Baal HaSulam, è importante l'educazione; prima di tutto dobbiamo essere educati, ma un po' prima di fare questo dobbiamo avere un po' di workshop, un po' di conversazioni.

Oren- su cosa?

Dobbiamo fare in modo che tutto sia uguale, non c'è la distribuzione dei ruoli, di uffici. Certo, ci sarà una divisione, in modo che non ci sarà una confusione, ma come un’organizzazione volontaria, sarà tutto volontario. Qualsiasi azione che noi facciamo, vogliamo fare del bene a quei cittadini. L' unione vuol dire che tutti sono uguali, quindi senza l'educazione che va mano nella mano con tutte le azioni nel campo, è impossibile. Allo stesso modo con cui costruiamo l’unione con la gente, aiutiamo anche noi stessi, nei nostri bisogni quotidiani. E arriviamo a uno stato dove dentro di noi cominciamo a sentire una forza speciale di unione, detta la forza superiore. Perché la nostra forza è quella di separazione, la forza più alta di noi, è quella di unione. Ma è la forza spirituale, e dentro di questo già sentiamo una vita completamente diversa. Da una semplice connessione, a qualcosa che si sta sviluppando, sta esplodendo, e sta portando la persona a sentire l’unione a un livello diverso, su un nuovo livello di umanità.

Oren- se ho capito bene quello che stai dicendo, stai parlando di una persona che deve spostarsi da uno stato passivo ad uno stato attivo.

Tutti. Supponiamo ieri abbiamo fatto un workshop. Allora, dopo l’workshop e dopo una tale serata, io credo che se noi potessimo presentare un piano, se i nostri amici che vengono da quaranta diversi posti nel paese, tra una, due o tre settimane, ognuno, o ogni gruppo ovunque si trovi, organizza delle tavole rotonde, workshop, nelle nostre sedi, con questo arriveremmo al pubblico più ampio. Proprio come è stato ieri, con eventi culturali, canti: tu vieni, sei contento, partecipi, ti piace. Bene! La gente comincia a sentire che nella connessione tra di noi c'è qualcosa di speciale, di bello. Quindi dobbiamo arrivare ad una spiegazione semplice, su come possiamo, secondo una certa città o i problemi che hanno, lavorare per organizzare la cosa. Per cominciare, un tipo di azione dove noi partecipiamo, un evento sportivo o un magazzino con i beni, o cibo per chi ha bisogno o corsi per bambini, attività per bambini. Cominciamo a fare un’azione vicino alle persone, un’azione volontaria. Certo, il comune da il suo sostegno. Supponiamo che tutti noi raccogliamo dieci sheqel da tutti, e diciamo che abbiamo mille persone, e che abbiamo raccolto diecimila semel, con questo possiamo cominciare a fare qualcosa, supponiamo qualcosa del genere, piccole cose. Poi, raccogliamo dal resto del paese e supponiamo che abbiamo questa specie di magazzino, oppure affittiamo un posto dove abbiamo altre diverse attività per bambini, sport, musica, disegno, apriamo un posto gratuito, qualcuno può fare del volontariato, due ore la settimana. Facciamo qualcosa per gli anziani, ci sono tante cose che puoi fare, l'unica cosa che manca è la partecipazione. E ogni volta dobbiamo assicurarci che questa partecipazione abbia una forza interiore, una forza da dentro, attraverso queste attività, questi workshop. Dobbiamo pubblicizzare quanto sia importante questa attività, da chi prendere esempio, risvegliare i loro bambini verso questo, perché ad una persona piace veramente sentirsi importante agli occhi dei suoi figli. Non esiste un riempimento più grande per una persona, un piacere più grande, che non essere apprezzati dai propri successori, è così che è la natura. Noi dobbiamo semplicemente imparare come usare queste cose correttamente. È come una mappa ampia, e noi avanzeremo in questo modo.

Oren- tu stai dicendo che quello che ci manca è soltanto la partecipazione del pubblico?

Quindi noi li insegneremo, con questa partecipazione e con queste cose dove sentono che porterà vantaggio alla loro vita, apriremo magazzini con piatti, mobili, vestiti, e altre cose. Ci aiuteremo, in questo modo, inizieremo a conoscere gli altri, apprezzarli, elevarli, improvvisamente il paese diventa connesso. Porteremo in piazza qualche banda, un gruppo, durante una delle sere della settimana, in modo che suonino, e altre cose del genere. Magari inizieremo ad organizzare e a comprare cibi basilari, decideremo quali sono le necessità e chi vuole può registrarsi, e dopo che avremo organizzato tutto questo, col magazzino e il resto, puoi prendere qualsiasi cosa per la quale ti sei registrato. E prendi, magari, uno sconto di due sheqel per ogni oggetto. Quindi hai già uno o duemila sheqel in più al mese, che sono importanti, oltre a non pagare certe attività per i bambini, altri 500 sheqel, così hai già duemila sheqel in più. Il tuo bambino può avere una bici gratis, quindi hai altri 50 sheqel al mese, o quanto ti costerà con i pagamenti, ecc. improvvisamente cominci a goderti la vita, non lo paghi, innalzi il tuo livello della vita. Io non sto parlando, ora, della soddisfazione interiore, improvvisamente non hai paura che tua figlia debba uscire, la sera, il paese stesso assume una forma diversa. Puoi misurare il numero di uso di droga, alcool, stupro, bullismo, violenza, puoi misurare queste cose. La polizia stessa ti potrà dire quello che sta succedendo. Sui problemi, e anche sulla salute, puoi fare delle statistiche su quello che sta succedendo.

Oren- come? Tutto questo processo che sembra eccellente, è basato sui cittadini che donano il loro tempo, il loro desiderio.

Un po', ma ognuno ne beneficia abbondantemente. Se ora ti viene detto: noi ti paghiamo duecento sheqel al mese, ci sono attività per i tuoi bambini, questi sono altri 500 sheqel, poi una bicicletta sono altri 50, e altre cose comuni...l’acqua a metà prezzo, perché non stiamo esagerando, stiamo risparmiando...sull'elettricità ecc., compriamo le cose in maniera concentrata, e tu uscirai con il doppio dei soldi. Puoi calcolare questo, tu sei un commercialista.

Quindi, non ti donerai per questo, per il tuo orgoglio, la fama, non donerai qualche ora la settimana? Per lavorare in un magazzino, servire il pubblico in un’altra maniera, servire i cittadini? E con te arriva un dottore, un autista, un musicista, una persona semplice, e siete tutti uguali, siete orgogliosi di essere volontari. Mi ricordo che ai miei tempi c'era questo servizio detto difesa civile, era il 1975, io andavo in giro con una pistola, giravamo per la strada con tre, quattro persone, giravamo nella zona, una volta con un insegnante, una volta con un ingegnere, con qualcun altro con cui mi trovavo bene, un professore, uno scienziato, non mi ricordo bene. E tutti erano orgogliosi: ora andiamo alla difesa civile per proteggere la nostra zona! Ed era qualcosa di rispettoso. Io mi ricordo come mia moglie capiva questo, e che era quello che dovevo fare: uscire in questa azione.

Oren- queste cose, come tu le descrivi, la difesa civile...non è un'innovazione.

No, ma io sto dicendo che era una cosa rispettabile, onorabile. E anche qui, noi lo stiamo facendo a favore della nostra zona, della nostra gente, a favore di tutti noi, io sono un volontario, faccio la mia parte. E ti dico che in questo tutti sono uguali, è questo che attrae la gente, perché l’uguaglianza ti protegge dai difetti, da diverse cose. Se tu sei in alto, godi che tutti vedono che sei come egli altri, che stai scendendo al loro livello, che sei semplice. Sai cosa vuol dire semplice? La definizione tra le masse: una persona semplice, comune, che non è orgogliosa, che può scendere al livello di tutti, è molto rispettosa. O anche l’altra caso: magari io sono piccolo, e sono insieme a tutti gli altri, e io sono uguale a tutti, ora. Nell'unione hai una sensazione di compensazione, a ogni livello.

Oren- non ho capito bene. Tu hai detto che l'uguaglianza è ciò che attrae la gente, a questo tipo di servizio civile. Cos'ha di così attraente?

Che la gente vuole dimostrare che sta donando, che sono umani, che sono pronti a dare senza alcun tipo di auto-ricezione, questo li eleva al di sopra di questo mondo. C'è questo tipo di sensazione. Perché tutti i calciatori, tutti i cantanti, gli attori famosi, fanno concerti per i bambini malati, per donazioni, ecc.? Non solo perché gli dà un grande nome col pubblico; di solito non sappiamo neanche, non lo sentiamo, ma a loro dà un senso di grandezza, di appartenenza a qualcosa di più grande della vita stessa. Dove l'unico calcolo, la cosa più importante fra di noi sono i soldi, supponiamo che a te venga chiesto di fare qualcosa per tutti e a favore della città, per esempio, e tu sei capace di farlo, sei orgoglioso di farlo, sei orgoglioso che lo stai facendo per loro. Dobbiamo dare una buona ricompensa, per questo, dobbiamo pubblicizzarlo, dobbiamo pubblicizzare l'investimento di ogni persona, altrimenti non avranno carburante. Se non soldi, allora apprezzamento, e questo vale molto più dei soldi, perché noi siamo costruiti così, perché è l'ego. È così che riceve le cose, una persona, dopo il cibo, sesso, la famiglia, la cosa successiva è l'onore. L' onore è la cosa più importante.

Oren- ho una domanda, noi vediamo un processo negli ultimi anni, nel nostro paese, un processo col quale son cresciuto, e io veramente sento che il paese è stato fondato, basato su questo, è così che è stato fondato il nostro paese, nei nostri tempi. E come hai detto, nel passato andavi alla difesa civile, e tutti questi processi che si basano sulla forza volontaria esistono anche oggi, solo che la quantità di persone che partecipa, io non ho fatto ricerche precise, ma secondo me è declinato. Non devo essere un grande scienziato, io guardo il posto dove lo vedi di più: la milizia. Le difese, la sicurezza di Israele, oggi, io vedo che la percentuale di quelli che fanno il servizio militare è in costante declino. Se nel passato una persona sognava di essere la forza più attiva, migliore, donare qualsiasi cosa che poteva, oggi, non ci si iscrive più, qualsiasi ragazzo ha altri pensieri, e questo dimostra che il processo che tu stai descrivendo indica che non siamo su questo cammino, ma ci stiamo allontanando, quindi cosa ci puoi consigliare di fare, per ricominciare con questa cosa tra le masse?

Se noi non li convinceremo li convincerà la vita. Non possiamo aspettare, noi dobbiamo sentire l'obbligo, sentire il modo di arrivare al cuore della persona e risvegliarlo con il bisogno di connettere. E non stiamo semplicemente dandogli una connessione, la spiegazione: “la connessione va bene, è spirituale, fai il bravo”. Ma noi lo rivestiamo con i suoi veri bisogni. Ma ripeto, è tutto accompagnato da spiegazioni, lezioni, spiegazioni per cui lui sentirà che non c'è niente di più nella vita. Noi vediamo, sentiamo che la nostra vita è sempre più vuota, e qua gli diamo riempimento. Io ho visto, ieri, quanto la gente era contenta di venire a questo evento di unione. Sono stati ispirati, erano emozionati, hanno ricevuto tanta forza dall'essere in conversazione l'uno con l'altro, parlare, cantare. Hanno preso qualcosa di buono da mangiare, hanno comprato diversi souvenir. Solo per partecipare alla costruzione di un amore, di un affare, un edificio nuovo. Allora dipende tutto dalla nostra spiegazione, propaganda.

Oren- sì, è chiaro, non sto mettendo in dubbio questo. Io sto chiedendo.

Chiunque può partecipa, e chi non lo fa non deve. Avviene tutto in cerchi e in ogni paese ci sono delle attività alle quali le persone parteciperanno, perché sentono che è una cosa buona. Ci sono certi cerchi che sentono che dobbiamo farlo perché fa bene alle masse, sapete, l’altruismo, e così via. Ci sono segmenti di persone che verranno perché sentono che dovrebbero, c'è vantaggio per i bambini, o per gli anziani, o il magazzino, o aprire una cucina per gli affamati. E una volta al giorno possono mangiare lì, una cosa semplice, e tutti possono venire. Tutti quelli che hanno un biglietto, non è per tutti, chi non partecipa non avrà un biglietto, e per lui tutti questi magazzini ecc. non esisteranno, è una rete. Cioè, a te viene dato un riempimento per il tuo bisogno, per i tuoi bisogni quotidiani, famiglia, casa, bambini, tutto. Partecipando, non coi soldi, perché non hai i soldi, ma è l'equivalente, hai molto più dei soldi, calcola e vedrai che stai guadagnando molto di più, vale migliaia di sheqel al mese e oltre a questo hai una ricompensa d' orgoglio, unione, una buona sensazione, cioè, c'è un riempimento, qui, che viene da ogni lato. Come se ti venissero dati milioni di sheqel in più e ti è arrivato qualcosa di buono per la tua anima.

I problemi, i guai, crescono da mese a mese, di sicuro, e tu stai cercando come puoi compensare queste cose. Come posso costruire qualcosa al di sopra di questo, che compensa, che ogni volta che arriva un colpo nuovo e rivela una nuova mancanza, tutti insieme, col nostro pubblico, cerchiamo di costruire una rete di sicurezza, un cuscino, in modo che non sentiamo quei problemi, quei colpi che stanno arrivando. Oltre alla difesa, possiamo proteggere tutti in questo modo, fino al modo che compriamo un generatore e creiamo noi l'elettricità per il paese, non dipendiamo dall'azienda dell'elettricità. Vi sto dicendo: io mi trovavo in un paese del nord e hanno il loro generatore, dicono che costa molto di meno. Io non so, oggi, con i costi dell'energia solare, ma loro dicono che costa molto meno, che non quanto prendono dall'azienda di elettricità. Noi possiamo fare questa cosa, possiamo giocare con tutti, con i diversi network di marketing, con tutto. E il beneficio che riceviamo per la generazione nuova: vediamo come loro vengono educati, il risultato e l’educazione che ricevono, oggi, ti pizzica il cuore, hai soltanto sofferenza nel cuore per il modo in cui loro crescono. Il resto lo vedrai tu, io qua non sto parlando della Luce che riforma, della forza interiore che è dentro, ma dobbiamo tenere in considerazione che in ogni azione qualcosa li risveglia da dentro, una nuova energia, una nuova forza, chiamatela forza dell'unione, che risveglia. Funziona, puoi chiederlo ai dottori, ai medici, io non sto parlando di psicologia, sto parlando di medici, il livello della salute si innalzerà. Noi sappiamo che, direi tutti, però diciamo la maggior parte delle persone vengono dalla frustrazione, vengono dalla mancanza, cioè, cosa produco qua? Tutto dipende dalla propaganda, come organizzo la cosa e la do a tutti. Quindi, il primo mese non ci sarà tanta gente, vedranno quello che succede, perché arriveranno comunque i colpi. Noi saremo già protetti, ma insieme a questo ci deve essere costante educazione, sempre, in parallelo.

Oren- se io capisco quello che stai dicendo, allora, l’innovazione, qui, rispetto al volontariato che esiste già, e sono in tanti, qui c'è qualcosa che va in due direzioni.

Nelle organizzazioni di volontariato, loro non richiedono niente da una persona, non richiedono la partecipazione, raccolgono soldi, aprono dei magazzini e poi distribuiscono. Tutte queste organizzazioni sono anche buone, io vado lì, magari do una caparra, diciamo 500 sheqel, e porto via una carrozza che costa 500 sheqel e la uso. Sono delle organizzazioni di beneficenza, poi io la restituisco fra un mese, e pago per averla usata, dieci, venti sheqel, quello che costa, dovuto all'ammortizzamento del materiale, e posso farlo con qualsiasi altro professionista. E queste cose esistono in diversi paesi che arrivi, prendi e poi ridai. Io non so cosa, magari un aspirapolvere, non so, è una cosa che non hai a casa. Ma qui non è così, noi lo costruiamo non col profitto, con profitto e perdite, noi lo costruiamo solo col desiderio buono delle persone che vogliono connettersi per l’aiuto reciproco, e in queste organizzazioni di beneficenza non c'è niente di reciproco.

Per i poveri, i bisognosi, aprono posti diversi, in modo da rendergli la vita più facile, e in più, ultimamente, queste organizzazioni prendono, sta diventando un business, di buon profitto, anche. Quindi, questa è l'innovazione, che con questo noi otteniamo l'unione della gente.

Oren- io non sto parlando di questo, sto parlando della reciprocità. Cioè, che per godere di questi servizi, che sono basati sulla forza volontaria, io stesso devo donare forza volontaria in questo sistema, è questa la condizione?

Sì.

Oren- e allora questa condizione credo sia l'innovazione, io non credo che esista nelle aziende, nelle organizzazioni di beneficenza attuali. Perché credi che questo migliorerà la situazione delle masse? Ti spiego, se ora le organizzazioni di beneficenza qualsiasi, che danno servizi al pubblico senza soldi o qualcosa magari di simbolico, se tu sei un'organizzazione del genere, io vengo da te e mi dai qualcosa. Ora, però, mi hai peggiorato la situazione, io dico stop, non puoi solo prendere, hai donato qualcosa a questa rete? e se non hai questo biglietto non puoi ottenere niente. Se io fossi una persona semplice, la mia situazione peggiora, perché ad oggi le organizzazioni di beneficenza mi aiutano, ma ora io apro un network parallelo, che ha una nuova legge, non esiste semplicemente ricevere, il fatto che tu ne hai bisogno non vuol dire che sei eleggibile, queste organizzazioni dicono oggi: hai bisogno? Sì, sì, prendi prendi. Allora la situazione del cittadino diverrà ancora più difficile!

No, perché sono costruite in modo molto limitato, danno servizi limitati, in tutto. Costruisci questi servizi che possono dare alle masse in maniera più economica, tutto lì.

Oren- ah, non li rendi soci?

Chi?

Oren- tutti i cittadini e i residenti.

Questo è il mio obbiettivo, e col modo attuale non migliori l'atteggiamento tra di loro, l’atmosfera, non prendi in considerazione l'atmosfera nella quale loro vivono, come il risultato della reciprocità. E poi un'altra cosa, non puoi dare loro una ricompensa, in cerchi per bambini, attività extrascolastiche. Guardate cosa fanno, anche se hai 20, 30 organizzazioni di beneficenza sono tutti lì per darti per un breve periodo di tempo sedie, tavoli, valigie, cose limitate. Qui noi stiamo parlando della partecipazione della gente. Noi vogliamo trasformare quel paese in un business, un’unico business, un'organizzazione, una comunità.

Oren- Cosa vuol dire?

Che loro siano in grado di organizzare, comprare tutto insieme in maniera più economica, usare l'elettricità, l'acqua insieme, arrivare a tale reciprocità che sarà condivisa da tutti relativamente in maniera uguale, secondo l'abilità dell'uomo, divideremo tutto. Noi stiamo arrivando a maniere sempre più dure, situazioni economiche che peggiorano sempre di più, e secondo questo dobbiamo vedere come possiamo essere sempre più uniti in modo da renderlo sempre più facile per gli altri, in modo che noi riusciamo a mantenere almeno uno standard necessario di vita e in aggiunta, dare più servizi possibili per qualsiasi cosa che ci serve. Le organizzazioni di beneficenza non rendono la vita molto più facile, non devi comprare qualcosa, un tavolo, una sedia, ma puoi prenderla da loro, hai magari una festa, diciamo.

Oren- ma noi non stiamo parlando di questo, sì, anche questo è bello, cibo per i bisognosi. Ieri mi è arrivato un riassunto di attività di una delle organizzazioni, di solito arrivano nello spam, invece questa volta è arrivata sul mio embox e mi hanno fatto vedere un report: quest'anno abbiamo fatto questo e quest'altro e c'era scritto che hanno dato soldi e da mangiare ai bisognosi. Ci sono tanti attivisti in questo campo. Cibo per i bisognosi, non è male, ora io ho bisogno e vengo a queste organizzazioni e tu mi dai del cibo. Da questa rete sociale, invece, non mi daranno cibo?

No.

Oren- ma mi daranno qualcosa?

Se tu sei una persona normale, ordinaria, che ha forze, puoi donare, non puoi ricevere niente se non stai dando.

Oren- E tu pensi che questo modello sia preferibile?

Tutti fanno quello che possono e ricevono ciò di cui hanno bisogno, è questo il modello.

Oren- Puoi spiegarlo?

In modo reciproco. Io mi prendo cura del riempimento di tutti i tuoi bisogni basilari, corporei e spirituali, e richiedo da te la tua partecipazione, in questa stessa rete che ti fornisce le cose necessarie, necessità per me e necessità per te. Reciprocità, è questo che porta alla connessione tra di noi. Se non capisci questo principio non meriti di ottenere niente. Non è semplicemente beneficenza, è beneficenza e giudizio insieme, noi siamo un'organizzazione educativa e quindi è impossibile per una persona ricevere qualcosa senza dare. Non è beneficenza, la connessione può essere solo a condizione che tutti ricevano e tutti danno.

Oren- e se uno dà e l'altro riceve non è più una connessione?

La connessione è la reciprocità dove sei uguale, uno da all'altro e riceve dall'altro.

Oren- In questo tipo di organizzazione ci sarà magari la misura, diciamo io dedico una, due ore per un'attività e siamo d'accordo che è abbastanza.

Si, ma se l'organizzazione è d'accordo, se l'organizzazione non è d'accordo ti dirà che non è abbastanza.

Oren- ma io suppongo che l'organizzazione lo prenderà in considerazione.

In alcune cose loro lo prenderanno in considerazione e per altre cose no.

Oren- quindi prendiamo in considerazione l'abilità della persona. La maggior parte delle persone lavorano a tempo pieno, perciò come sarà questa organizzazione? Sarà solo per i disoccupati, perché se sei disoccupato avrai più tempo. Da me non puoi richiedere 20 ore alla settimana, nel mio calendario io non ho 20 ore. Quindi tu dici: ok, qua mi hai già dato un tipo di misura: è relativo a quanto tempo hai libero? Quindi ci sarà, magari, un tipo di processo, supponiamo che tu hai tanto talento, sei un professore e sei impegnato dalla mattina alla sera, ma vuoi veramente far parte di questa rete, non ne hai bisogno, però l'idea ti attira e riesci dal tuo schedule a trovare un'ora alla settimana e vieni e dedichi quest'ora con tutto il tuo cuore. Io, invece, son un impiegato, arrivo la mattina e vado via alle cinque, e ho 8 ore alla settimana da donare. In questa rete sociale chi viene definito come quello che dà di più? Tu hai dato un super sforzo per trovare un'ora, perché stai sempre a far ricerche e sei uno dei professionisti più conosciuti e io ho più o re di te, allora entrambi danno relativamente le loro ore in proporzione a quanto tempo hanno. Chi può determinalo?

Io ti dico: questo succede nel mio lavoro, anche adesso. Come professore, supponiamo che faccio una lezione in America, in America a me, quando faccio una lezione, danno 1000 dollari, a me sono arrivati questi assegni; tu, in un'ora ricevi per i tuoi servizi 50 sheqel. Ora, anche noi lavoriamo in questo modo.

Oren- Questo rispetto a quanto vieni pagato a lavoro.

Io ti sto dicendo che noi siamo misurati anche in base al nostro investimento, e il nostro investimento è misurato relativamente a quanto posso donare io e quanto puoi donare tu. Diciamo che la mia donazione vale 20 volte la tua, per questo che nelle tue ore tu puoi donare di più e doni di più, io posso donare di meno e lo faccio, cosa possiamo farci!? Io capisco il valore monetario, ma non c'entra, qui, noi dobbiamo portare il pubblico a uno stato dove tutti, nel loro tempo libero, saranno contenti di dedicarsi al servizio del pubblico. Come Baal HaSulam scrive: tutti lavorano 10, 11 ore al giorno per il beneficio del pubblico.

Oren- a me sembra un obbiettivo verso cui vogliamo avanzare però dipende dall'educazione. Ma io voglio chiedere: sembra che siamo già in uno stato corretto dove una persona da veramente tutto quello che ha, tutto quello che può, ma noi stiamo costruendo un processo graduale, non esiste oggi. Diciamo che io sono un professore e tu si un impiegato, tu hai avuto successo a trovare un'ora alla settimana e io invece ho trovato sei ore alla settimana, in questa rete sociale mi tratteranno meglio o peggio? Come sapranno loro, chi definirà questa cosa, tu o la rete, come saprà la rete?

Baal HaSulam scrive, anche, che la gente va da casa a casa e trovano queste cose: quali sono le necessità e quali le abilità, e tu darai informazioni.

Oren- ok, questo è la misura che tu prendi da quella rete, a te viene dato un biglietto: questo biglietto sarà della stessa misura per tutti?

Non lo so, non voglio entrare in queste cose, è così irrealistico per il momento, che a me non sembra neanche che ora vale la pena litigare, analizzare queste cose, non ci aiuterà. Un principio è quello della partecipazione, sei dentro e sei uguale, siamo uguali.

Oren- Ok credo che possiamo terminare la nostra conversazione, per oggi, grazie mille dottor Laitman, grazie a voi per esservi uniti a noi.

(Fine della conversazione)