Nuova Vita
Conversazione numero: 8
L'influenza dell'ambiente
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 5/1/2012
OREN: Salve a tutti, continuiamo con voi questa serie di conversazioni col Rav Laitman in studio; salve Rav Laitman. Sono contento che vi aggiungete a questa lezione; io porto con me un quaderno e la penna e vi consiglio di fare la stessa cosa: potrete rivedere gli appunti con il cuore e il cervello, io sento che questo mi sviluppa tanto. Voglio ricordare ai nostri telespettatori che non conoscono queste conversazioni che noi, qui, vogliamo simulare una situazione in cui il Rav Laitman insegna ad una classe di persone che possono essere di Israele o di qualsiasi altro popolo, di un paese o di una organizzazione in cui lavorano; qualcuno ha pensato di darli l’opportunità di studiare col Rav Laitman, un giorno dopo l'altro, e questo li svilupperà e porterà benedizione nella loro vita e la vita della società in cui vivono. Così in ogni lezione impariamo, quindi, aggiungetevi a questa lezione.
Oggi parliamo della nuova generazione, di come noi vogliamo vedere in loro noi stessi, o almeno, di sicuro, i nostri figli, a cui auguriamo tutto il bene nella loro vita e non pensiamo che saranno in una società competitiva, una società dove ogni persona deve difendersi dalle altre, dove gli Stati saranno in litigio col pericolo di distruzione con le bombe atomiche che abbiamo preparato in abbondanza uno per l'altro. Non vogliamo che loro attraversino la stessa crisi che noi attraversiamo, sentendo che accelera sempre di più; non vogliamo che loro si trovino in una società dove non possono uscire di casa la sera, quando è buio, come se vivessimo in una giungla e ci sono fuori dei leoni e animali che fanno paura. Non vogliamo che si trovino in una società dove nessuno sa cosa succederà da un momento all'altro, da un anno all’altro; e da un anno all'altro le condizioni di questa società saranno sempre più difficili.
Se prendiamo solo il 2011 che abbiamo appena attraversato, vedremo che il numero dei suicidi si è innalzato del 50%, aumentano la depressione, i divorzi; lo stress, secondo le statistiche, è andato su del 50%, del 30% sono aumentate le violenze sessuali, è aumentata la percentuale riguardo la depressione, della gente che si sente depressa. Tutti i grandi fenomeni della natura, il gran tsunami, i terremoti, l’esplosione dei vulcani, gli uragani, avevamo anche problemi nella tecnologia, molto grandi, come l’esplosione del pozzo petrolifero nel golfo messicano e così via.
Anno dopo anno arrivano sempre più problemi nella nostra vita, per non parlare del numero dei disoccupati, che è andato su del 70%, i casi di violenza sessuale, la forza e la crudeltà nelle scuole, malattie speciali, tutte queste cose sono andate su molto velocemente, solo in un anno, ed è stato molto tragico. Riguardo la droga e l’alcol, vediamo che non notiamo i numeri; la minaccia che abbiamo nel mondo sulla mancanza di cibo, i problemi di sicurezza generale, esplosioni varie nelle società dove arrivano le rivolte, i casini. Ci troviamo in una situazione molto pericolosa e le persone smettono di sentirlo, non perché questi fenomeni passano, ma perché non siamo più capaci a stare sempre a pensarci: meglio distaccarci da quello che succede e scorrere, nel corso della vita, come ora succede. Però, se pensiamo seriamente quale mondo prepariamo per la prossima generazione, vediamo che li diamo un mondo che veramente non è pronto per la vita buona, tranquilla, rilassata, che da all’uomo la soddisfazione, il calore, la sicurezza.
Abbiamo perso la strada dell’evoluzione; siamo evoluti col nostro ego che cresce durante tutta la nostra storia, ci ha spinto all’evoluzione, abbiamo scoperto nuove forme, nella vita, nella società, nella politica, nell'economia. Abbiamo sviluppato la scienza, la tecnologia, fatto tante cose, grazie al nostro desiderio di evolverci e avere successo, ma insieme a questo abbiamo perso la strada e il modo giusto di usare tutte queste possibilità che abbiamo a nostra disposizione. Così l’umanità assomiglia ad un gruppo di persone che ha perso la strada in mezzo alla foresta, al deserto, non sa dove andare e vediamo, da quello che succede nel Paese e nel mondo, che i leader, quelli che prendono le decisioni, i pensatori, saggi, scienziati, si raggruppano in varie conferenze G8, G20 ecc., ma non sanno cosa decidere. Non hanno nessun piano di risanamento per il loro Stato e per il mondo e qui dobbiamo vedere se abbiamo veramente qualche visione, qualche luce alla fine del tunnel. Il nostro ego ci ha spinti sempre da dietro e la domanda è se noi dobbiamo ancora svilupparci anche attraverso questo, aspettare quel che succede e magari anche arrivare alla distruzione di massa, epidemie, problemi climatici, disastri ecologici.
La domanda è se noi possiamo sceglierci un'altra forma di sviluppo, perché se l’uomo si sviluppa attraverso la società, ed è il frutto, il risultato dell’influenza dell’ambiente, possiamo chiederci se creare intorno a noi un ambiente che ci svilupperà, e attraverso quest'ambiente, svilupparci nella direzione che vogliamo; così ci indirizziamo allo sviluppo che è stato pensato. Probabilmente è quello che dobbiamo fare nella nostra generazione, non per niente sentiamo qualche luce davanti e la natura non ci spinge come ha fatto prima, verso lo sviluppo, ma è come se fosse in attesa. Ora abbiamo ottenuto le sensazioni, la sapienza e può darsi che possediamo i mezzi con cui organizzare l’ambiente e riuscire, attraverso l ambiente, per la prima volta nell'evoluzione, di definire per noi stessi la nuova evoluzione. Dopo migliaia di anni di sviluppo in cui ci siamo evoluti nel modo indicato dalla natura e siamo arrivati in una situazione in cui abbiamo abbastanza cervello, sentimenti, forza di chiarimento, è possibile che possiamo, da noi stessi, costruire l’ambiente che ci svilupperà, perché l’unico libero arbitrio dell’uomo è quello di entrare in un ambiente speciale, attraverso il quale riceverà la forma che gli mostra l’ambiente stesso.
Se noi usiamo la forza dell'ambiente riusciamo a correggere la nostra natura, al posto di essere egoisti, ciechi che non vedono dove l' ego ci spinge, cosa fa con noi, perché ormai vediamo e sappiamo che non va nella giusta direzione per una vita di successo e di calma; allora dobbiamo sviluppare l' uomo in modo tale che userà il suo ego per costruire l' ambiente buono, attraverso il quale diventa un uomo buono e userà le sue spinte interne, le sue capacità nella tecnologia, nella conoscenza dell’ambiente, nella società, nella psicologia che si è evoluta negli ultimi 100 anni, in una situazione dove, tutto sommato, più dell'ambiente non dobbiamo costruire.
Se noi prepariamo per i bambini un ambiente attraverso gli insegnanti, gli educatori, e ogni bambino sta nell’ambiente diretto dagli educatori e riceve l’educazione giusta, sa come usare tutte le sue spinte e il suo carattere per il bene, allo stesso modo potremo farlo per ognuno di noi. Non è un caso se vediamo che negli ultimi tempi il nostro sviluppo, la tecnologia, l’economia, il commercio, ci danno la possibilità d' avere tante ore libere e forze, per la costruzione del nuovo ambiente, dove l’80% delle persone lavorerà sulla costruzione dell’ambiente e solo il 10, 20%, delle persone dai 20 ai 60 anni, lavorerà per le cose necessarie a vivere. Se noi osserviamo la società umana vediamo, come ci dicono le ricerche, che quasi il 10% delle persone nel mondo, desiderano la dazione al prossimo, si organizzano in varie organizzazioni, di grazia, di beneficenza, visitano gli ospedali, aiutano i poveri, danno il cibo, vanno in diverse parti del mondo per aiutare le persone. Il loro numero è minore, sono idealistici e i loro ideali sono di far bene agli altri, ed è anche questa una forma di ego che li spinge a queste azioni; sono pronti anche a dare la loro vita per il bene della società, per lo sviluppo bello dell’umanità, ma noi non parliamo di loro. Parliamo di un cambiamento nell'educazione dell’uomo comune e tutti riceveranno questo buon cambiamento; cosi il mondo cambierà e tutte le grandi forze che ora si trovano dirette verso una distruzione di massa, saranno liberate per il bene dell’uomo e l’unico mezzo è l’educazione che arriva attraverso la conoscenza e l’influenza dell’ambiente, che è la cosa principale. Dobbiamo costruire vari circoli, l’influenza dei media, l’ambiente virtuale attraverso la cultura, il teatro, musica, film, canzoni che parleranno sul nuovo mondo; anche se ancora non ci troviamo in questo nuovo mondo, facciamo come se dovessimo farlo con i nostri bambini, educhiamo noi stessi verso un livello più maturo, superiore, più serio. Ci innalziamo sopra noi stessi e da lì costruiamo il sistema di dazione; so a priori che devo fare così, non avendo scelta, perché l’ambiente mi influenza e sappiamo quanto può influenzare l’uomo che starà sotto questo lavaggio largo, ricco di forme. Il mondo intorno mi può influenzare attraverso l’abitudine a sentire da vari posti, e vedere da vari angoli, gli esempi buoni. Allora mi influenzerà e non importa se le persone che stanno intorno a me lo fanno in modo artificiale, perché su di me tutti questi esempi funzionano lo stesso, anche se arrivano in opposizione al mio desiderio, la forza la ricevo piano piano attraverso l’abitudine che diventa una seconda natura, anche perché sono pronto, per il bene dei miei figli e del buon futuro. Noi dobbiamo comunque essere organizzati verso questa nuova forma di vita, e tutte queste crisi, tutti gli stati che passiamo, tutte le cose che facciamo, allora, sono praticamente le rivelazioni dei problemi per i quali non possiamo ancora completare la nostra natura. Dobbiamo lavorare sul discernimento, sul chiarimento di cosa sia la nuova vita su cui possiamo fantasticare, immaginare nel nostro sogno più bello. Cosa immaginiamo, quando parliamo di queste condizioni buone, belle, forse anche utopiche, però iniziamo, prima, ad entrare in questo sogno. Allora possiamo dire che la situazione più bella, sicura, sarà quella dove tutto il mondo è come una grande famiglia, dove tutti vivono in armonia, c' è il sentimento reciproco, tutti sono dipendenti da tutti e il bene di ognuno dipende dal bene della società generale, dove ciascuno si preoccupa per gli altri e gli altri si preoccupano di lui. Questa situazione va ad espandersi sempre più, si rinforza, e secondo questo emerge che l’uomo lavorerà attraverso le sue capacità, per il bene del mondo, e così come oggi fa tutto per il bene suo e della sua famiglia, in futuro riceverà per sé stesso quello che gli serve nella vita, per lavorare e agire per il bene della società.
Capiamo che le persone sono molto diverse una dall’altra, ci troviamo in una società umana che è molto varia, secondo le religioni, fedi, varie abitudini e forme di comportamento, gusti vari, culture. Ma sopra questo, comunque, dobbiamo trattare bene, con comprensione, ognuno e tutti gli strati della società umana, e far sì che ciascuno abbia il suo spazio, il suo posto, il suo rispetto, per vivere le stesse abitudini a cui è abituato. Non andiamo da tutti con un’unica forma atta a cancellare tutte le diversità, a governare con la forza, controllare e creare un'unica cultura, ma ognuno potrà tenere quello che oggi ha; solo, aggiungiamo alla società il buon spirito che sarà fra di noi. E capiamo che solo l’educazione graduale cambia l ‘uomo, praticamente, ci spingerà verso grandi cambiamenti nella struttura della società, dello stato, della connessione fra i popoli, nell'annullamento dei confini tra i paesi. Tutto sommato, avremo una umanità unica intorno alla terra rotonda e nel frattempo non definiremo nessuna legge tranne una tendenza: che tutto ciò che facciamo deve essere per il bene dell’umanità integrale; e in questa forma libera, attraverso l’influenza dell’ambiente buono che dà all’uomo il senso di partecipazione, di considerazione e preoccupazione per il prossimo, costruiremo il futuro.
Se parliamo in particolare di Israele, possiamo dire che qui, praticamente, c'è il grande segreto riguardo a quanto sia speciale il popolo di Israele rispetto agli altri popoli, col suo studio, la sua Torà, col suo messaggio “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Dunque, deve portare al mondo il metodo della correzione e con questo neutralizzare tutto l’antisemitismo e l’odio dei popoli verso di noi. Odio che si trova nell’inconscio di ognuno verso Israele, perché abbiamo il metodo della correzione, di come costruire la società, l’ambiente, in cui eravamo prima della distruzione del tempio, nell’amore dei fratelli, con '“ama il tuo amico come te stesso”. Poi siamo caduti da quell’altezza all’odio gratuito, perciò dobbiamo ricostruirci con l’amore dei fratelli, del prossimo, fino all’amore di tutta l’umanità e mostrare l’esempio. Con questo, mostreremo a tutti qual è la nostra destinazione, qual è la correzione che bisogna fare e che proprio noi siamo capaci a compiere, perché eravamo già in questo livello, e fino ad oggi ci troviamo nella forma speciale, e non ci sono tra noi padroni e schiavi, né persone oppresse da altri, né forme di oppressione che c' erano in tutti gli altri popoli.
Tra di noi ognuno era rispettato e considerato grande, secondo la sua saggezza, e non quelli che avevano soldi erano apprezzati, ma avevamo in rispetto solo la saggezza, la grazia nell'uomo ecc., e queste cose che si trovavano nel nostro popolo dobbiamo rinnovarle, innalzarle dal nostro interno, cominciare a rispettarle e con ciò, non dobbiamo inventare per noi una nuova educazione, nuove organizzazioni, ma si trova, in questo popolo, nella sua natura.
Dobbiamo solo risvegliarlo un po' da dentro, e sicuramente sentiremo che torniamo alle stesse radici, a quella verità che nel frattempo si trova addormentata in qualche nostro quadro interno, e che chiede di venir fuori. Così sentiremo che c' è un destino speciale per il popolo di Israele, perché esistiamo, perché essere speciali, e da questo Stato, da questo posto speciale, essere da esempio per tutto il mondo: un esempio di quale società costruire, quale approccio avere verso l’uomo, la vita, i vicini e mostrare a tutta l ‘umanità come dovrebbe essere. Mostrarsi come luce per gli altri ed essere un esempio umano positivo; così vedremo il nostro futuro bello e buono e riusciremo ad esistere nella forma a noi predestinata.
Ci è chiaro che se ci rivolgiamo ai popoli del mondo, alle nazioni del mondo e anche fra di noi in Israele, oggi, che è costruita come tutte le società del mondo, allora non i ricchi, né le persone di successo capiranno subito questa educazione nuova, perché loro hanno costruito una forma artificiale per i propri figli e pensano di trovarsi nella sicurezza, con la giusta educazione e hanno il loro mondo artificiale. Ma noi, con il nostro messaggio, possiamo rivolgerci solo al popolo semplice che soffre per la mancanza di sicurezza, di futuro, è impotente, non sa cosa fare e sente, da un anno all’altro, che la vita diventa sempre più difficile per la mancanza di sicurezza e speranza per il futuro.
Con l’educazione che sta andando giù, il tenore di vita che diventa caro e con tutti i segni che scopriamo anche nel nostro paese e che prima non c' erano, perché negli anni precedenti c‘era qualche sensazione di calore, di appartenenza al popolo e alla terra; oggi, sempre più, uno sente solo sé stesso e in questo ci assomigliamo alle nazioni del mondo. Lo scopo della nostra esistenza, il motivo per cui ci troviamo qui, è prima di tutto quello di costruire il popolo di Israele, perché se per prima cosa non siamo uniti come fratelli, non saremo un popolo, ma come noci in un sacco che stanno insieme perché non hanno scelta, nessuno così ci accetterà, saremo nell'esilio, odiati da tutto il mondo, con la minaccia esterna a cui per ora possiamo resistere con la forza, ma sappiamo che non può continuare così per sempre.
Dobbiamo operare per il bene, la pace nel mondo, la pace dei popoli e di Israele e portare questa educazione a noi e poi a tutti gli altri. Perciò dobbiamo rivolgerci proprio al nostro popolo e poi agli altri popoli, cioè la nostra divulgazione non deve venire da sopra, non andiamo ai governi che non sono capaci di capirci, perché lì ci sono le persone di successo che tengono tutte le risorse, quelli che in questa vita possiedono e si costruiscono una vita artificiale, una copertura artificiale, per loro e i loro figli. Non hanno la necessità di cambiare tutto l'ambiente, la società umana, ma ci rivolgeremo solo alla massa del popolo.
La massa del popolo non può imparare dalla storia secondo gli esempi del passato ma solo attraverso quello che succede nel presente e in quale forma arrivare per assicurarci il futuro. Solo se noi agiremo tra il popolo, dentro questo corpo immenso che è chiamato la massa (e la massa va dalla borghesia in giù, che sta soffrendo tantissimo, negli ultimi tempi, anche da noi e in tutto il mondo e da cui emerge la disoccupazione, l’impotenza), ne risulta che dobbiamo costruire degli esempi che mostri loro la dazione reciproca che può salvarci. E' la ricezione e l'orgoglio, è la competizione la cosa distruttiva per la nostra società. Inserire questa educazione nelle masse richiede un gran supporto, e questo lo si può avere attraverso la divulgazione. In tutti i modi e in tutte le forme dobbiamo arrivare al popolo attraverso le mancanze che hanno: il desiderio di una buona educazione, un buon futuro per i loro figli. Dobbiamo mostrarli, a livello di forma visiva, di linguaggio, attraverso i media, il modo in cui possono capire, sentire e accettarlo. Normalmente ci sono i giornali che pubblichiamo e divulghiamo, vari manifesti, il canale televisivo internet, specialmente, arriva ovunque ad ognuno, oggi, e dobbiamo organizzare qualche festival, vacanze nei giardini dove invitiamo le persone e offriamo spettacoli, lezioni, discussioni, tavole rotonde.
Avremo grandi discussioni tra il popolo, con migliaia di persone, su cosa dobbiamo fare per cambiare la faccia della società, affinché si arrivi allo stato in cui eravamo, quello di base, in cui tutti in Israele erano amici, con l'amore mutuo e reciproco. Questo è possibile attraverso la divulgazione, e dobbiamo capire che dalle conoscenze che abbiamo, dall'esperienza attraverso gli scienziati, gli psicologi, gli educatori e insegnanti, possiamo arrivare ad influenzare le grandi masse e portarle alla giusta educazione.
Dobbiamo capire anche il modo in cui organizzarci nei confronti del mondo che ci minaccia, dove tutto è caro per vivere, c'è la crisi nell'educazione, nella cultura e organizzarci verso tutto ciò con cui i nostri figli si nutrono tramite il loro ambiente. Dobbiamo resistere alla droga, all’alcool, alla prostituzione, alla cattiva educazione, all'insufficienza della conoscenza, che non basta per andare avanti; dobbiamo costruire una nuova copertura per il popolo e se noi, tutti insieme, volessimo relazionarci così, allora le masse capiranno che siamo per il bene del loro buon futuro e riceveranno e accetteranno questa nuova cornice, dove tutti insieme ci curiamo attraverso il buon ambiente. Insieme costruiremo quest'ambiente, con insegnanti, psicologi, persone che capiscono come questo deve essere fatto e fino a quanto può influenzare ognuno di noi, come questo ambiente sia voluto da coloro che vorranno sentire ed essere influenzati in esso, anche i bambini.
Cosi costruiamo questi sistemi, fino a che tutto il popolo entrerà sotto questa buona influenza e comincerà a cambiare. Qui abbiamo bisogno, e dobbiamo costruirlo, di un nostro sistema di media, un sistema di educazione, di conoscenza, di valori, e abbiamo bisogno di tanti professionisti che opereranno, attraverso questi mezzi di influenza, sulle masse. Ma, di nuovo, noi non lo facciamo da quest’angolo attuale con cui opera il governo per controllare le persone tramite i media, con cui influenzano il popolo ed esercitano manipolazioni varie, ma dobbiamo farlo insieme alle persone. Spieghiamo a loro cosa facciamo, costruiamo questa copertura che ci influenzerà con la partecipazione delle masse, con la partecipazione delle persone e tutti noi avanziamo con la comprensione, con l’ottenimento, con auto-costruzione. Così il popolo entra in un gradino, attraverso la divulgazione, attraverso questa auto costruzione con cui diventa partecipe nell'educare sé stesso, e noi dobbiamo solo mostrarli gli esempi, i nuovi valori contro i vecchi. Dopo le nostre spiegazioni, insieme a noi, saranno partecipi tutti nella costruzione dell’ambiente che ci sviluppa ed è così che abbiamo la grande speranza di uscire da questo stato in cui ci troviamo oggi. Uno stato in cui sembra che abbiamo perso la strada, come persone nel deserto o nella foresta che non sanno dove andare, in quale direzione; e così noi stessi costruiamo un nuovo bel futuro, non utopico, non immaginario, ma dovuto a quanto ci cambiamo attraverso l’educazione, fino a quanto costruiamo l’educazione che ci cambia, in modo reciproco.
Questa copertura, questo ambiente, ci aiuta e noi sempre miglioriamo, e quando arriviamo a questa nuova forma, in questo nuovo gradino, ricostruiamo con richieste ancora più alte che, nuovamente, ci influenzeranno. Cosi ritroviamo noi stessi nella comprensione, nell'auto-cambiamento, e ci tiriamo fuori dalla situazione attuale, innalzandoci sempre nei gradini della reciprocità, della dazione, della considerazione e dell'amore. Ognuno di noi partecipa in questo, praticamente, non è così entra in una vita migliore, calma, dove tutti lo trattano bene, ma lui stesso crea questo per gli altri e si trova come persona attiva in tutto il sistema. E così tutto il sistema diventa costruttivo, ognuno stabilisce sé stesso ed emerge, per la prima volta in tutta la nostra evoluzione nella storia, che non siamo spinti attraverso l'ego e diventiamo più egoisti, più crudeli e più distanti uno dall'altro, ma l’opposto: diventiamo meno egoisti, meno crudeli e più partecipi l'uno con l'altro, proprio attraverso il fatto che ci educhiamo da noi stessi. Allora, quella grande crisi nell'umanità che ci è arrivata per la mancanza dell'educazione dell'uomo, durante un migliaio di anni, sarà corretta e ne risulterà che noi uomini, come centro della creazione, diventiamo veramente all'altezza. L' uomo può fare il suo ambiente bello e adatto a lui, il mondo sarà corretto e anche l'uomo lo sarà, uno attraverso l'altro, insieme. Così, tutti quegli slogan che sentiamo in tutto il mondo, che le persone urlano nelle strade: la giustizia sociale, la divisione equivalente, l'onore per ognuno, avere la casa, tutte le cose che le masse vogliono, noi, praticamente, diremo alle masse che potranno averlo: costruiamolo noi stessi! La nostra terra è pronta a tutto, ma tutto dipende dal modo in cui noi siamo partecipi in questo processo, come siamo partecipi l'uno nei confronti dell'altro e come useremo questo. Vediamo che il popolo non è senza forza, ma ha opinioni, ha forza se si unisce, se chiede le cose essenziali per la sua esistenza, perché è veramente una cosa seria, che una piccola parte del popolo prende tutto per sé stessa, si trova bene, ha un po' di sicurezza e tutto il resto del popolo è un po' lasciata, buttata via, con le speranze che proclama, la vita normale che non sia sotto la linea della povertà, la vita sicura, l'educazione. Solo, veramente, tutto dipende praticamente dalla costruzione del giusto ambiente, nella costruzione della società.
Oren: la prima domanda che vorrei fare è questa: durante le tue parole hai menzionato, da vari angoli, il concetto dell'ego che a volte pratico come una cosa che ci ha fatto evolvere, e così lo traduco come una cosa positiva, come un motore per lo sviluppo, mentre a volte dici che siamo troppo egoisti, e che nella nuova evoluzione saremo meno egoisti. Questo, un po', mi confonde e se puoi spiegare meglio questo, cosa intendi.
Allora, come abbiamo detto, l’uomo è l'unica creatura il cui ego si evolve da un anno all'altro, da un giorno all'altro, da una generazione all'altra, durante tutta la sua vita, e tutti noi, in questa forma di evoluzione, siamo molto diversi e non c'è un altro esempio di ciò da nessuna parte, negli animali o nei vegetali. Dobbiamo, praticamente, vedere in questo una forza, quella buona, come in ogni fenomeno della natura, ma dove tocca all'uomo cominciare ad usarlo per il suo bene. Se lo usa per il male degli altri allora dobbiamo preoccuparci e fermare questo attraverso l'educazione, attraverso il fatto che gli facciamo vedere che alla fine dei conti non godrà mai di questo, che l'ambiente non è d'accordo, perché fa del male alla società e poi anche a sé stesso. Per cui il nostro ego è la forza buona, una buona qualità in noi, attraverso la quale evolviamo, e se una volta per far mangiare la mia famiglia dovevo, forse, sudare dalla mattina alla sera, in un pezzo di terra, con le mucche, con le galline, e lavoravo sempre dalla mattina alla sera, oggi mi basta lavorare meno. Attraverso tutta la nostra evoluzione egoistica, io creo delle macchine, dei macchinari vari, uso le tecnologie, la biologia in agricoltura, e mi basta lavorare due ore al giorno e in questo mi soddisfo, sia per il cibo, sia per l'abito, sia la per la casa, in tutto.
Siamo cresciuti in un gran numero di persone in tutto il mondo, 7 miliardi, e ognuno può lavorare un'ora, due ore al giorno, e con questo soddisfare tutte le cose di cui ha bisogno, certo non per vivere sotto la linea della povertà, ma che ci sia una casa per ognuno, per ogni famiglia, un guadagno giusto, con rispetto, abbigliamento, riscaldamento, sicurezza, sanità, pensione, vacanze e tutte le cose di cui una persona ha bisogno. L'educazione ai bambini, anche; di tutte queste cose, prima di tutto, una persona ne ha bisogno per vivere, e noi possiamo avere questo, oggi, perché siamo arrivati fino a qui con la forza del nostro ego, l’ego bravo, questo desiderio che ci ha spinto per evolverci. Però siamo arrivati a una situazione in cui cominciamo ad usare questa capacità per fare bombe, perché cerchiamo di governare uno sull'altro, un popolo sull'altro, abbiamo paura del domani, inquiniamo, distruggiamo la terra ecc., e qui dobbiamo trovare i confini, fino a quale punto è buono il nostro desiderio che si evolve, e fino a quanto va male. Allora vediamo che il problema è nell'uso del desiderio, e se il mio desiderio lo raddrizzo per il bene del prossimo, di sicuro sarà bene, e di sicuro sarò partecipe con lui e lo userò solo fino al limite in cui fa bene al mondo, ed il mondo sta bene quando l’ego sta in equilibrio con la natura, non prende tutto e lascia solo qualcosa delle risorse della terra, per le non prossime generazioni. Non inquina la terra, perché così non può più viverci, al punto che non c'è più acqua, non c'è aria ecc.
Allora, lo strumento attraverso il quale posso indirizzarmi per il bene e non per il male, io e tutti noi col nostro ego, è l'intenzione per il bene del prossimo, basta. Diciamo che io ho casa tutto il bene, ho vari macchinari, possibilità ecc., e ho un piccolo bambino: cosa faccio? Faccio un recinto soltanto nella sua stanza e lì controllo che non caschi, che non ci siano delle cose che creano problemi, che non si faccia male, che tutti i suoi giocattoli siano rotondi, di plastica, non pesanti. Così non gli cadono addosso, e controllo che non ci siano angoli acuti, che non caschi, e costruisco apposta attorno a lui una copertura tale che, ovunque, sarà sicuro, potrà avanzare, fin quando capisce di più, e saprà usare bene i vari mezzi. Allora gli do il permesso, perché so che se usa qualcosa, lo fa per il suo bene, perciò, qui, devo preparare la società, in modo da usare tutto non solo per il bene di ognuno, ma per il bene degli altri. Noi capiamo che il nostro ego ci ha portato a uno sviluppo non voluto, e anziché usare le cose buone, prima di tutto, sviluppiamo le armi e vediamo come possiamo controllare l'altro. Perciò solo l'educazione che da all’uomo l'intenzione per il bene del prossimo, per l'ambiente, per la società, ci può salvare e indirizzare ognuno, nella sua relazione, nel suo rapporto sul lavoro, verso ciò che è giusto, nella buona direzione. Dove è questo confine fra buono e cattivo, nell'ego? E' in ogni uomo, secondo il grado di educazione che riceverà, perciò dobbiamo mostrargli sempre più esempi e che si sviluppi, soprattutto, attraverso il suo ego, finché riuscirà a controllarsi, sicuramente, nel modo giusto, buono, per il bene di tutti.
Oren: un'altra domanda basilare: parli di educazione, e dato che sono qui come rappresentante della classe degli studenti a cui insegni, ti parlo da questa angolazione: fino ad oggi ero abituato a relazionarmi all’educazione come a qualcosa che riguarda i bambini, e se capisco il processo che attraversiamo qui in classe con te, allora tu parli praticamente del fatto che bisogna educare me!? Non mi è comoda questa situazione, perché sono venuto qua a studiare e mi ha inserito non nella posizione di uno che è educato, ma che stai educando, e da quello che dici, capisco che mi dai una definizione come di persona che non è educata.
Io ti do una definizione come di un egoista che ha perso la strada, la direzione, che non sa come costruirsi la vita buona e bella, piena di richieste e non sa come realizzarle, che è povero e non sa come mantenere la sua famiglia, si trova stressato dai figli che si stanno rovinando da un giorno all'altro, che gli scappano dalle mani e non vede il futuro, quello buono, dall’oggi al domani; ha perso la speranza per il futuro, da sé stesso, dai suoi vicini, dalla sua famiglia, da tutto il mondo e semplicemente si distacca per non pensarci, per cui riesce a sopportare questa vita peggiore della morte.
Ti parlo di uno che è incorporato nella crisi, su tutti i livelli, totale e generale, in tutte le cose in cui si trova: nella società, nell'ambiente e anche nella natura, nell'ecologia, nella struttura della società. E' rotto, distrutto, ha perso la strada, e negli ultimi tempi, ha perso anche l'ambiente che aveva e dove viveva; era drogato di lavoro, era schiavo, viveva per il suo padrone, per il suo boss ed era ipnotizzato dalla cultura della televisione, dei media, che sono diventati sporchi, e si trova senza direzione perché non ha lavoro. Si domanda: che succede? che cosa accadrà, da questo punto? Mancanza in tutto: non ha niente, e così è pronto, almeno, ad ascoltare qualcosa. Non vado da questa persona e le dico: “tu sei così, così e così!”. Dicendogli ciò ho appena detto, no! Gli dico che è un uomo che ora può cambiare la sua vita. Vediamo cosa abbiamo, oggi, e piano piano, parlo di tutti i problemi che ho appena elencato, vediamo come superarli attraverso la costruzione dell'ambiente, di questa copertura che ci cambia, perché noi vogliamo l'altra vita. Vediamo come arriviamo alla sicurezza, alla sanità, alla vita buona in famiglia, ai buoni figli, alla loro giusta educazione, al fatto che devi avere il lavoro, ma oltre al lavoro, anche un riempimento nella vita, la speranza, un’atmosfera di sicurezza. Come arrivarci? dobbiamo cambiare noi stessi, tutta la società e quello che siamo, la connessione tra tutti, e allora iniziamo a cambiarlo. Come è possibile? con l’unico libero arbitrio dell'uomo, l'unico mezzo con cui può cambiare sé stesso, ossia l’ambiente umano, l'influenza dell'ambiente. Cosa vuol dire, dove è questa influenza? Gli spiego: sei tu che devi capirlo, con la comprensione, con la conoscenza, tu sei una persona saggia. Non gli dico che: sei niente, sei zero! il tuo stato è niente, è zero, non tu! e la situazione è veramente mancanza di tutto, però tu sei capace a costruire per te stesso, ad educarti; non proprio tu, di sicuro ti manca l'educazione giusta, certo, ma lo puoi fare da solo. Vediamo quale ambiente possiamo costruire per educarci. Non ci sarà qualcuno che verrà da te e ti dirà fai così o fai così, smettete di litigare e fate i bravi ragazzi. No! Noi dobbiamo costruire questo in modo maturo, saggio, dobbiamo costruire apposta, questa cosa per noi. Dalla parte della natura viene così e noi siamo le persone che ci cambiamo attraverso questo, noi ci innalziamo. Noi ci innalziamo attraverso l’ambiente. Se l’ambiente è l’unico mezzo per influenzare l’uomo, allora io devo costruire questo ambiente affinché mi influenzi e mi troverò nell’auto-educazione. Nessuno viene ad educarmi, e anche se vengo a te come insegnante, apriamo il problema insieme, discutiamo e vogliamo trovare la forma della dazione, dell’influenza che ci cambierà e costruirà la nuova società e l’ambiente. Non è che ti tratto come uno zero, un niente. No, io mi fido della tua capacità di riconoscere il tuo male. Ho fiducia nel tuo chiarimento, nella tua possibilità di essere sviluppato ad un’altezza che capirai tutta la Creazione, tutto il mondo. Noi insieme a te ci correggiamo, e anche tutta l’umanità. Si avanza così. Nessuno verrà dal cielo o da qualche parte oltre l’orizzonte e comincerà ad educarci ed a insegnarci; un grande asilo per tutta l’umanità, no. Accade ora, per la prima volta nella storia, che l’uomo praticamente si costruisce, perciò questa crisi non ci da nessuna possibilità di avanzare se non con il fatto che iniziamo ad innalzare l’uomo che sta dentro di noi, in ognuno di noi. Ognuno deve alzarsi a un livello di partecipazione, di reciprocità, di considerazione, di garanzia reciproca, di “Ama il tuo Amico come te stesso”. Questo vuol dire educarci fino al livello dell’Uomo e questo siamo noi. Con la comprensione, con il riconoscimento che sappiamo queste cose. Cosa vuol dire che sappiamo? All’inizio non sappiamo niente, iniziamo con una serie di lezioni, conversazioni, attività, finché insieme non arriviamo ogni volta a riassunti e con quelli avanziamo, piano piano, fino a che ognuno capisce di più e questi riassunti, lentamente, si accumulano in noi, ci danno qualche immagine della situazione, e il fatto che noi abbiamo bisogno dell’ambiente. Noi stessi, mentre studiamo in classe nel nostro circolo o nel gruppo, costruiamo l’ambiente, noi stessi, qua. Non è che siamo una classe di studio, o abbiamo un’attività dove si gioca con noi come i bambini all’asilo, no. Sappiamo quello che facciamo, cosa fare con noi stessi, e ognuno diventa psicologo, sociologo per sé stesso e per gli altri, ognuno deve innalzarsi al livello in cui è l’esperto nell’umanità, della natura dell’umanità. Allora c’è qui una cosa: all’inizio, quando sei arrivato qua, certamente potevi dire che “mi hai trattato come fossi un niente”. Giusto. Ma tu non hai colpa, così ti hanno fatto, ti hanno educato, ed è per questo che ti trovi nella crisi, però, io mi relaziono con rispetto verso le tue capacità, quello che hai dentro e alla tua capacità di cambiare tutta la faccia del mondo. Da cosa ho iniziato questa conversazione? Dal fatto che tutti noi assomigliamo ad un gruppo di persone che hanno perso la strada nel deserto. Questa è la nostra forma. Ed ora dobbiamo trovare per noi una direzione per andare verso la vita buona, insieme a te, ora, lo chiariamo e dopo costruiamo da soli noi stessi. E allora costruiamo in mezzo al nostro deserto un mondo pieno di abbondanza.
Oren: hai detto, prima, che ogni cosa è la chiave per l’avanzamento, che nel frattempo non creiamo nessuna legge, non cambiamo niente nelle cose a cui siamo abituati, però dobbiamo concentrarci in modo che, ogni cosa che facciamo, deve essere per il bene dell’umanità integrale.
Si. Intanto, però, sarà per il bene dell’ambiente piccolo, all’inizio, per il bene del gruppo, dopo per il bene dello stato e poi per il bene del mondo. Deve accadere piano piano, fin quanto l’uomo si evolve. Però, di nuovo, qui non arriviamo con l’oppressione, tutto avviene secondo il livello del nostro sviluppo. Non è che portiamo qui il KGB come in Russia, dove hanno provato a farlo cercando di convincere col bastone. No, noi arriviamo al cambiamento nell’uomo che vede queste cose come essenziali per continuare, che non c’è altra scelta. O si va verso la guerra atomica con la distruzione di tutto il mondo o verso quello che succede, anche senza le guerre, o cambiamo noi stessi verso la buona direzione. Tutto sommato siamo ad un’incrocio con queste direzioni.
Oren: hai menzionato, oggi, che dobbiamo disegnare nella nostra mente questa forma bella e buona che auguriamo, ad esempio, ai nostri figli, e l’hai descritto come un bel sogno, no? Hai detto anche di liberarsi, di immaginare anche in modo utopico...
Ci sono molte cose, in questo. Ho solo detto che così dovrebbe essere, ma di cosa sia questa forma utopica non abbiamo parlato. Vivremo tutti in un livello in cui ognuno riceve quello che gli serve per la sua esistenza, ognuno si trova nella condizione in cui è preoccupato per l’altro, considera l’altro, e avrà la capacità di partecipare alla vita, alla società intera, riempiendo i desideri nell’uomo. Abbiamo questi desideri in noi, la gelosia, l’orgoglio e l’ego rimane nella sua forma, però noi lo ritroviamo in nuove forme per il bene della società e qui dobbiamo lavorare nella forma nuova. E' molto interessante, ed uso la gelosia, l’orgoglio, la voglia di controllare, questa conoscenza, questa capacità di essere furbo pro e contro, affinché creo un bene e non danni. È molto interessante, forse una sfida per ognuno e nessuno dice che dobbiamo rimanere in quella forma di vita in cui ognuno ha cibo, sesso, famiglia, cioè casa, sicurezza, sanità, educazione e basta. Ma possiamo innalzare maggiormente il livello della vita nel mondo e questo sarà con l’equilibrio con la natura e così non ci saranno crisi, né botte da parte della natura, e potremo avere successo senza fine. Nessuno dice che c’è un confine, un limite, per cui dobbiamo rimanere come in una vita di bestia, ossia, una vita minimale, ma per ora è per noi uno scopo che tutti siano sopra il livello della povertà. Interessante sarebbe costruire nuovi tribunali, come trattare le persone, cosa è buono o non buono, cos’è giusto o non giusto, trattare le sue azioni, come dovrebbe essere. È lo stesso ambiente di cui parliamo, dove l’uomo è educato, ma solo per i casi particolari dove ci troviamo, e facciamo esempi anche nella nostra classe. E chi si comporta bene o non bene saprà questo secondo la reazione dell’ambiente, se è d’ accordo o non è d’accordo, cioè, tutto sommato, di nuovo la stessa direzione dobbiamo creare. Se la sua intenzione è per il bene della società allora riceve l’onore e tutto il bene, per lui e i suoi figli, in varie forme. Se non la usa nell’intenzione giusta allora la pressione sociale lo influenzerà in modo tale che dovrà cambiare la sua opinione e poi si sentirà bene. Però non diventa così perché lo mettiamo in prigione, ma solo attraverso la condanna della società, dei vicini. Dobbiamo anche vedere come l’uomo può chiedere per sé stesso questa vita calma, quello di cui ha bisogno o no. Noi pensiamo che ci sarà un servizio speciale, attraverso i computer, e si scriveranno le richieste di ognuno secondo il suo carattere, le sue abitudini e così l’uomo riceverà quello che è necessario, quello che gli serve, come in un cestino, cioè non avrà bisogno di essere preoccupato perché le cose arriveranno e noi potremo farlo. Ci son qui tante cose di cui possiamo parlare, di come noi dirigiamo questa società, questo ambiente, se attraverso gli stessi sistemi che ci sono oggi nello stato o se abbiamo bisogno di nuovi sistemi, di sistemi tali che si trovano sempre sotto l’influenza dello stesso ambiente, con la critica dell’ambiente, della società; cose molto interessanti. Ogni cosa servirà per imparare come noi possiamo migliorare sempre. Questo è il principio: costruiamo sempre l’ambiente e attraverso l’ambiente, noi stessi. L’ ambiente deve essere più fantastico di me, più avanzato di me, solo di un gradino così che poi influisce su di me. Così mi metto davanti al gradino più avanzato. Chi è l’insegnante che può insegnarmi ora in modo giusto? Qual’ è la sua forma per cui posso imparare da lui a comportarmi bene, come, questa figura, mi influenzerà? Come costruisco una figura davanti a me che mi insegna, con cui mi trovo in connessione, e che sono io in un livello superiore, perché così mi immagino una cosa più elevata e desidero arrivare, adesso, in equivalenza di forma con questa figura che costruisco. Cosa vuol dire equivalenza di forma? Vuol dire equivalenza dei caratteri. Cioè quanta grazia ha, amore, partecipazione, connessione, amore verso di me, come da parte di un’insegnante a uno studente, così voglio arrivare ad essere. Questo vuol dire equivalenza di forma, equivalenza di carattere, perché questa figura sono caratteri che mi immagino. Ma non è una cosa fantastica, immaginaria. È una cosa che è migliore di come sono ora, dove vedo me stesso, controllo, oggi, e sono in forme non belle; cioè, mi si è rivela il riconoscimento del male. E dallo stesso strato in cui il male mi si è rivelato, oggi, lo voglio correggere, vedo questo strato nel modo opposto all’ambiente o alla figura dell’insegnante. La figura dell’insegnante o l’ambiente è la stessa cosa.
Oren: aspetta, non ho capito: primo passo: controllo cosa non va in me? Cioè, nei confronti di quel righello che è per il bene del prossimo, per l’altro? Controllo e vedo in cosa vado contro, e non per il bene del prossimo? Scansiono le cose che non ho fatto?
No, vedi, è una cosa che si accumula in te. È un punto di apertura, e qual’ è il prossimo passo? E' come chiedere come tu avresti voluto vedere te stesso. Correggere queste forme nei confronti degli altri. Cioè in questo tu immagini te stesso più uno. In un livello più avanzato per il bene dell’ambiente. Questo è chiamato la figura dell’insegnante o la figura dell’ambiente o la figura della società. Questo vuol dire che tu scegli, ogni volta, un’ambiente migliore.
Oren: l’ho immaginato e ora?
Ora inizi ad essere impressionato da quella forma e a spingerti verso questi principi, questi stessi valori.
Oren: come?
Ogni volta ti immagini quella forma migliore, più bella.
Oren: ok, l'ho immaginato. Però ho immaginato qualcosa che non è in me.
Prova, ogni volta, ad essere attratto da questo.
Oren: come?
Tu immagini cose migliori nei confronti di te stesso e allora ti trovi in uno stato in cui sei pronto ad avanzare. Soltanto, non sai come, vero? È questo che chiedi? Chiedi all’ambiente, che ti influenzerà per il bene o per il male, cioè se ti trovi in un ambiente migliore ti spingerà ad arrivare a quella forma che tu ora immagini. Come sei arrivato, ora, in una situazione in cui ti senti male? Perché ti trovi in qualche ambiente, giusto?
Oren: cosa vuol dire?
Io mi trovo in qualche circolo e in questo circolo vivo, sono persone che mi circondano. Circolo che si chiama educazione integrale ed io, qui, scopro, nei confronti delle persone, fino a quanto non vado bene, sento cosa devo correggere. Questo vuol dire che mi trovo nel riconoscimento del male nei confronti dell’ambiente e l’ambiente, a sua volta, mi fa vedere il prossimo gradino, quello avanzato. Se io fossi senza questo riconoscimento del male, allora sarei abbracciato a loro con il mio carattere interno, in equivalenza di forma con loro.
Oren: prima hai detto che devo immaginare quella forma corretta, ed ora dici che essa è l’ambiente.
E' la stessa cosa. Dove immagini?
Oren: allora non ho capito che cosa devo fare…
Da dove lo immagini? Da dove ti arriva questo riconoscimento del male? Dal fatto che ti trovi in un ambiente. Ci deve essere una scaletta in cui ti puoi misurare.
Oren: ho capito che non li tratto nel modo giusto...
E qual’ è la forma giusta in cui devi trattarli? quella in cui è come se fossi abbracciato con loro, e non parlo di abbracci esterni, ma della connessione interna. Non come ora. Tu riconosci, nei loro confronti, quanto tu sei male, e quando tu lo riconosci, questo vuol dire riconoscimento del male.
Oren: riconoscimento del male rispetto a cosa?
Ci deve essere una scaletta. Cioè, tu riconosci il loro buon rapporto nei tuoi confronti e riconosci, rispetto a questo, il tuo comportamento non buono nei loro confronti, e la differenza tra tutto questo vuol dire riconoscimento del male. Allora per questo stai male. Attraverso la loro influenza, tu senti quanto sei inferiore a loro, perché loro proiettano il loro carattere in segno positivo.
Oren: non ho capito.
Loro hanno, nei tuoi confronti, una sensazione positiva, un segno positivo. La società ha nei tuoi confronti un buon trattamento, ciò è buono ed ha un valore superiore rispetto a come tu tratti l’ambiente. Cioè, tu ti trovi in un livello inferiore e da questo trovi un difetto nel tuo ego e ciò ti spinge ad arrivare alla completezza con l’ambiente.
Oren: trattarli bene?
Si. Da un lato senti il difetto nell’ego e dall’altro lato non hai un’altra scelta, ma ti spinge comunque ad avvicinarti a loro secondo l’equivalenza della forma, per essere simile la loro. Così, ogni volta, l’ambiente ti influenza con questi esempi e tu, non avendo scelta, cominci sempre più ad adattarti a loro. Come i piccoli bambini all’asilo che imparano dagli insegnanti. Ad esempio, conosco l’insegnante di mio nipote, mio allievo. E se osservo mio nipote, riconosco in lui il suo educatore, il mio allievo; non serve nient’ altro. Quando ho rivisto il mio allievo, gli ho detto: “Non sapevo che sei così e così” e lui mi ha detto:” Come fai a saperlo?”. Io: “Lo vedo da mio nipote”. Semplice: l’ambiente educa l’uomo, poi l’uomo di per sé deve comunque azionare delle forze, deve essere connesso di più con l’ambiente. Però non sono proprio forze sue, ma dobbiamo, insieme, influenzare ognuno perché si unisca di più, che venga di più e così, da questa connessione naturale, vedremo i cambiamenti in ognuno. L’ importante è che noi vediamo sempre lo spirito generale nell’ambiente, che sia sempre per l’unione, per la considerazione, per la reciprocità, per l’amore.
E ognuno, che lo voglia o no non importa, sarà cambiato. Certo che nessuno lo vuole, sappiamo, conosciamo la natura dell’uomo ed ognuno di loro lo sa, però non avendo scelta, entra nel sistema che lo cambia contro la sua volontà primaria, contro la sua natura egoista. Cosa cambia? Non lo distrugge, ma cambia solo l’uso del suo ego, che sia un uso costruttivo per il bene della società, per l’ambiente, per l’umanità, e allora ognuno che attraversa questa educazione, cambia, e con questo costruisce il nuovo mondo.
Oren: vuoi fare un riassunto della lezione di oggi?
La lezione è “La costruzione della nuova società”. La prima lezione su questo. Ci sono, qui, una marea di possibilità verso varie discussioni e discernimenti, chiarimenti. Proprio in titoli e secondo gli scritti di Baal HaSulam detti “La Società Futura” o “L’Ultima generazione”.
(Fine della conversazione)