Nuova Vita
Conversazione numero: 275
Io e l’ego 2
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 30/12/2013
Oren- Salve a tutti, grazie d'essere con noi in questo programma. Salve Rav, salve Tal; ora potremo osservarci un po' dentro e comprendere quali sono le forze che ci operano, ci influenzano, come possiamo vivere una vita migliore, con più sviluppo. Quali sono le mie motivazioni, cosa mi fa muovere e come portarmi avanti in una vita nuova.
Tal- abbiamo parlato sull'ego, di me stesso e della situazione per cui ognuno vede la sua realtà per mezzo dell'ego che a volte ci fa sentire bassi, a volte alti, altre volte senza nessuna importanza. Ognuno di noi a volte ha la sensazione che ci sia qualcosa al di là di questo e c'è un racconto che lo determina: una volta un cantante ha detto che, semplicemente, quando c'è il concerto di Beethoven ha una perfetta sensazione su tutto quello che deve fare, come se vedesse sé stesso di lato, da una parte. A volte abbiamo la sensazione che se solo per un momento ci saremmo “messi di lato”, ad osservarci da una parte, avremmo operato in modo migliore. Se c'è un ego ci sono dei desideri e a volte c'è qualcosa che rimane anche quando tiriamo da parte dell'ego. Cos'è questa parte che non è il mio ego?
È il mio io. Questo io è il desiderio di godere, è l'ego, è solo una delle forme per godere. Quando io ricevo impressioni dall'ambiente su come godere di molti valori, godere dalle cose che acquisisco, è come se l'ambiente mi obbligasse ad acquisirli, ad esempio mi obbliga a vivere in questo modo, a vestirmi in quest'altro, mi obbliga a sentirmi, con questo, come una persona che ha successo. E quando non c'è nessun successo personale io riempio così, semplicemente, i valori della società e ciò che la società mi porta. Noi vediamo come negli ultimi cinquant'anni si è sviluppato tutto questo, tutte queste cose per cui noi viviamo per riempire i desideri degli altri, è il consumismo: devi comprare questo, devi farti vedere così, devi operare in modo tale, devi comprare questo e quest'altro, eccetera. Con i mass media si acquisisce tutto questo, sormontano i miei desideri basilari e mi dicono il modo in cui io devo godere. Allora, in effetti, acquisisco queste forme dall'ambiente, lo ricevo e vivo secondo questo e divento praticamente un servo della società, l'ambiente influenza su di me in ogni cosa e se io vengo educato dall'ambiente non so nemmeno cosa è il mio io, chi sono. Adesso il mio io fa tutto ciò che l'ambiente mi obbliga a fare. Quando loro dicono “tu devi alzarti così, vestirti così, mangiare e bere così, di mattina devi andare in questo modo, andare in un posto o nell'altro, devi guadagnare, agire così, devi tornare a casa e comportarti così con la moglie, con i figli, così devi passare il tempo libero”. Allora in ogni cosa che faccio nella vita, prendo una forma, un esempio dall'ambiente e la realizzo. Se l'ambiente fosse stato, diciamo, piacevole, anche amichevole come coi genitori, avrei ricevuto una forma del tutto diversa di vita. E intendo anche nel caso in cui i miei genitori non fossero stati operati dall'ambiente ma avessero avuto un atteggiamento naturale, mi avrebbero detto “certo sì, ti conviene essere felice della tua parte”. Perché questa è la situazione più sicura, quando tu sei felice, quando ti basta, allora tu puoi essere sereno e se correrai sopra questo tu sarai felice per il fatto che riempirai il desiderio del prossimo. Sarai felice del fatto che sarai il servitore di qualcosa o qualcuno, e compirai questa condizione di servitù. Ci conviene vivere così, alla fine arriviamo alla situazione nella quale io veramente comincio a fare una differenza, distinguere fra me e il mio ego. Una volta non mi era chiaro, ma proprio la sofferenza mi aiuta a vedere il mio ego che si trova davanti a me, è un aiuto contro di esso, e aiuta l'uomo a cominciare ad avere nuovi discernimenti. Questo sono io e quello che ho acquisito dalla società. La società tutta vuole semplicemente che io adempia al suo desiderio, qualcuno vuole guadagnare su di me, mi dice di lavorare molto, di guadagnare, di spendere. Io sempre farò delle nuove cose e tu le vorrai comprare, acquisire. Ciò vuol dire che io semplicemente attuo il desiderio della società. In tutti i godimenti che ho, anche nel lavoro, in qualunque cosa faccia sono programmato in modo tale, per mezzo della società, che io riempia semplicemente i desideri degli altri, della società. È una immaginazione il fatto che io penso di fare qualcosa per me stesso. Se io vado, diciamo, con qualcosa di bello, un grande diamante, io credo di valere più degli altri perché mi hanno insegnato che avere un diamante ingrandisce la mia importanza, e se non si tratta di bellezza, di altre cose. Questo vuol dire che tutto il tempo ci occupiamo di qualcosa che non fa parte di noi stessi, qualcosa che fa parte del prossimo, dell'ambiente, questo è il problema. Siamo sempre in una specie di corsa, di gara, e siamo dei servi, continuiamo a correre e non ci pensiamo e se io racconto questo ad una persona, mi dirà: siamo costruiti così, non c'è altro da fare”. Fino al momento nel quale comincio a vedere il termine di questa via. Quando comincio già a comprendere, conoscere il male che c'è in queste cose. Non mi importa semplicemente di operare secondo i desideri dell'ambiente, che sembra una gara dove io, diciamo, distruggo la mia famiglia, la mia vita e sono sempre preoccupato di cosa comprare, sempre di più, di cosa consumare. ( ….) Vado contro un muro, proprio come un cieco e non sappiamo più come fare, continuiamo questo fino alla fine, e alla fine di tutto non comprendiamo da dove viene questa sensazione. Qua arriva la crisi dello sviluppo egoistico, in modo improvviso succede, e già da qualche decina di anni si rivela (…) avviene molto in fretta, in una decina di anni invece che in un centinaio. Noi comprendiamo che questa via è terminata, sta terminando, e quando questa via giunge al suo termine, avviene da due parti, due direzioni: dalla direzione e il livello del mio sviluppo interiore, quando smetto di godere di essere in tutte queste gare. Lo sviluppo interiore egoista ammazza sé stesso, io non voglio più, voglio riposare, non voglio far niente. Voglio solamente andare con questo jeans rotto, vestirmi come mi pare e godere di riposo, e non voglio lavorare come hanno lavorato finora tutti gli altri; l'ego giunge da sé stesso al proprio termine. Questo da una parte, più persone al mondo, soprattutto, le persone delle terre più sviluppate, nelle nazioni più sviluppate, scoprono sempre più la fine di questa via, di sentire un godimento in tutto questo sviluppo, soprattutto quando non si tratta di una persona sola ma si parla di generazioni. C'è una generazione che si alza e impara dagli altri, adesso abbiamo un collegamento virtuale, tutti con tutti, quindi la stessa società che una volta era una società chiusa, era un paese, una città, o un giornale che ogni tanto arrivava al paese, adesso non è più così. Io non studio solamente dai mass media, abbiamo Facebook, diverse reti sociali, e io percepisco non per mezzo di una cosa indirizzata apposta come coi mass media e le società, ma sono in collegamento con la persona, altri uomini e donne, sento che il mio ego si sviluppa nel collegamento con gli altri, con persone come me, e a metà non c'è nessun altro. Anche se noi siamo influenzati dall'ambiente, da tutti i mass media, qua c'è un collegamento che non passa attraverso una specie di influenza, diciamo, dal ministero dell'educazione, ministero della Rai, e tutte le cose che ci vogliono indirizzare, programmare in un modo o nell'altro. Le reti sociali fanno in modo di collegarci nella maniera più breve e diretta con le persone e qui scopriamo che questa influenza reciproca uno sull'altro, porta l'uomo a dei nuovi valori, a fare una cernita, a un modo di vedere diverso, un modo di vivere diverso. Questo avviene quando giunge una grande crisi dello sviluppo egoista del quale abbiamo parlato: è dentro il nostro ego questa crisi. E arriva anche la crisi dell'ecologia, la crisi della natura, comincio a percepire anche una grande minaccia da parte della natura. Una volta si parlava che non andava bene l'ozono, non c'era abbastanza ossigeno, anche gli alimenti arrivano a noi in varie forme, e già noi mangiamo con tutte queste modificazioni negli alimenti e non sappiamo cosa ne uscirà da tutto questo, quale sarà il risultato e l'influenza di tutto ciò che mangiamo. Però tutte queste cose mi portano alla sensazione che qualcosa termina, c'è una disperazione, la sensazione di impotenza, di mancanza del lavoro, il fatto che non riesco in questa via e non ho successo.
Quando le persone cominciano a collegarsi in modo diretto, incominciano a influenzarsi uno all'altro, inoltre c'è una minaccia generale della natura, e milioni di persone che vanno a dimostrare per le strade perché non vedono un futuro, non hanno speranza, noi dobbiamo organizzare tutte queste forze, tutte queste cause che operano su di noi. Tutto porta l'uomo alla disperazione, in più c'è un io nuovo, l'ambiente nuovo virtuale, poi i colpi della natura, la mancanza di lavoro. Non ho possibilità di riuscire anche se voglio, in base ai vecchi standard della società borghese che porta tutto a una corsa al consumismo; allora incomincio a portare avanti il nostro sviluppo. Noi ora ci troviamo nella sensazione del male riguardo tutto questo, e adesso c'è una domanda: il mio io è desiderio di godere e posso godere solo per mezzo del fatto che uso dei valori immaginari, che la società determina, solo perché un altro ne gode, un altro ancora e ognuno, poi tutti entrano in crisi, vedono caos nella nostra vita e non vedono un futuro. La domanda è se noi dobbiamo essere collegati uno all'altro in questo modo o se possiamo azionare noi stessi, io col mio desiderio di godere, col mio ego, le mie qualità, le qualità che ci sono nell'ambiente e quelle che ci sono nella natura, come se mi trovassi in una sfera e posso collegare tutti questi ambienti in modo diverso, sempre per godere. Il desiderio di godere rimane perché è basilare, però l'uso del mio ego in questo collegamento, nelle relazioni sociali, è diverso e adesso esiste un'altra forma.
Per adesso la società non scopre e non rivela di più, diciamo sembra avere una forma socialista, ci preoccupiamo di essa per salvarci dai colpi, per essere collegati con la natura in modo positivo, bello, e uno con l'altro per evitare guerre che sono all'orizzonte e ci minacciano.
Così noi possiamo prendere degli altri valori, possiamo annullare questa gara egoista e portare l'uomo, per mezzo dell'ambiente, a una gara altruista: è lo stesso ego che lavora in un modo diverso, è la stessa cosa. Io voglio riuscire, voglio godere, voglio sentirmi bravo, e dipenda da che cosa e in cosa, voglio sentirmi di successo quando riempio il desiderio della società, non riempiendomi di mille cose di cui non ho bisogno, godendo del fatto di essere un servo della società in modo negativo. Perché negativo? Perché sono arrivato ad un vicolo cieco e perché sto rovinando tutta la natura. Noi possiamo scoprire e costruire una società diversa, quando tutti vivremo in modo eguale, senza entrare, per questo, in guerre, preoccupandoci del prossimo per un appoggio reciproco, una sensazione di garanzia reciproca, e lavorando solamente per il necessario, ricevere le cose delle quali abbiamo bisogno in modo naturale, in modo buono, positivo e piacevole. E potremo godere di tutto questo perché non ci saranno altri valori con cui la società vorrà influenzarci, perché considereremo gli altri senza comprare centomila cose per avere di più del mio vicino.
Userò delle forze interiori che siano per il bene dell'uomo, per il bene della società. E allora anche se la maggior parte delle persone non avrà lavoro, ognuno di noi lavorerà un'ora a settimana, questo basterà a tutti. Ognuno mangerà quello di cui ha bisogno e questo basterà. Acquisiremo quello di cui abbiamo bisogno per avere una sensazione di piacevolezza basilare, allora comprenderemo qual è il limite di tutto questo, del consumismo.
Vogliamo costruire delle grandi centrali elettriche, cose del genere, ma invece di fare delle cose grandi, in una società egoistica si decide di fare sempre di più, noi invece decidiamo secondo l'equilibrio con la natura. Adesso la natura è dentro questa dimostrazione e ci mostra la crisi, ma io organizzo l'ambiente in modo tale che sia in equilibrio con la natura, questa sfera nella quale io esisto, che è l'ambiente umano e che deve determinare per sé stessa il limite dello sviluppo materiale, per quanto la natura ci dà la possibilità di fare.
Se noi praticamente roviniamo la natura, la natura poi rovinerà noi. Allora l'uomo godrà di una buona salute, dell'educazione, della sua casa, cose che oggi apportano sofferenza alle persone: nessuno veramente ne gode. Ognuno gode veramente del fatto di essere apprezzato dalla società, e allora anche noi riusciremo ad essere in questo modo e tutto sarà in conformità alla natura che ci circonda.
Tal- se noi pensiamo soprattutto all'uomo privato, vedo delle persone che non riescono tanto, non sono tanto aggressivi, non riescono in questa corsa, questa gara. In che modo possono fare qualche altra cosa, occuparsi di educazione, dare un aiuto a loro stessi, in che modo si può fare? Si possono fare dei workshop?
Ci sono delle persone che hanno già scelto per sé stesse il male minore e vogliono essere contente per sé stesse.
Tal- tu dici che questo succede già?
Sì, si tratta di andare contro, praticamente, all'idea generale. Rispetto alla mia famiglia, i miei figli, ci sono delle persone che scappano e vogliono stare da sole in un posto abbandonato, non vogliono sentire più niente di tutti questi problemi, però, per prima cosa non possiamo tutti fare così, noi perdiamo così una soluzione generale perché la crisi è globale, generale. Allora è impossibile fare qualcosa di personale soltanto, volente o nolente entro in una vita che sarà più limitata e i miei genitori, i miei figli, tutti mi vedono in modo diverso, mi considerano una persona strana, sarei una eccezione alla regola e questo non tirerà fuori l'umanità dalla grande crisi. Deve esserci una soluzione globale, o tutti i colpi della natura saranno perfino peggiori delle guerre nelle quali si potrà entrare, che siano persino atomiche.
Tal- hai cominciato a parlare del mio vero io e del processo verso l'io autentico...
È quando uno veramente gode, è il desiderio di godere, è il mio vero io. Io voglio godere, ma quando sono pieno voglio essere tranquillo, non voglio aver bisogno di qualcosa di più. Perché se io voglio qualcosa di più non è un godimento, così, c'è già una mancanza, manca qualcosa. Allora non è più godimento, il godimento è quando io sono, diciamo, come un bambino, un neonato nelle braccia della mamma, come un uccello, io devo sentirmi così nell'ambiente, nella natura, in queste due sfere e allora mi sentirò veramente felice.
Tal- è qualcosa di specifico a ognuno, ognuno ha il suo io diverso?
Sì, questo è il problema, per questo si deve essere un grande ambiente, tutta l'umanità; adesso tutto il mondo è circolare, ognuno influenza l'altro, e le nazioni in Africa non sono simili alle nazioni dell'est, io devo dunque raggiungere un appoggio, l'appoggio di tutta l'umanità, questa nuova tendenza.
Tal- voglio comprendere: c'è il mio io che osserva dall'esterno ciò che succede, vedo che si riempie di tanti valori che non sono suoi ma della società. Incomincio a ricevere dei nuovi valori, ma il mio io guarda tutto questo dal di fuori, in queste due situazioni.
Diciamo che per mezzo del riconoscimento del male io comprendo dove sono, guardo tutto questo dal di fuori, faccio una revisione, una critica, ricomincio a pensare in che modo vorrei organizzare la mia vita. Non è una cosa che ogni persona della strada va a pensare, ma ci sono persone che sono capaci di fare queste considerazioni. Cosa faccio? devo controllare in che modo posso portare me stesso al punto del mio io, devo organizzare il mio ambiente, che tutta l'umanità appoggi questo nuovo atteggiamento in equilibrio con la natura che ci circonda. C'è proprio una formula molto semplice chiamata la formula dell'equivalenza di forma, devo essere nella stessa forma dell'immobile, del vegetale, dell'animale, del parlante, con tutta l'umanità e tutta la natura generale, così raggiungo una situazione nella quale sono equilibrato con tutto, è una situazione molto piacevole, che dà molta felicità: una sensazione che non abbiamo mai sentito, e si giunge veramente al punto della vera felicità che il mio io brama. Però quando mi sviluppavo per mezzo dell'ego, l'ego mi confondeva e non potevo osservare, non potevo discernere questa situazione, dicevo molte bugie a me stesso, anche le altre persone dicevano bugie agli altri, e così è successo generazione dopo generazione, perciò noi oggi siamo in una situazione nella quale non possiamo fare un conto.
Tal- le persone che fanno un processo tale dicono “basta con tutta questa confusione, con quello che succede nella vita con questo stress. Dicono “basta, chi sono io, cosa veramente voglio dalla vita?”. In genere, fanno una introspezione per cercare questo io. Che accade? mi collego a qualcosa di eterno? Noi vogliamo sapere cosa veramente è questo io.
In che modo l'uomo potrà atteggiarsi alla vita in modo sempre nuovo e non dire bugie a sé stesso e fare delle azioni? Ci sono state molte rivoluzioni e cambiamenti nella nostra vita, cambiamenti sociali in molte società, c'è stato anche il socialismo, sì, noi dobbiamo vedere come veramente arriviamo alla giusta soluzione. Qui noi dobbiamo comprendere che non c'è una giusta soluzione nel nostro mondo, giungo alla massima sensazione nella quale sto male e mi trovo come un animale che è stato picchiato, riceve colpi da ogni parte e scappa da un posto all'altro e niente lo aiuta. Col ritmo di oggi ci saranno sempre più colpi e cambiamenti, e secondo questo saremo in una situazione come davanti a un muro; siamo in un vicolo cieco e in questo modo riceverò solo dei colpi, continuerò a scappare a sinistra e a destra a sinistra, destra. Non ci sarà nessuna soluzione se non cercare di organizzare una società giusta, secondo l'equilibrio con la natura, e per fare questo abbiamo bisogno di una educazione speciale, specifica, che provenga dalla natura, la programmazione che si trova nella natura e ci governa; siamo inclusi in essa.
Questa programmazione ci porta anche il metodo chiamato “educazione integrale”, il modo giusto di collegarci fra di noi, in maniera che ci sia una società speciale, in eguaglianza, con appoggio, una reciprocità non solo fra noi, quello che il socialismo nella Russia avrebbe voluto fare. Per essere in equilibrio con la natura generale non funziona un socialismo egoista che vuole mostrare sé stesso a tutto il mondo, no, non è semplicemente un secondo Stalin, non si tratta di stalinismo, di una dittatura. Io ho vissuto, lì, ho sentito su di me cosa voleva dire questo, non era socialismo, non era una vera uguaglianza. Il popolo non comprendeva quello che succedeva e non era d'accordo con quello che succedeva, ma riceveva in conformità a questo, l'educazione non si trovava in conformità con la natura, era una forma di servitù e anche una bugia.
L'umanità molte volte ha cercato di applicarlo, anche in Israele nei kibbutz, in queste società utopistiche che ci sono nel mondo e che hanno cercato di fare questo. Ho incontrato anche in Italia queste cose, in molti posti, però il problema è che noi non potremo giungere da soli a una soluzione. Noi possiamo vedere che se ci fossimo comportati in un altro modo sarebbe stato un bene, ma non sappiamo come far passare noi stessi da una situazione egoistica a una situazione altruistica, in che maniera posso cambiare il mio io in modo che possa godere non per mezzo del mio ego, ma sia contro il mio ego, col desiderio di dare, amare il prossimo. In che modo posso vederlo come un mio vicino, un mio parente, che possano godere tutti come godono i miei figli, in che modo potrò cambiare il mio ego attorno a questo io? C'è un punto centrale che è il mio io, intorno a questo c'è il mio ego, intorno all'ego c'è la società umana, intorno alla società umana c'è la natura. In che modo io posso cambiare me stesso? Qua abbiamo bisogno di una nuova forza che non si trova nel nostro mondo, dobbiamo trovarla, scoprirla, si trova nell'ambito della natura ma dobbiamo scoprirlo da soli, e per questo giunge l'educazione integrale che ci insegnerà come possiamo trovare il mezzo per correggere la nostra natura. Anche se possiamo comprendere con l’intelletto che ci conviene essere così e non in altro modo, essere uguali e fluire con gli altri e non rovinare la natura, distruggerla, e produrre solo cose che sono necessarie per la vita, con cosa possiamo produrre questo cambiamento in noi, per mezzo di cosa? Questo è il problema. Noi siamo capaci di farlo solo per mezzo di una forza che si trova nella natura, è nascosta in essa. Solo se noi ci organizziamo nel modo giusto, e il metodo per farlo è chiamato educazione integrale. Non è una cosa semplice e quindi poche persone nel nostro mondo possono comprenderlo e avere la possibilità di portarlo a tutta l'umanità perché lo usi.
Tal- molte volte ho sentito questo concetto “sono molto collegata a me stessa”, e sembra che una persona che lo è abbia una connotazione positiva, come persone che cercano di essere collegate al loro vero io. Quello che sento qua, la novità, è che a differenza di tutti gli altri metodi che dicono di approfondire me stesso, di essere felice, tu parli dei circoli che si trovano intorno a me, e rispetto ad essi devo cambiare.
Tu scappi da questa società e dici: mi metto in una situazione piccola, sarò da solo nel mio appartamento, non avrò bisogno di tante cose, prenderò qualche cosa per tranquillizzarmi. Vogliono portare l'umanità a questo, per tranquillizzarli, perché non sanno cosa fare, affinché smettano di far figli e in una, due generazioni avremo metà persone e poi nella generazione successiva saranno ancora meno, finché saremo in pochi. O tranquillizzare le persone o creare caos, come è successo con tutte le rivoluzioni, la primavera araba.
Ci sono delle organizzazioni che cercano di rafforzare l'uomo, dargli degli strumenti nuovi. Ho visto persino, se parliamo di dare un cambiamento alla società, che si parla della forza lavoro, che le persone che lavorano hanno un ego molto grande e vogliono fare in modo che sia un gruppo. In che modo si può fare?
Se devo innalzarmi a un gradino ancora più alto, avere un vertice verso il quale tutti devono giungere e si organizzano come gruppo, conviene collegarci per ottenere qualcosa di nuovo: una meta che è più grande della meta di prima o di una meta personale. Questo vuol dire essere un gruppo, un comando, un esercito, ma questo non ci aiuta a correggere il mondo.
Tal- ok, allora se voglio riuscire ad essere più adatta a questa nuova forma, non è un passo verso questo?
Non, assolutamente no, perché allora tu usi un ego più grande, adesso l’ego è entrato in crisi, tu vuoi giungere ad altri grossi ottenimenti ma tutto questo si romperà, tutte queste grandi società, tutte le banche, tutto si travolgerà in una crisi, anche se per il momento le mantengono perché non sanno cosa fare in proposito.
Tal- hanno dato l’esempio di un gruppo di M.B.A. perché avevano la meta di rappresentare l'America, però a quel che hanno detto, le persone sentivano che mancava qualcosa, la gente non si immedesima con tutto questo.
Sì, le persone vorranno un collegamento, si troveranno in una preparazione a una nuova era, un nuovo atteggiamento, ma bisogna trovarlo e non sanno trovarlo da soli. In verità, anche se lo cercheranno in molte forme socialiste non riusciranno a realizzarlo, perché non hanno i mezzi per occuparsi della forza negativa interiore che c'è in noi. Bisogna perciò che ci sia la forza superiore della natura che sposta questo, che programma e da nascita a tutto e ci porta, di proposito, in tutta questa brutta storia, per mezzo di tutte queste fasi di sviluppo, per conoscere questo io. Adesso abbiamo bisogno dell'educazione integrale perché ci darà un collegamento con questa forza che è inclusa nella natura. Ci spiegheranno, le persone che comprenderanno la profondità della natura, ci diranno in che modo possiamo programmare noi stessi, in che forma, per scoprire questo. Qual è questa forma: essere simili alla natura? Collegarci nella forma giusta, studiare cos'è questo collegamento, fare azioni di unione, anche attualmente nella vita, giungere a collegamenti tali che nell'ambito della connessione noi dobbiamo tutto il tempo cercare di trovare questa forza che è inclusa nella natura, nascosta in essa e anche nella società umana; una forza che è stata fatta apposta per la società umana. È una forza che ci ha creato e ci farà cambiare atteggiamento, ci darà un cambiamento di direzione, dall’essere immerso in una forza egoistica io comincerò piano piano a occuparmi della direzione altruistica; non smetterà questa gara ma ci sarà una gara positiva su chi rafforza di più i collegamenti umani.
Tal- in che modo tutte le persone delle quali abbiamo parlato e che hanno stress, stanno male quando sentono questa gara, in che modo la sentiranno positiva?
Nessuno si sentirà male perché sentirai che puoi fare quello che vuoi, soltanto per la società, anche insieme, tu ricevi riempimento e valore da questo, hai una sensazione di valore interiore. Anche io adesso, in forma egoistica, con un ego forte, lavoro, non importa se mi vedono o no, per guadagnare proprio quel diamante specifico, ma adesso vorrò avere una società altruista, influire sulla società sempre di più per avere la sensazione di aver apportato qualcosa e con questo sarò grande. Sarà molto forte questa gara, non con indole maligna, ma per indole benigna l'uomo raggiungerà l’equilibrio.
Tal- in che modo uno lo farà?
Quando avrà la possibilità. Anche dalla natura ognuno riceve le proprie qualità e non è che io sia più saggio o meno saggio, più forte o meno forte, che posso fare più o meno le stesse cose. Uso al cento per cento me stesso e con ciò aiuto il prossimo.
Tal- allora ci sarà una consapevolezza molto grande nella persona, ora noi parliamo del fatto che l'uomo è capace di amare solo il proprio ego, il sistema nel quale si trova in sé stesso e comprende la sua parte.
Oren- volevo chiedere se quando il mio io veramente vuole giungere ad un equilibrio con le persone e con la natura, è questo il mio desiderio, sì, vorrei questo mio io. Cosa dici? Cosa vuol dire trovare il mio io?
Il tuo io è desiderio di godere...
Oren- io voglio godere anche adesso.
Ma il tuo io non cambia, il mezzo per riempire te stesso: questo cambia.
Oren- ...e questo mezzo dipende dalla società. Tu hai definito una situazione nella quale uno desidera nel suo cuore, anche se non ne è consapevole, di giungere ad un equilibrio completo con le persone, con tutta la natura e lì il suo viso sentirà la situazione migliore che esista. Io voglio giungere a questo: cosa vuol dire? Cosa dovrei fare?
Tu compri, diciamo, un biglietto e vai dove c'è una società molto grande in Australia, non importa dove, in un posto lontano e staccato dagli altri e entri in una società nuova, e questa società comincia a riempirti con dei valori nuovi. Tu vedi come vivono, come si influenzano uno l'altro, come godono; all'inizio tu godi molto secondo il tuo ego, ricevi tutto dal tuo ego, perché ognuno riceve quello di cui ha bisogno, tutti ricevono quello di cui hanno bisogno per sussistere. Tu sei giunto lì, incominci a usufruire di loro, a sfruttarli, ma cominci a sentire che non c'è un appoggio sociale in questo, cominci a vedere un esempio come tutti mangiano quello di cui hanno bisogno, vivono in modo normale, non troppo basso, ognuno da quello di cui ha bisogno a sé stesso, ma dà tutto quello che può alla società.
Con tutto il loro cuore cercano in che modo dare alla società...tu puoi chiedere di che cosa si occupano, di cosa ognuno ha bisogno, loro si preoccupano soprattutto di trovare il collegamento fra di loro ogni volta, in una forma più profonda e collegarsi sempre più come un unico uomo con un unico cuore, e scoprire questa forza interiore della natura. Unendosi, adesso, loro ricevono un godimento speciale, una vita speciale. Quando tutta la società vivrà per una cosa, lì c'è proprio la radice del godimento del tuo io.
Oren- diciamo che non ho i soldi per andare in Australia, io vivo qua a Petah Tikva, e voglio farlo con le poche persone che sentono il nostro programma; c'è qualcosa in questo che mi attira e voglio che tu mi guidi in un processo che ancora non so cos'è. Non è reale per me andare in Australia, io ho anche figli, voglio creare un collegamento sociale nuovo, non importa in che posto o Nazione: da che cosa si incomincia?
Si comincia dal fatto che per prima cosa abbiamo bisogno di molte persone, qua si parla del tuo Petah Tikva, una piccola città.
Oren- diciamo un piccolo gruppo di persone che capisce di cosa parli.
Diciamo un minimo di mille persone o cinquecento.
Oren- Se sono venti non basta?
È difficile, è possibile ma....
Oren- ma si può cominciare? Non ho mille né cinquecento persone. Si comincia con quel che c'è.
Sì, e si comincia per prima cosa a lavorare sulle persone che sanno spiegare al pubblico.
Oren- io voglio usate te stesso.
Ma io sono vecchio, cosa vuoi da me?
Oren- sì, tu hai una bella barba, sei molto saggio. Io voglio comprendere il processo, portaci in questo processo: tu non presti attenzione a quello che dico.
Scusatemi: pian piano io devo avere degli studenti che comprendano cosa abbiamo detto, soprattutto in questi ultimi due programmi, e devo insegnare a loro come giungere, come approcciarsi al pubblico e spiegare al pubblico qual è il trend dove va la nostra natura, cosa noi abbiamo bisogno di fare dalla crisi, questa situazione sempre peggiore e difficile.
Per prima cosa devono sapere tutto questo, poi sapere come lavorare col pubblico, in che modo azionarlo, in che modo la persona del pubblico può sentire che cambiamenti può fare per attuare il metodo chiamato educazione integrale. Perché è chiamata educazione? Perché l'uomo riceve un cambiamento, un’educazione. Quello che si è studiato quando eravamo piccoli, nel corso degli anni, è stata un’educazione, ma qui dobbiamo ricevere una nuova educazione che è integrale, non individualista come era una volta, egoista, ma una educazione integrale, altruista, quando tutto ci spinge al collegamento, ci insegna come collegarci e tutto ciò che facciamo lo facciamo insieme. Se faremo tutto insieme, riusciremo.
Oren- Cosa vuol dire tutto?
Tutte le cose al mondo, nella vita, nella nostra città, tutti i sistemi di approvvigionamento, divisione delle cose, preoccuparsi uno dell'altro. Prendiamo una città, già così è divisa in vari posti, territori, cominciamo a sviluppare ogni posto, occuparci delle persone in un modo equilibrato. Per mezzo dell'educazione cercheremo di giungere a un equilibrio e ognuno godrà del fatto di vivere in una società speciale, una città della quale parlano tutti, quando le persone vogliono fare una nuova vita. Quando tutti sono uguali, in collegamento reciproco, comprano insieme, puliscono assieme le strade, si preoccupano uno dell'altro, e se c'è uno che è debole, non ha forza, lo educhiamo in modo che anche lui faccia qualcosa per la società, e lo aiutiamo in quello che gli manca. Noi cerchiamo di organizzare queste cose, ma viene per mezzo dell'educazione, un'influenza sociale, dell'ambiente, così costruiamo gruppo dopo gruppo, li colleghiamo fra di loro, e così lo costruiamo. Non possiamo portare questa influenza dal di fuori, come su di noi opera la società egoista, ma pian piano cresce.
Oren- In queste interazioni troverò il mio io?
Sì, in questo modo tu troverai il tuo io. Anche in un modo positivo, bello, meraviglioso. E poiché avrai dei valori nuovi tu godrai d'essere collegato a tutti e tu sarai come nelle mani di una mamma, sulle mani di una grande società che viene da te e si preoccupa di te.
Oren- È qualcosa lontano da quello che c'è oggi...insomma, è simile al villaggio, il Moshar, il villaggio nel quale tu sei vissuto quando eri piccolo.
La cosa più importante è sentirsi bene, è quello che voglio, che riceverò, sì. Quando hai una interazione bella con gli altri ti sentirai bene, passeranno molte situazioni perché tu secondo la tua natura sarai contro gli altri, vorrai buttarli da una parte all'altra, noi sappiamo come tu sai fare anche con le mani, ma pian piano, per mezzo dell'influenza dell'ambiente, sentirai che questo è il male che c'è in te e non ti sarà un problema sbarazzarti di te stesso per mezzo dell'influenza della società.
Oren- lì troverai tutto?
Sì, troverai tutto.
Oren- Come succede questo miracolo, questa cosa meravigliosa e strabiliante?
Perché tutte le persone saranno disposte a collegarsi l'una all'altra e tutti saranno in una interazione giusta secondo gli equilibri della natura. E allora sentiranno la forza interiore della natura, questa riempie tutto e tutte le persone che si trovano in questa equivalenza l'una con l'altra. Perché il tuo io vorrà sentire la divinità, la sensazione della natura. E a questa forza della natura si giunge insieme, in unione; l'io di ognuno si collega a un grandissimo io, ogni io e si chiama un solo cuore e si collegherà alla forza della natura che si rivelerà. Allora si giungerà a questo collegamento che si è rivelato, la forza interiore della natura e l'io dell'uomo, diciamo l'uomo che è questa manifestazione generale, questa forma generale. Non c'è niente di più e di meglio al mondo.
Oren- questo termina?
No, non termina, non c’è morte quando tutto il tempo tu dai e ricevi dagli altri e ti trovi con loro in buoni rapporti, tu scopri che c'è una sensazione di infinito.
Oren- tutto va bene, ma non abbiamo più tempo. Grazie Rav, grazie a tutti. Alla prossima.
(Fine della conversazione)