Nuova Vita
Conversazione numero: 519
Comprendere Dio
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 12/02/2015
Oren: Buongiorno a tutti, grazie d’essere con noi a “Una nuova vita”, una serie di studi con rav Michael Laitman. Buongiorno Rav, buongiorno Tal. Oggi vogliamo che vi uniate a noi in un argomento molto profondo, che tocca il nostro cuore: io e Dio. Vogliamo capire questo sistema di relazione fra di noi, imparare da Rav Laitman cosa Egli vuole da noi, come possiamo spiegare ogni cosa che ci accade. Riassumiamo il tema io e Dio in modo completo.
Tal: Sì, abbiamo parlato di un desiderio che abbiamo dall’infanzia, avere un contatto con Dio. In realtà ultimamente ci accorgiamo che esiste una cosa del genere anche se non lo capiamo, che c’è anche una specie di chiave per sviluppare la connessione con Lui. Questa è una cosa che ci interessa molto e ci piacerebbe conoscere. Le relazioni che abbiamo con le persone che ci circondano rappresentano un potenziale per connetterci, con Lui, ma noi generalmente siamo in connessione con le persone, ma non succede niente di speciale o spirituale, quindi oggi vogliamo capire come è possibile cogliere queste opportunità che abbiamo davanti e cominciare a sviluppare una connessione col Creatore. La domanda è: quale deve essere la relazione di ognuno di noi con quelli che ci circondano per sviluppare una connessione con Dio?
Se scoprissi che dietro a tutto ciò che vedo o sento, dietro a tutto, esiste una forza che circonda tutto, prepara tutto, che muove tutto, per mezzo di tutto ciò che c'è mi influenza, ne consegue che niente di quello che mi circonda, né le persone, né gli animali, né tutti i pianeti e stelle, nulla esiste di per sé. Perché nessuno di questi agisce da solo, seguendo le proprie decisioni, ma questa Forza Superiore e unica, che c'è dietro di loro, li attiva e li dirige verso di me, per mezzo della mia dazione. Perché voglio dentro di me un tipo di reazione. E così, quando all'improvviso sento, scopro che c'è un tipo di forza dietro a tutto e che mi circonda, per darmi, per dare, allora è chiaro che da questo momento in avanti, vedrò sempre in ogni cosa Lui che la fa. Non mi interessa molto cosa succede o cosa ricevo da ogni fatto, ma l’importante è che lo fa una forza occulta che è dietro a tutto, lavora così. Ne consegue che ho un problema non con l’ambiente, neanche col mio corpo, ma solamente con Lui, solamente con la Forza Superiore. E così, in questo modo, arrivo alla connessione col Creatore, a condizione che io possa sentire Lui dietro a tutto o che almeno mi connetta correttamente a questo in modo decisivo, per verificare e scoprire che dietro c’è Lui e da ora in poi indirizzarmi dove posso vederlo, cioè così non vedrò più le persone ma vedrò solamente Lui, mi devo connettere all'ambiente, alle persone, solo per raggiungerlo.
Tal: Cosa vuol dire, cosa facciamo per mezzo di questa interazione?
Persino adesso, se qualcuno mi racconta che c'è un Dio dietro a tutto, che ci circonda, che per mezzo di questo ci influenza, penso che ma cosa ho da questo, cosa ne deriva per me? Questo non lo so. Allora ne consegue che questo non mi dà niente. Quello che in realtà qualcuno deve fare è insegnarmi che ci sono persone che l'hanno raggiunto, la cosa ideale è che mi insegnino come devo rapportarmi a Lui, come scoprirlo, influenzarlo a mia volta, perché Lui vuole qualcosa da me, come posso fare quello che Lui vuole da me? Ancora non so nulla di questo, risulta che sono in connessione con una forza superiore che influenza sempre la mia vita, dal più piccolo dettaglio fino alla grande vita e alla morte, ma io non so cosa fare, cosa vuole, come posso reagire bene o male, voglio sapere ma non capisco, non conosco e allora sono in una situazione in cui non so nemmeno come scappare dal male per arrivare al bene. Ad esempio, se Lui ha creato tutto, ha fatto questo sistema di creazione, di connessione, ma dalla sua parte e io non lo capisco, allora questo è conveniente così per noi? Pensare così su di Lui? Ma questo è quello che accade. Allora arriva la saggezza della Kabbalah e scopre che qui non c'è un problema, ma è un processo che attraversiamo come tutto l'inanimato, il vegetale, l’animato. Passiamo un processo di sviluppo che attraversa i livelli inanimato, vegetale animato e dopo Adamo, Adamo a sua volta, dentro di sé, nel suo sviluppo, passa diversi gradi: inanimato, vegetale, animato. E passando tutti questi gradi, dal momento in cui siamo scesi dagli alberi e abbiamo cominciato ad essere delle persone fino ad oggi, ci siamo sviluppati nel grado inanimato, vegetale, animato, i cabalisti ci dicono: da questo momento in poi voi cominciate a svilupparvi come Adamo, per questo, fino ad ora, vi siete sviluppati per mezzo di pressioni, per mezzo di colpi, è la forza superiore che semplicemente vi spinge, perché ha sviluppato il vostro ego e contro questo ego si sono presentate tutti i tipi di condizioni esterne, quindi l'ego si è sviluppato ricevendo tutti i tipi di forme. In questo modo ci siamo sviluppati, ma adesso è arrivato il momento di uno sviluppo cosciente, consapevole, con comprensione e, la cosa principale, con uno scopo, che d'ora in avanti cominciate a chiamarvi Adamo, a ricevere la forma di Adamo. Adamo, dalla parola Domè, essere simile al Creatore. E per questo vengono i saggi e insegnano a tutta l'umanità, e in particolare al popolo di Israele, cosa vuol dire essere Adamo. Per questo si scopre la saggezza della Kabbalah che insegna a tutta l'umanità e al popolo di Israele cosa vuole il Creatore da ognuno di noi. E allora cominciamo a ricevere una Torah completa, vedremo cosa fare, come connetterci col Creatore in modo corretto, cosa vuole da me, cosa devo chiedere a Lui, come avanzare verso questa stessa meta che Lui ha creato, ci indica come dobbiamo arrivarci. Ne consegue che dobbiamo ricevere la Sua forma che è completa dazione, che ama, che dà. Solamente che noi lo scopriamo in modo opposto, perché non lo capiamo né lo conosciamo, perché siamo opposti, secondo la nostra natura che è desiderio di ricevere, è l'ego. Elohim è il desiderio di dare, amore, dazione e, quello che dobbiamo fare noi, per mezzo di forze che riceviamo da Lui, è cambiarci dal ricevere al dare, dall'odio all'amore. E così, in relazione a questo, potremo capirlo e conoscerlo, tanto quanto acquistiamo le qualità che sono in Lui di qualità e dazione, cominceremo a scoprirlo, a sentirlo, fino al punto che lo raggiungiamo. Arriviamo al punto di aderire a Lui, così siamo simili, questo è in realtà tutto il tema, il riassunto della nostra relazione col Creatore.
Tal: Sì, lei ha fatto un collegamento tra cose che conosciamo, la scienza e l’evoluzione, cose molto definite.
Sì, Elohim, Ghematria, Natura. Elohim è la Natura, ma dobbiamo capire che da questa natura abbiamo un pensiero, un desiderio, una forza, uno scopo, e questo esiste, non lo possiamo scoprire ma esiste, è chiaro. Gli scienziati con cui ho parlato molte volte, astronomi, fisici che studiano l'universo e le stelle, dicono che questo universo è pensiero, è un programma, è conoscenza, è come una mappa di sviluppo, così lo sentono da dentro il loro lavoro, dicono che vedono in questo un pensiero, che hanno la sensazione che questo è un programma e che c'è un avanzamento.
Tal: Dentro a questo sviluppo, questa connessione con Dio, c’è il nostro sviluppo come persone verso un tipo di coscienza virtuale. Allora come possiamo analizzare le cose che succedono oggi? Non siamo consapevoli del programma della natura, ci accadono tante cose, come il modo in cui Dio parla con noi, la sua interazione con la famiglia, col lavoro, qual è la relazione tra quello che ci accade ogni giorno e questo pensiero generale?
Non possiamo scoprire questa connessione fino a che non cerchiamo di essere in uno stato simile al Creatore. Devo cercare di fare queste stesse azioni secondo la sua natura, non secondo la mia. Diciamo, io vedo che hai fatto magari un'attività, un'azione e non capisco perché o per cosa. Allora cosa devo fare? Cosa credi? Fare le stesse azioni. Come un bambino piccolo, non sa perché o per cosa, ma lui vede quello che facciamo noi e vuole fare lo stesso. Diciamo, alle bambine compriamo dei giochi con le pentole o un letto con una bambolina, perché? Perché facendo le stesse azioni nostre, lei sentirà quello che sentiamo noi, allora vorrà scoprire, vorrà svilupparsi dentro come una piccola donna. Al bambino compriamo un auto, costruzioni, tutti tipi di cose così. Nei bambini è vero che, se vogliamo che si sviluppino e che siano come noi, devono fare le stesse cose che facciamo noi. Dalle azioni, loro, svilupperanno un sentimento e capiranno cosa succede, perché agiamo così. Anche quando cominciamo un lavoro, ad esempio in una fabbrica di scarpe, dove fanno sandali, per capire il lavoro devo sedermi accanto a loro, guardare e dopo cercare di farlo. Tagliare la pelle, mettere segni ecc. devo capire cosa fanno, allora, per mezzo del lavoro mi sviluppo. Quindi dobbiamo fare azioni per questo, per poter capire Elohim devo fare azioni.
Tal: Che azioni?
Le azioni che devo fare per capire Elohim, per farmi simile a Lui, per arrivare a “dalle tue azioni ti conosceremo”. Le sue azioni io non le conosco, ma se faccio quelle azioni che Lui mi dice di fare, io lo conoscerò nonostante sia occulto, perché Lui è dietro una cortina, però Lui mi dice se tu fai questo e quello, queste azioni, tu conoscerai Chi sono Io.
Tal: Dove mi dice questo, Lui?
Le azioni che mi dice di fare, dentro le quali potrò conoscerLo sono le mitzvot, i precetti, vuol dire che io faccio un'azione e da questa azione lo conoscerò, un poco, un poco e un poco. In totale la persona è desiderio, desiderio di godere se trasformo il mio desiderio in un’azione, simile al Creatore, allora questo stesso desiderio, questa stessa azione che faccio diventa come il desiderio di Elohim. Quello che si dice: fa il tuo desiderio, fa la tua volontà come la sua volontà. Allora, dentro di me, dal mio grande desiderio, costruisco una parte che è esattamente lo stesso, che è Elohim. Se potessi, se voglio fare del mio ego...
Tal: Prima abbiamo detto che la natura ci sviluppa...
E’ una cosa molto semplice. In tutte le sue azioni, in tutte le cose che Lui fa, c'è l’intenzione di arrecare beneficio a tutte le creature, a tutto ciò che Lui ha creato. Beneficare, dare contentezza, questa regola generale si chiama: “ama il tuo prossimo come stesso”. Cioè, che se io in tutte le mie azioni penserò solamente a come posso arrivare sempre più all'amore per il prossimo, ogni volta un poco di più, mi avvicino ad essere simile a Elohim, allora sarò chiamato Adamo. Abbiamo detto che ci sviluppiamo nei gradi dell'inanimato, vegetale e animato, poi cominciamo a svilupparci nel grado di Adamo, del parlante, a condizione che realmente prendo questo precetto “ama il tuo prossimo come te stesso” e comincio in tutti modi a cercare di realizzarlo.
Tal: L’amore per il prossimo è qualcosa che cerchiamo di realizzare, ma a cosa si riferisce esattamente, com'è possibile capire questo?
Per il bene del prossimo, anche se non è per me, per il mio bene, ma che sia per il bene del prossimo.
Tal: Io cerco di fare buone azioni, nella mia vita.
Sì, ma questo si deve imparare, non è secondo la tua sensazione, ma quello che è bene per il prossimo agli occhi di Dio.
Tal: Qual è il cambiamento, qua?
Prima di tutto imparare a come realizzare questo. Se lo realizziamo in un gruppo speciale, in cui tutti vogliono o cercano di essere tali, l'uno verso l'altro, che saranno chiamati “un solo uomo con un solo cuore”, che vogliono essere simili, vicini, in una relazione d'amore, in “ama il tuo prossimo come te stesso”, che si rapportino uno con l'altro come se fossero più che fratelli.
Tal: Allora cosa succede?
Allora comincio a sentire che tutte le parti che sono in me cambiano, ricevono la qualità di dazione, di amore.
Tal: Ma come si rapporta questo alla relazione con Dio?
Vuol dire che lo scopro in me, nascono in me tali parti, dentro di me, che sono realmente come Elohim.
Tal: Lei può realmente sentire questo?
Sì, ovvio, ancora di più: abbiamo tutti i sensi, io con i sensi scopro quello che c'è al di fuori di me. Qua invece scopro questo Elohim che è dentro di me, che non c'è niente di più vicino, non c'è niente che ci separa. Io non lo percepisco al di fuori, ma lo percepisco dentro di me.
Tal: Non è chiaro per niente.
Sicuro che non è chiaro, ma capisci qual è il risultato del fatto che cerco di farmi simile a Lui. Io costruisco dentro di me la Sua immagine, e diventiamo uno. Questo si chiama Dvekut, adesione, è una connessione, un avvicinamento non che io lo vedo, che lo sento, lo annuso..no no no. Lui si rivela dentro di me, nel mio cuore, il desiderio corretto dell'uomo in relazione a Elohim e questo desiderio diventa Elohim, allora la persona diventa Adamo.
Tal: Questa cosa che Dio si rivela in me, ho capito che magari devo amare tutti, pensare a tutti, ma come si scopre in me Elohim?
Tu senti, riguardo a questo, che anche queste persone che sono al di fuori sono parti di te, all'improvviso tutta la realtà, tutto il mondo comincia ad essere più vicino, lo senti come te stesso. Semplice, tutta questa realtà ti mostra solamente in un modo ingannevole che è al di fuori di te, ma tutto è dentro di te.
Tal: Finalmente! Perché tutti vogliamo sentirci bene, allora perché è uno stato buono?
Perché adesso tu puoi dare a tutti.
Tal: Quando cerchiamo la connessione con una persona, vogliamo sentirci bene, vogliamo evitare tutti i tipi di conflitti ecc, allora arriviamo a una situazione in cui cambiamo la nostra relazione con gli altri in una situazione d'amore e dazione. Questo è il miglior stato?
E’ illimitato. Tu puoi fare, puoi provare il tuo amore verso tutti, senti che sei al di sopra, sei al di sopra di tutte le limitazioni di questa vita, vita, morte, tempo, movimento, spazio, tutto. Senti che Elohim è in te.
Oren: Il processo che lei ha descritto ora è qualcosa che ogni persona può arrivare a fare?
Tutti abbiamo ne abbiamo bisogno, prima gli ebrei e dopo tutti gli altri. Per questo le nazioni del mondo si affrettano con l'antisemitismo verso gli ebrei, che per mezzo di queste relazioni scoprono di aver bisogno di questo, ma gli ebrei non vanno così di fretta.
Oren: Siamo i primi della coda a passare per questa evoluzione?
Sì, lo siamo. È lo stato, se qualcuno che non è ebreo vuole essere simile ad Elohim, un ebreo deve insegnarglielo.
Oren: Il nostro tempo sta finendo, continueremo la prossima volta. Alla prossima di “una nuova vita”.
(Fine della conversazione)