Nuova Vita
Conversazione numero: 93
La salute mentale
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 28/10/2012
OREN: Buongiorno e benvenuti a questa serie di conversazioni, una Nuova vita, con il Dr. Laitman. Buongiorno Rav Laitman, buongiorno Nitzah. Recentemente abbiamo parlato della salute e stiamo imparando da Rav Laitman come relazionarci alla vita in maniera migliore, come essere più sani e come viverla. Vediamo che viene aggiunta sempre più luce alla nostra vita.
NITZAH: Oggi vorremmo parlare con Rav Laitman dei disturbi mentali. Un disturbo mentale è una cosa che accade dentro, non stiamo parlando dello spirito, ma a livello psicologico, e causa problemi con pensieri, emozioni e anche comportamenti, a volte anche tutti e tre i livelli insieme. L'organo che comanda i pensieri e le emozioni è il cervello, quindi la definizione è che un disturbo mentale è un problema di funzionamento del cervello.
Cosa vuol dire connettere te stesso con la mente, cos'è te stesso? Non esiste, Nefesh in ebraico è “te stesso”; quello che noi chiamiamo il pensiero, le emozioni, lo chiamiamo “Nefesh”, è il modo in cui percepiamo la realtà, noi stessi, tutto questo viene detto Nefesh.
NITZAH: Cos'è una mente sana?
È ciò che è accettato nel nostro mondo, nei nostri tempi, mediamente, nel mio ambiente, questo viene definito l'anima sana, è la percezione della realtà che è accettato dalla mia società. Ciò che determina la mia società come una mente sana, è la percezione della realtà.
OREN: la percezione di cosa?
È la percezione di me stesso e del mio ambiente, e una mente malata è quando ci sono disturbi nella percezione dell'ambiente, della realtà o di me stesso. Ci sono malfunzionamenti in queste cose.
OREN: Questo ci dà la direzione: ora dobbiamo capire.
Certo, questa è solo una definizione per cominciare la trasmissione.
NITZAH: Che differenza c'è tra una malattia mentale e una malattia fisica?
Una malattia fisica è qualcosa che possiamo trovare nel nostro corpo e dargli una medicina, un compenso, o persino rimpiazzare questi organi nel corpo, e con questo causiamo una funzione migliore, un funzionamento giusto. Una malattia fisica, di solito, è qualcosa che si trova nella meccanica del corpo o chimica nelle sostanze del corpo, chiaramente, e se noi avessimo una certa sostanza e riuscissimo a bilanciarlo, arriveremo a uno stato dove la malattia non esisterebbe, artificialmente compensiamo e completiamo lo stato, e quindi è come se una persona non si sente più malata. Diciamo: se una persona ha la pressione alta e ogni giorno riceve una cura, una medicina, quindi non sente più il sintomo, non vuol dire che non è malato, ma lui non si sente malato. E possiamo dire la stessa cosa riguardo a quelli che hanno malattie mentali, mettendo delle sostanze speciali nel corpo, possiamo causare un compenso nella funzione del cervello, in modo che la persona sentirà questi sintomi un po' meno o tanto meno. Può essere una mancanza di equilibrio a livello emotivo e anche a livello psichiatrico, e qui è un problema molto ampio. Soprattutto, se una persona esagera con le sue emozioni, paure, preoccupazioni o cos'altro, ogni tipo di depressione o delusioni, noi non la chiamiamo malattia mentale perché questi fenomeni esistono in ognuno di noi, e a volte esagerano in certi tipi di persone più che in altre. Quindi possiamo dire che ogni persona ha paura, ansia, depressione, ogni tipo di cose, ma in una certa persona è un po' in eccesso, un po' troppo, non è una malattia mentale, ma è una mancanza di equilibrio, e possiamo anche aiutare questa persona con la medicina. Di solito ci sono medicine che ti aiutano a rilassare, o magari attività fisica o parlare, una terapia, anche eccessi nelle abitudini alimentari. Ma se noi parliamo delle malfunzioni nel sistema del pensiero, che già è nel programma del cervello, una malfunzione nel programma stesso, è qui che parliamo della malattia mentale, perché essi causano distorsione nella percezione di te stesso e del mondo. Anche la paura, quando c'è paura io percepisco il mondo in maniera diversa dagli altri, ad un tratto sono più preoccupato, sono depresso, vedo tutto nero, ma ripeto queste cose sono soltanto stati, semplicemente esagerati, di quello che esiste in tutti. Invece con le malattie mentali non è soltanto un’esagerazione nella percezione è una distorsione, ad un tratto le persone hanno ogni tipo di immaginazioni, divisioni, sentono voci, c'è un distacco nel tempo e nello spazio, c'è una separazione di te stesso e del mondo. Anche il mondo è separato in pezzi, e sembra che, se una persona ti tratta in un certo modo non è neanche lui, non è soltanto essere sospettosi, ma è un sospetto esagerato in maniera non sana, questa viene detta la percezione distorta, sono le malattie mentali e sfortunatamente non siamo capaci ancora di curarle. Nella storia ci sono sempre state persone malate, malattie del sistema nervoso, la paura, mancanza di sicurezza, ansie e ogni tipo di cose. Le persone erano più calme, eppure esistevano sempre le malattie mentali, e nei nostri tempi visto che abbiamo ogni tipo di medicazione, è difficile per noi portare statistiche, anche oggi è molto distorto, è difficile parlarne, ma possiamo parlare dei numeri, perché le malattie mentali sono diventate molto evidenti, si evidenziano. Ne soffrono tante persone: possiamo dire che fino al 30% soffrono di depressione. Fenomeni come la depressione, paure, ansie, forse addirittura del 30% hanno questi disturbi, è questo che dovremo dire. Escluse le persone che sono malate mentalmente, che dobbiamo curare, e notiamo costantemente che ci preoccupiamo di loro in un certo modo, li rendiamo sicuri o ci mettiamo noi al sicuro da loro. Possiamo anche dire che fino al 10% se non di più, delle persone intorno a noi non vengono definite con una malattia mentale e invece l’hanno; dicono fino al 15%. E puoi vederli nelle strade nei posti di lavoro, hanno leggere diversità dalla norma e senza le medicine riescono comunque ad andare avanti. Hanno delle leggere deviazioni eppure riescono a vivere in maniera che non vengono considerate malate, magari sono un po' strane. Lo so perché per molti anni ho trattato le persone: venivano da me con ogni tipo di lamentela, e secondo questa grande massa di persone che venivano da me con questi disturbi, dico che c'era una grande parte che dovevano essere definiti come malati di mente, anche se non lo sono per la società o l'organizzazione della salute, il ministero della salute.
Anche se le malattie mentali possono essere trattate parzialmente, un po' equilibrate, la cosa più importante è che non facciano del male a loro e alle persone che li circondano, di modo che non useranno la loro conoscenza della realtà, e sappiano come comportarsi. Questa è la nostra prima preoccupazione, non possiamo mai essere sicuri che non esploderanno, non scoppieranno, perché i nostri cervelli sono sotto un grande sviluppo, i nostri cervelli ricevono attacchi dall'influenza dell'ambiente, dai media, dai telegiornali e così via. Quindi una persona è a grande rischio, dobbiamo sempre tenere queste persone al sicuro, aiutarli e prenderci cura di loro per vedere se sono in grado di gestire questa pressione nella vita. Di solito cercano una vita facile, un lavoro più semplice, in fabbrica con delle azioni semplici, come in una linea di assemblaggio, sia gli uomini che le donne. Hanno una casa, una famiglia, vivono in maniera molto convenzionale, con una struttura costante nella loro vita e questo li aiuta ad andare avanti. Noi non li vediamo, non li sentiamo, non è come con la droga o con l'alcol: queste persone non si vedono di più, non si mettono in evidenza, non si notano. Riguardo alle malattie mentali, che vengono dalla malfunzione della natura interiore, i problemi di solito arrivano alla persona in maniera ereditaria e, anche se non scoppia, non vuol dire che non lo farà tramite un certo tipo di cause esterne. Quindi nessuno può dire di sé stesso che è sano e che non è malato tutti dobbiamo essere sospettosi verso gli altri e anche verso noi stessi, perché la malfunzione del programma interiore può accadere in qualsiasi momento nella vita. Ci sono ogni tipo di test per fare questo, perché abbiamo bisogno di persone speciali, come piloti, persone che vanno nello spazio o ufficiali, abbiamo bisogno di queste persone che siano responsabili, e ci sono test speciali per i primi ministri, posizioni dove si prendono decisioni. Intorno a queste persone creiamo un meccanismo che li controlla tutti i giorni, li rintraccia, li mantiene con un certo numero di persone intorno a loro, gli si fa il monitoraggio, perché nessuno è certo di quello che può succedere. Una persona che si trova nella posizione di dover prendere delle decisioni, sa che ci sono intorno a lui dei meccanismi che si prendono cura dello stato mentale del leader. Con le malattie mentali noi sappiamo che è un problema nel programma della persona e, fino a quando una persona non arriva a un malfunzionamento, non possiamo dire se funziona correttamente o no, ci possono essere tali risultati o condizioni interne, dove ad un tratto qualcosa sorge. Lo vediamo nella storia, dalla nostra esperienza, di solito le identifichiamo e poi completiamo tramite la medicina, modi di vita; a volte queste persone vengono messe nelle istituzioni, chiuse sotto controllo medico. Una persona è un sistema, un sistema corporeo e un sistema interno, e questo sistema interno è il programma che ci conduce nella vita, mentre il sistema fisico mantiene il funzionamento del corpo.
OREN: Come deve essere?
Proprio come il sistema nervoso, linfatico e tutti gli altri sistemi che funzionano regolarmente. Il corpo funziona come una macchina, come un animale, e questo funzionamento fisico dipende anche dal sistema nervoso, quello interno, il sistema emotivo dei desideri. Comunque il corpo è solo un animale, poi hai il sistema nervoso che è quello che opera sul corpo e porta equilibrio nel suo funzionamento quotidiano, nell'assorbimento dei dati esterni, sul modo in cui il corpo agisce alle informazioni esterne, come una persona funziona nel mondo esterno: quanto devo rispondere a questi stimoli esterni e rispondere al mondo.
OREN: Come rimango in equilibrio col mondo?
Anche se ci sono ogni sorta di impulsi forti o stimoli che la influenzano, la persona deve comunque tornare all'equilibrio ogni volta. Se per esempio c'è uno tsunami, c'è paura, impazziamo, non è che siamo pazzi, è mancanza di controllo, tutto dipende dal sistema nervoso, quanto può mantenerci in equilibrio e quanto il nostro cervello può rispondere a esso. La maniera in cui prendiamo decisioni, non è il nostro sistema interno, non è il nostro “Nefesh”, è solo il modo in cui rispondono gli animali, e per loro è più semplice, sono più vicini alla natura e quindi le decisioni sono più veloci, fanno meno sbagli e di solito è molto più facile per loro che per gli esseri umani. Gli umani trovano difficile gestire anche i comportamenti più semplici, fanno tanti errori, ma comunque parliamo ancora del funzionamento del corpo che è come il corpo di un animale. È un po' più complicato, ma quando parliamo della nostra anima, del nostro “nefesh”, esso ha uno sviluppo speciale e quindi è molto delicato, molto interno e, visto che siamo in questo sviluppo che la natura determina, non capiamo il nostro modo di svilupparci. Se noi cercassimo di capire apriremo per noi stessi un mondo intero, prima di tutto parleremo delle “reshimot” (reminiscenze) che sono quei dati dentro la nostra memoria, che scorrono e sono riempiti l'uno dopo l'altro, attraverso i quali noi cresciamo. Queste reshimot, queste impressioni, includono le nostre prossime forme.
OREN: Cos'è una reshimot?
È una impressione, così come i nostri geni emergono uno dopo l'altro e ci evolvono, abbiamo anche queste reshimot, queste impressioni nella nostra mente, nella nostra memoria interna dove tutti i nostri stati futuri sono scritti. Proprio come in un computer, escono e si manifestano l'uno dopo l'altro, in una fila di causa ed effetto, è così che io mi sviluppo e questo determina tutta la mia vita. Se potessi leggere questa memoria, all'inizio della mia vita, internamente, se entrassi in questa memoria saprei già tutti gli stati che devo attraversare. Se leggessi questa memoria, di tutte le persone, di tutta l'umanità, saprei come deve avanzare l'umanità nella connessione reciproca, in questa forma chiusa di connessione, uno dopo l'altro, giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino alla fine della vita di ognuno noi. Come partoriamo i nostri figli? Anche loro sono inclusi in questa rete, perché noi siamo in questo grande computer che è il sistema naturale. Questa unica rete che ci chiude insieme e ci comprende tutti, ci porta a un'influenza reciproca. Attraverso questa rete, ed in aggiunta alla rete dell'anima (nefesh), Possiamo vedere che siamo tutti connessi in reti di diversi tipi, del sistema nervoso, dei nostri corpi, dei nostri organi; siamo tutti interconnessi a questo unico sistema. Anche se ci sembra di essere separati è soltanto una nostra impressione, al contrario, tra noi ci sono infinite connessioni di tipi diversi, e tutte queste interconnessioni, a livello inanimato, vegetale, animale e umano, sono legate tutte insieme: questa si chiama natura. Se conoscessimo questo meccanismo, sapremmo cosa sta succedendo ad ognuno di noi e tutti insieme, dove siamo diretti, qual è la nostra forma futura o i nostri stati, e come dobbiamo comportarci in ogni momento della nostra vita per soffrire di meno e così via. Ora siamo in questo stato dove siamo diretti verso l'apertura, verso il conoscere questo grande meccanismo.
OREN: Se ho capito questa immagine, noi siamo in questo computer che è la natura, ogni persona è la natura, e siamo tutti connessi in questa rete di computer. Se diciamo che una persona ha un disturbo mentale, c'è un malfunzionamento nel computer?
Sì.
OREN: E questo ci influenza? Diciamo che ce ne sono tre, di malati mentali, in questa rete di comunicazione....
Noi siamo tutti influenzati l'uno dall'altro, siamo tutti legati, è per questo che c'è il problema delle malattie ereditarie.
NITZAH: Ma come è connesso, questo, alla rete?
Perché siamo connessi ai nostri genitori, quelli che ci partoriscono e ci trasferiscono le loro informazioni genetiche.
OREN: Hai detto che il malfunzionamento è nel programma interno della persona, che causa lo squilibrio mentale, poi hai parlato di questa rete che circonda le persone e tu l'hai chiamato natura.
Non solo gli esseri umani, tutto quello che c'è: inanimato, vegetale, animale, umano.
OREN: Qui, però, la mancanza di equilibrio è più con la gente. Tornando alla malattia mentale, tu hai detto che questo succede in una persona che ha un funzionamento nel programma, quindi tornando alla rete di computer, qual è il malfunzionamento, esattamente?
È che non puoi connetterti giustamente e correttamente alla rete generale. Cosa sono io nel mondo? Il mondo è come sei connesso alla rete generale, questo è il tuo mondo.
OREN: E secondo cosa una persona si collega correttamente, cos'è la connessione corretta, la puoi definire?
Equilibrio massimo con tutti i computer che ti circondano, che sono le forme nel mondo e ti equilibrano nel tuo comportamento interno. La connessione corretta con gli altri computer questo viene detto la tua salute mentale. E in cosa è corretto? È corretto nel fatto che tu sei connesso reciprocamente con loro. La connessione corretta è quando senti che sei in una rete equilibrata, integrale, innamorato, "amore", in una parola.
OREN: Ma questo è un livello ancora più avanzato.
Questo viene detto equilibrio, sanità mentale. Siamo in queste relazioni e in un certo modo andiamo d’accordo. Vediamo come: vogliamo andare il più lontano possibile.
NITZAH: Come distinguiamo tra la realtà e l'immaginazione?
Malfunzione. Quello che è nel tuo computer, quando ti connetti agli altri, quando non va il tuo modem, cosa succede?
NITZAH: Non li sento, la comunicazione è disturbata, una persona dice una cosa e tu ne ricevi un'altra. Quindi io come so che il mio sistema va bene?
Per ora è secondo le persone intorno a te, dalle quali capisci se funzioni come loro, più o meno. C'è un accordo, tutti son d’accordo che questo è un bicchiere, niente di più, ma possiamo scoprire un sistema più alto. Non è che noi lo scopriamo: lo riveliamo tra di noi, quindi possiamo avanzare verso una connessione superiore, migliore, e scopriremo che ieri eravamo più rotti e oggi siamo più connessi, e le forme e i segni scorreranno tra di noi, i segni di connessione saranno migliori.
OREN: Come fa una persona normale a distinguere tra l'immaginazione e la realtà? Hai detto che una persona che non è sana, ha un problema in questo caso.
Proprio nel metterti in contatto con una persona. Oggi ho usato Skype per parlare con un gruppo lontano, a volte vedo la loro forma chiara e altre volte è vaga, su internet quindi io vedo che c'è un problema.
OREN: Una persona che non è sana, sa?
Lui vede entrambe le forme e poi sente che non è sano, a volte costantemente vede tutto vago, non è chiaro, e poi secondo i suoi segnali esterni noi capiamo che lui vede in maniera non chiara.
OREN: Come vedi lo sviluppo di questo fenomeno nel futuro?
Credo che noi non avremo tanto a che fare con la gente con malattie mentali. Se cominciamo a organizzare la connessione giusta tra noi, allora influenzeremo anche la loro correzione.
OREN: Dici che noi prossimi anni i fenomeni legati alle malattie mentali cresceranno o si ridurranno?
Siamo in uno sviluppo negativo, molte persone vogliono chiudersi dalla società, fanno uso di droghe, hanno ogni tipo di paranoie, di paure, vediamo persone che si suicidano o compiono atti di terrorismo. Questi fenomeni non sono sani, tanti hanno l'idea che avranno un paradiso una volta che hanno fatto questo. Quindi c'è un grande malfunzionamento nella società umana. Anche riguardo il futuro: una persona decide sul futuro come se sapesse. Secondo cosa però? Non c'è nessuna promessa. Questo comprende anche le persone più grandi, con responsabilità decisionali più alte. Quindi, vediamo da questa crisi quanto non capiamo dove siamo, non capiamo la realtà nella maniera giusta.
OREN: Cosa intendi?
Se non riesco a gestire quello che sta succedendo a me adesso, perché non lo definisco una malattia mentale?
OREN: cosa?
A volte noi chiamiamo pazzi quelli che non funzionano nella maniera giusta. Cioè loro non vedono il futuro in maniera chiara, anche se è chiaramente il contrario di quel che dice, lui sta parlando magari ragionevolmente e con importanza, dal suo stato, e tu puoi dire che è pazzo, perché? Secondo cosa determini il futuro e lo racconti a tutti gli altri? Non è come una persona pazza che determina che la sua immaginazione è un fatto. L'ego chiude i loro occhi, le persone che dicono cose sul futuro anche se non sanno, e lo dicono come fosse un fatto. È scritto che la distorsione è negli occhi dei saggi, che l'orgoglio può deformare la loro visione. E questo non vuol dire che è un po' pazzo, che già vede la realtà in maniera distorta? Quando percepiamo la natura così come è, e non vogliamo accettarla, è schizofrenia, ma è un fenomeno generale, è per quello che non lo definiamo come malattia. Tutto il mondo è distorto, la visione è distorta, non vedi il futuro, il futuro di domani, quando tutti soffriremo la fame o il caldo o il freddo, ogni tipo di problemi, malattie, e anche guerre mondiali? Tutti lo vedono! Tutti lo sentono, però dall'altro lato agiscono secondo una direzione totalmente diversa. Perché siamo diretti nella direzione sbagliata? tutti dicono che stiamo entrando in questi problemi. Perché la gente non cambia direzione? Perché questo non viene definito un disturbo mentale?
OREN: Di chi?
Di tutti!
OREN: Beh, se tutti sono malati, vuol dire che tutti sono sani.
Esatto. Questo è il problema.
NITZAH: Se una cosa è la norma, allora va bene.
OREN: Io non capisco. Se tutto il mondo si sbaglia sui pensieri del futuro, allora tutto il mondo è pazzo?
Sì! Tutto il mondo è pazzo. Solo colui che vede la natura, agisce secondo natura e quello che la natura dice, e procede secondo questo, solo lui è sano, anche se va contro il nostro comfort.
OREN: Prima hai detto che la natura è una rete di computer, che ogni persona è un computer, e tutto il sistema è la natura.
Sì, la natura si mostra a noi come un sistema globale, integrale. Perché noi non ci rendiamo uguale ad esso? Perché non vogliamo connetterci a questa rete? Quello che è chiaro è che noi guadagneremo da questo. Tutti i malfunzionamenti ci sono perché non siamo interconnessi correttamente, ognuno legge l'altro nella maniera sbagliata.
NITZA: Come ti connetti a questo? Al fatto di essere consapevole o non consapevole? Ci sono delle persone che hanno una malattia mentale e lo sanno, altri no.
Anche nell'umanità ci sono quelli consapevoli e quelli no. Io ti posso portare milioni di articoli da professionisti, scienziati, che parlano di noi e della necessità di essere connessi, e che dobbiamo cambiare il sistema di connessione tra noi. Eppure ci sono persone che non guardano e agiscono secondo l'impulso, c'è una separazione.
NITZAH: Cosa vuol dire essere consapevoli?
Essere consapevoli è adattarci alla connessione giusta, naturalmente. L'inanimato, il vegetale e l'animale sono nella connessione giusta fra loro, solo l'uomo rovina questa connessione fra tutti, è così che dobbiamo adattarci, loro lo fanno istintivamente, naturalmente, noi dobbiamo farlo consapevolmente.
OREN: Cosa vuol dire istintivamente? In natura il più forte mangia il più debole e anche l'uomo lo fa. Quindi ci adattiamo?
Sì, l'unico problema è che tutto quello che succede a livello vegetale e animale viene proiettato dagli esseri umani, siamo noi che rompiamo il loro comportamento.
OREN: No, non mi hai capito.
Se la gente non si comportasse come lupi l'uno verso l'altro, allora anche la natura si comporterebbe diversamente.
OREN: Cosa vuol dire diversamente?
Noi siamo in questo modo, è per questo che succede anche nella natura.
OREN: Che si mangiano? Ma questo gli serve per vivere!
Come lo sai che questo è l'unico modo in cui possono esistere?
OREN: Cosa intendi? Loro c'erano prima di noi sul pianeta.
Poi?
OREN: Uno mangia l'altro, ed è così che si crea l'equilibrio in natura. È il cerchio della vita, succede anche nell'umanità.
Io qui non sono d’accordo, però mi è difficile spiegare cosa succede, perché poi dobbiamo entrare nella percezione della realtà e non c'è storia, non c'è il dopo, è quello che io percepisco coi miei attributi. Non esiste il mondo è all'esterno di me, e non esiste un mondo che è esistito un milione di anni fa coi dinosauri. È tutto fuori di me, ma qua stiamo deviando dalla questione.
OREN: Abbiamo l'immagine dei computer: hai detto che c'è un programma e ci sono poche persone che lo capiscono, quindi vediamo verso dove l'umanità si sta sviluppando. Vediamo che chi non funziona secondo questo grande computer dove noi siamo, viene detto pazzo, se applichiamo la definizione alla persona privata, vedremo che questo modo egoistico di relazioni negative è pazzia. Se noi parliamo di questo programma che ci conduce, ha un funzionamento diverso. Cos'è questo modo diverso di funzionare? Cos'è questo modo in cui dobbiamo relazionarci l'uno con l'altro?
L'equilibrio tra tutti, vuol dire che ogni persona sente l'altro come sé stesso, e si comporta verso l'altro proprio come si comporta verso di sé.
OREN: Ma gli altri non sono lui.
Sì, ma ama il prossimo come te stesso. Ami te stesso, no? Quindi devi relazionarti agli altri come ti relazioni a te stesso. Questo viene detto amore.
OREN: Questo è il segreto che ha questo computer?
Poi arrivi all'equilibrio con tutti i sistemi.
OREN: Ma è dall'inizio della storia che cercano di farlo. E quindi cercare di farlo sembra pazzo e irrazionale.
Sì, è irrazionale, ed è lì che dobbiamo arrivare.
Come lo faremo?
Non abbiamo scelta, sennò muori. Molto semplice, ci sono due cammini davanti a te: morire o ricevere il metodo della correzione, creare la connessione giusta tra tutti, attraverso questo metodo che viene detto la saggezza della Kabbalah.
OREN: Quando una persona ha una malattia mentale, tu gli dai una medicina per equilibrare il suo sistema, cerchi di ridurre i sintomi. Cos'è la medicina che deve ricevere l'umanità per gestire, per riempire "ama il prossimo come te stesso"?
Esercizi, detti Workshop di connessione.
OREN: Cosa faranno?
Mentre cominciano a fare gli Workshop iniziano a sentire che una forza speciale opera su di loro, li cambia, è lo stesso sistema. Noi siamo in questo sistema, siamo dentro come elementi, i pezzi rotti, fino al punto che possiamo provare a diventare parti corrette. Il sistema stesso ci guarisce. Come una persona quando è malata, ha qualcosa, ma cerca, fa ogni tipo di esercizio, ogni tipo di azione e, attraverso questo, sveglia la forza della natura in lei e che la guarisce. La sessa cosa vale anche qua. Attraverso i nostri sforzi invitiamo, evochiamo questi poteri nella natura che ci guariscono, che ci portano ad una connessione più sana.
OREN: Perché questi sforzi in passato non hanno guarito la società?
Perché non era pronta, non avevamo la crisi globale, solo adesso lo scopriamo, solo adesso sappiamo che il nostro sistema è rotto.
OREN: Non capisco, l'umanità ha superato crisi peggiori di questa?
Ma non era una crisi nelle relazioni tra le persone. L'umanità non si pensava rotta: è il sistema delle relazioni tra persone. Oggi cominci a scoprire che non manca niente, a parte la relazione giusta tra le persone, attraverso la quale risolveremo tutti i problemi, e senza la quale non risolveremo niente.
NITZAH: C'è una maniera di monitorare questo sistema?
Sì. È un sistema molto saggio, è la natura. E c'è un sistema di monitoraggio, che è quello tra tutti noi. Non è in un unico posto, è diffuso tra tutti noi, non tra una persona, ma tra tutti. Quindi se una persona esce da sé verso gli altri, si trova già in questo monitoraggio.
OREN: Cosa significa "tra tutti noi"?
Queste reti, queste connessioni.
OREN: Sì, ma tu parli di monitoraggio.
Sì, è qua che sono tutte le connessioni, proprio come scopriamo nella nostra testa il nostro cervello, il meccanismo speciale. Il numero infinito di connessioni sono sé stesse il posto di monitoraggio.
OREN: Cosa monitorano?
L'equilibrio tra tutti.
OREN: Allora perché non c'è una connessione, adesso?
Per darti la possibilità di arrivare a questo equilibrio consapevolmente, perché vogliono che tu sia consapevole.
OREN: Quindi non c'è monitoraggio e io mi assumo la responsabilità?
No. Da un lato tutto esiste e avanza secondo questo monitoraggio della rete, dall'altro lato tu, che sei un malato mentale, sei fuori equilibrio rispetto a questo monitoraggio, e vieni condotto attraverso questo squilibrio. Questo squilibrio viene sentito tramite la crisi, e accade in modo che tu possa giungere al sistema di monitoraggio.
OREN: Quindi c'è un monitoraggio o no?
Sì, la natura ti sta monitorando, ma non c'è monitoraggio da parte tua.
OREN: Non capisco.
Tu e 7 miliardi di persone, siete monitorati totalmente dalla natura, non avete libero arbitrio. Avanzate secondo un programma che vi connette sempre di più, ogni secondo, ogni momento. Questo da un lato, dall'altro lato sei arrivato a uno stato dove, da questa rete che ha cominciato a connetterti a livello immobile, animale, vegetale, hai cominciato a scoprire la connessione a livello umano, secondo cui devi essere connesso agli altri, in una connessione sempre più reciproca, come un unico corpo, come un sistema analogico integrale. Devi arrivare ad un grado di connessione al di sopra del tuo ego. Non è importante come lo definiamo, ma devi scoprire questo potere di connessione che viene detto “i diversi livelli dell'anima” (Nefesh), e questa è la connessione tra tutti. Poi cominci a sentire la tua mancanza di adattamento a questo sistema, questa è la crisi attuale nell'umanità. Non può essere corretta con nessun mezzo, per questo ci sentiamo impotenti. Noi non capiamo, e non sappiamo perché non siamo in grado di trattare questa crisi; crisi che si presenta in ogni tipo di connessione tra noi, a casa, in famiglia, nell'educazione, nella cultura, nella scienza, nelle finanze, in economia ed in qualsiasi campo. Noi non siamo in grado di arrivare alla correzione, sta diventando tutto sempre più rotto, perché noi non ci adattiamo al sistema che si rivela sempre di più. La nostra situazione attuale sta peggiorando perché l'ego cresce, diventa più forte, quindi fra di noi siamo più divisi. Perciò ci sentiamo sempre più opposti al sistema della natura che ci connette, e la differenza fra questi sistemi ci porta alla sensazione di crisi.
OREN: Ma allora la nostra malattia non è schizofrenia! io non capisco questa situazione. Siamo connessi o no?
Da parte della natura noi siamo connessi al 100%, da parte nostra è a seconda di come tu sei connesso a tutti: non vuoi neanche guardare l'altro!
OREN: La nostra parte è quella che è nella nostra testa, la nostra consapevolezza? Quindi lì noi non siamo connessi ed è per questo che non ci importa dell'altro. Dove siamo connessi?
In natura, dentro.
OREN: Dov'è questo dentro?
A livello del nostro cervello.
OREN: Ma non lo sento, sennò guarderei le persone.
Non senti il tuo cervello. Lo senti? È una domanda. Tu non senti tanti sistemi.
OREN: Sì, io adesso non sento che siamo connessi all'umanità, non mi sento connesso a te e, generalmente, non mi importa di te, per niente. Quindi lo stato è che non siamo connessi bene. Tu hai parlato di "ama l'amico come te stesso", io adesso non provo l'amore verso l'amico o verso lei o te, questo è il nostro stato attuale. E tu mi stai dicendo: da qualche parte in natura c'è uno stato dove siamo connessi in "ama l'amico come te stesso”, ma dove?
Non lo senti, è dentro la natura.
OREN: Ma dove? Nel cielo, nella terra. Dove?
Nella connessione tra di noi.
OREN: Ma io non ti amo, non sento connessione tra di noi.
Sì, ma è un'altra forma di connessione: non secondo il tuo desiderio, ma secondo il programma della natura, e lì ami tutti.
OREN: Ma dove?
È fuori dalla tua sensazione, ma c'è.
OREN: Ma chi lo sente se non lo sento io? Nitzah, tu senti che mi ami?
NITZAH: No
OREN: E quindi chi lo fa?
Ci sono persone che lo scoprono.
OREN: Ma loro lo sentono e io no, io non amo nessuno!
Sì, ma soffri ed è dovuto a questo. Quindi io ti spiego come uscire dalla sofferenza, arrivando alla connessione proprio come è questo sistema interno.
OREN: Ma dov'è questo sistema interno?
Noi dobbiamo fare Workshop, esercizi dove una persona gradualmente comincia a connettersi con le altre, e poi inizierà a sentire, a possedere il senso attraverso il quale crea, con queste 10 persone con cui si trova in attività, una nuova sensazione e nuovi attributi. Poi comincia a vedere che la rete interna esiste, comincia ad avere un nuovo senso per ricevere questa rete, un senso con cui avvertire la connessione tra esseri umani, migliore o peggiore, più frammentata o corretto: tutto attraverso queste attività.
OREN: Quindi non c'è monitoraggio! prima hai detto che c'era. Io ho appena migliorato la mia connessione, tu hai parlato di un monitoraggio, tu ed io siamo due computer, c'è un network, è lì che abbiamo la stanza di monitoraggio, che vede che tutto si avvicina alla connessione? Ci sono tanti esercizi psicologici per sviluppare il mio amore verso di te, quindi sono esercizi?
Ma se non c'era questa rete non ti sentiresti diviso.
OREN: Cos'è “diviso”?
Sei in una brutta situazione, dove senti che la tua condizione non è buona in confronto a qualcos'altro. Quindi tu hai un’unità di misura, come luce e buio, buono e negativo, e poi determini il tuo stato, se lo vuoi o no. Noi stiamo sempre misurando, non controllando, vediamo solo il risultato, il nostro stato in confronto a quella rete ideale.
NITZAH: Impariamo quanto siamo connessi secondo quanto siamo divisi, quindi più grande e sfaccettata è la crisi, più può essere buona la connessione tra di noi?
No. Noi ci vediamo più divisi e, dalla divisione, vediamo quanto possiamo connetterci, ma questo ci porta a ulteriori problemi. Quindi se parliamo in anticipo di quanto dobbiamo essere connessi, allora possiamo risparmiare questi colpi. Se in anticipo ci organizziamo in cerchio e discutiamo di queste nuove relazioni, diverse relazioni nella vita, allora alziamo la sensibilità alla connessione. Cominciano a vedere e ad essere più sensibili e come un piccolo colpo diventa grande, li aiuta, li risparmia dalla sofferenza.
OREN: Vediamo se ho capito: con "ama l'amico come te stesso" sta tornando alla consapevolezza, giusto?
Sì.
OREN: Perché "ama l'amico come te stesso" sono io che acquisto consapevolezza?
È il sistema generale della natura, tramite questo conosci tutta la natura stessa e smetti di essere pazzo.
OREN: Perché?
Perché vedi che il mondo è diviso.
OREN: Sì, ma perché se io amo l'amico allora vedo il mondo diversamente?
Perché scopri il sistema di connessioni. Vedi il mondo in maniera uniforme, integrale, proprio come lo è da sempre, solo che tu lo vedevi diviso. Eri diviso, nella percezione sbagliata e non hai corretto il mondo, ma la tua visione. Ora finalmente sei guarito, sei integro e tutto il mondo è sano e tutti sono in una grande anima corretta. Ci sentiamo realmente connessi, senza limiti, un mondo buono è davanti a noi. Correggere la nostra anima è tutto il metodo, è la guarigione dell'Anima o Nefesh.
OREN: Quindi finiremo con queste parole, grazie Rav Laitman, grazie Nitzah, grazie a voi spettatori ci vediamo la prossima volta, arrivederci.
(Fine della conversazione)