Nuova Vita 529 - Cosa è la preghiera?

Nuova Vita 529 - Cosa è la preghiera?

Episode 529|26 feb 2015

Nuova Vita

Conversazione numero: 529

Cosa è la preghiera?

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 26/02/2015

Oren: Buongiorno a tutti. Grazie per essere qui con noi a “Una nuova vita”, la serie di studi con rav Michael Laitman. Buongiorno rav, buongiorno a tutti. Ciao Tal. Oggi stiamo studiando, nella conversazione col rav, come vivere con una bella relazione con Dio, una relazione intima. Rav ci insegna il concetto della preghiera, che la preghiera è un mezzo per cui l’uomo può arrivare a un vero cambiamento nella sua vita. Ma quando vediamo che per alcune persone, ci sono preghiere che ricevono risposte, per altre no. Vogliamo sapere cosa pregare in modo corretto.

Tal: Quando parliamo della ricerca della connessione con Dio, la preghiera è una cosa che va insieme a questo, qui c'è qualcosa di poco intuitivo. Come può essere che qualcosa che io produco, faccio, produce un cambiamento reale, non sappiamo come veramente funziona. Vogliamo imparare come può essere realmente che il mio desiderio, la mia preghiera, la mia richiesta possa creare un tipo di cambiamento. Ci sono tante domande su questo e tante persone, in particolare la domanda è: come fare questo in modo corretto, per raggiungere le cose che vogliamo? Ho qui una definizione di wikipedia.

No no no.

Tal: In modo generale, quello che sappiamo.

No no. Se parli di wikipedia è bene avere una definizione, ma io non voglio sentire quella definizione. Non voglio sentire in qualche modo, applicarmi a questo, cercare un accordo con la definizione di wikipedia.

Tal: Ok, partiamo dal punto che non lo sappiamo e vogliamo sapere realmente cos'è la preghiera. È qualcosa di istintivo per noi, perfino la persona più razionale o laica soffre e quando soffre esce da lui un tipo di preghiera o un urlo verso qualcosa che è al di sopra di lui.

Sì, questo è corretto. Prima di tutto dobbiamo capire che stiamo in una realtà e per mezzo della preghiera c’è quello che vorrei, cioè abbiamo un punto, l'inizio e abbiamo l'altro punto, la fine. Per mezzo della preghiera voglio cambiare me stesso da uno stato ad un altro. Certo, ok. Qual è la realtà che io sento adesso, nella quale mi trovo? Come è creata e come voglio che sia in quest'altra realtà? È il mezzo per cambiare questo. Parliamo della saggezza della cabala che ci porta precisamente all’aspetto pratico e scientifico, non alla preghiera o all'urlo che vediamo in qualche luogo a Tel-Aviv. Il club dell'urlo si trova a Tel-Aviv. Una definizione come la possono dare su wikipedia o altri psicologi, non intendo questo, ma parlo della prospettiva della saggezza della cabala. La realtà che noi sentiamo si dipinge in noi, tra di noi. Ma tutte le qualità fuori di me, tutta questa realtà che sento davanti a me, è una copia, una mostra delle mie qualità interne con lo sfondo della luce superiore. Cioè io posso vedere le facce, i volti, gli aspetti della natura: inanimato, vegetale, animato, vedo tutti i tipi di fenomeni come se accadessero fuori di me, ma tutto ciò che vedo sono processi che passano. Questo deve essere chiaro per tutti, a tutti i fisici, psicologi, non ci deve essere Einstein, questo si sente, è saputo da tutti che noi così vediamo la realtà. Questo è quello che succede, sento che succede al di fuori ma lo raggiungiamo da dentro, è il contrario, quello che c'è dentro di noi è quello che accade fuori, perché io possa rapportarmi con questo nel modo corretto, attraverso il mio ego, cioè con la correzione del mio ego posso mettere tutta questa realtà intorno, dentro di me. Non è semplice quello di cui parlo adesso. Forse è come se parlassi di fantascienza, ma è quello che la saggezza della cabala ci dice. E chi vuole capirlo va bene, e chi no, no.

Oren: Di nuovo la definizione?

La realtà che vedo al di fuori è la realtà che io creo dentro di me.

Oren: E’ una cosa che creo dentro di me?

E’ una proiezione della mia interiorità.

Oren: Come un proiettore in uno schermo?

Sì.

Tal: Le mie qualità, i miei pensieri?

Sì, tutto. E per questo preghiera si dice Lehit Palel, che è un verbo riflessivo.

Tal: Cosa vuol dire Lehit Palel? Pregare, in ebraico? Una persona che vuole cambiare...

Cioè, giudicare sé stesso, questo è quello che significa Lehit Palel.

Tal: A volte prego e la preghiera è per il ringraziamento.

No no no. Questo non importa. Dopo possiamo parlare di questo. Lehit è una cosa riflessiva. Che passa dentro di me, attraverso di me. Cioè la preghiera viene dalla profondità del cuore. Connettere il cuore.correggere il cuore ecc ecc. di questo si tratta. Non stiamo parlando semplicemente di gridare alla montagna, alle rocce, alla forza superiore come in questo club dell’urlo che c'è a Tel-Aviv, ma stiamo parlando della realtà. Non semplicemente di stare bene, perché se è così posso prendere un bicchiere di whisky, posso urlare o posso fare qualcos'altro. Oppure uscire attraverso. Ma quando parliamo della preghiera è un cambiamento della realtà. Il cambiamento della mia realtà interna e come risultato io cambio anche la realtà che c'è fuori. Perché quello che c’è fuori è una proiezione di quello che c'è dentro di me.

Tal: Questo non è chiaro. Come può essere?

Poco a poco dobbiamo abituarci a questo e capire la relazione tra una cosa e l'altra. Non è chiaro perché dobbiamo riconoscere che il nostro ego è quello che differenzia me da quello che c’è fuori di me, e se io correggo il mio ego, è come se lo cancellassi, scompare. Allora io e quello che c'è fuori di me si connettono insieme, non c'è differenza fra ciò che sono io e ciò che è al di fuori di me. Se io lavoro contro il mio ego, quello che c’è fuori di me comincia a essere più vicino e più amato di quello che sono io per me stesso. Allora comincio a capire che quello che c'è fuori di me è un grado superiore, il prossimo mio grado che si chiama parlante. E se io ho presente il grado animato e se recepisco su di me l’ “ama il tuo prossimo come te stesso” più di quello che faccio con me stesso, perché adesso amo me stesso più degli altri, in questo modo attiro su di me questo grado superiore, che è il grado parlante e il grado animato si abbassa.

Tal: Ok, non è facile.

E’ bene ascoltare e poco alla volta...

Oren: Ho capito due cose che il mio ego mi differenzia.

Da tutto ciò che c'è al di fuori di te.

Oren: Si, e se ricevo su di me l’“ama il tuo prossimo come te stesso” posso innalzarmi a un grado più elevato?

Per il fatto che tu accetti questa condizione dell' “ama il tuo prossimo come te stesso” il prossimo è tutto ciò che c'è fuori di te, principalmente si riferisce alle persone, se le recepisci come simboli , se ami loro più di te stesso, cioè adesso tu ami te stesso più degli altri, ma se tu ami loro e diventano loro più importanti di te stesso, se tu fai questo, prendi tutto ciò che c'è fuori e ti rapporti con questo come la cosa più importante, allora prendi tutto questo come uno stato, come un grado superiore a te. Ne consegue che questo stato, questo grado che è il mondo fuori di te comincia ad essere il mondo spirituale. Tu cominci a vedere questo in Ruach e in te stesso, l’Adamo che c'è in te, il grado di Adamo che c'è in te. Il fatto che adesso ami te stesso, questo è il grado animale e quello che ricevi dal di fuori, che si innalza al di sopra di te, nel tuo presente, è il grado spirituale, il prossimo grado.

Oren: Due cose, la prima che tutto ciò vedo al di fuori di me è una proiezione di quello che c'è all'interno di me. Questo l'ho capito, ma adesso lei ha aggiunto che se voglio avanzare a una realtà più elevata, devo sviluppare in me amore verso tutto, tutto ciò che mi circonda. Allora all’interno di queste definizioni dove si trova il concetto della preghiera?

Per poter passare da uno stato, dallo stato presente nel quale mi preoccupo solo di me, allo stato in cui mi preoccupo di quello che c’è fuori di me, devo.ho bisogno della mancanza, del desiderio, un'attrazione grande, perché questo accada. E anche come posso portare colmare questa mancanza?

Oren: Di nuovo...

Ho bisogno prima di volerlo, voler vedere il mondo esterno come ciò che è importante per me, come la cosa più importante per me.

Oren: Cosa vuol dire più importante? Di cosa?

Ti dico che loro sono molto più importante di me stesso. Questo si chiama “ama il tuo prossimo come te stesso”. Misuriamo da quello che amo e si chiama amore il fatto che io mi preoccupo più per lui che per me stesso. Questo vuol dire che io lo amo. In questo ci sono diversi gradi spirituali, corporali, prima di tutto io devo avere una mancanza. Così mi rapporto con la realtà.

Oren: Ok. Cioè, devo riprogrammare la mia relazione con la realtà?

Sì.

Oren: E quando?

Devo arrivare a questo, certo devo reagire a questo, da una parte. Secondo, dopo che acquisiamo una mancanza tale, perché per questo ci deve essere una preghiera, un mezzo per raggiungerla, allora ho bisogno anche di raggiungere la forza che mi cambia la realtà. Che in verità comincio non solo a voler amare il prossimo, ma lo amo veramente. Voler amare, volere e amare sono due cose diverse e io lo amo. Ma qui ho bisogno di chiarire perché, per cosa, qual è lo scopo ecc. e se in questo ci sono gradi, in questo ci sono gradi di amore, allora qui tutto il mio percorso si chiama la preghiera. In questo modo prego, lehit palel, giudico me stesso e tutto il tempo cerco come arrivare a questa forza superiore della natura, devo essere connesso con questa.

Perché tutto ciò che faccio è che esco da me stesso amando quello che c’è fuori di me, cercando di connettermi con tutta questa realtà che c'è attorno a me. Tutto il tempo devo essere connesso con la forza superiore perché in me non c'è nessun mezzo per cambiare questo stato. E allora mi connetto con la forza superiore e comincio a chiarire perché ho bisogno di questo amore, di mettere questa realtà dentro di me perché sia realmente con me, no realmente vedo che non è abbastanza preoccuparmi per me stesso, ma devo preoccuparmi per tutto il mondo, per tutta la realtà, anche dell'inanimato, vegetale e animato. Le persone, diciamo ok, ciò che c'è attorno a me, quelle del mio paese, ok, ma preoccuparmi per tutto il resto? Allora, se in questo modo comincio a chiedermi, qui comincio ad analizzare perché vivo, qual è la meta, cioè comincio a collegare la preghiera con cose a cui non ho mai pensato prima, cioè pensavo che la preghiera fosse una cosa per migliorare il mio stato, solamente per raggiungere, non so, diciamo una bella camicia, allora prego. Oggi non ci sono questo tipo di cose, c’è tutto in abbondanza. Diciamo che voglio raggiungere qualcosa che non è raggiungibile immediatamente: il reddito, la coppia, i figli,la salute, tutti i tipi di cose che in qualche modo sono al di fuori di me, ma il tema è vediamo che la nostra preghiera per il raggiungimento delle cose che mancano non ci aiuta, se siamo d’accordo o no con quello che c'è ma in qualche modo arriviamo ad un accordo, cioè dobbiamo capire qual è la preghiera che aiuta, che preghiera può darsi, che tipo di preghiera, e quando ci arriva la risposta a questa preghiera, a chi mi dirigo, esattamente? Non urlo semplicemente così come urlano a Tel-Aviv nel club dell'urlo. Sono dei pupazzi che urlano, là, non è una cosa vera. Allora devo sapere cosa devo gridare, devo urlare a qualcuno che mi aiuti. Cioè devo rivolgermi alla natura, a questa forza che crea tutta la realtà, crea anche me, che sostiene questa realtà e la accompagna verso uno scopo determinato e devo, con la mia preghiera, essere sicuro che questo programma della natura, in cui mi trovo adesso e che è connesso con me, per mezzo della mia preghiera possa essere influenzato. Non è una cosa semplice, io entro in un computer enorme, entro in un programma molto complesso e devo sapere come entrare in questo computer, diciamo se non so come entrare in questo computer, qua stiamo parlando di un computer che tutto il tempo funziona, agisce su di me, sul resto del mondo in modo globale, perché tutti siamo connessi uno con l'altro, diciamo che se ognuno urlasse quello che pensa, rimarrebbe qualcosa in questo mondo? Diciamo se io voglio cancellare tutti coloro che sono qua, cancellare tutto, voglio avere tranquillità e silenzio. Quante persone ci sono nel mondo che la pensano così? Diciamo c'è una valvola di sicurezza se pensiamo di dirigerci a questo in questo modo, ma sono sicuro che ci sono persone che la pensano così o che ognuno manda maledizioni all’altro, cioè dobbiamo sapere come pregare, come giudicare noi stessi e con questo possiamo attivare il meccanismo. Questo si chiama organizzare la preghiera. In verità, se nella nostra vita vogliamo cambiare qualcosa per noi stessi, con le nostre forze, secondo il nostro desiderio e portarci a uno stato specifico, migliore, dobbiamo sapere cosa è meglio per noi, magari dobbiamo sapere come arrivare a questo, per mezzo di cosa possiamo realizzare questo, certo, e da dove cominciare. Cioè, in verità devo essere una persona saggia, con occhi che vedono tutta la prospettiva davanti. E come posso influenzare tutti e tutti mi influenzano? Cioè, devo non semplicemente essere incluso nella realtà che è fuori di me, ma realmente devo conoscere il meccanismo.

Tal: Qual è la relazione tra il fatto e la persona...

Perché senza di questo non prega, semplicemente grida, vediamo migliaia di persone che pregano, ma in realtà ogni persona prega perché in ogni momento vuole che succeda qualcosa. Allora questa si può dire che è una preghiera, solamente che la nostra salvezza, la nostra fortuna è che questo sistema superiore non si impressiona dalle urla, dalle preghiere che facciamo.

Oren: Allora che tipo di preghiere ricevono risposta?

Questo è quello che dobbiamo scoprire. Finalmente la soluzione, io ti posso dire qual è la numero uno, solamente le preghiere che vengono dall'amore del prossimo.

Oren: E se ho bisogno di qualcosa che non è connesso col prossimo?

Non ti aiuterà.

Oren: Diciamo, io voglio essere sano. Se io prego per essere sano, lo sarò?

No.

Oren: Se qualcuno prega per me perché io sia in salute?

Può essere. Loro devono pregare dall'amore per il prossimo.

Tal: C'è qualcosa così?

Certo.

Oren: Cioè, se prego dalla profondità del mio cuore per essere sano non ricevo risposte perché ho pregato per me. Se ci sono persone che mi amano e pregano dalla profondità del cuore c'è la possibilità che mi guariscano?

No. Magari può essere, perché se loro pregano per amore verso di te, un amore che non dipende perché tu sei vicino a loro o perché dai loro qualcosa ecc. Se loro sono connessi con te in un sistema nel quale insieme vogliono amare l'umanità tutta, allora questo influenzerà. Ma se questo è perché dai loro qualcosa, o perché sei vicino a loro, questo non aiuterà. La preghiera è solamente sotto la condizione che arriva dal cuore pulito. Cosa vuol dire questo? Solamente dazione. Solamente al di fuori di me verso l'amore alle persone. Senza ritorno verso di me, senza interesse.

Oren: Se c'è qualcuno che prega per me senza nessun tipo di interesse ho la possibilità di essere sano? Quando io chiedo per me non ricevo salute, ma se qualcuno con amore, con dazione, chiede per me, ha la capacità di guarire?

Questo è un problema...le nostre preghiere.

Oren: Io vedo che alcuni si, alcuni no.

Tu non vedi il risultato....

Oren: Può definire qual è la preghiera che ci aiuta?

Solamente la preghiera di un cuore pulito per il bene del prossimo, per tutta l'umanità. Solamente questo aiuta.

Oren: Perché solamente questo? Perché se la preghiera non viene da un cuore pulito, perché se chiedo per me non aiuta?

Perché ti dirigi verso questo meccanismo che ordina il nostro processo di avanzamento verso la meta, nella quale tutti siamo connessi insieme, siamo ordinati, in ogni momento per il miglior modo del nostro stato. E tu vuoi che qualcosa cambi, nel nostro stato verso il bene generale fra di noi? Allora ne consegue che tu vuoi qualcosa che è contro la forza della natura. Diciamo che dobbiamo avanzare tutti insieme verso la connessione, l’unione, certo, solamente in questo modo la preghiera aiuta per portarci alla connessione più rapidamente.il percorso di Achishena. Però se diciamo, facciamo qualcosa buona per un'altra persona e non funziona, è perché io devo fare quello che è buono per lui per l'avanzamento. Così mi dice questa stessa forza superiore, questo programma della natura. È impossibile cambiarlo, per questo non funziona. La preghiera deve essere solo per muoversi in avanti, che io metto la mia forza dentro di questo avanzamento generale dell'umanità. Ma devo correggere me, te, lei, questo e quello, così tutti insieme avanziamo. In questo modo la preghiera è ricevuta, questo si chiama: “solamente la preghiera collettiva agisce”.

Oren: Il nostro tempo è finito. Abbiamo tante domande, continueremo su questo tema. La mia conclusione è: perché la preghiera possa essere ricevuta deve essere molto precisa, dobbiamo imparare parallelamente come fare questo.

Continueremo col tema. Grazie rav Laitman, grazie Tal, grazie a voi di essere stati con noi. Tutto il meglio, una nuova vita.

(Fine della conversazione)