Nuova Vita
Conversazione numero: 84
Stanco di vivere
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 17/10/2012
OREN: Ciao a tutti, grazie per esservi uniti a noi in questa serie di conversazioni con il Rav Laitman “UNA NUOVA VITA” ciao a tutti, ciao Nitzah, vi invitiamo ad ascoltare questa conversazione come parte di una serie di conversazioni sulla salute. Oggi abbiamo deciso di parlare delle forze interne di guarigione, con il Rav Laitman, in precedenza, abbiamo avuto delle conversazioni, in cui noi rappresentavamo un gruppo di 10 persone, gente normale, che lavora, che fa delle attività nei posti di lavoro, e hanno diversi tipi di malattie, ma nessuno riesce a capire cos'hanno, fanno dei test, dei controlli e va tutto bene, ma comunque ci sono tante cose che danno loro fastidio e quindi sono venuti qua a conoscerti per imparare qualcosa in più sulla vita e su ogni tipo di cosa che riguarda la salute, vogliono ricevere da te questa nuova prospettiva della vita, quindi durante questa conversazione io inizio, intervengo come se fossi uno di questi personaggi, questi 10 persone che studiano da te e Nitzah assumerà il ruolo di portavoce di questo gruppo e il tema oggi è : “ i nostri poteri interni “ .
NITZAH: Quindi, forse possiamo presentare le persone nello studio oggi, abbiamo una donna di 32 anni, madre di due gemelli, è stanca, le vengono giramenti di testa, poi c'è un uomo di 45 anni che è in sovrappeso, non riesce a respirare bene, poi abbiamo un altro uomo col mal di schiena, un ingegnere che ha anche dolori alle gambe, per lui è difficile lavorare ed è anche sotto pressione perché forse perde il lavoro, poi una donna di 38 anni che soffre di dolori allo stomaco, anche le sue analisi vanno bene, lei ha paura perché una sua amica ha avuto il cancro e lei ha paura di questo, poi abbiamo un'altra coppia che si sentono molto stanchi, è molto dura per loro, non hanno neanche la forza per andare a fare la spesa e anche altri amici che hanno ogni tipo di dolore, non riescono a concentrarsi e hanno molta paura di perdere il loro impulso sessuale. Come ha detto Oren, tutti hanno fatto delle analisi e le analisi vanno bene, eppure loro stanno subendo tutti questi processi e quindi sono qua con noi. Nella conversazione precedente abbiamo cercato di parlare, di pensare a cosa vorrebbero sentire da te, la cosa principale che abbiamo capito è che non hanno forza, sono stanchi, tanto stanchi e quindi gli ho chiesto: che tipo di forza vorreste? Immagina che puoi andare in un negozio virtuale per comprare una forza, che tipo di forza vorresti? Uno ha detto ottimismo, altri gioia di vivere, altri hanno detto la forza di volontà, hanno detto di sentire che non hanno la forza di volontà di alzarsi la mattina, non vogliono far niente, quindi la prima domanda è: forse ci puoi dare una nuova prospettiva, dalla tua direzione, cosa sono questi poteri della persona?
Quindi, prima di tutto dobbiamo capire che secondo le statistiche, questi sintomi che tu descrivi li hanno tutti, anche gli animali domestici, questo deriva dal fatto che siamo tutti interconnessi tra di noi e quindi è come se ci fosse un fattore virale qui che si trasferisce da uno all'altro, da continente a continente e tutti oggi nel mondo hanno questo problema di funzionare, perché non hanno motivazione, si sentono inutili, non sanno qual è il motivo per alzarsi la mattina e per far qualsiasi cosa. Se all'inizio del secolo scorso eravamo all'inizio di questo nuovo mondo con la tecnologia, la competizione, costruire questa nuova società; chiunque investiva forza aveva successo e si innalzava agli occhi degli altri, tutti avevano il desiderio di far questo, mentre oggi sembra che tutti abbiamo la stessa cosa, puoi fare qualsiasi cosa nel mondo, vai avanti ma non c'è motivazione, pensi a cosa ti darà in realtà. Il problema non è la mancanza di opportunità, è che non senti il perché, è un problema interno, il desiderio di una persona è cambiato, uno non vuole avere successo nel mondo, non vuole investire, sta calcolando ogni atto, ogni movimento e si sta chiedendo cosa fare, perché sembra che ogni azione non valga la pena di essere fatta così rimane com'è, senza movimento, allora cosa facciamo? Beh, non c'è niente che possiamo fare, o ci alziamo e facciamo quello che dobbiamo fare perché non abbiamo scelta, perché dobbiamo fare quello che è necessario per sostenerci, poi andiamo dai medici, perché sentiamo che dobbiamo. È molto difficile, la felicità, la gioia, alzarsi la mattina solo per guadagnare 2 dollari l'ora per poter andare al cinema o al ristorante una volta alla settimana, sedersi al bar con i miei amici, oggi non mi attrae, non vedo che valga la pena fare tutti questi sforzi per questo, è una fatica interna per tutti. Questo è un fenomeno mondiale, quindi io capisco prima di tutto che nessuno si sente meglio ma non diventa più facile se sappiamo che sono problemi di tutti, però vediamo che è un problema di tutti, oggi abbiamo ogni tipo di incentivi, forse vogliamo bere redbull, vedere le commedie alla televisione o forse l'opposto, forse abbiamo bisogno di droghe che ci calmino o che ci diano un po' di ottimismo per vedere il futuro attraverso occhiali rosa, o che ci disconnettono dalla realtà, o che ci diano energia, noi stiamo cercando cosa può sostituire la nostra mancanza di desiderio. In realtà non è mancanza di desiderio, è che il nostro desiderio è cambiato nella qualità, è diventato prima di tutto è un desiderio in cui siamo interconnessi, siamo più legati insieme, una volta succedeva che andavo a lavorare in fabbrica e facevo il mio lavoro, mentre oggi siamo così dipendenti l'uno dall'altro, anche attraverso i media, nella nostra connessione interna, trasmettiamo questa sensazione di stanchezza l'uno all'altro e si diffonde in tutto il mondo. Oltre a questo che è veramente un problema grande, generale, ci sono le radiazioni del sole, l’inquinamento dell'aria, pressioni, l'uomo si è distaccato dalla Natura, vive in una piccola cella in città, in condizioni artificiali, oltre al divano, alla tv, al computer, e comunque questo è un fattore in sé, si trova in solitudine. Qui, credo che dobbiamo accorgerci di questo fenomeno, da un lato siamo interconnessi e dall'altro abbiamo costruito un mondo dove possiamo nasconderci agli altri e non abbiamo la connessione naturale l'uno con l'altro, abbiamo connessione con l'immagine che vediamo sugli schermi, ci parliamo ai telefoni, è come se mi fossi chiuso in una bolla attraverso la quale mi connetto con gli altri, anche con i miei figli, con il mio compagno, con i miei genitori, tranne nei posti in cui veramente ho bisogno della connessione reciproca, allora lì parlo e invece ora sempre più persone vivono dentro di sé e io dico che questa è un'illusione dove capiamo che non dipendiamo l'uno dall'altro, perché invece siamo tutti legati agli altri e attraverso questa connessione, questi schermi, la rete interna che ci lega insieme, tutti noi siamo dipendenti l'uno dall'altro e attraverso questo, una persona riceve delle brutte influenze. Nel nostro mondo che ci presenta…che ci mostra un mondo integrale noi dobbiamo capire che il distacco, tra il nostro bisogno di connetterci in maniera più corretta e la mancanza di connessione che abbiamo creato, è quello che causa questo fenomeno. Quindi c'è un detto: “ogni crimine sarà coperto dall'amore” e io dico che tutti questi fenomeni, alla fine, solo l'amore e l'atteggiamento caloroso potranno guarirli. Se formiamo un gruppo che va in vacanza per alcune settimane, fa dei giochi, vive ogni tipo di avventura insieme, ci sono ogni tipo di specialisti con loro che li confondono, a proposito, li staccano da ogni tipo di problemi della loro vita, queste 10 persone non avranno problemi significativi, sono tutte questioni interne. È questo che noi dobbiamo fare, dobbiamo sviluppare una buona connessione tra di loro con giochi, connessione, contatto fisico che una persona respinge in questi tempi moderni, ognuno si mette nella sua macchina o nel suo appartamento, dietro la scrivania ecc. ecc. Non ci siamo accorti di aver costruito queste bolle private e mantenere il nostro spazio privato è diventata la nostra preoccupazione principale, quindi qui credo che dobbiamo dargli questa possibilità di guarigione, invece di creare questi show in televisione di politica e ogni tipo di cosa del genere, io farei vedere queste attività, con gente a casa, ognuno con la sua tv, con il suo computer, che potrebbe partecipare a questo, per dargli una sensazione di partecipazione, e parlare in maniera leggera, io inviterei tutti a fare queste attività, la sera o i giorni di festa. Noi ci connetteremo, ci libereremo di tutti questi problemi, perché l'unica cosa che manca alla persona in questi giorni è sentirsi connesso, connesso agli altri ed è difficile per lui uscire con altra gente, avanzare verso di questo, perché il nostro ego ci tira in avanti, ci tiene al sicuro dietro la nostra porta, dietro i nostri schermi, qui noi dobbiamo aiutare una persona a fare l'opposto, ad uscire fuori di sé e stare insieme agli altri. Questo è un grande problema, ma credo che se cominceremo ad avere successo con questo, diciamo che ci assumiamo la responsabilità della guarigione di queste 10 persone e li mettiamo in questi programmi, potranno anche pubblicizzare la cosa, è così che avanzeremo. Noi vediamo questo fenomeno come un fenomeno mondiale, la disperazione è la malattia del secolo, del ventunesimo secolo, e se noi potessimo con le medicine o con le droghe, ogni tipo di trip o di gite, di vacanze, se riuscissimo a colmarlo lo faremmo, ma oggi non è più possibile, non abbiamo più le possibilità, né finanziarie, anche la medicina stessa non aiuta più, nessuna medicina aiuta, non è importante quanto innalzi la quantità, la dose, non funziona, quindi è questo che ci rimane: non dobbiamo dimenticarci che “ogni crimine sarà coperto dall'amore” questa è l'unica cura. Quindi dobbiamo vedere che con questo noi curiamo, non solo questi sintomi psicosomatici ma curiamo anche tutta la società, la gente comincerà ad essere più legata insieme, cambieranno la società, lo stato, il mondo, quindi questi atti che non sembrano così importanti questa sono la chiave del cambiamento mondiale.
OREN : Io volevo chiederti di questa immagine che ci hai dato, come una delle persone di questo gruppo, di questo workshop, Nitzah forse dirà come si sentirà una donna, ma come un uomo, io mi identifico molto con questa immagine della bolla che ci hai illustrato e posso testimoniare che questo realmente è l'ambizione, l'aspirazione, la mia dico, sto parlando di me, questa è veramente la mia aspirazione, non voglio sorprese, gente, non voglio niente, diciamo questa è la mia bolla, io sono nella mia macchina, col mio computer, nel mio ufficio, nella mia stanza, ed è questo quello che io voglio, non voglio che cambi questo, quindi mi identifico molto con.....ma c’è una difficoltà qua, perché? Anche se io cerco di mantenere questa bolla, in maniera sicura, chiusa, ci vivo dentro perché mi difende, mi tiene al sicuro...
Protegge il tuo ego, il tuo ego, sennò cosa? Di cosa hai paura?
OREN: Mi protegge.
Si, perché tu hai paura che le persone entrino nella tua privacy, non è una paura fisica, non hai paura di essere ferito fisicamente, non vuoi che la gente entri nel tuo spazio privato.
OREN: Giusto, la cosa con cui mi identifico è che io mi chiudo in una bolla, anche da mia moglie, i miei figli, gli parlo, anche i bambini chiedono di avere una stanza propria, ma a parte i bambini, io parlo di me e io sento che tu stai parlando di me, quindi sento che questa bolla è il posto più sicuro per me, il posto migliore.
Ok ed è così che evolve il nostro ego nell'evoluzione e ad un tratto ci sentiamo in questi due fenomeni, da un lato siamo tutti legati insieme e ognuno si trova in una bolla, è come se avessimo tante bolle e ognuna è legata all'altra e non può essere separata, non possiamo spezzare questo legame.
OREN: Quindi anche il mio vicino che vive nella sua bolla, interferisce con la mia bolla, io lo ucciderei se potessi! È come se lui interferisse con la mia bolla, perché sta portando queste influenze negative dentro la mia bolla.
Vorresti…
OREN: Io vorrei silenzio, ma puoi avere quello che ti serve, al momento che ti serve schiacciando un bottone....
Sì, su internet, non voglio neanche andare nei negozi, voglio schiacciare un bottone e che si apre una porta e che tutto esca.
OREN: Si, diciamo che oggi si rompe il mio laptop e devo comprarne uno nuovo, voglio trovare il migliore scrivendo tutto nel computer, che arrivi tutto a me, in modo che nessuno interferisca con me, nessuno mi dia fastidio, quindi io ti sto dicendo, non è solo il mio vicino, è anche dentro la famiglia, nel posto dove sono io, il problema è che il mondo non è d'accordo con questo, la mia piccola bolla che doveva essere il mio piccolo paradiso...
Cosa ti dà fastidio?
OREN: Non so, è come se la gente lo invadesse con tutte queste interferenze.
Diciamo che se non avessi questi disturbi, ti sentiresti totalmente sereno, calmo?
OREN: Credo di sì. Questa è l'aspirazione, voglio essere calmo.
Forse, sentiresti ad un tratto che ti manca qualcosa, che rimani totalmente da solo, che c'è totale silenzio, magari un po' di musica che ti piace e viene la depressione, ti chiedi: cosa posso fare. No? Si, questo è quello che sta succedendo e se esco e cammino, mi integro con tutte queste persone, in spiaggia, nei magazzini.... Divento confuso.
OREN: A me non piace, ma a alcune persone sì.
Magari vai a vedere una partita di calcio.
OREN: Si...vent'anni fa forse.
Dove scapperai dalla tua depressione se la senti?
OREN: Le persone lo fanno, questo è esattamente il mio problema, altrimenti non sarei in questo workshop con te, perché la mia bolla si è spezzata.
No, non è che si spezza, tu la stai costruendo.
OREN: Si, le persone la stanno invadendo, qualcosa la sta invadendo, come i virus del computer.
Non il tuo vicino, nessuno, ma dà dentro, da dentro tu cominci a sentire “cosa sta succedendo?” Dei disturbi, quindi già vedi che qui hai un fenomeno completamente diverso, forse hai bisogno di uscire dalla tua bolla, perché la depressione che tu senti, anche se sei da solo e fermo, questo ti sta finendo, perché credi ti renda la vita più facile?
OREN: Perché a volte ho delle buone interazioni con la gente, sono belle.
Deve sempre essere nei giusti limiti, in quantità, si tu lo vuoi controllare, giusto? Il problema non è quando stai con gli altri, il problema è che la connessione tra tutti è tale che la gente non partecipa con gli altri, non trasferiamo lo spirito della vitalità agli altri, usiamo una sola forza, la volontà di ricevere e questo è il problema, l'unica cosa che vuoi fare è ricevere quello che va bene a te. Tutti devono dare a me e io sono anche disposto a pagare, perché non c'è scelta, è così il mondo. Ma fino ad ora volevamo che tutti ci dessero qualcosa e poi andassero via, non abbiamo la seconda forza, quella di dare, con la quale si può godere senza limiti, che inoltre ci equilibra col mondo, con la Natura, se non la usi risulta che stai bloccando te stesso perché ricevi e non rilasci, non dai agli altri, i nostri corpi non possono funzionare in questo modo, guarda tutti i nostri sistemi interni, quanto sono equilibrati nel modo in cui funzionano nel dare e ricevere, contraendo e rilasciando, il nostro sistema respiratorio, quello circolatorio, tutto funziona secondo più e meno, una volta così e una volta in un altro modo, ogni volta con l’armonia, l’equilibrio di queste due forze opposte. Invece qui noi usiamo solo nelle forze interne una sola forza di ricezione, ed è impossibile, ti stai bloccando, ti stai chiudendo, ok, io ricevo e va tutto bene, ricevo va tutto bene, no, ma non stai dando, non stai rilasciando, diciamo che devi dare al mondo senza limite. Non sto dicendo cosa fai tu per tutti gli altri? Non è quello che ti chiedo, io sto parlando di quello serve a te in maniera egoistica, tu hai bisogno di sentire che sei in armonia con gli altri, di dare e anche di ricevere e anche vedere che nella tua dazione stai ricevendo per te, per il tuo bene. Io so che mia moglie prima di avere suo nipote era molto annoiata, non sapeva cosa fare, lei ha tutto, ha un appartamento, vive da sola, nostra figlia ha il suo appartamento, quando ha avuto un nipote, ad un tratto è come se le fosse arrivata la vita, se io le dico, sei stanca? Lei dice che ringrazia dalla mattina alla sera per la sua esistenza, sa per cosa vivere, non c'è più depressione, prima si annoiava, quindi vedi dalle persone, ma lì è amore naturale, che spinge una donna a dare e qui dobbiamo svilupparlo, ma svilupparlo in modo che uno riceverà come parte della sua guarigione e con il supporto generale dell'ambiente, sarà facile farlo. Per questo dobbiamo costruire questo ambiente generale, dobbiamo avere l'influenza dell'ambiente in modo che la gente senta quanta vita in spirito si riceve da questo, altrimenti ricevono e basta e si bloccano ed è per questo che non senti che hai ricevuto, niente. Una volta era più facile perché si lavorava insieme agli altri, diciamo 50-30 anni fa, quando la gente era meno chiusa di adesso, comunicavi in maniera reciproca, con ogni tipo di sistema, con i vicini, la gente era più vicina, ci hai parlato di dove vivevi tu in campagna, dove non c'erano i recinti o muri tra le case, la gente era aperta, non chiudevano neanche le porte, i soldati non chiudevano neanche i loro armadietti, invece oggi ognuno ha una valigia con un lucchetto, è così dappertutto, una persona si sta ammazzando. Perché se prima eravamo connessi, lo diventiamo sempre di più, ogni giorno, perché prima non era così, anche se eravamo più legati, perché la vita era più semplice, ma il sistema non era così integrale, non si era così reciprocamente dipendenti l'uno dall'altro e invece oggi la dipendenza tra paesi, tra persone, tra tutti, questa reciprocità con la tendenza individualistica che è aumentata, queste sono le cose che ci portano allo stress, a questa tensione tra questi due stati di connessione e disconnessione, in maniera che ci stiamo strangolando. C'è questo blocco che dobbiamo superare, dobbiamo insegnare alle persone, aiutarle ad uscire dalla loro miseria, dallo stato in cui si trovano e fornire ogni tipo di esercizio, attraverso ogni tipo di esercizio, di eventi, dove ci si può connettere e identificarsi per dare agli altri sempre di più. Questo non c'entra con tutte le attività che fanno di solito, ogni tipo di pic-nic nei parchi, con le masse, anche in questo, noi vediamo che ognuno è dentro di sé, non vediamo l’approccio naturale che avevamo prima, gente era più vicina, più semplice, avevano delle relazioni più aperte, questo è un problema, noi dobbiamo darlo a tutto il mondo, dobbiamo dare al mondo un nuovo approccio e tante attività guidate. Ma se noi parliamo di queste 10 persone che vedo qua davanti a me, io credo che dobbiamo fare dei workshop con loro, workshop dove sviluppiamo questa connessione tra di loro, anche se sono arrivati incidentalmente, connessi a un gruppo che non è ancora un gruppo. Diciamo dobbiamo connettere un gruppo secondo ogni tipo di altre regole, diciamo che queste 10 persone, dobbiamo farli parlare, magari piangere, aprirsi, aprire i loro cuori, non dobbiamo parlare delle cose interne, private, ma fargli sentire che c'è qualcuno con cui parlare, e ancora di più, coloro che si aprono in questo modo devono capire che con questo non risolvono il problema, nel gruppo di 10 che possono farlo tra di loro, invece devono uscire e organizzare le stesse cose per gli altri, perché noi siamo tutti connessi, devono sentire questo impulso ad aprirsi fino a quando non possiamo abbracciare il mondo intero.
NITZAH: Come donna, vorrei capire e anche sentire, quando tu parli di queste forze, io so che ci sono delle giornate in cui non ho motivazione, non ho potere sulla volontà, e quindi sono venuta a questo workshop per vedere come posso riavere questa forza.
Dando agli altri.
NITZAH: Dare, dare, ma io do alla mia famiglia, ai miei figli.
No, non stai dando, stai ricevendo.
NITZAH: Qual è la differenza?
Di che tipo di dare stai parlando? Questo non è dare, questo è dentro la tua bolla, non è dare.
NITZAH: Quindi che tipo di dare deve essere per avere questo potere?
Devi connetterti a persone estranee, devi uscire da te stessa e prenderti cura degli altri, nutrire gli altri, i tuoi bambini, la tua famiglia non sono estranei, sono tuoi, appartengono a te.
NITZAH: Quindi la mia preoccupazione per gli altri mi ridarà la forza?
Certo, e ancora di più.
NITZAH: Cosa intendi di più?
Dal momento che tu cominci a dare, queste forze tue attraverso delle attività, workshop, cominci a sentire che ritornano a te, anche le persone che vanno ad aiutare negli ospedali, anche se non è esattamente giusto come lo fanno, ma diciamo che loro ricevono tanta energia e forze da questo, una persona che si dedica a servire gli altri riceve tante forze, tanta sicurezza di sé, tanta autostima, si mette in questo flusso di energia positiva, perché oltre a ricevere, dà, non si sta bloccando. Tutta la disperazione viene perché io sono nella mia stanza, nella mia camera, nel mio appartamento, mi blocco, e quando esco sento la vita, perché siamo tutte cellule di questo sistema, devo trasferirlo, ed è una cosa che non sto facendo, specialmente oggi quando non puoi lavorare, tante persone ricevono aiuti dallo stato, stanno a casa e fanno niente.
NITZAH: E quindi non dà per niente, solo riceve, quindi cosa fa il dare, mi dà una buona sensazione che sto facendo qualcosa di bello, o c'è un'altra forza qui di cui stai parlando?
Questa dazione ti guarisce, apre tutto quello che è bloccato in te, tutto quello che è bloccato in te dalla ricezione costante senza dare mai niente, ora tutto si apre, così guarisci emotivamente e anche fisicamente, certamente tutti i nostri problemi di obesità, di pressione, arrivano tutti dalla circolazione, noi dobbiamo essere equilibrati in tutti nostri sistemi, questi sistemi che appartengono al livello umano sono i più importanti e riflettono la mancanza di equilibrio.
NITZAH: Ho notato che questo influenza i miei pensieri, ma non ho la motivazione, c'è una connessione tra desideri e pensieri?
Certo, una persona è anche un sistema integrale in sé, e tutti i nostri sistemi sono legati insieme, se una cosa fa male e i pensieri sono concentrati solo su questo, non possiamo disconnetterci dal dolore, tutto è connesso e influenza tutto il resto, quindi quando parliamo di sistemi più elevati, lo guarirà completamente, senza dubbio, ne sono sicuro, lo dicono anche per quanto riguarda il cancro, uno deve bere vino, divertirsi, andare a fare una gita, deve divertirsi, fare tutto il possibile, questo fa parte della guarigione.
NITZAH: Io mi ricordo che in un workshop a cui ho partecipato, mi è stato detto che il potere dei pensieri positivi è molto forte, se io ne ho un altro positivo mi sentirò meglio.
Questo è certo.
NITZAH: Ma io non sono in grado di creare questi pensieri positivi da sola.
Da sola...anche se metti musica e cominci a ballare...
NITZAH: Sì, magari per qualche minuto mi sento meglio, perché ti manca il supporto dal di fuori, quindi cosa viene prima, prima i miei sentimenti influenzano i miei pensieri o è il contrario? Non so cosa devo fare qui.
Devi agire e le azioni influenzeranno i tuoi pensieri, i tuoi pensieri influenzeranno il tuo stato fisico, i pensieri sono il livello più alto nel corpo perché sono connessi al computer che gestisce tutto il nostro corpo.
NITZAH: Quindi se ci organizziamo in maniera giusta, col flusso corretto...
È certo che tutti gli altri sistemi funzioneranno bene.
NITZAH: Quindi hai detto che le azioni influenzeranno i miei pensieri che influenzeranno il mio corpo.
Le azioni influenzeranno i tuoi pensieri che influenzeranno tutto il tuo corpo, sì. Io non sto parlando di attività come sport, ma sto parlando della connessione.
NITZAH: Qual è la differenza?
Beh, lo sport influenza il corpo in maniera fisica, le azioni, quelle sociali influenzeranno i tuoi pensieri, e questi pensieri positivi di dazione aiuteranno il corpo a guarire nei sistemi inferiori.
NITZAH: Tante volte vedo che ci sono persone intorno a me, amici che hanno grande stabilità emotiva, hanno tanta forza, io li invidio.
Perché quanta forza richiede loro, quanta tensione interna occorre per far vedere che sono forti, sicuri, quanta?
NITZAH: Io non lo so, non ho controllato ma sembra che a loro venga naturale, hanno questa stabilità, questo potere interno, loro lavorano come se la loro batteria funzionasse sempre, invece io sento che ho le batterie scariche.
Se sono più primitivi, più semplici, se la loro vita interiore...oppure hanno professioni per cui appaiono davanti alla gente.
NITZAH: Per esempio un musicista?
Loro sono raramente depressi perché ricevono forza dal pubblico, perché hanno la forza dal pubblico, dando mentre lavorano, insegnanti, lettori, ogni tipo di persona che lavora in questo settore, queste professioni dove con la professione stessa, una persona diventa uno che dà, e questo è un po' diverso, la professione li mantiene al sicuro e li forza, li obbliga a farlo, se naturalmente loro hanno l'abilità di usare questa energia di dare, dove il cuore è più aperto e il loro approccio è più caloroso, perché l'azione che fanno li porta alla connessione con gli altri, a questa partecipazione con gli altri, mentre la persona normale che ha la sua macchina, il suo appartamento, il suo telefono, è sola, è triste, è suscettibile a diversi problemi. Quindi, se noi controlliamo secondo le professioni credo che le persone che lavorano con un pubblico dovrebbero... non ho visto le statistiche, ma dovrebbero sentirsi molto più in salute, con umore migliore e migliore salute fisica.
OREN: Possiamo fare un esempio qui? Mia madre, che è venuta a mancare, lavorava in un kindergarten, in un asilo e ha avuto un tumore per tanti anni e, anche se lei stava quasi morendo, era molto vicina alla morte, se lei fisicamente, non so come, lei riusciva a trascinarsi dal letto fino all'asilo, era come una botta di vita e, tra noi, io direi che secondo me lei è sopravvissuta per tanti anni, e vi parlo di 30 anni fa, quando la medicina non era così evoluta come lo è oggi, lei è riuscita a ricevere forza da queste cose, era molto facile vedere che quando lei arrivava all'asilo era come se le desse vita e sennò , non riusciva. Quindi la domanda è: Come possiamo usare questo principio, questa immagine che ci hai dato, che una persona è bloccata, perché riceve, sta solo ricevendo e deve dare, non c'è circolazione tra tutta l'umanità.
Stiamo rafforzando noi stessi, questo non era sentito fino a una decina di anni fa, perché il mondo non era chiuso in questa rete integrale, una volta che è diventato così rotondo come oggi, sono cominciati tutti questi problemi, come il cancro, eruzioni di questi problemi come depressione, terrorismo, ogni tipo di problemi del genere, tutto per la mancanza di connessione giusta nel sistema generale, integrale, che non serviva prima, perché il sistema non era così interconnesso, allora avevamo il capitalismo, avevamo la competizione e ognuno faceva quello che pensava fosse giusto ai suoi occhi.
OREN: Quindi con tutte queste cose che ci hai detto oggi, se tu potessi tradurle in un workshop che possiamo fare qua tra di noi, abbiamo parlato prima del percorso, di come possiamo aiutare queste persone a uscire da sé stessi e farli aprire, parlare, provare un po' di emozioni, forse farli piangere un po'.
Esistono queste cose, io ho sentito di questi cerchi dove le persone parlano…
OREN: E anch'io ho fatto tante discussioni, workshop, ho lavorato in una scuola, una volta vendevo questi workshop, ho visto tutto, ma vorrei veramente ricevere da te una prima attività per noi, per me, per Nitzah e le altre 10 persone qui, in modo che possiamo esercitarci fino a un certo punto, come possiamo uscire da questa bolla? Potresti guidarci in questa prima attività che può causare quello che hai descritto prima?
Beh non saprei da dove cominciare, dobbiamo pensare al livello di queste persone...
OREN: È come prendere 10 persone dalla strada, facciamo così.
Tutte le cose dentro di me che vanno male, come posso condividerle? Pressione alta, depressione, obesità e che altri problemi abbiamo? Problemi di schiena, fatica, diciamo che ho questi nove sintomi, ci sono nove persone qui, quindi per far sì che lui porti via i miei dolori di schiena, lui qualcos'altro ecc. facciamo così, noi qua, facciamolo adesso, io guardo loro e dico ad alta voce a tutti: io passo a te, Nitzah, i miei dolori della schiena e a te, Oren, la mia obesità, perché tu hai bisogno di un po' di grasso, giusto?
OREN: Giusto.
E a te do un po' di pressione alta ecc. io dò agli altri, non mi vergogno di dirlo, lo dico seriamente: io passo questo a te. Io mi connetto a loro giusto? Sì, è molto egoistico, non è molto bello ma sì, proprio come dici tu del tuo vicino, tu daresti a lui tutti i tuoi problemi, ma io mi investo in questo, io lo faccio con tutto il mio cuore, come se veramente mi liberassi di questo, io mando i miei problemi a tutti, tutti i miei problemi, è spiacevole no? Si, è imbarazzante, ma è vero, io l'ho mandato a te, guardo nei tuoi occhi e diciamo da oggi in avanti tu prendi i miei dolori alla schiena, ok? Wow…ho paura, ho paura, c'è il fuoco...
OREN: Se tu fai una cosa del genere a me io attiverei una sorta di difesa interna, con i miei pensieri, ogni tipo di missile.
Ok, parlate così tra di voi, tutti e 10 ditelo agli altri.
OREN: Ma una volta che l'hai detto io sono già sotto pressione, perché cosa devo fare? Ho capito, tu sei stato il primo a dirlo ma anche noi dobbiamo dirlo, giusto? Quando tu parli, che tipo di modalità di pensiero devo assumere?
Non lo so, tu devi sentire quello che senti.
OREN: Io ho sentito oppressione, tu mi hai dato i tuoi problemi, io voglio andare a casa.
Bene, è così che siamo realmente connessi, è così che siamo interconnessi, è molto semplice, è per questo che l'ho detto, se io dico qualcosa di molto carino e ci sorridiamo, non è niente, io trasferisco con tutto il cuore tutti i miei problemi a quelli che sono davanti a me, forse dovrei fare due giri...
OREN: Diciamo che c’è un portavoce in questo sole-play, uno che sta parlando e sta trasferendo, poi ognuno deve assumere questo ruolo, noi l'abbiamo fatto e abbiamo sentito queste cose.
Finiamo con questo, questo è il modo in cui ci connettiamo realmente fra di noi, dopo devi parlare, non all’inizio, ma quando io passo i problemi agli altri lo devo fare con tutta la mia forza, non perché odio qualcuno ma perché odio la mia malattia e io devo condividerla, non ho altra scelta, questo è l'esercizio, hai 10 sintomi e devi ora condividerli con tutti gli altri, non è importante con chi, a me non importa a chi vanno, voglio che lei diventi ancora più grassa e tu ancora più magro, non è importante, non importa. Quindi è così che inconsciamente ci relazioniamo tra di noi, in questa maniera egoistica aperta, se noi siamo interconnessi quello che noi tutti sentiamo insieme, ognuno lo sente, questo viene detto che noi trasferiamo tutte le malattie, tutti i problemi, è così che succede in tutto il mondo.
OREN: Quindi ora cosa dobbiamo fare, qual è secondo te la prossima fase?
Questo è l'esercizio che dobbiamo fare con queste 10 persone.
OREN: Qual è la prossima fase? Questo è quello che dobbiamo discutere.
Si.
OREN: Magari potrei mandare a tutti medicine, la stessa medicina per il mio mal di schiena la dò a te, ti dico dove comprarla e tu vai a comprarla.
È questo quello che pensi?
OREN: No, non intendo questo, ora sono arrivato con una malattia e adesso me ne vado con 10. Diciamo che abbiamo dato via le nostre malattie in questo modo, ora dobbiamo organizzare tutti in modo che mandino questi regali di guarigione. Capisci in che stato si trova ognuno di loro adesso? Uno stato bruttissimo, perché da un lato ho passato il problema, ma dall'altro sono diventato ancora più malato, perché la gente mi ha dato molto di più di quello che avevo prima.
Avevi 10 malattie e ora ne hai ricevuti 100, cosa puoi farci?
OREN: Niente, sei già morto.
Giusto, non puoi farci niente, capisci come incrementiamo i problemi degli altri? Nella maniera in cui ci relazioniamo naturalmente tra di noi.
OREN: Come guariamo così?
Questo è l'esempio di come ci contagiamo in maniera virale, in maniera che ognuno riceve 100 malattie.
OREN: Quindi come possiamo influenzarci positivamente?
Fino a quando non diventi uso, fino a quando non ti abitui al fatto che sono tutti con te, in un unico sistema e ogni cosa che tu pensi di negativo degli altri ritorna a te, non 10 volte, perché tu sei in questo grande sistema, in questa rete, e fino a quando non capisci che ti ritorna indietro in maniera che ti distrugge, non capirai che devi trattare gli altri bene, e devi farlo, sforzarti, perché tu naturalmente tratti tutti male, pensi male, lasci che tutti muoiano, pensi : cosa mi interessa, basta che vivo io.
Ogni tanto, in sogno, io vedo me stesso solo in una città, quando ero bambino mi ricordo entravo in ogni tipo di negozio di giocattoli e non c'era nessuno, camminavo per strada e non c'era nessuno, niente macchine, biciclette, il negozio dei giocattoli, entro e tutto è mio, non c'è nessun'altro nella città, non hai mai sognato una cosa del genere? Io sì, anche oggi lo sogno, povero te...o l'opposto non so, ma è così per tutti, questo è il nostro vero ego, non vogliamo avere nessun'altro nel mondo, vogliamo avere tutto per noi. È così che noi pensiamo naturalmente, quindi per pensare positivamente agli altri, abbiamo bisogno degli esercizi, dobbiamo vedere la morte davanti a noi, e poi se ci aiutiamo reciprocamente, con questo potremo influenzarci positivamente, dobbiamo imparare come farlo e dobbiamo costruire questo buon sistema, in aggiunta al cattivo sistema, altrimenti ci uccideremo.
OREN: Ok, sta per scadere il nostro tempo, ci puoi dare una frase a cui pensare fino al prossimo incontro?
Come costruiamo questo sistema corretto in maniera naturale, giusta, come costruiamo questo sistema?
OREN: Grazie Rav Laitman, grazie Nitzah e grazie a voi per essere stati con noi, per la prossima volta pensiamo a come costruire questo sistema corretto. Ci vediamo la prossima volta.
(Fine della conversazione)