Nuova Vita
Conversazione numero: 526
Cambiare la vita in meglio
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 22/02/2015
Oren: Buongiorno a tutti e grazie per essere qui con noi a “Una nuova vita” questa serie di studi col Rav Michael Laitman. Buongiorno Rav Laitman, buongiorno Tal. Vorremmo sapere da Rav Laitman come possiamo rendere migliore la nostra vita, ci sono cose che non vanno come vorremmo, a volte facciamo dei cambiamenti e poi ci accorgiamo che stiamo peggio di prima, allora ci chiediamo come possiamo fare questo. Prego Tal.
Tal: Credo che tutta l'umanità si domandi come migliorare la vita e sappiamo di aver bisogno ancora di molta energia che non sempre abbiamo. Nella conversazione precedente lei ha detto una frase a cui vorrei tornare, ed è: “noi chiediamo a Dio di darci la forza di cambiare ciò che è possibile cambiare e quella di accettare ciò che non è possibile cambiare, insieme alla capacità di poter distinguere le due cose”, abbiamo capito che non toccare le cose sarebbe preferibile, però se vogliamo cominciare a migliorare la nostra vita, per continuare a chiarire questa frase, sapendo che non facciamo quanto è bene, allora come possiamo fare?
Nella nostra natura non c'è alcun mezzo per portare il mondo verso il bene, scopriamo che l'ego dell'uomo è una forza distruttiva e che tutte le cose che facciamo con la saggezza e le emozioni, tutte le cose buone che riceviamo, che possono essere buone per noi e per l'umanità, alla fine diventano male e noi, nonostante tutto, non avendo altra scelta, come una mosca che picchia contro la finestra per entrare, un anno dopo l'altro, una generazione dopo l'altra, dopo migliaia di generazioni, vogliamo arrivare a qualcosa di migliore, ma oggi, quando guardiamo indietro ed in avanti, ai giorni nostri, al tempo presente, non ci aspettiamo qualcosa di migliore, qualcosa che ci faciliti, invece è il contrario, vediamo che stiamo andando indietro. Se è così nella nostra generazione, cosa accadrà nella generazione futura? Vediamo che i figli non vogliono diventare genitori, non vogliono avere figli, non sopportiamo i vicini, diciamo che ci sono persone che non vogliamo vicino a noi, è il nostro ego che ci allontana l’uno dall’altro, non ci dà la possibilità di realizzare niente, realmente siamo in una situazione sgradevole, minacciosa e pericolosa.
Questa è la nostra natura ed allora sarebbe meglio che non facessimo niente, ma il nostro ego non ce lo permette, allora come possiamo limitarlo? Perché sappiamo che se facciamo qualcosa è per il nostro male ed allora non facciamo niente, ma l'ego non mi dà l'opportunità di non agire, mi spinge in tanti campi, nelle scienze, nella tecnologia, ma è sempre peggio. Tutti i rimedi che cerchiamo, ogni cosa non è secondo ciò che si ha, come comportarsi con l’uomo, perché siamo d'accordo su questo, che serve a riempire il nostro ego che è....
Oren: Non ho capito l'ultima frase.
Alla fine godiamo, ma perché vivere 20 anni di più se soffriamo? Allora sono 20 anni di più per soffrire, non è logico, diciamo che siamo arrivati ad una media di 80 anni di vita, 100 anni fa era di 50 anni. Ma qual è il beneficio di questo? Io non lo so, il fatto è che la persona lavora tutto il giorno, torna a casa, deve prendersi cura della famiglia e si siede da sola davanti alla tv, poi va a dormire ed il giorno dopo ricomincia, semplicemente non facciamo un calcolo corretto di questo. Sappiamo che non vogliamo morire, ma che logica ha questo? Siamo come un gregge che cammina e non vede niente, facciamo un lavoro duro dalla mattina alla sera ma non vogliamo morire, cosa possiamo fare?
Oren: Torniamo a quello che ha detto Tal all'inizio.
Come possiamo uscire da questo stato, da questa corsa infinita? Se sappiamo cosa possiamo fare e cosa è proibito fare, dobbiamo sapere anche che è proibito corrompere la nostra vita e che dobbiamo fare tutto il possibile per innalzarla ad un grado diverso.
Tal: Sappiamo che non possiamo cambiare molto.
Non possiamo cambiare niente per il bene se agiamo seguendo l'ego, c'è solo un'azione che può avere successo in questa vita: raggiungere la connessione tra noi e per mezzo della nostra unione connettere tutto il sistema, allora saremo adeguati alla natura.
Oren: Lei ha detto che ogni azione che noi facciamo ascoltando il nostro ego ci porterà al male, può spiegarmi questo?
Un momento, un momento, la nostra natura è il desiderio di godere e con questo noi sentiamo solo noi stessi, siamo bloccati, siamo ciechi, non sentiamo e non vediamo niente, possiamo vedere e sentire chi si trova qua, accanto a noi, solo nella misura in cui possiamo godere da questo. Diciamo che vogliamo occultare tutto ciò che ci dà timore, tutto dipende dal nostro ego, sia avvicinare che allontanare da noi, solo questo è quello che vediamo e riconosciamo nel nostro mondo, capisci?
Oren: Più o meno.
Cioè, la nostra relazione con il mondo è fondamentalmente egoista.
Oren: Cosa vuol dire questo?
Essere egoista, consumatore in maniera semplice, questa è la nostra necessità, vogliamo riempirci con il piacere che riconosciamo attorno a noi e allontanarci da ciò che riconosciamo come svantaggio, ricevere quello che è vantaggioso ed allontanare quello che è dannoso, questo è l'ego.
Tal: Non ho capito.
Se agiamo in questo modo non facciamo niente di buono perché non cambiamo la realtà, solamente ci avviciniamo, attira riamo quello che riempie il nostro ego oppure scappiamo, ci rifiutiamo e non vogliamo questi cerchi.
Tal: Cioè, con queste azioni che facciamo, nella direzione di beneficiare noi stessi e trovare le cose di cui abbiamo bisogno, lavoro, coppia, ecc., lei dice che non ci sarà un finale felice.
Viviamo questa nostra vita, certo, ma oggi non possiamo confonderci in questo. Tutto il tempo passiamo da una generazione all'altra e il problema è che quello che facciamo oggi è per il nostro bene, ma dopo? Non lo sappiamo, quando scopriremo che abbiamo fatto qualcosa di negativo che non ci ha aiutato, che ci ha causato delle imperfezioni, per che cosa?
Oren: In conclusione, in modo diretto, noi vogliamo prendere qualcosa per il nostro bene e fuggire da qualcosa che è il nostro male, questo è il nostro problema interno, questa è la natura dell'uomo, avvicinarsi a cosa è buono e fuggire da ciò che è cattivo. Tutto il tempo che sono in questo programma io cerco di arrivare al bene ma non arrivo mai, come è scritto.
Questo vuol dire sapere cosa non dobbiamo fare.
Oren: Cosa?
Sapere cosa fare, ok. Allora un'altra domanda è: se noi possiamo fare qualcosa di buono allora dobbiamo capire cosa vuol dire “qualcosa di buono” e cosa vuol dire “qualcosa di cattivo”, quando parliamo dell'ego che non abbiamo ancora distrutto. L'ego c'è quando io lavoro per la separazione da tutte le parti della realtà che vedo davanti a me, perché il nostro ego cresce e cresce durante la vita, da una generazione all'altra.
Oren: Cos’è la separazione?
Allora io voglio utilizzarlo, quando io uso l’ego mi separo ancora più dagli altri. Prima i ricchi ed i poveri erano un po' più vicini. In Israele vivevano in un moshar, un centro comunitario. C'è stata un'epoca in cui non si chiudevano a chiave le porte, durante il giorno erano tutte aperte.
Oren: Tutti entravano a casa di tutti come se fosse stata la propria.
E adesso ….
Oren: Adesso non si vedono neppure le case perché i muri sono così alti che non si vede cosa c'è dietro il muro, mentre precedentemente non esistevano questi muri, questo per spiegare questa separazione.
L'ego ci porta alla separazione, viviamo in una natura che scopriamo essere da sempre un sistema unificato, un sistema integrale, tutto è connesso in natura, inanimato, vegetale, animato, persone tutto è un sistema unificato, ma noi, a causa dell'ego, non siamo adeguati a questa natura, è come se ci rifiutasse, ci sputasse fuori, così a causa del nostro ego, non possiamo fare niente perché esso è la causa della separazione.
Oren: Perché ci separa sempre di più.
Si. E' proibito utilizzare l'ego, cioè, sarebbe meglio sedersi ed incrociare le braccia, per questo si dice: siediti e non fare niente.
Tal: Noi dobbiamo fare tutti i tipi di cose necessarie per la famiglia, il lavoro ecc., non possiamo sederci e non fare niente.
Sono domande corrette, ma quello che dobbiamo imparare su queste necessità di cui parli è che non portano a niente di buono, allora la persona si indebolisce, invecchia ed i figli continuano a fare le stesse cose.
Oren: Lei ha detto che là non c’è via d'uscita perché ogni volta è peggio.
Si, non c'è via d'uscita perché usiamo il nostro ego.
Oren: Che ci separa sempre di più e che è contro la natura, perché il percorso naturale che ci si presenta è chiaro dove ci porta, allora l’alternativa è “dammi la saggezza di vedere qualcosa di diverso”.
Allora cosa possiamo fare? Cambiare l'ego in bene, verso la connessione e l'amore, l'avvicinamento tra di noi, la dazione, e per mezzo di ciò, non importa cosa faremo, tutto sarà comunque buono, non utilizziamo l'ego, usiamo la forza di dazione e d'amore.
Oren: Ci può spiegare questa esortazione a non usare l'ego ma ad usare l'amore?
Se potessimo vedere ogni cosa cattiva che c'è in noi, potremmo cambiarla in bene in accordo con la natura, connettendoci, amando, unendoci, allora avremo sempre successo, però adesso. Non parlo di tutti i paesi che sono in guerra, oppure dei paesi vicini che sono in guerra con noi, oppure di mia moglie e dei miei figli che hanno dei problemi, io parlo del resto, parlo di principi che sono conformi alla natura, e come? Poco per volta possiamo avvicinarci a questi principi e solo in questo modo possiamo trarne vantaggio.
Voi, con le vostre fantasie, potete dire che tutto questo non è reale, non importa cosa dite, stiamo parlando di una legge e se non la rispetterete continuerete ad essere in questo stato, continuando ad aumentare il male. Allora la domanda è: se è scritto “ama il tuo prossimo come te stesso” ed il nostro ego cambia tutto verso il male, allora, nonostante tutto, come arrivo a far diventare il 100% del mio ego un 100% di amore o almeno una certa percentuale, è possibile? Per mezzo del metodo che fa tutto questo, che è la Saggezza della Kabbalah, perché siamo nel desiderio di godere e di ricevere però dobbiamo utilizzare il desiderio di ricevere nel modo corretto, questo si chiama la Saggezza della Kabbalah. Va bene? Avete bisogno di questo perché questo è lo scopo della Kabbalah, verso questo dobbiamo avanzare ma dobbiamo farlo con la testa, non secondo gli istinti animali, ma secondo la saggezza, e questo è ciò che la Torah ci spiega. La Torah ci spiega che abbiamo bisogno semplicemente di fare azioni speciali ed il risultato di questo è che si risveglia in noi una forza speciale della natura, perché tutta la natura è dazione completa, all'infuori dell'umanità, la povera umanità! Se noi vogliamo essere simili a questa forza che ci influenza e cambia la nostra inclinazione dal male al bene, allora, per fare questo, abbiamo bisogno di un ambiente, dello studio, di un maestro, diversi tipi di condizioni, solo così potremo farlo.
Quello che dobbiamo fare è organizzare questo per l'uomo, aiutarlo in questo, nell'insieme è una cosa semplice.
Tal: Se arriviamo a questo stato buono tutte le nostre necessità saranno soddisfatte?
In verità quando le persone sono arrivate a questo possono veramente realizzare quello che vogliono fare.
Tal: Ciò che mi manca adesso dopo la riceverò?
Certamente, tutto dipende da te, tu fai e ricevi immediatamente.
Tal: Se qualcuno sente che gli manca qualcosa cosa deve fare?
Lui deve venire e studiare per capire come ricevere in modo intelligente, che sia veramente ricevere, non come lo fa oggi.
Tal: C’è un programma speciale per ognuno che è iscritto?
Si, sempre secondo quanto è scritto: “dacci l'intelligenza di annullare le azioni scorrette e dacci la forza per realizzare le azioni corrette”.
Tal: Quando la persona arriverà alla mancanza di speranza per il lavoro, per la coppia, per il partner che non trova, in che modo può….
Se lui ascolta questo è possibile farlo, gli viene data questa possibilità, arriva ad una maturità interna con la quale è capace di cambiare il suo desiderio cattivo in un desiderio buono per godere realmente della vita.
Tal: E come affrontare queste cose, perché uno è in mancanza?
Questo è quello che si chiama la mancanza di realizzazione.
Tal: E' possibile chiarire un poco quello che è la realizzazione?
Essere in un gruppo, di questo abbiamo già parlato. Il programma si chiama “Io e la mia libera scelta”, qui c'è la nostra libera scelta che possiamo realizzare solamente in un gruppo corretto. In questa umanità egoistica c'è una piccola bolla, in essa vogliamo realizzare queste leggi e regole, cioè dazione ed amore, allora costruiamo questa società, vogliamo creare queste condizioni tra di noi, allora in una società simile, ci eguagliamo ed arriviamo ad una vita nel Paradiso.
Tal: E' qualcosa che è possibile realizzare nella vita, giorno per giorno, con la famiglia?
Certamente, tutto dipende dal gruppo che vuole realizzare questo.
Tal: Come è possibile cominciare con qualcosa?
Con il desiderio delle persone, così com'è scritto, è anche quello che il maestro insegna.
Tal: Lei ha detto che se noi smettiamo di volere, volere, volere, possiamo cambiare le nostre relazioni, come possiamo cominciare a rapportarci con gli altri in modo diverso?
Devi cominciare a vedere tutta la comunità come fosse la tua famiglia e cercare di non sentire alcuna differenza tra gli amici della comunità, finché questa comunità non diventa tutta l'umanità, tutti come una grande famiglia.
Oren: Lei ha ricordato prima che i vari eventi che gli ebrei vivono dirigono verso l’ “ama il tuo prossimo come te stesso”.
Si, così dicono. Chi realmente realizza questo?
Oren: Io ricordo che ci sono vari tipi di espressione, che nel paese di Israele sono amici, garanti per l'altro, allora dato che lei ne ha parlato ho pensato di fare una domanda: il paese di Israele, che è stato fondato da oltre 60 anni, ha avuto un suo ruolo nell'umanità? Perché in Israele tutti sono amici, tutti applicano l’ “ama il tuo prossimo come te stesso”, questo codice etico della società.
Stai parlando del luogo geografico?
Oren: No, no. Della società, delle persone.
Queste persone sono quelle che hanno l'ego più grande, allora noi insieme abbiamo bisogno di far sì che questa stessa società sia inclusa completamente nell'amore reciproco.
Oren: Dentro questa stessa bolla di cui lei ha parlato c'è un'umanità egoista, perché non facciamo una bolla nella quale le persone comincino a capire questo diverso funzionamento con mente e cuore. A questo deve arrivare Israele come paese?
Si. E da questo esso comincerà ad influenzare tutto il mondo.
Oren: E’ come se la specie umana facesse un programma pilota per fare questo.
Esso è il centro spirituale di tutto il mondo, dal quale il mondo riceve la luce di dazione.
Oren: A cosa si riferisce quando dice centro spirituale?
Riceve lo spirito, la forza dell'amore e di dazione.
Oren: Questo è uno spirito nuovo d'amore si vede come qualcosa di opposto, cosa vuol dire che va in un posto dove c'è l'ego più grande? Io credo che se uno, rispetto a tutto il mondo, va in Israele, si accorgerà che lì l'ego è veramente molto più elevato che in qualsiasi altra parte. Allora, perché le persone più egoiste hanno la missione di creare....
Perché decisamente loro hanno l'opportunità di farlo, dato che hanno il riconoscimento del male, il loro ego è il più grande e tutto il tempo urlano da dentro, non possono continuare a vivere così. Allora la domanda è: c'è anche una pressione antisemita da fuori e l’ego da dentro, l'antisemitismo e la Torah, questo ci porta alla Saggezza della Kabbalah che ci accompagna, loro in realtà hanno tutte le condizioni.
Oren: Tutto questo è connesso, per tornare alla risposta?
No, no, nei nostri giorni si connette tutto in un punto, qui ed adesso si comincerà a realizzare questo.
Oren: E' possibile costruire qua un paradiso?
Sono sicuro che questo avverrà, ed avverrà nel nostro mondo e ai nostri giorni: Amen
(Fine della conversazione)