Nuova Vita 281 - La radice ed il ruolo delle emozioni

Nuova Vita 281 - La radice ed il ruolo delle emozioni

Episode 281|2 gen 2014

Nuova Vita

Conversazione numero: 281

La radice delle emozioni ed il loro ruolo

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 02/01/2014

Oren: Buongiorno a tutti, grazie di essere qui con noi, nella serie educativa “Una nuova vita” col dr. Laitman, buongiorno Rav Laitman, buongiorno Nitzah. Oggi vorremmo iniziare una nuova serie di discussioni sulle emozioni. Siamo creature emotive di vario tipo, oggi vorremmo sapere da dove hanno origine le emozioni, come possiamo governarle e come possiamo avanzare verso una vita migliore. Nitzah, guidaci in questo viaggio nel mondo delle emozioni.

Nitzah: Dobbiamo suddividere le emozioni in positive e negative, in generale, abbiamo la tendenza ad allontanarci dalle emozioni negative, in genere cerchiamo di intensificare al massimo quelle positive, perché siamo creature molto emotive. Siamo d’accordo che generalmente non possiamo gestire le nostre emozioni, non possiamo nemmeno sostituire un’emozione con un’altra, non possiamo decidere l’intensità di un’emozione, non sappiamo come connetterci con altre persone in un luogo dove non controlliamo le emozioni, come ci influenzano, vorremmo capire veramente, durante questa serie, cosa sono le emozioni, quale ruolo hanno, come possiamo gestirle in una nuova vita e essere felici! Qual è la fonte? Dove stanno le emozioni nel nostro corpo?

In tutto il nostro corpo c’è un’emozione, è sempre il nostro desiderio di ricevere, tutta la nostra vita, la nostra sensazione di esistenza è attraverso le emozioni e le sensazioni, la comprensione intellettuale, i calcoli, tutto passa attraverso le emozioni, le cellule, gli atomi, tutto quello che c’è nell’inanimato, vegetale, animato, ogni singola materia è una sensazione e la nostra mente razionale, i nostri calcoli, la fanno diventare una sensazione migliore. Non possiamo resistere e andare contro al desiderio di una buona sensazione, sì, certamente esiste un comportamento, in diversi modi non è normale che la persona provi una sensazione negativa, è la nostra natura, non possiamo resistere a una sensazione migliore per noi. La nostra percezione della realtà è sempre una percezione emozionale, la mente è dietro alle sensazioni e ci dirige, dirige la persona sempre verso emozioni più valide nei comportamenti, nell’interiorità della persona, nella misura della connessione con le altre persone, è difficile per la mente acquisire una sensazione sempre più positiva.

Ma questa è un’altra cosa, perché il tema è il nostro desiderio di ricevere, il desiderio di cosa è buono per me, pertanto, non ci accorgiamo ma siamo gestiti dalle sensazioni che ci attirano verso sensazioni buone, perché viviamo solo per questo. Tutta la saggezza della vita è la saggezza di come acquisire tutte le emozioni che ci fanno sentire in modo che tramite esse proveremo piena gratificazione, soddisfazione, questa è l’essenza della vita nell’inanimato, vegetale e animale. Ancora di più, è un sistema molto complesso che non è possibile conoscere attraverso la psicologia, gli psicologi esistono da cento anni, ma negli ultimi tempi sono orientati a scoprire che noi possiamo studiare la sensazione, capirla e dirigerci correttamente. Invece, le emozioni sono l’inizio, anche la mente viene dopo l’emozione, pertanto non siamo capaci con la mente di studiare correttamente le emozioni in modo da dirigere l‘essere umano verso uno stato vero, perché in questa relazione non possiamo organizzare la nostra vita, per questo, fino a che non capiamo come lottare con le nostre emozioni, non andiamo verso la sensazione di una nuova vita e non prenderemo nessuna decisione, perché questi stati molto distanti dalle nostre sensazioni che sono: politica, economia, istruzione, cultura, vita sociale, non importa cosa, naturalmente la famiglia certamente, in ogni cosa, se non conosciamo l’essenza del pensiero e della sensazione non sappiamo come governarli in modo efficace e controllarli. E qui, siccome nel nostro sviluppo siamo arrivati ad una grande crisi, la crisi è percepita prima di tutto in modo che ci sentiamo, come dire, deboli, non siamo capaci di controllare le nostre emozioni. È una rivelazione molto deludente, a parte questo, perché l’umanità si è sviluppata in migliaia di anni, invece noi vogliamo soddisfare noi stessi: cibo, sesso, famiglia, poi il tema del denaro, l’onore, l’orgoglio, la conoscenza, tutti questi sono buoni mezzi per avere una bella sensazione di vita, veramente, lo sviluppo del desiderio di ottenere tutte queste cose. Pensiamo che il denaro possa riempirci o il controllo, il rispetto, la conoscenza, ma prima di tutto il cibo, sesso, famiglia poi tutte queste sensazioni di vita, di riempimenti, semplicemente sono emozioni del desiderio di ricevere, di avere piacere, di prendere ciò che vale la pena, questa è la sensazione di vita.

Quello che accade è che arriviamo ad uno stato in cui nessuna di queste espressioni della sensazione di vita: cibo, sesso, famiglia, denaro, onore e conoscenza può riempirci.

Cosa significa? Che non possiamo arrivare ad una sensazione di riempimento totale anche se ci viene dato tutto ciò che desideriamo, saremo sempre insoddisfatti. Perché? Non c’è un controllo, vogliamo più controllo, perché pensiamo che anche il più piccolo riempimento in tutte le differenti forme: cibo, sesso, famiglia, denaro, conoscenza, onore, rispetto, riempia questo desiderio che dopo è sempre vuoto …. Allora io non arrivo a questo bel sogno americano, come vediamo nei film di Hollywood, in cui sono tutti soddisfatti con la casa, la macchina, la famiglia, le buone scuole per i bambini, le vacanze, alla fine cosa succede? Diciamo che c’è una mancanza di riuscita, noi diciamo che fino a un certo livello, quando la persona ha delle cose minimali per vivere, allora gli basta, però all’uomo che è in noi non basta tutto questo, siamo giunti ad una situazione di grande rottura.

Oren: Cosa vuol dire tutto questo?

Che il nostro desiderio di ricevere, dopo migliaia di anni di sviluppo, è giunto ad una situazione in cui si scopre che anche se ho tutto, però non sono contento, non sono soddisfatto. Diciamo che posso avere molti soldi in banca, molte proprietà, però manca la sensazione che sto bene, che vivo bene, che sono soddisfatto nel mio desiderio di ricevere, quando il mio desiderio di godere è soddisfatto, questo non succede, la nostra materia è la mancanza, il desiderio, come aver fame, quando voglio che questa fame si riempia della sensazione di soddisfazione della vita. Tutto questo succede però non mi riempie, allora questo continua, a volte voglio essere tranquillo, e avere questa sensazione di compensazione sempre mi stanca, tutto ciò che c’è dietro alle cose, allora sento di non volere più niente, poi posso prendere droghe o altre cose per dimenticare.

La nostra vita si trova sempre in una situazione in cui devo continuamente correre dietro ai riempimenti e al modo in cui posso dare riempimento a queste sensazioni, per provare una sensazione positiva, è come se fossi il servo di un animale che vive in me, dentro di me e tutto il tempo mi mangia, mi mangia, mi mangia, io devo sempre dare, dare, dare qualcosa a questo animale. Alla fine, scopro che questo animale, questa mia mancanza interiore si sviluppa sempre e non può riempirsi, in effetti cresce tutto il tempo, affinché io mi senta proprio disperato e quando non voglio più correre dietro a niente, è anche una sensazione, è anche uno sviluppo di questo animale interiore, questa mancanza che mi spinge in avanti, ma verso cosa? Se facciamo una ricerca statistica sulla popolazione nel mondo, vediamo che tutte le persone sono insoddisfatte, hanno bisogno di medicine per calmarsi, di anno in anno vediamo che l’età si abbassa, si parla di bambini di cinque o sei anni che sono iperattivi, non ascoltano, questo stesso sviluppo è giunto ad una tale entità e un tale ritmo che non sono capaci di riempirsi con qualcosa di normale, con quello che magari ci veniva offerto cinquanta, cento anni fa. Adesso un bambino cerca sempre qualcosa, non è soddisfatto da niente, niente lo soddisfa, già dopo qualche minuto, quella gioia che ha avuto da un gioco sparisce. Continua così finché poi ci porta alla disperazione, ad una stanchezza. Il sentimento è la nostra materia, possiamo dire in qualche modo, però, ogni movimento che vediamo negli atomi e poi con il collegamento nelle molecole, quando ci sono situazioni più complesse, è per dare una risposta alla mancanza di questo corpo che vuole mantenere sé stesso in un sentimento più sicuro, più pieno, più equilibrato e non succede, vediamo che ci deve essere una certa tranquillità e la persona, veramente, cerca di correre in moltissime direzioni però, se entriamo dentro la natura dell’immobile, nella sua natura, vediamo la grandezza della luce in queste in queste piccole particelle come gli atomi che scorrono nella materia e danno alla materia questa energia, perché senza di questo la materia non potrebbe sussistere.

Se ci fosse la possibilità di fermare il movimento degli atomi, allora allora la materia sparirebbe, l’importante è essere in movimento, dobbiamo comprendere che l’essenza della vita è un cambiamento infinito per ottenere la cosa voluta, desiderata e quando l’impulso di soddisfare questo desiderio arriva a livello dell’uomo, dell’Adamo, allora arriva proprio ad una personalità speciale che viene costruita tra intelletto e sentimento e qui comincia a svilupparsi nell’uomo la consapevolezza che gli fa chiedere: per cosa corro? Per quale ragione? Comincio a cercare di comprendere la mia natura. Allora comincio a non essere d’accordo con questo processo, per cui devo sempre correre e cercare di ricevere qualcosa di nuovo che non mi lascia poi una vera tranquillità, non mi lascia tranquillo, non mi dà una sensazione di piacere, anzi mi lascia con la sensazione che mi manchi qualcosa. Non termino di godere di qualcosa che comincio a pensare di cosa posso godere leggendo, cantando o facendo delle danze, devo sempre fare qualcosa, dare a me stesso un programma e guardo qual è il mio orario il programma per continuare a godere, godere, tutto il tempo.

Questo è l’effetto della mia materia che in questo modo mi spinge avanti, e quando io comincio a criticarlo per mezzo dell’intelletto che si è sviluppato fino a questo livello, nel quale io posso esprimere una critica su questo, allora entro in una situazione di impotenza e di disperazione, osservo il mio desiderio di godere, che è tutta la mia materia e questa è una schiavitù che non termina, che non ha nessun limite. Quando io mi trovo proprio all’interno di forze che, tutto il tempo, senza fine, continuano a dominarmi, forse anche quando morirò non potrò sbarazzarmi di questo, allora improvvisamente vedo che non c’è nessuna possibilità di uscire da questo, nell’ambito di questa natura, allora l’uomo ha un terrore, comincia a chiedersi, alla fine, qual è la causa, il perché della vita, perché devo continuare a cercare di riempirmi?

Oren: Perché la chiami schiavitù? Hai detto che si parla di essere servi del nostro desiderio di ricevere, perché questo è una schiavitù? Perché è qualcosa che fa muovere tutta la vita, tutti i movimenti nella natura, tu hai detto che in tutta la natura, tutti i movimenti sono per mantenere l’esistenza, per rafforzare, allora perché se io opero come tutto il resto della natura, desiderando di stare al meglio, questo mi provoca qualcosa che sembra sia l’opposto?

Allora sì, tu godi solo per qualche minuto, solo quando il tuo desiderio si riempie, tu senti questa piacevolezza, solo qualche minuto, dopo il mangiare, dopo il sesso, la famiglia, soldi, onore e cultura, come abbiamo studiato, queste sono le origini del nostro desiderio, del nostro godimento.

Oren: Adesso io bevo, fra un quarto d’ora sarò stanco, andrò a riposare, poi mi alzerò, farò qualcosa, la vita è costruita da molte scene nelle quali io voglio godere di qualcosa, e mi fa bene, poi voglio godere di qualcosa di nuovo, perché tu la vedi come una servitù?

Se tu operi in questo modo, vuol dire che ti trovi al livello animale.

Oren: Cosa vuol dire al livello animale? Cosa significa?

Quando tu non hai la consapevolezza di chi ti domina, di cosa fai e perché lo fai. Mentre invece, col mio intelletto, io comincio a fare una ricerca su cosa faccio, io voglio qualcosa, vado, faccio molti sforzi per ottenerla, per riempire me stesso di quello che volevo, desideravo. La mia sensazione invece della mancanza è una sensazione di riempimento. Prima avevo una sensazione di sofferenza, adesso ho una sensazione di riempimento, una buona sensazione, piacevole, invece della sensazione spiacevole che avevo prima. La mia vita allora si basa sulla sensazione di mancanza e riempimento, puoi dire una cattiva sensazione e una buona sensazione. Chiedo allora anche cosa ci guadagno, perché devo sentire la mancanza, poi il riempimento, poi di nuovo la mancanza, poi il riempimento, cosa ci sarà? Cosa avverrà dopo? Come è scritto: l’uomo muore e metà dei suoi desideri sono nella sua mano.

In tutta la mia vita voglio qualcosa e riempio qualcosa e così via. Non vedo in questo nessuna utilità, non vedo qualcosa di più elevato, di più completo, di eterno, di razionale. Perché nel corso della mia vita, per un migliaio di anni devo desiderare di mangiare e poi non voler più mangiare? Perché devo sforzarmi, fare degli sforzi e poi riposare? Lo capisco, però non capisco perché la mia vita deve essere fatta in questo modo, diciamo, che fine ha questo processo? Mi sento come un cane, vado dietro alla mia coda, corro dietro alla mia coda, c’è qualcosa di razionale in questo? Cosa c’è in tutto questo? In che cosa può esservi questa razionalità? Che noi, per mezzo di questo sviluppo, per il fatto che noi giriamo come un cane dietro alla sua coda? Che noi siamo come una parte della ferrovia che va avanti, indietro, avanti.

Se noi, nelle generazioni precedenti non ci siamo chiesti qual è il perché della vita, la meta della vita, oggi, per il fatto che ci siamo sviluppati, abbiamo questa grande esperienza di tutte le vite precedenti da ogni generazione passata all’altra, io, volente o nolente, non ho la stessa sensazione che avevo duemila anni fa, oggi penso: perché ho bisogno di tutto questo? Allora sento questa sensazione di disperazione a causa di questo tipo di vita. Sì, continuerò ad andare a fare qualcosa di sera, a godere di qualcosa la sera, andrò al lavoro, ci sono delle persone che pensano che questa è la vita, non c’è altro da fare, ma in un modo diverso, però ci sono delle persone che dicono: ma questa è la vita? Noi dobbiamo cercare di comprendere, fare una ricerca per quale scopo c’è questa vita? Dove ci vuole portare la vita? Qual è la base della vita? Perché, in altro modo, noi diventeremo proprio dei servi dello stesso desiderio che esiste in noi e che ci fa girare tra mancanza e riempimento, mancanza e riempimento, mancanza e riempimento.

Nitzah: Io vorrei comprendere qualcosa…

Che chiedi da cosa dipende la felicità o cosa sono queste sensazioni?

Nitzah: La domanda è: qual è la causa dell’emozione e dove si trova?

La causa dell’emozione è la sensazione dentro la mia mancanza io sono tutto un desiderio e da ciò che io desidero, sento, tutto questo viene chiamato emozione, sensazione.

Nitzah: Qual era questo desiderio?

Il desiderio di godere, si vuole sempre assorbire qualcosa, io voglio godere di qualcosa che si trova al di fuori di me, ogni volta qualcosa di diverso, sì, sono io e io percepisco che voglio godere di qualcosa che si trova intorno a me, al di fuori di me, più vicino o più lontano, dipende da che livello di desiderio ho. Se ho il desiderio a livello immobile, vegetale o animale, posso desiderare delle cose più vicine, posso desiderate delle cose più lontane, posso desiderare qualcosa che mi è vicino, come un neonato o qualcosa di più lontano che potrò ottenere nel futuro, diciamo fare un investimento economico e goderne nel futuro. Io mi trovo sempre nella situazione in cui ottengo un riempimento del mio desiderio e la sensazione che si trova nel desiderio adesso, viene chiamata emozione. L’emozione può essere un sentimento che indica la situazione di adesso, di questo momento, o ciò che voglio ottenere. Io voglio ottenere acqua e non voglio acqua, voglio ottenere la sensazione che mi dà l’acqua, la sensazione del riempimento.

Nitzah: È esattamente quello che volevo ricevere, questa spiegazione, questo, perché, in verità, per noi è molto difficile comprendere il collegamento fra le cose, io non è che cerco un’emozione, io cerco un’auto, una casa…

No, tu non cerchi l’auto, la casa, tu cerchi una tranquillità, una soddisfazione della tua mancanza. La mancanza può essere tua personale, solamente di mangiare, di sesso, della famiglia, possono essere mancanze che giungono per mezzo dell’ambiente che sono: soldi, onore e cultura. In tutto noi dividiamo le mancanze in questi tre tipi di mancanze: cibo, sesso e famiglia le consideriamo mancanze naturali, di cui abbiamo bisogno, c’è bisogno di questo riempimento.

Però io non voglio mangiare, non voglio sesso, non voglio famiglia, io voglio il riempimento che questo dà, posso far entrare un elettrodo nel mio cervello e essere tranquillo, non avere la sensazione di mancanza di sesso o di famiglia o del mangiare, fino al punto che posso morire, che il mio corpo sta morendo e io non sento che sto morendo per mancanza di cibo. Non ho bisogno di ricevere queste cose, io ho bisogno del riempimento interiore di questo. Il riempimento è una sensazione e tutte queste cose esteriori sono solamente un rivestimento, un avvolgimento, qualcosa che c’è intorno. Diciamo la sensazione è questa emozione collegata all’acqua, a quello che sento quando bevo l’acqua dentro di me, e io so che se faccio entrare questo in quest’angolo (indica la testa) ricevo la sensazione di riempimento che è chiamato, diciamo, cibo.

Nitzah: Sì, è un’abitudine.

Sì, se però noi ci innalziamo al di sopra di questo e cominciamo a pensare che può darsi che noi possiamo giungere alla vita, ad una vita, adesso che tutto si sviluppa molto in fretta, abbiamo tutti queste printering (stampanti 3D) che possono fare tante cose nuove, possiamo giungere forse ad una vita in cui non dobbiamo correre dietro a tutte queste cose. Noi dobbiamo dare alla persona la sensazione del riempimento, la sensazione di avere tutto, che non debba correre, non debba fare niente. Se avessimo la possibilità di dare alle persone questa tranquillità di guadagnare, di ottenere, di essere in gare e così via, come, diciamo, sarebbe bello e buono, noi dobbiamo semplicemente tranquillizzare l’uomo, dargli una sensazione di riempimento di cose che non sempre gli servono.

Questi desideri li possiamo chiamare desideri negativi, non ci danno la sensazione di vivere, ci fanno tutta la vita più confusa, più complessa, fanno del male alla natura. Se noi potessimo dare una sensazione di tranquillità alle persone che magari hanno questa indole negativa e così via, tutto andrebbe bene, non possiamo riempire noi stessi con questo sentimento positivo senza fare qualcosa di fisico a proposito, allora vediamo possibile che la nostra vita riceverà una dimensione diversa. Noi giungeremo ad un nuovo livello, per cosa dobbiamo correre dietro all’acqua? Per far entrare l’acqua nel nostro intestino, perché? Perché proprio io possa ricevere questa sensazione di riempimento in un modo diverso, alla fine cosa ricevo dentro? L’energia! Posso ricevere le forze dall’aria, come adesso noi riceviamo, diciamo, l’ossigeno, o come adesso abbiamo questo collegamento virtuale fra noi e non lo riceviamo fisicamente il collegamento, la sensazione determina tutto, però di per sé stessa è un dato astratto dalla natura, in modo molto relativo si collega alla materia. Io posso ricevere la stessa sensazione da qualunque altra cosa, se mi metto degli elettrodi e li aziono, posso essere tutto ciò che voglio, riempire il mio desiderio.

La domanda però è diversa: perché devo fare tutto questo? E per cosa devo adempiere a quello che vuole la mia mancanza, il mio desiderio? Posso invece decidere perché devo desiderare queste cose, non altre cose, non come riempire tutti i miei desideri, che magari non sono tanto positivi, non prendermi cura del riempimento dei desideri, ma possiamo prenderci cura e comprendere i desideri stessi, perché ci sono questi desideri? Verso cosa questi desideri ci vogliono far andare?

Però è un problema che ci può portare in un periodo molto pericoloso, perché noi non sappiamo verso… abbiamo queste sensazioni, però non riusciamo ancora a dominare tutto questo, la natura non ci dà ancora la possibilità di farlo, ma veramente la prima domanda è uscire da tutto questo, fare in modo che all’inizio sto davanti ai miei desideri, mi chiedo dove incominciano a stabilizzarsi, a nascere, in che modo possa dominare i desideri stessi. Non i riempimenti, non in che modo ottenere mangiare, sesso e famiglia o per ottenere il mangiare che devo fare tutte queste azioni, tutto il mondo corre dietro a questo, perché ho bisogno di riempimenti? Perché ho dei desideri, per cosa ho questi desideri?

Qua io entro e approfondisco qual è la base della creazione, perché in tutto abbiamo questa sensazione di mancanza. In che modo io mi prendo cura di tutte queste sensazioni, da dove arrivano, in che modo io posso organizzarmi in modo tale da avere una vita migliore, buona. Allora bisogna sapere qual è una vita buona, anche io nella mia ricerca personale, opero su questa mancanza di adesso con l’intelletto per decidere quello che mi sembra desiderabile ottenere nel livello in cui mi trovo, diciamo come adesso l’umanità ha la possibilità di portare ogni persona, dà la possibilità ad ogni persona di vivere per cinquecento anni, è possibile, però cosa potremmo fare con tutto questo? Quindi, non ci conviene aprire tutte queste cose, assolutamente. Queste ci conviene non toccarle perché tutto questo non è ancora secondo il nostro intelletto. Secondo il nostro intelletto, i mezzi che noi riceviamo devono essere in conformità al livello dei valori del nostro sviluppo, fino a quando non sapremo cosa fare con questa sensazione, vogliamo solo star bene, sentirci bene? Dobbiamo decidere, per prima cosa, per mezzo di cosa vogliamo sentirci bene, cosa vale la pena in questo senso, ci sono cose molto più profonde. Cosa vuol dire star bene? Cosa vuol dire che una cosa può essere bene, cosa può essere completo? Non secondo il mio intelletto, le mie emozioni, perché io cambio sempre, cambio il bene in male e il male in bene. Già, se io posso giungere ad una misura del completo, dell’assoluto, del perfetto, un modo di misurare quello che io voglio comprendere, rispetto a questo posso misurare ogni cosa, non dipende da me, se con questo metro posso misurare ogni cosa nella vita, di sicuro, allora, non sbaglierò e se arriverò alla sensazione, questa sarà la sensazione migliore. Ogni volta devo decidere di parlare non della mia vita, ma devo per prima cosa trovare questo metro vero, questa misura vera per sapere cos’è il bene assoluto, rispetto a questo, io devo pensare in che modo posso cambiare verso questo bene assoluto. Allora di sicuro le mie emozioni saranno le migliori che possono esserci nella realtà, non importa in che forma di realtà ma sarà il bene assoluto per me, sarà il modo in cui misurerò le cose. Come voi cercate di comprendere da dove vengono queste sensazioni e qual è il loro fine, io devo sempre prendermi cura delle mie sensazioni, comprendere che sensazione è, da qui noi arriviamo a tutto lo sviluppo dell’Educazione Integrale.

Oren: Vado un po’ indietro, Nitzah prima ha chiesto come esempio, diciamo io voglio una casa, una macchina, tu hai detto che lei non cerca questo, cerca un’emozione. Sì, voglio una casa, ho una casa e voglio una casa migliore.

Chissà perché? Hai visto le case degli altri! Non sei tu che lo vuoi, sono gli altri che lo vogliono, tu vuoi cibo, sesso famiglia.

Nitzah: Ma da cosa viene la sensazione di desiderare qualcosa di più grande?

Per lui si tratta di onore.

Oren: Dimmi qualcosa che io voglio, hai detto che una casa non è un buon esempio, diciamo che voglio mangiare, dammi un desiderio qualunque.

Sì, il fatto di voler mangiare sì, io voglio mangiare proprio bene e anche i tuoi gusti non sono gusti tuoi, non hai una cosa del genere, in un modo materiale, tu vuoi mangiare, sì, ti basi sul tuo corpo se ha bisogno di mangiare.

Oren: Non mi basta, io voglio che sia qualcosa di specifico.

Dammi l’esempio, non voglio fare la domanda io.

Oren: Vedo che qui ho problemi a fare l’esempio, dammi l’esempio di qualcosa che io cerco e tu mi dici che non ho bisogno di questo.

Nitzah: Tu cerchi un’emozione, cosa c’è dietro la materia.

Tu stesso hai detto adesso che cerchi un’emozione, tu vuoi…

Oren: Io voglio proprio, come sono abituato, secondo le origini Temanite, diciamo mangiare la minestra, proprio così.

Sì, senti la sensazione collegata a questo, perché se qualcosa non è esattamente come tu vuoi, non hai una buona sensazione.

Oren: Io voglio sentire che questa zuppa è buona? No, perché cerco un’emozione.

No, perché se tu cambi qualcosa allora non è ragionevole, allora questa zuppa non è buona.

Oren: Io voglio la casa, voglio l’auto, voglio bambini, voglio…

Mi dispiace, quando tu prendi questa zuppa, questo cucchiaio, e lo metti in bocca vuoi sentirlo esattamente come tu lo hai in mente, tu cerchi una sensazione specifica.

Oren: Sì, ma la sensazione è qualcosa di generale, voglio dire che se voglio dormire proprio su un materasso che sia della giusta maniera, su ogni cosa che voglio nella vita, tu mi dici: non hai bisogno del thè adesso, non hai bisogno della villa con la piscina, non hai bisogno dell’auto, non hai bisogno di bei bambini, hai bisogno di sentirti bene. Io son d’accordo sul fatto che voglio sentirmi bene, questo vuol dire che cerco sempre l’emozione?

Tutto ciò che acquisisci è solo per portare a te stesso il sentimento giusto.

Oren: Questo è il denominatore comune di tutti i miei desideri?

Sì, tutto il resto sono rivestimenti.

Nitzah: Perché io e Oren ne parliamo? Perché, nella vita non comprendiamo che cerchiamo un’emozione, noi cerchiamo qualcosa di materiale…

No, assolutamente!

Nitzah: Io penso che questo è il primo discernimento che non è chiaro.

La mancanza è un vaso vuoto e c’è il riempimento, c’è un desiderio che vuole riempirsi, quando riceve riempimento, secondo quello che desiderava, riceve quello che voleva, la sua sensazione interiore è chiamata: gioia, felicità e così via. L’emozione è ciò che desideriamo, quello di cui abbiamo bisogno, viviamo per i sentimenti.

Oren: Lei dice che non ho bisogno del sesso ma ho bisogno del sentimento? Io ho bisogno del sesso!

No! Ti posso dare molti tipi di cose che ti completano al posto del sesso, dalle quali potrai godere come dall’atto, non hai bisogno dell’azione stessa, se da questa azione riceverai un godimento come dall’azione, tu riceverai questa sensazione. Perché le persone si drogano? Perché se prendo una droga non ho più bisogno di niente, con questo io, diciamo, abbasso il mio desiderio e mi trovo in tutto ciò che voglio, sono in un sogno rosa. Dimmi per favore, tu hai bisogno, non importa di che cosa, hai bisogno di far tanto lavoro per questo, di guadagnare e arrivare a casa e sentirti: uh, adesso godo! Perché? Perché ho portato una scatola di qualcosa a casa, oh che bella scatola! Dopo un minuto lo senti meno, dopo due minuti meno ancora, dopo uno o due giorno non ricordo più quello che ho comprato, dopo una settimana quello che ho comprato già mi dà fastidio. Questo è vero con molte cose ci sono problemi e non sai più che cosa fartene, finché tu ti muovi da un’altra parte solo per non vederle. Con questo cosa voglio dire? Perché tu hai bisogno di correre dietro ai mezzi per la sensazione del riempimento, della felicità, della soddisfazione? È tutto un’emozione, un sentimento buono, perché devi correre dietro ai mezzi? Perché devi continuare a fare tutti questi sforzi? Ognuno, può immaginare la sua vita, diciamo, come un angelo, tu sei lì sopra una nuvola, che bello c’è la musica, c’è una buona atmosfera, c’è aria buona, tu vedi gli uccelli, immagina…

Oren: Cosa c’è di male in questo? Niente di male. Però è un film.

Ma la mia domanda è cosa abbiamo descritto ora? Una vita senza mezzi materiali, una vita nel godimento, senza aver bisogno di questi mezzi per godere. Io mi sento bene quando sono su una nuvola, ho tutto ciò di cui ho bisogno, basta che io pensi, non ho bisogno nemmeno di chiedere, sì che tutto venga senza che io lo chieda nemmeno, musica, video, qualcosa, è un paradiso, odori e tutto, buon mangiare.

Oren: Eh ma che mangiare? Non hai bisogno di mangiare!

No, perché tutto viene riempito secondo il mio pensiero, tutto si riempie senza diventare un problema, senza fare un grande lavoro, per ottenerlo. Perché devo fare: cip, cip, cip, dov’è questo, dov’è quello, se ricevo esattamente quello che desidero? Secondo il mio desiderio arriva il riempimento, sono gli stessi elettroni che si muovono, è un godimento completo! Perché questo non può succedere?

Oren: Ma non hai niente! Né minestra né nient’altro!

Io sento, non sento la zuppa ma sento il piacere della zuppa!

Oren: come quello che hai detto prima, che ho un elettrodo nel cervello, posso sentire di mangiare la minestra temanita migliore del mondo.

Che c’è di male in questo? Volevo dire che nella nostra vita ci sono questi elettroni che si muovono, quando tu godi, parliamo in un modo diverso di questo, non abbiamo tanto tempo, quando io ti guardo, la tua immagine nei miei occhi si divide in molte parti, poi entra nel cervello, dove ci sono molti processi elettrochimici e allora io ti vedo, allora, perché hai bisogno della minestra stessa? Quando tu mangi cosa sentono i tuoi nervi? Sentono l’influenza di questa minestra calda e tutto questo è chimica, un po’ di sale, un po’ di pepe e varie altre cose, con questo tu hai la possibilità di sentire proprio questa sensazione nei nervi, allora c’è tutto questo processo elettrochimico che ti dà una tranquillità e se noi parliamo di questa sensazione di tranquillità, cosa vuol dire quando senti questa sensazione di tranquillità? Diciamo che sia nel cervello, non si sa ancora esattamente dove sia, noi giungiamo all’origine della vita. Avete parlato delle sensazioni, delle emozioni, che scopo hanno? Le nostre sensazioni hanno lo scopo di portarci veramente all’origine della vita, dove la materia sparisce.

Quando giungeremo lì veramente, nella nostra ricerca, noi scopriremo che dobbiamo cambiare noi stessi per prendere quel mondo di sentimenti interiori nostri, quando potremo conoscere i processi che passano dentro, all’interno del sentimento e questo esigerà da noi un cambiamento molto grande, allora sapremo anche come cambiare e questo processo ci porterà a una sensazione nuova. Quando questa misura, questo bene assoluto che vogliamo ottenere, entra in vari gusti, varie cose, verrà chiamato: assaggiate, vedrete questa entità superiore, qualcosa che si trova alla base della natura e questa origine la chiamiamo l’origine della vita. Da quest’origine vengono tutti i riempimenti, che nel frattempo, da noi si esprimono in una minestra, nel cibo, sesso, famiglia e così via. Però si giungerà alla stessa base, quando tutto viene da un’unica origine, io non voglio… diciamo che voglio arrivarci con una serie di giochi col mio sentimento, sviluppare il mio sentimento per giungere ogni volta più vicino all’origine di tutto questo, voglio essere attaccato all’origine. Lì, se riceverò un godimento e avrò il Kli, il vaso adatto al mio desiderio corretto, in conformità a questo godimento basilare, infinito, io non avrò bisogno di sesso o della zuppa, ricevo questo godimento. Se tu incomincerai, diciamo, a ricercare qual è questa realtà interiore, allora sentirai che non si tratta di questo, tu senti perché hai bisogno di questa sensazione, hai bisogno semplicemente di dare una sensazione ai nervi, allora potrai andare direttamente alla sensazione, non hai bisogno di questa materia chimica che te la dà.

Oren: Tu hai detto che c’è l’opzione di collegare tutto nella mente.

No, no, ho fatto come esempio quello degli elettrodi, si può fare senza elettrodi, non preoccuparti, io lascio il mio corpo. Io mi relaziono direttamente al sentimento dell’uomo, per scoprire che non si trova nel corpo dell’uomo.

Nitzah: Dove si trova questo sentimento, non ha un posto?

Mi dispiace, ma qua, noi affrontiamo dei discernimenti molto difficili da trattare, non c’è un posto, noi sentiamo il posto come il campo delle sensazioni, dove il mio sentimento giunge, ciò che entra nel campo della mia percezione. Perché le emozioni sono i miei modi di sentire, cosa vuol dire sentimento? Perché ci sono delle cose che io non distinguo? Perché il mio sentimento non è ancora abbastanza sviluppato per questo.

Nitzah: Quindi una persona che ha un sentimento molto sviluppato riesce a sentire di più, ha un campo di sentimenti più elevato?

Sì, ci sono dei sentimenti che non possiamo sviluppare in modo naturale, nostro, perché si trovano in posti in cui il corpo dell’uomo e l’intelletto dell’uomo non giungono a questa dimensione, dobbiamo svilupparci per questo e questo sviluppo non c’entra assolutamente nulla con quello che succede in questo mondo, è uno sviluppo spirituale.

Oren: Cos’è questo tubo? Hai detto che da questo viene tutto, qual è questa fonte di abbondanza?

L’abbondanza è qualcosa di molto astratto, ognuno riceve quello che vuole, allora hai aperto questo, tu ricevi tutto quello che vuoi, c’è la sensazione, tu non riceverai da lì una macchina, se vuoi una macchina, riceverai la sensazione di una macchina.

Oren: Ma cos’è qualcosa che sembra miracoloso?

No, no tu riceverai le sensazioni in un modo diretto, avevi un desiderio e c’è questo tubo dal quale viene l’origine di tutto questo, tu a metà hai questo mondo e con tutto questo volevi riempirti, adesso ti colleghi direttamente al tubo, per cosa hai bisogno di tutto questo?

Nitzah: Allora tutta questa abbondanza ha un’origine astratta? Tu ti colleghi a questo?

Io allora non avrò bisogno di desiderare il sesso, famiglia, tutto questo, andrò a ricevere direttamente la sensazione di abbondanza, non vorrò i riempimenti che si trovano tra me e questo tubo, io li annullo, voglio direttamente il tubo! Che l’abbondanza giunga direttamente in me, per me, come con gli elettrodi, perché gli elettrodi mi danno la sensazione di riempimento, così io voglio godere dell’abbondanza. Perché ho bisogno di fare tanto lavoro, di andare a lavorare, di cercare, per che cosa tutto questo? Poi dall’abbondanza io ricevo tutto quello che mi conviene, secondo la mia natura, non perché ho visto che un vicino ha qualcosa di più, ha la piscina o qualcos’altro.

Nitzah: Se mi collego direttamente a quest’abbondanza non perdo il godimento di aver fatto uno sforzo per ottenerlo?

No, no, noi abbiamo bisogno di una mancanza nuova che cresca sempre di più, però siamo già collegati all’origine di tutto.

Oren: Tutta questa storia di sviluppare la consapevolezza?

Sviluppare la nostra consapevolezza per poter sviluppare la nostra emozione, il nostro sentimento in modo illimitato e anche la nostra mente senza limiti, tutto sarà illimitato perché l’origine è illimitata, anche in relazione alla vita.

Oren: Sì, c’è un futuro senza elettrodi! Il nostro tempo è terminato, grazie Rav Laitman, grazie Nitzah auguro il bene a tutti, arrivederci!

(Fine della conversazione)