Nuova Vita
Conversazione numero: 3
L'ambiente significa sviluppo
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 29/12/2011
Oren: Salve a tutti, siamo di nuovo in questa serie di conversazioni con Dot. Laitman, salve Dot. Laitman.
Spieghiamo la nostra situazione: noi siamo nello studio e cerchiamo di fare una simulazione in cui il Dot. Laitman, insegna ad una classe di 30- 40 persone, normali, che possono essere di Israele o di qualsiasi altro stato del mondo, che si sono seduti in questa classe per studiare cose che potranno farli avanzare, in modo personale, e far avanzare anche la società e lo stato dove abitano, in generale, portando la loro vita ad una situazione migliore.
Oggi siamo nella 3° lezione: di cosa parleremo, Dot. Laitman?
Oggi parleremo della situazione in cui siamo e di quanto sia speciale. Abbiamo detto che durante il nostro percorso nell'evoluzione, noi ci trasformiamo da una generazione all'altra, lungo migliaia di anni, e siamo giunti ad una situazione molto speciale in cui siamo già come una società generale, globale e integrale sul pianeta; abbiamo la conoscenza e la capacità, abbiamo ricevuto le forze, la mente, l'emozione lungo la nostra evoluzione, cose che non avevamo precedentemente. Abbiamo anche detto nella lezione precedente di come noi, in tutte le nostre situazioni, attraversiamo e riceviamo varie forme, anche spiacevoli; alla fine dei conti, però, queste forme ci portano alle situazioni perfette che sono alla fine della strada e che non vediamo, perché siamo ancora in fase di sviluppo, ma speriamo davvero di poterle sentire, prossimamente.
Cosa c'è di speciale nel nostro tempo? Perché, in fondo, il nostro corso è destinato ad insegnarci quello che dobbiamo fare ora, al fine di assicurarci lo sviluppo bello e facile che ci porterà ad uno stato luminoso, bello, uno stato di sicurezza e prosperità: la bella vita.
Noi vediamo che nel nostro sviluppo, quando attraversiamo certe fasi, non abbiamo tanto controllo su di esse; sì, cambiamo la vita, la sistemiamo per poter essere più comodi, cambiamo la società, la vita di famiglia, l'educazione, la cultura, l’attitudine tra noi, e cerchiamo sempre, il più possibile, di portarci alla situazione comoda e buona.
Da questo siamo attratti, perché siamo un desiderio di godere la vita e noi cerchiamo di farlo il più possibile; facendo questo siamo in uno sviluppo graduale ed ogni volta utilizziamo mezzi che sono a nostra disposizione e ci evolviamo quando vogliamo cambiare la vita.
Usiamo la scienza, studiamo la natura, per sapere cosa possiamo ancora ricevere da essa e quali esempi possiamo avere dalla natura, per organizzarci. Come possiamo ricevere la conoscenza delle varie leggi per proteggerci? Per esempio, se sappiamo del clima, le condizioni nelle varie stagioni dell’anno o da cosa dipendiamo in quanto natura umana, come dobbiamo organizzarci?
Usiamo le medicine, le varie cure che esistono, ci organizziamo nella tecnologia domestica con le lavatrici, le lavastoviglie e così via, per cucinare...pensiamo e facciamo sì d' avere l'ambiente più comodo. Facendo questo ci sforziamo di sfuggire dalle sofferenze personali ed anche globali, grandi; inoltre, cerchiamo il modo di andare verso il bene, di godere da ogni singola situazione che abbiamo. Questa è la natura dell'uomo e alla fine, quello che cerchiamo di fare è di utilizzare tutti i mezzi che portano a questo.
Noi vediamo che alla fine dei conti ci sviluppiamo tramite certi impulsi che ci arrivano da dentro, in ogni singolo momento, in ogni singola fase dentro ciascuno di noi, si evolve un desiderio nuovo ed allora siamo attirati verso questo e possiamo osservarlo nei neonati: fanno questo, poi fanno quello, all'improvviso.
Se noi ci osservassimo, allora, vedremmo che abbiamo le stesse situazioni: a me va di dormire, bere, mangiare, poi guardare qualcosa di interessante in TV e dopo, non avendo scelta, sono costretto a lavorare e così via. Sono sempre in uno sviluppo sotto varie forze.
La forza mi spinge da dietro e non ho scelta: devo lavorare, sistemare le mie cose e prepararle, non c'è nulla che mi arriva in una forma che posso prendere per scontata, non arriva il piacere che mi riempie proprio come voglio, può darsi che sia così in paradiso ma non vediamo questo fenomeno nella nostra vita. Dunque, prima di tutto, la domanda è: da dove provengono i nostri desideri? Abbiamo detto che come piccoli bambini vogliamo sempre altre cose.
Allora, una parte proviene dalla nostra natura fisiologica, corporale e ogni tanto l'uomo vuole riempirsi col cibo, ogni tanto vuole riempirsi col riposo, con il sonno, tra una cosa e l'altra vuole riempirsi con qualcosa di interessante.
Noi dividiamo tutte le nostre tendenze in cibo, sesso e famiglia, e queste sono le cose basilari senza le quali non possiamo vivere, perché possediamo una parte animale.
Oltre a questo siamo esseri umani, a parte il fatto che viviamo una vita normale, naturale, materiale, direi animalesca, perché in questo non siamo così diversi dagli animali, dalle bestie. Noi, però, vogliamo anche una cosa che appartiene alla specie dell'essere umano e che sono soldi, onorificenze, controllo, conoscenza, cultura, educazione, sapienza e così via. Sono cose che noi sviluppiamo normalmente e non sono meno importanti se paragonate a cibo, sesso e famiglia, infatti, tanto del cibo, sesso e famiglia siamo disposti a sacrificare per avere più educazione, cultura e scienza.
Vediamo che ci sono certi tipi di persone che sono disposte a sacrificarsi per ottenere un patrimonio, soldi, il controllo; a loro poco importa della famiglia, del sesso, a malapena vivono questo tipo di vita, e sperano di ottenere quello che vogliono.
In ciascuno di noi queste qualità sono mischiate: cibo, sesso, famiglia, onorificenze, soldi e conoscenze: ognuno di noi cerca di realizzarle in base alla propria capacità, però in ciascuno di noi questi attributi esistono e ciò dipende dall'educazione e dall'ambiente.
Quanto l'uomo sia disposto a realizzare queste cose, con quali mezzi, dipende anche dall'ambiente: quali di questi attributi naturali, del livello del nostro corpo, del livello dell'animale e del livello del parlante, dell'essere umano, noi utilizziamo e quali organi noi sviluppiamo di più e quali di meno.
Non è una sorpresa che se i miei genitori mi fanno entrare in un ambiente dove si apprezza la scienza, quando sono un bambino e non so nulla, allora comincio ad imparare quanto la scienza è importante.
Imparo quanto svilupparmi in questo sia molto importante e rispettabile. Anche se avessi solo una piccola inclinazione verso questo, verso l’interesse a sapere piccole cose della vita, perché ognuno ha una piccola tendenza verso questo, io, tramite l'ambiente, sviluppo questo in una forma speciale, cioè, l'ambiente può cambiare in me l'equilibrio tra tutte le mie tendenze ed inclinazioni e alla fine dei conti mi fa sviluppare una parte di più e una di meno.
Io ho sentito questo su me stesso, quando i miei genitori desideravano molto che mi fossi sviluppato come un uomo che ha davvero le capacità di estrarre il massimo da sé stesso. Allora mi hanno messo in gruppi sportivi ed io facevo la corsa, casa mia era solo a cinquecento metri e mi occupavo di questo; dopo mi hanno fatto entrare in una scuola di musica e sebbene a me non piacesse, la musica classica la capisco, da allora rispetto questa musica, la amo e la capisco più di ogni altro tipo di musica.
Dal teatro non ero così attirato perché i miei genitori non hanno voluto questo così tanto e hanno pensato che non era così importante, perciò non mi sono sviluppato in base a questo. Perfino la tecnica e la scienza erano molto importanti, ed anche io le consideravo molto importanti, provenendo da un mio impulso interiore e allora io stesso sono andato in varie classi dove si studiava l'astronomia, la fisica. Come bambino ero molto legato a questo e ci dedicavo tanta forza e conoscenza. Ed è così in ogni singola cosa, cioè, noi possiamo vedere che l'uomo che si evolve è il bambino che si evolve ed il suo sviluppo è dovuto all'ambiente, come nel caso dei genitori e dell'ambiente dove vive, in base a quali sono le possibilità. Così l’uomo si sviluppa verso varie direzioni e inizia a sviluppare di più certe tendenze ed altre a svilupparle di meno, a reprimersi in qualcosa. Vediamo che è così che l'uomo cresce ed il suo libero arbitrio inizia già ad essere applicato o limitato e stabilizzato, per mezzo dell'ambiente nel quale è nato e si è sviluppato come bambino.
Così lui continua la sua vita, infatti quanto libero arbitrio abbiamo in questo? Io direi che non lo abbiamo, c'è un po', ma in fondo lo prendiamo dall'ambiente, come nel caso della moda o degli amici che sono intorno a me e mi portano tutti i valori e così questo mi importa di più, quello di meno e così via. Io per caso vivevo accanto a un fiume ed ero sempre contento di saltare e di esserci per ore, nel mare, e questa cosa continua fino ad oggi.
Dobbiamo anche capire che in base al' esperienza di tutta la nostra vita precedente ci arrivano le reshimot, quello che noi chiamiamo reincarnazione.
Quando noi siamo in questo si nota che l'uomo porta sempre più sviluppo, con sé; non è che io nasco ogni volta come un neonato in una società sempre più moderna ed evolvo tramite l'ambiente, ma si nota che all'interno dell'uomo, da una generazione all'altra, avvengono delle tendenze nuove, le reshimot. Tramite esse ci si evolve e noi vediamo che i bambini, soprattutto oggi, se li osserviamo, vediamo che afferrano le cose più moderne molto meglio di noi. Io mi devo impegnare di più, per capire, ma loro sono già nati con delle preparazioni, con dei chiarimenti e qualità che sono predisposte in loro e sono già pronti alla percezione del mondo, a vivere in questo mondo moderno. Come mai si arrangiano così bene con i telefonini, con i computer, con le varie cose nuove? Dunque, loro semplicemente hanno già un approccio, sono nati pronti per osservare, per capire questa cosa nuova, in base alla loro natura, accedono a tutte queste cose nuove e per loro sono comprese.
Come questi bambini indaco, che sembrano atterrati dallo spazio, da un'astronave, e sono venuti al nostro mondo; noi possiamo vedere, in questi bambini, che ci sono le reshimot, questi geni informativi che si evolvono da una generazione all'altra e continuano da una generazione all'altra.
Da dove proviene, ciò? Noi lo chiamiamo reincarnazione ma, veramente, non è mistica. Noi siamo tutti interconnessi uno con altro, come infatti scopriamo ora, c'è un campo generale, allo stesso modo in cui c'è il campo della gravità che agisce dovunque, un campo elettromagnetico. Allo stesso modo c'è il campo di pensiero di un desiderio che ci lega tutti quanti insieme, al di sopra di tutti i tempi e le distanze; all'interno di questo campo noi esistiamo, e in questa forma consegniamo uno all'altro e da una generazione all'altra, l'informazione che acquisiamo. Perciò non occorre meravigliarsi se i corpi che sono all'interno di questo campo recepiscono l'informazione nuova e noi possiamo vedere che veramente la nuova generazione è pronta subito ad incorporarsi correttamente nel' epoca nuova.
Però, ad ogni modo, tutto il nostro sviluppo, la nostra evoluzione è dovuta all'ambiente, e se non fosse per l'ambiente io non mi svilupperei anche se avessi queste impressioni precedenti. Possiamo vedere che se dimentichiamo, se abbandoniamo, Dio non voglia ma succede, i bambini nella foresta o in una giungla e dopo li troviamo, vediamo che questi bambini si sono sviluppati come gli stessi animali con cui sono cresciuti nella foresta, in base alle caratteristiche di questi animali, ed hanno anche le stesse malattie; perfino pensano e desiderano come gli animali.
Hanno gli stessi desideri e pensieri e vivono gli stessi anni del' animale, cioè, il corpo dell'uomo si è abituato così tanto a questa vita animale, ha ricevuto queste impressioni, a tal punto che ci sono stati casi in cui all'età di 9 o 6 anni li hanno ritrovati a vivere tra gli animali e si è visto che vivevano la stessa quantità di anni e in modo simile agli animali con cui sono cresciuti. Nonostante dopo gli si dava la vita bella e la cura moderna, si osservava che avevano le stesse malattie degli animali e così si comportavano, cioè, alla fine dei conti, il nostro corpo dipende totalmente dalla società in cui ci evolviamo, ma l'uomo è molto flessibile. Gli animali, anche se prendiamo un cane o un gatto accanto a noi per una decina di migliaia di anni, si abituano un po' al' uomo, certo, non possono più vivere nel bosco come gli animali che non sono affianco l'uomo, hanno un'altra caratteristica, consegnano alla loro progenie un altro rapporto verso l’uomo e la società ma non sono così flessibili come l'uomo quando si ingloba in una società. L' uomo, nella sua flessibilità, si imprime nella società in una maniera talmente più forte, direi proprio cruciale, in paragone all'animale che si abitua al' uomo. L'uomo, invece, si abitua molto più facilmente, cioè noi siamo tutti dipendenti dall'ambiente e perciò dobbiamo stare attenti anche alla nostra educazione, stare attenti prima di tutto all'ambiente che è un fattore dello sviluppo dell'uomo e da questo dipende tutto il suo futuro.
E se noi scegliamo per l’uomo, diciamo, come genitori nei confronti dei bambini, o anche per noi stessi, ora che siamo già nell'età matura; se cambiamo società, facendo questo cambiamo il carattere, il nostro desiderio, la nostra osservazione, paradigma della vita.
Perciò ci conviene stare molto attenti, pensare, esaminare e valutare in che situazione siamo, con quali amici, in quali cicli ci troviamo, dove spendiamo il nostro tempo e a chi e cosa ci consegniamo.
Perciò, qui, dobbiamo insegnare all'uomo a sapere precisamente, ad imparare a riconoscere tutte le forme della società, tutte le forme sociali che sono accanto a lui, fino a che punto egli dipende da esse e fino a quanto può dirigere la propria vita.
Perché se noi vediamo, in base a tutti i nostri esempi, che l'uomo è un risultato, un esito dell'ambiente, allora è molto importante per noi organizzare per tutta l'umanità queste forme belle, positive; però che ci sia una varietà, una scelta sufficiente affinché ognuno, in base alle proprie tendenze e caratteristiche, in base ai consigli che gli danno i suoi vicini, riceva sempre la capacità di entrare in quest'ambiente o l'altro per svilupparsi nella maniera più utile alla sua vita ed essere veramente un uomo completo secondo le sue possibilità.
Perciò nella nostra educazione dobbiamo occuparci molto della creazione di queste società intorno all'uomo, sviluppate in vari cerchi, e risulta che se indaghiamo più in profondità vedremo, infine, che siamo sempre in una situazione in cui ho le mie condizioni interne, i miei geni, le varie tendenze che mi assorbono nei primi anni in cui sono accanto alla madre e dopo c'è l'ambiente.
Allora dobbiamo già pensare agli asili, a varie classi per i piccoli bambini; dopo alle scuole, alle classi per i più grandi, per far sì che ognuno abbia una varietà sufficiente di ambienti, per poter estrarre tutto il potenziale che c'è in lui, affinché veramente si evolva come un bel frutto succulento e sviluppi tutte le tendenze. E se non ha la capacità di svilupparsi in qualcosa ed ottenerla, che sia comunque un uomo interiormente ricco che conosca, dunque, musica, letteratura e teatro, cultura, educazione e il resto, e tutto questo dipende dalla società, dall'ambiente.
Vediamo, poi, che l'uomo deve essere un uomo di famiglia: educare i suoi figli, sapere come trattare correttamente la sua compagna, i suoi amici, deve sapere come comportarsi nella società, nell’ambiente largo, sul lavoro, tutto questo dobbiamo insegnargli. Dobbiamo dare gli esempi, dimostrargli anche tramite l'ambiente adatto quali sono le leggi adatte, come deve comportarsi, e allora sarà molto piacevole il suo rapporto con le altre persone, guadagnerà tanto, da questo, e prospererà. Perciò, in fin dei conti, ci sono due fattori che possiamo nominare come quelli che ci conducono in tutta la vita e sono: le mie tendenze naturali e l'ambiente che agisce su queste tendenze naturali. E, di volta in volta, mi insegneranno a scegliere l'ambiente che mi farà evolvere fino agli stati più evoluti, dove arriverò con sicurezza maggiore, con più comodità, allo stato più positivo possibile.
Così tutto il tempo ci svilupperemo, perciò dobbiamo vedere cosa c'è davanti a noi, cosa ci aspetta, come possiamo essere sicuri che i nostri bambini abbiano la vita positiva, perché la generazione successiva deve essere una generazione più positiva, più sicura del futuro.
Questo può essere fatto solo se avremo educatori, intorno ai nostri bimbi, e costruiremo un ambiente che li educhi e faccia di loro persone che incrementano le tendenze positive e, in qualche modo, senza reprimerle, trasformino anche quelle forme che non sono tanto desiderate, in forme positive.
In ciascuno di noi esistono tendenze, azioni verso gli altri, che non sono piacevoli, perché le azioni, che siano corrette o meno, possiamo dividerle in azioni che riguardano sé stessi, e quelle che riguardano il suo rapporto con la società. Se l'uomo è con sé stesso, dobbiamo insegnargli soprattutto a non danneggiare il suo corpo, per quanto siamo dotati di auto-protezione, esistono comunque tendenze negative. Riguardo l'ambiente, inanimato, vegetale e animale, l'ambiente dove viviamo, dobbiamo proteggerlo, dobbiamo insegnare all'uomo come trattare correttamente l'ecologia, perché noi viviamo in base a questo ambiente, ci nutriamo da esso, dipendiamo dal clima, viviamo all'interno della natura e il vegetale e animale sono molto importanti per noi, ma anche l'inanimato.
Noi riceviamo tutto da lì e allora dobbiamo insegnare all'uomo come conservare la sua ecologia, l'ambiente ecologico e questa è una cosa. La seconda cosa che dobbiamo insegnargli è come trattare la società umana, perché ogni volta la influenzi con forme positive che gli tornano indietro e creano intorno a lui un’atmosfera positiva.
Allora questo rapporto dell'uomo con l'ambiente, tra l'ambiente e l'uomo, deve essere la cosa principale, il resto riguarderà, ad esempio, la professione che dobbiamo dargli affinché sia utile agli altri e potrà provvedersi in dignità. Perciò lo sviluppo maggiore che ci manca, in base alla nostra vita, è come possiamo dare all'uomo giovane ed anche a noi stessi, alle persone ormai mature, questa educazione, questo punto di osservazione sulla vita. Abbiamo sempre bisogno di cambiare verso la situazione positiva e di pensare all'ambiente che sia tale che ci cambi per il bene perché, come abbiamo detto, l'uomo da sé stesso non è capace in nessun modo di effettuare un cambiamento positivo nella sua vita, però, se l'ambiente mi obbliga, se l'ambiente mi sostiene, se l'ambiente cambia i valori in me dicendo che questo vale di più, questo di meno, questo è buono e questo no, allora in corrispondenza a ciò desidererò e determinerò in me stesso gli scopi nuovi.
Perciò tutto il futuro dell'uomo dipende solamente dalla scelta della società, dalla costruzione dell'ambiente, soprattutto ora che siamo arrivati a una generazione dove ognuno dipende dagli altri; una generazione globale, integrale e vediamo quanto le persone, in tutto il mondo, determinano il destino una per l’altra. Cosa succederà se uno stato inizia a proteggersi o inizia a trattarmi in una maniera sbagliata? Questa cosa mi cambia tutta la vita, e io devo prima di tutto organizzarmi e magari proteggermi di più. Dobbiamo capire che questa interdipendenza reciproca ci obbliga a fare, a creare, a stabilire un’educazione globale e in questa educazione dobbiamo insegnare, prima di tutto a noi stessi e poi agli altri, che il nostro futuro dipende interamente dall’ambiente. Perciò qui esiste la grande domanda: l’uomo ha la libertà? Qualche forma di libero arbitrio per cui può fare, eseguire e realizzare qualcosa come gli pare? Tuttavia, vedremo che non è questo il caso, perché se io mi sviluppo per mezzo dei miei impulsi interiori, i geni con i quali sono nato, e poi sempre attraverso l’ambiente esterno, i genitori, l’asilo, la scuola, dato che questo mi ha modellato, allora, pensando al futuro, io in quanto adulto posso scegliere come cambio e mi trasformo. Però la realizzazione del mio cambiamento sarà sempre per mezzo dell’ambiente, per mezzo del fatto che scelgo, seleziono il modo in cui mi conviene essere di più sotto l’influenza di questo ambiente piuttosto che quest’altro e così ho il libero arbitrio, che però viene realizzato soltanto per mezzo del fattore ambientale. Se parliamo della generazione nuova, dell’epoca nuova in cui viviamo, arriviamo a delle conclusioni ancora più importanti, perché se diciamo che ora siamo intorno al pianeta in stretta connessione e dipendiamo l’uno dall’altro, l’ambiente diventa unico per tutti noi e influenziamo l’atmosfera generale, il clima generale; c’è un' azione in un luogo e all’improvviso altrove ci sono terremoti e tsunami; qui c’è una guerra e subito influenza altri posti che si ritrovano in situazioni corrispondenti.
Noi vediamo, quindi, che abbiamo bisogno non solo di entrare in una società o l’altra, in un cerchio o l’altro, ma anche di organizzare l’educazione generale, globale, integrale per tutti, perché se siamo interconnessi, dobbiamo portare nella nostra educazione, nell’ambiente che è un fattore che influenzerà tutti noi, gli stessi valori per tutti, affinché ci comprenderemo a vicenda, magari ognuno mantenendo la propria libertà e persona.
Ma se dipendiamo gli uni dagli altri fino a questo punto, allora dobbiamo, per poterci capire e poterci sentire a vicenda, essere più vicini; il problema è che non ci comprendiamo bene, come in una famiglia di cui sentiamo sempre le lamentele: lui non mi capisce, lei non mi capisce e così via.
Questo è dovuto alla mancanza di adattamento delle persone che non hanno ricevuto i giusti valori, una giusta osservazione della vita che prima di tutto è comprendere il prossimo, anche una persona estranea; anche per questo abbiamo bisogno di un’educazione tramite la quale l’estraneo, il prossimo, non saranno così estranei.
Se noi, oggi, siamo in un’evoluzione nell’educazione, nell’economia, e in tutti i sistemi siamo così vicini, dipendiamo l’uno dall’altro, ci conviene sviluppare l’educazione globale, internazionale perché, veramente, tutta questa organizzazione globale, grande, mondiale farà sì che ogni persona nel mondo abbia qualcosa in comune con gli altri, nella sua osservazione, nella sua cultura, nell’educazione, nel suo approccio alla vita. Allora lui saprà come accettare l’altro e infine la gente si avvicinerà in base alle opinioni, ai gusti e potranno vivere una vita più sicura, arrivare a degli accordi; non ad un accordo dove ci incontriamo per caso e ci comprendiamo a vicenda ma che riguardi anche ramificazioni per accordi internazionali, molto cruciali in politica, in economia, nell’arma, in ogni cosa, e così saremo più vicini e tutto questo dipende dal modo in cui ci organizziamo, tutti quanti in un' unica, stessa struttura per l’educazione.
Alla fine dei conti dobbiamo capire che l’ambiente è come un fattore che deve essere la soluzione naturale, la soluzione per tutti i nostri problemi, perciò se parliamo delle persone che fanno qualcosa che non va, invece di farle entrare nelle prigioni, di isolarle completamente, dobbiamo con determinazione farle entrare, in base al verdetto, in una società speciale che si prenda cura di loro e che le raddrizzi, che faccia far loro qualcosa di utile alla società, senza danno.
In base a questo dobbiamo esaminare l’influenza della società su queste persone e dopo liberarle e condurle alla vita normale, a condizione che lui abbia già passato la correzione. Lo stesso per i bambini, per le scuole, dovunque noi dobbiamo sempre fare un chiarimento, dobbiamo sempre selezionare tra le persone e vedere qual è la cosa più conveniente per ogni stato, per ogni unità, per ogni forma di carattere, ogni tendenza; cioè, ogni volta per mezzo dell’influenza di questo ambiente o l’altro, da tutti i lati, su ognuno di noi, diamo a ciascuno la possibilità di evolvere nella forma migliore possibile.
Qui davanti a noi esiste uno strumento, un mezzo dalle tante sfaccettature che contiene tanti cerchi, tante società e noi dobbiamo sempre provare a portare l’uomo sotto l’influenza di questo ambiente o l’altro, un po’ di qua un po’ di là fino a che lo costruiremo nella forma più bella, nella forma migliore, come la frutta che cresce sull’albero e che ha bisogno di calore, di freddo, del giorno e della notte, di umidità e anche di tanti minerali e di una certa miscela tra loro.
Sappiamo che abbiamo tanti nuovi lavori da fare con l’albero affinché cresca la frutta e qui dobbiamo fare la stessa cosa, non in un unico senso, ma in tutte le forme affinché dall’uomo esca questo frutto, così dobbiamo influenzarlo; perciò l’ambiente è l’unico fattore tramite il quale noi possiamo correggere tutto il male che c’è nell’uomo e nell’umanità, con il nostro ego. Dobbiamo soltanto avere questo strumento, prenderlo per le mani ed organizzare questo ambiente in varie forme, in varie possibilità, in corrispondenza alla cultura e all’educazione, alle abitudini di una nazione, della civilizzazione, e così andare ad accedere ad ogni parte della società, fino ai singoli individui.
Questo è il nostro grande lavoro, insieme a voi, e sentiamo che il prossimo periodo sarà quello dove l’umanità si evolverà, perderà ed abbandonerà tutti i lavori che non sono necessari, a parte il minimo indispensabile per campare; ci forniremo delle cose indispensabili per questa vita razionale, in una forma per cui l’uomo lavorerà 2 o 3 ore al giorno per fornirsi di ciò e il resto saranno ore vuote.
Tuttavia non saranno vuote, perché le utilizzeremo per stabilizzare la nostra società, per prepararla affinché ci influenzi con una influenza reciproca perché tutti parteciperanno a questi cerchi, affinché intorno a ciascuno ci siano le influenze corrette, da vari ambienti, dalle varie società, in modo tale che lui cresca nel modo migliore possibile, allo stesso modo in cui facciamo crescere la frutta e la verdura all’interno della serra e offriamo le migliori condizioni in base alle esigenze della frutta.
Dobbiamo fare la stessa cosa con i nostri bambini e questo sarà l’occupazione principale dell’uomo nell’epoca nuova, perciò non è invano che chiamiamo così la nostra crisi, che non è una crisi in senso negativo ma in senso positivo, perché è la nascita della società nuova, dell’umanità nuova dove noi veramente inizieremo a stabilizzare noi stessi, a prepararci per il gradino nuovo di connessione, dell’applicazione di tutte le capacità che esistono in ciascuno di noi.
E allora arriveremo alla connessione tra tutti, alla comprensione reciproca, e formeremo da tutta l’umanità un’unica immagine di Adamo, di essere umano, dove tutte le parti di questa figura generale si completeranno a vicenda; arriveremo ad una situazione in cui veramente l’umanità sarà come un’unica cosa e in questo scopriremo un’unica forza dove sentiremo, in ciascuno di noi, che viviamo non solo in base alla sensazione personale ed individuale, ma in base ad una sensazione generale e sentirò che io vivo, ma in questo sentirò anche la vita degli altri che diventano tutti molto vicini a me. Io li comprendo, li sento, sono incluso in loro e da loro risulta che la mia vita non è la vita dell’uomo semplice, piccolo e normale, ma che respiro e vivo insieme a tutta l’umanità, perciò l’uomo inizia ad innalzarsi dal gradino in cui è così piccolo e debole fino ad una cosa grande, la più grande che esiste nella natura.
Così noi iniziamo a sentire la vita in uno stato, in un’epoca che si chiama “il parlante”, la specie nuova, dove anche la psicologia, anche il nostro rapporto verso la vita, la percezione del mondo, cambia: da un punto di osservazione piccolo, egoistico, stretto, verso una percezione globale, e tramite questi occhiali nuovi vedo come attraverso tutta l’umanità comincio a vedere il mondo nuovo, perché osservo questo in una forma diversa e scopro la vita che non dipende soltanto dal mio corpo ma dipende da tutti gli esseri umani. Così io mi innalzo verso la sensazione della vita che è fuori del corpo, questo è un innalzamento psicologico, arriviamo fino ad una cosa speciale e il processo che attraversiamo possiamo dividerlo in due parti.
La prima parte riguarda come noi siamo arrivati fino a questo punto e ci siamo sviluppati senza utilizzare la società, ma in una forma casuale, per cui ora siamo in una crisi; non è invano che la definiamo come una crisi globale ed integrale, perché ora sentiamo che non abbiamo scelta, ma dobbiamo svilupparci per mezzo dell’ambiente verso una direzione speciale, in una forma speciale.
Ma questa direzione in cui siamo globali, integrali, interconnessi, come una persona in un unico cuore, tutta l’umanità, è realizzabile per mezzo dell’ambiente adatto e questo è il vero gradino del parlante, quando usciamo dal gradino dell’animale, dalla nostra vita, e cominciamo a mirare verso una certa forma, verso la frutta bella, che cresce verso la situazione completa.
Speriamo che tramite questo studio sapremo come organizzare l’ambiente, e per mezzo dell’ambiente, stabilizzare ognuno di noi e preparare l’intera umanità; perciò questo soggetto, la società, come un fattore del nostro futuro positivo, è il soggetto principale in tutto il nostro studio e attività nel nostro corso e speriamo che questo sia accettato in tutto il mondo e che si possa giungere alla vita positiva, alla frutta bella.
Oren: beh, come mi hai detto che devo considerare il fatto che la gente possa non accettare la cosa, allora ho cambiato la mia linea. E' possibile chiedere? fare domande? Tu hai menzionato alcune cose che sento per la prima volta, concetti vari che vorrei tu chiarissi, per capire quello che ci vuoi passare.
Hai parlato della vita fuori dal corpo: cosa intendi?
Intendo che anche ora noi siamo in una vita fuori dal corpo, io vivo dei sentimenti, dei desideri, pensieri che ho ricevuto dalla società, non sono miei, li ho ricevuti dalla società; certo, sono in me ma io lo definisco “fuori dal corpo” perché vivo in quello che mi hanno detto di pensare, di essere, di sentire.
Mi conviene essere in questo, infatti non so, se abitassi all’interno di una foresta, fino a quanto potrei essere in una comprensione del mondo diversa rispetto a quella che ho ora, come se l’ambiente mi desse l’osservazione sul mondo per poterlo vedere così e non in una maniera diversa.
Questo è davvero un problema molto grande perché se io ho ricevuto dal mio ambiente l’osservazione del mondo riguardo ciò che è bene, se considero buono mangiare l’altro come i cannibali, o se utilizzare una persona in questo modo per me è normale e per te non lo è, tu comprendi diversamente la vita, gli animali, te stesso, il mondo, la famiglia.
Noi viviamo in una percezione, un modello, che la società lungo gli anni del mio sviluppo mi ha dato e in questo modo io vedo il mondo, atterro in un altro posto, un altro stato, in un altro paese, a volte, e mi meraviglio e sono scioccato.
Oggi ormai è difficile restare scioccati perché siamo abbastanza mescolati intorno al pianeta ed io normalmente arrivo in grandi città. Ma possiamo vedere, a volte, quanto l’uomo pensi diversamente e quanto diversi siano i valori che ha e in base a questo lui ha il suo sguardo, vede quello che io non vedo, giudica le cose diversamente rispetto a me.
Prendi i libri della storia, prendi i libri della legislatura in ogni stato e vedrai quanto siamo diversi. Prendi la cultura, io non parlo delle ricette della cucina, ma parlo del punto di osservazione in cui l’uomo si trova, non del suo stomaco. La mia comprensione della storia dell’uomo, di ciò che fa bene, male, i suoi giudizi, il suo rapporto verso la ricompensa e punizione, a cosa l’uomo deve arrivare o che vita deve costruirsi.
Ci sono persone che credono di stare meglio a star sedute tutto il giorno con altri a servirli e ci sono persone che per cui è meglio contribuire, scoprire certe cose nella scienza e così via. Ci sono vari tipi e l’osservazione su questo può variare da un'estremità all'altra. Vediamo che tutto il nostro problema è che non ci comprendiamo a vicenda. Qual è la lamentela generale, fondamentale, che tua moglie fa? Tu non mi capisci!
E questo è davvero corretto perché noi in questi casi non abbiamo ricevuto la stessa educazione, non mi hanno affatto insegnato come vivere in famiglia, non mi hanno insegnato, in quanto ragazzo, cosa significa donna. Che è? Una specie di animale che vive accanto a me, ha anche qualche esigenza, ha qualche carattere? Ma che osservazione ha la donna in opposizione all'uomo? È proprio un mondo alla rovescia, è un modo di per sé. Io la capisco, allora, la voglio capire? Prendo in considerazione il fatto che non sono capace di farlo? Considerato che non abbiamo ricevuto nessun modello interno su come la donna può pensare, come vede la vita tramite il suo sguardo, non possiamo prenderla in considerazione, io veramente non la capisco.
Noi siamo così tutto il tempo, i nostri incontri sono caratterizzati da queste collisioni e in qualche modo cerchiamo di essere uno affianco all'altro, ma veramente capire, incorporarsi uno nell’altro, non siamo capaci a farlo e questo è un grande difetto nella nostra educazione.
Guarda il numero e la quantità dei divorzi, guarda la quantità della gente che non vuole entrare nella vita matrimoniale, nella vita della famiglia; la stessa cosa nei confronti dei bambini, nell'educazione dei bambini. Non so come rapportarmi con il figlio, guarda che casi abbiamo, come i genitori trattano i bambini, con che crudeltà, non capiscono i loro bambini. Anch'io ho sentito, lungo quei 10, 20, 30 anni che ho vissuto accanto ai miei bambini, fino a che punto non li comprendevo, fino a quanto mi mancavano le preparazioni per essere un padre, perché il padre è chi educa e stabilizza il figlio, chi lo prepara, è uno che costruisce il bambino affinché continui la vita e io non potevo farlo, non ho ricevuto nessuna sensazione rispetto a questo, nessuna comprensione; bisogna insegnare queste cose.
Vedete fino a quanto ci siamo sviluppati in una forma casuale, lungo migliaia di anni fino ad oggi, e non abbiamo fatto nulla per questo. La psicologia, questa scienza della natura dell'essere umano, del suo mondo interiore, esiste appena da 100 anni, fino ad allora non credevamo che bisognava studiare e fare qualcosa, ci evolvevamo come una specie di animale, per caso, e solo ora siamo giunti alla situazione che non abbiamo scelta e dobbiamo imparare cos'è l'uomo, la società, l'ambiente, come preparare l'uomo e cosa fare con la nostra vita.
Perciò la vita fuori dal corpo non è una cosa mistica, ma significa che io ricevo uno sguardo laterale dei valori, e posso vedere il mondo tramite i tuoi occhi, perciò ti posso capire e questa è la cosa che dobbiamo sapere.
Ci è molto difficile capire il mondo tramite gli occhi della donna ma noi siamo in una famiglia e dobbiamo fare la vita di famiglia, altrimenti cosa sarà di noi, faremo come i dinosauri? Ci estingueremo dal mondo? Dobbiamo preparare i bambini e fare tutto, dobbiamo educarli, perciò dobbiamo capire la psicologia dell'altra specie, non solo come vivere, ma come godere questa vita, nell'incorporazione l'uno con l'altro, acquisendo un'altra metà del mondo, così siamo fatti e questo si chiama la vita extracorporea.
In questo modo acquisisco un’aggiunta fuori dal mio corpo.
Fino ad oggi ci siamo sviluppati nel nostro corpo e abbiamo fatto una vita egoistica, pensando il più possibile a riempire me stesso e il meno possibile a prendere in considerazione l'opinione e la mente del prossimo, ma oggi vedo questa crisi che mi obbliga ad incorporarmi con il prossimo, ad acquisire la sua interiorità, il suo angolo, ed è come se fossi uscito dal mondo e iniziassi ad inglobarmi con gli altri. Facendo questo acquisisco la capacità di tutto il mondo, i loro pensieri e loro desideri. Tutto! E così io divento come tutto il mondo, come se uscissi dal mio corpo personale e acquisissi la capacità di sentire tutta la realtà.
Qui viene aperto uno spazio per la nuova era, uno spazio per una sensazione totalmente nuova, per vedere e sentire la realtà non dal mio vaso generale, personale, stretto, ma tramite la sensazione che la comprensione generale che esiste, infine, si lega a tutti gli esseri umani. Se mi avvicino a loro, se ricevo l'educazione da questa società larga e ricca, allora ricevo la possibilità di vedere la vita con il sentimento e con la conoscenza di tante sfaccettature, non solo la mia: tu sei in me, lui è in me e così sono inglobato in tutti e vedo il mondo molto più ricco di come lo vedo ora.
Questo si chiama “la vita extracorporea”, e significa fuori dal mio ego attuale, pertanto dobbiamo giudicare l'uomo, esaminarlo e misurarlo soltanto in base a quanto lui è predisposto e disposto ad inglobarsi nella società buona e positiva, e tramite questo prepararsi e modellarsi. Tutto il nostro scopo, alla fine dei conti, è di dare ad ognuno l'ambiente positivo e non trattare l'uomo come ora, ma da ora in poi costruire la società, perciò questa lezione è come un'introduzione per le attività, i giochi, e insieme a questo devono esserci discussioni, conversazioni con vari mezzi. E vedere fino a quanto ci influenziamo reciprocamente, fino a che punto non ci capiamo uno con altro, fino a quanto possiamo cambiare la società o l'ambiente; fino a che punto, tramite il nostro cambiamento nel rapporto verso l'uomo, noi cambiamo lui, il suo comportamento, il suo stato d'animo e come cambia subito. Noi dobbiamo fare tante attività affinché si possa sentire quello che abbiamo detto ora e vi auguro tutta la fortuna.
Oren: ho alcune domande riguardo questa capacità di sentire il mondo tramite tutti...
Meglio non approfondire per ora, questo, magari meglio tagliarlo. Cosa esattamente significa “fuori dal corpo” o altre capacità, non credo che convenga parlarne in questo corso; loro comunque comprenderanno, anche senza le parole, come qui ci sia una speciale possibilità di allargare lo sguardo, la prospettiva, l'assorbimento mentale e lo sguardo emotivo.
Oren: si può elaborare?
Sì, qui c'è la possibilità per ognuno di noi di ampliare lo sguardo sentimentale, emotivo e l'assorbimento mentale. Se io mi inglobo con gli altri, se sento quello che sentono loro e penso quello che pensano gli altri, capirai che aumento le mie capacità tante volte più rispetto all'uomo normale, divento largo, inclusivo, capace, abile, perché tutta la nostra percezione, riguardo ogni singola cosa, dipende dalla quantità dei discernimenti che vediamo in essa, delle soluzioni, e allora il numero di distinzioni dipende da quante contraddizioni ci sono in me, quanti contrasti noto in ogni singola cosa, in modo da poter notare e conoscere le parti separate e come posso ricostruirle; osservo da cosa un oggetto è composto, come questa composizione è diversa da quell'altra. Quando percepisco i sentimenti degli altri e la loro conoscenza, tutta questa cosa si ingloba in me, divento come simile a un pompelmo, cioè divento complesso, fatto da cose diverse e contraddittorie e posso percepire il mondo in tante sfaccettature, variegato, così grande che in paragone alla percezione precedente esco a una dimensione nuova. Psicologicamente, è una percezione di un mondo nuovo e così esco dai limiti del corpo, del tempo, spazio, movimento, perché inizio ad essere inglobato con l'intera umanità e facendo questo acquisisco una sensazione generale, la mente generale di tutta l'umanità, la mente che agisce, che opera in tutti. Questo io scopro, inizio ad essere inglobato con gli altri, dentro un sentimento generale, la mente generale e comincio a sentire che questi sono dati che vengono dalla natura. Qui io ho la capacità di arrivare a quello che è nascosto nella natura e ci ritrovo come la mia radice, il sentimento, la conoscenza che ci sono nella natura e che è la mente stessa della natura, da cui è provenuto tutto lo sviluppo e tutta l'evoluzione che esiste in questo mondo. In questo sviluppo io vedo che ritorno allo stesso punto, alla stessa radice, al sentimento e conoscenza della natura dalla quale si è evoluta tutta questa catena, inanimato, vegetale, animale ed io, come essere umano, che ritorno alla radice e così chiudo il cerchio, questo loop, questa catena intorno all'inizio dello sviluppo. Voglio sottolineare che non è che la natura ci spinge fino ad essere in questo legame reciproco, fino a che perdiamo la nostra persona: non è che la perdiamo, ma ci innalziamo al di sopra di essa, perché la nostra parte individuale e materiale, quella bestiale, si preoccupa che il mio corpo esista, per un po' di tempo, nel modo più comodo possibile. Ma il nostro sviluppo porterà ad innalzarci dalla preoccupazione del corpo alla preoccupazione generale, e questa preoccupazione generale mi darà i vasi totalmente diversi, strumenti totalmente diversi, non dall'interno del corpo, perciò è definita come una cosa extra corporea e qui io scopro il piano della creazione, la finalità della creazione, l'intenzione della natura. Saprò che non c'è una cosa, nemmeno una, che si evolve invano o in maniera casuale. Quando inizio ad innalzarmi alla visione integrale, a legarmi con gli altri, inizio a percepire questa visione integrale, i miei occhiali li cambio con degli occhiali tondi, integrali, e vedo già l'intera natura; non è che ricevo da essa una qualche restrizione nei confronti del mio corpo, per cui voglio dormire, mangiare, voglio questo, quello, un po’ e mi basta, no, io non vivo in questo, bensì in un livello da cui osservo tutto ciò in una maniera che non dipende dal mio corpo. Comincerò ad osservare la natura da una forma che è al di sopra del corpo, come se io non ci esistessi; giudico, valuto, chiarifico, esamino tutto da una mente e sentimento che derivano dell'intera umanità e questa cosa è un gradino totalmente diverso in paragone a quello che ho ora. Qui c'è una bestia un po' più sviluppata ed anche una domanda: in che direzione si è sviluppata, in una direzione buona o negativa? Nella mia incorporazione con tutte le persone del mondo, arrivo a una dimensione nuova, cambio qualitativamente la mia percezione del mondo dove mi trovo e diventa, per me, il mondo vero; non è come guardare tramite una crepa, uno spiraglio egoistico verso l’esterno per capire cosa mi serve, perché succhio tramite questo spiraglio nel muro, e un po' bevo, un po' mangio, un po' mi sento bene e basta. Invece, io esco proprio fuori tramite questa crepa nel muro, e ci abito, e là c'è un'osservazione totalmente diversa che non avviene tramite questo filtro egoistico, che valuta solo cosa mi fa bene o male, ma vedo tutto in un modo che non dipende da me. Questa è la dimensione nuova, la dimensione del parlante ed allora io scopro davvero la mente e l'emozione che c'è lì, in questo stato illuminato, fuori dal mio corpo, fuori da questo muro, tramite la crepa da cui esco, e scopro tutto il processo, tutta la finalità della creazione. Noi, sicuramente, lo vediamo nella nostra ricerca che è così, che c' è qualcosa di diverso, ma che non siamo capaci di afferrare, riveliamo soltanto un po' che qualcosa magari esiste, come questa materia oscura, nera, che noi non afferriamo e che è il 90 per 100 e oltre di tutta la materia nell'universo. Ma il sentimento, mente generale che sono in tutto l'universo non lo scopriamo e per l'appunto gli scienziati ne parlano tanto, coloro che si occupano dello spazio ci dicono che c'è un sentimento, un’emozione e una mente generali, immensi, che non possiamo sentire. Ci sono suoni che non percepiamo, esiste solo un certo rumore, ma non lo possiamo scoprire, perché è una dimensione al di sopra di noi.
Oren: allora se non lo possiamo scoprire, come faremo a rivelarlo? Non ho capito...
Lo scopriremo tramite sensi nuovi, i sensi globali.
Oren: c'è qualcuno che ha mai acquisito questi sensi globali? Da dove provengono tutte le cose che ci hai insegnato?
La natura ci spinge verso al futuro...
Oren: ma io sto parlando del passato: tutti questi processi che hai descritto, so che ogni psicologo che ho incontrato nella mia vita non li sente. Ci sono persone che hanno passato questa cosa? Oppure è fantascienza, una profezia?
No, cancellalo questo, queste cose le ho dette in più.
Oren: allora ho altre domande: dicevi, prima, che nell'uomo, a parte i suoi dati ereditari, nella sua vita ci sono dati che provengono da reincarnazioni precedenti...
Ho parlato di questo e parlavo anche del campo che ci lega tutti insieme.
Oren: allora ci sono incarnazioni?
Incarnazione significa che da una generazione all'altra passano dei dati genetici, e all'interno di questi dati noi, per ora, scopriamo solo la parte materiale, però esiste anche un'informazione emotiva, mentale, una percezione del mondo e quello che era nella generazione precedente passa alla generazione successiva.
Anche i neonati, quando nascono in questa generazione, arrivano come risultato della generazione precedente e posseggono tutto quello che hanno attraversato tutte le generazioni precedenti, così succede nella catena delle generazioni che risulta dall'evoluzione umana. Così come avviene in modo materiale, noi consegniamo da una generazione all'altra, in quello che i nostri occhi visionano, consegniamo la tecnologia, la scienza, tutto ciò che acquistiamo, alla stessa maniera, in ogni singola generazione, consegniamo i nostri sviluppi interiori, emotivi e mentali. Non posso metterlo così sulla tavola affinché tu lo veda, però lo osserviamo in base ai neonati, che nascono già con una percezione che corrisponde alla nostra generazione. Se potessimo partorire un neonato di 10 generazioni fa, allora scopriresti quanto lui sarebbe diverso dal neonato di oggi, che ha il potenziale, la capacità di evoluzione molto diverse.
Oren: a livello di generazioni è chiaro, ma tu hai parlato anche al livello personale. Nelle generazioni è chiaro che c'è un'evoluzione, lo si vede, però tu hai parlato anche del livello personale, come se io fossi nato...
Come i miei bambini, che ora sono grandi, sono diversi dai miei nipoti.
Oren: questo è chiaro, essi sono della generazione successiva, più sviluppata.
Bene, anche se sono appena nati, vedo che sono già diversi, c'è uno sviluppo accumulativo; passa attraverso il seme dell'uomo tramite un campo magnetico. Io non so cosa, ma passa. Quindi cosa stai chiedendo?
Oren: a parte il fatto che hai parlato generalmente, ho capito che anche individualmente, ogni uomo porta nella sua vita la reincarnazione.
No, no, no! ho detto solo questo sulla reincarnazione, non di più.
Oren: avevo un’altra domanda, però. Non sono incarnazioni?
Ci sono coloro che credono nelle reincarnazioni, io non credo; posso chiamarle reincarnazioni, perché l'uomo porta in questa vita dati della sua vita precedente.
Oren: che cosa significa la sua vita precedente?
La vita della generazione precedente! C'è stato un uomo, aveva una mente, sentimento, il corpo, in una vita precedente, non so, tipo 100 anni fa, qualcuno è vissuto e come lui, così tutta l'umanità. Vivevano, sentivano, si trovavano nella loro generazione, si sono evoluti, sono morti e al posto loro sono arrivati i loro figli. I loro figli sono in un nuovo gradino di evoluzione, cioè una generazione consegna all'altra non solo la materia, perché è fatto dal seme del padre e della madre, ma anche un messaggio interno, il messaggio umano ed è questo che io chiamo incarnazioni, reincarnazione della generazione. Ma tu cosa intendi per incarnazione?
Oren: non so, in india dicono che reincarnazione significa, ad esempio, che tu prima eri una pianta, poi non so, in un'altra incarnazione eri un uomo e vivevi in una città, avevi dei figli, ecc. Poi sei morto e poi sei nato a Tel-aviv e così via. Tu credi in questo?
Prima di tutto io non credo in nulla, non ho la fede, ma la scienza.
Oren: certo; io chiedo se la percezione della reincarnazione è una percezione mistica e religiosa.
La reincarnazione è l'evoluzione delle generazioni.
Oren: ora ho un’altra domanda: hai detto di capire altre persone, di osservare tramite loro, hai fatto l'esempio del' uomo e della donna, di una coppia. Non ci hanno educato a guardare tanto con gli occhi dell'altro, e mi viene da chiedere: c'è uno che ha ricevuto quest'educazione e hai detto, per esempio, che la psicologia si è sviluppata negli ultimi 100 anni...
Non c'è ancora questo studio, noi dobbiamo vedere ancora tanti filmati, speciali, libri, per capire il mondo interiore della donna, non c'è materia sufficiente affinché l'uomo impari da questo e capisca come la donna osserva il mondo.
Oren: cioè, la conoscenza non è sviluppata? Perché io conosco mio cognato, che era psicologo, ed ora è ex cognato, è divorziato e non ho visto che la psicologia gli ha dato qualcosa.
Sì, capisco, noi dobbiamo ancora sviluppare queste cose, però c'è già tanta materia che dobbiamo sistemare.
Oren: in questo corso tu ci fornirai questi vasi? questi strumenti?
C'è questa professione, pacificatori per la casa.
Oren: dunque ci fari questo corso?
Ci proverò.
Oren: la cosa più importante è che ci porti i risultati, perché la mia donna sarà molto contenta del risultato.
Vedrai la ricompensa e almeno qualcosa avrai dall'educazione nuova.
Oren: prima di concludere puoi farci un riassunto? perché abbiamo parlato di tante cose.
Abbiamo già riassunto che dopo la nostra conversazione ci devono essere le attività, almeno settimanalmente.
Io do una relazione, una conversazione, e dopo, durante la settimana, ci sono le attività in base a questa conversazione. Dopo una settimana, do l'altra conversazione e ci saranno le attività lungo la settimana; arriva la conversazione nuova e attività nuove, ma non vuol dire che le attività vecchie terminano, anche queste continuano.
Questa è la cosa fondamentale: che per tutto il tempo noi torniamo allo stesso soggetto sino a che non viene percepito completamente, anche tramite le conversazioni e le attività nuove, così tutto questo arriva ad un’unica aggregazione che si chiama: l'uomo nuovo.
Riassumendo la lezione di oggi: tutto dipende dall'ambiente e il problema generale e personale di ciascuno è soltanto come organizzare quest'ambiente in tante sfaccettature, ma, infine, omogeneo per tutti gli esseri umani e, insieme a questo, diverso per ognuno di loro, perché ognuno riceva, tramite la società, l'educazione per esprimersi nella forma più corretta, migliore possibile, fino ad essere legato agli altri e connesso nel sistema integrale.
Oren: non ho capito: nell'ultima frase dici che l'ambiente sarà anche multi sfaccettato ed anche omogeneo?
Perché lo scopo della società è di portare tutti all'unione e in questa unione ognuno riceverà la sua espressione perfetta; sta a voi fare dei compiti in base a questa conversazione.
(Fine della conversazione)