Nuova Vita 532 - Il congresso di Kabbalah, un salto verso la meta della creazione

Nuova Vita 532 - Il congresso di Kabbalah, un salto verso la meta della creazione

Episode 532|1 mar 2015

Nuova Vita

Conversazione numero: 532

Il congresso di Kabbalah: Realizzare lo scopo della creazione

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 01/03/2015

Oren: Oggi vorremmo parlare del tema della Natura. Noi stiamo imparando che esiste una relazione tra di noi e questo sistema generale che possiamo chiamare Elohim, nell'interazione tra la Natura e la Forza Superiore, che è completamente d'amore, c'è un percorso speciale di connessione che viene fatto con la preghiera. Rav Laitman ci ha spiegato che il problema è che la preghiera non è qualcosa che dobbiamo fare da soli, la persona deve guardare dentro se stessa e dirigersi verso questo amore, questo è quello che lui ci insegna, ma essa deve essere con altre persone nella preghiera collettiva. Questo è il nostro tema di oggi, prego Tal.

Tal: Si, quello che io vorrei veramente capire è come dirigere correttamente la nostra connessione verso la realtà superiore, speriamo di riuscire a metterlo in pratica. Lei dirige una organizzazione internazionale di Kabbalah ed ogni anno vengono fatti dei congressi anche in Israele e lì arrivano tante persone che vogliono connettersi. Allora vogliamo capire cosa succede in questi congressi affinché noi possiamo capire cosa succede là, a che cambiamento porta. Cos'è un congresso per lei?

I saggi della Kabbalah hanno determinato come possiamo arrivare alla connessione nella quale scopriamo la divinità, Elohim, che è la Natura, tutta la Natura, possiamo dire Hateva. Solo che quando diciamo Elohim noi parliamo di una formula speciale, in un programma speciale, non si tratta della natura come tale, come la vediamo, si tratta di un programma, un inizio, una fine, una meta. Ci sono delle leggi nelle quali noi ci includiamo e siamo dentro questa matrice. I saggi hanno stabilito che noi dobbiamo svilupparci per gradi ed all'inizio questo sviluppo è distruttivo, così è come ci siamo sviluppati fino ad oggi. Perché, dove e come l'umanità si è sviluppata? Perché viviamo? Qual è lo scopo della meta? Cioè, adesso siamo in uno stato nel quale, diciamo, le persone sono disposte ad uccidersi per questioni di soldi, di salute, prendono calmanti, tranquillanti, ma perché, cosa cercano? In verità quello che cercano è il senso della vita ed ora siamo arrivati ad un punto in cui dobbiamo scoprirlo, altrimenti non vale la pena vivere.

Noi non vogliamo sposarci, né avere figli, né continuare ad avere relazioni. Qual è il motivo? Sentiamo di non avere una connessione speciale con il nostro coniuge e neppure con i genitori, né con i figli, con nessuno. Durante tutto il nostro sviluppo il nostro ego è arrivato ad un livello tale che è come se la persona fosse collegata con l'aria. La saggezza della Kabbalah ci spiega che questa è la cosa migliore, che non possiamo continuare a svilupparci come se fossimo animali, in un modo istintivo, continuare a comperare e fare sempre di più, costruirci una casa più grande e dare ai nostri figli questo e quello e l'altro, ci preoccupiamo come se fossimo degli animali in un grado un poco più elevato, quello che conta è essere dentro questa vita.

Ma all'improvviso vediamo cosa succede con questa vita, allora cominciamo ad innalzarci sopra i nostri desideri egoistici, cominciamo a controllarli e ci accorgiamo che per questo non vale la pena di vivere, vivere e morire, a fare sforzi per tutta la vita, ed a livello inconscio ci accorgiamo che magari la vita può arrivare ad avere un senso.

Adesso, nella nostra generazione, l'umanità si pone realmente queste domande, perché viviamo, qual è il senso di questa vita, c'è una meta nella nostra vita? Se c'è, se la meta si trova nella Natura, c'è un programma che ci include, siamo in un programma che ci dirige, ed allora cosa siamo noi? Siamo persone intelligenti, che sentono, hanno capacità, in qualche modo ci poniamo alcune di queste domande, ma non abbiamo la possibilità di affrontare o fare qualcosa con la nostra vita. Cioè, nei nostri giorni, nella nostra generazione diventiamo più? perché duecento anni fa o perfino duemila anni fa o di più diciamo che noi vivevamo in una tribù, in un villaggio, magari chiedevamo ad una ragazza di vivere insieme, non chiedevamo niente, così era per tutti, questa era la vita, nel classico modo degli animali, istintiva. Oggi usciamo da questa vita istintiva, cominciamo a porci delle domande umane, direi razionali, sul motivo di questa vita, perché? Questo succede per questo o quest'altro motivo, per quest'altra cosa, ecc. ecc., cioè qual è la meta di questa vita? Siamo al culmine dello sviluppo della Natura e questo ci porterà a domande difficili, ed allora abbiamo bisogno della Saggezza della Kabbalah per scoprirlo.

Adam HaRishon è il primo uomo di 5.500 anni fa, e ci spiega qual è la meta, di come noi siamo parti di questa meta, qual è la funzione perché noi abbiamo una funzione speciale, non è che la Natura ci porta senza chiedere, bensì ci porta ad un grado determinato nel quale non è come con un bambino che ad un certo punto dice “no”. Diciamo che le persone oggi hanno l'età del Bar Mitzvah, tredici anni, e da qui in avanti esse devono fare questa cosa, hanno bisogno di questo e se non lo fanno verranno punite, se fanno il bene allora tutto va bene, ed ora noi dobbiamo controllare quali sono le nostre condizioni in questo modo di svilupparci.

La Saggezza della Kabbalah ci spiega che il nostro sviluppo deve essere molto speciale, che dobbiamo arrivare al culmine della creazione, vale a dire arrivare ad un certo tipo di natura, desiderio, stato, ad un livello superiore che è amore e dazione, e che tutto ciò che è fuori di noi è opposto a noi. Fare questo è possibile. Non entriamo ora in queste cose, ma dobbiamo capire come arrivare a quello che la Saggezza della Kabbalah ci dice, che è possibile arrivare a questo solamente mentre siamo in questo mondo, che noi vediamo quanto è disordinato, che non è buono, è buio. Ciò che noi sentiamo, tanto riguardo al bene quanto al male, è che noi siamo così perché abbiamo una funzione nel mondo ed allora cominceremo a cambiare nei suoi confronti, cominceremo a capire che il mondo non è così, la nostra vista cambierà, la nostra percezione cambierà ed anche i nostri valori su cosa è il bene e cosa è il male, tutto cambierà e cominceremo a vedere il mondo sempre più ordinato. Poi scopriremo un paradiso se dentro alle nostre qualità noi siamo in relazione a questo paradiso, se ci predisponiamo internamente in relazione al di fuori, questo ci dice la Kabbalah, come arrivare a questo, ad uno stato di dazione ed amore verso il prossimo anziché di odio verso il prossimo, e che a causa di questo ognuno costruisce dei muri intorno a sé. Se invece di questo noi fossimo in uno stato di amore allora non avremmo bisogno di costruire né muri, né porte, né niente, come se ognuno fosse a casa propria con tutti e tutti verso di noi, noi li sentiremmo come padri e madri nei nostri confronti.

Questa è una cosa semplice, siamo tutti d'accordo con questo, ma la domanda è se siamo capaci di fare queste cose, la Saggezza della Kabbalah ci dice che non solo noi ne siamo capaci, ma anche che siamo obbligati a farlo. Nel processo che sta accadendo l'umanità peggiorerà sempre di più fino a quando ci arriveranno dei colpi interni, non solamente fisici, come oggi, come in passato durante migliaia di anni, durante questa generazione i colpi saranno essenziali, fondamentali. Diciamo che in base a tutto ciò che l'umanità ha sviluppato fino a metà del ventesimo secolo, in denaro, in potere sempre maggiore ed ancora di più, la prima guerra mondiale, poi la seconda, era previsto che saremmo arrivati ad uno stato in cui la persona non desidera niente. Io ricordo gli anni sessanta, le droghe che c'erano,

(Parte incomprensibile omessa)

Ed il giorno è arrivato perché come è questa generazione che è in relazione a questo che è altro, per via del terrore, perché in questo allora era così, hanno cercato....... …?? non c'è risposta, ma la direzione continua ad essere la stessa, la Natura ci obbliga a cercare il senso della vita, non nel denaro, cibo, sesso, onore e conoscenza, perché tutto questo ci porta ad una crisi. Ci sono tante persone che vogliono risvegliare in noi questi tipi di desideri, che ancora vogliono arricchirsi, essere su questa terra per la ricchezza od il potere, ma finalmente le persone sono stanche. In verità è così, ed allora la Saggezza della Kabbalah ci dice che dobbiamo arrivare alla connessione tra di noi, all'amore reciproco, ad uno stato in cui tutti siamo come una famiglia, che ognuno sente veramente questo, che siamo come un bambino tra le braccia della madre. Noi abbiamo bisogno di questo perché la Natura ci obbliga, lo vogliamo o no, accadrà.

Tal: Come può il congresso portare le persone a sentire questo?

Noi impariamo come poter fare un balzo in avanti nello sviluppo della connessione e dell'amore, lo facciamo attraverso la connessione tra di noi. Non è una cosa semplice, di questo abbiamo già parlato con tutto il mondo, quando vado in vari paesi, in diversi continenti. Io credo che abbiamo fatto decine di congressi, nonostante tutto ogni congresso è speciale, per ognuno di essi facciamo un grande preparazione ed ogni volta è qualcosa di diverso dal precedente. Abbiamo tenuti tanti congressi, sullo Zohar, sui gruppi, sul sostenere l'intenzione e tanti altri, ma questo congresso è molto speciale, è un congresso di unione. Cosa c'è di speciale in questo? Che per la prima volta sentiamo fino a che punto l'unione è importante e che essa è la risposta a tutte le nostre domande, a tutti i nostri problemi, alla nostra ricerca della Forza Superiore.

Tal: Quando una persona viene ad un congresso quale influenza ne riceve, cosa succede?

Impariamo dalla Saggezza della Kabbalah che siamo collegati a questo grande sistema nel quale ci troviamo tutti, tutta l'umanità, un sistema con il quale ci influenziamo, quando ci riuniamo insieme risvegliamo il sistema in un modo molto forte e questo influenza ognuno che arriva.

Diciamo che se una persona ha abbastanza preparazione ed arriva al congresso dalla strada, in qualche modo si sente incluso, riceve un'impressione interna di tutto questo.

Tal: Cosa succede di speciale in questo congresso che non succede da altra nessuna parte?

Non è come un'università in cui si studia per sapere, per imparare, la persona che entra qui si include in modo naturale. E' così come, da bambini piccoli, noi cresciamo in condizioni diverse, ci risulta facile. Per esempio io vedo il mio nipotino una volta a settimana e lui ha un'età nella quale i cambiamenti sono evidenti, così quando lo vedo dico: “Wow! Come parla adesso! Come si muove e come reagisce!” Così è per la persona che è qui, in questo sviluppo naturale, che è il miglior sviluppo, questo è quello che dobbiamo fare, sperare che questo accada di modo che noi possiamo creare un ambiente che ci educhi tutti, non che stiamo seduti a studiare, ma che con la connessione tra le persone facciamo conversazioni, workshop, domande, la cosa principale è la conversazione fra di loro nei workshop, durante i pasti, e tutto questo è diretto in un'unica direzione affinché la meta si avvicini sempre di più in questa connessione in cui tutti devono includersi. Quando abbiamo fatto i congressi dello Zohar, dell'Arvut, tutti i congressi, ognuno di loro aveva un proprio obiettivo e tutti i congressi precedenti si includono nel prossimo.

Tal: Se ho capito bene noi vediamo che la nostra vita ha uno sviluppo negativo.

Noi ci stiamo sviluppando in maniera egoistica, ci rendiamo opposti alla forza positiva ed in questa maniera noi soffriamo per i problemi, per le guerre, ecc.

Tal: Se si arriva ad un certo tipo di risveglio, come con un congresso, questo ci sviluppa?

Si, certamente si fa una cosa molto buona per tutta l'umanità. Noi attiriamo dentro di noi tutta l'umanità e siamo una parte di questa. Facciamo una connessione più grande con una parte dell'umanità che è il nostro gruppo e con la Forza Superiore.

Tal: Questo è quello che devo fare?

Diventi un canale di questa stessa Forza Superiore, questa energia positiva, la forza dell'amore, di dazione, passa da te a tutta l'umanità. Non solamente tramite te, ma per mezzo della connessione fra di noi, noi facciamo questo come se fossimo una specie di mini-umanità che è conforme alla forza d'amore, una forza interna della Natura.

Tal: E' verso questo che si adopera la Natura? e questo si aspetta da noi?

Si

Tal: All'infuori di arrivare al congresso, mangiare, gioire, come deve essere questa unione in questo tipo di congresso?

Chi viene al congresso deve aprire il proprio cuore e cercare di entrare in unione con tutti, niente di più, non deve pensare in maniera razionale e neppure sentire del sentimento, se non che nel fluire dei sentimenti che si avvertono in questo congresso.

Tal: Qual è la relazione tra ciò che succede in questi congressi e la Forza Superiore?

Noi dobbiamo veramente sentire che essa è tra di noi.

Tal: Cosa vuol dire?

Che cominciamo a sentire la forma d'amore che c'è tra di noi, che essa riempie il luogo che c'è fra di noi, e così cominciamo a ricevere una risposta riguardo al programma, allo scopo. Non è che noi chiediamo, ma che tutto si chiarisce, diciamo che prima non era chiaro, eravamo confusi e all'improvviso tutto si innalza e diventa chiaro, si scoprono cose più profonde. Per il momento però scopriamo questa forza di connessione fra di noi per gli studi avanzati.

Tal:

(Parte incomprensibile, omessa)

….... Qualcosa come il mondo a venire. Entriamo in connessione con la Forza Superiore.

Tal: Cos'è per lei un congresso di successo?

In verità ogni congresso è di successo, non ci sono congressi che non lo siano, perché noi ci riuniamo dopo lo studio, dopo il grande sforzo per organizzarlo, e poi si paga parecchio... un terzo delle persone vengono da fuori, noi ci sforziamo molto in questo, con il denaro, con tutto, allora non può essere che esso non abbia successo. C'è un innalzamento speciale da parte nostra, specialmente in questo congresso che è d'unione, io spero in questo risultato, in risultati molto importanti che aiutino l'umanità ad avanzare. Magari non vedremo questo, ma spero che coloro che parteciperanno vedano fino a che punto è possibile fare un salto.

Tal: Quali cambiamenti potremo vedere?

La consapevolezza della situazione. Può essere che arrivino dei colpi, ma non ci saranno recriminazioni. Abbiamo bisogno di capire che dobbiamo portare l'umanità alla consapevolezza, la consapevolezza che il nostro mondo ha uno sviluppo, uno scopo verso la connessione al di sopra di tutti i disturbi e delle forze opposte che ci sono fra noi. Dobbiamo lottare per questa unione.

Oren: In questa riunione di migliaia di persone qual è la loro preghiera, cosa deve succedere?

Abbiamo bisogno di una preghiera, ma che sia con il cuore: ama il prossimo tuo come te stesso. Possiamo scrivere parole che siano più sensibili, ma con la preghiera apriamo i nostri cuori per amare gli altri, per mezzo di questo arriveremo all'amore.

(Fine della conversazione)