Nuova Vita
Conversazione numero: 1246
Prepararsi per una seconda ondata di corona
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 1 giugno 2020
Horen: Buongiorno, dott. Laitman grazie di essere ancora con noi a Nuova Vita 1246. Il tema è: “Prepararsi per la seconda ondata del coronavirus”. Dott. Laitman lei ha detto che bisogna prepararsi per la seconda ondata. Per esempio, io abito non lontano da un ospedale dove hanno costruito un nuovo parcheggio destinato ai malati di coronavirus; non siamo ancora preparati per la seconda ondata e vediamo che il numero di infettati cresce. Qual è la causa della seconda ondata? È perché non siamo stati disciplinati e non teniamo le distanze dei due metri consigliati e non portiamo le mascherine?
Risposta: Sì, anche questa è una causa. Non possiamo dire che è arrivata la seconda ondata, semplicemente abbiamo abbassato la guardia e non abbiamo più rispettato la prevenzione e il fuoco ha ripreso forza.
Horen: Perché allora noi facciamo così?
Risposta: La persona non è in grado di rispettare le regole, soprattutto gli israeliani non sono come gli svedesi, loro sono Israele, non vogliono seguire le regole; la prima volta sì, si sono spaventati, ma la seconda volta non funziona più questo.
Horen: Lei pensa che la prima volta le persone abbiano rispettato tutto, anche se non era molto semplice, infatti non mi aspettavo che rispettassero le restrizioni. Adesso le restrizioni sono meno di prima, ce ne sono poche, però vediamo che non le rispetta nessuno, perché è così?
Risposta: Noi siamo tornati al fatto che siamo israeliani e così sarà. Questo popolo è testardo, non è come quello svedese o italiano, questo è un problema.
Horen: Va bene, ho capito la causa perché è arrivata la seconda ondata del coronavirus, discutiamo sul fatto se siamo pronti ad affrontarla. Lei pensa sia è possibile prepararci per la seconda ondata?
Risposta: Noi la stiamo creando. Io non sto vedendo che questa ondata arriva da fuori, ma sto dicendo che noi ne siamo la causa.
Horen: Perché?
Risposta: Perché questa sta prendendo più forza come un fuoco.
Horen: Qual è la causa?
Risposta: La causa è che noi, con tutte le condizioni che abbiamo, dobbiamo avvicinarci gli uni agli altri ma non vogliamo vedere che siamo interdipendenti, collegati in modo sbagliato, ne consegue che il nostro avvicinamento andando nei luoghi pubblici sta generando il male e non capiamo che siamo collegati in modo egoistico.
Horen: Cosa vuol dire?
Risposta: Che ognuno pensa soltanto a sé stesso.
Horen: Come si fa sentire questo?
Risposta: Io penso solo a me stesso, faccio quello che voglio e non mi importa degli altri.
Horen: Io so cosa succede in Israele. Se siamo in questo stato è la nostra natura, la natura del popolo di Israele. Come prepararci per la seconda ondata?
Risposta: Non dobbiamo prepararci a una seconda ondata, ci saranno comunque sempre nuove ondate se noi non penseremo a come comunicare al meglio.
Horen: Cosa vuol dire?
Risposta: Significa tenere le distanze tra noi, portare le mascherine e non come ho visto in una foto in internet da qualche parte, in un club di Tel Aviv dove c’erano tante persone, ma com’è possibile? Così si possono contagiare anche con una semplice influenza, così ci infettiamo l’uno con l’altro.
Horen: Io penso ci siano state delle feste per la fine del coronavirus.
Risposta: Sì, è possibile che fosse una festa e questo è una mancanza del governo, penso. Non sentono quello che si dice in Israele su tutti i canali televisivi? Si fanno tutte queste discussioni nei talk show che confondono le persone.
Horen: Ma cosa vede lei? Sta dicendo che la nostra natura è non ascoltare le leggi generali? Questo comporta che il coronavirus apparirà di nuovo? Cosa vuol dire che questo virus si muove?
Risposta: Noi diamo la possibilità a questo virus di prendere nuove forme. Lo stiamo intensificando e oltre a questo, il nostro problema è che non capiamo che dobbiamo essere più legati tra di noi. Qualsiasi cosa arrivi nella terra di Israele non è uguale a quello che succede in Svezia o in un altro paese, tutto quello che arriva qua ci mostra che dobbiamo rispettare le regole, la regola “ama il tuo prossimo come te stesso”.
Horen: Quindi io non sono uno sciocco, cosa succede, io soffro per primo? Se è così, prima ha descritto uno stato in cui dobbiamo correggere il nostro comportamento in modo tale che non ci siano un pericolo del genere?
Risposta: Comportarsi bene l’uno con l’altro e rispettare le regole.
Horen: Per esempio se nella zona del coronavirus io penso a te, penso a non infettarti, rispetto le regole?
Risposta: No, no. Noi tutti abbiamo dentro questi virus e tutti dobbiamo avere paura di trasmetterli agli altri. Il coronavirus ci sta solo dando l’esempio che ognuno di noi può “essere” il virus che si trasmette in modo integrale agli altri. Occorre aver paura di danneggiare gli altri, pensare alla salute degli altri, non fare male loro. È proprio questo che ci sta insegnando questo virus.
Horen: Cioè a portare tutto il focus da sé stessi agli altri?
Risposta: Certo! Se noi ci comporteremmo così gli uni con gli altri saremo tutti sani.
Horen: Cioè, secondo lei non soltanto chi ha sintomi, temperatura alta…
Risposta: Tutti, sì tutti. E non soltanto verso di sé, ma verso il prossimo per non trasmettere questo virus.
Horen: Io vorrei tornare al discorso degli israeliani. Cosa c’è di particolare nel coronavirus in Israele? Israele si considera un paese che ha vinto con successo questo virus.
Risposta: Le persone non prendono in considerazione gli altri. Nella prima ondata avevamo paura ognuno per sé stesso, per la propria famiglia, tutti noi ci siamo chiusi in casa, ma nella seconda ondata “non mi interessa niente, io esco come fanno tutti gli altri”. Però devi pensare agli altri, devi essere consapevole, altrimenti riceverai dei colpi più gravi della prima volta. Nella prima ondata non eri consapevole, non sapevi nulla, hai ricevuto soltanto informazioni, però adesso già sei entrato in uno stato in cui non ti consideri in relazione con il prossimo, vai in luoghi pubblici, sei insieme a loro, non è che ricevi, ma devi pensare che sei tu a trasmettere il virus agli altri. Tu sei convinto che non hai questo virus e non ti importa che ti infetterai da loro, però devi pensare che tu hai dentro il virus e nessuno può dire il contrario. Cosa stai facendo agli altri in questa seconda ondata? Ti stai consapevolizzando riguardo l’inclinazione al male? Come mi comporto io? Qual è il mio atteggiamento verso gli altri? Per prima cosa: chi sono io? Sono dentro questo virus? Come le piaghe d’Egitto: la prima, la seconda piaga… che io non prendo in considerazione il prossimo. Sì, ci sono diversi luoghi, non importa, però è importante che io non prendo in considerazione il fatto che posso infettare il prossimo.
Horen: Lei ha detto qualcosa di interessante: poiché nella prima ondata noi tutti abbiamo sentito la paura che ci ha paralizzato, questa ci ha portato a rispettare le indicazioni, ma adesso dov’è questa paura?
Risposta: Adesso tu cominci a svilupparti, ti danno un'altra sensazione, che tu non hai paura per te stesso, cosa vuol dire? Non possiamo più stare a casa, sia quel che sia io vado fuori. Questo gioco è il gioco del tuo ego con te stesso e tu devi prendere la situazione nelle tue mani e pensare al prossimo, comunque tu non lo stai facendo. Sicuramente prima ti preoccupavi per la tua vita adesso non ti preoccupi perché è cresciuto l’ego e per me non è importante quello che sarà a casa con i miei parenti, io vado fuori, basta, e mangeremo, perché domani moriremo lo stesso e in questo modo noi trasmettiamo l’uno all’altro il virus. Penso che noi passeremo questo nel futuro prossimo, in quanto noi abbiamo fatto accendere un fuoco grande, anche se per adesso si è fermato, però, comunque, prima che si si calmi tutto ciò, passerà del tempo.
Horen: Io penso che questi sentimenti sono mescolati, perché comunque c’è la paura che io possa infettare anche i miei parenti, certo che la paura c’è, ma d’altra parte c’è la sensazione che non se ne può più.
Risposta: L’ego di sta dando la possibilità di non prendere in considerazione tutto quello che prima era importante.
Horen: Perché?
Risposta: Perché la persona è idiota, chiedo scusa per quello che dico, è proprio l’ego che cresce e dà la possibilità di prendere nuove decisioni. Non importa dei bambini, sarà quel che sarà, non mi importa di ciò che succederà. Ci si può infettare con il virus, ma “io non lo penso”, questo perché il suo ego è cresciuto rispetto al livello di prima, si è alzato a un livello superiore, dal primo al secondo grado. Prima, nella fase iniziale, lui doveva avere paura di infettarsi con il virus, ma nel secondo grado lui deve avere paura di infettare gli altri, non è solo perché lui potrebbe infettarsi, ma per non infettare gli altri. L’ego è diventato grande e non prende in considerazione gli altri.
Horen: Perché se una persona non ha la febbre, non ha sintomi, come lei ha detto, perché deve avere paura di infettare gli altri se lui non soffre, non ha sintomi, non è malato, perché deve avere paura di infettare gli altri se lui non è malato?
Risposta: Responsabilità, responsabilità! Proprio questo: che potrebbe essere nascosto in me, potrei essere malato io. Crediamo a tutti questi test? Di cosa stiamo parlando? Però io non voglio essere responsabile per la vita degli altri, quello che loro potranno causarmi io sto causando loro, sia quel che sia. Ma quella foto che ho visto prima in cui erano tutti così vicini… È scandaloso!
Horen: Lei sta facendo appello alla responsabilità?
Risposta: Sì.
Horen: Nonostante tu non sia malato devi avere un atteggiamento verso te stesso come se fossi malato e potresti infettare gli altri?
Risposta: Sì. Se io sono portatore sano del virus io posso infettare migliaia di persone se sono nello stesso luogo con loro. Cioè io non sono responsabile per il mio prossimo, non ho amore per il prossimo, il mio ego mi dice che va bene così per me, divertirsi e vado dove ci sono migliaia di persone fisicamente vicine.
Horen: Cosa bisogna fare con questa realtà per fermare l’infezione?
Risposta: Cambiare i cervelli! Ma quale cervello? Fare l’impianto del cervello, anche degli animali, gli animali hanno paura. L’impianto del cervello, sì sì. Io lo so cosa si deve fare però vallo a dire al governo o ad altri, nessuno ti ascolta.
Horen: Che cervello vorrebbe impiantare?
Risposta: Un cervello sano che possa dire: “noi popolo d’Israele siamo in arvut, in mutua garanzia e siamo in uno stato in cui la mutua garanzia chiede sempre più attuazione da parte nostra”.
Horen: Ma che tipo di mutua garanzia ci vorrà nel futuro?
Risposta: Per adesso tutto quello che è successo è stato in una forma leggera, semplice, non infettare, ma quello che succederà lo vedremo.
Horen: Lei ha detto che gli svedesi rispetto agli israeliani devono essere in arvut, in mutua garanzia, perché sta accentuando questo per quanto riguarda Israele?
Risposta: Perché questa è una nozione internazionale, comune a tutti, perché la malattia è comune a tutti. Vedrai che tutti diranno che la causa siamo noi.
Horen: Cosa vuole dire?
Risposta: Che quelli che vivono in Israele hanno creato il coronavirus e lo hanno fatto apposta per infettare il mondo e tutto il mondo capisce questo e sarà d’accordo con questo e che i cinesi non c’entrano nulla, i cinesi volevano arrivare all’antivirus, però chi ha creato il virus? Israele.
Horen: Nessuno lo sa, ci sono diverse teorie del complotto…
Risposta: Comunque arriveranno a dire che l’abbiamo fatto noi.
Horen: Dato che stiamo parlando di questa teoria, pensa che Israele troverà la cura?
Risposta: Possibile, ma questo non aiuterà Israele.
Horen: Perché?
Risposta: Perché il mondo non ha bisogno di questa medicina, il mondo ha bisogno della medicina interiore, non chimica ma legata all’anima.
Horen: cosa vuol dire?
Risposta: Da dove è uscito questo virus? Cosa ci sta dicendo? Che noi siamo collegati in modo integrale, noi siamo dentro e in opposizione con la natura, perciò cosa dobbiamo fare adesso? Questo virus ci sta facendo vedere che il virus è il nostro ego e non ci dà la possibilità di connetterci tra noi, siamo divisi l’uno con l’altro e opposti alla natura, non siamo legati alla rete integrale. Ecco allora che arriva l’ego e governa su di noi in diversi modi. Adesso c’è questo virus biologico, non importa alla fine che forma ha.
Horen: Come ci si può preparare per la seconda ondata che passeremo?
Risposta: Io non penso che ci saranno ondate, a noi apparirà così, sarà legato alle temperature ambientali, però non ci saranno ondate.
Horen: Se non sono ondate allora cosa sono? Come ci stiamo preparando? Perché sta iniziando nuovamente?
Risposta: Ah, soltanto attraverso la connessione corretta tra noi, l’unione corretta tra di noi e soprattutto all’interno del popolo d’Israele. Il mondo sentirà che Israele che non è in unione ed è la fonte del coronavirus.
Horen: Diciamo che dentro questo processo abbiamo fatto un impianto di cervelli sani, allora?
Risposta: Lui capisce e consapevolizza quanto siamo vicini e interdipendenti l’uno dall’altro.
Horen: Non ho capito.
Risposta: Noi avremmo bisogno di un cervello che mi dicesse esattamente in quale guaio mi trovo con il mio prossimo.
Horen: In quale?
Risposta: Che io non lo amo, non lo considero, neanche con i propri figli, questo è a livello della paura animalesca; io non valuto: oggi mangeremo, faremo festa, domani non è importante, nemmeno la mia vita importa. Questo è dovuto all’ego. È stato scritto che mangeremo, festeggeremo perché domani moriremo.
Horen: Sì, hanno detto di non fare isterie.
Risposta: No, questo non è fare isteria. Se moriremo, moriremo, però io voglio morire adesso o fra qualche anno? Dopo aver fatto qualcosa per la mia famiglia, per il mio prossimo, per il mondo? Io non voglio morire se me lo chiedi.
Horen: Perché?
Risposta: Perché io penso di avere tanto da fare.
Horen: Ma cosa deve fare qua? Io ricordo me stesso quarant’anni fa, non era importante per me morire… Abbiamo mezzo minuto, abbiamo parlato dell’impianto del cervello come preparazione alla seconda ondata, mi dica, quale cambiamento nella nostra percezione dobbiamo conseguire?
Risposta: Che non siamo connessi con il prossimo, che non sentiamo il prossimo come facente parte di noi stessi, che facciamo parte della stessa anima. Noi non sentiamo noi stessi e gli altri, noi sentiamo che ognuno è un pezzo di carne e vive per sé stesso, ma il fatto che siamo un’anima comune non lo sentiamo e questo è il problema: come dare a ognuno la sensazione che noi siamo parte di un’anima comune. Questo è il nostro problema.
Horen: Grazie dott.. Laitman. Grazie di essere stati con noi, arrivederci.