Nuova Vita
Conversazione numero: 794
Vita tribale
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 29/11/2016
(La traduzione parte dal minuto 05:24)
Anziché connetterci con il cuore noi cerchiamo di connetterci agli altri con un fine di lucro, non per sentirci bene insieme in modo mutuo che è un tipo di connessione completamente diverso che sostituisce il desiderio di guadagno. Non dobbiamo quindi meravigliarci per il fatto che i bambini non ascoltino i loro genitori, essi invece pensano in che modo possono approfittarsi di loro ed anche i genitori, condizionati dal loro ego e dalla società, non prestano attenzione ai bambini, li mandano a tutti i tipi di corsi, si connettono tramite il cellulare e sono convinti che in questo modo danno loro tutto.
Noi non abbiamo più le sensazioni della tribù, l'uomo torna a casa dal lavoro ed è solo, sia a casa che sul lavoro, si connette agli altri solo attraverso il cellulare e la tv e non comprende che in questo modo si disconnette dalla tribù, dalla famiglia, dalla società umana, dal calore perché è entrato dentro una gabbia di ferro.
Da quando è iniziato questo? Dal momento in cui l'ego ha cominciato ad essere più importante delle connessioni naturali tra di noi, è iniziato migliaia di anni fa ed ora vediamo che ciò accade in tanti Paesi, in tanti popoli. Tutto è iniziato, lo abbiamo già detto più volte, nell'antica Babilonia e da lì ha iniziato a svilupparsi sempre di più e le persone hanno cominciato a perdere questo senso della connessione, è scritto che prima, in Babilonia, si sentivano un solo popolo, tutti si capivano e si sentivano connessi gli uni agli altri, ma quando l'ego ha iniziato a crescere le famiglie si sono divise, si sono formati dei clan e dei popoli. Con l'ingrandirsi dell'ego le famiglie hanno cominciato a dividersi le une dalle altre, questo è successo addirittura tra i membri della stessa famiglia ed ora siamo all'opposto di quanto era in Babilonia, loro si sentivano in un ambiente chiuso mentre noi adesso siamo chiusi in noi stessi, questo succede in tutto il pianeta e crescerà ancora di più raggiungendo dimensioni ancora più grandi.
Nitzah: Vorrei capire qual è la forza speciale che c'è nel tribalismo.
E' come essere dentro un utero in cui ci sentiamo al sicuro, cioè essere tra le altre persone e non preoccuparsi di niente, neppure se non c'è da mangiare, se c'è una guerra, se non sappiamo quale sarà il nostro futuro, non importa cosa, sappiamo comunque che la forza generale della Natura si prenderà cura di noi, la sensazione di sicurezza non ci viene dalle persone ma dalla Natura generale che è come una grande madre e le persone che si trovano nella tribù si sentono come dentro l'utero di una madre. Diciamo che una persona ha tanti problemi, ma se ha una famiglia affettuosa, amorevole si tranquillizza, almeno per un certo periodo, loro si siedono, mangiano, parlano e così, anche se la persona era irritata, pian piano si ammorbidisce, si calma.
Questa è una legge che vale per l'uomo, la donna per natura ha la capacità di assorbire i problemi dell'uomo, l'uomo agisce, lotta perché gli manca questa qualità dell'assorbire, di avere sicurezza, quello che la donna fa è ad un livello diverso da quello dell'uomo. Con questo voglio dire che la Natura è come se fosse una madre, la tribù, un utero, una donna in famiglia che, malgrado sia preoccupata, è una sorgente di tranquillità, di assorbimento dei problemi, questo lo vediamo
Parlando con tanti uomini, essi ricevono dalla donna della famiglia un senso di pace, di tranquillità, una buona sensazione che li aiuta ad essere stabili nella vita, senza troppe pressioni.
Nitzah: Perché la donna assorbe questa pressione, come se volesse proteggerlo.
Se parliamo delle tribù esse sono questo tipo di avviluppamento affinché la persona viva in questo modo e non si disconnetta. Le dispersioni in tanti popoli è avvenuta perché nell'antica Babilonia c'era l'ego e così gli uomini hanno cominciato a lottare fra di loro, si sono suddivisi in piccoli clan, se si fossero sforzati di superare questo ego che stava crescendo avrebbero potuto prendersi cura di questo tribalismo. Questo perché avrebbero potuto scoprire la forza positiva che esiste nella Natura, se avessero scoperto qual è veramente il segreto dell'utero: che c'è in esso una forza positiva che noi dobbiamo rivelare, così come c'è un'altra forza positiva nella Natura al di fuori dell'ego, se nell'antica Babilonia fossimo stati capaci di superare l'ego, allora saremmo potuti arrivare alla rivelazione della Forza Superiore che noi chiamiamo il Creatore. All'inizio eravamo piccoli popoli, ma nel momento in cui l'ego si è ingrandito abbiamo cominciato ad allontanarci l'uno dall'altro perché questo ci permetteva di vivere tranquilli senza attriti tra un ego e l'altro.
Ed ora, in questo mondo moderno, abbiamo di nuovo scontri tra i nostri ego, questo è il tema degli ultimi 50-60 anni in cui siamo arrivati ad un mondo globale, integrale, piccolo. In questi ultimi 300 anni avremmo dovuto pensare a come rendere la nostra vita più soddisfacente, ma è stato il contrario, siamo arrivati ad una situazione ancora più difficile, ora siamo miliardi e miliardi di persone sulla terra e non siamo capaci di andare d'accordo l'uno con l'altro, l'ego non ce lo permette. Noi dobbiamo ricostruire la stessa forma tribale che esisteva prima.
Oren: Lei ha descritto un meccanismo nel quale ci sono due cerchi, in un cerchio c'è la comunicazione calorosa tra le persone, può essere in una famiglia o in una tribù, in connessione gli uni con gli altri, non c'è l'ego che cerca di approfittarsi di tutti ma un calore molto speciale, lei ha detto che questo cerchio che avvolge le persone è dentro un cerchio più grande che si chiama utero della Natura, attraverso questo cerchio arriva una forza buona che tranquillizza, equilibra.
Io vorrei raccontare che ieri pomeriggio sono stato al matrimonio di un mio cugino, nel salone degli eventi c'erano tante persone che conoscevo, famiglie del luogo in cui sono cresciuto, lì ero avvolto dal loro calore, la famiglia è questo, io non abito più in quel luogo, ma quando mi trovo tra di loro l'amore ed il calore che irradiano mi danno una sensazione di sicurezza, non hanno bisogno di parlare ma sento al 100% che vogliono che io stia bene e questo innalza la qualità della mia vita, invece nella città in cui vivo non posso neppure immaginare che ci sia un'interazione di questo genere con le persone, che esse si preoccupino che tutto vada bene per me, che l'ambiente sia così aperto.
Torno al discorso precedente riguardo al piccolo cerchio, in questo cerchio ci sono persone che interagiscono tra di loro non ascoltando il proprio ego, lei ha detto che quando ci sono persone così in un cerchio essi ricevono un'aggiunta in più, cosa vuol dire?
Essi creano tra di loro una relazione in modo naturale e con questa connessione naturale si rivela la forza che si trova nella Natura, loro sono lì in contatto tra di loro e desiderano essere connessi malgrado siano egoisti e con differenti ego tra di loro, il fatto che essi siano in una connessione naturale e che si prendano cura di questo fa sì che si riveli la forza positiva della Natura, una forza anti egoistica, esiste una forza negativa che ci allontana ed una positiva che ci avvicina, allora compare questa forza della Natura e noi siamo come un catalizzatore che permette a questa forza di rivelarsi.
Tremila anni fa Abramo disse che non c'era scelta, cioè che gli ebrei erano obbligati a sentire che erano in crisi, che l'ego stava crescendo sempre di più e che questo li portava a sentire un odio reciproco. Ora noi dobbiamo sforzarci, se copriamo tutte le trasgressioni con l'amore riceveremo questa forza che c'è nella Natura, una forza buona e positiva moltiplicata per le volte in cui noi vogliamo superare il nostro ego, quindi dobbiamo capire che la nostra inclinazione deve essere di superare il male che si rivela sempre di più con lo scopo che noi ci connettiamo e riveliamo questa forza positiva sempre di più. Infatti questa forza negativa è chiamata un forza contro e con essa arriviamo a qualcosa di buono, una è per aiutare l'altra, la forza negativa aiuta la forza positiva, noi viviamo per questo e ciò si chiama la Saggezza della Kabbalah, un metodo che ci insegna ad utilizzare la forza negativa che si rivela per innalzarla verso la forza positiva.
Ognuno aiuterà l'amico e creerà un rapporto mutuo, questo è il tema della Saggezza della Kabbalah, così dobbiamo vivere, siamo obbligati a prenderci cura della tribù.
Oren: Ieri, al matrimonio, ho incontrato qualcuno che mi ha detto che l'insediamento in cui siamo nati non è più quello che era prima, ci sono attriti molto forti e lui li sente, gli danno una profonda tristezza, a lui come a tantissimi altri, la sensazione che hanno è come se ci fosse una forza che li controlla e mette gelo tra di loro. Cos'è questo?
Si tratta di una forza che si trova tra di noi come fosse un dinosauro che ci sovrasta, entra dentro di noi e si riempie costantemente, questo è il nostro ego che fa sì che non capiamo e non sentiamo quanto sia terribile questa cosa che accade, è qualcosa che c'è da 3.500 anni.
Oren: Si tratta di una forza contraria al tribalismo?
Si, è ciò che ha disconnesso gli ebrei in Babilonia dove era impossibile vivere ed allora Abramo ha cominciato a connettere tra di loro un gruppo di persone chiamato Yashar El, dirette a Lui, esse sono rivolte tutto il tempo verso la forza positiva che dobbiamo rivelare al di sopra di ogni attrito che si presenta, di questo parla la Kabbalah perché c'è l'esigenza di una forza che ci possa innalzare al di sopra di questo.
Oren: Lei ha detto che la donna è più connessa a questa forza della Natura, perché?
Perché lei ha l'utero e questo è un tema spirituale, la donna partorisce la generazione futura e ciò è una responsabilità che dura tutta la vita, lei è destinata a questo, la donna è la famiglia, la casa e questo riguarda ogni luogo, ogni popolo. Da parte della Natura la donna è più connessa con Lei ed a tutto il tema della connessione in famiglia.
Oren: Il nostro tempo è terminato, qual è la cosa più importante che possiamo dire oggi?
La cosa migliore è tornare ad essere una tribù, è la cosa più importante per tutta l'umanità.
(Fine della conversazione)