Nuova Vita
Conversazione numero: 46
Insieme forti
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 01/08/2012
Oren: Oggi parleremo con Rav Laitman sulle relazioni di coppia per vedere come dare una giusta forma alla vita di coppia, cosa che certamente possiamo fare in questo ambiente, quindi vogliamo imparare da Rav Laitman come poterlo fare in maniera pratica. Il principio è che attraverso la connessione in amore ognuno si includa nell'altro, si arricchisca ed acquisisca sempre più forza. La condizione è che ognuno si riduca rispetto all'altro, anziché farsi grande, voglio ripetervelo, attraverso l'unità e l'amore ognuno si include nell'altro, si arricchisce sempre di più e la condizione per farlo è ridursi rispetto all'altro, non mostrarsi come un grande.
Noi qui parliamo di come i cerchi entrano in relazione entrando l'uno nell'altro. L'ego è un qualcosa di lui la persona si nutre, lui vuole riempirsi e ricevere piacere dall'altro, e se lui riempie se stesso questo è bene anche per l'altro, questo è quello che viene chiamato amore, mentre se lui si riempie facendo del male all'altro questo si chiama odio, però in fin dei conti quello che la persona vuole è riempire se stesso, quindi noi dobbiamo lavorare su questo non facendo dei calcoli, ma tipo un programma. Come facciamo questo? Partiamo dal fatto che noi sappiamo che dobbiamo annullare noi stessi e liberarci del nostro ego, svuotarlo, cioè, non vogliamo riempirlo di cose egoistiche, ma creare un posto dove posso mettere i desideri dell'altro, in questo modo ognuno rinuncia alle proprie richieste per ricevere quelle dell'altro fino ad avere uno spazio condiviso in cui entrambi rinunciano a se stessi, perché con questa rinuncia ognuno dei due può servire l'altro e così, in questo spazio condiviso, noi ci troviamo in accordo, in unità tra di noi. Questo è dovuto al fatto che entrambi abbiamo rinunciato ai nostri desideri ed abbiamo ricevuto quelli dell'altro, allora, in questa comprensione condivisa c'è unità, un patto ed anche amore, cosa vuol dire amore? che ognuno vuole riempire, soddisfare i desideri dell'altro, qui non c'è amore completo, ma parziale si.
Oren: Lei dice che questo processo mi dà più forza, ma che tipo di forza? Perché io mi arricchisco con questo? Perché acquisisco sempre più forza?
Perché nel momento in cui tu ti connetti con l'altra, ti relazioni con lei in questo piccolo spazio, i suoi desideri sono al tuo servizio, perché se siete in accordo siete in uno spazio condiviso non siete più nemici, magari non si è svegliato qualcosa in più, però tu hai con lei un accordo, anche se parziale, un appoggio, ed in questo modo tu sai che lei è il tuo socio.
Oren: C’è una condizione per questo?
La condizione è che la persona riduca se stessa, si faccia più piccola rinunciando ai propri desideri, a quello che è, e volendo ricevere i desideri dell'altro. La Natura ci spinge a questo in quanto abbiamo uno spazio condiviso, abbiamo bisogno di una casa condivisa, dobbiamo provvedere l'uno all'altro, non possiamo esistere in forma separata, poi dobbiamo crescere i bambini per i quali abbiamo un amore naturale, questo nella vita corporale, materiale, ma quello che ci viene richiesto è di creare questo luogo condiviso ad un livello superiore, di rinunciare a noi stessi, annullare il nostro ego e completarci tra di noi, nella nostra vita, in questa generazione, Se non facciamo questo arriveremo ad uno stato in cui niente avrà importanza per noi, non ci importerà di avere una casa condivisa, di avere dei figli, e ci separeremo.
Oren: Questo non mi è chiaro.
Non è che non è chiaro, è che tu hai bisogno di un lavaggio del cervello molto forte.
Oren: Diciamo che tu mi hai già fatto un lavaggio del cervello, infatti voglio arrivare ad avere pace in famiglia, in casa, perché ho un obiettivo più grande. Mi metterò a studiare quello che hai detto in questa introduzione e voglio ricevere più forza riducendomi rispetto a lei.
Lascia stare il ridurti, diciamo rinunciare, fare un accordo.
Oren: Rinunciare va bene, lo capisco, quello che mi è difficile è farmi più piccolo rispetto all'altro.
Nel lavoro condiviso bisogna saper rinunciare, vedere l'altro come una rappresentazione della Forza Superiore rispetto a se stesso, che il Creatore si presenta tramite l'immagine della sua donna, di ogni persona del mondo, veramente la persona dovrebbe arrivare a sentirsi più piccolo, ma diciamo rinunciare.
Oren: Nitzah, vuoi dire qualcosa?
Nitzah: Della rinuncia abbiamo già parlato, adesso parliamo del prossimo processo.
Oren: Ognuno dovrebbe tutto il tempo prestare attenzione a come può elevare lo stato d'animo dell'altro, questo è un campo in cui occorre migliorarsi sempre. Cosa vuol dire questo?
Fare contento l'altro, aiutarlo ad avere un animo elevato, preoccuparsi che si senta bene.
Oren: Adesso voglio sfidarvi. Supponiamo che io sia una persona che non sorride, per esempio, non mi piacciano le barzellette, gli scherzi. Diciamo che tu sia la mia partner, come potresti realizzare questo principio che devi elevare il mio stato d'animo?
Può essere che tu sia contento o allegro nel vedere un film o qualcos'altro, ed allora io ti dò allegria, allegria non vuol dire che sei allegro, cioè, quello che io cerco di fare è portati a quello che tu ami, di fatto, predisporre per te quello che ti pace, ogni volta metto in risalto questo in modo che tu ti senta bene, ti sto dando un esempio di come io ti voglio vedere.
Oren: Non ho capito.
Come non hai capito! Cosa vuol dire che non hai capito! Cos'è che non hai capito? Noi qui insegniamo ad una coppia come devono occuparsi l'uno dell'altro, ci occupiamo di loro, del fatto che sono due egoisti e che devono migliorare la loro situazione, noi insegniamo loro come essere persone, come vivere una corretta vita di coppia, ed allora, se ognuno mostra all'altro, gli ricorda questo esempio, essi imparano come devono comportarsi vicendevolmente. Perché questo è importante?
Nitzah: Perché vogliamo essere in connessione.
La connessione si può costruire solo quando si è in un buon stato d'animo ed allora la persona si apre, in caso contrario si chiude in se stessa.
Nita: Su questo posso fare un esercizio, tu qui hai descritto una situazione tipica, allora prima ricerco cosa dà contentezza all'altro e cosa non lo fa.
Magari questo è difficile, molti non sanno cosa desidera il partner, non si capiscono, inoltre può essere che l'altro faccia continui cambiamenti ed allora bisogna giocare, entrare nello stato d'animo dell'altro, condividere le stesse cose che gli succedono, se ti rendi conto che entrambi siete in un cattivo stato d'animo, magari vi tenete il broncio, allora ognuno dei due deve cercare di vedere le cose come le vede l'altro e giustificarlo in tutto ed essere d'accordo con l'altro in tutto quello che dice.
Nitzah: Noto che molte volte una persona della coppia è più passiva, in altri casi uno dei due si innervosisce per quello che l'altro fa, e cioè che cerca di trasmettere questo.
Quello che succede è che lei non fa questo all'interno della connessione.
Nitzah: Lei deve entrare nella connessione.
Si, perché in questo modo si identifica con l'altro partendo da questo si lavoro, questa è un'attitudine psicologica.
Oren: Diciamo che ho finito il corso, torno a casa e vedo che la mia partner non è in uno stato d'animo buono, immaginate che tipo di risposte mi dà? E questo mi rende nervoso.
Magari lei ha ragione, forse è stata una giornata difficile, con i bambini o con il lavoro ed adesso arrivi tu di malumore e fai esplodere una lite, tutti ne soffrono e danno la colpa a te. Deve essere diverso, per esempio, se tu entri in casa e le scarpe non sono al loro posto, ci ricordiamo di questo, tu devi passarci sopra, non dargli importanza.
Oren: E' un esercizio che cerco di fare.
Non è che la persona deve esigere qualcosa, quello che qui si esige è lo stato d'animo, come per le pantofole, a te non sta bene che non ci siano e non ti sta bene il suo stato d'animo. Cosa devi cambiare? Cerca le pantofole! e devi cercare di capirla, se lei è di malumore, tutto il tempo tu devi lavorare sull'annullamento, sulla rinuncia, come per quanto riguarda le pantofole, tu vai a cercarle ed in questo modo svuoti uno spazio tuo per avere una connessione più profonda. La persona avrà una compensazione alle sue rinunce, si renderà conto che vale la pena farle, che con questo sentirà amore, che sono più uniti, sentirà che c'è qualcosa di più elevato e di colpo, dentro questa sensazione, avvertirà qualcosa come una speciale elevazione verso il livello dell'uomo al posto del livello dell'animale, questo è il motivo per cui vale la pena di farlo.
Oren: Torniamo a quello che dicevamo, io torno a casa, che considero come un laboratorio, e, per esempio, vedo che lei è di cattivo umore, è al telefono ed è arrabbiata con qualcuno, questo crea un'atmosfera pesante che si riflette su di me e mi procura uno stato d'animo non buono, si tratta di situazioni che penso tutti conoscano, che entrando in casa si entra in una interazione con la persona che è lì. Voglio dire che prima che io entrassi in casa ero in un buon stato d'animo, ma appena entrato sono stato proiettato in uno stato di malumore, è un qualcosa che tutti conoscono, succede ogni giorno.
Ora io sono uno studente convinto di quello che viene detto qui, ma adesso cosa devo fare?
Innanzi tutto devi essere in un buon stato d'animo. Quello che tu devi fare adesso è essere come uno psicologo nei confronti della tua partner, entri in contatto con lei in una forma, diciamo, come scientifica, facendo dei calcoli e creando una situazione con la quale puoi tirarla fuori dalla sua esasperazione ed elevare in lei un nuovo spirito della vita. In base al principio “l'amore copre tutti i delitti” bisogna sovrapporsi all'ego, aiutare e dare un esempio all'altro, in queste parole c'è tutto, non c'è niente da aggiungere.
Oren: L’ultimo tema di cui abbiamo parlato è di elevare lo stato d'animo, il prossimo è che se una persona vede che l'altro si preoccupa per lui questo gli darà gioia e lo porterà a preoccuparsi per l'altro. Perché?
Perché la persona dà un esempio all'altro ed in questo modo lavorano con la comprensione, con l'intenzione di costruire una buona famiglia, essi faranno un gioco, come se fossero connessi, cioè, creano ed hanno l'aspettativa che sia così, essi sanno che è un gioco, ma un gioco che ci migliora tutto il tempo ed ogni volta ci porta ad essere sempre più vicini.
Oren: Perché?
La prima cosa è che dobbiamo metterci d'accordo fra di noi con l'intento di giungere ad una forma corretta.
Oren: Diciamo che uno dei due è particolarmente egoista e non ha alcuna reazione a questo processo, cosa succede se è così?
Questo dimostra che l'altro non è saggio, né intelligente, altrimenti dovrebbe poter giocare con il suo ego e trasformare la situazione.
Oren: Qui c'è scritto che se do del bene, riceverò del bene, dammi un esempio.
Guarda la situazione, questa persona dipende da te.
Oren: Certamente, è la mia partner.
Essa ha un grande desiderio ed è relazionata a te, quindi sei tu il padrone. Allora dov'è il problema?
Oren: Questo in teoria.
No, non è teoria. Il problema è che non sappiamo giocare con il nostro ego, noi dovremmo dirgli che lui non è il padrone, chi è l'uomo? quello che sa salire sopra se stesso e lui non può imporgli niente, non può danneggiarlo.
Oren: Se invece l'uomo è egoista e non sa salire sopra se stesso?
Quando la persona ha fatto questo ora inizia a fare cose buone per lei, le dimostra che l'ama, che si preoccupa per lei, che si relaziona in maniera buona, anche in forma esagerata, e verifica se lei adotta questo stesso tipo di relazione.
Oren: E se non è così, cosa devo fare?
La persona tutto il tempo ha il desiderio di agire per il bene del partner, ma se non riceve un'uguale risposta da lei allora le parlerà in maniera chiara del fatto che essa avrà una buona relazione con lui a condizione che il lavoro sia condiviso. Noi costruiamo un'unità, una connessione, quella che si chiama famiglia.
Oren: Come deve fare questo, come con i bambini?
Allo stesso modo, sotto un certo punto di vista è come se fosse una rinuncia.
Oren: In che senso una rinuncia?
Che la persona si eleva al di sopra del proprio ego e lavora in accordo al processo, cioè, tutto il tempo deve dimostrare al partner che lo ama, che rinuncia a tutto, che annulla se stesso, questo deve dimostrare, ma qui non c'è un amore completo, assoluto, nel senso che ama l'altro e non gli importa di nient'altro, questo non va bene neppure per i genitori che pure amano tanto i loro figli. Allora cosa bisogna fare? Bisogna usare giudizio e misericordia o misericordia e giustizia, tu hai sempre in mano, diciamo, le redini rispetto alla situazione e così la conduci in base a come l'altro reagisce, la tua meta è di elevarvi al di sopra di voi stessi per raggiungere l'unità e questo tu glielo dici, le dici anche che tu agisci in base alla giustizia ed alla misericordia tenendo comunque conto che ogni delitto viene coperto dall'amore, quindi noi siamo d'accordo di rivelarci i delitti, coprendoli però con l'amore.
Oren: Ma come faccio a sapere quando tirare una redine e quando l'altra.
Beh, nella famiglia questo si sa.
Oren: Quello che domando è come iniziare questo processo nel quale io ho l'obiettivo di andare sopra noi stessi, verso l'unità.
Se, per esempio, vai da qualche parte in macchina come utilizzi il volante?
Oren: Destra, sinistra.
Allora qual è il problema?
Oren: Ora vorrei interpretare questa allegoria.
Qual è il problema? la sensazione dell'altro, perciò tu le chiedi di parlare, di esprimersi, quale donna non vuole essere ascoltata? Il continuo reclamo della donna è “tu non mi capisci, non vuoi ascoltarmi”, invece tu ora le chiedi di aprirsi con te, di unirsi a te.
Oren: Ok.
Cosa ne risulta da questo? come la senti, come reagisce? Tu ora guidi la relazione con lei con il tuo volante, se tu senti ed anche lei sente questo processo, allora anche lei comincerà ad agire verso di te, tutto si convertirà in una cosa sola ed entrambi userete queste redini.
Oren: E' un discorso di sole parole.
No, è un discorso tra persone, cioè, come se per esempio tu e lei vi trovaste su una bilancia e voleste essere in equilibrio, da una parte l'ego sale e poi si riequilibra e questo si ripete sempre, in questo c'è uno sviluppo profondo, infinito.
Oren: Ok, io ora voglio imparare qualcosa di specifico. Ho capito tutto il processo ma quello che non mi è chiaro e che mi disturba in quanto è un aspetto poco gradevole, è che meno io rinuncio, meno amo ciò che debbo trasformare in bene.
Tutto il tempo bisogna essere in equilibrio nella misericordia, devi essere sempre nella misericordia.
Oren: Cosa vuol dire questo, che debbo sempre mantenere questi due aspetti?
Giudizio e misericordia.
Oren: Cosa vuol dire?
Che da un lato tu vuoi approfittarti dell'altro, e come tu sai questo viene chiamato giudizio, cioè, lei deve fare quello che tu vuoi, proprio come adesso, come prima dei corsi, tu vuoi ricevere dall'altro. Cosa vuol dire misericordia? Che tu ti disconnetti completamente da te stesso e prendi in considerazione quello che lei vuole da te e sopra di questo provi a costruire un modello. Allora, come ti relazionerai con lei? come se tu non esistessi e fossi completamente al suo servizio, questo è quello che si chiama misericordia ed ora tra di voi dovete trovare un equilibrio, quello che viene detto “linea di mezzo”.
Oren: Come si trova questo equilibrio?
Con l'esperienza, è un processo condiviso che noi dobbiamo fare insegnandolo all'altro, con questo iniziamo a lavorare con qualcosa di nuovo, con l'uomo che è in noi, con l'uomo che ha considerazione per l'altro, che sente il prossimo, ama il prossimo come se stesso, non come la sua donna. In questo modo iniziamo a sentire l'altro, quando camminiamo per strada, quando andiamo al lavoro, facendo questo esercizio con la propria partner cominciamo a vedere che possiamo essere in contatto con tutte le persone e che possiamo avere il controllo su questo. Perché? Perché ci relazioniamo dalla linea di mezzo, ed all'improvviso, in maniera automatica, sentiremo che siamo in equilibrio con il mondo e che siamo noi che dirigiamo il mondo, perché la linea di mezzo è la legge della Natura che si trova in tutto il mondo creato, tranne che nella società umana, per questo è scritto che il Creatore ha creato l'inclinazione al male, per questo motivo dobbiamo correggere il nostro ego affinché sia in una forma equilibrata. Adesso noi dobbiamo cominciare a considerare le altre persone così come consideriamo la nostra partner, come abbiamo costruito la linea di mezzo in relazione a lei, dobbiamo farlo in relazione agli altri.
Oren: Adesso parliamo di questa linea di mezzo, ho capito che da una parte c'è la giustizia e dall'altra la misericordia e che noi dobbiamo arrivare al centro, alla linea di mezzo. Giudizio, tu hai detto che si riferisce al fatto che io voglio qualcosa dalla mia partner, prendo ad esempio la coppia anche se ho capito che riguarda anche altre relazioni, cioè, è giudizio quando io esigo qualcosa, ok, questo mi è chiaro. Misericordia è quando io mi disconnetto completamente da me stesso.
Diciamo che c'è il tuo ego ed il suo, se lei soddisfa il tuo ego questo si chiama giudizio, se invece tu soddisfi il suo ego si chiama misericordia. La linea di mezzo c'è quando sei in grado di congiungere entrambe, in questo modo si arriva all'accoppiamento, all'unione.
Oren: Allora la prima cosa che devo fare è, con queste due redini, includere lei dentro di me.
Questa è la condizione essenziale, senza di questa non potete neppure iniziare a lavorare, ognuno dei due deve essere pronto ad includersi nell'altro.
Oren: Allora la domanda è: come si fa, con queste due redini, a trovare la centralità tra le sue esigenze e le mie, come faccio a trovare un equilibrio tra queste due cose?
Finché tu non rinunci a te stesso non puoi soddisfare i due ego, devi abbassare un poco uno e rendere più corretto l'altro.
Oren: Ma qual è il limite? Come fa una persona a sentire qual è il punto di equilibrio?
E' come quando tu guidi una macchina, sai dove devi arrivare e quanto manca alla meta, in questo caso tu devi vedere se vi avvicinate l'uno all'altro, vedere se la vostra relazione è corretta in questo senso. Prova ad usare la misericordia e vedi fino a che punto questo è buono, e lei magari farà la stessa cosa, adesso voi iniziate ad unire voi stessi, a lavorare con la Natura, in questo modo comincerete ad essere delle persone, inizierete ad essere alti, elevati, al di sopra dei vostri istinti.
Oren: Se voglio relazionarmi con tutte le cose che lei vuole allora questo è amore e misericordia, quindi mi sforzo quanto più posso, fin dove posso, ma forse, in questo sforzo, c'è un punto in cui, in base alla risposta che ricevo, devo dire: “ah, qua bisogna fermarsi”?
No, tu non devi trattenerti. Quello di cui hai bisogno in una relazione che si rovina perché lei non aderisce alla buona relazione che tu le stai dando, non riesce a mantenere questo punto di equilibrio perché la affatica troppo, è che tu l'aiuti a tornare a questo punto di equilibrio, anche se abbandoni la misericordia lo fai comunque con amore, come con i figli, con i bambini, non bisogna mostrare troppo amore altrimenti li viziamo, li roviniamo. Per fare questo dobbiamo ricordare che di base noi siamo animali e che per arrivare ad essere persone dobbiamo lavorare su noi stessi e per poterlo fare dobbiamo partire dal lavoro reciproco all'interno delle famiglie, dopodiché nel posto di lavoro ed in tutto l'ambito della società in cui ci sentiremo l'uno unito all'altro, noi siamo il volante che sosteniamo insieme.
Oren: Qual è il significato?
Che noi qui abbiamo dei vasi condivisi, degli strumenti condivisi che utilizziamo congiuntamente, che noi ci troviamo al di sopra del nostro ego, che il nostro desiderio di dare l'uno all'altro si trova al di sopra di noi, noi insieme lavoriamo come due scienziati, due persone al di sopra del loro animale.
Oren: E' molto bello, puoi dare degli esercizi per arrivare a questo?
Quello che raccomando è di fare dei workshop, dei seminari su questo.
Oren: Che ci avvicini a questo, a questa immagine del volante che ci hai dato?
Il seminario è una conversazione.
Oren: Noi oggi abbiamo ascoltato questa conversazione.
Allora dovete parlare di questo.
Oren: Dicci come dirigerci in questo senso.
Cosa vuol dire che uno si include nell'altro? In giudizio e misericordia, questo è il primo punto. Giudizio è l'ego di una persona, misericordia è percepire l'ego dell'altro. Cosa vuol dire linea di mezzo? Voler essere in equilibrio tra giudizio e misericordia, cioè, dare il più possibile all'altro per ricevere da esso una risposta corretta, e questo vuol dire che anche l'altro si include in lui.
Oren: Magari puoi parlarmi senza usare i termini giudizio e misericordia? Mi confondono. Puoi parlare usando parole più semplici? Nella coppia dobbiamo parlare uno con l'altro e può essere che entriamo in confusione.
Io mi preoccupo solo per il mio ego, e questo si chiama la sinistra, se voglio prendere in considerazione l'ego della mia partner e riempirlo completamente questo si chiama la destra, giudizio è la sinistra e misericordia la destra, Allora, sinistra o giudizio sono tutte le mie esigenze che voglio che lei riempia, destra o misericordia è l'ego della mia partner che lei vuole che io riempia. E' chiaro che sinistra e destra, giustizia e misericordia, sono a confronto, è possibile arrivare ad una situazione in cui c'è confusione, cioè che si riceve un riempimento pieno per il fatto che uno è schiavo dell'altro, cioè uno fa doni e l'altro riempie i suoi desideri. Ora invece esiste a possibilità che ognuno dei due, reciprocamente, riempia l'altro in forma completa, e questo li riempie mille volte di più.
Oren: Come?
Questo è dovuto al fatto che ognuno si include nell'ego dell'altro e lavorano su ciò che è condiviso, in questo modo ognuno dei due può riempire l'ego dell'altro. Essi non sbaglieranno se si troveranno in una sensazione di unità condivisa tra di loro, questo è il punto di equilibrio.
Oren: Non ho capito.
Il punto di equilibrio è il punto di sensazione mutua. Deve esserci una sensazione condivisa tra di noi, quello che si chiama accoppiamento, in cui due persone sono unite vicendevolmente in un desiderio di dazione reciproca, ognuno dei due riceve l'ego dell'altro con lo scopo di riempirlo, in uno stato di unione.
Oren: Come si fa a non uscire da questo equilibrio, a non perdersi?
Sentendoci tutto il tempo.
Oren: Come possiamo iniziare a sentirci di più?
Tutto si rinnova continuamente, i desideri, i pensieri, non bisogna preoccuparsi, non rimarrà certo un posto vuoto.
Oren: Non è quello che ti ho chiesto. Cos'è quello che fa sì che si formi questo punto?
Nel buon desiderio di entrambi, questo è il punto di unità.
Oren: Quali sono i segnali di questa sensazione?
Che ognuno si sente internamente con l'altro, che all'improvviso iniziamo a sentire le sensazione del cuore e della mente dell'altro e cominciamo a connetterci in una forma più interiore e questo ci fa diventare come fossimo uno, una cosa sola. Naturalmente questo ad un certo punto si occulta, ci sfugge, ma noi dobbiamo continuamente tenere di mira il punto, se noi aggiungiamo pensieri, desideri, idee condivise, allora saremo sempre direzionati ed avanzeremo; sforzandoci e lavorando tutto il tempo, facendo dei chiarimenti, noi sentiremo la sensazione che qualcosa di nuovo si sta rivelando: Adam, l'uomo e la donna insieme, riveleremo un fondamento spirituale.
Oren: Qual è il fondamento spirituale di ciò che si chiama Adam, Uomo? E come facciamo a controllare che siamo effettivamente in questo processo di condivisione e non individuale?
Questa è una situazione che non si può misurare in alcun modo che non sia il fatto che tu senti lei e lei senta te, solo questo, è una sensazione che prima non avevi e dalla quale ora non vuoi più uscirne, questo ti dà la sensazione della vita perché adesso tu hai cominciato ad essere in connessione con l'immagine che è dentro di te e con questo tu esci da te stesso ed inizi a sentire tutto il mondo.
Oren: Cosa può fare una persona affinché questo punto non se ne vada?
Lavorare tutto il tempo con lei, insieme, adesso che tu hai afferrato questo punto, quello che devi fare, che dovete fare, è sforzarvi di essere continuamente in questo accoppiamento permanente.
Oren: Cosa vuol dire?
Sentirsi in questa sensazione di unità, voi siete sempre uniti, connessi.
Oren: Cos’è questa sensazione di accoppiamento permanente?
Non è l'accoppiamento corporale, è sentire che la tua interiorità e la sua sono diventati uno, realmente uno.
Nitzah: Cosa succede di fatto, che io sento le sue sensazioni?
No, non le sue sensazioni, le vostre sensazioni unite. E' un'altra realtà in cui due diventa uno ed in questa realtà voi vi sentirete ad un grado più elevato, quello che noi chiamiamo il Creatore, è da questo livello che siete giunti su questo mondo, siete nati, siete cresciuti e, non per causalità, vi siete incontrati, vi siete sposati, ed ora, con questo lavoro, dovete tornare alla stessa radice.
Oren: Diciamo che questo l'abbiamo sentito un pochino, ma poi è scomparso. Cosa dobbiamo fare per rinnovarlo?
Iniziare il lavoro di nuovo.
Oren: Adesso possiamo farlo da molti lati e disperderci.
Non ci sono molte direzioni, solo una. Ancora una volta dovrai farti carico di quello che lei vuole da te, e lei la stessa cosa, di nuovo costruirti sulle due linee così come lei, ed allora, a partire dalla linea di mezzo, vi unirete di nuovo.
Oren: Allora domando: una volta che noi assaporiamo questo per la prima volta, come possiamo usare questo in maniera intelligente?
Una volta che hai questa esperienza puoi descriverti questo con un'immagine molto semplice, non che sei sulle due linee oppure nei due ego, ma che ci siete tu e lei e tra di voi la linea di mezzo, nel senso che entrambi rinunciate a voi stessi e vi avvicinate alla linea di mezzo.
Oren: Ora vorrei parlare di un altro principio, il numero 7 che sarà il prossimo, esso dice che l'amore si costruisce a partire dalle azioni, che ogni volta che una persona fa un regalo ad un amico questo è come un proiettile che fa un buco nel cuore dell'altro creando così uno spazio, che è così che inizia una relazione. Cos'è che tu definiresti un regalo?
Può essere che vai in un negozio e le regali un anello perché lo desidera, oppure un paio di scarpe o un'altra cosa, magari lei non vuole né un anello né scarpe, quello di cui ha bisogno è di andare in vacanza con te per qualche giorno. Regalo vuol dire che tu ricerchi quali sono le sue necessità.
Oren: A me fanno un sacco di regali che non chiederei mai.
Al contrario tu devi verificare cosa lei vuole per riempire il suo desiderio.
Oren: Il regalo può essere un oggetto?
Non necessariamente, importante è che tu riempi il suo desiderio.
Oren: Quando una relazione può essere considerata un regalo anche se non viene sentita come tale?
Quando questa si realizza con amore senza pretendere una risposta dall'altro, che questo non lo obbliga, ti dà piacere e, come conseguenza, non pretendi niente indietro, quando consideri che lei ti dà la possibilità di farle un regalo questo ti procura piacere. Tu devi vederti come una nonna che va a comperare un regalo per il nipote e si dice: “che fortuna che oggi è il suo compleanno, così posso regalargli qualcosa”. Io qua ti do un esempio dell'amore, la stessa cosa succede nella relazione di coppia, tu devi includerti nel suo desiderio, chiederti di cosa può essere contenta, cosa può renderla più felice, entri nel suo desiderio per riempirlo, naturalmente sapendo che con questo tu non vuoi niente in cambio altrimenti non sarebbe un regalo ma uno scambio, regalo invece vuol dire che tu vuoi darle qualcosa perché per te è un piacere poterle fare questo regalo.
Nitzah: E' diverso dal concetto di rinuncia perché qua c'è un qualcosa di reciproco.
Oren: Come si può usare questo mezzo del regalo per costruire una nuova vita? Come usare questo in modo corretto?
Con questo regalo tu le dimostri che la ami, con questo la compri.
Nitzah: Vediamo che nella realtà le persone fanno un uso scorretto di questo.
Molte volte lo si fa all'interno della coppia ed anche con i figli, non come conseguenza dell'amore ma per calmare certe situazioni, quando c'è qualcosa che non va ed allora la persona fa un regalo per mettere le cose a posto, questo è chiamato compensazione, non regalo, per esempio quando si dice ad un figlio che gli farà un regalo se finirà la scuola, questo non è un regalo, quando invece tu fai un regalo ad un tuo amico senza un motivo questo risveglia amore perché non è una compensazione.
Diciamo che tu hai capito quello che la tua partner vuole ed allora, senza dirle niente, le fai questo regalo e le dici che prima di farlo ci hai pensato molti giorni, un mese, hai messo i soldi da parte, l'hai cercato perché volevi trovare esattamente quello di cui lei aveva bisogno, ingrandisci la cosa, ed allora vi trovate nel suo desiderio, le dai un riempimento, questo è amore assoluto senza alcun tipo di calcolo, questo è quello che si chiama un regalo.
Oren: Cos’è quello che lei sente? ogni regalo è come un proiettile che fa un buco nel cuore dell'altro, crea uno spazio.
Noi siamo delle persone egoiste e non vogliamo dagli altri, dalle persone estranee, però se parliamo delle coppie, tra i partner, questo è più facile.
Nitzah: Per questo motivo è più facile iniziare dalla famiglia anziché in altri luoghi.
Allora iniziate dalla famiglia.
Oren: Il tempo è terminato e ci ha dato molti regali, grazie Rav Laitman, grazie Nitzah e grazie e tutti voi, che abbiamo successo!
(Fine della conversazione)