Nuova Vita
Conversazione numero: 063
La crisi del progresso e il nuovo denaro
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 30/08/2012
OREN: Salve a tutti, grazie di esservi uniti a noi in questa serie di conversazioni con Rav Laitman sulla nuova vita. Salve Rav Laitman, salve Nitzah, qui oggi parliamo di soldi, parliamo di vita, abbiamo iniziato nella trasmissione precedente una serie di conversazioni in cui cerchiamo di capire questo concetto del denaro e come possiamo guardarlo in un modo nuovo attraverso il quale trovare un nuovo mondo. Così andiamo avanti da una lezione all'altra. Nitzah dove andiamo oggi?
NITZAH: Allora oggi iniziamo a guardare lo stato in cui ci troviamo oggi ogni uomo...sappiamo che la situazione è molto stressante, la preoccupazione principale è il guadagno, che riesca a vivere bene.
Tante paure ed emozioni sono legate ai soldi, specialmente nella incapacità di ottenere questi soldi per vivere, per cui volevamo iniziare a parlare di questa situazione oggi e di come influisca sulle emozioni le paure, la percezione del proprio valore, ci sono tante considerazioni...
Sì, dobbiamo capire che tutto dipende dai valori che ci sono, se diciamo che l'umanità si trova oggi in divisione, in cambiamento di concetto, di percezione ed è solo l'inizio, per ora scopre solo la mancanza della capacità di riempirsi secondo i valori precedenti che abbiamo creato, voglio dire che quelle persone che volevano guadagnare alle nostre spalle e governare il mondo, perché il mondo è governato dai soldi, allora chi è che veramente tiene il mondo? Sono poche decine di persone, famiglie che durante centinaia di anni hanno acquisito talmente tanta forza che controllano il mondo.
Tutti i leader del mondo, quelli che conosciamo, i primi ministri, quelli che stanno nelle banche, si trovano tutti sotto il controllo di queste famiglie che governano.
Loro vedono in quale modo, verso quali mancanze deve andare tutta la popolazione del mondo, ogni persona, in tutti i posti, per indirizzare l'umanità verso nuovi valori, che questi nuovi valori saranno tali che riusciranno ad indirizzare le persone, la gente lavorerà in modo che loro guadagneranno sempre più soldi.
Vediamo che ci troviamo in una situazione in cui queste leggi non funzionano più, anche se ci siamo sviluppati con esse, nelle ultime centinaia di anni, ora non funziona.
Come se il mondo perdesse le capacità di evolversi verso i desideri materiali e non riuscisse a darci la capacità di riempirli, per cui tutti si trovano in crisi e allora verso quale nuova forma di mancanze e denaro dobbiamo arrivare?
Se l'umanità scopre di non essere capace di continuare nello stesso modo, come prima, allora questo stato si chiama riconoscimento del male.
Ed è come in ogni cosa nell'evoluzione: ci evolviamo in qualcosa e pensiamo che ci evolviamo verso qualcosa di buono, una qualche Luce davanti che ci illumina.
Una volta eravamo nell'era della civiltà primitiva, da lì è nata la schiavitù e noi lì pensavamo che la schiavitù fosse un progresso, sia per lo schiavo, sia per il suo padrone e così ci siamo evoluti. Poi dalla schiavitù ci siamo evoluti verso altre forme e le persone sono diventate più libere, perché valeva la pena per quel padrone di casa liberare lo schiavo e dargli un po' di più di capacità di essere interessato alla sua vita e al risultato di quello che produce, perché la tecnologia si è evoluta. Con questa evoluzione, questa capacità di produrre di più di quello che l'uomo cioè lo schiavo aveva prodotto, allora siamo diventati… che avevamo bisogno di gente più libera, con il desiderio di lavorare di più e guadagnare di più, così anche il padrone di casa guadagnava di più. Per cui la schiavitù è finita e siamo passati a una nuova vita, come se l'uomo si fosse sentito più libero, ma non è che era più libero, è che all'improvviso gli abbiamo dato degli scopi più alti; non è più in un angolo che appartiene al padrone ma è bene che anche questo schiavo abbia una casa, una famiglia, varie cose di cui ha bisogno, ottenere, comperare; per questo lavorerà di più col suo desiderio da solo per il bene del padrone di casa
E' ovvio che quando va in fabbrica o lavora in qualche posto, lavora lì e riceve secondo quanto investe, cioè siamo arrivati ad uno stato in cui l'uomo fa un lavoro e abbiamo bisogno di lui, del suo desiderio del suo nuovo approccio, che deve essere come un collega del padrone di casa e allora in questo si è evoluta l'economia, l'uomo è entrato in vari sistemi è diventato parte della produzione, insomma è legato alla ricchezza della fabbrica e così ci siamo evoluti; ogni volta le mancanze sono diventate sempre più grandi, direi anche sempre più artificiali, non primitive come erano prima, per cibo, sesso e famiglia, ma più grandi.
E allora si è evoluta anche la scienza, la saggezza, lo studio, le scuole, così dobbiamo prendere l'uomo dal lavoro nei campi ed insegnargli ad essere operaio, forse ingegnere, tutti lavorano nei sistemi, tutti siano desiderosi che questi sistemi funzionino, che diano più produzione, insomma l'uomo è come se diventasse più libero; da un lato non sente di appartenere a qualche padrone di casa, dall'altro lato ci sono desideri tali che teniamo quell'uomo nelle nostre mani, e allora si è evoluta la questione dei soldi in modo più universale, prima dovevamo dare a quest’uomo cibo per mangiare, ora dobbiamo dargli i soldi e lui decide cosa comprarsi.
E così abbiamo sviluppato i desideri superiori a quelli dei cibi, sesso e famiglia, per tutte le cose…insomma hai bisogno di case più grandi e poi la macchina, poi i bambini: investire in loro, nel loro studio, abbiamo creato per noi sempre nuove mancanze mentre le avevamo ricevute come una cosa necessaria, ogni volta abbiamo investito in questo sempre di più e pensavamo, fino a 50 anni fa, che questa evoluzione della società consumista fosse una evoluzione infinita. Perché se diamo a tutti una bella casa, lavoro, denaro, le vacanze, la salute, la pensione e così via, pensiamo che questo basti ad ognuno: sembrano cose naturali che si evolvono così, il sogno americano era accettato in tutto il mondo e nessuno lo negava, perché andava bene così.
E abbiamo pensato che si sarebbe evoluto fino all'infinito finché ognuno avesse avuto un piccolo aeroplano, ecc. ecc. senza limite, che l’umanità possa arrivare a sistemi di comunicazione, di divertimento, di comodità e di bontà e riempimenti da tutte le parti tali che l'uomo si evolverà verso di loro, e vorrà sempre di più e così sarà senza fine.
Io la prima volta che ho visto questa cosa qua, il sogno americano a Disneyworld, interessante, a Orlando, era forse trent'anni fa, non mi ricordo, sì, era molto interessante, li guardavo, ero già nello studio della kabbalah e vedevo già questo processo, più o meno ce l'avevo già in mente quando ho visto queste cose, mi sono ricordato di quando ero bambino che ero attratto dalla scienza e attraverso la scienza sviluppare tutta la nuova vita, scoprire la natura, la capacità di ogni uomo di ottenere tutto.
Ma allora vedevo già qualcosa che zoppicava, che c'era qualcosa che non andava, perché tutto sommato se imponiamo all'uomo vari scopi artificiali, l'uomo rimane uomo, ma gioca solo sempre di più con varie cose e sparisce tra tutti questi giochi che crea, e comunque non vedevo in che modo sarebbe potuto finire, ancora non mi era chiaro che la natura e l’uomo stesso ci avrebbe messo mano alla fine, perché le risorse della natura sono limitate e anche l'uomo, per la sua natura, comincerà a scoprire qualche fine in questo che non lo soddisfa, cioè i desideri dell'uomo non si evolvono nello stesso livello verso desideri più grandi: avevo una macchina piccola allora voglio avere una più grande, ha una macchina allora vuole l'aeroplano, che ognuno abbia un mezzo che vola in aria, dal mio appartamento ad un altro.
Tutto sommato queste sono cose primitive limitate, ma i nostri desideri si evolvono oltre alla quantità nella qualità, è nella qualità che possiamo ancora evolverci, è come mille anni fa che il ricco aveva la carrozza e il povero solo due gambe.
Allora, tutto sommato qui non abbiamo ottenuto tanto però abbiamo terminato, esaurito il desiderio precedente e qui l'uomo sente in esso nuove mancanze perché da un lato vede che questo sviluppo anche ha una fine, dall'altro lato ci troviamo in una situazione davvero grave come hai detto, ci troviamo in una grande preoccupazione per il fatto che non abbiamo o non possiamo procurare da mangiare a tutti.
Vediamo anche una limitazione da parte della terra che ha esaurito le sue risorse e non è capace di assorbire tutto questo inquinamento che causiamo con le nostre industrie per creare cose inutili che poi distruggono la terra, l'aria, l'acqua ed altre cose. Viene fuori che qua riceviamo qualche pressione, sia da dentro, l'uomo che non è contento, sia da fuori.
Allora alla fine dei conti ci troviamo in uno stato molto pressante sotto vari aspetti. Nella società attuale, nella struttura attuale dell'umanità, non posso fare a meno di procurarmi le cose necessarie per vivere, non posso evolvermi come mi sono evoluto prima, non vedo la fine di questa evoluzione da parte della natura, vedo che non soddisfo i nuovi desideri che crescono in me, nuovi desideri che non si trovano nello stesso livello, ed io, come uomo, mi trovo nella disperazione e non voglio famiglia in questa forma, e non questa vita, non voglio essere in questa corsa, sento che mi perdo. Insomma qui c’è un conto negativo tra l'uomo in me, nella società che si è creata, e nella natura che è opposta a questo, sia a me che alla società, a noi tutti insieme, e in più anche verso la natura esterna, noi tutti ci troviamo ora in qualche contraddizione, l'uomo con la società, l'uomo con sé stesso e l'uomo con la natura.
Qui finora, nella situazione in cui ci troviamo, non vediamo alcuna uscita, e questo è il posto, il luogo per chiarire allora in quale direzione dobbiamo andare.
Perché guardarlo? Perché vediamo con la storia come eravamo, ci siamo sempre evoluti al nuovo stato attraverso pressioni, in modo naturale, ogni fase e ogni forma è stata costruita passando a quella successiva, da una società primitiva a quella della schiavitù come era nel medioevo, e poi il capitalismo, poi ora fine del capitalismo, dove ancora andiamo? Poi abbiamo anche chiarito altre cose, c'erano delle società che ci hanno mostrato come non abbiano portato l'uomo alla felicità, ora è chiaro che tutto quello che sta succedendo ci porta da un lato a questa disperazione generale, poi alla preoccupazione per le cose essenziali, per il fatto che le risorse della natura sono limitate e che ora le stiamo distruggendo…
Ci è chiaro che la nostra evoluzione può essere così, come veramente l'uomo vede ora, io devo procurarmi le cose essenziali, necessarie. E questo è quello che dobbiamo insegnare come prima cosa all'uomo, che quello che abbiamo davanti è la preoccupazione per le cose necessarie. Non si può vivere senza questo da un lato, dall'altro, non possiamo comportarci come una bestia, soddisfarci col cibo e con l’acqua come l'asino, e non volere altro, non siamo capaci, siamo esseri umani.
Allora verso quale direzione ci porta la natura? Ci è chiaro che possiamo evolverci solo verso la nostra evoluzione interna, quella spirituale. Quella sociale, in cui volevamo riempire tutte le mancanze che abbiamo sviluppato, al di sopra di quelle essenziali, vediamo che la natura ora non ci permette più di farlo, allora tutte le nostre mancanze, quelle in più, devono essere ad un altro livello, quello in cui ci evolviamo dentro, non attraverso la materia, non attraverso il procurarci tutti i servizi materiali. Per cui questa è l'evoluzione futura dell'umanità e dobbiamo vedere allora come procuriamo il denaro, la copertura. Come facciamo prima ad avere le cose necessarie, essenziali, e come possiamo sviluppare attraverso la società questi bisogni interni elevati e far vedere all'uomo come coprirli per essere felice nella vita, per avere piacere dalla vita?
Questo praticamente è importante saperlo, perché non consideriamo naturale quel che sarà, sarà? Perché siamo arrivati ad uno stato in cui capiamo che il passaggio tra le fasi dell'evoluzione è fatto attraverso le doglie del parto molto forti, ogni volta l'umanità entrava in guerre, problemi… e possiamo già vedere dalla nostra storia, dal nostro passato, che non vale la pena lasciare questa cosa alla natura che ci farà evolvere in modo naturale, perché la natura ci fa evolvere solo attraverso pressioni da dietro, attraverso la miseria, per cui per forza, solo scappando andiamo avanti senza pensare a quello che c'è davanti, ma questo male ci indirizza verso la direzione giusta. Ma questa via è molto lunga e difficile, con disastri. Se i disastri di una volta non erano così grandi, va bene c'erano guerre, centinaia di milioni di persone sono morte anche per varie epidemie, nei nostri giorni potrebbe essere molto più duro perché ci troviamo ad avere mezzi talmente forti, come la bomba atomica ed altre cose, anche la natura ci può pressare in modo molto difficile, vediamo che tutti questi problemi della natura diventano molto più difficili, parlano del problema del riscaldamento, del raffreddamento, si parla di forme per le quali non potremo neppure fare niente. Forse l'umanità arriverà ad un nuovo stato di evoluzione, ma ci arriveranno solo poche persone. In Europa, nel medioevo, è morto circa il 70% della popolazione. Se parliamo di cose simili che possono succedere ora, allora va bene, in tutta la Terra rimarrà solo un miliardo in caso positivo, forse potrebbe essere anche di meno. Allora vale la pena lasciare tutto alla natura cieca che ci fa evolvere solo attraverso pressioni, o possiamo vedere, come il saggio che vede quello che nasce, ed evolverci da soli verso una nuova forma? Questa è la domanda. Per cui tutto dipende da come spieghiamo, nell’educazione, come portare tutta l'umanità alla comprensione, al riconoscimento del punto in cui ci troviamo, come ci siamo arrivati, come dobbiamo comportarci, come dobbiamo avanzare.
L'umanità fino ad oggi ha fatto evolvere l'educazione con scuole, università, anche se un terzo della popolazione non sa né leggere né scrivere, ma in base a come spieghiamo le cose possiamo arrivare alla maggioranza, tutti gli altri si aggregano.
Allora loro possono anche continuare così, ma almeno a quelli che possiamo raggiungere dobbiamo dare una spiegazione e fare in modo che comprendano, perché alla fine dei conti c'è qui il problema del cambiamento dell'uomo. Il fatto che dovremo organizzare anche l'industria, tutta la nostra vita solo verso un consumismo razionale, questo ci richiede un cambiamento interno, di valori, di scopi, la gente oggi scende per le strade e dice "dateci un lavoro!", hanno la forza di andare in strada, non sono affamati, hanno la capacità di organizzarsi, vogliono più del pane in fin dei conti, non hanno proprio bisogno del pane, quando noi diciamo che la popolazione si trova alla fame non è proprio fame, perché se noi misuriamo la fame di oggi con quella di 200-300 anni fa, oggi ogni povero può sembrare ricco. Cioè noi dobbiamo equilibrare l'uomo, creargli una nuova relazione con le mancanze ed i riempimenti, cosa vuol dire denaro: copertura e riempimento di tutte le sue mancanze. In cosa dovremmo costruire la nuova società, non è che noi diciamo "ti devi limitare, non c'è altra scelta, che da parte della natura, basta, non c'è altra scelta. Devi vivere ora, per esempio, con un quinto del tuo guadagno, per avere solo il pane, l'acqua, un po’ di elettricità". No, dobbiamo dirgli che dobbiamo scendere al livello razionale, cioè che si riceveranno solo le cose necessarie, e così sarà per tutti, per tutta la società, per tutto il popolo, tutto lo Stato. Cioè qui dobbiamo innalzarlo al livello di appartenenza della società, innalzando la coscienza non della competenza ma della reciprocità, perché noi diciamo che in questo livello di razionalismo dobbiamo essere uguali l'uno all'altro.
Questo richiede una nuova educazione e sarà nostro compito inserirla nella società umana, questo da un lato, dall'altro lato anche noi, insieme a questo, dobbiamo dare all'uomo il riempimento, quello che non aveva prima, un nuovo riempimento, la capacità di evolversi, la capacità di avere nuove mancanze, nuovi valori, che possa riempire e si senta felice. Non felice nel fatto che ogni giorno consuma nuove cose, che per lui avanzare vuol dire comprare un’altra cosa per la casa, per i suoi figli, no. Si vedrà attraverso la società, che gli sta dando nuovi valori e vedrà anche che si evolve, che riesce a coprire sé stesso e tutti i suoi bisogni, i nuovi bisogni, col fatto che si trova in una società, attraverso la quale ha questi riempimenti. Allora dobbiamo passare dai vecchi valori a quelli nuovi, distinguere esattamente fra il livello della bestia in noi che non ha bisogno più di quello di cui abbiamo bisogno, comunque bestia, ma una bestia molto evoluta, abbiamo bisogno di casa, riscaldamento, cibo, educazione per bambini, tutte le cose di cui l’uomo moderno ha bisogno per sé stesso, è ovvio, dobbiamo aspirare a questo. Però tutto quello che rimane sopra a quel livello razionale, che dobbiamo definire quale sia, più o meno, questo secondo la sua capacità, con tutta l’industria e con l’economia, tutto il denaro di oggi, li indirizziamo verso il tenore di vita razionale tutti ed insieme e questo, per l’evoluzione del nuovo sistema sociale, che darà ad ogni persona nuovi desideri, nuovi valori, e darà anche la possibilità, la capacità di riempirli, anche con sforzo da parte dell’uomo, cioè dovrà lavorare su questo, perché lavorando, per avere un tenore di vita razionale, ogni persona ha bisogno di due ore al giorno e tutte le altre ore, saranno per avere il nuovo riempimento, che la società crea in lui.
In queste mancanze, non c’è limite, proprio non c’è fine, perché le creiamo attraverso la connessione sociale, con la partecipazione dell’uomo nella società, e tutte le mancanze le riceve dagli altri, come prima, però in questa relazione con gli altri, crea anche riempimento, per cui sia le mancanze che i riempimenti, vengono dal rapporto con la società. Prima riceveva dalla società, faceva uno sforzo per riempire queste cose, anche ora riceve dalla società e dà ma tutto su un altro livello, più un livello spirituale. Non è proprio nella materia, ma è diretto ai desideri interni dell’uomo e veramente vediamo nell’avanzamento umano, quanto le nostre mancanze diventano sempre più fini, più elevate, si distaccano dalla materia e vanno verso lo spirito, verso il virtuale. Anche oggi vediamo che ci sono tante mancanze che si stabiliscono con la nostra connessione virtuale, e lì, nella connessione virtuale si riempiono anche, cioè vediamo la tendenza dell’uomo ad andare verso il livello dello spirito, che non è proprio nella materia, la verità è che dobbiamo vedere in questo il razionale, perché in fin dei conti, una mancanza è una mancanza, ed il suo riempimento è riempimento, non dovrebbe realizzarsi in modo materiale. A livello interno, la mancanza è una cosa che non si può misurare e non si realizza in una macchina o in una casa o in qualcosa, è una mancanza, e se io scopro una mancanza che non è nella materia, anche il suo riempimento non è nella materia. Allora arrivo ad uno sviluppo veloce, con queste mancanze e riempimenti e non ho nessuna limitazione in questo, in modo naturale vediamo con la tecnologia e con tutto, sempre più, andiamo verso le mancanze ed i riempimenti in questo modo.
Anche i soldi, questi soldi li stiamo trasferendo in modo virtuale, anche li, se ci entriamo, non è proprio il luogo adatto, ma ci troviamo già nell’apertura verso il nuovo gradino di mancanze e riempimenti nella vita dell’uomo, e la bestia nel suo corpo, ha bisogno del suo spazio, del cibo, tutte le cose di cui ha bisogno, tutto come prima, e questo dovremo procurarlo in modo razionale a tutti quanti. Ma in questo, non siamo diversi l’uno dall’altro, ognuno ha i suoi gusti, le abitudini, giusto, però alla fin dei conti, la diversità non è tanta e questo è quello che volevo dire, cioè il riassunto è che tutto dipende dalla società: come ora indirizza l’uomo verso le nuove mancanze ed i nuovi riempimenti, cioè il nuovo denaro, la mancanza virtuale e il denaro virtuale.
NITZAH: Come funziona con l’uomo semplice, che si trova dentro la tempesta, che si trova in un periodo, che tu definisci periodo di passaggio. Anche quando lo hai descritto così, mi sono ricordata, che una delle preoccupazioni più grandi anche come genitore, che, anche se guardo la nostra generazione, siamo arrivati piano piano, abbiamo avuto più soldi, status sociale e sappiamo che la preoccupazione maggiore dei genitori è come riuscire a mantenere quello che hanno. Ci è chiaro che anche mantenere quello che è stato già ottenuto è impossibile, in altre parole, penso che la sofferenza più grande che sentiamo oggi è il fatto...come se perdessimo quello che avevamo prima.
Ed è giusto, riguarda tutti, tutto sparirà, tranne quello che è necessario, come quando ho detto che già 50 anni fa è iniziato questo periodo, siamo entrati nella depressione, abbiamo cominciato a fare un conto interno, perché tante organizzazioni? E tutti, più o meno, sono frustrati dentro, pensano forse otterrò questo o quello o magari guardo il vicino di casa e faccio come lui, almeno in questo sarò orgoglioso ed avrò il mio onore. Ma la verità è che se noi facciamo un vero conto interno, oltre alla superficialità non c’è niente, per cui si vuole dimenticare la vita, il vero riempimento della vita, e dov’è questo guadagno interno? Dove sono veramente felice? Che possa sentirmi ah! Che questo sono proprio io, sono io, che sto riempiendo me stesso e non il desiderio che mi arriva in modo artificiale dalla società, ed allora corro, secondo il desiderio esterno, estraneo e così faccio qualcosa. Allora tutta questa critica del processo in cui siamo passati, ci porta ad uno stato in cui vediamo anche come sparisce dalle nostre mani la capacità di conservare un’industria e un’economia inutili, questi sistemi, che una volta servivano per produrre cose poco importanti, con le quali distruggiamo la terra, insomma tutte queste cose, la nostra evoluzione, il modo naturale, come siamo passati attraverso la storia, cosi anche fra di noi, vediamo come tutto sparisce e non esiste. Questa crisi non è una crisi, è un filtro che pulisce tutte le cose non necessarie, fa passare solo le cose necessarie, vogliamo o no, succederà, però se andiamo con questo, con la conoscenza, con la nuova educazione, con i nuovi valori cioè verso le mancanze ed i riempimenti superiori, allora abbiamo la Luce davanti, noi perdiamo tutte queste cose, perché basta. Come per qualcosa che già è andato, non ha più esistenza e non saremo dispiaciuti per questo. Per cui tutte le manifestazioni, i problemi, alla fine dei conti, se noi fossimo capaci di lavorare con questa popolazione, di portare questa conoscenza, in modo chiaro e vicino, possiamo arrivare subito alla felicità interna, l’uomo all’improvviso, entra in qualche nuova forma, un nuovo formato della vita, per cui vede che riesce ad avere tutte le cose necessarie per sé e per la famiglia e non produce più cose inutili, con questo si trova in equilibrio con la natura in generale, e durante le ore della giornata che rimangono, si può anche evolvere per ottenere piacere nei nuovi riempimenti. Questo veramente, tutte queste manifestazioni sono una richiesta interna che non sanno esattamente cosa vogliono, cosa volete? Alla fine dei conti, questo urlo è un urlo interno, che loro non sanno esprimere, che non capiscono, bisogna insegnargli cosa vogliono veramente, cosa è che sta urlando in loro? È quella mancanza di questo nuovo gradino della vita. È come un bambino che urla, ma non sa esattamente per cosa, la mamma dovrebbe sapere cosa e portarglielo, ed allora si calma, ed anche per loro è così. Questo è il passaggio, il periodo del passaggio sul carattere.
NITZAH: Quello che caratterizza questo periodo di passaggio è veramente un non sapere... non c’è una certezza e ognuno si aggrappa alle vecchie abitudini.
Non ha nient’altro a cui aggrapparsi, perché è quello che ha, per ora
NITZAH: Allora la sua disperazione è vera, la domanda allora è: come si può, se ci sono altri mezzi che possono aiutare l’uomo, forse anche capire questo posto dove si trova, perché sappiamo che il denaro è legato a tante cose, durante gli anni, le generazioni, il denaro è stato legato a talmente tante cose che ha creato una struttura, per esempio denaro e stato sociale, stato morale, soldi come valore personale, insomma l’uomo si autodefinisce con i soldi e all’improvviso non conta più?
No, non è non conta, solo che cambia forma, ma non lo percepiscono, se io posso riempire il mio desiderio, vuol dire soldi, non ho bisogno di questi soldi in mano. Una volta, cento anni fa, si camminava con un sacchetto d’oro, poi sono diventate monete d’oro, poi carta, ora è plastica (carte di credito) e infine neanche la plastica ma carta virtuale (si trova già il pagamento nella rete).
Che cosa è questa? È la capacità di riempire me stesso con quello di cui ho bisogno, con le cose necessarie, e posso riempirmi con le cose umane, allora ho il denaro, i soldi rimangono, solo che li ricevo in una nuova forma: prima oro, poi monete, carta, carta di plastica, infine carta virtuale. Sono gli stessi soldi, cominciamo già ad abituarci a questa nuova forma, ogni costo lo pago con questo pezzo di plastica e ricevo quello che voglio. Qua è la stessa cosa, noi possiamo...solo che è un po’ difficile da dirsi, però sento che, fino a quando resto nella società, con questo ricevo la capacità di riempirmi. Si può misurare questo, l’uomo, che si è evoluto verso questa direzione, riceverà i mezzi per misurare, io ho investito nella società 10 kg di sforzo, posso ricevere questi 10 kg di riempimento e posso riempire me stesso. Anche ora faccio la stessa cosa. Ho una mancanza, vado e investo in una compagnia, ricevo riempimento e così rimane la stessa cosa. Solo che la forma è diventata più spirituale, la mancanza è più spirituale e anche il riempimento è più spirituale. Ma io lo sento più molto comodo e buono perché non ho bisogno di questo sforzo fisico non ho bisogno di competizione, tutte cose che mi distruggono perché alla fine dei conti non sono capace di usarle e basta, è finito. Allora, passiamo alla capacità di riempirci in modo che ognuno si senta libero, in quanto quello che investi nella società così lo ricevi, si può essere soddisfatti solo nelle cose materiali, nel riempimento come una bestia, o diciamo come l’uomo materiale, solo nel modo essenziale e va bene. E tutto il resto, le mancanze, i riempimenti? In quanto sei incluso nella società, cominci a sentire che hai le mancanze, così investi e ti riempi, qui hai capacità e possibilità infinite, solo che qui non fai male agli altri, non sei limitato, non stai rischiando, non sei in competizione con gli altri: che se tu prendi l’altro non prende. No, ce n’è per tutti, perché questi riempimenti interni derivano dal rapporto con la società, cioè più questa è ben organizzata, più l’uomo ha questo riempimento interno, è lo stesso principio. Non perdiamo qui nessun dettaglio.
NITZAH: Gli strumenti di misura non sono solo i valori di prima, insomma anche i valori hanno una cosa… sappiamo che c’è un legame forte fra il successo e.… il successo è molto importante, cosa vuol dire una persona di successo oggi? Oggi una persona di successo è una persona che ha ottenuto, costruito, ha raggiunto uno status, insomma ha un modo per misurarsi.
Oggi ci sono tanti professionisti che lavorano, ma non guadagnano soldi, guadagnano onore, riconoscimento, rispetto, è più importante. I dottori che lavorano giorno e notte negli ospedali e si distruggono la vita, facendo un lavoro grande e difficile, non ricevono cosi tanti soldi, si trovano sempre in sciopero. Da dove arriva il rispetto? È la questione del valore che la società dà a queste professioni, cosi ognuno sarà in competizione, ci sarà per ottenere rispetto. Sì, sono speciale, scrivono su di me, i bambini anche sanno che sono speciale, mi trattano anche a casa cosi, insomma i riempimenti si trovano in modo ancora più enfatizzato, più acuto nell’uomo: sentire mancanze e riempimenti molto più interni e vicini all’anima, insomma qui non parliamo di una cosa vaga e astratta, è molto reale. Perché oggi anche un ricco cosa è se ha qualche miliardo in banca? Sente solo che ha il potere, il controllo, che è occupato, da un giorno all’altro ha tantissime cose da fare, fino alla fine della sua vita, che cosa gli da? Sentirsi importante. Allora ci sarà questo sentirsi importante, sentirsi riempito, tutto questo rimane, ma non si realizzerà nella materia, perché lì siamo limitati, nelle mancanza e riempimenti non siamo limitati.
NITZAH: Capisco che abbiamo qualche processo molto importante per cambiare la nostra percezione.
Non tanto, bisogna solo spiegare che anche ora viviamo così, dobbiamo solo cambiare i valori, non avendo scelta perché la natura ci spinge, non posso continuare ad essere un consumista, avrei voluto, ma non sono capace, c’è un limite, finora e basta. La terra non lo permette, la società umana è arrivata alla realizzazione della chiusura del sistema precedente: del capitalismo, allora ora ci troviamo nelle doglie del parto, possiamo con un aiuto e con buon senso decidere da soli che vogliamo uscire da questo o che dobbiamo passare un periodo molto difficile, ma se è cosi, arriveremo alla nuova forma, l’evoluzione continua, ma non vale la pena andare contro la natura, dobbiamo aiutarla.
OREN: Con la scienza, nella natura c’è tanta energia che oggi non sappiamo ancora usare, insomma ci sono tante cose nella natura che non sappiamo usare in modo saggio. La scienza si evolve e si evolvono le capacità di usare le potenzialità energetiche che oggi non sono utilizzate. Questo caso è molto probabile che succeda, vediamo che la tecnologia si evolve, non vorresti, anziché avere una macchina, con un litro di benzina, che paghi tanto, non vorresti un mini aeroplano, che tocchi un bottone e scrivi dove vuoi essere così in un minuto sei lì. Pensi che sia una cosa negativa?
No, non è negativa.
OREN: Cioè se noi avessimo l’energia in modo tale che non distruggiamo la terra, allora sei per l’evoluzione tecnologica?
No, non sono contro l’evoluzione tecnologica, se non distrugge l'ecologia ovviamente. In generale, in tutta la nostra evoluzione, nella nano-tecnologia sono molto a favore. Ma dico che l'uomo si evolve, non è che i tuoi giochi si evolvono, che una sedia vola dall'altra parte della terra, no. L'uomo si evolve nei suoi desideri e comincia a sentire che in tutte queste cose c'è un limite, non si riempie, c’è qualche sensazione di malessere, perché tutte queste cose?
L'islam che vuole proprio chiudersi e proteggersi per mancanza di comprensione dei valori della moderna società capitalistica. Quali valori ci sono lì? I bambini vanno fuori di casa, distruggono sé stessi, le ragazze diventano puttane, i ragazzi si drogano, tutti divorziano, tutti vanno in pezzi, ma cosa è questo fenomeno? Non vanno verso una cosa buona e vediamo che la natura si evolve nel modo qualitativo non quantitativo... sì anche quantitativo ma non è quello che conta.
L'uomo vuole un riempimento più qualitativo, noi andiamo dal regno dell'immobile al vegetale, all’animale, al parlante, e ci evolviamo con le qualità, per cui non mi aiuterà se io avrò un nuovo gioco. Allora va bene, ci sarà l'energia gratis e puliremo la terra, cancelleremo tutto, ma l'uomo avrà bisogno comunque di nuovi riempimenti, nuovo denaro, se non si riempie non potrà riempirsi con le cose vecchie cose.
OREN: Non ho capito, se puoi dire ancora…
Negli ultimi 50 anni la società va in depressione, se divorziamo, se non vogliamo figli, vediamo proprio che nei paesi sviluppati c'è crisi, una crisi ecologica, sociale, umana...non è che lì la vita migliora. Tu dici che più ci evolviamo con la tecnologia più viviamo meglio...dove? Dove lo vedi? Io non vedo che l'uomo diventa più felice, guardo le persone e non vedo nessuno felice, sono tutti cosi, tengono la borsa stretta e hanno paura che qualcuno cominci a sparare, non vedo che la società va verso il bene, per quanto possa essere evoluta. Per cui la tecnologia non porta la felicità. I desideri dell’uomo si evolvono verso una direzione più qualitativa, sia i desideri che i riempimenti sono di un altro livello. Vediamo che nella natura c’è un piano: come ci porta in tutti i livelli dell’evoluzione, non lo prendi in considerazione. Tu dici facciamo che l’uomo giochi e starà meglio, no, non starà meglio. Che cosa manca all'Europa? Vedi che qui La società qui è la più distrutta di tutte, 50 % sono depressi, 50% sono divorziati e non vogliono figli, e così via. Cosa dicono? Noi siamo evoluti! In cosa siete evoluti? State perdendo! La crisi è iniziata dall’Europa, dall’America. Fammi vedere come ti evolvi se in America le città si chiudono, in ogni città ormai c’è chi perde tutto. Dove vedi lì persone felici?
Puoi comprare una casa oggi, ti bastano 10.000 dollari perché hanno buttato fuori le persone che vivevano lì e non potevano pagare. Loro volevano lavorare e pagare, ma non gli è stata data la possibilità, questo nella società moderna, vedi che qualcosa è finito? Non ti aiuterà sognare l’evoluzione tecnologica, c'è qui qualcosa che smette di funzionare nel motore interno dell’umanità. Chiudiamo questa volta in modo tranquillo...
OREN: Grazie Rav, grazie Nitzah
(Fine della conversazione)