Nuova Vita 761 - L'amore mi completa

Nuova Vita 761 - L'amore mi completa

Episode 761|16. srp 2016

Nuova Vita

Conversazione numero: 761

L’amore mi completa

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 16/08/2016

Oren: Buongiorno a tutti e grazie di essere qui con noi, grazie Rav Laitman, grazie Yael. Oggi vogliamo imparare cos'è l'amore, prego Yael, introduci.

Yael: Parleremo delle difficoltà che si incontrano per poter raggiungere quell'amore di cui Oren ha parlato con tanto desiderio, vediamo che il percorso non è facile.

Dobbiamo definire di che tipo di amore parliamo, non importa se è un amore personale tra due persone, deve comunque esserci una relazione mutua fra le persone.

Yael: Per arrivare ad un livello chiamato amore, a tutti i livelli, noi non parliamo necessariamente solo di un lavoro di coppia, ma dell'amore in generale. Vediamo che spesso c'è dolore e timore, allora ci domandiamo perché l'amore porta agli uomini tanto dolore, perché un amore, anche se molto bello, alla fine finisce con il dolore nel cuore, o per lo meno è quasi sempre così.

Nelle relazioni tra le persone noi siamo costruiti in base alla nostra natura, in un modo egoistico e vogliamo solo ricevere in quanto riceviamo piacere da questo, vogliamo solo il nostro bene, ma questo non è dazione, questo è ricevere in maniera nascosta, la persona pensa cosa dare per ottenere amore ed in questo modo lui si riempie più dell'altro, la persona dà per questo motivo, ma questo non è dazione, è ricezione. Per questo nella relazione tra due persone dobbiamo arrivare ad una relazione tra il dare ed il ricevere, perché non può essere che una persona pretenda di ricevere più di quello che dà, la reazione di una persona che dà deve essere il riempimento, così come succede con i nostri figli, quando diamo loro qualcosa sentiamo piacere per il fatto che loro lo ricevono, noi diamo ma riceviamo anche.

Yael: Ti dirò che io non ho dato niente, ho solo ricevuto.

Nella nostra vita noi vogliamo solo ricevere senza dare niente, ma se vogliamo una relazione corretta dobbiamo imparare come dare e questo vuol dire andare sopra al desiderio di ricevere, cioè, non importa se l'altro è o non è vicino, dobbiamo comportarci come con i nostri figli, dobbiamo imparare a sentire tutta l'umanità come se loro fossero i nostri figli, ed allora la nostra relazione sarà una connessione basata sul dare, non sul ricevere.

Oren: Cosa si intende per amore?

E' come con i miei figli, perché io do a loro, perché li amo? Io passo dalla dazione alla ricezione.

Yael: In base a quello che ci ha detto, quali sono i dolori dell'amore?

Il dolore c'è quando una persona non può dare a qualcuno che ama più di quello che ha, per questo motivo soffre, così come una madre soffre perché non ha da dare ai figli quello che vorrebbe.

Yael: Ok, con questo noi ci connettiamo. Quando si smette di amare qualcuno, malgrado si voglia amare, allora si sente che non c'è vita in questo luogo. Può parlarci di questo luogo, del timore?

Non so parlare di quando si ama con la paura che l'altro smetta di amare.

Yael: Io voglio parlare del primo amore, questo è connesso a quello che lei ha detto, io volevo dare ma non avevo a chi dare.

E' come il feto, l'embrione che era in te ed a cui dovevi dare vita, questo vuol dire che tu ti connetti a lui, quando il bambino nasce è la stessa cosa di quando era dentro, quanto più lui cresce tanto più tu ti preoccupi per lui, poi c'è il problema che lui diventa indipendente, tu sei preoccupata e gli dai quello di cui lui ha bisogno, successivamente la vita diventa molto più complicata perché tu sei dipendente da lui per il fatto che lui cresce e la sua natura è egoistica, tu vuoi dargli quello che ritieni sia bene per lui, mentre lui vuole ricevere quello che lui ritiene sia bene per lui, da qui scaturisce il dolore e lo scontro tra questi due desideri.

Yael: Io voglio tornare alla domanda, perché noi temiamo così tanto di perdere l'amore dell'altra persona, cos'è questo timore?

Questo ci riempie, è una fonte di riempimento. In questa relazione io sento che non esisto come persona, diciamo che quella persona si rapporta con me, non con disprezzo, ma semplicemente smette di vedermi, come se io non esistessi, e questo mi dà la sensazione di non esistere, perché io non vivo in base a quello che sento ma secondo quello che gli altri sentono nei miei confronti.

Yael: Cioè, tutta la mia esistenza dipende dalle persone che sono accanto a me.

Certamente, la persona obbligatoriamente vive in questo modo, nella natura ci sono animali che vivono da soli ed altri che vivono unicamente per accoppiarsi e tutto il tempo vivono tra gli altri animali.

Yael: Perché c'è bisogno di questo, perché abbiamo bisogno delle persone?

Questa è la differenza tra gli umani e gli animali. Gli animali possono vivere da soli, ma la persona è tale nella misura in cui si connette con gli altri, perché dentro se stesso è un animale, ma nel momento in cui si prende cura delle altre persone allora c'è un'immagine interna più complicata che è chiamata umano.

Yael: Allora non sono solo umano.

No, è la combinazione di tutto ciò che consegui, dei rapporti che hai con le persone, nella connessione con loro sei una persona.

Oren: Quindi relativamente alle persone la correzione di tutti loro riguarda me, allora se ho una mancanza d'amore o una specifica relazione d'amore con una persona che penso sia dominante rispetto a chi sono io, attorno a me ci sono persone che lavorano con me. Lei ha detto che io non sono io, piuttosto dipende da come loro si relazionano con me, io non so chi sono se non in base a quello che loro sentono nei miei confronti.

E' più specifico dire che tu ti includi in loro, la persona che c'è in te è quella che individua immagini di altre persone, compresa tua moglie.

Oren: Il concetto d'amore è il più importante per creare l'immagine.

Molto, diciamo, tu sei Oren che afferri molte immagini di altre persone, come tu e tua moglie, tu attiri queste immagini dall'esterno.

Yael: Loro, tutte e due, attirano un'altra immagine?

E' impossibile disconnettersi, lui vive dentro lei e lei dentro di lui, l'uomo più della donna.

Yael: Torniamo all'infanzia, ci sono molte cose che ci riempiono e ci influenzano, vorrei parlare di questo.

Ci sono immagini che influenzano più di altre, l'ambiente in cui siamo cresciuti ci costruisce, non possiamo liberarci di questo e ciò influisce su tutta la nostra vita.

Yael: E il fatto che non mi amano ha a che vedere con quello di cui abbiamo parlato?

Si, stiamo parlando del disegno della persona, dei risultati.

Oren: Ho capito che io vivo non di quello che io sento, ma di quello che gli altri sentono riguardo a me. Questo è quello che lei ha detto prima, ma io voglio capire meglio. C'è qualcuno che mi ama, che costruisce qualcosa dentro di me?

Questo dipende da come ti rapporti con lei, se c'è un'interazione con chi ami.

Oren: Chi mi ama costruisce qualcosa in me?

Non importa cosa, qualunque cosa, tutte le persone che sono accanto a te, anche tua moglie, sono parte di te e con questa immagine condivisa tu crei questo.

Oren: L’uomo viene influenzato dalla donna?

Si, questo è secondo la Natura, perché è lei che riceve di più e quindi influenza l'uomo.

Yael: Abbiamo parlato della coppia, ho trovato l'altra mia metà e noi sentiamo una completezza interna.

Si, perché siamo una parte dell'altro con cui dobbiamo condividere la nostra vita.

Yael: Ma può essere perché siamo affini?

In generale no, se con la mente vediamo che si tratta di una persona che ama la scienza, l'arte o altro noi riceviamo una reazione, il suo amore per queste cose diventa amore anche per noi.

Oren: Perché dice no?

Perché senza una coppia non si può arrivare a questa perfezione, secondo il principio della Natura bisogna essere connessi con un'altra persona e con essa cominciare veramente a sentire una completezza, così siamo costruiti, con tutti i nostri desideri, pensieri, aspettative. In quello che ci succede c'è un completamento che ha a che vedere con il Sistema Superiore che ci dirige e noi, come risultato, siamo due in uno.

Oren: Nella coppia? Quello che lei ha detto è che abbiamo bisogno della coppia per arrivare alla perfezione, senza di essa non possiamo arrivare alla perfezione.

Perché all'inizio non siamo completi, anche se siamo persone adulte e normali siamo comunque difettosi.

Oren: Io non sono completo?

No, nella tua personalità manca la completezza che ti può arrivare solo dalla donna.

Yael: Questa coppia avrà una completezza sessuale, emozionale, spirituale?

Questo non si può sviluppare molto, diciamo che studiando la Saggezza della Kabbalah impariamo che è preferibile che l'uomo sia sposato, di modo che questo completamento sia emozionale e spirituale. Noi diciamo che la persona è tale quando comincia ad includersi negli altri, questa inclusione tra lui e lei è necessaria per essere una persona. Per questo, quando diciamo che nel momento in cui uno comincia a sentire un'inclinazione per l'altro, anche sotto l'aspetto fisico, questo è il segnale che debbono cominciare a connettersi in modo emozionale ed imparare come costruire con lei una sola forma, una sola immagine.

Oren: Se questa immagine non esiste dentro di me questo non mi aiuta nel mio sviluppo, ho una mancanza per la completezza che da solo non posso raggiungere, non sono completo, sono solo una metà anche se entro il più possibile dentro me stesso.

No, no, no, Tu sei già pieno internamente.

Oren: Ma è con lei che mi completo.

Quando la donna si rapporta con l'uomo nella connessione l'uno assorbe dall'altro la visione, il piacere, le qualità, tutto, fino al punto che è impossibile distinguere cosa c'è in uno e cosa nell'altro.

Yael: Vuol dire che è la mia copia?

La tua copia è la stessa immagine che hai creato dentro di te e questo vi completa, la tua immagine è la persona che vive dentro di te e la stessa cosa è per lei, tu riempi la sua immagine.

Yael: Come ci si collega? In questi tempi di divorzi questo completamento di coppia ci darà l'amore?

Non sappiamo cosa cercare, non sappiamo come completarci, sono cosciente di questo, ma noi dobbiamo insegnare alla generazione giovane come partecipare alla vita e governarla, il divorzio non aiuterà, quando ho deciso di sposarmi l'ho fatto una sola volta.

Yael: Ma le persone, quando vivono insieme, non rinunciano a niente. Arrivare al completamento, alla perfezione della coppia è possibile o è solo una fantasia?

Nella nostra vita non è molto semplice, per arrivare ad un completamento, ad una perfezione tra due persone oggi abbiamo bisogno di lavorare in un modo molto speciale, psicologico, perché noi viviamo in un mondo in cui ognuno di noi si trova sovraccarico di pressioni da parte di tutti i mezzi di comunicazione, siamo soggetti a pressioni esterne e per questo noi diciamo che ci facciamo condurre dall'ego all'interno della coppia, noi hanno tanti problemi che dobbiamo imparare a gestire per poter costruire una comunicazione tra di noi.

Yael: Dobbiamo lasciare da parte tutti i problemi, ma perché ci sono tanti problemi?

Perché dobbiamo imparare a correggere noi stessi per arrivare ad un mondo in cui ci saranno l'uomo, la donna e la Divinità, se noi ci completiamo vicendevolmente arriveremo alla perfezione.

Yael: Tutto ciò di cui lei ci ha parlato è per dirci che se noi ci sforziamo supereremo questo

Si, e nel momento in cui cominciamo a studiare la Kabbalah allora iniziamo a capire che essa porta tutta l'umanità ad un meccanismo integrale buono e perfetto e allora cominceremo a sentire come se non ci fosse niente, solamente l'uomo e la donna, e che tra di loro c'è la perfezione, una connessione perfetta nella coppia.

Oren: Così come lei ha detto.

Nonostante questo mondo problematico, loro sono in grado di essere come un solo uomo con un solo cuore e di sentire se stessi che esistono in un solo corpo, in una sola anima più completa, nei pensieri e desideri in cui vivono il loro corpo non fa alcuna correzione, insieme sono una sola anima.

Yael: Tutta l'interiorità di ognuno di loro si include l'uno nell'altro e possono essere un unico sistema, così come il mondo, totalmente perfetto, come una comunità.

Si.

Oren: In questo c'è un dolore?

Se non c'è questa connessione allora c'è dolore. Loro cercano ogni volta di più di imparare come entrare in questa connessione e diventare un'unità, in questo modo ci saranno tante unità nel mondo che finiranno per unirsi, e così il mondo sarà visto come una sola immagine che è chiamata “il primo uomo”.

Yael: C’è timore in questa connessione?

In questa connessione corretta c'è solo gioia.

Yael: C’è il timore che uno non ami l'altro?

Questo è buono perché in questo caso noi aggiungiamo connessione tra di noi, queste situazioni negative noi le copriamo con più amore.

Yael: Ogni persona deve arrivare all'amore?

Si, l'umanità deve svilupparsi in questo tipo di connessione, così come è nel mondo inanimato, vegetale e animale, l'umanità deve arrivare ad un'immagine nella quale c'è una sola anima, in questo modo non sentiremo i corpi perché saremo vicini uno all'altro interiormente.

Yael: In quale modo si può arrivare a questo?

In questa azione comune, da come noi sentiamo il mondo e quando noi cominciamo a connetterci l'uno con l'altro, in questa forma cominciamo a sentire un livello superiore

Oren: che chiamiamo “il mondo e Adam”.

Tutto questo viene dalla connessione perfetta è chiamata “amore”.

Oren: Quando noi ci includiamo nelle mancanze degli altri questo è chiamato “amore”. Rav, il nostro tempo è finito, grazie, grazie Yael, grazie a tutti, siate felici.

(Fine della conversazione)