Nuova Vita 10 - Equilibrio tra Uomo e Natura

Nuova Vita 10 - Equilibrio tra Uomo e Natura

Episode 10|8 яну 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 10

Il bilanciamento tra uomo e natura

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 8/1/2012

OREN: Salve a tutti. Siamo insieme in questa serie di conversazioni per studiare con Rav Laitman. Salve Rav Laitman. Vi ricordo che in questo programma stiamo simulando una lezione in cui Rav Laitman è l’insegnante che ha davanti una classe di persone provenienti da ogni parte del mondo, le organizzazioni per cui lavorano nel paese di provenienza hanno pensato che fosse bene per loro apprendere da questo insegnante, che gli spiegherà il tipo di vita che conduciamo oggi.

Cosa impariamo oggi Rav Laitman?

Oggi, come sempre, apprendiamo dalla vita. Abbiamo detto una volta che se guardiamo noi stessi, ci vediamo corrotti. Che non ci troviamo tanto bene, anche il nostro carattere e le abitudini non sono tanto semplici, nessuno è contento dell’altro e non siamo contenti neanche di noi stessi. Abbiamo detto che questo si può paragonare ad una mela sull’ albero: all’inizio è acerba, piccola e man mano che cresce, tutto il processo che attraversa sembra non abbia alcuna utilità, però assorbe tutti i minerali, le vitamine, l’ossigeno ed il resto, solo alla fine del processo all’ improvviso vediamo che è bella, rossa, profumata, brillante, talmente bella da essere completamente opposta a come era prima durante la crescita. Abbiamo detto che forse anche noi siamo così ma non riusciamo a vederlo, finiamo la nostra vita e non comprendiamo dove siamo, se siamo arrivati ad uno stato buono in cui ognuno è diventato saggio, bello, gentile, un uomo migliore. No, non siamo così.

Abbiamo detto che probabilmente avanziamo da una generazione all’altra ma, al contrario della mela e degli animali, le persone evolvono da una generazione all’ altra e la generazione seguente è sempre più sviluppata di quella precedente. Non possiamo considerare solo la vita particolare di una persona in una generazione, ma dobbiamo considerare la generazione completa in tutto il suo sviluppo per migliaia di anni, come la vita personale di un uomo che si ripete sempre, ritorna ed evolve sempre di più fino ad arrivare allo stato buono. Probabilmente questa è la nostra forma di sviluppo, per questo si dice di non far vedere il lavoro a chi non può comprendere, non è saggio.

OREN: Cosa vuol dire che non è in grado di comprendere o è saggio?

Il saggio vede e sa qual è il futuro così può giustificare tutto il processo che attraversiamo. Quando non comprendiamo il fine, ci è difficile giustificare le situazioni che attraversiamo. E tutto questo processo che attraversiamo è triste e difficile, avanziamo solo spinti dalle miserie e dai problemi ma in qualche modo avanziamo e oggi, nella nostra situazione, ci troviamo come ad un incrocio, ad una via senza uscita.

Abbiamo parlato anche di come ci siamo persi, come se avessimo perso la strada nel deserto e non sappiamo dove andare. Ma dobbiamo di nuovo imparare dalla natura di cui comunque facciamo parte e la natura è attratta all’ equilibrio e l’equilibrio è attratto dalla natura, ciò significa che saremo come la natura, con gli stessi caratteri. Se avanziamo, ci evolviamo, vediamo cosa c’è nella natura, da cosa essa è attratta, come lavora la natura in noi e qui, possiamo dire che certamente il nostro sviluppo è buono, che arriviamo al riconoscimento del male in noi, l’ ego che aumenta sempre, diventiamo egoisti e comprendiamo che questo non va bene , perché ci impedisce di vivere bene con gli altri, per il fatto che voglio sfruttare la società, voglio sempre essere il migliore, il più grande, e voglio esercitare il controllo sugli altri. Può essere che tutto questo ritorni indietro a mio discapito.

Osserviamo la società che abbiamo costruito, quale forma ha questa umanità: è grande, ricca, bella ma guardate ora dove siamo arrivati. Di certo non nella situazione in cui volevamo arrivare e allora, qual è la causa di tutto questo male? Che sbagliamo sempre e dobbiamo sempre arrivare ogni volta ad un resoconto non buono della nostra vita, ogni volta corriamo verso qualche meta perché pensiamo che forse lì staremo bene, e poi verso un’altra e poi di nuovo verso un‘ altra e speriamo che si arriverà a stare bene. Ma finisce sempre che questo non è positivo, è senza soddisfazione, se non addirittura con sviluppi drammatici come guerre, epidemie e vari problemi. Allora se osserviamo noi stessi rispetto a tutti gli altri livelli della natura, immobile, vegetale e animale, vediamo che tutta la natura si evolve molto lentamente, quasi non c’ è evoluzione ma se si evolve è secondo l’istinto. Ci sono dei comandi dentro l’animale che si risvegliano e l’animale li osserva. Ad esempio una mucca, un cane, un gatto hanno la loro natura. Se lo osserviamo notiamo che

L’animale si sviluppa esattamente secondo la sua natura e non sbaglia mai, perché ha delle leggi interne sue ed è costruito per osservarle. Però se guardiamo l’uomo,

L’uomo sbaglia sempre. E questi errori probabilmente devono causare lo sviluppo della mente, perché abbiamo il problema opposto perché siamo diversi dall’ animale, perché abbiamo un cervello e ci evolviamo da una generazione all’ altra, conoscendo il mondo e noi stessi e allora probabilmente non usiamo bene la nostra saggezza ed è qui tutto il problema.

Se andiamo ai tempi antichi, comprendiamo perché dei saggi come Aristotele e Platone, che furono la base della scienza moderna, hanno parlato dell’uso del cervello per il bene e per il male. Loro dicevano di non trasmettere la scienza e la saggezza a tutti, ma solo alle persone dignitose, che sapevano usare la scienza nel modo giusto per il bene nella vita dell’uomo, solo per sviluppare un buon rapporto con gli altri e creare una nuova vita più comoda per gli altri, se fosse stata data questa scienza a una persona qualsiasi, allora si sarebbe fatto del male all’ umanità. Perché l’uomo col suo ego avrebbe usato la scienza per il male di sé stesso e per il male degli altri, per poi alla fine distruggere l’ambiente e indirizzare tutta l’umanità a creare armi e varie cose non necessarie. Anche ai nostri giorni, vediamo che attraverso la scienza, la saggezza e tutte queste capacità enormi siamo arrivati ad avere tutto il bene tra le mani, però usiamo tutte queste cose per il male. Il fatto è che ci troviamo nella crisi generale, che coinvolge tutti i livelli della vita. La scienza, la saggezza, l’educazione sono in crisi, così la famiglia, i rapporti tra le persone, tra le coppie, tra i genitori e i figli, la sanità, il nostro futuro, il rapporto tra di noi, la nostra cultura, da cosa viviamo, i media.

La nostra situazione non è proprio adatta a quello che siamo capaci di fare in teoria. L’ uso delle nostre capacità è sbagliato e questo continua nelle generazioni da migliaia di anni, da quando Platone e Aristotele hanno parlato di questo, di non dare la scienza a tutti ma solo a persone che l’avrebbero saputa usare per il bene, per fare solo cose buone, perché le altre persone, con il loro istinto del male, avrebbero usato la scienza per controllarsi a vicenda, per sviluppare armi, varie confusioni, per vendere medicine inutili e arricchirsi, per fare varie cose di cui l’ uomo non ha alcuna necessità. Perché alcuni scienziati venderanno la scienza e le loro invenzioni e lo faranno solo per arricchire, ma lo scienziato onesto ama la scienza e basta.

La saggezza la ottieni e non la vendi, così vediamo che in questo deserto abbiamo sbagliato tutto, durante migliaia di anni di sviluppo e per questo siamo arrivati a questo punto. Con questo abbiamo qualche riconoscimento del male nel nostro sviluppo. Probabilmente possiamo svilupparci nel modo migliore, possiamo camminare con tutti e due i piedi, facciamo un po’ di male ma subito torniamo al bene, facciamo di nuovo un po’ di male e ritorniamo al bene. Dobbiamo mettere in azione il riconoscimento del male e i discernimenti in esso, vedendo dove abbiamo sbagliato e correggerlo a piccoli passi, come quando diamo apposta a un bambino piccolo cose da rompere per aggiustarle, facendo qualcosa di sbagliato per imparare da questo come far bene.

Così siamo noi ma, se cambiamo atteggiamento, se comprendiamo che la nostra vita è costruita in modo tale che il male ci deve essere, solo che dobbiamo riconoscere che il male è il nostro ego nell’ uso di tutte le nostre possibilità, specialmente nella tecnica, nella saggezza, nelle nostre capacità sopra il livello animale, quelle per cui siamo chiamati il parlante, l’uomo. Se useremo queste nostre risorse nel modo giusto e ogni volta controlleremo se sono corrette, da questo discernimento arriveremo dal male al bene e così vedremo come ci incontriamo e ci espandiamo come accade in tutte le nostre parti, nel respiro, nel cuore che lavora così, in tutte le parti. Anche nel processo di come avanza una macchina, anche nella bicicletta ad esempio, c’è una parte nella ruota che la fa andare avanti e un’altra che la fa andare indietro. Nell’ avanzamento ci sono sempre due forze opposte che lavorano in armonia e si completano e allora, di tutto ciò che vediamo nel nostro mondo non dobbiamo distruggere niente, dovevamo svilupparci così solo che da oggi in poi, dobbiamo analizzare quello che succede e vedere come usare la critica saggia che costruisce su tutte le cose fatte finora e imparare ogni volta come avanzare correggendoci, così vedremo come tutto il male supporterà il bene e useremo sia il bene che il male per avanzare. E allora vediamo che non ci sono il bene e il male. No, ci sono due forze che si trovano nelle nostre mani e ci aiutano per cui, all’ improvviso riusciamo a capire che tutta la nostra natura egoista è buona, con essa abbiamo sviluppato la capacità di discernimento per correggerci e allora, se da ora in avanti useremo in modo reciproco e giusto queste due forze, come un buon treno andremo avanti verso la meta, come la bella mela che diventa matura e certamente arriveremo ad una società umana fiorente con tutto il bene in essa.

Così vedremo che tutto questo sviluppo positivo ci è stato preparato e con l’aiuto che noi riceviamo da parte della saggezza rispetto al nostro ego che distrugge, queste due forze in noi, ci possono fare avanzare in modo corretto. Cosi qui possiamo comprendere che cos’è il libero arbitrio di cui abbiamo parlato prima. Questo libero arbitrio si trova esattamente tra queste due forze. Da un lato abbiamo la forza del male e dall’ altra la forza della mente buona che ci aiuterà in modo da apprezzare e rispettare molto la saggezza, allora con la natura negativa e la mente saggia, possiamo prendere la strada giusta e buona per noi e per tutto l’immobile, il vegetale e l’animale, cioè tutta la natura l’ecologia, così entreremo in armonia con tutte queste forme di vita, con la natura generale.

Tutto il male che sentiamo è come un invito ad attivare il nostro libero arbitrio, per usare bene l’equilibrio di queste due forze che abbiamo nelle nostre mani. Senza dubbio, quando tutto il mondo lo capirà, vorrà usare la grande forza della mente e lo sviluppo a cui siamo arrivati con questo, mantenendo il controllo dell’ego e non distruggendolo. Ci sono varie discipline che dicono che l’ego va distrutto, che fa male, no! Dobbiamo comprendere che nella natura non c’è male, c’è solo la possibilità di usarlo per il bene e quando non la sfruttiamo, allora diventa male. Quindi dobbiamo sapere come usarlo. Per cui, tutto il nostro corso, tutto ciò che impariamo insieme, è allo scopo di comprendere, di ottenere la sapienza, un metodo per saper usare in modo giusto sia il bene che il male e arrivare ad una buona vita. Possiamo chiamare il nostro corso “Corso per la buona vita”. Per cui, riguardo a ciò che è scritto di non far vedere allo stolto il lavoro in mezzo alle cose, non dobbiamo guardare la situazione e piangere, perché così assomigliamo a chi non è in grado di comprendere, ma dobbiamo vedere queste cose come indirizzate verso la meta e dobbiamo comprendere che ogni fase deve essere così e che stiamo andando verso la buona meta , dobbiamo vedere che già si trova là all’orizzonte, e noi ci stiamo avvicinando, così entriamo ogni volta di più nella vita più corretta e ci avviamo veramente verso il buon futuro. Perciò, non dobbiamo guardare come male quello che vediamo nella natura e in noi stessi, con lamentele, con critica, con odio, perché dobbiamo capire che noi tutti attraversiamo le stesse fasi dello stesso processo e che, solo aiutandoci reciprocamente, a vicenda, come persone che si son perse nel deserto e senza l’aiuto reciproco non arriveranno nel posto giusto, dobbiamo aiutarci a vicenda con la correzione reciproca, con l’ aiuto reciproco, cioè con quello che ci può portare alla bella meta finale.

Dobbiamo capire che in ognuno di noi ci sono tre tipi di desideri. I desideri corporei, possiamo dire bestiali, perché si trovano anche al livello animale, sono quelli di mantenerci il più possibile nel modo migliore, voglio vestirmi, esser pulito, essere sano, aver cibo e tutte le cose di cui il mio corpo ha bisogno, voglio concedermi il riposo che serve, praticamente mantenermi nel modo giusto e questa è la prima cosa. L’ animale lo fa in modo istintivo. Del secondo tipo sono i desideri dell’umano e sono i desideri egoistici, che ci fanno evolvere, sviluppare al di sopra della natura dell’animale: con l’onore, con il rispetto, con il controllo, tutte cose con le quali vogliamo essere superiori agli altri, questi sono i desideri che appartengono solo all’ essere umano, nell’ animale non esistono. Possiamo vedere come gli animali si mangiano l’u l’altro ma non vogliono, facendo questo, il male dell’altro, non vogliono con questo avere il controllo sugli altri, non prendono il loro simile a loro e lo mangiano. Questo lo fanno solo per sopravvivere, per necessità, agiscono per istinto, per questo fanno così. Per cui il leone che prende un altro animale e lo mangia, non fa del male, ma obbedisce ad un comando della natura, vediamo che non c’è un rapporto di odio tra loro ma abbiamo davanti un quadro di come si comporta la natura. Anche noi ci comportiamo così nei confronti delle galline, delle mucche, dei pesci, anche noi facciamo questo. Non è perché odiamo la mucca e allora l’ammazziamo e la mangiamo, no, è perché siamo costruiti così, abbiamo bisogno di queste cose e dobbiamo farle, cerchiamo di farlo con meno danno possibile verso gli animali che usiamo come cibo. Solo l’uomo usa il suo ego, verso un altro uomo, guardo sempre l’erba del vicino, la sua macchina, i suoi figli rispetto ai miei, ciò che guadagna, tutta la vita misuriamo il nostro riempimento con questi paragoni.

Ci son statistiche molto interessanti che se si dice all’ uomo “tu guadagnerai 1000 dollari al mese e il tuo vicino guadagnerà di meno” oppure “tu guadagnerai 2000 dollari al mese ma il tuo vicino di più”, le persone saranno d’accordo di guadagnare solo 1000 dollari anziché 2000. Noi ci confrontiamo sempre uno con l’altro e con questo misuriamo quanto il nostro stato sia buono, cioè il controllo della qualità vita non è del corpo ma è un controllo della personalità, quanto è più elevata rispetto agli altri. Per questo diciamo che questi tipi di desideri sono desideri dell’uomo, all’ animale non importa quanto ha l’altro, deve solo riempirsi di ciò che gli serve. Quindi, ci sono i desideri corporei come negli animali e i desideri che sono solo nell’ uomo e sono tutti male, perché l’uomo vuole sempre come essere migliore degli altri. Altro desiderio in noi, al di sopra dei desideri corporali e dei desideri dell’ umano, è il desiderio della sapienza, della saggezza, per cui voglio sapere perché vivo e cosa succede qua, come si comporta la natura e cosa accade intorno a me, come questo è legato all’altro e viceversa e perché accade questo .Mi piace il cervello che c’è nella natura, la saggezza che ricerchiamo sempre, ci troviamo in una bolla, come appare la natura, e io ricevo da lì, mi trovo in questa sfera gratto un po’ e controllo quello che ho grattato poi questo viene chiamato la mia scienza, le leggi che scopro, domani scoprirò altre leggi che sembra non esistano oggi. Si che esistono! Solo che io non sono abbastanza saggio per vederle, per scoprirle. Ogni volta che avanziamo con la saggezza, scopriamo sempre più leggi e tendenze che sono nella natura.

Così noi siamo costruiti da tre desideri: desiderio animale, desiderio umano e desiderio di saggezza, tutte le persone al mondo sono una combinazione di questi tre desideri, in uno c’è quello per la sapienza, nell’ altro quello di essere più ricco, forte e all’altro basta solo la sua vita e desidera solo il calcio e la birra. Ognuno è come è costruito, non c’ è male o bene in questo, ognuno è secondo la sua natura, secondo il desiderio che sente più forte rispetto a questi tre tipi. Così evolviamo nella vita ed ognuno in questo modo trova il suo spazio, il suo posto nell’ ambiente. Generalmente le persone con i desideri corporali sono la maggioranza nella società, quelli che cercano di arrivare al governo, alla forza, al controllo, sono di meno e avanzano in modo di essere più in alto rispetto alla società umana ma solo al fine di aver potere su di loro, di approfittare da essa. Se mi trovo nei desideri corporali uso ciò che trovo intorno a me a pari livello, se i miei desideri appartengono al livello dell’uomo, allora voglio innalzarmi su tutta l’umanità per controllarla, per essere più di loro, saggio, forte, bello, di successo, con un sacco di monete d’oro ecc. Se son attratto dalla sapienza, allora voglio essere sia sopra i desideri dell’ animale sia sopra i desideri dell’ umano, desidero essere in connessione con la natura, vedere perché è costruita così, voglio la filosofia, la saggezza e non mi importa cosa succede, cosa mangiare, non mi importa essere di più o di meno nei confronti delle altre persone e di quello possiedo rispetto a loro, desidero stare chiuso nel mio angolo, mangiare poco e non essere quasi in connessione con altre perso, ma l'importante è essere in connessione con quello che sta sopra, con le leggi che governano l'universo. Così esistono persone diverse nella società umana, ognuno prende uno spazio, un posto, ha una professione, costruisce una famiglia e così via.

D’ovvio che se noi parliamo dell'uso giusto della scienza allora abbiamo bisogno di persone sagge che conoscono la natura e sanno che nella natura c'è un processo, un piano, l'evoluzione stessa ci dice che c'è una tendenza nel nostro sviluppo , non è un caso ma una tendenza, una legge che riconosciamo ma è un processo che non ci è ancora tanto chiaro, non sappiamo ancora dove porta , ma possiamo fare un’approssimazione e dire che questo processo ci porta ad un equilibrio, che come in tutta la natura ,a tutti i livelli, anche a livello umano dobbiamo arrivare all'equilibrio.

L'equilibrio in natura può essere come tra caldo e freddo, con la pressione nelle esplosioni dei vulcani, tutto succede raggiungere l’equilibrio in natura e l'uomo fa parte di questa natura.

Solo, l'uomo che vedo ora, è lui che deve equilibrarsi, è interessante che ha le forze positive e negative, per non arrivare all'esplosione o ad altri problemi ci è stata data la saggezza, così attraverso la sapienza possiamo arrivare all'equilibrio, usiamo la forza del male da un lato, quella della mente dall'altra parte per equilibrarle e avanzare con armonia , non solo per me, che vivo a livello animale, equilibrare me stesso vuol dire che devo arrivare ad un consumo equilibrato, devo preoccuparmi di tutti gli altri, arrivare all'equilibrio al livello dell’uomo vuol dire che arriviamo ad essere tutti uguali come in una famiglia, siamo tutti fratelli. A questo devo aspirare.

La società umana, a livello della sapienza, deve aspirare a conoscere la legge generale di tutta la realtà, ad osservarla sia a livello corporeo, sia a livello umano, sia a livello di conoscenza della legge generale, si arriverà così allo stato perfetto e maturo dell’esistenza come la mela dell’esempio.

Vorrei fare una piccola aggiunta, una volta un fenomeno così c'è stato, è esistito nell'umanità, si tratta del popolo d’Israele, che si è trovato legato in questo modo, tutti erano come fratelli e amici in Israele, nel suo sviluppo precedente, al tempo prima dell'esilio, quando c'era il tempio tutti erano amici, fratelli e coinvolti uno con l'altro, partecipi in modo bello, poi è scritto che il tempio fu distrutto per l'odio, l'odio gratuito.

L'ego è cresciuto e questo popolo è caduto dall'amore dei fratelli all'odio per niente, allora per questo odio è diventato peggiore degli altri popoli, perché in loro non c'è stata questa caduta, dato che non erano in fratellanza fra di loro, per cui da allora quel popolo è diventato come un popolo non voluto.

Questo è un popolo molto speciale che fino oggi non ha trovato la tranquillità in un posto, da ciò possiamo capire che probabilmente quell'odio si prova nei suoi confronti è come una legge della natura ,vediamo che in ogni posto in cui le persone si incontrano hanno l'odio per una persona di Israele o per Israele stessa, questo deriva dal fatto che queste persone (Israele ) prima di tutto il resto del mondo devono tornare a quella forma corretta, di nuovo all'amore per i fratelli, devono innalzarsi da quest’odio gratuito, che sentono dal tempo dei 2000 anni d'esilio, per andare verso l'unione, e questo dovrebbe servire da esempio per gli altri popoli, realizzare quello che erano prima, per questo probabilmente sono speciali e tutti dicono che loro in qualcosa sono diversi dagli altri. Allora semplicemente con il fatto che faremo vedere il buon esempio al mondo, che ora ha bisogno dell'esempio per uscire dalla crisi, non sa come farlo, per cui il popolo d’ Israele si trova in una condizione molto speciale, quella di dover scoprire il metodo di correzione di tutta l'umanità, perché deve far vedere a tutti quanti l'amore per i fratelli: amare il prossimo come se stesso e farlo vedere a tutta l'umanità. Questo stato ci porterà fuori da questo deserto verso la vita bella, per cui abbiamo un gran bel lavoro da fare, un lavoro molto importante, non c’è sfida più bella, più grande, di quella che abbiamo davanti a noi, speriamo che attraverso questo corso potremmo realizzarlo, per il bene di tutti.

OREN: Hai parlato dell'equilibrio fra due forze non ho capito bene cosa siano queste due forze

La forza della mente, del cervello e la forza del male che c'è in noi, ci troviamo con i desideri dell’immobile, i desideri del vegetale e i desideri dell’animale, questi sono i desideri che si trovano in noi e con i quali possiamo operare.

OREN: Cosa sono questi desideri dell’immobile, vegetale e animale?

Nel mio corpo ci sono desideri dell’immobile, che vuol dire la materia del corpo, il desiderio del vegetale le cose che crescono come i capelli, le unghie, le ossa, questi sono vegetali in me, poi ci sono le altre parti del corpo animale, infine abbiamo anche il cervello, la mente che sta sopra l'animale e sopra alla forza del male, il mio ego, l'uomo è composto da queste parti. Con le mie forze che sono immobile, vegetale, vivente non ho possibilità di correggere, tutto il mio problema è che distruggo la mia vita con gli altri perché ho la forza del male, il mio ego, penso tutti siano d'accordo, lo sento da tutte le parti l'uomo può dire: io sono il male? No solo gli altri! L'umanità. Questa è la nostra natura. Vediamo che l'uomo ha delle capacità enormi per rendere la sua vita buona, cosa lo disturba? Il suo carattere egoista che vuole usare tutte le forze e tutte le risorse che ha per innalzarsi sopra il prossimo, sopra gli altri, così tutti sono in competizione per avere il sopravvento sull’altro.

Questo istinto del male non ci permette di arrivare alla buona vita.

E ci sono qui tante cose che dobbiamo imparare, come possiamo immaginare di vivere nell’inclinazione al bene? Vuol dire che dobbiamo essere tutti uguali, possibile che ognuno sia come tutti gli altri? Allora da cosa si ricaverà godimento se siamo tutti uguali e non c'è nessuno che ha di più o di meno. Come può esserci gusto nella vita?

Così ci troviamo inconsciamente a calcolare il nostro tornaconto, quanto ricevo più degli altri, poiché questo mi dà gusto nella vita, mi dà la spinta per andare avanti e ottenere quello che voglio. Nello sport, nelle competizioni, nel lavoro, devo sempre confrontarmi con gli altri, così misuro com’è la mia vita, se tutti fossero uguali non potrei sentirmi vivo, qui c’è la grande domanda: di cosa mi riempirei? Da cosa traggo giovamento? Se la natura vuole questo da noi allora ci vuole come pupazzi?

Cosa vuol dire siamo tutti fratelli? Vuol dire che tutti hanno le stesse cose, tutti siamo uguali. Allora non capisco perché vivere, c’è qualche altro scopo?

Non lo vedo, nel mio stato, voglio sempre realizzarmi nella saggezza, magari un altro con la scrittura, la fotografia o l’educazione, alla fine dei conti ognuno vuole distinguersi dagli altri, questo è il bisogno che ci spinge ad evolverci.

Diciamo che la crisi c’è a causa dell’inclinazione al male e che capisco come posso equilibrare tutti, arrivo all'equilibrio e tutti sono uguali, come si può riempire quella parte grande dell'uomo che deve sentirsi superiore? In cosa?

A quel punto ci troveremo in un mondo in cui bastano 2 ore di lavoro e mi riempio e sento che non mi manca niente, e anche tutti gli altri, se lavoriamo due ore al giorno tutti, solo che non dovremmo essere più degli altri, tutti uguali ma solo che ho bisogno di cose normali, allora dove sta? In cosa mi riempirò? Perché oltre queste due ore al giorno, adesso lavoro altre 6 ore al giorno come minimo per ottenere qualcosa, per essere più degli altri, allora avrò 6 ore libere, si può impazzire con questo tempo libero, cosa farò?

La domanda è: la natura ha organizzato le cose così? Qui arriviamo all'esempio del popolo di Israele, ma lasciando perdere il popolo di Israele, qui arriviamo all'altro lato della natura al fatto che ci troviamo nella partecipazione reciproca contro l'ego, usiamo l'ego nel modo opposto, cioè non per sopraffare gli altri ma ognuno va sopra al suo ego, si equilibra con gli altri, nel frattempo l'ego cresce e lo uso per essere uguale agli altri. In questo ricevo una soddisfazione perché mi connetto con più forza agli altri, perché il mio ego è più grande, allora posso influenzarli e portarli a più connessione e più equilibrio, e di questo posso godere, del fatto che, con il mio ego corretto, ho un mezzo con cui posso portare gli altri alla connessione.

Mi connetto con tante più persone, godo di questo e ricevo la soddisfazione che si chiama amore reciproco, così arrivo ad un riempimento molto più grande di quello che avrei oggi, se in qualche modo riuscissi ad innalzarmi sopra qualcuno.

Cioè solo con il buon uso di tutti gli istinti, le spinte mi permettono di arrivare a tutto il bene.

OREN: Quali sono allora le due forze che devo equilibrare in me?

Il cervello, la mente e l’inclinazione al male, la mia mente deve capire che non ho altra scelta capire che se uso la scienza con l’inclinazione al male allora creo delle bombe, oppure uso la mente contro l'inclinazione al male, la indirizzo per fare del bene al prossimo, allora arrivo a tutto il bene, ad una vita sicura, alla garanzia reciproca.

OREN: Cosa vuol dire? Perché si chiama equilibrare?

Questo equilibrio non è con l'inclinazione al male ma è l'uso dell'inclinazione al male per essere equilibrato con la natura, quando uso l'inclinazione al male la trasformo in bene. Ho sempre un desiderio ma lo uso! Solo che questo male voglio usarlo per il bene. La crescita, lo sviluppo in tutte le forme della natura vediamo che sta nell’ equilibrare queste due forze e la combinazione fra loro, questo equilibrio, ci porta al bene.

Con cosa posso equilibrare l’inclinazione al male, l'ego che mi porta a distruggere la vita? Con quale forza? Devo avere qualcosa di uguale che lo possa fronteggiare Cos’è? Il nostro cervello, la mente.

Per cui oltre ai desideri del corpo e sopra ai desideri umani, c'è un altro desiderio di saggezza, di conoscenza attraverso la quale posso arrivare alla mia parte umana equilibrata.

OREN: Se non ho tendenza per la scienza, la sapienza non posso arrivare all'equilibrio?

C'è in tutti, c'è in ognuno la capacità mentale di contrastare il suo ego, non c’entra se sono attratto dalla scienza oppure no.

OREN: Allora ho il cervello che dovrebbe essere l’autista di questo ego.

Sì esatto, con la mente io controllo il mio ego e lo indirizzo verso uno sviluppo corretto: che siamo tutti fratelli, tutti uguali e tutti connessi, verso questa via. La mente non può limitare, in questo sono uomo per i fatto che vado avanti con il mio cervello e non con il mio ego. Proprio attraverso il cervello l’ego arriva a varie esplosioni, cose come le bombe atomiche, per questo Aristotele e Platone hanno detto di non dare la sapienza, la scienza a persone guidate da troppa inclinazione al male, che non la useranno nel modo corretto, questa conoscenza invece si può dare solo a chi vuole governare l’inclinazione al male.

Oggi siamo arrivati ad una situazione così grave, perché non abbiamo sostenuto quello che hanno detto loro, abbiamo sempre supportato l'inclinazione al male con tutta la nostra scienza. E ora bisogna fare i conti e cominciare a svilupparci in senso opposto, che è la razionalità, il riconoscimento del male, il saggio che vede quello che nasce, dove bisogna arrivare, qual è lo stato buono, quello dobbiamo fissare come meta e così avanzare. Scopriremo che l'inclinazione al male è qualcosa che ci aiuta, sembra che sia contro ma ci dà la benzina, ci dà l'energia, ci stimola, ci fa sviluppare solo però nella direzione giusta, buona.

Trasformare l'inclinazione al male nell’ inclinazione al bene lo possiamo fare con la saggezza, con il nostro discernimento per capire cosa vuol dire male e cosa vuol dire bene. Per questo ho detto nell’usare la saggezza bene o no si trova sul libero arbitrio.

OREN: Cosa vuol dire usare bene o non bene l'ego?

Qui si trova tutta la nostra scienza, intendo nel trasformare l'ego in cose buone.

OREN: Come si fa a usare l'ego in maniera giusta?

Non abbiamo nessun problema non esiste una forza buona o una negativa! Dipende da come le usiamo.

OREN: Puoi fare un esempio?

Una volta eravamo fratelli, centomila anni fa vivevamo nella foresta, nella giungla e nessuno pensava di essere più dell'altro poi l'ego ha cominciato a sviluppare il cervello la mente.

Abbiamo cominciato ad usare il cervello per servire l'ego, ritenendomi migliore di qualcuno mi sono distaccato dalla mia comunità e ho cominciato a fare qualcosa da

Solo, ho cominciato a costruirmi una casa, ad avere una donna, ad avere più animali, a seguire queste spinte egoistiche che hanno cominciato a prendere forma in me, con tutto il mio cervello, con le mie capacità, con la mente ho cominciato ad innalzarmi sopra gli altri, fintanto che non avevano da mangiare allora ho detto: venite da me che vi darò da mangiare ma sarete miei schiavi, vi va bene? Hanno accettato, altrimenti sarebbero morti di fame, così sono diventato il padrone , poi ho cominciato a servirmi di loro , ho fatto con loro un piccolo esercito per conquistare i vicini e sono diventato re, cioè ho usato sempre la mente, la mia capacità di raggirare le persone , per elevarmi al di sopra di loro, così, fino ad oggi, ognuno ha cominciato a fare lo stesso , anche quelli che avevo conquistato , quelli che erano con me, all'improvviso chi lavorava bene col ferro o col legno, ognuno nel suo piccolo, avanzava e io avanzavo sopra loro così si è sviluppata la società umana.

Ognuno usa il suo cervello per ottenere qualcosa dagli altri, per realizzare quello che vuole a discapito di altri, per essere il migliore. Il cervello ha lavorato come servo dell'ego, l'ego è il padrone di casa e il cervello lo aiuta, lo supporta.

Così era ai giorni di Platone e Aristotele, da loro deriva l’esigenza di sviluppare e l’approfondire la matematica e la geometria, era un periodo speciale.

Loro hanno detto: è proibito trasmettere la conoscenza ad uno studente che non sia pronto, che non sia meritevole perché la userà in modo sbagliato, svilupperà delle armi e vari metodi per usarle contro altri uomini e non sarà bene né per lui né per loro. Nessuno ha ascoltato quello che loro hanno detto.

Hanno continuato anche se non subito, in realtà quello era un periodo in cui la scienza non era proprio evoluta, però durante le generazioni successive è aumentata.

Gli scienziati stessi che volevano essere ricchi e desideravano riconoscimenti, pensarono qual è il problema?

Per vedere le stelle lo scienziato ha bisogno del telescopio, che costa tantissimi soldi, allora ha bisogno del ricco, ma per costruire il telescopio o qualche altro strumento,

Non ha nulla da vendere se non la sua saggezza. Così la scienza si è corrotta perché come uno usa il telescopio, l'altro usa la sua sapienza così vede che i nemici arrivano e ora può anche usarlo per vincerli perché ormai possiede un’arma complessa e potente, può vederli mentre loro non possono, tanto per fare un esempio.

Cioè la saggezza è diventata il servo dell'inclinazione maligna dell’uomo.

E così in ogni cosa, e dopo i governanti hanno preso gli scienziati li hanno messi in qualche posto e gli hanno detto: ora mi portate la scienza o vi ammazziamo, oppure li hanno lasciati soli nelle università per insegnare alle persone, insomma la scienza ha cominciato a dover servire l'ego dell'uomo a tutti i livelli.

Oggi dov’ è tutta questa saggezza, dove sono tutti i soldi che vengono dati agli scienziati? Solo per sviluppare armi, invece dovrebbe essere l’opposto, facciamo in modo che i grandi scienziati, i primi, oggi indirizzino la scienza a trasformare il male in bene. Che noi attraverso tutte la nostra eccezionalità siamo arrivati al fatto che non dobbiamo lavorare tante ore, basta, possiamo limitarci, Veramente la crisi stessa fa questo lavoro su di noi. Ma cosa dobbiamo fare ora? Dobbiamo controllare, verificare, vedere in modo critico noi stessi, la nostra natura, i modi di vivere, tutto l’uso del nostro ego per il male, cerchiamo di farlo diventare buono. E’ chiamato saggio quello che vede il risultato prima di incontrarlo, un saggio vede il futuro, perché andare in quella direzione, sviluppo la saggezza per sapere, ad esempio, se ora sono malato devo cambiare direzione sennò muoio. Come possiamo ora immaginare un processo, che se continua così allora andiamo verso la distruzione, come possiamo distruggerci e quale medicina dobbiamo prendere per arrivare alla buona vita? Questo è il problema, allora quella stessa scienza, lo stesso nostro sviluppo deve portarci ora la sensazione, la comprensione, gli esempi di cosa ci sta succedendo, dove ci evolviamo. E deve farlo in maniera talmente emotiva, aiutarci ad organizzare questo, con l’opinione dell’ambiente talmente forte che io non vorrò usare il male nei confronti del prossimo, ma capirò che il bene del prossimo è il mio bene. In modo che se sentirò che tutti stanno per mangiarmi, cercherò come posso fare di loro persone buone, che non mi vorranno mangiare, che non mi ammazzino. Come li posso comprare? Cosa dare a loro così che mi trattano bene? Senza arrivare a questa situazione che continua a peggiorare sempre di più, che già oggi non vogliamo famiglia, non vogliamo figli, non vogliamo niente, ci scopriamo anche indifferenti l’uno all’altro, proprio odio e se si sviluppa ancora, troverò in un mondo di odio, perché arrivare a questo. Cominciamo a correggerlo già ora.

OREN: Cosa vuol dire che tutti mi stanno per mangiare? Se sono una persona, un semplice cittadino, allora ho alcune persone che mi odiano, come ogni persona… non ho capito cosa intendi.

L’ho descritto come il futuro, dove stiamo andando, come continuiamo. Una volta avevamo delle famiglie, figli in casa, abbiamo vissuto con i fratelli e sorelle, con i vicini, con i parenti, con i nostri genitori, oggi è l’opposto, oggi non vogliamo nessuno l’uomo non sopporta neanche se stesso, prende la droga per non sentirsi, e così via. Questa è la direzione molto chiara in cui stiamo andando. Non posso uscire fuori ed essere sicuro che non mi succederà nulla di male, la violenza sessuale, la delinquenza, mio figlio che ha paura di andare a scuola perché lì hanno fatto a botte, c’è violenza, si vendono le droghe, c’è prostituzione, io stesso non voglio che mio figlio vada lì, ma non ho altra scelta.

OREN: Posso chiedere? Hai parlato prima dell’uomo che guarda il vicino, vede la sua macchina, il suo guadagno e anche lui vuole avere di più. Ne hai parlato come una tendenza negativa dell’uomo però senza guardare l’altro, senza voler essere così allora l’uomo non si evolve.

Non dico che è negativo, dico che se io voglio vivere come il vicino, se lo guardo e imparo da lui cose positive e non sono geloso, ma imparo da lui e anche io voglio le stesse cose, questo è buono, è una buona gelosia, però se io lo guardo pensando perché lavorare? Fatico anche per questo! Meglio che lui non ce l’abbia, allora lo distruggo così non sarò invidioso e mi sentirò bene, non sarò frustrato. Questo è tutto il concetto, come usare l’inclinazione, l’istinto. La gelosia, c’è la gelosia positiva e quella negativa, c’è quella positiva perché vuole crescere e quella negativa mi dice lo distruggi, distruggilo! E come se io voglio che tutti siano tutti ricchi, o voglio che nessuno sia ricco così saranno tutti poveri come me. Capisci? Dipende come girare ogni cosa, il controllo è molto semplice, per il bene del prossimo o per il suo male.

OREN: Se non per il bene né per il male per il prossimo, ma per il mio bene? Se vedo che tu hai una bella macchina, io voglio una macchina migliore. Non vado a distruggere la tua macchina o a rubarti qualcosa, ma vado al lavoro, sudo e compro una macchina migliore, in questo processo tu sei stato per me una spinta, mi hai spinto ad avanzare, a lavorare per comprare una macchina migliore, in tutto questo scenario c’è qualcosa che richiede la correzione?

Se con il fatto che mi hai guardato e volevi la stessa cosa per te stesso, la domanda è se ti trovi nell’equilibrio generale della natura o no. Perché la natura ci chiede, alla fine dello sviluppo, di imparare dall’uno all’altro, ma non dobbiamo imparare per arrivare ad una competizione che non finisce mai, la natura ci ha condotto per arrivare all’equilibrio nella vita corporea, sopra questo, ci evolviamo in un rapporto sano tra le persone, in un rapporto reciproco dove ognuno si riempirà, per il fatto di essere connesso agli altri con l’amore, e non per mezzo di vari giocatoli più cari o più nuovi.

Lo vediamo dal nostro sviluppo, per cui finché non siamo arrivati al nostro sviluppo attuale, in cui sentiamo che proprio basta, non c’è posto dove andare, basta sono stufo di guardare gli altri, non ho più successo in questo e non avrò da questo un riempimento, tutto questo sistema dell’economia e della tecnologia non mi dà soddisfazione, anche la terra non ha più risorse per questa competizione infinita. In questo vediamo il piano della natura, un piano che dobbiamo vedere così com’è per niente, svilupparsi sempre più verso quella che ci pare sia la felicità.

La situazione generale, cioè il processo che attraversiamo è quello che ci obbliga a vedere che non c’è più dove andare, tu parli in maniera molto personale: dov’è il male? Ho visto da lui una bella macchina, anch’io la voglio, come se fosse un bene e non un male. L’altro dice, ho visto una bella macchina, ho vissuto sempre bene con il cavallo e la carrozza, ora lo vedo e penso che devo cambiare la mia vita, devo comprarmi una macchina, ma magari lo ammazzo perché ha reso la mia vita misera, ora devo lavorare di più per comprarmi una macchina. Non parlo ora di queste cose, diciamo che non ti interessa, ma il problema è che ora la natura non ci permette più di continuare con la stessa competizione.

OREN: La natura non ci permette di continuare con la stessa competizione, allora da quello che dici capisco che in generale sei contro la competizione.

Io sono per la competizione che ci porta alla felicità, ad essere felici.

OREN: Hai detto prima che la gelosia degli scrittori, crea più saggezza, invece c’è una gelosia negativa oltre a quella positiva, cosa vuol dire positiva?

Che c’è una competizione in cui io voglio influenzare la società perché sia buona. È una buona competizione, che ha lo stesso scopo della natura.

OREN: Un attimo, un attimo, cosa vuol dire buona competizione. Puoi definire buona competizione e competizione negativa, cosa vuol dire?

Più interessante quella buona. Quando io guardo l’altro e imparo da lui, si impara dalla gelosia. Lui è grande io sono piccolo, lui ha successo, io no, in cosa sono geloso di lui? Di quale qualità? Se queste cose riportano equilibrio e tranquillità sia a me che al mondo e ci fanno avanzare verso l’ottenimento della meta generale, quella bella mela sull’albero, vuol dire che è una buona gelosia e una buona competizione. Su questo dobbiamo spingere ancora di più: dare medaglie, premi, portare queste persone nei media proprio davanti di tutti che si vedano, siano un buon esempio. Se noi con questo non avanziamo verso cose buone ma sempre più entriamo nei problemi, allora ci allontaniamo dalla meta, allora sono gelosia e competizione negative. È tutto misurato rispetto al raggiungimento della meta finale, non abbiamo altra scelta, noi dobbiamo arrivare a quella forma equilibrata della natura, il processo che attraversano l’immobile, il vegetale e l’animale, la stessa cosa succede a noi.

OREN: Se capisco bene la competizione è una cosa radicata nella persona, è proprio insita.

Si, sì è proprio nell’inclinazione, questo è l’istinto, non è bene o male, è così, dipende da come lo usi.

OREN: Allora se vuoi darmi un altro esempio, cosa vuole dire usarlo per il bene, cosa vuol dire buona intenzione?

Ripeto, è scritto: “la gelosia l’abilità e l’onore tirano fuori l’uomo da questo mondo” è un modo di dire, cosa vuol dire tirano fuori l’uomo, che se mi trovo qui e voglio andare avanti, se sarà più utile a me stesso, all’ambiente, al mondo allora proprio devo usare la gelosia, l’abilità e l’onore. Solo che le devo usare in modo che il mio cervello e la mente saranno parte di questo e mi porteranno nella direzione giusta, di nuovo siamo arrivati alla mente, controllare la direzione negativa, può essere che la mente mi indirizzerà ad usarla nella maniera positiva. Tutte le mie tendenze hanno la possibilità di essere sia per il bene che per il male, la mente deve indirizzarmi ad usarle nella buona direzione, per questo è stato dato all’uomo il cervello, per questo Aristotele e Platone dissero che nella misura che un uomo ha cervello e vuole essere onesto, allora dategli la conoscenza, altrimenti no.

OREN: Ancora non riesco a percepire questa cosa della competizione. Hai detto anche nella prima parte della lezione, che siamo abituati a misurarci rispetto agli altri, se tutti fossero uguali, allora l’uomo non si sentirebbe vivo, che esiste, poi hai detto che la competizione non sarà contro gli altri ma contro il suo ego e anziché innalzarmi sopra di te mi collego. Non riesco a riassumere questa lezione?

Farò qualche esempio: se noi andiamo insieme in palestra, ad un centro benessere, io guardo te, come diventi più sano, più forte, più buono, per essere sani non per la testa e sono invidioso di te, e mi aiuta. Questa è una buona gelosia, io voglio che tu sia meno o no, può essere che io me lo godo che tu sei un po’ di meno, può essere che io voglio vedermi più sano più alto, più forte, però comunque alla fine dei conti, questo processo non si può dire che sia negativo, c’è qualche competizione io mi controllo, mi confronto però ancora per lo sviluppo. Cioè anche se è egoistico, anche se la gelosia, l’abilità e l’onore mi tirano per innalzarmi voglio essere come te o anche di più, ma è per il mio bene. C’è la possibilità che ci troviamo in competizione, che io ti guardo e sto male, perché io non sono capace di arrivare a quello che tu arrivi, perché davanti a me ho l’esempio allora non è per il bene o il male, tu hai comprato qualche Cadillac che io non posso comprare, allora te la rompo di notte. Tutto quello che non hai, e quello che avevi ora non ce l’hai più. Può essere, anche nei confronti dei figli, dei vicini, può essere che noi ci troviamo in una buona competizione, che giunge a tutti e due, noi siamo legati non possiamo avere successo senza l’altro, come colleghi. Diciamo che andiamo a fare qualche business, tu metti i soldi e io metto la conoscenza o l’opposto non importa, allora siamo colleghi, io ho bisogno di te, ti amo, senza di te non avrei guadagnato niente in questo affare, così grazie a dio, siamo insieme. C’è qui uno spazio per l’odio? Sì c’è. Per il fatto di non avere sia i soldi che sapienza, perché io ho solo sapienza e non i soldi? Allora forse ti ammazzo, in qualche modo e tutto l’affare passa a me. In vari casi noi, anche dipendenti l’uno dall’altro, è possibile che ci sia sempre un conto di quanto io starei meglio senza di te, in modo che tu non avrai niente, o che tu non avrai. Succede, c’è solo una specie di competizione qui, siamo dipendenti e non possiamo essere uno nei confronti dell’altro, perché diventiamo uno, questa è la competizione di quanto ci amiamo l’un l’altro e non c’è qualcosa in mezzo, come qualche oggetto che possediamo o un qualcosa che produciamo, ma noi stessi ci troviamo nello stesso risultato voluto, tutti e due come uno e quell’uno non è diviso in due, io e te, ma solo UNO e questo uno proviene solo dall’incorporamento l’uno con l’altro.

OREN: L’incorporazione, cos’è?

La connessione, in tutti i caratteri, che in tutte le cose ci completiamo, che nessuno di noi può essere da solo e non può ottenerlo dall’altro in un modo diverso, ma solo attraverso l’amore reciproco, almeno la garanzia reciproca, come preparazione all’amore reciproco. Allora arriviamo all’unica soluzione, molto speciale, che non si può fare quello che fai, troverai sempre l’uso egoistico, sempre può darsi che si trovi in competizione, gelosia, vita e onore, odio, amore insieme, non importa e tutto si completa. Bisogna parlarne, alla fine dei conti è l’unica soluzione.

OREN: Allora di cosa trattiamo?

Noi diciamo che ci uniamo insieme con te, per scoprire che l’amore è il risultato della connessione. E in questo ognuno deve correggere se stesso verso la connessione fra di noi, finché scopriamo li l’amore, in questo c’è un gran lavoro, lavoro anche individuale, che prendiamo la vita materiale nostra e la equilibriamo tutti in una linea. Ognuno prende quello di cui il suo corpo ha bisogno, sopra questo chiariamo tutto il male che c’è in noi a livello umano, sviluppiamo tutta la nostra scienza, tutta la sapienza, la nostra mente, a livello superiore che sta nell’uomo, la scienza, la saggezza per realizzare la nostra vita, quella corporea e l’inclinazione del male, che si scopre ogni volta, ribaltarla nell’inclinazione del bene e all’amore, attraverso la scienza, la sapienza. Questo è lo scopo dell’uomo e c’è in questo un gran lavoro e non lo finiremo, ci pare che sia così semplice, che tutta la nostra vita ci è stata data per questo, che noi dedicheremo al riempimento del corpo qualche ora al giorno o anche meno e tutto il resto delle ore saranno per la correzione dell’inclinazione al male, per arrivare al bene e in questo scopriremo la completezza della natura.

OREN: E’ tutto per oggi. Grazie a voi che eravate con noi, venite a prossimi incontri, saremo qui, fino ad allora, statemi bene.

(Fine della conversazione)