Nuova Vita
Conversazione numero: 51
L’incremento dell’ego e la funzione di Israele
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 08/08/2012
Oren: Ciao a tutti e grazie di esservi uniti a noi per questa serie di lezioni con Rav Laitman e Nitzah. Con questa serie di lezioni noi cerchiamo di capire e d'imparare da Rav Laitman cos'è questa nuova vita che possiamo creare tra di noi, adesso, nello Stato di Israele, da tutte queste crisi che stiamo vivendo e che diventano sempre più serie. Come possiamo creare un nuovo futuro pieno di speranza? Rav Laitman, dopo queste lezioni abbiamo ricevuto tante domande e risposte, come puoi vedere ho tutte queste pagine con le risposte della gente che è molto curiosa riguardo ciò che hai detto, e l'argomento che forse è la radice della nostra conversazione di oggi è la direzione migliore da prendere. C’è la richiesta che tu ci spieghi, ci guidi, come cittadini d'Israele, verso un posto di autoesame, di autocritica perché nella società c'è la sensazione che abbiamo perso la strada. Siamo arrivati qua, abbiamo cominciato a costruire la società, abbiamo attraversato tutti questi processi ed ora vediamo che non siamo contenti di quello che sta succedendo. Quello che sente la gente, quello che sta pensando è come siamo arrivati a questo stato spiacevole, perché noi siamo arrivati in questo posto buono dove abbiamo insieme per creare uno Stato dal niente.
C’è una logica semplice che dice che se noi comprendiamo quello che ci è successo, da lì potremmo capire anche qual è la cosa più importante, cosa possiamo fare per andare avanti, per far sì che ogni cittadino del paese.... Per esempio io, io sono un padre che lavora, ho quattro bambini, anche mia moglie lavora in modo che noi possiamo vivere qui con un po' di speranza, con un minimo di sicurezza che le cose possano andare bene. Perciò, se tu puoi cominciare a guidarci nell'analisi di questi processi che abbiamo attraversato, noi potremmo avanzare da questo punto in poi.
Innanzitutto secondo me questo non è un problema specifico dello Stato d'Israele, ma di tutto il mondo. Questo rafforza la nostra ricerca che è molto importante, questo da un lato, dall'altro il processo che noi stiamo attraversando è un qualcosa che sta attraversando tutto il mondo anche se ad un passo diverso, in base al loro sviluppo, le mentalità delle nazioni e della gente, quindi questo sviluppo è detto “lo sviluppo dell'ego”.
Io ricordo che circa 35 anni fa, intorno al periodo della guerra, l'esercito era isterico, i soldati avevano deciso di mettere le loro cose personali nelle valigie e le avevano messe sui carri, chiudevano tutto a chiave, era così. Io lavoravo nell'esercito nel campo dell'elettronica e ricordo com'era spiacevole, non era una bella situazione qualunque scelta possibile venisse presa. Io ho visto com'era nell'esercito in tutti gli anni che ho lavorato lì, ho visto che c’era un’accettazione, questo veniva accettato, era diventata un'abitudine.
La stessa cosa è qua, noi non possiamo opporci o resistere perché si tratta della natura, noi non possiamo mantenere le stesse strutture di prima. Anche nella famiglia, nelle relazioni di coppia ci sono queste canzoni nostalgiche sulla vecchia Tel Aviv, su com'era tutto bello, tutto era favorevole, sono cose belle su cui non si può dire niente però il processo è il processo e lo sviluppo è lo sviluppo. Se guardiamo, vediamo che anche in Egitto, in Grecia, a Roma ed anche in Babilonia vengono trovati degli scritti in cui le persone si lamentavano che la nuova generazione non era come la vecchia generazione, i bambini non volevano ascoltare i loro genitori neppure 3/4 mila anni fa, succedeva così.
C'è sempre un processo che noi dobbiamo attraversare, non possiamo fermarlo, noi dobbiamo soltanto capire se quello che stiamo facendo è secondo la natura, se il nostro sviluppo avanza o no, se avanza non è opposto al nostro sviluppo naturale. Forse qui stiamo creando un certo “stop artificiale” e non permettiamo a noi stessi, ai nostri bambini, di crescere, per esempio chiudendoli in qualche kibbutz, non lasciandoli uscire, cosa che è successa in alcuni posti. Esaminando questo comprendiamo che lo sviluppo che attraversiamo adesso è uno sviluppo al contrario perché abbiamo esaurito questo sviluppo egoistico ed ora arriviamo all'ultimo crollo, e per questo motivo dobbiamo entrare in questa collaborazione, in questa relazione, non è necessariamente per sopravvivere, come la natura ci spinge a fare, ma è perché ora tutte le forme si sono rivelate.
Le forme rivelate nella società umana sono una distorsione dello sviluppo egoistico perché la gente comincia a mangiarsi e la competizione non è costruttiva, è distruttiva, non accresce niente in noi, non crea niente di buono, di nuovo, rispetto a quando la gente si sviluppava prendendosi cura dell'ambiente come avevamo visto prima nel nostro sviluppo, per esempio, del nostro capitalismo. Ricordo che guardavo al capitalismo della Russia, per noi era chiaro che in Russia alla fine tutto sarebbe crollato perché veniva soppressa la natura umana, non poteva svilupparsi. Avevano reso obbligatorio alle persone di inserirsi all'interno della società, di non avere un salario più alto, se qualcuno voleva qualcosa di nuovo non poteva perché così magari si distingueva dalla massa e così questo stop artificiale è quello che ha distrutto la nazione.
Guardavo l'Europa e l'America, il modo in cui l'Europa si è ripresa dopo la seconda guerra mondiale, dopo 15 anni non ci accorgeva neppure che lì ci fosse stata una distruzione totale, tutto era bello, pulito, ricostruito, e la stessa cosa anche in America e in Russia. Abbiamo visto che se iniziavamo un processo in cui veniva messa tutta la nostra forza, tipo i viaggi nello spazio, esso aveva successo, ma in realtà era come se ogni persona si fosse incattivita.
Quindi era chiaro che la competizione e lo sviluppo in base all'ego privato della persona è uno sviluppo buono che ha portato ad un accrescimento in ogni persona, ma questo fino ad un certo periodo in cui ha incominciato ad esserci una certa distorsione che ha portato non ad una competizione libera, ma ad una specie di limitazione personale, diciamo per esempio che creiamo un'associazione con tutte queste norme e poi andiamo contro un'altra associazione, commerciale od industriale, e cominciamo a giocare con questo. Gli americani
Hanno abbandonato l'oro, che ha valore, per sostituirlo con la carta che non ha nessun valore ogni tipo di cosa è così.
Quindi qui abbiamo sentito che quando l'ego cresce dà buoni risultati se è per il bene dello sviluppo, ma se non lo è, se è solo per il guadagno personale a qualsiasi costo, da quel momento in poi iniziano a crearsi delle crepe (?) e questo in sé non porta ad alcuno sviluppo. Ci sono tante ricerche su ciò che è successo. Venivano prodotte lampadine che potevano durare per 10.000 ore, poi si sono accorti che questo non portava ad un profitto, quindi hanno fatto in modo che durassero 1.000 ore e poi ancora meno. Questo non è progresso, l'ego non sta facendo avanzare il commercio o la vita personale, in nessun campo. Nel campo della medicina venivano prodotti medicinali che erano buoni e la gente ne era soddisfatta, poi hanno cominciato a produrre medicinali che non servivano, servivano solo a far sì che le persone le comperassero. Quindi, in ogni campo in cui abbiamo operato prima che il nostro ego ci spingesse alla competizione noi abbiamo ottenuto delle buone conquiste, poi queste sono tutte scomparse perché la competizione non era più pulita, non era per il bene della gente, del Paese e del mondo, ma solo per il guadagno personale e basta, al punto che se qualcuno ha un concorrente davanti a sé lui lo annienta, in qualsiasi modo, anche fisicamente, in maniera che sarà il solo e, se può farlo legalmente, produce qualsiasi cosa voglia e la vende perché non c'è altra scelta, e se la gente non vuole comperarla lui farà in modo di far passare qualche legge in modo che sia obbligata ad acquistarla.
Abbiamo visto che intorno agli anni sessanta in America ed un po' dopo in Europa, a causa degli effetti della guerra, il mercato è aumentato. In Europa i Paesi sono diversi l'uno dall'altro: Germania, Grecia ed Italia producevano e per vie di queste differenze il mercato era più variato, ma poi è arrivato un momento in cui l'ego ha cominciato a lavorare contro di noi. La competizione positiva, per il bene del cittadino e del Paese, si è fermata ed in sua sostituzione abbiamo cominciato a vedere protezionismo, leggi artificiali ed ogni tipo di cose che attualmente hanno causato un mucchio di problemi per far sì che noi avanzassimo.
E' il nostro ego che a tutti i livelli, in ogni campo, quello della società, dell'industria, dell'insegnamento, in tutto, ha cominciato a lavorare in maniera distorta. Ha attraversato, direi, una sorta di distorsione, di mutamento, di corruzione perché, anziché lavorare a favore dell’avanzamento, noi abbiamo cominciarlo ad usarlo per motivi artificiali, per avere successo a qualsiasi costo e basta, da una dozzina d'anni questo è quello che succede.
Quando avevo circa 30 anni, forse anche prima, ho abbandonato la scienza e sono venuto in Israel ed ora sento dai miei amici del passato quello che succede a loro – anch'essi hanno cominciato come ho fatto io ed ora sono scienziati -, mi hanno detto come ad un tratto tutto ha cominciato ad essere distorto, corrotto, non era importante per nessuno che tu avessi o meno una buona idea, tutto era in base alle leggi del protezionismo, del fatto se potevi ricevere soldi e forse dividerlo con gli altri in un modo che sarebbe bene per tutti, il favoritismo, insomma. Tutto lo scopo era ricevere onori, medaglie, un buon nome e niente altro. Hanno quindi tolto dall'ego umano ciò che lo avrebbe fatto avanzare in onore e conoscenza con il desiderio dell'uomo, che non esiste più, di controllare la natura. Ogni attività dell'uomo non ha più un ego sano, cioè quello che ci fa avanzare, che fa progredire l'ambiente, che può migliorarlo. Per esempio, hanno cominciato a rovinare la natura e non interessa a nessuno quello che sta succedendo, Prima questo non succedeva, prima l'uomo era interessato all'ambiente ed ora è diventato una mente chiusa, è come se non si potesse più controllarlo. Di questi tempi non si può avvicinare una persona e dirle di far bene le cose per tutti in virtù del bene superiore, vediamo quello che succede. Abbiamo la forza per gestire la crisi ecologica? No, tranne i giornalisti che denunciano quello che sta succedendo, lasciamoli scrivere, è il loro lavoro, ma è tutto lì, in realtà non interessa a nessuno.
L'ego ha subito un mutamento ed è diventato distruttivo, ed ora che parliamo dell'uso corretto dell'ego umano dobbiamo riportarci al riconoscimento del male. In che modo il nostro ego è maligno ed in che modo è buono? Perché a parte l'ego noi non abbiamo niente. Abbiamo il desiderio di avanzare? di fare qualcosa? di godere al massimo facendo uno sforzo minimo? Questo è vero per ogni cellula, per ogni pianta, ogni animale, pensano sempre in questo modo, se guardi un gatto, un lupo, una pianta, qualsiasi cosa tende sempre ad ottimizzare, a sprecare meno energia possibile ed a guadagnare il più possibile. Questa è la legge di vita in ogni misura di tempo, in ogni cosa, anche nell'inanimato che si trova sempre in una condizione di vita con la quale può tenersi insieme nella maniera più sicura.
Se noi, quindi, procediamo secondo questa natura dobbiamo vedere come poterlo fare oggi, al posto della distruzione che abbiamo causato attraverso il nostro ego, perché se continua a svilupparsi, dato che noi abbiamo cominciato ad utilizzarlo in questa forma mentale distorta, allora noi creeremo a noi stessi ogni tipo di problema. Noi non l'abbiamo visto subito, ma col tempo vediamo più chiaramente dove siamo arrivati e come possiamo in qualche modo tornare indietro per capire qual è l'uso corretto del nostro desiderio umano di riempirci, di avanzare. Se noi quindi facciamo questo calcolo, questo esame, questa critica, se lo studiamo, vediamo che se una persona usa il proprio ego in maniera personale, privata, molto presto si sentirà portato alla decisione di volersi sentire bene a spese degli altri, a qualsiasi costo. E' su questo che dobbiamo mettere l'accento, se vogliamo usare la Natura nella maniera corretta dobbiamo fare un calcolo, comprendendo che il beneficio personale della persona ed il beneficio della società sono sempre legati. Quindi noi capiamo che una persona, per avere un tale approccio verso l'ambiente, verso l'umanità, verso se stesso, verso tutto, deve essere educato, deve capire le cose, non può essere inconsapevole altrimenti non riuscirà a relazionarsi nella maniera giusta alle cose, non lo farà.
Vediamo che l'ego è arrivato ad un crisi generale, è una crisi multipla: nell'educazione, nella famiglia, nel commercio, nell'industria, in ogni campo perché questa è la nostra natura generale e quindi c'è una crisi in qualsiasi cosa che noi facciamo. Se noi non usiamo la natura umana nel modo giusto, noi dobbiamo catturare questo punto in cui l'approccio verso se stessi è uguale all'approccio verso la Natura e la società. Una persona deve capire che fa parte della società, parte integrale della società, e se lui ne esce pensando che può stare meglio del resto della società, questo sicuramente lo porterà verso la distruzione in tutto, se noi pensiamo di essere superiori agli altri allora entriamo in crisi e non avremo successo. Anche la natura e tutti i suoi livelli: inanimato, vegetale, animato, dobbiamo vederli integralmente, tutti questi livelli del nostro ambiente sono uguali. In altre parole, se noi ci prendiamo cura di tutti allo stesso modo perché capiamo che in un sistema tutto è legato insieme, tutto è integrale, se vogliamo che tutto il sistema sia in equilibrio, non è possibile allora che una parte sia più avvantaggiata di un'altra.
Ma per portare questo alla consapevolezza di ogni persona abbiamo bisogno di educazione, un sistema molto potente di educazione, abbiamo bisogno di avere un modo di pensare collettivo, di regole chiare, sapere dove mettere delle barriere allo sviluppo egoistico che è distruttivo e contorto. Dato che la natura umana sarà sempre in questo modo noi dobbiamo avere un'opinione comune, regole ed ogni tipo di limitazione, in modo di stabilizzare la persona in ogni momento, in modo che lui sappia costantemente che noi gli daremo un'educazione che gli permetterà di essere sempre insieme alla società, fino ad arrivare ad un punto in cui la società avrà una tale forza e consapevolezza, un'atmosfera tale nel suo campo di forza, che una persona non potrà lasciarla.
In una parte del nostro studio relativo alla “libera scelta” impariamo che una persona è il risultato della sua società, del suo ambiente, quindi se noi creiamo questo buon ambiente esso influenzerà tutti i suoi membri espandendosi anche al mondo intero, e gradualmente sia la società che coloro che sono educati al suo interno riceveranno questi limiti in modo naturale che porteranno a pensare solo al bene più grande. Noi faremo parte di questa società e quindi avremo quello che hanno tutti. Io credo che non usciremo da questa crisi che deriva dall'uso esagerato dell'ego dell'uomo fino a quando non stabiliremo questi limiti nella società, in modo che sia chiaro ad ogni persona come e fino a che punto sia desiderabile usare il suo ego e quando non lo sia, fino a che ogni cosa non sia a posto in ogni occupazione che ha.
Vediamo tutte queste forme alle quali ci opponiamo, a partire dalla forma della Natura che stiamo distruggendo totalmente, e vogliamo rendere tutto artificiale, non ci interessa il danno che stiamo facendo alla Terra, pensiamo che, di tutto questo sistema, la cosa più importante sia il nostro beneficio e non ci interessa quello che succederà da ora alle prossime generazioni, il nostro ego non ci permette di equilibrare le nostre vite nella maniera giusta. Cosa stiamo preparando per i nostri bambini, per i nostri nipoti? Non c'è niente che noi possiamo fare, guardiamo noi stessi e, anche se li amiamo, non ci interessa ciò che succederà, non vediamo il futuro e quanto il nostro ego blocchi la nostra vita, noi ne siamo consapevoli eppure non possiamo farci niente. Perché? Noi personalmente non possiamo fare niente. Se qualcuno ce lo chiede sappiamo che stiamo distruggendo la società, la natura, facciamo questo e quest'altro, usiamo prodotti che sappiamo essere dannosi per tutto, perché non riusciamo a fermarci? Perché non c'è un'opinione comune su questo e non abbiamo la sensazione di essere insieme a tutti gli altri. Noi apparteniamo al sistema umano e quello che viene accettato qui, che noi lo vogliamo o meno, lo accettiamo anche noi, anche le cose più dannose, noi le rispettiamo se sono quelle pensano tutti, noi siamo costruiti in questo modo. Quindi, fino a quando non instilliamo in questa vasta gamma di società umana la consapevolezza, la comprensione che è nostro compito equilibrare il nostro ego e non lasciarlo crescere più di quanto è già cresciuto, senza considerazione per il suo bene più grande: il prossimo, fino a quando noi non portiamo questa conoscenza ad un cerchio più ampio di umanità, fino ad allora non potremo avere successo.
Fino a quando una persona non avrà un buon desiderio o una buona intenzione non potrà comportarsi bene né fare del bene. Quello che sto dicendo è che in ogni situazione non c'è niente che possiamo fare tranne educare, per cominciare con questa educazione possiamo rivolgerci alle persone con spiegazioni brevi, simpatiche, sul guadagno e sul profitto che potrà avere se comincerà a connettersi, a considerare gli altri, a non vedersi distaccato dagli altri. Dobbiamo risvegliare nella gente la forza dell'unione, dell'Arvut, la responsabilità reciproca.
Oren: Cosa ha prodotto questo processo dello sviluppo della natura umana a partire dagli anni '60 che tu descrivi, cosa prevedi che possa accadere qua, nella società israeliana?
Quello che accade in tutto il mondo, in Europa? Tu parli di un processo che è globale. Devo aggiungere comunque che in Cina non è ancora arrivato, sta solo cominciando, come in Sud America.
Oren: Tu hai spiegato un processo in cui l'ego è diventato corrotto, è mutato, ed è qui che cominciano i nostri problemi.
Infatti, invece di avanzare verso una forma positiva di prosperità dell'uomo nella società, funziona solo a favore del profitto personale, anche a spese della distruzione dell'ambiente.
Oren: Se tu analizzi, questo processo in Israele è stato stabilito sei (? sessanta) anni fa. Quando è stato istituito lo Stato c'è stato un evento di unione, di connessione, e qui tu dici che noi dobbiamo risvegliare questa forza di Arvut, di garanzia reciproca.
Io credo che questa forza sia dentro di noi, dapprima, perché siamo persone sviluppate e tutte queste persone che sono arrivate in Israele dall'esilio erano capaci di costruire tutto quello che è stato costruito qui. Questa competizione negativa esisteva in Israele fin dalla nascita della Nazione, ed anche prima. Cosa credi? Tutte queste grandi aziende capitalistiche erano in questo modo fin dall'inizio, non per dare altri ma a se stessi, in competizione. Noi siamo persone sviluppate con un ego sviluppato, quindi non è successo come nel resto del mondo, né con lo stesso passo, né contemporaneamente. Credo che questo dipenda anche da quello che abbiamo subito durante la distruzione del Tempio. Da dove arriva? Dall'odio. Anche qui, quando qualcuno vuole avere profitto a qualsiasi costo, anche se l'altro ha ragione lui vuole distruggerlo. Questo è odio anziché amore, o almeno un sentimento neutro. E' lo stesso ego che lavora in noi in modo mutato.
Oren: Noi siamo una società in cui questi processi avvengono con dinamiche un po' diverse dalle altre nazioni.
E’ più veloce, più preminente.
Oren: Quali sono i motivi di questa brutta situazione? Come possiamo avanzare da qui? Tu fai un'analisi dello sviluppo del nostro ego, di un ego che avanza, che progredisce, che ci porta ad uno stato migliore per un bene più grande, fino al suo mutamento, dove conta solo il guadagno personale a spese degli altri. Sulla scala dello sviluppo, puoi analizzare il nostro stato attuale e dove stiamo andando?
Il problema è che anche se siamo persone sviluppate abbiamo una società molto speciale, da un lato siamo un popolo che alla sua base non è diviso in parti, ognuno sente di essere uguale agli altri. Ogni persona può andare dal primo ministro, dargli una pacca sulla spalla, fargli un complimento, e parlargli come tra di noi e questa è una cosa che non può succedere in un qualsiasi posto del mondo dove magari hanno timore, subordinazione, una sensazione di gerarchia. Quello che noi abbiamo qui non so esprimerlo. Ci sono diverse cose qui che tutte insieme stanno creando in noi, nella nostra nazione, l'abilità di arrivare al riconoscimento del male, in questo atteggiamento distorto che è successo a noi quando abbiamo preso esempio dal capitalismo e l'abbiamo inserito a qualsiasi costo. Certo noi non potevamo prevederlo prima, ma vedevamo questo buon risultato del capitalismo con il quale ogni persona che investiva con il suo ego arrivava ad un profitto ed anche alla prosperità del nazione intera, ma, ripeto, questo sviluppo egoistico aveva poi superato il punto in cui l’atteggiamento di una persona verso se stessa e verso la società era diventato quello di avere successo ad ogni costo, non era importante se era a spese della società. Questa era diventata l'impostazione e così noi abbiamo continuato fino ad ora, lo vediamo in maniera molto chiara nei nostri parlamentari, in ogni posto in cui produciamo le cose. Non ci interessa se è bene o se è male, noi pensiamo solo al guadagno personale, vediamo che questo è il modo che può portarci al guadagno ed alla prosperità, ma da ora in poi, quando noi cominciamo ad osservare, ci rendiamo conto che è una contraddizione.
Già negli anni '60 c'era il cosiddetto Club di Roma, loro hanno cominciato a parlare del mondo che stava entrando in una grande crisi e dicevano che non potevamo continuare ad avanzare in questo modo, non si poteva andare avanti così, bisognava fare qualcosa in ogni tipo di azienda ad esempio nella Fiat e nell'Olivetti, in Italia. Questo approccio si è sviluppato lì, gli scienziati delle industrie sentivano che era impossibile continuare in questo modo e questo era ed è chiaro anche a qualsiasi persona che ragioni. Se noi siamo in un sistema una persona non può svilupparsi a scapito degli altri, è come un cancro che sta mangiando gli altri e più tardi muore anche lui perché non ha più niente di cui nutrirsi. La vita andrà avanti solo grazie all'equilibrio e questo noi lo impariamo da qualsiasi forma di vita, dall'inanimato, dal vegetale e dall'animato, lo vediamo anche dal nostro corpo, la nostra salute dipende dall'armonia di tutte le sue parti. La stessa cosa è nella società umana, l'armonia al suo interno ci dà la misura della forza e del potere della società, la capacità di dare ad ogni persona una soddisfazione interiore, il riempimento sia emotivo che materiale, tutto dipende da quanto la società si prende cura e si preoccupa di ogni persona.
Alla base deve esserci questo approccio, ma per arrivare a questo abbiamo bisogno dell'educazione, dell'istruzione, dobbiamo preparare le persone e non l'abbiamo ancora fatto. Anche se la società è stata in questa distorsione negli ultimi 30/40 anni gradualmente abbiamo visto una discesa, sono state fatte tante ricerche, tante persone lo sanno, ma nonostante tutto noi non abbiamo fatto alcuna correzione nella nostra società, nemmeno per i nostri figli, non abbiamo rinnovato niente, neppure per noi stessi e di conseguenza siamo rimasti indietro. Abbiamo lasciato che il nostro ego corresse avanti in ogni forma non sana, distorta, e non abbiamo fatto alcuna correzione né per noi stessi né per la nuova generazione ed ora ci troviamo in uno stato in cui non sappiamo cosa fare con la crisi. Cos'è la crisi se non un approccio distorto, come un cancro che mangia il proprio ambiente e poi muore anch'esso assieme all'ambiente che lui ha ammazzato, ed oggi siamo arrivati ad uno stato in cui è come se non ci fosse via d'uscita, non vediamo in avanti e neppure indietro, non vediamo cosa fare, tutta l'umanità è in questa stessa situazione. Ad ogni persona ragionevole è chiaro che nello stato in cui siamo noi siamo stiamo mettendo in pericolo l 'esistenza della razza umana per mezzo di guerre atomiche, problemi ecologi, oppure la fame o chissà quale altro tipo di malattia che potrebbe diffondersi. In questo momento siamo così deboli che non siamo in grado di gestire alcun problema, l'unica cosa che sappiamo fare è gestire gli incendi, se abbiamo un incendio qua ed uno tsunami là possiamo anche gestirli, ma continuiamo sempre nella stessa direzione. Vediamo come gli Stati cerchino di spingere altri Stati ad entrare in conflitto, come ad esempio in Libia, Egitto, Siria, vediamo cosa è successo con la “Primavera araba”.
Osserviamo come tutto dipenda da questo ego che non agisce, non lavora se non in maniera distruttiva, questa non è una crisi, è un risultato naturale. Noi ne parliamo da almeno 10 anni, da prima del 2008, quando si è cominciata a sentire la crisi, e chi era interessato ad ascoltarci? Nessuno. Anche oggi, dopo tutti questi colpi, la gente non vuole comunque ascoltare, hanno gli occhi chiusi e l'ego che è dentro di loro, nella loro natura, non permette loro di capire che dobbiamo andare verso questa nuova strada dove il bene della società ed il bene del singolo sono legati insieme, altrimenti continueremo a creare dentro di noi questo cancro con il quale l'individuo mangia la collettività, la società, si tratta della medesima malattia, la sua crescita è distruttiva nel corpo umano così come nella società.
Noi non possiamo fare dei cambiamenti in meglio, nell'industria, nel commercio, nell'educazione, nel sistema sanitario, vediamo che la distruzione è attiva in tutti i sistemi. Stiamo buttando via così tanti soldi, ne stiamo investendo tanti ed è tutto inutile. Le scuole sono diventate qualcosa di cui non voglio dire la parola ed il sistema sanitario non opera per il bene delle persone, ma per avere soldi da loro, vendono prodotti che non sono necessari ed i medici fanno operazioni che servono soltanto per ricevere il più possibile dalle risorse finanziarie pubbliche.
Se noi non cominciamo con l'educazione delle persone non potremo fare alcuna correzione, continuerà così finché non si arriverà alle guerre, alla distruzione totale, alla fame, è certo, ad ogni tipo di colpo come già sentiamo anche adesso. Milioni di persone usciranno nelle strade a protestare con il fine di distruggere lo Stato, il governo, ognuno nel proprio Paese. Solo l'educazione.... Come approcciarci a questo? Dobbiamo capire.
Anche qui noi dobbiamo comprendere, come persone sviluppate, come nazione, una piccola nazione in confronto agli altri paesi, noi viviamo in un posto molto più sensibile a tutti questi cambiamenti. Prima di tutto gli altri paesi non hanno i vicini che abbiamo noi, né il problema della sicurezza che abbiamo noi, né la dipendenza dalle altre nazioni. Nei confini di questo Paese non c'è niente che ci permetta l'esistenza in maniera libera ed indipendente. Siamo molto dipendenti dagli altri ed è qui, soprattutto in uno stato di crisi, che noi dobbiamo capire che nessuno correrà ad aiutarci, anzi, accadrà l'opposto, verranno per distruggerci. Secondo la natura di ogni nazione nei confronti della gente d'Israel, ed anche inconsciamente, loro chiedono da noi una soluzione per questa situazione, altrimenti, come sempre, ci daranno la colpa per ogni cosa, anche la più piccola. I nostri vicini ci accusano “loro hanno ucciso” ed a tutti appare chiaro che l'abbiamo fatto noi, gli israeliani. Non lo fanno apposta, esiste nella loro natura, loro non hanno la capacità di pianificare sofismi di alcun tipo, sentono questo in maniera naturale. Se qualcuno chiederà loro il perché, lo guarderanno negli occhi come bambini e diranno “certo, è così”, e lui può dare loro molte spiegazioni “com’è possibile?”, “io non voglio queste cose”, ecc., ma non potrà convincerli.
E' insito nell'anima, nella consapevolezza interna di ogni persona delle nazioni del mondo che Israele ha la colpa per ogni male del mondo ed inoltre noi esistiamo in uno stato molto pericoloso perché quelli che fino ad oggi sono stati i nostri sostenitori ora sono pronti a lasciarci, prima di tutto perché anche loro stanno crollando ed in secondo luogo perché nel loro sviluppo questo è il momento di prendere la decisione che è “basta”, poi ci lasceranno e ci distruggeranno. Come abbiamo visto nelle proteste qui in Israel, tutto era opera dei governi stranieri che vengono considerati nostri sostenitori.
Dobbiamo quindi capire che non dobbiamo aspettare nessuno, ma che è necessario portare alla nazione d'Israele il metodo della correzione che è, prima di tutto, il metodo dell'approccio circolare. Nel momento in cui cominceremo a fare questo ci accorgeremo che è totalmente adatto e giusto, perché in ogni cuore esiste una preparazione naturale a questo che non si trova nelle altre nazioni del mondo, ma nel cuore ebraico c'è. C'è la preparazione ad essere insieme, ad essere uniti, uguali, insieme a questo grande ego, quindi l'unica cosa di cui abbiamo bisogno è sapere come approcciarci. Ma noi vedremo una buona accettazione, un benvenuto a questa cosa. Sarà accolta.
Oren: E' molto bello. Nitzah, vuoi chiedere qualcosa? Noi abbiamo quasi concluso.
Nitzah: In realtà la spiegazione che hai dato è molto affascinante. E' così facile capire cosa ci è successo e come siamo arrivati ad un punto in cui è come se fossimo in uno stato di malattia.
Forse possiamo avere dai nostri amici economisti delle puntualizzazioni su quando l'umanità è passata da una evoluzione sana, costruttiva, a quella distruttiva. Io ho una mancanza di linguaggio qui, quando è stato il momento in cui l'ego ha smesso di svilupparsi e quando è cominciata la distruzione? In ogni Paese, in ogni società è successo in maniera diversa.
Nitzah: Allora, per chiudere questa lezione in maniera positiva, diciamo che quando una persona capisce che è malata questa è comunque una buona fase perché sa che deve curarsi, prima non sapeva neppure che avrebbe dovuto attraversare il processo di cura.
Dobbiamo quindi far entrare il medico. Ok, siamo arrivati alla fine della lezione. Grazie a tutti.
Oren: Unitevi a noi nella prossima lezione dove tratteremo “la medicina” e come guarire la società umana. Grazie ed arrivederci
(Fine della conversazione)