Nuova Vita 18 - Costruire e sviluppare il corso

Nuova Vita 18 - Costruire e sviluppare il corso

Episode 18|26 gen 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 18

Costruire e sviluppare il corso

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 26/1/2012

MOSHE: Salve Rav Laitman, salve Limor, continuiamo la serie di conversazioni che hanno come tema il corso, nelle ultime lezioni abbiamo descritto la struttura di un gruppo di 15 persone che ora si trovano insieme e possono diffondere questo metodo, arrivare al resto del mondo, influenzare e cambiare tutti. Abbiamo parlato anche di due corsi: il primo corso insegna il nostro metodo e ci fa comprendere che dobbiamo trasmetterlo agli altri, così abbiamo deciso di tenere anche un corso per istruttori. Abbiamo parlato anche dell’inclusione delle famiglie, questo è l’argomento da cui dobbiamo partire nella prima settimana, dobbiamo concentrarci su come farlo, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione.

LIMOR: Abbiamo descritto i primi passi emozionali: la prima fase è dare la sensazione d’importanza del corso stesso rispetto alla vita dell’uomo e non è semplice, ma anche l’importanza dell’uomo, come persona che è arrivata a studiare una cosa importante, che gli abbiamo aperto gli occhi , con un cambiamento di percezione , una trasformazione della sua capacità di comprensione e possiamo farlo in modo che, poco alla volta, arrivi all’accordo con la natura, completamente opposta a quello che l’uomo è oggi. Lei ha detto anche come possiamo organizzare questo lavoro dell’uomo, nella prima o seconda settimana, come una persona può organizzarsi a casa sua con meno mezzi a disposizione, se capiamo correttamente, in questo modo avremo una sensazione di vacanza, di libertà, sembra che oggi siamo in schiavitù e, se capiamo correttamente, riceviamo sicurezza da questa sensazione di libertà che aumenterà sempre più di quella a livello fisico. Dopo abbiamo discusso della possibilità dell’uomo di essere influenzato dall’ambiente, dal gruppo, dagli istruttori, dal vedere gli istruttori, portarli quando più possibile a capire che l’ambiente influenza la persona, allora la domanda è: come pensa che dobbiamo realizzare questo? Come possiamo farlo? Con una serie di workshop? Di che materiale abbiamo bisogno? C’è una relazione tra la prima parte e la seconda dal punto di vista emozionale? Come istruttori cosa sentiamo in questo processo?

L’uomo è formato da mente e sensazioni, per questo dobbiamo unirci, essere sempre insieme, dobbiamo mostrare loro tutto ciò che accade nel mondo: i numeri, i grafici, con immagini o film corti, può essere.

LIMOR: Casi del mondo, idee delle persone?

Sì, registriamo su piccoli dischi poi aggiungiamo ogni volta più dettagli, uno ha detto questo, un altro ha detto quest’altro, mostriamo loro videoclip sulla situazione in Africa, in Europa, il freddo, il caldo, l’ecologia ed altri tipi di cose, noi mostriamo loro un’immagine generale del mondo oggi, non una cosa qualsiasi, li possiamo portare ad uno stato buono o cattivo, dobbiamo mostrare loro una cosa equilibrata, immagini in accordo alla situazione odierna.

LIMOR: Che siamo in uno stato che ci obbliga alla correzione?

No, noi desideriamo lasciarli in piedi con quello che hanno, coi piedi in terra, calmi ed equilibrati. Non dobbiamo mostrare cose deprimenti, mostriamo loro qualcosa che possa farli avanzare, non vogliamo rovinargli la speranza di vita, lo stato in cui siamo, che ci fa dire che la crisi è finita nello stato precedente, rappresenta un mondo nuovo, una nuova fase e non abbiamo pene qui, perché soffrire se sappiamo cosa fare? Cominciamo un’ascesa molto bella, comprensibile, piena di speranze , dobbiamo far sentire che questo processo non dipende da cosa si è fatto nella vita : professione, studi, università non sono importanti, a casa si studia sempre sotto l’influenza dell’ambiente, si studia qualcosa di casuale, personale, che oggi è certo e domani no, qui invece diamo loro una vera scienza , devono capire che questo è il principio della vita , perché può migliorare la vita, ognuno è obbligato a capirlo, perché la natura lo esige , deve comportarsi in questo modo nell’essenza. Non si può valutare perché questo rappresenta un valore molto grande nella sua vita, perché riguarda tutte le scienze, tutte le filosofie, l’economia, tutto quello che c’è d’importante nel mondo, questa invero è la base di tutto, tutto il mondo si comporta in accordo a quello che noi raccontiamo, a quello che lui studia, poco alla volta verso il futuro. Per questo non ci sono limiti a quello che l’uomo può capire, loro devono riempirsi con l’idea di essere speciali, all’improvviso hanno ricevuto questo regalo, dobbiamo spiegare che questo è il primo corso in cui ricevono strumenti, mezzi, esercizi talmente potenti che con essi tutta l’umanità si libererà dall’oppressione e per questo l’uomo, che è il risultato della creazione, capisce tutta la creazione, sa come gestire la sua vita e si trova al livello dell’uomo. In questo corso, mostriamo l’importanza di tutto ciò che insegniamo per arrivare alla felicità, ognuno deve arrivare alla gioia, alla felicità, deve sapere che entrando qui finiscono tutti i suoi problemi personali e sa anche come il mondo risolverà i suoi problemi, noi gli apriamo gli occhi e il cuore, deve sentirsi come se avesse trovato un gran tesoro.

LIMOR: Sembra una cosa grandiosa!

In verità è così!

LIMOR: Dipende da quanto noi...

No, no, no noi non promettiamo così, noi spieghiamo prima qual è lo stato del mondo e che non avremo un’altra scelta per tanti anni, è la base, lo stato dell’uomo si sta deteriorando e noi spieghiamo che questo deterioramento è necessario per cominciare ad elevarci, per questo abbiamo utilizzato sempre salite e discese, tutti gli stati, abbiamo visto questi strumenti egoistici, l’influenza su qualcuno, prendere qualcuno e cominciare a lottare contro lui, fare qualcosa, abbiamo utilizzato sempre l’ego in tutti i modi, in piccole o grandi guerre e distruzioni, ma qui arriviamo ad un luogo nuovo, un nuovo mondo, un nuovo paradigma della vita in cui dobbiamo cambiare tutti i mezzi, per questo non abbiamo altra scelta dobbiamo imparare tante cose nuove.

LIMOR: Da tutta la storia, tutta l’economia, tutta la psicologia della società umana, da tutto ciò che studiamo possiamo prendere esempi ma non dobbiamo considerarli mezzi per avanzare.

Qui entriamo in un altro punto di vista, per questo non importa chi siano gli allievi, sono tutti come bambini che studiano per conoscere il nuovo mondo nel quale entrano oggi, come un bambino piccolo che nel suo mondo precedente non si trovava bene, per questo loro hanno punti speciali che in loro non sono né grandi né piccoli ma è il contrario, loro vogliono prima entrare in questo corso speciale e non importa quello che avevano in precedenza anche se è meno di adesso, cioè tutti cominciano da zero come se facessero re-start, come se cancellassero tutto quello che avevano prima e cominciassero da capo, se tutto il gruppo accetta questa condizione sarà omogeneo, composto da persone unite che possono continuare insieme.

LIMOR: Come possiamo in parallelo ...?

Questa è la prima parte , il primo messaggio che passiamo loro, la prima classe, la prima conversazione, se cominciamo ad allargarci, abbiamo tanto di cui parlare, per seconda cosa dobbiamo passargli qualche regola: questa è una nuova nascita e sono tutti bambini che imparano ad entrare nel nuovo mondo , questo possiamo farlo solo attraverso il gruppo, siamo come una nuova umanità che impara cosa deve fare, come bambini che fanno un nuovo mondo, quando i genitori se ne vanno ricevono questo mondo e devono crescere in questo.

LIMOR: Per cambiare il paradigma dell’individualismo.

No, non dobbiamo mostrare questo, invece noi parliamo dell’unione, di questa nuova cosa che possiamo vedere, che la natura esige dal mondo in crisi perché avanziamo in modo individuale, egoistico, perfezionista, mentre adesso dobbiamo entrare in un nuovo mondo in cui tutte le forze sono forze di gruppo, come un uomo con un solo cuore, come una sola famiglia, come amici, da questo dipende il nostro successo, perché così siamo in equilibrio con la natura. Solamente in questo modo possiamo ampliare questo tema, abbiamo tanti materiali, con il supporto degli scienziati, con tutti gli esempi di quello che succede nel mondo se ci comportiamo in questo modo. Qui dobbiamo aggiungere opportunità poco alla volta, in incontri successivi dobbiamo parlare della struttura del gruppo, della necessità di unirci in modo reciproco, del comportamento: abbiamo nuove regole nel gruppo, cantiamo o studiamo in un cerchio, studiamo in discussioni, ci esercitiamo molto, ci troviamo a fare molti esercizi.

LIMOR: Questo è il secondo tema del primo giorno?

No, io non parlo di giorni, può essere che il primo tema ci metta qualche giorno e anche il secondo qualche giorno ma possiamo dare un po’ di ogni cosa.

LIMOR: Ogni giorno mostrare loro cosa faremo nel corso.

MOSHE: Dipende da quante ore al giorno dura il corso, questo sarà dalle nove di mattina fino alle sette di sera.

Così abbiamo mezza giornata per la prima parte, mezza giornata per la seconda parte, senza affrettarci.

LIMOR: Se ancora non si lavora nel gruppo ma cominciano a capire quali sono le regole secondo le quali lavoreremo nel corso, qui avranno pasti insieme e saranno un cerchio già dal primo giorno, allora avremo già una discussione come una tavola rotonda, tutto quello che abbiamo anche nell’educazione dei bambini.

MOSHE: Se ci fermiamo su questo punto io vorrei chiedere...

E’ solo una prefazione, ci sono molti altri punti, questa è solo una prefazione al nostro corso, adesso devi raccontare loro qual è lo scopo di questo corso, diciamo lo scopo, la meta di questo corso, il suo scopo e come possiamo raggiungere questo scopo, perché lo scopo è una consapevolezza nuova, una comprensione nuova, volevo dire qualcos’altro però.

MOSHE: Noi diciamo qual è lo scopo e come lo raggiungiamo.

Non importa, parliamo loro dello scopo del corso e la formazione del corso, cosa studieremo durante queste settimane o mesi dipende, dobbiamo dire che noi desideriamo rapportarci con le famiglie, usciremo fuori per picnic o escursioni o altri posti, diremo che gli apriamo gli occhi sul nuovo mondo che prima difficilmente capivano qualcosa al di fuori del lavoro e della loro casa, faremo anche gite , certamente inviteremo gente da fuori che li accompagnerà in modo permanente, istruttori, insegnanti, che abbiano in breve un’immagine di quello che succede, la struttura generale di questo corso con compiti, domande, prove sì o no, discussioni, indagini, pause, diamo loro questa prima conoscenza nel corso. Poi domande e risposte, discussioni che li aiuteranno a capire cosa desideriamo raccontargli, passargli, siamo arrivati al terzo punto no? Così dobbiamo lavorare uno, due, tre, questo è tutto il tema. Nel frattempo ci sono certe cose che non conviene fare , anche se sono generali, possiamo dire che nel weekend, il venerdì, facciamo mezza giornata di riassunto di tutta la settimana, allora approfondiamo, discutiamo e riassumiamo quello che abbiamo fatto, cosa si è compreso, quello che abbiamo registrato, loro capiscono la quantità di conoscenza e le sensazioni che hanno avuto, come questo influenza l, le famiglie, certamente dopo una settimana facciamo un feedback , ma avere un riassunto generale, compreso da tutti, significa insegnare loro come comportarsi nella vita e in tutto.

LIMOR: Ogni settimana sarà come un capitolo, cinque capitoli, possiamo suddividere il corso in tal modo?

E’ molto importante perché come passare questo ai membri della famiglia e anche tutta la famiglia e i bambini non so.

MOSHE: Faremo questo con la moglie e il marito, può essere con i bambini?

Può essere che avremo educazione per i bambini in una lezione, possiamo avere tutti i tipi di programmi per questo. I bambini sono organizzati in questo ma penso che se loro ricevono un’educazione nuova dagli adulti, possiamo far passare questo sistema educativo.

LIMOR: Questa è anche l’educazione dei bambini no?

Sì l’educazione dei bambini che deve essere una professione.

MOSHE: Sì certamente, la gente si deve specializzare in questo, ora faremo un riassunto, abbiamo parlato di tre parti: la prima è una nascita nel nuovo mondo che tutti siamo uguali, nella seconda parte vediamo che possiamo entrare in questo mondo solo quando siamo un gruppo, siamo uniti, nella terza parte parliamo del corso, della sua struttura.

Certamente tutto viene preparato con presentazioni.

MOSHE: Ho una domanda riguardo alla prima parte: noi parliamo loro della vita, in relazione a quello che Lei dice, sembra una cosa mentale che loro devono impressionarsi di quello che noi raccontiamo sul mondo, di come educare il mondo, a me sembra che manchi qualcosa che tocca il cuore, che colpisce, che ci siano interazioni con l’ambiente, ad esempio la sensazione che sono arrivati nel posto giusto, qualcosa che gli riscalda il cuore.

Non penso che questo gli manchi, dipende dal modo in cui si spiega, da quali scienziati, da quali persone spiegheranno loro, può essere che, oltre a quello che abbiamo spiegato, i videoclip, le immagini del mondo su tutto ciò che accade siano parte delle impressioni della persona, perché lo sente in qualche modo, noi li portiamo a questo con le immagini del mondo, certamente si impressionano, chi non lo sarebbe?

MOSHE: Può essere che siano persone meno razionali che studiano usando meno il cervello.

No, non sono persone cervellotiche perché si possono anche emozionare non come se si guardassero i numeri.

LIMOR: L’uomo è molto influenzato dalle relazioni nel gruppo, ancora non abbiamo un gruppo, abbiamo parlato delle prime lezioni ma...

Dal terzo giorno possiamo cominciare a formare il gruppo, a parlare del gruppo, adesso cominceremo a parlare di quello che abbiamo passato, abbiamo avuto due giorni e mezzo, vedremo come ognuno rimane impressionato da questo, allora nel cerchio ognuno comincia a dire qualcosa.

LIMOR: Bene, ora mi piacerebbe chiedere di questo lavoro psicologico con i gruppi, con questo io lavoro anche nella vita e tante volte ci sono domande dal principio, su quali sono le idee della gente, su quello di cui desidero parlare. E’ giusto qui fare certe domande o dobbiamo arrivarci poco alla volta?

Non lo so, non devono sentire pressione, che noi desideriamo usarli in modo che lavorino dal principio, perché noi scegliamo il gruppo, noi li connettiamo e corrispondentemente dobbiamo vedere cosa succede, perché può darsi che ci sia un gruppo di persone ancora non unite, prima lavoravano dodici ore al giorno davanti al computer, ora qui si trovano fuori, disoccupati e non sono neanche abituati a parlare con qualcuno, ma comunicano solo attraverso lo schermo.

LIMOR: Oggi la gente non è abituata a parlare.

MOSHE: C’è una differenza molto grande tra le persone che hanno una formazione psicologica e la gente comune.

Il gruppo oggi è un problema, i gruppi virtuali sono diversi però in un gruppo fisico l’uomo non è. dobbiamo capirlo.

MOSHE: Ho una domanda che riguarda questo punto, devo fare un esempio: abbiamo fatto una conversazione di mezz’ora dove abbiamo spiegato che siamo arrivati ad un punto nuovo che siamo come dei bambini, adesso quando arriviamo a fare esercizi, come possono questi esercizi entrare nel loro cuore? Perché noi prima abbiamo fatto una promessa.

No, no, no

MOSHE: Per questo io chiedo.

Noi parliamo con loro non in questo modo, ma con orgoglio per quello che studiamo, per quello che devono raggiungere perché loro studiano con gioia, perché quanto più l’uomo è elevato se gli promettono qualcosa, più si unisce a loro, aumenta il suo egoismo in questo modo. Noi lo facciamo in questo modo è la natura.

LIMOR: Molte volte l’uomo ha paura di abbandonare i suoi principi.

No, noi non diciamo che devono abbandonare i loro principi, ma questo si fa attraverso le attività.

MOSHE: Attraverso l’uso del materiale facciamo una conversazione preliminare, può essere che siano intimoriti, come possiamo fare un’attività in modo tale che loro si sentano nel posto giusto, nel luogo dove le loro vite si possono organizzare?

Sono molto emozionali queste cose: nel nuovo stato in cui si trova il mondo, in cui si trova la società, come si possono suddividere equamente le risorse? Una la società che non è in equilibrio è una società che si trova in pericolo con tutte le proteste, con tutti i disoccupati, con tutte le disuguaglianze che ci sono nella società, quando possiamo essere sicuri che ci troviamo in un ambiente buono? Cosa significa garanzia mutua? Supporto reciproco. Se l’uomo è capace di vivere da solo al mondo, nel nostro mondo, in un paese capace di disconnettersi dal resto del mondo, allora per questo quanto possiamo imparare sull’unione, se abbiamo questo metodo che ci aiuta ad avanzare e a diffonderci?

MOSHE: Per questo tu insegni loro, poco alla volta, la necessità di unirsi e come realizzarlo, come il mondo è globale.

Non è così che si è fatto globale, il nostro sviluppo lo ha reso globale, ci ha portato in uno stato in cui tutti dipendiamo l’uno dall’altro e siamo connessi l’uno all’altro, non c’è scelta dobbiamo essere in relazione, in unione l’uno con l’altro, quando questa relazione sarà migliore noi avremo successo, anche nel gruppo , anche in qualsiasi luogo del mondo, come lo faremo non lo sappiamo ancora, per questo possiamo vedere che non abbiamo successo nella vita , nella famiglia, nella società e nel mondo, non solamente che non ci trattiamo bene l’un l’altro ma anche nell’economia, in tutto, non siamo capaci di arrivare ad una spiegazione , ad essere d’accordo , per questo noi sviluppiamo il mondo e non sappiamo cosa fare, tutto ciò perché non abbiamo un’educazione all’unione. Oggi ci sono persone in questi Forum dove ognuno parla per se stesso, non so perché si riuniscano, ognuno ha davanti un muro e parla al muro, così è un Forum.

LIMOR: Possiamo portare uno spezzone di questi incontri!

Sì, ci sono tante, tante cose in questo corso non solamente che uno dice qualcosa di diverso, nessuno ascolta l’altro, perché non ne è capace, non è che sia una condizione speciale, tutta la gente è così, come possiamo noi arrivare ad uno stato che è importante per me ascoltare questo, non desidero azzittire i miei bambini, voglio dire quello che desidero dire, ascoltalo e dillo. Il problema generale dell’uomo è che se non impariamo come cambiare la nostra base egoistica e connetterci agli altri almeno un po’, perché quello che hanno loro è importante, non si saprà cosa fare né col mondo...

LIMOR: Come possiamo unirci l’uno con l’altro quando non siamo dentro al gruppo?

No, noi nel frattempo omettiamo certe domande, questo per tutto il corso, questo metodo, lo scopo e come arrivare ad una discussione nello stato in cui sono capace di unirmi con l’altro e cosa significa unirmi, non soltanto ascoltarlo anche questa è una grande cosa, ma dopo che lo sento, insieme possiamo trovare punti mutui ed unire questi punti mutui quanto più possibile, così formiamo tra noi un luogo mutuo.

LIMOR: Che è di più di ogni individuo?

Nei pensieri, nelle tendenze, ma tra noi c’è una cosa mutua che appartiene a te e a me, tra noi.

LIMOR: Sono cose psicologiche come tra la madre e il bambino, c’è una cosa mutua tra di loro.

Come portare quella cosa che possa essere al di sopra di loro due?

LIMOR: Allora desidero chiedere qualcosa, prima di tutto voglio precisare qualcosa: dopo la prima settimana, dopo aver specificato tutti gli scopi, noi vogliamo sempre cambiare il paradigma?

Sì.

LIMOR: Cioè, se loro arrivano con tutte le loro azioni, noi desideriamo che loro pensino in un modo diverso, che comincino a muoversi nel luogo in cui si incontrano e pensano ora, che se c’è uno scopo, questo concordi con quello che capivano prima, perché l’uomo interpreta le cose che ascolta, secondo la psicologia moderna sulla ricerca delle sensazioni anche l’ego è riempito da questo , poi secondo concezioni più moderne, ognuno capisce una cosa diversa e noi abbiamo raccontato quello che vediamo, può essere che questo ci possa aiutare in futuro? Può essere che questa approssimazione sia una cosa buona per noi?

Non ho nessun punto di vista al di fuori della tendenza all’unione.

LIMOR: Però per arrivare a questa unione dobbiamo lasciare l’egoismo in certa maniera, e all’improvviso abbiamo questo lavoro interno che io pensavo di non essere l’unico non così positivo in questa tendenza.

Noi abbiamo qui degli istruttori che con attività , discussioni cominciano ad unire le persone, ognuno che si mette nei panni degli altri, si uniscono gli uni con gli altri e insieme cambiano le loro opinioni diciamo io e te ci siamo capiti, ci comprendiamo l’un l’altro allora tu agisci come farei io con tre o quattro persone davanti, noi dobbiamo sempre prendere il nostro punto di origine, che il nostro ego ci causa sempre conflitti e come possiamo far crollare questa distanza e formare una cosa mutua? Abbiamo un gruppo di dieci persone davanti a dieci o di cinque davanti a cinque, abbiamo parlato, abbiamo detto, adesso rompiamo questa formazione e prendiamo due di qua e due li là, che ognuno senta quanto è difficile passare ad un’altra opinione e questo cambia molto il punto di vista della sua vita, fino a che sente che deve uscire da se stesso ed unirsi con gli altri in modo tale che non senta questo sono io e questi sono loro. E’ un lavoro molto difficile, è una crisi interna che il mio ego è disposto a stare qui e a stare là a mescolarsi tra i due, quando sono in una certa situazione riguardo a loro, non è facile per l’uomo.

LIMOR: Noi insegniamo a farlo e loro sentiranno questa frammentazione, questo cambiamento.

Difficile! E’ difficile questo!

LIMOR: Allora noi come istruttori possiamo captare questo? Io come psicologa posso interpretare questo?

No, no, no noi studiamo queste cose, parliamo apertamente di questo, noi desideriamo che loro sentano questo e capiscano e parlino, anche se è difficile, anche se è sgradevole.

MOSHE: Che ognuno abbia piacere di fare questi cambiamenti, è la fase in cui si uniscono al gruppo?

Sì,

LIMOR: Possiamo prendere tempo, il terzo o quarto giorno.

Sì, cominciamo così il terzo o quarto giorno, cominciamo a dire che loro cambieranno le loro opinioni ma non più di questo.

MOSHE: Riguardo a quello che abbiamo detto sulle attività dell’importanza dell’ambiente, diciamo che abbiamo cinque persone di noi che sono tra loro.

E questo è un certo lavoro, ma può essere di no.

MOSHE: Cominciamo a capire che noi come istruttori, psicologi, persone che tengono il corso, siamo come spie per creare l’importanza di tutto questo. A quale età entrano gli allievi? In modo che cominciamo aumentare l’importanza dell’ambiente, come possiamo mostrare quanto questo sia importante? A me sembra che dobbiamo insegnare più ogni altra cosa a sentire il gruppo.

Dipende da quale gruppo, non so, non ho abbastanza esperienza per dirti. dipende dalla preparazione del gruppo, da quanto loro prima conoscevano lo stato esistente, io a volte partecipo a discussioni dove sento che al pubblico si può raccontare qualcosa, a volte sento che devo parlare come uno scienziato, a volte devo parlare con il cuore.

MOSHE: Ma questa è una fase nello sviluppo del gruppo in cui io aumento l’importanza dell’ambiente, a volte questo è importante, insegniamo questo.

E’ come giocare uno con l’altro no? Ognuno con l’altro, ognuno con se stesso.

MOSHE: Cosa significa ognuno con se stesso?

Che l’uomo esca da se stesso e veda che interpreta tutti i tipi di ruolo, noi giochiamo sempre, non ce ne accorgiamo ma giochiamo sempre con qualcosa. Ho visto questo nella mia infanzia quando un adulto, un nonno, un uomo forte e intelligente dice io in verità giocavo, fingevo.

LIMOR: Però noi portiamo questa approssimazione, portiamo qui una nozione di questo ed è molto positivo, come nell’educazione dei bambini! Questo ti arricchisce anche. Come lo insegniamo?

Diciamo così: tu e io scriviamo le nostre opinioni riguardo a qualcosa, adesso tu parli delle tue opinioni e io sono contrario, dopo ci scambiamo, ti diverti con questo e poi al contrario io rafforzo le tue opinioni e tu devi rafforzare le mie, perché se tu prima eri a favore di qualcosa e io contro, invece adesso più di prima posso trovare qualcosa di buono nelle tue idee.

LIMOR: Quando raccontiamo una storia, abbiamo dei ruoli, possiamo sviluppare il punto di vista dell’eroe, oppure di chi ha aiutato questa persona, possiamo vedere per esempio la seconda famiglia, come è scappato, in verità per questa osservazione abbiamo bisogno di una flessibilità emozionale.

MOSHE: Sì, può essere che questo sia molto buono, in questa serra, in questo luogo dove siamo arrivati non sempre necessariamente la sensazione che la persona prova da dentro è la stessa di quella che prova al di fuori, a volte non è così positiva, a volte si è costretti a mostrare qualcosa di diverso.

L’attore entra nel suo ruolo ma nel momento in cui recita non guadagna soldi.

MOSHE: Ma non è un attore, stiamo parlando solo del corso, a che punto arriveremo? Io sento che non sono il mio io autentico.

Di che autentico parli? Io faccio questo gioco di proposito, perché qui posso recitare e identificarmi poco alla volta con quello che interpreto, però non devo raccontare loro che giocano con la vita, ma che attraverso questa definizione possono arrivare a scoprire se stessi.

LIMOR: Che loro recitano e capiscono se stessi, rappresentando tutti i tipi di personaggi.

Giustamente l’uomo per se stesso, nessuno di noi ha un carattere definito, anche se lui pensa che ha qualcosa di personale, non ha nulla, ci rivestiamo sempre di qualcosa ci mettiamo in una bolla, in un pupazzo, in qualcosa sempre, in sé non siamo nulla.

MOSHE: Sento questo in molti casi della vita: sono come mio padre, come il mio maestro, una volta pensavo che il mio corpo era quello che sentivo tutto il tempo, no?

Molto bene, molto bene, se credi che la persona che nasce abbia qualcosa di suo, lo vedi come una scimmia.

LIMOR: Porti le tendenze, i desideri, c’è un’interazione, non è così?

Certo ma questo si riveste, tutta questa forma si riveste in quello che viene dalla natura.

MOSHE: Ma quanto è importante che nel corso utilizzino questo metodo di giocare uno con l’altro?

Aumentare l’importanza dell’ambiente, con questo si capiranno sempre più, si potranno unire, giocare uno con l’altro in questa fase, l’importante è capire l’altro, capire che qui io posso agire in un modo, lui in un altro, dipende molto dal modo in cui si è fatti, non è qualcosa di fondamentale, possiamo cambiare queste modalità e trasformarci.

MOSHE: Può essere che io agisco in un modo e mi mostrano in che modo sono nel gruppo, come possiamo essere a questo livello?

Non parliamo loro dei gradi, parliamo con loro.

LIMOR: Questo punto compare anche nella prima conversazione.

Tu puoi dire che nella nostra prossima fase saremo più uniti, quindi saliremo al prossimo gradino quando ognuno può prendere qualcosa dell’altro ed avvicinarsi a lui, unirsi con lui. Nessuno può annullare se stesso se non si trasforma perché, alla fine di tutto, ognuno prenderà dentro di sé la forma del gruppo.

LIMOR: Lo calmerà sapere che noi non annulliamo la sua personalità ma lo aggiungiamo al gruppo.

MOSHE: Stiamo nel gruppo, capiamo che qui, con questo atto, io devo immedesimarmi con ognuno degli amici, capirli.

Comprenderli, è attraverso il fatto che li comprendo e mi includo in loro, ognuno con gli altri, con questo formiamo il gruppo, perché il gruppo non è un insieme di persone ma quello che c’è tra noi, in mezzo a noi che creiamo questa unione.

LIMOR: Cioè lo spazio mutuo che c’è tra di noi, formato da tutti insieme, appartiene a tutti dopo che lo creiamo, prima di questo non esiste, è una specie di unione che non conoscono.

E’ un tipo di unione che non solo non conoscono ma da qui cominciano a sentire che questa unione al di fuori di loro appartiene a tutti, allora in questo sentono il prossimo gradino.

LIMOR: Allora è un processo simile ad una discussione, una sensazione dopo un’inclusione.

MOSHE: Riguardo agli istruttori, quanti istruttori ha questo gruppo e quanti sono coinvolti in questo processo o al contrario non possono partecipare?

Durante le attività ce ne devono essere uno o due in più.

LIMOR: Gli incontri a casa sono stati molto interessanti con uomini e donne, posso chiedere perché il gruppo deve essere così piccolo? Io penso che questo deve essere come una specie di involucro per il gruppo.

Non so, mi sembra che sia difficile lavorare con gruppi grandi di trenta. Possiamo dividerci, se noi parliamo della base dell’insegnamento, delle domande e risposte, possono essere trenta o cento, ma se parliamo delle attività da svolgere con tutti in un cerchio grande è molto difficile.

LIMOR: Quindici per cerchio, si mettono due cerchi da quindici, saranno due classi.

MOSHE: Abbiamo in un corso un gruppo di cento persone alla conferenza, possiamo dividerli in gruppi da quindici per le attività, dove ognuno avrà il suo istruttore, dopo si mischiano ancora questi cerchi si dividono tra loro, è interessante perché.

No, no, no qui dobbiamo rompere questo, non dal principio, prima dobbiamo prenderci cura dell’orgoglio all’inizio, ma in verità noi dobbiamo mostrargli che è una cosa generale di tutti.

MOSHE: Magari può essere che tu abbia ragione, non dal principio, volevo continuare con questa sensazione, voglio dire che il gruppo non è la gente che è con me, ma è la sensazione che abbiamo creato tra di noi, possiamo crearla dovunque.

LIMOR: Allora come definizione può essere che il corso deve essere formato da un gruppo piccolo con me e da un gruppo più grande.

Sì, può essere così.

LIMOR: Allora passo sempre da un piccolo gruppo ad uno grande, Lei cosa desidera dire riguardo al gruppo e al mondo?

MOSHE: Allora quindici e quindici, al corso sono trenta, un’altra domanda che vorrei fare: Lei ha avuto molte conversazioni interessanti con Oren Levi in cui si riferisce alla consapevolezza ed alla conoscenza, in che fase è corretto mostrare agli allievi queste conversazioni?

Io penso che queste conversazioni si devono dividere in piccole parti, raccontare qualcosa molto ampiamente, queste conversazioni devono prendere una settimana, devono parlare di questo, poi si dividono in clip e in tutti i tipi di domanda e risposte, ogni conversazione diventa come quindici conversazioni o più, non so, ogni conversazione si divide secondo quello che si pensa di fare.

MOSHE: Di per sé ci sono persone disposte a fare tutto, se ricorda bene la prima conversazione c’è stata una sensazione molto calda, con molto calore nel dialogo, tutto questo lo possiamo passare nella prima parte del corso che si riferisce all’insegnamento all’educazione.

LIMOR: Possiamo? Abbiamo qualche minuto, no? Riguardo alle pause.

Ogni momento è molto importante, desideriamo dare le pause per prendere caffè, andare in bagno, parlare tra di loro, chiamare a casa.

MOSHE: Tutto questo sì, ma dopo tutto l’uomo ha bisogno di qualche momento in silenzio, particolare.

Loro possono studiare altri materiali, possono stare seduti in certi luoghi sul terrazzo o sul prato, conversare di qualcosa, si devono conoscere l’uno con l’altro.

MOSHE: Ho un’altra domanda riguardo alle conversazioni con Oren, mi sembra che quando vediamo queste conversazione c’è uno sviluppo: una conversazione ci porta ad un’altra. L’ordine di queste conversazioni deve essere seguito o non è importante seguire l’ordine?

Non lo so, sono messe secondo un certo ordine ma a volte io dico cosa abbiamo detto, secondo la conversazione.

LIMOR: Hanno preso da lì certe parti, riguardo al processo di avere questi materiali a casa diciamo che non arrivano....

MOSHE: Bene, non abbiamo il tempo di riassumere, abbiamo parlato delle le prime tre fasi come formare il gruppo, come svolgere le attività, molte grazie dottor Laitman.

(Fine della conversazione)