Nuova Vita 92 - Dipendenza

Nuova Vita 92 - Dipendenza

Episode 92|28 ott 2012
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Nuova Vita

Conversazione numero: 92

La dipendenza

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 28/10/2012

OREN: Ciao a tutti, ciao Nitzah, grazie per esservi uniti a noi in questa serie di conversazioni con il Rav Laitman “NUOVA VITA”, vi invitiamo a considerare questa conversazione come parte di una serie di conversazioni sulla salute. Oggi abbiamo deciso di parlare di un argomento molto doloroso, la dipendenza. Per favore Nitzah, introduci pure l’argomento, grazie.

NITZAH: Certo, possiamo presentare gli amici che regolarmente partecipano con noi: abbiamo una donna, mamma di gemelli, che ha difficoltà a dormire, un uomo in sovrappeso, un ingegnere che ha dolori alla schiena, una donna che ha dolori alla pancia anche se le sue analisi non rilevano patologie, due amici che hanno inappetenza e due uomini che non hanno desiderio sessuale. Con loro oggi analizzeremo il tema della dipendenza. La dipendenza in qualche modo controlla ogni persona, non gli permette di vivere una vita normale e la influenza in tutti i suoi aspetti e manifestazioni: emotivi, fisici psichici, inoltre contagia l'ambiente famigliare e sociale frequentato dalla persona dipendente a volte anche in modo violento. La dipendenza può essere: chimica, per esempio quando si fa uso di droga o si bevono alcolici, comportamentale, shopping compulsivo, schiavitù dal gioco, dipendenza dallo sport, in generale dipendenza da qualsiasi cosa. Detto questo, noi vorremmo comprendere cos'è la dipendenza.

Esistono molti livelli di dipendenza. Innanzi tutto dobbiamo dire che tutti noi abbiamo una qualche dipendenza, perché la società ci influenza fin da piccoli, crea necessità di ogni genere dalle quali dipendiamo per essere felici e provare piacere, vari tipi di cibo, stili di vita, modi di pensare e di intrattenimento. Mentre divento grande la mia prima dipendenza è la mia famiglia con i suoi usi e costumi. Però questo non lo sento come una dipendenza, perché? Perché tutti noi la sentiamo, quindi ci sembra naturale. Vediamo inoltre quanto sia difficile, per alcuni di noi cresciuti in un ambiente poco piacevole o addirittura ostile, provare a uscirne fuori. Anche questa è una dipendenza. Anche il carattere o personalità con la quale nasciamo, che ci riesce difficile da gestire perché si ottiene o si modifica con l’abitudine, può in qualche modo chiamarsi dipendenza. Quindi sta di fatto che noi chiamiamo “dipendenza” soltanto certe cose, quello che la società chiama dipendenza, i comportamenti che fanno male a una persona, ma questa è solo una piccola parte. Quindi se noi vogliamo veramente migliorare una persona, dobbiamo capire in quale ambiente vive e come quella persona ne risulta influenzata. Sicuramente un fattore essenziale è il cambiamento delle sue abitudini in concomitanza di un ambiente diverso. Dicono che, se cambi il tuo ambiente, cambi la tua fortuna. Cosa vuol dire? che acquisisci nuovi comportamenti e li ottieni da un ambiente diverso: una nuova visione della vita, di te stesso ecc.... Tutto questo è l'influenza dell'ambiente. Mettiamola in questo modo: non esiste libertà per nessuno, siamo sempre sotto l'influenza dell'ambiente. Ma che cosa è questa influenza? L'ambiente ci obbliga a comportarci in un certo modo e l'abitudine ci obbliga ad accettare le influenze dall'ambiente, a rispondergli in un determinato modo, finché questo diventa una seconda natura ... forse anche terza, quarta natura... Ognuno cambia a seconda del suo ambiente e, con queste abitudini, ci i vendiamo agli altri.

Una persona è il risultato del suo ambiente. Quindi è molto importante, per noi, vederne la dipendenza, non importa di quale tipo, ma osservare l'ambiente come causa che influenza la persona. Infatti, se l'ambiente è forte, influenzerà la persona e la trasformerà completamente. Nuove abitudini diventano la sua nuova natura, e così nasce una nuova persona; questa è la giusta prospettiva. Tutti i cambiamenti, in una persona, dipendono da come organizziamo l’ambiente, e, soprattutto, dovremmo capire come fare tutta questa formazione, con attività di gruppo, che influenzano la persona, con un’educazione integrale, in modo che subirà una trasformazione.

Ogni persona, con una qualsiasi dipendenza, potrà essere aiutata con l’ambiente opposto a quello che ha generato la dipendenza, ambiente che dovrà compensare le sue mancanze. Possibilmente usando attività speciali, magari medicine, calmanti o rilassanti, per portarlo a nuovi interessi che saranno molto potenti, che lo riempiranno, magari con dei nuovi piaceri. In ogni caso saranno abitudini nuove, perché l'abitudine diventa una seconda natura, quindi il nostro approccio per gestire la dipendenza è gestire abitudini non volute.

NITZAH: Quindi possiamo dire che ognuno di noi, non importa chi, ha una sua specie di natura o predisposizione per la dipendenza.

Ognuno di noi ha le sue debolezze, che siano l'alcool, la droga, il sesso, il fumo, l’intrattenimento, il cibo o qualsiasi altra cosa. Dipende da come è stato allevato, dove vive ed a quale cultura appartiene. Noi dobbiamo considerare quali sono le predisposizioni di una persona. L'alcool per esempio: potresti dire che i russi sono naturalmente predisposti a diventare dipendenti dall'alcool, a differenza di altri paesi dove l'inclinazione verso la droga è più presente, o altre nazioni che hanno l'inclinazione verso l'eccesso di piaceri, nelle forme di intrattenimento, nell'uscire la sera, etc. Ma il trattamento è sempre lo stesso: creare l'ambiente che, poi, cambierà la persona; riprogrammarla in questo modo. Portarla a nuove abitudini che le porteranno piaceri e la completeranno in una natura superiore rispetto a quelle che aveva prima. Naturalmente dobbiamo prendere in considerazione tutti i dettagli, tutte le sue abitudini precedenti; in che modo e cosa esattamente ha cambiato quella persona, costruire per lei un cammino, un programma, su come superare la dipendenza. Questo secondo chi è lui, da dove viene, etc.... Perché è diverso da persona a persona, anche quando due persone dipendono dalla stessa cosa. Ed è così che dobbiamo lavorare con loro. Quindi dobbiamo dividere le persone in gruppi e poi lavorare in questo modo.

OREN: Concentriamoci sul fenomeno della dipendenza. Perché quando parliamo di dipendenza parliamo di cose molto concrete, ad esempio, se una persona è alcolizzata tutta la sua famiglia può essere rovinata. Vorrei capire questi aspetti con te. La prima domanda è: come vedi la connessione tra le dipendenze emotive e quelle fisiche? Perché la dipendenza fisica è una dipendenza ad una sostanza, come alcool o droga, che permettono alla persona di avere ciò che la vita non gli permette; quindi, come vedi questo bisogno delle persone per le sostanze chimiche, per compensare e completare quello che gli manca, quello che non avrebbero nella vita senza queste sostanze? E qual è la connessione tra il livello chimico, fisiologico e livello emotivo di soddisfazione che riceve?

Prima di tutto, una persona arriva a queste cose perché subisce una qualche pressione dalla vita, dai problemi che sente di avere; è per questo che comincia a prendere droghe o a bere; potrebbe essere che lui, semplicemente, è entrato in un ambiente che lo forza e lo attira verso queste cose. Poi questa abitudine diventa una sua seconda natura e non può più superarla. Conosciamo tanti casi in cui una persona, viene presa e messa in un ambiente chiuso dove comincia a ricevere una dose giornaliera di droga, forzatamente, e dopo alcuni mesi ne diventa dipendente. A quel punto deve riceverla, anche se all’inizio non aveva alcuna inclinazione, ma è stato obbligato. Sappiamo anche che alcune persone, che vendono le droghe, le danno ai bambini gratis all'inizio, in modo che loro poi diventano dipendenti attraverso l’abitudine e, questi bambini non possono più evitarlo. Sono già dipendenti e devono poi comprarla con tanto denaro.

OREN: Quindi cos'è, secondo te, che spinge la persona a prendere queste cose quando non è obbligata? Cosa le spinge ad aggiungere qualcosa di chimico alla sua vita, per migliorare la sua vita? Emotivamente, cosa gli dà?

Gli dà l'abilità di disconnettersi dai problemi; una sensazione interna, emotiva, che lo distoglie dalla pressione quotidiana, così la vita diventa più facile da gestire; si sente certamente più felice, più libero. L’alcool, la droga, queste sono quelle dipendenze che condizionano la persona. Normalmente noi possiamo bere un po' e questo ci aiuta col nostro umore, ci fa uscire dalle pressioni e possiamo evadere dalla società; ad esempio bere in gruppo durante le vacanze, le ferie ... lo fanno tutti, questa non viene considerata una droga però lo è. Ci aiuta a migliorare lo stato d'animo in maniera artificiale, quindi anche questa è una droga, ma noi lo accettiamo. Questo è accettato culturalmente e non viene considerato una dipendenza, a meno che una persona non ne faccia uso costante cambiando il corso della sua vita, ma se lo usa soltanto per eventi speciali, come le ferie, allora va bene. Dobbiamo capire la differenza.

OREN: Ho capito, è chiaro per tutti. Se una persona è dipendente, per esempio dall’alcool, e termina la sua giornata con una bottiglia in mano, causa a se stesso e all’ambiente tante difficoltà; è come se esistessero in lui due persone: quando è ubriaco e quando non lo è. Lui può essere un figlio dei fiori, persona di successo, un avvocato, non importa, ma è come se ci fossero due persone dentro di lui, quella normale e quella che finisce la giornata completamente ubriaca. Io non sto parlando del livello della persona che beve dalla mattina alla sera; ma come vedi la vita moderna nella nostra società del ventunesimo secolo? Una società dove le persone hanno sempre più bisogno di scappare dalla vita, di disconnettersi dalla realtà regolarmente, sviluppando una dipendenza da tutto ciò. Come lo vedi dal tuo punto di vista? Io non sto neanche parlando di un vizio normale, ma di dipendenza.

Io lo vedo come risultato della nostra vita moderna, dove non ci prendiamo cura delle persone correttamente. Tutto quello che vuole la società è che la gente abbia qualche dipendenza, dallo shopping, alle droghe, all'alcool e tante altre cose; perché la dipendenza crea delle necessità e dalle necessità si possono fare tanti soldi, proprio come la droga. Se non ci fosse un grande business, le dipendenze non aumenterebbero, perché tutto si sviluppa se c’è profitto. Come l'alcool: non sarebbe così tanto richiesto se le aziende non investissero così tanti soldi per la pubblicità promuovendolo ovunque. Noi non lo notiamo tanto, ma vediamo costantemente la birra in televisione. Diciamo negli ultimi anni, tutti hanno cominciato a bere birra, perché la birra non è considerata alcool, ma noi sappiamo già dalla ricerca che la dipendenza dalla birra è più pericolosa che non la dipendenza dalla vodka o dal whisky. E' molto difficile smettere di bere birra e non ricadere nel suo desiderio. D’altronde bere una bottiglia e poi un’altra non sembra così deleterio. E così che ci dimentichiamo di noi stessi, continuamente. Qualcuno, da tutto questo, ha creato un business, dai produttori ai distributori, la stessa cosa vale per la droga; tutto dipende dall'ambiente, dalla società.

OREN: Come fa una persona a comprendere la sua dipendenza? Come può analizzare tutto questo? Come compensa le sue mancanze? Quali sono le sue motivazioni? Cosa ne ottiene emotivamente? Certo tutto questo genera un bel business, ci sono industrie che fatturano milioni di dollari.

Noi siamo soltanto desiderio di ricevere piacere, tutti noi, tutti gli esseri umani e, se noi non possiamo riempire noi stessi tramite tutti i tipi di occupazioni, nella famiglia, a lavoro e quando usciamo, ci sorgono delle domande esistenziali, anche inconsciamente. La persona non le capisce, però sente una sofferenza dentro, sente questo vuoto che non sa come colmare. Vede che niente lo attrae, vede una mancanza di riempimento in ogni cosa. Nasce con il desiderio di ricevere dalla vita felicità e gioia, ma capisce presto che il mondo materiale non è in grado di soddisfare questo desiderio. Una volta, cento o duecento anni fa, gli ego delle persone non erano così sviluppati e grandi, esse si accontentavano di quello che era disponibile; avevano la famiglia, da mangiare, soldi dal loro lavoro, potevano soddisfare un certo livello di vita. Oggi invece la persona non è più soddisfatta di questo; ha bisogno di azioni artificiali, come andare in ferie, uscire la sera per frequentare gente diversa, cambiare fidanzate etc.... ma non trova piacere neanche in questo. Tutto questo è iniziato negli anni cinquanta, con tutte le distorsioni, i figli dei fiori, gli hippy e ogni tipo e forma di sesso, di comportamenti, ecc. Questo è il risultato del nostro desiderio di ricevere, di godere che, nonostante tutto quello che ha ricevuto, rimane vuoto e richiede sempre maggiore soddisfazione. La persona cerca il senso profondo della vita e, se non riesce a trovarlo, reprime questa mancanza cercando di essere felice con quello che ha. Come? Bevendo un po', fumando una sigaretta con della droga; magari con un buco. Non siamo più capaci di portarci ad uno stato dove tolleriamo questa vita. Anche se ho successo, anche se ho dei profitti e sono in grado di fornire a me stesso tutto quello che mi serve, ma sono apatico. Anche se ho viaggiato in tutto il mondo, ho cambiato famiglie, matrimoni, più volte; non so più cos'altro c'è nella vita, non rimane niente. Io voglio essere felice, voglio provare gioia, chi mi aiuterà? Accendo la tv e cosa vedo? Omicidi, furti, programmi che mi deprimono, non riesco neanche a vedere una commedia che mi renderà felice. La società mi mette sotto pressione da ogni lato, in ogni modo, non so neanche come fuggire da questi problemi. In ogni posto vedo fatti negativi. Le persone, anche nel teatro, nei film, su internet. Guarda le reti che si sono formate! Dove potrò scappare? Una persona cerca un posto tranquillo, non è che vuole essere tipo una pianta, no, ma è alla ricerca di pace interiore, dove si sentirà in equilibrio. Prima era sufficiente andare in ferie, andare in gita, uscire la sera, sentire musica, andare a teatro...oggi non basta più. Mettendomi davanti al computer, posso premendo qualsiasi tasto collegarmi in qualunque posto, ma non ho voglia, perché i miei desideri, le mie mancanze, sono a un livello più alto. E quindi, secondo questi desideri che si sono risvegliati in me, non posso più riempirmi. Le mancanze sono di voler essere in una buona sensazione, essere felice con qualcosa che mi soddisfa, che mi riempie. E la soddisfazione proviene dalla sensazione di essere pieno, che la mia vita è piena. E come ho detto prima, c'era la famiglia, la casa, i bambini, io mi sentivo pieno. E dopo c'era la questione del turismo che si sviluppava, l'intrattenimento, ma poi è finito e non sono più soddisfatto. Non voglio più una famiglia, non vado da nessuna parte per divertirmi, cosa posso fare? C'è questa pressione che mi fa impazzire. La gente frequenta pertanto posti dove può trovare droga e alcool. Ma il disagio rimane. Questo vale sia per il manager che ha tanti soldi, la gente modesta, i giovani e lo strato sociale più basso. Oggi abbiamo una disoccupazione che tocca il 20-30% e i governi hanno paura che prima o poi usciranno per le strade, romperanno le cose, causeranno dei problemi nazionali. Allora per arginare la problematica le persone vengono accontentate con qualcosa che le soddisfa. Ma il vuoto rimane perché non studiano, non lavorano, non hanno famiglia, non possono costruire il loro futuro. Queste persone da un lato sono impotenti, dall'altro gli si vendono droghe e alcool a prezzi accessibili. Quindi la persona si sente così vuota da un lato, e dall'altro sotto pressione, insieme alla società, in ogni luogo. Anche se non ce ne accorgiamo, ma lo vediamo nei film, dappertutto; vediamo che le persone bevono e parlano di droghe. Anche se si relazionano in maniera negativa, questo fenomeno diventa molto vicino a noi; inoltre ne parlano i media, ci sono tante immagini a riguardo. Quindi risulta che una persona è sempre a contatto con queste sostanze e può facilmente trovarle e farne uso. Queste problematiche ci riguardano da vicino e non abbiamo alternativa che educare tutta la società in una maniera diversa di relazione tra di noi, iniziare a dimostrare che l’alcool, la droga e tutte le forme che ci mettono sotto pressione, devono essere tolte dalla società.

OREN: Ma cosa le sostituirebbe?

Dobbiamo dare alla persona la sensazione di connessione con gli altri, in modo che lui saprà che troverà un riempimento più piacevole rispetto a quello che prova nelle altre dipendenze.

OREN: ma perché non lo hanno fatto, fino ad ora?

Non lo vogliono organizzare, non lo fanno!!!! Noi dobbiamo organizzarlo, dobbiamo portare questo alla società, portarlo nei gruppi, nelle società piccole che lo influenzeranno, e poi questo ambiente si espanderà. E ci sarà sostegno dai media, dalla tv, e da una parte di società.

OREN: Sì, ma oggi gli amici si uniscono per bere, per drogarsi, la persona non è isolata. Lui ha degli amici con i quali condividere queste cose, lo fanno insieme. Se io sono dipendente da qualcosa, come cambierà la mia situazione se sono con più persone? Hai detto che dobbiamo educare verso le relazioni, al nuovo mondo dove non ci saranno droghe e alcool. Allora cosa mi riempirà, invece di queste sostanze?

Prima di tutto si deve capire che questo vuoto, di cui parliamo, è un desiderio per un nuovo livello di vita. Ci sono certi livelli a cui ci connettiamo e dove troviamo, in questa connessione, una fonte di gioia, di felicità. Se noi organizziamo le nostre vite in modo da farlo sapere a tutti, essi capiranno che, tramite questi workshop, discorsi e connessioni tra di loro, fatti nella maniera corretta, che sono organizzati in un metodo speciale che noi diamo a loro, sentiranno una soddisfazione intera, ed allora non avranno bisogno dei vecchi vizi e sarà relativamente facile, per loro, superarli. Così la persona riceverà, imparerà a ricevere, la soddisfazione dalla connessione e, come è secondo natura, questa è la risposta alla sensazione di vuoto che porta le persone a riempirsi di droga. Ancora non abbiamo questo desiderio in noi, sta crescendo adesso nel nostro ego ed, ancora, non gli stiamo dando la soddisfazione ed il riempimento; lo stiamo soltanto reprimendo, per questo, invece di svilupparci, torniamo al livello animale o anche a quello vegetale. Infatti vediamo cosa succede alle persone che usano droghe e alcool, come vivono; l'unica cosa che fanno è ricevere ancora più droga, ancora più alcool, in modo che possano andare a sdraiarsi, come vegetali, come piante: quanta vita hanno? Dobbiamo capire che il riempimento non è lì, non è questo! Stanno solo reprimendo il desiderio; invece è solamente l’innalzamento di quel desiderio che riempirà la persona. La mancanza è proprio come la crisi generale, è una mancanza della giusta connessione tra le persone. Noi viviamo in questa connessione generale, e non è solo per sentirsi bene come all'asilo, non vogliamo abbassarci a questa situazione come dei piccoli animali che fanno qualcosa di infantile, invece stiamo cercando tra di noi, in questa connessione tra di noi, una forma interiore e speciale di vita. E' nascosta lì. Questo è il prossimo livello o grado di umanità, in armonia ed in equilibrio con la natura, con sé stessa, nell'unione, nella connessione, e questo è un nuovo livello che scopriremo. Allora porteremo la persona a questo nuovo livello, questo livello umano, parlante, ed è questa la risposta a tutte queste dipendenze e, in generale, a tutti i problemi della nostra vita. La risposta viene dalla connessione, dentro la connessione noi troviamo la risposta. Dobbiamo portarli a dei workshop, a tavole rotonde, a discussioni, ad avvicinarsi ed, improvvisamente, una persona comincia, nonostante il suo ego che resiste, a vedere che dentro questa connessione c'è un riempimento a livello più alto della vita. Anche se non è conforme alla nostra natura. Ora dobbiamo creare una crisi interna contro la crisi esterna, dobbiamo cominciare da noi stessi a relazionarci diversamente alla società.

NITZAH: Io vorrei capire una cosa. Tu hai parlato del riempimento che va bene per la nostra mancanza ed hai parlato del nostro vuoto. Nel discorso che abbiamo avuto prima, parlavi di persone che hanno attraversato la dipendenza e poi vengono considerate guarite, ma dicevi anche che una persona dipendente viene considerata dipendente a vita; anche se può magari rimanere pulita, cioè che non usare più la sostanza. Hai detto anche che a volte non è per il vuoto ma può essere per via di un grande successo che ha avuto la persona, quando ha sentito un eccitamento emotivo così grande che non sapeva cosa farne e si sentiva che magari non si meritava tutta la fama che ha avuto. E' così che la gente spiega perché hanno preso droghe o alcool.

Questa è l’influenza dell'ambiente. Per esempio coinvolge attori, cantanti, è una cosa diversa. Questo succede per la grande pressione dovuta alla competizione, dal desiderio di rilassarsi un po', liberarsi da queste gare eterne per arrivare al successo, che necessitano che la persona mantenga almeno quanto ha raggiunto. Per mantenere il successo ci vuole tanta forza. Quindi dobbiamo capire che questa non è una bella vita, non è bello come dicono. Non possono veramente intuire il problema e relazionarsi in maniera corretta. Tutto dipende dalla pressione. Noi non siamo consapevoli della pressione che la persona subisce quando arriva al successo, come alcune celebrità.

NITZAH: Quali sono le ragioni per le quali le persone cominciano a usare le droghe o l'alcool? Noi sappiamo che la realtà ci controlla. Noi possiamo svegliarci la mattina con un umore diverso e cambiarlo durante la giornata; c'è il desiderio di controllare il nostro destino, io voglio decidere che umore avrò oggi, voglio sapere che energia avrò da questo incontro, voglio determinare quello che mi succede. La domanda è: come ci può essere una situazione dove all'inizio c'è desiderio di controllare ma poi velocemente succede il contrario e invece di noi che controlliamo la situazione, la situazione, la droga, comincia a controllare la persona stessa. La domanda è: come questo bisogno di controllare la vita, che è il desiderio iniziale che porta la persona a prendere droghe, come può una persona controllare la vita al di fuori di questo? Esiste questa possibilità?

Questo dipende dall'ambiente, cosa intendi per controllare? E' meglio lasciare scorrere. Se io sono certo di essere in un buon ambiente, dove non sono costantemente sotto pressione e sulla difensiva, non devo sforzarmi di proteggere me stesso dagli altri, dall'ambiente, da quelli che sono in competizione con me e così via, posso vedere gli altri diversamente, se sono in un buon ambiente non nasce la dipendenza. Tutto dipende da come cambiamo l'ambiente, questo non possiamo determinarlo qui, perché la natura ci dirige in una certa direzione e se non avanziamo in questa direzione da soli, allora sentiamo una pressione negativa. Quindi utilizzeremo sempre più droga e alcool con pastiglie e altre droghe autorizzate, come calmanti. Tutto questo è per questa pressione che sente la gente, perché fino a quando non riempiamo il nostro desiderio, il disagio non potrà che peggiorare, avremo bisogno di queste droghe sempre di più. Perché, che io lo voglia o no, il mio desiderio ogni giorno richiede una risposta più chiara, da me. Perché vivo? Qual è il mio riempimento? Cosa ottengo da tutto questo? O mi sento depresso, o comincio a prendere droghe … da lì arrivo ad situazioni sempre peggiori, non ho scelta. La mancanza di soddisfazione, di riempimento, ci porta a tutti i problemi. Se una persona è soddisfatta, se è riempita, se sa che hanno uno scopo nella vita e sa cosa ottenere ed è alla sua portata, perché dovrebbe usare qualcosa? E' tutto il risultato del vuoto interno che cresce sempre di più. Se venti, trenta, quarant'anni fa era solo l’inizio di questa disperazione nel mondo, oggi vediamo che il 20-30% delle persone ha la depressione per via di questa pressione che non trova soluzione. E come risultato le persone si rivolgono all'alcool, alle droghe. Una persona può essere depressa anche se a te sembra felice. Questa persona che può essere sia un attore o un bravissimo avvocato rimane sempre sotto pressione.

OREN: In Wall Street prendono sempre sostanze, perché la vita è così: loro sono costantemente in competizione. Non puoi farne a meno se no non riesci a sopportare la vita. Quindi è questa la mia domanda: se queste sostanze permettono a una persona di farcela, allora che male c'è? Diciamo che lui riesce a farcela benissimo.

Sì, ma lui crea intorno a sé questo ambiente, coni sui figli, sono tutti condizionati.

OREN: Un’altra la domanda: dove è diretto?

Al crollo di tutto, perché noi siamo in una crisi generale e globale. Wall Street e tutto il sistema crolleranno, con la droga o senza droga, non è importante, perché questa è una crisi che riguarda tutti i livelli e il problema non sono le droghe. Il problema è il vuoto esistenziale, ed il risultato è la depressione, la droga, terrorismo, stupro, tutto. Tutto quello che noi abbiamo nella nostra vita. Se la nostra natura è il desiderio di ricevere e il desiderio di ricevere non è riempito, questo genera tutti i fenomeni negativi.

OREN: ma perché non sono riempito? Diciamo che io ho tanto successo in quello che faccio, volevo qualcosa e l'ho ottenuto.

Diciamo che per adesso tu sei soddisfatto. Avevi come obiettivo di diventare avvocato e ora lo sei, hai successo, hai tutto, ma dopo un po', come sempre, proprio come tutto questo gioco, ne avrai abbastanza.

OREN: questo è anche quello che succede con la dipendenza, dove le sostanze, una dose, non fanno più effetto e ho bisogno sempre di incrementare sempre di più la dose.

Sì, perché c'è un’abitudine in tutto. Il nostro ego cresce, cresce, e noi dobbiamo compensare sempre per via di questo vuoto. E io devo sempre incrementare la dose.

OREN: allora noi andiamo alla ricerca di una droga che non abbia effetti collaterali...

Puoi chiamarla anche droga, ma è la droga della vita. Che è quel serpente, ma invece di portarti alla droga della morte, ti porta alla droga della vita. Quando porti il tuo desiderio di ricevere che viene chiamato serpente...

OREN: chi?

Il tuo desiderio di ricevere, è detto il serpente. Ti mette a morte, ti mangia dall’inizio.

OREN: che male c'è nel godere? Tutti lo vogliono fare.

Godere non è il male. Il problema è che non gli dai il riempimento giusto.

OREN: che non c'è soddisfazione?

No che non c'è, quindi ti mangia sempre. E' per questo che è detto il serpente del male e c'è anche il serpente del bene che ti guarisce, che è il simbolo della medicina. Come? Prendendo il tuo desiderio di ricevere e iniziare ad usarlo verso gli altri, insieme agli altri, organizzando un po' l’ambiente. E dentro questo ambiente siamo tutti piccoli serpenti. Se noi vogliamo trattenerli un po’ ed arrivare alla connessione tra di noi, ad un tratto vediamo che ci viene data la droga della vita, invece che la droga della morte.

OREN: chi ce la dà?

I piccoli serpenti, il nostro ego. Se noi lo dirigiamo verso il bene, verso la connessione con gli altri, diventa la buona vita, la soddisfazione. Il serpente non ti mangia, ma riceve soddisfazione dall'essere connesso con gli altri. L'unica cosa che dobbiamo cambiare è il nostro approccio, la nostra relazione con gli altri: amore invece di odio.

OREN: ci sono droghe che ti aiutano a connetterti con gli altri?

Sì, ma con questo non cambi il tuo serpente, non cambia la tua natura, te devi cambiare la tua natura! invece di essere in repulsione devi essere insieme agli altri; dentro di te, come un unico uomo, come un unico cuore. Con tutto il cuore devi avvicinarti alle persone, è questo quello che richiede il nostro sviluppo. E' per questo che scopriamo, in ogni situazione, che noi dipendiamo l’uno dall'altro.

OREN: ma perché c'è qualcosa di male nell'usare prodotti chimici, in questo? Io conosco un dottore che mi dice che ha tante persone che vanno da lui, perché non posso prendere delle sostanze che magari mi aiutano ad essere più amorevole?

Perché non è una correzione, non è la correzione della nostra natura. E' artificiale. Non sono loro che lo fanno, ma la droga in loro, che li innalza in questo trip, a questo livello dove loro diventano più socievoli.

OREN: ma diciamo che noi diamo a tutte le persone una sostanza che li rende più amorevoli. Perché non dovremmo farlo?

Ma allora perché non lo facciamo? Perché non siamo tutti d'accordo?

OREN: sì, è quello che volevo chiedere. Ci sono sostanze che chiudono la persona, ma ci sono altre che ti aprono. Quindi prendiamo degli aerei e facciamo cadere sulla popolazione questo prodotto chimico, così tutti si ameranno. Perché no?

Queste sostanze sono conosciute da sempre. Dai funghi a ogni tipo di allucinogeno e droga che essa sia. Perché queste sostanze, che esistono da sempre, non fanno parte dei nostri usi?

OREN: beh, in alcuni Paesi queste cose non sono proibite, sono disponibili. E ci sono anche paesi dove queste sostanze sono proibite.

Tu non mi ascolti. La storia dell'umanità, è fatta di omicidi, guerre, problemi. Dai problemi con le famiglie, tra le famiglie, tra le comunità, nei paesi in tutto il mondo. Non esiste un momento nella vita di una persona che non abbia tensioni. Non esiste passato senza guerre e più guerre in contemporanea e io ti chiedo: allora perché non si usavano le droghe?

OREN: sì, lo fanno.

No, non è vero.

OREN: quando ero giovane, tutte le persone che conoscevo utilizzavano droghe regolarmente.

Io sto parlando della storia. Le persone non si fanno un trip regolarmente, in modo tale da non entrare in guerra, per fare i bravi. Perché no? Perché hanno dei blocchi? Delle proibizioni per queste cose? Io ti sto chiedendo perché le nazioni unite, nelle organizzazioni sanitarie, perché le nazioni unite non prendono la decisione per l’utilizzo delle droghe. Le droghe sono molto economiche, non costano niente. Diciamo, non so: il tuo bicchiere d'acqua costa di più della droga. Io ti dico seriamente, non tanto. Quindi perché non le diamo a tutti? Mettiamole nell'acqua, in qualcosa che usiamo tutti e così, basta, finiti i problemi! Proprio come le persone mettono il cloro nell'acqua. Diamo un po' di questo, così tutti andranno in giro come degli zombie. Chiedo a Nitzah, lei andrebbe in giro così tutto il giorno, perché no?

OREN: ma io lo chiedo a te. Te l’ho chiesto dieci minuti fa, perché non lo facciamo?

Perché va contro la natura, contro il piano della natura. Qui c'è la provvidenza superiore, c'è la guida della natura, perché è così che si deve evolvere la natura. Deve portare le persone ad un livello più alto di dove sono adesso. Per portarci a questo livello più alto, possiamo farlo soltanto tramite la mancanza di riempimento nella situazione attuale. Quindi arriveremo alla morte, sarà una situazione terribile, fino a quando non ci renderemo conto che non c'è scelta. Dobbiamo arrivare a delle situazioni più alte, in questo mondo generale, senza le droghe. Senza le droghe, perché altrimenti non riempiremo il piano della creazione.

OREN: non capisco, perché non prendere una scorciatoia, perché aspettare?

Perché così non innalzi la persona, la abbassi! Inanimato, animale, vegetale, tu riporti la persona al livello vegetale. Ora noi siamo al livello animale, dobbiamo arrivare al parlante, al livello che è uguale alla natura. Lo saremo solo se noi siamo in un meccanismo, un unico uomo in un unico cuore, come in una famiglia. Noi veniamo dal livello animale per giungere a quello parlante. Se noi prendiamo le droghe, scendiamo dall'animale al vegetale.

OREN: perché?

Perché ci dà gioia in ogni stato, non dobbiamo rincorrere niente. Dammi una droga e basta, non mi interessa più niente. Posso essere un lavoratore semplice, tutto mi basta solo perché posso vivere un po' con alcune calorie che mi servono, la mia droga, e non mi serve più niente. Se io mi sento felice nella vita, non ho bisogno di niente; mi siedo così col mio sorriso, devo ricevere la mia droga giornaliera e son contento. Questo è vegetale, questo lo definiamo vegetale, non deve neanche spostarsi. Vedi come sono gli alcolizzati, i drogati, non hanno bisogno di niente e si comportano bene. Gli alcolizzati a volte no, però i drogati si puoi camminare a New York, loro camminano così, non ti toccano, non ti vedono; sei trasparente, che male c'è? E' meglio che incontrare criminali, lui non ti tocca, perché non farlo a tutti?

OREN: parliamo delle relazioni fra le persone. Se ho capito bene, questo livello superiore è relativamente amorevole, invece di odiare, quindi non capisco perché se non metto un prodotto nell'acqua che causerà delle buone relazioni, perché non otterrò questo livello? Perché non possiamo usare prodotti chimici per arrivare a questo livello? Noi non vogliamo guerre mondiali, vogliamo arrivare a buone relazioni adesso. Diamo a tutti questa pillola così saranno tutti amorevoli.

Sì, si siederanno tutti in cerchio proprio come dico io e faremo tutto così. Tutto sarà divertente...

OREN: beh, il mio amico medico dice che la gente le chiede. Che male c'è, secondo questa percezione?

È molto simile all' erba. Quando io vado a vedere queste piante che crescono in questo modo, uno vicino all'altro, nessuno prende lo spazio dell'altro. Tutti hanno il sole. Così che sarebbero le persone.

OREN: che male c'è? Hai detto che vuoi le relazioni buone fra le persone. Invece di odio hai detto che volevi amore, e io non sono soddisfatto della vita perché sono tutti in competizione. Se io ho un ambiente dove tutti si relazionano bene e non sono stressato, sarò felice senza droghe. Quindi la domanda ora è: perché non possiamo, usando prodotti chimici, velocizzare questa evoluzione? Le persone sono egoiste, ci sono sempre competizioni, lotte. Prendiamo questi prodotti, ne esistono di diversi, li diamo a tutti, si metteranno tutti in cerchio, perché soffrire ulteriormente?

Certo, è possibile. Mettetelo nell'acqua...

OREN: non mi hai detto perché no.

Puoi andare da appartamento ad appartamento, la porta sarà aperta e tutti saranno seduti dentro nel salotto, ognuno che vive felicemente, non ha neanche bisogno di parlare con gli altri...o a volte parliamo, discorriamo, dipende da quanto mettiamo nell'acqua.

OREN: Non ho ancora capito la risposta al problema.

Veramente? Hai ragione, perché per quello che sta succedendo adesso io lo farei. Ma poi tutti sarebbero come dei vegetali, sarebbero belli, contenti, non dovrebbero avanzare. C'è un problema qua, va contro la nostra evoluzione! Perché la nostra evoluzione ci richiede di innalzarci dal livello che siamo ora, non possiamo andare contro questa legge, non è in potere di alcun governo, anche se noi rendiamo le droghe gratuite. Ma non possiamo fare neanche questo, neanche proporre di renderle gratuite per tutti, farne uso naturalmente, dagli adulti ai bambini. Nel mondo di oggi ci sono sette miliardi di persone, cinque miliardi non sono necessari. Quindi, mettiamoli in Africa … diamo all'Africa la droga. Tutte le persone che vivono lì, diamogli droga e cibo, così si calmeranno, saranno felici della vita. Perché non lo fanno? Io ti sto dicendo: da parte della natura c'è una guida, una forza speciale che ci governa, che ci ha sempre governato e ci fa evolvere e non ci permette di farlo; pensi che la persona sia sola? C'è un programma che governa tutto e che ci sprona per progredire, non possiamo farci niente. Dentro questo programma c'è la nostra forma futura e noi dobbiamo arrivarci. Proprio come mille anni fa è stato scritto che io dovevo arrivare alla situazione presente e ci sono arrivato, vale la stessa cosa adesso, io ora devo arrivare alla forma successiva, e la forma successiva non è essere drogato e trasformarmi in un vegetale, sedermi in salotto e fissare un punto sul muro. No, c'è una forma diversa che dobbiamo raggiungere, dove sono connesso a tutti nella maniera giusta, con amore. Proprio come “ama il prossimo tuo come te stesso”. Io non posso fuggire da questo, allora la natura non mi lascia fare cose che vanno contro questa evoluzione. E ci fa vedere le nostre malfunzioni, in modo da indirizzarci a questo obbiettivo. E tu vedi cosa sta succedendo all'umanità, pensiamo che le persone siano stupide, che non capiscono quello che noi diciamo. Quanti soldi vengono spesi per questo livello di società inutile, a tutte le persone che non sono utili né a sé stessi né agli altri. E poi i governi non mi danno droghe, niente, solo perché non possono farlo. Hanno un meccanismo interno che non gli permette di farlo. E' al di sopra di loro, non possono. Noi non capiamo quanto siamo governati dalla natura.

OREN: è scaduto il nostro tempo. Come puoi riassumere questo tema della dipendenza?

Dobbiamo capire che questo è parte di tutti i nostri problemi, dove l'unica cura è l'educazione integrale. Non esiste altro oltre al cambiamento sociale per mezzo dell’educazione integrale delle persone e, in questo modo, cambieremo la nazione e cambieremo il mondo. Non esiste altro modo, non c'è. Cercare di andare contro la droga, non puoi. Perché non puoi fermare chi la vende essi hanno un guadagno dalla tua lotta.

OREN: Grazie al Rav Laitman, grazie a Nitzah, grazie a voi. Arrivederci.

(Fine della conversazione)