Nuova Vita
Conversazione numero: 292
Un gruppo integrale 1
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 21/01/2014
La traduzione parte dal minuto11
Durante uno sviluppo di migliaia di anni siamo arrivati ad uno stato in cui la natura ci presenta una sola cosa, che noi adesso vogliamo sempre di più, la natura si presenta come rotonda, circolare e noi non sappiamo cosa veramente succede attorno a noi, siamo persone comuni e non sappiamo cosa accade con il mondo, c'è l'ecologia, la psicologia, la crisi nel lavoro, nel commercio, in ogni cosa e non capiamo quale sia il comportamento di una sola personalità, di un'unica persona.
Come affrontare questo? Possiamo farlo solo se cambiamo, per essere integrali abbiamo bisogno di correggere il nostro senso, allora come possiamo fare questo cambiamento, come adottare questa prospettiva panoramica, com'è possibile se guardiamo e vediamo solo davanti a noi? Siamo fatti in una forma egoista, come possiamo fare una revisione attraverso un radar, un controllo e realizzare entrambi nello stesso tempo, non possiamo studiare tutto in una volta, si fa gradatamente, non possiamo procedere in questa direzione perché esige dall'uomo un cambiamento integrale affinché possa percepire tutto in una sola volta. Questa sarà una percezione naturale, semplice, è come se noi adesso dicessimo che questo è buono, questo no, questo è azzurro, questo è il tavolo, identifichiamo in modo naturale tutte le cose che sono attorno a noi, dobbiamo fare l’analisi e la sintesi, ma in senso integrale, per questo viene usato un metodo che si chiama educazione integrale, qui la persona si sviluppa in questo senso per mezzo di azioni che si fanno nel gruppo.
Tal: Ok, dobbiamo capire questo esercizio, perché ognuno ha bisogno di quello che ha bisogno nella sua piccola vita? Perché ognuno deve fare questo cambiamento?
La domanda è corretta e ha un doppio senso, ognuno ne ha bisogno nella politica, nella finanza per poter percepire, sentire tutto, deve esserci un senso integrale.
Tal: Ma a casa o nel lavoro che faccio con le mie amiche, perché ho bisogno di questo?
È corretto per una persona semplice, ma dimmi, se il mondo fosse veramente tutto integrale, che ognuno influenza l'altro, allora come ti comporteresti in questa piccola intimità, influenzi il mondo dato che il mondo è circolare perché tu includi dentro di te tutto il mondo e devi agire nei suoi confronti in modo integrale, devi comportarti in modo corretto perché nel sistema integrale, analogico, dove ogni parte è connessa con tutto, tu non puoi fare a meno di essere integrale come tutti.
Oren: Lei dice che tutte le persone, non importa di quale cerchia, dai più semplici fino ai capi di governo, devono imparare a rapportarsi. Cosa devo imparare che adesso non c'è in me?
Il fatto che siamo in connessione con tutto il mondo in base al nostro grado di sviluppo, di importanza, influenza la nostra dazione, cioè, noi dobbiamo vedere in modo circolare dove tutte le cose sono incluse l’una nell’altra.
Oren: Il mondo è rotondo senza di me?
No.
Oren: Cosa vuol dire in modo circolare?
Te lo devo spiegare in un modo drammatico. Se una cellula del corpo non agisce come il resto, non è in armonia con tutto il corpo, allora le azioni di questa cellula la portano ad uno stato di cancro perché il programma di chi lavora non è d'accordo con l'attività di tutto il corpo.
Oren: Allora qual è la conclusione?
La conclusione è che la persona deve essere inclusa nella società e lavorare in modo integrale.
Oren: Voglio capire come rapportarmi con coloro che mi circondano e come dovrò fare domani se sviluppo questo senso integrale, devo capire cosa non ho e ancora devo aggiungere.
Abbiamo parlato tante volte di questo, che il nostro sviluppo graduale è durato migliaia di anni e oggi le persone devono cambiare, ma prima cambiamo sempre i sistemi, la cultura, l'educazione, la scienza, tutti i tipi di sistemi, ora siamo arrivati ad uno stato in cui non abbiamo niente da cambiare perché c'è crisi dappertutto, siamo al punto in cui dobbiamo arrivare al cambiamento all'interno delle persone.
Oren: Qual è l'essenza del cambiamento?
Che dobbiamo essere in accordo con la Natura.
Oren: Cosa vuol dire?
Come l'inanimato, il vegetale e l'animato che agiscono istintivamente in base alle leggi di Natura, perché la Natura agisce su di loro in modo che cambiano senza chiedere, senza ricercare, realizzano l'opera della Natura, hanno un programma interno e la Natura agisce su questo, in base alle informazioni agli input che ricevono realizzano una determinata azione, questo in tutto, tranne che nell'uomo.
Siamo arrivati ad uno stato in cui la Natura agisce su di noi in un modo molto determinato, si rapporta con questa umanità come fosse un solo corpo, un'umanità circolare mentre noi non vogliamo ricevere questo, siamo contro, per questo motivo non capiamo cosa la Natura prepara per noi, ne consegue che siamo dentro questa matrice, questo programma che agisce, come per l'inanimato, vegetale, animato e parlante ma non vogliamo entrare in questa armonia generale della Natura, non vogliamo prendere in considerazione niente di questo, sterminiamo, distruggiamo, questo è un esempio, c'è una connessione tra di noi ma non siamo d'accordo sul fatto che la Natura sia circolare. Ci sono tante ricerche riguardo a questo tema.
Oren: Oggi non sono circolare, domani devo farlo, cosa vuol dire essere circolare?
Vuol dire che devi sviluppare dentro di te una direzione verso tutta la Natura, che tutto sia come un solo sistema.
Oren: Come si esprime questo? C'è una relazione con questo o no?
Quando tu consideri tutte le persone come se fossero un'unica famiglia, un unico gruppo in cui tu dipendi da tutti e tutti dipendono da te, non puoi rapportarti con loro dicendo questo mi piace, questo no e faccio quello che mi piace, tu devi innalzarti al di sopra del tuo ego in questa direzione, che tu lo voglia o no, devi prendere in considerazione tutto questo programma generale ed acquisirlo, cioè, incomincia a lavorare su di te e a vedere il mondo in modo circolare.
Tal: Per continuare con la domanda di Oren, abbiamo parlato di un sistema mondiale globale, ma per il momento l'idea centrale è entrare in un gruppo, diciamo di dieci o venti persone, e incontrarci con loro due ore a settimana, questo ci porterà a qualche tipo di cambiamento?
Non credo che sia abbastanza, un'ora al giorno, credo che siamo arrivati ad uno stato in cui agiamo per mancanza di tempo, abbiamo bisogno che queste persone siedano insieme un’ora al giorno, è questo che ci viene richiesto. Magari un'ora alla settimana poteva andare bene dieci anni fa, ma ora il processo di educazione integrale non vale la pena farlo se non c'è il tempo da potergli dedicare un'ora al giorno.
Oren: Non capisco di cosa stiamo parlando, se stiamo parlando delle norme della natura per le quali siamo in ritardo. Con la crisi ci avviciniamo a questo con i colpi. Spiegami, tu dici che c'è la sensazione che non c’è il “budget” per farlo.
Tu parli in pratica, ma io parlo dell'ottimo, io identifico la direzione, ti metto nelle condizioni di farlo e se non sono io lo sarà la Natura e tu lo realizzi altrimenti ti sentirai male, io ti spiego dove ci troviamo.
Oren: Ti faccio una domanda semplice, il modello del gruppo integrale in cui lavoreremo e approfondiremo si può realizzare solo se le persone del gruppo gli dedicano un'ora al giorno, questa è un'esigenza per realizzare il modello?
Possono essere anche meno le ore che voi volete, se voi non volete, non c'è scelta, magari non siete disponibili per mancanza di motivazione.
Tal: Quello che voglio capire, si fanno dei cambiamenti, in questo piccolo gruppo di persone cambio la mia relazione con loro, allora cosa cambia, la mia relazione con un certo numero di persone che influenza tutto il sistema generale come sarà?
Tu chiedi questo per mancanza di una direzione integrale perché, per esempio, vado in un posto e compero degli occhiali, poi esco, li metto e vedo il mondo molto meglio di prima, allora qui acquisisco un senso integrale e guardo tutti con altri occhi.
Oren: Voglio chiedere in merito al senso, cosa vuol dire il senso integrale?
Il senso integrale non è come gli altri sensi, è cercare di sentire il mondo come un solo sistema.
Oren: Può essere una nuova sensazione?
E' un programma nuovo, una percezione nuova, dopo che ci impressioniamo tramite i nostri cinque sensi di tutto ciò che ci circonda, concentriamo tutte queste impressioni e pensiamo come utilizzarle per il nostro proprio bene, non ci importa niente di quello che succede, danneggeremo la terra, l'aria, le relazioni tra le persone, non ci interessa affatto di ciò che accade nel mondo, faremo guerre, stermineremo gli animali e così via, questo è il nostro rapporto con il mondo, la nostra attuale direzione, siete d'accordo?
Oren: Questa è la direzione lineare.
Questo è un programma iniziato migliaia di anni fa.
Oren: Allora arriveremo ad un culmine? Quando niente viene preso in considerazione questo viene detto direzione lineare, un'unica direzione.
Con il fatto che siamo in un gruppo integrale, acquisiamo un nuovo senso, al posto della forma egoista con la quale si percepisce con i sensi, si catturano le impressioni che essi acquisiscono, si pensa a come ci approfittare di tutto, aggiungendo un ulteriore blocco nel pensiero, questo programma che funziona nella nostra testa ci dice che dobbiamo prendere in considerazione tutto il mondo inanimato, vegetale, animato e parlante. Perché, se noi ci sentiamo bene anche loro devono sentirsi bene per essere un solo sistema integrale, se non lo prenderemo in considerazione, questo causerà male a noi stessi, quando facciamo del male a qualcuno questo ci torna indietro, dobbiamo sentirlo, quando vogliamo per noi questo e quest'altro, qui riceviamo un senso aggiuntivo, è come nella famiglia, facciamo calcoli per ogni cosa, vogliamo avere questo per nostra moglie, i figli, i genitori, i nonni, tutto il tempo facciamo calcoli per tutti.
Oggi nel mondo siamo tutta una famiglia è una cosa tremenda, qui dobbiamo accorgerci che questo cambiamento deve accadere.
Oren: Lei ci spiega che non ha senso se non c’è una direzione e oggi la mia direzione è per il mio proprio bene.
Si, tu pensi alla famiglia, hai il desiderio di dare alla nazione, agli amici, a chi ti è vicino.
Oren: Il resto non mi interessa certo, allora devo sviluppare la direzione integrale, pensare al bene di tutti non solamente per il mio proprio bene ma per il bene di tutti. Prendere correttamente questa direzione si chiama sviluppare il senso integrale, non in senso fisico ma è una tendenza dentro la quale io capto tutto.
È un aggiornamento.
Tal: Gli psicologi dicono.......
Non deve essere un incontro del desiderio, la persona che arriva nel gruppo fa tutti i tipi di esercizi gradevoli, qualcosa di semplice, in modo gradevole e semplice, e poco per volta comincia a capire cosa vuol dire essere connesso con altre persone diverse, opposte a lui, comincia ad acquisire la sensazione che c'è un innalzamento nel pensiero, all'improvviso vede il mondo trasparente. Diciamo che voi siete seduti qua ed io non so niente, nella direzione integrale io so che connessione c'è tra di voi, che relazione c'è tra di voi, vedo cosa c'è dietro questa scena, vedo in maniera profonda, tridimensionale, la connessione tra tutti. Quando comincio a vedere questo, vedo la mia relazione in ogni cosa, a questo punto possiamo uscire da questa crisi.
Tal: In quale misura ciò avviene?
Nella misura del nostro senso integrale.
Tal: Lei ha detto che si vede la relazione tra di noi, fino a che punto è calda o fredda.
Non è semplicemente calda o fredda, alta o bassa, anche io posso dare delle misure, ma parleremo dopo di come si misura, perché si misura rispetto allo sforzo che facciamo per connetterci al di sopra di tutto.
Tal: Io voglio imparare come si fa questo di cui abbiamo parlato, è molto logico.
È come uscire con dei nuovi occhiali, poi entriamo nel gruppo ed abbiamo acquisito un nuovo senso perché abbiamo ricevuto un cambiamento nella relazione con il mondo, la percezione del mondo dentro di noi è integrale.
Tal: Nella psicologia degli anni '50 hanno incominciato ad utilizzare la possibilità di connessione tra le persone, il gruppo è diventato una specie di microcosmo o di laboratorio per imparare su sé stessi e sugli altri, ci sono due scuole, una scuola aiuta il gruppo, Roger parla di questo, del gruppo come strumento per sviluppare la sensibilità o l'emozione, allora, per mezzo di questo kli potremmo arrivare ad altri tipi di meta.
Si, perché cominciamo a parlare e a vedere le cose globali, questo risolverà molti problemi, non so a cosa paragonare questo, è come una persona di 200 anni fa che doveva prendere una decisione, 200 anni fa le persone si sedevano tra di loro e prendevano luna decisione, oggi un giovane esperto di computer arriva a questa soluzione in due minuti.
Dobbiamo capire che oggi chi acquisisce questo senso integrale diventa l'unico che prende le decisioni corrette. Vediamo fino a che punto l'economia, il commercio, le finanze sono in crisi, non possono darci risposte ai problemi perché guarda cosa succede, guarda il caos che c'è nel mondo, i problemi, siamo arrivati ad un mondo impossibile da gestire.
Tal: I cambiamenti sono così veloci che bisogna rinnovarsi.
Perché le persone non capiscono da dove vengono e dove dirigersi, questi sistemi nuovi che si creano si sviluppano e crollano.
Tal: C’è un modello su cui si può usare in qualsiasi necessità? Un mezzo per risvegliare in noi questa nuova direzione?
Sì, certamente la tecnica poco per volta svilupperà quella che è l'educazione integrale, fino a quando acquisiremo questo senso, questa direzione e la svilupperemo sempre di più.
Tal: Diciamo che se io voglio studiare questo metodo abbiamo potuto imparare su noi stessi, abbiamo potuto vedere tutti i tipi di situazioni, allora, vorrei capire se sarà simile a quanto ho fatto all'università, oppure qual è la differenza tra ciò che si fa oggi ed il lavoro che si fa nell’educazione integrale.
La cosa principale sono i principi, coloro che partecipano al gruppo integrale devono realizzare che i principi sono semplici, solo dobbiamo ricordare che qui siamo in un'azione un po' diversa, i principi sono tali che prima di tutto la persona sente sé stesso come il più piccolo del cerchio, il cerchio è di 10 dieci persone che possono essere uomini e donne, a volte è conveniente separarli in base al sesso e magari anche all'età, si può separarli tra giovani ed adulti, può essere che le persone simili o no a livello economico eccetera.
Quando parliamo della direzione integrale dobbiamo essere inclusi in tutto il mondo, come una cellula nel corpo, se sappiamo cosa succede in tutto il corpo allora sappiamo come utilizzare questo correttamente affinché il nostro corpo sia sano, come impariamo in biologia, impariamo questo in tutti i tipi di animali o uccelli, per questo motivo, prima di includerci in tutti, dobbiamo abbassarci a zero, abbassiamo noi stessi, non sentiamo, non pensiamo, vogliamo essere come un embrione che si sviluppa dentro l'utero, dove l'utero è il gruppo. Su questo ci sono tanti esercizi di cui non parlerò ora, ma è così e questa è una cosa. L'esercizio opposto è che la persona è la più grande di tutti e nella sua grandezza lui capisce, sente, domina su tutti in modo buono, per il bene di tutti ed allora parla, dà opinioni, in questo modo ingoia tutti e tutti sono dentro di lei, è come la madre di tutti e dopo che ognuno dei partecipanti ha fatto questi tipi di esercizi magari è importante fare qualche incontro su questo.
Quando ci siamo abituati a passare da uno stato all'altro, ci accorgiamo che siamo tutti uguali, non siamo più grandi e neppure più piccoli, siamo uguali ed essendo uguali cerchiamo realmente di non essere né più né meno, questa è la cosa più difficile, sentiamo tutti, riceviamo le opinioni, le prendiamo come fossero nostre, ognuno si include nell'altro e dopo di questo vogliamo costruire la sensazione che noi siamo insieme, che arriviamo ad una stessa sensazione, così, come ci abbracciamo, tiriamo fuori il nostro cuore, togliamo la buccia che avvolge il cuore, vogliamo metterlo a nudo.
Tal: Generalmente quando una persona entra nel gruppo si prende cura di sé stesso.
Dopo arriviamo ad uno stato in cui passiamo al concetto di uno, è quando cominciamo a sentire, con questi esercizi, che ci assistiamo a vicenda, ci comprendiamo a vicenda come se fossimo uno, realmente sparisce il senso individuale ed acquisiamo il senso integrale, scompare il senso dell'io, “io sento, io penso” ci avviciniamo ad un senso in comune che è il noi insieme e dal “noi” passiamo al senso di “uno”, non è che siamo connessi ma noi e gli altri siamo uno, questo è il senso integrale. Quello che si fa in questo tipo di esercizi è costruire una dinamica di gruppo, ma in un modo esterno, cerchiamo dei sistemi per poter capire, per poter essere in connessione con tutti, così le persone capiscono che lavorano con il pubblico, ma non cambiamo direzione dal nostro punto di vista, all'inizio facciamo questo per guadagnarci, per approfittarci del prossimo. Ma quello che facciamo noi è cambiare il senso, la direzione.
Tal: Perché saltano l'immediato?
Guardate cosa arriva, la cosa principale è arrivare al senso, poi non ci saranno problemi nell'utilizzarlo perché quando arriviamo alla capacità di poter sentire le altre persone come uno, dopo percepiremo in un modo vero tutto quello che accade intorno a noi, quello che accade è il risultato di questo, non c'è problema, comprendiamo correttamente ciò che accade attorno a noi. Non è che sono un bebè, ma non capisco quello che accade attorno a me.
Tal: Come puoi spiegare questo in modo che le persone si sostengano?
Noi lo insegniamo alle persone che acquisiscono il senso integrale, abbiamo un nuovo grado, dobbiamo imparare ad utilizzare questo senso integrale.
Tal: Le persone che arrivano sono scettiche, per esempio, c’è qualcuno che si è curato? È possibile fare questo processo?
Lo vedrai, dopo la mia spiegazione potrai vedere cosa è successo.
Tal: I cambiamenti, la sensibilità.
Ci sono persone che hanno buone relazioni, o precisamente non hanno relazioni non buone, la persona si rapporta come un padre con i figli, ha una misura di giudizio, una misura di misericordia.
Tal: Magari è un qualcosa che non mi aspetto, una cosa diversa.
Un senso nuovo con il quale la persona vede il mondo in modo integrale, comincia a rapportarsi con la natura in modo corretto. La natura è tutto quello che ci circonda.
Oren: Tutte le cose che sono qui, le sedie, il tavolo, questa è natura?
No, questo è un teatro, qualcosa di artificiale, la natura è inanimato, vegetale, animato, la persona esiste sulla terra e comincia a ricevere la sensazione di tutto l'universo, tutto è una sola cosa, tutto è incluso.
Oren: È possibile sperimentare questo nella città come è possibile sentire questo? Adesso siamo nella natura?
Se tu adesso mi chiedi come mi sento, ti rispondo che mi sento in un sistema integrale, generale, dove sento tutti, io sento come respirano l'inanimato, il vegetale, l'animato e le persone, come tutti badano a cosa può essere o non essere per il loro bene.
Oren: Sentire la Natura non è essere nella natura, può essere qui, dove sono seduto adesso, questa è la Natura? Tal è la Natura? Lei è la Natura?
No, no.
Oren: Che cosa è?
È quello che sento complessivamente, questo universo, la città, la famiglia, tutto ciò in cui esisto,
Oren: Tutto ciò che è al di fuori di me è la Natura?
Sì. Tutto ciò che è al di fuori è la Natura.
Oren: Quando io vivo, viaggio magari nelle Alpi, in qualsiasi paesaggio bello, non importa cosa c'è, se una città, la campagna, tutto quello che è fuori di me è la Natura, è come una sfera dentro la quale esisto.
Tal: Abbiamo la necessità di capire come questo si collega…
Io sono una parte di questo, ho un sistema interno che mi insegna a vedere come sono, dove sono, questa è una direzione verso la Natura, da dove vengo, come ci siamo sviluppati dai dinosauri fino ad adesso, o come scrive l'Ari che parla della scimmia.
Tal: Come capirò che nella mia vita personale ho bisogno di fare questo cambiamento?
Se tu non vuoi sbagliare, in tutto ciò che esiste, in tutto quello che fai, ti conviene poco per volta fare dei cambiamenti nella tua percezione del tuo mondo, vediamo che oggi tutti noi siamo in ritardo in questo momento di crisi, di confusione in tutto ciò che accade, non sappiamo cosa fare per mancanza di consapevolezza. Appena sappiamo cosa accade oggi, perché parlare di quello che accadrà domani? Se tu vuoi vedere l'orizzonte, vedere realmente come il mondo avanza, allora dici: ok, noi abbiamo passato questo negli ultimi 50 anni, allora è come se aprissi gli occhi e vedessi come le cose cambiano ed in che modo, hai una percezione interna con la quale percepisci queste cose, diventi una persona che capisce, che sente, oggi siamo come ciechi.
Tal: Come questo mi aiuterà nel mio sistema di relazioni con chi mi circonda?
I sistemi vicino a te sono connessi anche con altri, diciamo se vuoi sposarti, avere figli, migliorare il tuo posto di lavoro, puoi rapportarti con gli altri, cioè con tutti i sistemi nei quali ti trovi, se ti includi con tutti, guarda, ci sono milioni di persone che sono senza lavoro, che hanno crisi in famiglia, con i figli ecc.
Tal: Generalmente queste persone vanno in questi tipi di gruppi perché vogliono degli strumenti.
Il loro problema è che non cambiano da soli, magari avranno una tendenza a vivere in comune, a fare delle cose, ma questo non aiuterà, in questo non scopriamo nessun vero cambiamento.
Tal: Quello che accade in questi gruppi, diciamo che è possibile cambiare tutti i tipi di modelli, avere una visione come lei ha detto, io cerco di capire come questo gruppo integrale può rispondere alle mie necessità basilari.
Comincerai a sentire come il mondo respira perché tutto è in una dinamica.
Tal: Quello che accade in questi gruppi è che io posso imitare gli altri, diciamo che se vedo qualcuno che passa un processo questo mi aiuta, allora posso farlo anch'io, perché da sola non è mi è possibile senza qualcuno che mi aiuti.
Si, ci deve essere un gruppo nel quale si fanno tutti i tipi di esercizi.
Tal: È uno studio individuale?
Non è qualcosa che può essere fatto a casa per mezzo di internet, deve esserci un gruppo fisico, solamente un gruppo fisico con questa influenza reciproca può attraversare il processo.
Oren: Ok, stiamo arrivando alla fine, come conclusione mi piacerebbe chiederle cos'è una direzione circolare alla vita?
Che, nella nostra percezione, prendiamo in considerazione tutto ciò che accade con tutti i dati che costruiscono la forma di questo mondo, questo si chiama direzione circolare, cioè illimitata, riceviamo tutto come è, perché noi, per noi stessi, siamo così, percepiamo in questo modo e così non sbagliamo.
Oren: Grazie Rav Laitman, il tempo è finito, non c'è scelta, grazie a voi per essere con noi.
(Fine della conversazione)