Nuova Vita
Conversazione numero: 86
Paura ed ansietà 1
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 21/10/2012
Oren: Ciao a tutti, grazie per esservi uniti a noi in questa serie di conversazioni “Una nuova vita”. Recentemente abbiamo parlato della salute e vorremmo imparare da Rav Laitman un nuovo approccio alla nostra salute, a ciò che quotidianamente ci preoccupa quando ci focalizziamo su qualcosa che riguarda la salute.
Oggi abbiamo deciso di focalizzarci sulle ansie, le preoccupazioni che, a volte più, a volte meno, attraversiamo tutti a causa di malattie, di diagnosi, a volte anche di infarti, quindi qui abbiamo deciso di simulare una situazione con 10 persone sedute qui in studio e Nitzah le presenterà con alcune parole e tu ci aiuterai a sviluppare questa nuova consapevolezza. Allora Nitzah, chi c'è qui con noi oggi?
Nitzah: Con noi abbiamo una donna di 32 anni, madre di gemelli, ha il battito del polso accelerato, soffre di ansia, di preoccupazioni e questo le procura anche insonnia, poi c'è un uomo di 35 anni che è obeso, un ingegnere che ha problemi alla schiena, una donna di 48 anni che soffre di crampi allo stomaco ed inoltre ha scoperto che la sua amica ha un tumore, poi ancora due persone che hanno mancanza di appetito e di energie, due uomini giovani che hanno paura di perdere il loro impulso sessuale e quello di poter fare le cose basilari della vita. Quindi, parlando di questo tema con il gruppo, vediamo che quello che hanno in comune, condiviso da tutti, è che tutti si preoccupano fino al punto di diventare ansiosi e soffrire di ansia. Questo è quello che sentiamo e occupa la maggior parte dei nostri pensieri, la vita ci preoccupa, è diventata qualcosa che ci spaventa, ci stressa. Perciò la prima domanda è: come siamo arrivati ad uno stato in cui la vita, anziché essere la cosa più naturale, è diventata la cosa più spaventosa?
Io non capisco e non sono d'accordo con quello che dici e cioè che la vita è un processo naturale e che non dovrebbero esserci né stress, né problemi. Se noi guardiamo il regno animale, dato che il nostro sviluppo è quello del grado dell'animale, vedremo che loro costantemente si preoccupano della loro sopravvivenza, questa è la loro vita, si preoccupano di costruire un nido per sopravvivere, devono prendersi cura dei loro piccoli e si preoccupano dalla mattina alla sera per le minacce di chi vuole mangiarli, noi pensiamo che loro vivano bene sugli alberi e li invidiamo perché non siamo liberi come loro che hanno aria fresca e sole, e questo riguarda anche il mondo vegetale e non comprendiamo che questa loro vita è piena di ansia, di preoccupazione, vivono in ogni momento una paura istintiva. Nessuno è libero da questo stato, in questo piano di esistenza siamo in una costante spinta di esistere, di sopravvivere per tutta la vita, chi è che pensa al piacere? Dove vedi il piacere in tutto questo? Tutta questa vita è solo sofferenza, solo che noi umani, anziché sentirci la vera creazione, usare il nostro ego affinché si sviluppi in noi per arrivare alla dimensione umana, quella del parlante, che è simile alla Natura integrale generale, utilizziamo questo ego che cresce in noi direzionandolo in modo diverso, per godere, per riempirci, per ridurre il nostro stress, questo è l'opposto del piano della Creazione, è come la freccia e l'arco con il quale prima devi tirare indietro la freccia e poi rilasciarla di modo che voli in alto. Questo è quello che noi abbiamo fatto finora nel piano generale della Natura, siamo andati indietro e poi abbiamo sviluppato apparentemente bene l'umanità e così tutti sono contenti mentre, in realtà, il cammino è stato pieno di sofferenza, sangue, guerre, potere, delusioni e violenza, perché quello che noi volevamo era riempire l'ego per il nostro bene. Questo fino ad arrivare ai nostri giorni creando una situazione nella quale ci rendiamo conto che non può funzionare in questo modo, da adesso noi stiamo cominciamo a rilasciare questa freccia dall'arco ed ora essa sta volando nella maniera giusta perché ci rendiamo conto che questo approccio alla vita non è buono e presto sapremo come relazionarci nella maniera giusta alla vita, ne parleremo.
Nitzah: Qual è la nostra natura?
La nostra natura è il desiderio di godere ad ogni livello, di questo abbiamo già parlato tante volte durante le nostre lezioni, e secondo questo desiderio non è che noi ci sviluppiamo costantemente per trovare di cosa possiamo godere, vuol dire che il desiderio si sviluppa costantemente, non per quanto riguarda la quantità, ma soprattutto in qualità, cioè noi possiamo sempre mangiare di più, anziché 250 grammi mangiamo magari 1 chilo, ma abbiamo anche i nostri sensi, le mani, le orecchie e quanto possiamo godere con questi perché ciò è limitato in natura. Noi stiamo parlando di un incremento qualitativo, se andiamo in un normale ristorante ci viene dato cibo semplice ed a volte più salutare, più gustoso che non in un ristorante costoso dove abbiamo cinque persone che ci servono e piccole quantità nel piatto, forse neanche tanto gustose, ma tutto è molto lussuoso e di alta qualità, questa è la differenza, il nostro desiderio di ricevere diventa sempre più di qualità.
Dall'inanimato, vegetale, animato ed anche nel livello umano che si è sviluppato negli ultimi 100 anni, il desiderio continua a svilupparsi in qualità, vogliamo riempirci sempre più qualitativamente in saggezza, cultura, educazione, società e questo ci spinge ad evolverci, non cerchiamo 100 cene ma solo 1 di un tipo diverso, non vogliamo 100 persone che suonano davanti a noi ma solo 1 di qualità superiore, questo è il nostro desiderio di ricevere che si sviluppa sempre.
In questo ci sono principalmente due fenomeni, piacere e sofferenza, se desideriamo godere, riempirci con il piacere, allora sentiamo una mancanza di piacere, non siamo contenti di niente, fino al piacere relativo, questa è tutta la nostra vita, dalla sensazione dei guai, dei dolori, fino alla sensazione di un buon riempimento, ogni persona secondo il suo carattere, le condizioni, la società che gli dà dei valori, e così via. È così che noi ci sviluppiamo ed è quello di cui ci preoccupiamo dalla mattina alla sera, di come dormiamo, di come vediamo tutto, ogni cosa noi la vediamo in modi diversi, tutto dipende dai valori della società, che stabilisce il nostro atteggiamo nei confronti della vita. Noi abbiamo la nostra personalità, i nostri caratteri e, in base a questi, vediamo la nostra vita e continuiamo a cercare ciò che è simile ai nostri geni, se vediamo un uomo o una donna immediatamente cerchiamo di capire quanto sono simili a noi e quanto si adattano a quanto è dentro di noi, possiamo avere affetto verso di loro fino ad amarli, oppure possiamo essere respinti da loro fino ad arrivare all'odio, tutto dipende dalle nostre reshimot, le impressioni, è così che noi vediamo il mondo. Quindi il nostro desiderio di ricevere non è solo astratto, ha una qualità interiore che si sviluppa dentro ognuno di noi, ognuno ha un magazzino di reshimot, di impressioni, di geni, e ognuno cerca chi è simile a lui e chi è opposto a lui, ed in accordo a questo la persona sente costantemente dei movimenti nella vita, fisicamente, in base a come noi ci muoviamo, di cosa ci circondiamo, di come vediamo le cose, inconsciamente siamo completamente governati da questo e siamo preoccupati di come ci riempiremo nel modo ottimale. La legge del riempimento ottimale è quello di riempire noi stessi al massimo con un investimento minimo di energia e di potere, quindi ancora una volta sono le condizioni ereditarie nelle quali siamo nati, i valori che abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia, dall'ambiente, dalla scuola, dall'asilo, oppure da internet, dalla televisione, che determinano il nostro desiderio di ricevere che cresce sempre ed è sempre più influenzato e quindi crea l'ansia di cui non siamo consapevoli in quanto siamo abituati a questo.
Quando cerchiamo di riempirci si creano tanti tipi di meccanismi a livello di compensazione su come non essere così ansiosi se non otteniamo quello che vogliamo, ci diciamo che forse non è così male perché forse non dovrei volere quelle cose, ci mettiamo costantemente sotto controllo: dovremmo o non dovremmo? Proprio come è scritto “uomo, non desiderare la figlia di un re” perché è troppo lontana da noi, ci abbassiamo continuamente a livelli in cui vale la pena per noi preoccuparci, ci sono questioni molto importanti come quello della salute e ci sono i nostri sentimenti interiori, forse è qualcosa che è più lontano? Forse poi è quello che ci interessa di meno perché è nel cerchio che noi sentiamo noi stessi ed è importante gestirlo e in questo ci sono ogni tipo di influenze esterne.
Prendiamo ad esempio due uomini che hanno una mancanza di appetito sessuale, questo dipende dalla società, loro possono vivere bene, in pace senza queste preoccupazioni, va tutto bene anche se non l'hanno, quindi non devono inseguirlo, forse non hanno questi piaceri, ma grazie a Dio non debbono neppure alienarsi, fare tanti sforzi, loro invece si riposano, leggono libri, ascoltano musica, fanno gite, mentre invece sentire questo desiderio interno richiede molte energie, forza e nervi, una persona che non deve soddisfare questo desiderio può essere molto felice, libero e provare piacere da altre cose della vita, ma tutto dipende dalla società, quanto mette sotto pressione, quanto fa diventare ansiosi e loro gli dicono che questa è la fonte dell'ansia. Forse io farei loro un corso semplice per far capire che non vale la pena rendere questo desiderio più grande, forse è l'opposto, magari dovrebbero considerare di fare altre cose, usare questo tempo per fare mille altre cose, questo è solo un esempio di quanto l'ansia possa essere artificiale.
Nitzah: Perché?
Perché questo può essere percepito come non normale, come un'anomalia.
Nitzah: Perché?
Guardami, io sto invecchiando, il mio corpo ha dei limiti, ma io mi ritrovo ad essere soddisfatto da tante cose ed ho più tempo per gli altri, ad un tratto scopro cose che prima non mi interessavano, ora ho cose di cui godere non meno di prima, quindi tutto è relativo perché il desiderio di ricevere è diverso per ognuno di noi, una persona trova piacere nel calcio, un'altra dalla musica, dall'ascoltare un concerto, chi preferisce guardare una partita di calcio per lui questa è una sinfonia, quindi tutto è molto relativo.
Torniamo all'ansia, alla preoccupazione, questo è lo sfondo costante della nostra vita, una persona è costantemente in ansia, anche quando prova piacere, cioè prova piacere dall'essere meno in ansia di prima, è come se lui non fosse al livello in cui ci pensa costantemente, ma non c'è quasi nessuno che ha questa sensazione, non c'è persona che si senta continuamente libero dalle ansie perché tutta la Creazione è desiderio di ricevere, di riempire se stesso, non è possibile dire che un certo momento è il migliore, che non c'è nient'altro che si vuole nella vita, a meno che non sia un'illusione che passa velocemente. Quindi ci domandiamo come portare una persona a sentirsi in accordo con la sua natura, la sua genetica, con l'ambiente che gli ha dato ogni tipo di valore conformemente a quello che lui ora sente, tutti i cambiamenti, a quello che lui sente da fuori, che ha bisogno di questo e di quest'altro, che ha l'ansia per la sicurezza, la mancanza di cibo, di aria, su cosa succederà per quanto riguarda il freddo ed il caldo e tante altre cose. Come fa una persona a trovarsi in uno stato equilibrato in cui da un lato esistono ansia, paura, preoccupazioni, ma poi lui si riempie in maniera giusta? Perché senza ansie e preoccupazioni lui non si muove, questo è quello che lo spinge, che spinge la fisiologia del corpo, le meccaniche, la sua esistenza, questo è il modo in cui avanziamo nella vita, quindi prima di tutto dobbiamo essere bilanciati, diretti in modo che possiamo gestire la nostra vita ed avanzare nella maniera giusta. Diciamo una donna, una madre, lei sa che deve cucinare ed aspettare i bambini che tornano da scuola, poi si preoccupa di quello che succede a scuola, di cosa succede a suo marito quando torna a casa, anche se lei non si sente bene si occupa dei membri della famiglia, diciamo che lei va al lavoro, perché oggi le donne lavorano, in breve lei ha una lista di preoccupazioni e problemi. Questo riguarda soprattutto le donne perché in fin dei conti è lei che gestisce la famiglia, può gestirli tutti dentro di sé e ce la fa, oltre al fatto che ha un lavoro in cui ha cento cose da fare. Quindi come possiamo portare una persona, una donna, un uomo, a soffrire meno per questo? Le donne hanno una maggiore forza di sopravvivenza con queste centinaia di fonti di ansia, possiamo dare a tutte un sostegno nella società di modo che ognuno, ogni uomo o donna, si sentiranno in equilibrio, bene, comodi. Ciò vuol dire che una persona ha preoccupazioni, ansie paure fino al livello in cui è possibile gestirle e non che non gli interessa ma si butta nelle mani della società affinché essa si prenda cura di lei, oppure non le interessa quello che le succederà, andrà per le strade, ci sono persone così. Una persona avrà abbastanza problemi e preoccupazioni per sostenersi come ogni persona normale nella società, costruirsi una famiglia, avere dei bambini, dar loro quello che è necessario nella vita e continuare così da generazione in generazione, di modo che si senta al sicuro, in un certo grado di equilibrio che lo sosterrà e lo manterrà al punto che chiamiamo “della salute”.
Noi dobbiamo allora pensare da cosa dipende questo, dalle nostre ricerche vediamo che dipende completamente dalla società, dall'influenza che essa ha su una persona, dal fatto che essa la controlla al 100%. Se noi potessimo organizzare la società in modo che, invece delle trasmissioni televisive e di tutte queste cose artificiali, naturalmente non parliamo delle cose vere della vita, noi disconnettiamo la persona da questo, non le diremo le cose brutte che succedono, i giornali e le notizie sì, ma dipende da come vengono pubblicati. Dobbiamo organizzare le cose in modo che una persona verrà nutrita da tutto nella vita, da quello che esiste nella vita, ma deve ricevere il flusso giusto delle informazioni, che sia bilanciato, l'informazione deve fluire in lui in modo libero senza che i media gli causino ansia con lo scopo di attirare la sua attenzione attraverso la creazione di fenomeni artificiali. Se noi organizziamo l'ambiente in questo modo credo che ci libereremo di tutto, forse non proprio di tutte le ansie ma almeno di una parte. Perché a noi sembra che esistano delle situazioni che non sappiamo come superare, come possiamo non parlare degli tsunami, degli uragani e delle guerre, però se noi riuscissimo a rilassare la società umana forse potremmo liberarci anche di queste cose, degli uragani, dei fenomeni naturali a livello animale, vegetale ed inanimato, ed anche delle preoccupazioni che riguardano il livello umano.
È come con i bambini, loro cominciano a litigare, si scaldano ed ognuno influenza l'altro, se l'ambiente fosse più calmo non ci scalderemmo così tanto e non faremmo guerre e con questo ci libereremmo al 100% dei nostri problemi, delle ansie, le paure, le minacce, delle nostre sensazioni negative riguardo a quello che succede negli avvenimenti recenti, nelle vite individuali ed anche nella vita dell'umanità in generale.
Questo è in realtà il trattamento migliore, perché ogni volta che noi non bilanciamo la società, che diamo medicinali che servono solo alle persone che vogliono guadagnarci, che diamo trattamenti per curare le ansie, tutto questo non aiuta, l'influenza dell'ambiente negativo dei nostri tempi è così grande e potente che tutti i medicinali non aiuteranno, a meno che noi non chiudiamo una persona, gli diamo droghe, gli tagliamo le orecchie o togliamo gli occhi di modo che lui non veda e non senta, dobbiamo disconnetterlo proprio come lui si disconnette usando alcool e droghe perché non vuole sentire il mondo, magari va in un'isola deserta oppure prende un fucile per uccidere tutti, è la società stessa che causa questi fenomeni nel mondo in cui delle persone odiano il proprio ambiente che è fonte di così tante minacce e di disturbi, quindi io sono certo che questa è la fonte del problema e la fonte della soluzione.
Noi non possiamo cambiare il nostro desiderio, come abbiamo detto all'inizio della lezione, la persona costantemente si sviluppa in maniera qualitativa, il nostro desiderio passa dal basso all'alto in termini di qualità e diventa sempre più sensibile alle influenze esterne, una volta non ci importava se una persona vicino a noi urlava, se succedeva qualcosa nella via accanto mentre oggi ci importa di cosa succede nell'altra parte del mondo, questo perché dipende da noi, noi apparteniamo e dipendiamo da questo, ci influenza.
Quindi dobbiamo cominciare a parlare di questo, oggi dobbiamo capire da dove vengono le nostre preoccupazioni, le nostre paure, la mancanza di sicurezza, l'impotenza, le minacce, non è importante se tutto viene dalla nostra immaginazione o se è verità, l’importante è come una persona le sente e le sentirà sempre di più, anche se non sono giustificate le sentirà sempre di più, noi dobbiamo considerare solo la sua sensazione in quanto tutto è individuale, personale, dipende dalla persona stessa. Allora più noi avanziamo, più impotenti ci sentiremo nel trattare le ansie, le paure, la disperazione sarà fonte di tutti i problemi, soprattutto quelli di salute, questo è sicuro, perché se il desiderio di ricevere è la base della nostra natura allora tutti i sistemi fisici dipendono da questo, questo è il motivo per cui dobbiamo vedere questo come causa di tutte le nostre malattie, non psicosomatiche, ma malattie vere, fisiologiche. Perciò, fino a quando non risolveremo il grande problema dell'influenza dell'ambiente sull'uomo, questa influenza negativa dell'ambiente sull'uomo, non vedremo le persone più sane, anzi, di generazione in generazione li vedremo soffrire sempre di più. Inoltre vedremo anche che saremo incapaci di gestire il fenomeno che arriverà, non potremo farlo perché questi fenomeni arriveranno a livelli sempre più alti, non è che la gamba fa male, che il sistema linfatico è alterato o altre cose, noi vedremo che ci saranno problemi maggiori, arriveranno a livelli più alti nel nostro organismo, nella struttura dell'anima, nel sistema nervoso, nel campo psicologico e psichiatrico, proprio come adesso che il 30% delle persone sono definite psicologicamente malate, esse non sono una minaccia per la società, possono vivere tra noi e quindi una grande percentuale di queste persone che hanno ansie di cui non sono consapevoli, ansie nascoste, crescerà.
Noi sentiamo qualcosa che entra dentro di noi, è come se non lo vedessimo ma comunque rimane dentro di noi, passa nei nostri sistemi e noi ci conviviamo, così come con tutto quello che assorbiamo dalla Natura, per questo motivo non siamo in grado di gestire tutti questi problemi che diventano sempre più diffusi. Sappiamo che se una persona va nello spazio, prima di andare riceve un trattamento speciale, deve fare un grande preparazione, addestramento, esercizi, e questo anche al suo ritorno quando torna alla sua vita quotidiana. Noi siamo tutti in questa missione, in questa gara per la sopravvivenza durante tutta la nostra vita.
Nitzah: Mentre parlavi cercavo di ricordare di quando ero bambina, ricordo che c'erano sempre preoccupazioni, mentre ora sembra che questa preoccupazione è nell'aria, dappertutto, è qualcosa da cui non puoi fuggire. Dalle tue parole cerco di capire la connessione tra la persona che è preoccupata perché vuole essere felice, alla società, una società che ha più cultura, che è più sviluppata, cosa è successo?
No, no, la società è peggiorata, è diventata più egoista. Lo vedo nei bambini, anche all'asilo, quanta competizione c'è, essi sono molto più intelligenti, a 3-4 anni sono già sviluppati quanto lo erano una volta quelli di 8-9 anni. Prima un bambino aveva bisogno di compagnia e cominciava a giocare con gli altri all'età di 6-7 anni, oggi giocano insieme già all'età di 2-3 anni, hanno impulsi sessuali, sociali e competono tra loro, sappiamo in che ambiente vivono, hanno la regina della classe, gli eroi, è una cosa orribile, una volta non succedeva così. 50-100 anni fa i bambini erano semplici, oggi tutto quello che vedono alla televisione lo portano a scuola, anche all'asilo, ma soprattutto alla scuola dalla terza, quarta classe in poi, portano con loro talmente tanto stress, pressioni, distorsioni impressioni che loro vivono, sono così, è triste, ma loro non possono farci niente e non possiamo farci niente neppure noi a meno che non cambiamo la società in generale, e questo allora li influenzerà. Dobbiamo cambiare i nostri media nell'ambiente generale, quello che influenza tutti noi, inclusi i bambini, perché essi portano in sé, nell'età più tenera, l'influenza negativa della società, dell'ambiente, ed è continuamente influenzato da essa.
Quest'accumulo è la base di tutti i problemi, tutte le malattie, in fondo nessuno è contento della propria vita, quindi è impossibile che un bambino nasca in una vita calma tenendo conto dell'influenza di questo ambiente, è impossibile. Come abbiamo detto prima, lo sviluppo del nostro ego, anziché portarci nella direzione giusta, ci porta in quella negativa ed oggi siamo arrivati ad un punto in cui, ora che abbiamo tirato indietro la freccia, dobbiamo rilasciarla e direzionarla in senso opposto.
Siamo arrivati in uno stato in cui ci troviamo in crisi e l'influenza dell'ambiente, della società, è così negativa in quanto la sviluppiamo in un modo negativo che influenza tutti, quindi ora dobbiamo fare un'analisi di noi stessi e vedere che non abbiamo scelta perché ci troviamo in una crisi generale, non soltanto nelle nostre relazioni interpersonali, in quanto queste relazioni influenzano la nostra vita materiale. Il fatto è che ora il mondo è diventato rotondo e noi siamo entrati in questo sistema integrale in cui dipendiamo gli uni dagli altri, e cominciamo ad essere consapevoli dell'influenza dell'ambiente su di noi, su ognuno di noi, perché tutti viviamo in questo ambiente rinchiuso in un piccolo cerchio e vediamo che abbiamo un problema. Se vogliamo avere una buona vita dobbiamo cambiare l'influenza dell'ambiente, la nostra educazione, la nostra cultura, su come ci relazioniamo tra di noi, perché quello che rovina le nostre vite è questa dipendenza reciproca, non c'è scelta, dobbiamo renderci conto che bisogna cambiare direzione verso il bene, l'atteggiamento buono, dobbiamo annullare tutte le influenze negative, insegnare ai bambini come vivere una buona vita, ama l'amico come te stesso, portare il metodo corrette nelle relazioni sentimentali, in quelle tra i vicini, dobbiamo portare l'educazione integrale nelle scuole in modo che ognuno riceva educazione, non solo conoscenze, informazioni, noi dobbiamo portare le persone a costruire la società.
Se noi mettiamo tutte le persone in una sfera corretta allora avremo una nuova generazione che vivrà correttamente, forse non noi ma almeno loro, se ci prendiamo cura di loro la vita cambierà, ed anche il modo in cui trattiamo l'ecologia ed ogni tipo di sistema da cui dipendiamo, i sistemi economici, sociali, in questo modo, ovviamente, ogni cosa migliorerà. Tutto dipende dall'educazione attraverso la quale noi possiamo cambiare l'influenza dell'ambiente sulle persone, inoltre tutti questi fenomeni di ansie, paure, non si manifesteranno, una persona avanzerebbe nella sua vita e questa sensazione costante di ansia e paura la svilupperebbe, per esempio sentire un po' di fame sarebbe in relazione al riempimento che sta per ricevere, sentire un po' di ansia per qualcosa che vuole gli dà la possibilità di vedere come poterla soddisfare. Dobbiamo avere sempre la sensazione della fame insieme al riempimento, alla possibilità di riempirsi, questa è la vita, noi dobbiamo sentire una mancanza, non fino al punto di ansia, di paura, ma ad un livello che porta ad un riempimento buono e possibile.
Nitzah: Tu hai connesso la competizione e l'ansia, io mi identifico con questo perché so quanto noi siamo in competizione, tutta la nostra vita è una competizione, ci sentiamo in gara.
Questo dipende dall'ego che ci spinge e da come ci riempiamo nella società, non dobbiamo distruggere alcuna nostra inclinazione.
Nitzah: Allora come crei la competizione positiva?
Perché non ti metti in competizione su chi aiuta di più, oppure su chi trasmette buonumore agli altri? Tutto dipende dai valori che supporta la società, ma deve fare uno sforzo, non distruggere una persona e la sua modalità di esprimersi, anche la competizione nello sport va bene, però fino ad un certo livello. Essa è buona e sana nelle attività che portano beneficio alla società, in questo caso ci può essere competizione, perché no? Competete su quanto potete portare di beneficio alla società, questo va molto bene. Noi dobbiamo permettere questo, dobbiamo riempire tutti questi bisogni, anche giocare a carte o qualcos'altro, anche Las Vegas, lasciamo che resti, ma in maniera buona sana e buona. Io sono andato ed ho guardato le cose del di fuori, ho visto le persone dipendenti da questo impulso naturale della persona perché noi proveniamo dai grandi animali abituati a vivere nelle grandi foreste, a catturare un mammifero e portarlo a casa. Dobbiamo permetterlo alle persone, certo, ma deve portare beneficio, questo è quello che conta.
Nitzah: Quindi cosa facciamo adesso? Siamo in questo workshop, come possiamo fare qualcosa di pratico? perché stiamo parlando di un cambiamento della società, ma che influenza ho io sulla società?
Io vedo che gli psicologi fanno questo tipo di attività, portano le persone in una piccola società, si sostengono, si influenzano, costruiscono un piccolo muro protettivo e lì possono ricevere come bambini che dipendono dalla mamma, quindi il resto del mondo non lo vede come minaccioso perché c'è qualcosa accanto a loro che li calma. La stessa cosa è qui, la gente arriva, sono come degli animali, arrivano in piccoli gruppi, ognuno arriva più vicino che può all'altro e così si sentono al sicuro. Io vedo che questo succede, vedo che gli psicologi, i terapisti lo fanno, organizzano gruppi, costruiscono un ambiente di modo che esso influenzi i partecipanti, è così che loro interagiscono, hanno una connessione reciproca, si sostengono e ricevono anche un trattamento. È così che funziona in maniera naturale, la gente vede che riceve sostegno in questo modo. Spiegami perché abbiamo bisogno di una società o di uno Stato, di tutti questi meccanismi che abbiamo costruito per noi affinché ci proteggano, è la stessa cosa, e così è anche con la Natura, la nostra atmosfera, il campo magnetico intorno al mondo, sono tutti sistemi protettivi. Quindi ora le persone hanno bisogno di un sistema di protezione contro le influenze negative.
Nitzah: Puoi spiegarlo un po' di più? Perché sento che è esattamente quello di cui ho bisogno, un sistema protettivo contro l'influenza negativa dell'ambiente.
Abbiamo un grande disturbo nell'ambiente. Io guardo tanta televisione, un uomo ha ucciso la fidanzata oppure il contrario, un padre ha violentato la figlia, a scuola ci sono tanti ragazzi che sono criminali, Paesi che lottano fra di loro, persone che vanno sulle strade e rompono tutto, tante persone in Africa che soffrono e presto arriveranno in Europa e mangeranno tutto, è sempre così. Quindi io guardo il mondo e questo mi fa diventare pazzo. La verità è che non c'è più niente di naturale come ad esempio può essere un bambino che la mamma calma prima che vada a dormire, lo mette a letto, lo copre con qualcosa di caldo, si mette vicino a lui, bevono del latte caldo che calma. Noi invece guardiamo la televisione, ma come fa una persona a dormire dopo questo, come possiamo non avere tante ansie, disperazioni, sentirci minacciati? Fino al punto in cui cominciano a svilupparsi malattie fisiche e psichiatriche che possono disturbare il cervello.
Nitzah: Quindi, cos'è questo pacchetto protettivo?
Beh, puoi crearlo attraverso dei workshops, tavole rotonde, costruendo una protezione di piccole società che saranno come un muro per tutti gli amici che sono all'interno, che si trovano dietro questo muro, e loro saranno nutriti da questa influenza positiva. Ti faccio un esempio del mio maestro, il Rabash, lui ascoltava il primo minuto o il secondo delle notizie, io dovevo accendergli la televisione, lui all'inizio ascoltava, ma se iniziava a parlare di politica me lo faceva spegnere, non voleva più ascoltare. Cosa voglio dire con questo? A lui piaceva ascoltare non dalla televisione, ma di fatti della vita, di barzellette, di qualcosa che gli dava una buona ispirazione da cui prendeva qualcosa, lui era molto contento di questo, anche quando gli raccontavo delle barzellette, perché è in questo modo che ci si riposa. Noi sentiamo la pressione dei problemi irrisolti, mentre invece con una risata puoi risolvere le cose.
Nitzah: Aspetta un attimo, voglio capire. Hai detto che noi dobbiamo creare questo pacchetto protettivo, noi formiamo questi piccoli gruppi e dentro......
Costruiamo l'influenza dell'ambiente dei partecipanti al gruppo, lì ci sono anche famiglie con i bambini, poi, diciamo una volta alla settimana, facciamo un workshop, giochiamo, facciamo attività, questo da un lato, dall'altro devono avere una radio con cui poter comunicare fra loro durante la settimana, una radio che dia buone notizie, barzellette, è meglio avere un po' di umorismo.
Nitzah: Quindi tu stai dicendo che l'umorismo è una cura.
Una specie di cura, una grande cura.
Nitzah: E potresti insegnare ad una persona che partecipa alle nostre lezioni, come cogliere le...
Quando ha il supporto dell'ambiente la persona deve saper come disconnettersi dai fatti del mondo, non ascoltare il 100% di quello che succede nel mondo, lui deve disconnettersi da queste cose, non sono importanti, non servono, proprio come facevo io con il mio maestro.
Nitzah: Quindi, come fa una persona a sapere cosa ascoltare e cosa no? Bisogna sviluppare l'ascolto selettivo?
La persona sa cosa provoca in lui sensazioni negative e quindi si disconnette, ascoltiamo soltanto cose necessarie o per la vita o per il lavoro, disconnettendoci da ciò che non è necessario, anziché di film dell'orrore, di violenza, riempiamo il nostro orecchio, il nostro desiderio con una barzelletta. Se una persona si trova in uno stato in cui non può studiare, non può leggere, non può dormire, però gli piace ascoltare, allora può vedere qualcosa, magari una commedia o qualcosa riguardo alla natura, oppure qualcosa che lo fa ridere, perché no? Questo non vuol dire che non è una persona seria.
Qualcuno sta creando delle notizie dell'orrore che ci mette sotto pressione apposta per influenzarci e, più lo fa in maniera potente, più tensioni riceve, maggiore è il suo intento di vendere spazio pubblicitario, perché dobbiamo dipendere da questo? Se si trattasse di qualcosa di veramente serio, la vita, uno tsunami, cambiamenti economici importanti, allora questa è un'altra cosa, ma il 99% se non il 100% di ciò che ascoltiamo ci arriva da persone irresponsabili che non hanno altri interessi oltre al trarne un profitto, quindi dobbiamo filtrare tutto ciò che riceviamo dall'ambiente al fine di non procurarci ansie e preoccupazioni che non sono necessarie.
Nitzah: Quindi le paure e le preoccupazioni derivano dai nostri pensieri, anche se non ascoltiamo la televisione.
Questo perché non hai un ambiente positivo che ti influenza. Ora che abbiamo focalizzato il problema parleremo di come risolverlo, fai che queste influenze positive ti influenzino e costruisci un ambiente buono intorno a te.
Oren: Il nostro tempo è scaduto, saremo felici di continuare con la prossima lezione. Grazie Rav Laitman, grazie Nitzah e grazie ai nostri partecipanti. Non abbiate paura, venite da noi e creeremo questo nuovo ambiente. Arrivederci alla prossima lezione.
(Fine della conversazione)