Nuova Vita 249 - Il mio mondo interiore, parte 1

Nuova Vita 249 - Il mio mondo interiore, parte 1

Episode 249|10 נוב׳ 2013

Nuova Vita

Conversazione numero: 249

Il mio mondo interiore, parte 1

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 10/11/2013

Oren: Ciao a tutti, salve Rav Laitman, salve Tal. Oggi vogliamo scoprire chi siamo noi, conoscerci meglio per saper come migliorare la nostra vita, non sotto l'aspetto intellettuale ma dei sentimenti, per sentirci meglio e volare avanti. Tal, parla tu.

Tal: Noi vogliamo continuare a parlare del lavoro nel nostro mondo interiore, su cosa ci fa muovere, vogliamo parlare dei sentimenti delle persone, delle loro sensazioni. Ricordo che quando ero giovane e studiavo dentro di me c'erano tante sensazioni emotive e c'erano delle persone che mi aiutavano a trovare il modo di pensare in maniera positiva, costruttiva e questo mi ha aiutato.

Si, ora la psicologia nelle scuole è così.

Tal: Ritengo che si tratta di qualcosa che manca molto anche a noi adulti, ci mancano dei mezzi che possano aiutarci. Nella conversazione precedente abbiamo parlato del fatto che vorremmo sapere chi siamo. Noi siamo i nostri desideri, il nostro desiderio di godere ed ognuno ha questo desiderio che ci fa muovere nella vita. Quando noi ci chiediamo cosa succede nel nostro mondo interiore prestiamo attenzione soprattutto alle sensazioni, al nostro stato d'animo ed io vorrei comprendere qual è la differenza tra sentimento e desiderio, sono la stessa cosa?

No, il desiderio è una mancanza, cioè vogliamo qualcosa, mentre il sentimento è ciò che noi percepiamo. Per prima cosa tutto ciò che percepiamo è il desiderio di ricevere, di godere, il desiderio di ricevere piacere, noi vogliamo ed allora per il fatto che vogliamo noi percepiamo nel nostro desiderio ciò che vogliamo. Questo desiderio di godere cresce, prima siamo come un neonato, un bambino piccolo, poi apriamo gli occhi e cominciamo a vedere, a sentire, a controllare, a comprendere qual è la situazione attorno a noi, è così che l'uomo si sviluppa. Quanto l'uomo invecchia il desiderio diventa meno forte, cosa vuol dire che vuole morire? vuol dire che ha eliminato il desiderio in quanto esso è la vita, l'essenza del desiderio è l'essenza della vita.

Tutto dipende dallo sviluppo dell'uomo, ci sono le qualità con le quali esso è nato, poi c'è la grandezza del desiderio, la famiglia, l'ambiente, se una persona cresce con un grande egoismo questo dipende dall'ambiente nel quale egli cresce, ed anche da come egli usa il suo desiderio. Bisogna tener conto della grandezza del desiderio, della sua qualità e della sua forma, se, ad esempio, una persona ha un'inclinazione artistica lo si può far entrare in una scuola in cui imparerà a dipingere, magari non diventerà come Modigliani o qualcuno del genere, ma sarà qualcosa, si svilupperà. Noi dobbiamo sviluppare tutte le nostre tendenze, ad esempio per la scultura, comporre canzoni, scrivere bene, dobbiamo sviluppare tutte le qualità che l'uomo ha ed il bambino deve, nella scuola, imparare varie forme di sviluppo, non ha importanza che lui conosca gli articoli di legge, se ne dimenticherà in fretta, la cosa principale per noi è sviluppare questo senso generale che è chiamato desiderio di godere, imparare quante più cose possibili e che sappia anche goderne. Io avrei impostato la scuola in un modo molto diverso da quella attuale, su come fare dei corsi, anche di chimica e fisica, utilizzando il gioco, giocando nei cerchi.

Abbiamo detto che tutto serve a sviluppare il desiderio di godere in tutti i nostri sensi e ciò è valido anche nel livello animale, vegetale ed immobile, però nell'uomo è sviluppato in maniera molto più forte.

Tal: Quando ho cominciato a diventare grande ho seguito molti corsi, ho frequentato luoghi in cui giocare, cantare, ballare, quello che ora mi manca sono le sensazioni che ho provato sia nei corsi che al di fuori di essi.

Si, alla base c'è in noi il desiderio di ricevere, di godere e possiamo svilupparlo in varie direzioni, ma di cosa vogliamo godere? perché, per cosa, in che modo un desiderio si equivale ad un altro, che desideri conviene sviluppare e quali altri conviene limitare, fa bene o fa male agli altri, chi possiamo danneggiare con questi nostri desideri di godere? Non si parla solo del desiderio, ma di come mantenere il godimento in esso, non abbiamo molti godimenti nella vita. Quando siamo piccoli la natura sviluppa in noi la capacità di godere di ogni cosa che osserviamo per aiutarci a svilupparci, però dopo i vent'anni, diciamo al massimo trenta, l'uomo si chiude, non vuole di più, si accontenta di quello che sa di questa struttura del godere, non va in posti lontani, non gli interessa andare nello spazio magari scalare delle montagne.

Noi vediamo che ora i nostri bambini si sviluppano più lentamente, non desiderano tante cose, si stancano presto di esse, non è un qualcosa di negativo, vediamo che nel corso delle generazioni il desiderio si evolve in un modo non semplice, molto diverso, c'è il desiderio di mangiare, del sesso, della famiglia, dei soldi, dell'onore, della cultura che si trova in tutti noi, ma in misura diversa, ci sono persone che hanno l'attitudine al lavoro, ai soldi, altre che vogliono essere dei ricercatori, altre per le quali l'importanza principale viene data alla famiglia, altre a cui basta il sesso. Dipende anche da generazione a generazione, anche per la questione della famiglie, ci sono persone che da sempre hanno mantenuto la famiglia, altre no, volevano viaggiare, vedere tutti i posti del mondo, erano desideri individuali che riscontriamo anche in ognuno di noi, in ogni singola generazione noi preferiamo una cosa all'altra, abbiamo desideri specifici. In oltre ci sono delle differenze tra gli uomini e le donne, ci sono stati dei cambiamenti anche in questo, così come tra nazioni e nazioni, civiltà e civiltà, non è possibile paragonare la Cina all'America, al Canada. Ora tutto è più confuso nel senso che siamo più mescolati, non c'è la differenza che c'era una volta perché le persone vanno a vivere in altre nazioni, quindi noi dobbiamo insegnare all'uomo come usare nel modo giusto i suoi desideri, come svilupparli perché noi abbiamo la possibilità di godere in base a quanto li sviluppiamo.

Una volta ho fatto un viaggio con un mio amico nel Nord America, siamo stati dieci giorni a New York ed io gli avevo promesso di vedere quello che lui preferiva, io conoscevo New York perché c'ero stato diverse volte, avevo lavorato lì in televisione, anche per i giornali, gli avevo promesso che sarei stato tutti i dieci giorni con lui, dalla mattina alla sera, però gli ho fatto presente che c'era molte cose interessanti da vedere, come la metropolitana, ed altro. Abbiamo visitato dei musei privati in cui le persone normali non potevano entrare ma lui si era prenotato preventivamente, io sono andato con lui e mi sono accorto che quello era il suo mondo, viveva per quello, come lui vedeva il mondo? vedeva solo delle pitture, delle opere importanti. Affinché l'uomo possa godere di tutto, abbia la possibilità di godere di ogni cosa, di vivere bene, dipende anche dagli insegnamenti avuti a scuola, la nostra scuola è dalle 8 alle 14 durante le quali l'insegnante tiene delle lezioni fondamentali allo stesso modo in cui si insegna ad un soldato nell'esercito ed allora i bambini non vogliono andare a scuola, sono sempre meno i bambini che vanno a scuola, quindi bisogna svilupparli attraverso il gioco, un giorno intero durante il quale possano giocare e sperimentare.

Tal: Se oltre ai desideri nel corso della giornata abbiamo dei mondi interiori, dei pensieri?

Tu stai parlando solo dei desideri, ma cosa ci aiuta a sviluppare i desideri, a collegarli o cancellarli, sentire di più o di meno, si tratta di una specie di macchina che opera insieme al desiderio e che si chiama intelletto, il nostro cervello, il quale si occupa di creare o cancellare i desideri, ed in che modo esso indirizza i sentimenti verso una determinata direzione? questo è il lavoro del cervello che opera per fare discriminazioni, controllarli, costruirli e capire cosa viene recepito, praticamente elabora questi sentimenti. Questo però è già un sistema in più che si è aggiunto ai sentimenti nel processo in cui essi si sono sviluppati nel corso della storia, in questo modo si sviluppa anche il cervello.

Tal: Infatti il nostro cervello influenza il modo di sentire dell'uomo, influenza la sua vita in modo determinante, un giorno magari può essere felice ed un altro arrabbiato, disperato, sono stati che sembrano non avere un perché che possono condizionare vari aspetti della vita.

E' vero e questa è la dimostrazione che il desiderio è la base di tutto, per mezzo suo noi vediamo e ci chiariamo la situazione in maniera soggettiva, personale che può cambiare da un momento all'altro, un momento vedo una cosa positiva, ma se si aggiunge un nuovo elemento anche piccolo, vediamo le cose in un modo completamente diverso. Questo vuol dire che la nostra percezione è del tutto personale, molto dipendente nel giudicare una cosa positiva o negativa, non percepiamo la realtà per quella che è ma attraverso il nostro desiderio che è quello di godere, se non si tratta di godimento per noi stessi una cosa può essere bellissima ma noi la percepiamo come un qualcosa di negativo, tutto dipende da questa sensazione soggettiva.

Tal: Sono tutte sensazioni nostre, personali, ma da cosa dipende questa? Un giorno viviamo una bella realtà, un altro tutto sembra buio, brutto. Da cosa dipende?

In questi ultimi tempi questo è causato anche da uno squilibrio ormonale, uno squilibrio nei componenti dell'uomo. Sembra che ciò non abbia alcun senso, però vediamo che ciò accade in grandissimi continenti, a volte fanno vedere dei grafici che indicano dove c'è più o meno depressione nel mondo e da questo risulta come questo problema della depressione diventi sempre più grande, il nostro desiderio generale, che è quello di godere, si trasforma in sofferenza sempre di più di anno in anno. Una volta questo era il problema del l'élite, mentre le persone semplici vivevano più felici in ogni situazione, tutto sembrava loro qualcosa di naturale, adesso no, oggi l'uomo si trova in una situazione molto negativa, lui stesso non sa il perché e questo lo sanno anche i medici, la depressione di questi tempi è molto diffusa.

Ci sono molti problemi, tra l'altro quello del sesso, quello della modifica dell'orientamento sessuale, altri problemi sono la depressione, la droga e la mancanza di motivazioni per se stessi, pur essendo intelligenti ritengono che non vale la pena far qualcosa nella vita perché non conseguono niente nella vita in quanto non sono connessi, ed allora non si sviluppano. Questa depressione è aumentata negli ultimi 40 anni e non sappiamo cosa succederà nella prossima generazione, vorremmo sapere come godere del piacere della vita, vediamo che le persone adulte si impegnano nel lavoro e desiderano svilupparsi, partecipano ad ogni tipo di eventi, frequentano i club, le università, per esempio vediamo che persone di 70-80 anni vivono con allegria, la felicità è come un grafico di Gauss, è ad un livello alto, poi scende e di nuovo sale, prende una tendenza inversa, questa è una caratteristica della nostra generazione come la stessa depressione, esso si inverte nella generazione successiva

Tal: A me sembra che non va così, penso che dall'inizio della vita fino alla fine una persona rimane legata come se fosse in una maledizione, in un tale stato d'animo cattivo

Non è che è cattivo, è semplicemente una persona vuota, cosa significa una persona vuota, che se è vuota deve ottenere un piacere, ma di cosa? Sente che non ha niente e chiede qualcosa per cui provare piacere altrimenti si rivolge all'alcool o alla droga, così non si sente sotto pressione, questo è quello che vediamo nel mondo, la mancanza di futuro, di lavoro (interruzione traduzione dal minuto 23,02 a 27,06) ......... noi vogliamo sapere il perché di questa vita, il significato, se c'è allora vale la pena di vivere altrimenti la vita di tutta l'umanità non vale niente. Una volta gioivamo della vita, ma se essa deve essere come una punizione allora pian piano giungiamo alla depressione, sono decisioni difficili però se comprendiamo ci rendiamo conto che sono decisioni decisive, molto importanti. Noi ci troviamo ora nel punto di cambiamento e, dopo di questo, vedremo un nuovo orizzonte.

Tal: Diciamo che io sono una persona che percepisce molte sensazioni, forse non ho ancora compreso qual è la causa di queste mie sensazioni negative, per esempio questa mattina mi sono svegliata di cattivo umore, ci sono persone che reagiscono prendendo medicine, altre facendo degli sport, però io voglio sapere se c'è qualcosa di migliore che posso fare quando sono di cattivo umore.

Si può insegnare ad ogni uomo qualsiasi cosa con la quale realizzare se stesso, quindi dobbiamo insegnargli come realizzarsi per uscire dalle sue sensazioni negative, non è che noi vogliamo attirarlo con le nostre domande e le nostre risposte, vogliamo aiutarlo insegnandogli il sistema per capire chi è lui, com'è costruito, qual è il compito dei desideri, dei pensieri, in che modo l'ambiente può aiutarlo o invece fargli del male, sono molte le spiegazioni, le soluzioni che la natura ci fornisce e noi dobbiamo conoscerle come per ogni scienza.

Tal: Possiamo far diventare la psicologia una scienza?

Si, però non è ancora una scienza perché non possiamo appoggiarci ad alcun risultato di queste ricerche e quindi non conosciamo le cause, per cui non è ancora considerata come qualcosa di scientifico.

Noi diamo un nome a qualunque cosa ci succede, come se fosse un fenomeno, però noi dobbiamo usare la conoscenza del sistema integrale nel quale l'umanità si trova ed imparare, comprendere cosa sono questi sistemi integrali, così come nella fisica, nella matematica che sono sistemi chiusi. Anche l'universo è un sistema, una volta tutto era un sistema chiuso, ora è diventato un sistema integrale però noi siamo in grado di conoscere il sistema terrestre con tutto quello che c'è e tutto ciò aiuta l'uomo a svilupparsi, aprire gli occhi su dove si trova e questo influisce sull'ambiente, l'uomo può aprirsi gli ambienti, ai rapporti ecologici, ai problemi del clima, di cosa influisce sul suo corpo e di conseguenza far sì che ci sia equilibrio nel proprio corpo.

Quando si studiano tutti questi sistemi che si influiscono reciprocamente l'uno con l'altro, allora si possono aprire gli occhi e vedere che noi non siamo in conformità con questo sistema integrale del quale facciamo parte perché esso esige da tutte le parti di essere in equivalenza di forma, in conformità ad esso, è la natura che lo esige, dobbiamo svilupparci come parte integrale che dà e riceve sapendo quello che si può dare al sistema e quello che si riceve dal sistema. Se l'uomo si fosse comportato in tal modo si sarebbe sentito nella forma ideale, mentre invece il nostro problema è che, al contrario dell'immobile, vegetale e animale, siamo egoisti, vogliamo ricevere senza dare niente, e non solo questo, prendiamo per noi danneggiando il prossimo e di questo godiamo, godiamo del fatto che il prossimo soffre.

Noi dobbiamo imparare tutte queste cose, ricevere molti esempio su questo che è chiamata “educazione integrale” “sistema integrale” ed allora cominceremo a vedere in che modo possiamo entrare in questo sistema, non globale come su questo globo terrestre, ma in qualcosa di integrale, un sistema integrale piccolo. Diciamo che facciamo un corso, possono essere in dieci persone, e studiamo tra di noi su come possiamo costruire questa struttura integrale, quali leggi debbono esserci fra di noi, dobbiamo insegnare loro che leggi ci sono, in che modo possiamo collaborare l'uno con l'altro, come uno riceve e l'altro dà, sapendo che se non ti do qualcosa soffro di questo perché il collegamento è reciproco, noi tutti facciamo parte di un collegamento reciproco e ci riempiamo a vicenda.

La cosa più importante è che quando costruiamo la società cominciamo a sentire in essa la forza generale di tutto questo grande universo integrale e sentiamo di innalzarci al di sopra di questa natura che abbiamo rovinato e ci innalziamo come fossimo un piatto che vola verso le stelle, fra le stelle, in qualcosa che non fa parte di questo globo terrestre, abbiamo la sensazione di trovarci tra le stelle, lontano da questo globo sporco, l'uomo allora comincia a percepire che questa forza viene dal fatto che è incluso sempre di più al quadro generale e se noi diamo sempre più attenzione a questa sensazione ci accorgeremo che essa è molto meglio dal fumare marijuana e sentirsi tranquillo, non è come chiudere gli occhi e sentirsi tranquillo, non sentire niente, ma aprire gli occhi perché lo vogliamo, lo desideriamo, veniamo attirati da questo e ci innalziamo al di sopra di questo mondo vedendo che c'è un'apertura ad un nuova era, una nuova dimensione. E' questo che dobbiamo dare alle persone, un uso del desiderio del tutto diverso, noi torniamo alla nostra natura, al desiderio di godimento, ma al contempo riceviamo la sensazione di completamento dovuta al fatto che ci colleghiamo reciprocamente con tutte le persone, con tutto ciò che è intorno a noi. Ci siamo noi con la nostra forza, la nostra personalità, con quella della natura, dell'universo e tutto questo passa attraverso di noi, ci riempie in modo completo, non ci chiudiamo in noi stessi, ci apriamo, tutto passa e noi non diamo più fastidio all'umanità. Mi è impossibile descrivervi questo meglio di così.

Noi quindi dobbiamo insegnare alle persone, nelle scuole non manca solo la psicologia, ma questo tipo di corsi ed allora non avremo più persone depresse, drogate che vanno verso direzioni negative.

Tal: Si tratta di un processo di sviluppo nel quale l'uomo passa attraverso molti cambiamenti. Se l'uomo sente una sensazione non positiva, non piacevole che non vuole, deve comprendere che questo dipende dal fatto che il suo sistema integrale non è corretto.

Si, questo accade quando noi comprendiamo, quando già abbiamo la sensazione di collegamento fra di noi, la sensazione del sistema integrale. L'uomo prima non se lo chiedeva, si chiedeva come esistere ma in maniera semplice, gli bastava un pezzo di terra, ognuno aveva il proprio mestiere e così via, se viveva in una specifica città ed andava in un’altra questo era già un viaggio, negli ultimi cento anni tutto è cambiato, abbiamo più collegamenti con le persone, collegamenti personali e generali, tutti i mass media, ma noi dobbiamo comprendere come utilizzarli al meglio.

Una volta l'uomo si sentiva bene nella sua buona famiglia, in essa ognuno aveva i propri compiti, c'erano i bambini che crescevano e ci si accontentava di questo, questo è un esempio della struttura della famiglia. Diciamo che all'inizio invece della famiglia c'era il villaggio con gli stessi rapporti specifici ed ognuno dipendeva dall'altro, poi sono state create delle piccole cittadine e successivamente delle città all'interno di mura che le circondava, non c'erano molte persone che vivevano lì comunque esse sentivano di essere interdipendenti, ognuno conosceva gli altri e c'era un collegamento fra di loro. Dopo, soprattutto con lo sviluppo tecnologico, i collegamenti tra le persone sono aumentati, ma i rapporti tra di loro si sono guastati, abbiamo smesso di preoccuparci di svilupparci in maniera naturale, come in una famiglia e questo è logico se viviamo in una grande città dove ci sono milioni di persone.

Tal: Infatti si dice che nelle grandi città le persone si sentono più sole.

Se io vivo in un villaggio o una piccola città tutti si conoscono. Ci sono persone a cui piace visitare queste piccole città perché lì c'è una sensazione pastorale, di piacevolezza in quelle piccole vie. Per farla breve, ora abbiamo rotto la legge di equivalenza di forma fra di noi, in famiglia, il collegamento fra noi e la natura generale, mentre invece la natura generale ci ha creati proprio come un sistema integrale: famiglia, villaggio, massimo una piccola cittadina, non di più. L'ultimo sviluppo è proprio deteriorato, per questo motivo noi percepiamo in esso molti problemi, molte sofferenze, abbiamo cominciato a rovinarci, a guastarci in molte direzioni, nella nostra economia, nel commercio tutti i sistemi sono sbagliati, anche la politica è diventata così.

Tal: Se mi sento di cattivo umore ma sento di non vivere da sola, che vivo in un sistema integrale più ampio, cosa devo fare, cosa devo comprendere da questo?

Se studiamo comprendiamo di sentirci male, ma a volte l'uomo si sente male e neppure se ne accorge, è come se avesse ricevuto un colpo sulla testa e si abitua a questo, non ha neppure la forza di controllare questo suo stato, di fare un'autocritica e dopo, quando si rende conto di stare male non si spiega la ragione di ciò, allora lui comincia a controllare quali possono essere i motivi, partecipa a dei seminari nei cerchi, chiede agli altri cosa succede a loro, cosa accade a lui ed in questo modo si dà delle spiegazioni.

Questo è un lavoro interiore, psicologico e dopo noi gli insegneremo come trovare una soluzione, ma deve trovarla lui, non siamo noi che gliela diamo perché, dopo tanti discernimenti, deve raggiungerla da solo e tutto questo lo riceve dalla natura. Siamo noi che dobbiamo trovare le nostre soluzioni, controllare, vedere e trovare la conferma che ciò che facciamo è giusto ed allora saremo in grado di realizzare ciò che desideriamo. Quindi il nostro insegnamento nei cerchi, quando istruiamo sulla nostra psicologia, deve essere fatto in modo tale che essi possano essere in grado di trovare la soluzione, li facciamo dialogare su questo, facciamo delle domande, diciamo loro le leggi di comportamento che poi essi stessi descriveranno in questi circoli.

Essi devono imparare a conoscere se stessi perché l'uomo che non si conosce, non è in grado di vivere bene la propria vita e noi possiamo far raggiungere questo risultato solamente sapendo come porre le domande, parlare dei problemi ed in questo modo saranno loro a trovare le risposte, il metodo è tutto qui. Ora essi capiranno che questo va realizzato perché non c'è altra possibilità, solo sapendo qual è il nostro problema, la nostra sofferenza, trovando noi stessi la soluzione allora vorremo realizzarla. Non sarà una grande sforzo perché faremo ciò attraverso la società, l'ambiente, diciamo che, pur studiando l'educazione integrale, ora stiamo male, siamo depressi, non abbiamo forza, vogliamo solo assumere droghe, bere, ascoltare musica e dimenticare tutto, non abbiamo la forza di trovare una soluzione, allora cosa facciamo? Dobbiamo tirarci fuori da questo stato, giungere ad un livello in cui troveremo la forza generale che si trova nell'universo secondo l'equivalenza di forma di cui abbiamo parlato ed allora troveremo una soluzione più grande che ogni volta ci riempie, non abbiamo forza ma lo studio ci porta ad avere la forza per giungere a questa meta, uscire ad un mondo nuovo e questo possiamo farlo solamente per mezzo della società, dell'ambiente, tramite essa troviamo la soluzione. Solamente dialogando con gli altri trovo il modo giusto per giungere ad una soluzione comprendendo qual è il problema, esaminandolo e trovando la soluzione e noi abbiamo imparato che ciò può essere fatto all'interno del cerchio, la soluzione si trova all'interno del cerchio in cui siamo un'unica famiglia, un'unica persona ed un unico cuore, non ha importanza quali siano i problemi: cibo, sesso, famiglia, soldi, amore, possiamo risolvere tutto con l'amore per il prossimo.

Le persone non avranno paura di chiedersi perché viviamo perché per mezzo dell'elaborazione di questa domanda giungeranno alla soluzione giusta, è la saggezza delle masse che porta a questo.

Tal: Sembra che quando ho un problema molto personale che condivido con gli altri esso non è più personale.

Si, perché il mondo smette di essere personale, diventa integrale, generale, quindi noi dobbiamo giungere alla soluzione in modo generale, non c'è nessuno che non dipende dagli altri, io dipendo da loro e loro da me, giorno dopo giorno questa rete si rivela sempre di più e questa rivelazione è graduale, la riceviamo come una crisi che si avvicina sempre di più perché siamo opposti rispetto a questa rete.

Tal: Ho letto in un libro di psicologia che molti terapisti comprendono l'importanza del gruppo che sostiene la persona. Se al mattino mi alzo di cattivo umore e raggiungo il cerchio cosa e perché mi dà forza il fatto che sono seduta con altre persone?

Non ricevi forza, ti includi in questo cerchio, ti dedichi e vieni inghiottito da esso e sparisci lì, allora, in questo modo cominci a percepire che lì c'è un livello diverso dell'esistenza, non c'è più l'io ma il noi. Questo non riguarda noi ma tutta l'umanità, non solo, anche l'immobile, vegetale e animale.

Tal: Ed in che modo posso migliorare il mio umore?

Sentendo che non sei più preoccupata per te stessa, cominci a percepire, afferrare questa forza generale che costruisce e fa muovere tutta la natura e che ci porta allo sviluppo, a questa grande programmazione che si trova nella natura ed accompagna tutta l'umanità. Allora cominci a fluire in questa grande flusso e da questo percepisci te stessa, ti ritrovi nella Luce Superiore.

Tal: Allora, questo processo inizia quando al mattino mi sveglio di cattivo umore ed io vado in un circolo di persone con le quali passare un processo di miglioramento della mia vita. Siamo tutti in questo processo, in quanti dobbiamo essere? C'è un numero minimo?

La cosa migliore è che siano dieci persone.

Oren: Diciamo che mi sono svegliato con una brutta sensazione, sono giunto al cerchio e siamo tutti in questa sensazione, cosa facciamo ora? Si chiacchiera?

Si parla delle nostre sensazioni, del nostro umore, del fatto che, per esempio, sei arrabbiato ed hai pianto tutta la notte perché è sparito il cane e sei giù di morale perché sei rimasto con questa sensazione, inoltre hai dei problemi con i bambini perché crescono e danno problemi. Allora noi ti chiediamo perché sei triste? perché è chiaro che hai mille problemi, no, non si parla di questo con nessuno, Allora cominciamo a piangere tutti insieme al centro del cerchio? No! vogliamo ricevere una carezza? No! Quello che facciamo è cominciare ad includerci in base alle leggi del seminario, questa è la prima cosa, poi ognuno guarda l'altro e cerca di sorridere, anche se in modo artificiale noi sorridiamo, dopo di che vi prendete per mano nel cerchio e cominciate a cantare una canzone imparata all'asilo, qualcosa di bello e piacevole.

Oren: Non ho mai cantato all'asilo, non ricordo nessuna canzone.

Non importa. In breve, dobbiamo fare delle azioni che non sono naturali, che non abbiamo voglia di fare, ci sono azioni artificiali per mezzo delle quali cominciamo ad essere collegati gli uni con gli altri in modo meccanico, dopo possiamo fare degli esercizi di ritmo, per esempio battere le mani, e quando ognuno segue il ritmo cominciamo a collegare i sistemi uditivi, visivi e di tatto anche se in modo meccanico, e poi cominciamo a parlare l'uno con l'altro in modo bello, positivo, anche se non abbiamo un'attitudine bella e positiva verso l'altro, anche se non lo vediamo malgrado il mezzo metro tra di noi, dopo di che ora dobbiamo dire qualcosa di grande, di positivo su di lui “sei una grande persona, sei bravissimo, fai le cose molto bene, come sei bello, quante cose sai”. Anche se non ci conosciamo dobbiamo fare tanti complimenti, dobbiamo rivestire la persona della forma in cui vogliamo vederlo, come se fosse nostro figlio in cui vediamo tante cose positive. Con gli uomini parliamo in forma maschile, mentre per esempio a Tal diremo com'è bella, com'è speciale, delicata e così via. Da questo noi cominciamo ad imparare qual è il nostro desiderio di ricevere, in che modo godiamo e come è possibile uscire da questa ordinaria sensazione di disperazione.

Oren: Perché è qualcosa di artificiale?

Perché non è la nostra natura, quindi cominciamo con il nostro sistema meccanico dopo aver fatto degli esercizi di equivalenza e conformità fra di noi, questo è ciò da cui cominciamo, iniziamo con il seminario ed in questo ambito commentiamo la domanda che ci pone il nostro insegnate.

Oren: Qual è la prima domanda?

Per prima cosa non si parla del male, anche questa è una domanda: in che modo noi non parliamo del male ma solo del bene? Parlare solo del bene e non del male, questa è già psicologia. E' possibile approfondire questo, fino a quanto noi riusciamo a coinvolgerci nel cerchio nel modo in cui non si discute e secondo le regole del workshop e con questo cominciamo ad innalzarci verso la meta della connessione e quanto con questo otteniamo un livello di vita diverso comprendendo che conviene vivere. Con questo noi guadagneremo qualcosa di grande, una vita al di sopra delle limitazioni, al termine del workshop dobbiamo sentire una grande forza, calore e che non c'è alcun limite.

Oren: Il tempo è terminato, grazie a tutti.

(Fine della conversazione)