Nuova Vita 751 - Connettere gli opposti

Nuova Vita 751 - Connettere gli opposti

Episode 751|21 lug 2016

Nuova Vita

Conversazione numero 751

Connettere gli opposti

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del 21 luglio 2016

Oren: Buongiorno a tutti, grazie di essere qui con noi a Nuova Vita con il dr. Laitman, buongiorno a lei, buongiorno Nitzah. Oggi stiamo parlando con il dr. Laitman dei conflitti. Sfortunatamente fanno parte della vita e vogliamo sapere come risolverli nel modo migliore. Nitzah prego, comincia.

Nitzah: Sì, nel programma precedente abbiamo capito, almeno io ho capito, che il conflitto è alla base del sentire nella vita che, attraverso di esso, passiamo per un processo evolutivo e che senza questo non possiamo svilupparci. Tutto ciò cambia la mia relazione con una visione corretta del conflitto.

Risposta: Sì, e che tutti (i conflitti) vengono dalla natura.

Nitzah: Allora è la natura che ci manda il conflitto?

Risposta: Sì, in realtà nessuno di noi crea il conflitto.

Nitzah: Esiste una forza nella natura che appositamente ci invia i conflitti? O ancor più che ci spinge l’uno contro l’altro?

Risposta: Sì, in un modo abbastanza astuto. È la stessa inclinazione al male che c’è nella nostra natura.

Nitzah: È questa che ci invia questi stati?

Risposta: Sì. È come se fosse una malattia che si sviluppa continuamente dentro l’uomo, come ad esempio, quando abbiamo un virus, sentiamo che qualcosa succede in noi, sentiamo una forza estranea. Così funziona.

Nitzah: Allora così entra?

Risposta: Sì, sì, entra in modo astuto e non solamente in me, ma è opposta a me così sentiamo questo.

Nitzah: Sì tante volte entra in modo astuto e persino attraverso le persone più vicine a noi, così ci porta a questi scontri non gradevoli e nella testa cominciamo a capire che è una cosa scorretta.

Risposta: Sì. In realtà se capiamo come utilizzarla al dì fuori della famiglia e ti posso dire che al di fuori della saggezza della Kabbalah non vedo come questo possa essere gestito, impiegheremo correttamente i conflitti per trasformarli in modo efficace per lo sviluppo e completarci.

Nitzah: In verità sono d’accordo con lei, per questo discutiamo di questo tema qui perché in realtà vedo che i vari metodi esistenti dicono di fare qualcos’altro. Ad esempio, ci sono approcci che parlano di mediazione: due persone che vogliono definire qualcosa in una maniera pacifica, senza lo scontro, devono arrivare a un qualche tipo di compromesso, o connessione come l’abbiamo chiamata, ma in pratica non sembra che questa cosa aggiuntiva avvenga, semmai si tratta di un compromesso, uno stato in cui vogliono arrivare a un accordo e così arrivano a una soluzione. Cioè come chiamare questo correttamente?

Risposta: Qui non c’è un ponte, una connessione, ma semplicemente vanno agli estremi di ognuno perché non siano vicino a un’esplosione. Se nessuno è contento almeno non c’è una lotta, questo è il processo.

Nitzah: Esiste un processo diverso?

Risposta: Ma questo processo non ha una soluzione.

Nitzah: In realtà non è una soluzione, va bene. Quello che chiedo è che la parola soluzione porti in qualche modo a risolvere il tema.

Risposta: In realtà non possiamo risolverlo. Non possiamo neanche sentirci più vicini gli uni agli altri. Io chiedo: come è possibile far avvicinare due cose opposte che sono state create così dalla Natura? Non possiamo. Non c’è soluzione. L’umanità cerca questa soluzione, ma non la troverà.

Nitzah: Sì vero, nel mondo vediamo che c’è la guerra, la crisi, l’esplosione.

Risposta: O l’allontanamento.

Nitzah: Voglio continuare, capire come costruiamo una cosa nuova attraverso il conflitto.

Risposta: Perché è così importante per te Nitzah?

Nitzah: Perché penso che dovremo raggiungere questo sviluppo poiché non sarà più possibile nascondere oltre che la situazione è brutta a tutti i livelli e dobbiamo trovare una soluzione. La soluzione è la lotta o la separazione, vediamo questo in tutti i campi e questo è necessario?

Risposta: Questo viene dalla saggezza della Kabbalah. Precisamente a questo stato a cui è arrivata l’umanità non abbiamo scelta. In tutte le situazioni della vita siamo così opposti che siamo disposti a divorarci l’uno con l’altro; non riusciamo a gestirci né con i bambini né nella coppia, né con noi stessi e non parlo di paesi, di governi o di partiti politici. È che siamo arrivati dove tutte le forme di connessione che sono esistite prima, quando eravamo in accordo con loro e in qualche modo vivevamo secondo queste, sono in crisi. In famiglia, con i figli, i nonni c’era una connessione diversa, ad esempio tra le persone di un villaggio vicine le une alle altre. Oggi siamo arrivati a uno stato dove l’ego si è sviluppato sempre di più e non siamo capaci di sopportare neanche i vicini e la gente; i ragazzi sgridano i genitori. E così possiamo dire in generale dei popoli e dei paesi, che sono in questo stato che richiede isolamento. Per questo creiamo tanti strumenti che permettono a ognuno di esistere senza necessità. Siamo arrivati a uno stato in cui tutta l’umanità si trova in depressione, dove ognuno vive separatamente, ripiegato su sé stesso. Oltre questi tre sistemi abbiamo bisogno di cercare un quarto sistema, avere chiaro che l’opposizione che c’è tra noi non potremo mai cancellarla né estirparla in nessun modo. Questo da una parte. In secondo luogo è che non potremo vivere insieme con questa opposizione. Questo ci porterà verso un conflitto che non finisce mai, dove non potremo sopportarci l’uno con l’altro, meglio morire che vivere. Va bene, divorziamo, ci allontaniamo, la facciamo finita con la vita o consumiamo droghe. Tutto è il risultato della mancanza di una soluzione. Allora ci rimane solamente una cosa. Se non possiamo fare nulla con il conflitto, con le differenze che ci sono tra di noi, dobbiamo imparare che con questo possiamo entrare in un tipo di contatto. Se possibile, cerchiamo di trovare ogni tipo di soluzione attraverso l’educazione, la cultura e la costruiamo in modo che ognuno abbia il suo piccolo appartamento con ogni confort, in modo che nessuno abbia bisogno dell’altro. Tutto questo, alla fine non ci aiuta e vediamo che le persone nonostante tutto sono in conflitto, ognuno sente che dovrà risolvere questo nella relazione con il prossimo. Così arriviamo alla rivelazione della Kabbalah. Cosa ci dice? La soluzione della Kabbalah ci dice che ognuno è nel suo desiderio di ricevere piacere in modo personale e speciale. Questi sono gli individualisti che esistono sulla Terra che mai potranno dialogare l’uno con l’altro e ogni giorno saranno sempre di più in opposizione l’uno con l’altro. In realtà, tutta la Natura ci spinge a fare questo e non rimarrà tranquilla finché non troveremo una soluzione tra noi nonostante questa opposizione.

Oren: Cosa ci dice questo metodo?

Risposta: Questo metodo ci dice che entriamo in connessione al di sopra dell’opposizione.

Oren: Come?

Risposta: Questo è il problema.

Oren: Lo sappiamo e allora qual è la soluzione?

Risposta: No, no, il problema è se questo sia possibile da raggiungere perché se tu parli con qualcuno ti dirà che non vede qualcosa del genere, non vede che è così.

Oren: Lei dice che è possibile e necessario.

Risposta: Ti dico che è possibile e necessario dal punto di vista della Natura, ma persino spiegare questa necessità è difficile perché come è possibile che odio qualcuno e nello stesso tempo lo amo? Questa è la domanda.

Oren: Questa è la grande domanda.

Risposta: Sì. È una doppia lezione perché se io lo odio come posso vedere insieme a questo che posso amarlo se sono due inclinazioni opposte? Per questo è molto difficile spiegarlo. Qui arriviamo in realtà a uno stato in cui riveliamo la forza positiva della Natura. Esiste anche la forza positiva al di là della forza del rifiuto, esiste la forza di attrazione, dobbiamo scoprirla là fuori e cominciare a utilizzarla e per fare questo dobbiamo organizzarci in modo speciale per cominciare a scoprirla. Se io oriento me stesso in modo corretto verso qualcosa, diciamo, verso le altre persone, attraverso la connessione tra noi creiamo un meccanismo mediante il quale scopro questa forza positiva tra noi. Le persone sono ancora in opposizione, in conflitto ma sono disposte a connettersi l’una con l’altra con l’intenzione, con l’obiettivo di scoprire la forza di connessione della Natura che è opposta a noi. Questa forza che scopriamo ci connette tra di noi, fra persone che vogliono includersi e io faccio qualcosa per trovare la forza che ci connette, così ci troviamo tra due forze, l’una non ha nulla dell’altra, perché la prima forza è sotto il dominio dell’ego ma al di sopra di questa esiste un’altra forza positiva. Queste due forze sono in opposizione tremenda all’una con l’altra e allora quello che scopriamo è che esiste una terza forza che si stabilisce tra queste due e crea una connessione tra le due.

Oren: Va bene, diciamo che se due persone oggi creano una connessione, come lei descrive, è come se dirigessero una forza che li connette. Vogliamo spiegare questo un po' meglio? Che esiste una forza di connessione nella Natura che è la stessa forza che crea la connessione dentro un conflitto.

Risposta: Sì, questa forza che compare lo fa come una forza che ci connette tra di noi ma non è abbastanza, perché la forza negativa rimane in aggiunta a quella positiva, allora tra il negativo e il positivo ci deve essere una linea speciale che si chiama la linea di mezzo. Una connessione molto speciale. Adesso non possiamo descrivere questo, ma è a questo che dobbiamo arrivare.

Oren: Vorrei capire. Quando due forze negative iniziano un conflitto, lei ha detto che dobbiamo invitare la terza forza che possa generare questa connessione tra di noi. Qual è la tecnica? Come possiamo invitare questa forza tra di noi?

Risposta: Non soltanto invitarla, voi dovete attivare questo sistema speciale, non c’è altra soluzione.

Oren: Diciamo di sì. Qual è la tecnica della connessione? Io vorrei arrivare ai dettagli: qual è la tecnica speciale che ha solamente la Kabbalah?

Risposta: La tecnica è la seguente: voi arrivate e venite inclusi in un gruppo al quale si insegna un metodo, nel gruppo tutti partecipano anche se non si conoscono e tutti ricevono tutto. Diciamo un tipo di esercizio dove ognuno deve essere disposto a servire gli altri secondo il loro desiderio, a rimpicciolirsi, fino a quanto? Fino zero davanti a tutti.

Oren: Cosa vuol dire fino a zero?

Risposta: Non solamente per il fatto che non equivale a niente, ma più precisamente che è disposto a servire tutti, come una madre grande e forte che ha la capacità di prendersi cura del suo bambino.

Oren: Ho una domanda prima di andare avanti. Dentro a questo gruppo, quali sono le interazioni? Come è connessa una persona all’interno del gruppo e come ci si rapporta rispetto al conflitto?

Risposta: Tu puoi fare questo dappertutto, hai un metodo.

Oren: Questo esercizio possiamo farlo nella nostra coppia perché il primo esercizio è che ognuno deve pensare a trattare bene agli altri. Dove ci porterà questo esercizio? È piccolo o è grande? Perché ognuno ha la capacità di dare agli altri quello di cui hanno bisogno? Io pratico due cose opposte, come dire se è piccolo o grande, qual è l’essenza? Puoi spiegare questo pensiero? Cosa devo rammentare?

Risposta: Che tu puoi e vuoi e sei in grado di portare a termine tutto ciò che vuoi, sei il loro schiavo.

Oren: Cosa vuol dire essere grandi verso l’altro?

Risposta: Che sei disposto a prenderti cura di lui e dare tutto quello di cui ha bisogno, tutto quello che è nelle tue possibilità.

Nitzah: È interessante, perché la soluzione di questo esercizio porta a una opposizione.

Risposta: Certo. È quello che insegniamo e impariamo: come mi rapporto agli altri in questo modo duale.

Oren: Come duale?

Risposta: Devo rimpicciolirmi verso di loro, ma verso i loro desideri mi ingrandisco al di sopra di loro, per dare loro quello di cui hanno bisogno.

Oren: Perché dovrei rimpicciolirmi?

Risposta: Questo dopo.

Oren: Sembra una cosa sola.

Risposta: No, no.

Oren: Cos’altro?

Risposta: Che io sono meno di tutti gli altri o altre volte sono più grande di tutti. Al di sopra di tutto e al di sotto di tutto sono cose equivalenti, cioè, connettono la posizione e la rimpiccioliscono. Così costruisci tutte le tre linee di cui abbiamo già parlato attraverso la mia visione. Quando iniziamo a praticare questo e vogliamo essere in questa forma, connessi insieme, arriviamo a uno stato in cui tutti pensiamo a come ci rafforziamo l’un l’altro in questo tipo di direzione di tutto il nostro gruppo che diventa uno. Un desiderio, una meta, una direzione dove non c’è nessuna differenza tra di noi, fino a tal punto che dobbiamo essere dove ognuno processa le proprie sensazioni e sente la connessione collettiva, il centro del gruppo là dove sono tutti i cuori.

Nitzah: Se ho capito bene, lei ci insegna come si fa ad essere in questi tre stati, al dì sopra, al dì sotto e nel mezzo.

Risposta: Se ci connettiamo tra di noi in modo ideale. Il problema è che se ci fermiamo questo non ci aiuterà e torneremo a essere in conflitto.

Nitzah: Allora, cosa dobbiamo aggiungere?

Risposta: Che tutti gli amici sperano nella connessione tra di noi, in questa forza speciale della profondità della Natura che ci aiuterà e ci connetterà. Questa forza, questa luce, non importa come, è una seconda forza in opposizione a quella con la quale siamo nati che è una forza egoistica, e scopriamo che è una forza altruistica. Non esiste nel nostro mondo, ma soltanto in gruppo così può essere scoperta. Quando queste due forze cominciano a rivelarsi in questo gruppo, hanno qualcosa in comune e non si nascondono tra di loro, non si cancellano, ma c’è una terza forza che nasce e in realtà è la Forza Superiore, al di fuori della forza positiva che ci porta a un nuovo grado di connessione dove l’amore coprirà tutte le trasgressioni. Quando capiamo che il conflitto è per la necessità di raggiungere il livello superiore della nostra vita.

Nitzah: Questa forza che ci connette è la meta che scopriamo?

Risposta: Sì. Dall’inizio è così e arriviamo a scoprire questa terza forza.

Oren: Potremo parlare di questo?

Risposta: Il problema è che non ho parole per esprimere questo, ma spero che in qualche modo possiamo avvicinarci.

Oren: Grazie dr. Laitman, grazie Nitzah e grazie a voi di essere stati qui con noi a Nuova Vita.