Nuova Vita
Conversazione numero: 38
Costruire il punto di connessione
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 17/07/20125
Oren: Buongiorno a tutti e benvenuti in questa nuova conversazione col prof. Laitman. Buongiorno Nitzah Mazos. Oggi siamo qui riuniti insieme e parleremo delle relazioni di coppia, vedremo come correggere le relazioni di coppia, siamo passati veramente ad una nuova fase. Parlando, comprendiamo il sistema delle relazioni con quelli che ci stanno intorno, perciò vorremmo poter riprogrammare questo tipo di relazioni fra noi da un punto di vista differente. Vedremo dei passi, uno dopo l'altro senza saltare troppo, perché tutti possano capire quello di cui stiamo parlando. Credo che vedrete cose veramente interessanti che potrete realizzare anche a casa.
Rav Laitman, nella discussione, precedente abbiamo parlato del fatto che il primo grado di questo processo al fine di instaurare una buona relazione in una coppia, è riconoscere la natura dell'uomo e della donna, ci hai dato anche uno o due workshop che spiegano a che livello si costruiscono queste relazioni, come si presenta l'uomo, cosa deve attraversare la donna e come devono interfacciarsi uno con l'altra. Però, adesso facciamo un passo avanti. Ci hai parlato molto del fatto che la coppia può trovarsi in un processo molto speciale nel quale, l'uomo da una parte e dall’altra la donna, costruiscono un triangolo creando insieme un punto speciale, che tu hai chiamato punto di unione fra loro, pensiamo a questo. Abbiamo ricevuto il feedback da molte persone su questo tipo di modello, su come costruire questo punto di unione nella coppia, questo è un modello rivoluzionario che apre il percorso, in realtà dà una possibilità a queste due persone che già sono in una relazione di coppia per il fatto che si costruisce un terzo punto al di sopra di loro due, un triangolo fatto così crea una formula che queste persone nella coppia possono realizzare. Tu hai disegnato questo processo ed io voglio concentrarmi su questo perché è veramente un qualcosa di molto interessante, non c'è mai stata una cosa così, in realtà tu ci dici che è uno strumento, non importa chi sia l'uomo e chi sia la donna, non importa che siano in accordo e che si capiscano uno con l'altro, ma tu dai un processo nel quale loro due possono creare una terza cosa, un punto che chiamiamo di unione e, con questo, cominciano a vivere una nuova relazione di connessione.
Oggi vogliamo parlare di questo, non solo in potenziale, perché quando parliamo fra di noi, con il feedback che abbiamo ricevuto, vediamo che qui c'è qualcosa di importante, molto più elevato dell'uomo e della donna specifici che stanno qua, è come una specie di modello completo che può essere realizzato da qualsiasi coppia, in qualsiasi situazione. Immaginate la situazione di una coppia che magari ha provato ogni tipo di sistema ed è sul punto di separarsi perché niente funziona, per questo motivo a questo punto noi parleremo di questo tipo di modello con il quale essi possono costruire questa terza parte, questo terzo punto, affinché non vedano solo il loro stato presente di coppia, ma vadano invece un po' più in alto. Allora, Nitzah, guidaci con delle domande, perché vogliamo capire se veramente possiamo fare qualcosa che fa al caso nostro. Perché qua c'è un gran potenziale.
Il principio, diciamo, è semplice: la relazione si costruisce nel concedere reciprocamente da ambedue le parti, nel concedersi reciprocamente, secondo il detto che tutte le trasgressioni saranno coperte con l'amore, e così avanziamo. Se c'è realmente un desiderio, anche se non tanto forte, comunque un desiderio dei due di arrivare a una vita felice, è sufficiente che abbiano sofferto, perché da soli non possono fare niente ed allora saranno disposti ad ascoltare il metodo. Non hanno bisogno di altro che di ascoltare, perché il nostro metodo è costruito in modo tale che la persona entra in un ambiente che, poco a poco, lo va cambiando senza nessuno sforzo da parte sua, di modo che essi non scapperanno dal centro che può essere un gruppo, possono essere delle coppie messe insieme, magari due coppie.
Oren: Non tanto giovani. Io ho visto qui una persona che era sul punto di separarsi ed ora ha avuto l’ultima chance, ha sentito il tuo messaggio rivoluzionario che gli ha dato l’ultima chance per questo, l'ultima possibilità.
Allora, metti insieme diverse coppie, anche con questa dazione reciproca, uno verso l'altro, ognuno si può rafforzare.
Oren: Diciamo, allora, che loro vengono messi insieme, ad esempio, una volta alla settimana, il resto del tempo, invece, è un lavoro in casa.
Parliamo anche del fatto che per la coppia la casa è il luogo in cui ognuno vede l'altro come in un ambiente proprio, perché sappiamo, cioè pensiamo, che si possa arrivare ad uno stato nel quale essi sentono l’uno le esigenze dell’altro o il carattere l’uno dell'altro, tutto questo sarà fatto nei training appositi per parlare per mezzo di queste bamboline che noi metteremo davanti alle coppie o magari anche in forma diretta, useremo dei pupazzi o in forma reale, essi devono cercare reciprocamente, con questo appoggio, di rinunciare, di concedere, per arrivare ad uno stato nel quale realmente si costruisce una connessione tra i due. Allora, tu mi domanderai adesso, come costruiamo questa cosa veramente?
Oren: Penso che Nitzah cominci con questo, adesso, la costruzione...
Prima di tutto abbiamo bisogno di chiarire qualcosa, noi siamo collegati, connessi in uno stesso punto, diciamo la punta del triangolo, questo non vuol dire che ci annulliamo l’un nell'altro, invece ci completiamo l'uno con l'altro in un appoggio reciproco, fino al punto che non sentiamo, in questa relazione fra di noi, dove sta ognuno dei due. E' come se ci ingoiassimo uno con l'altro in una forma reciproca e tutto quello che è importante e buono per lei, diventa importante e buono per me perché lo è per lei, ed anche al contrario: tutto quello che è buono e importante per me, lo è anche per lei.
Oren: Vorrei che questa conversazione fosse il seguito della discussione precedente. Come arriviamo a questo? Cosa c'è nella punta della piramide?
Prima di tutto, dobbiamo prendere questo punto.
Oren: Ok, va bene. Nella discussione precedente con i pupazzi, senza il riconoscimento della natura, cominciamo a vedere com’è la natura dell'uomo. Io voglio che questo modello non sia disconnesso ma che, diciamo, questo sia il primo passo che andiamo a sviluppare in questo triangolo e che sia il primo passo per attrarre queste due persone, cioè, gli diamo questo secondo la natura dell'uomo e della donna e vogliamo portarli ad un percorso dove si può provare questa cosa buona, dove si può provare questo nostro metodo speciale.
Ti voglio dire questo: ci sono due metodi. Dopo parleremo di quando usare uno e quando usare l'altro. Il primo metodo dice così: tu vedi questo punto centrale, questo punto del triangolo, l'hai preso, lo percepisci? e lei lo percepisce, l'ha preso? avete preso, insieme, questo punto? Lo potete descrivere come tale? Allora, per dare una spiegazione, puoi prendere veramente questo punto? da questo punto in avanti cominci a vivere senza scendere mai. Non dovete tenere in conto niente di quello che tu hai tu o ha lei, non importa quello che avete, tutto il tempo devi solamente sostenere lei e sostenere te stesso in questo punto di unione e connessione. Sostenere te stesso e lei. Perché? Perché dove la persona vuole arrivare, lì arriverà. Lui risveglia le forze della natura dentro di sé in un ambiente tale che lo porta a questo. Se vuoi stare in questo, va bene, ma alla condizione che sarà in forma permanente, tu trovi te stesso qui dentro, in pratica in relazione con lei, con tutto il mondo, con tutte le cose. Questo è un metodo.
Il secondo metodo è che di nuovo usiamo i pupazzi e cominciamo qui tutti gli esercizi che ci aiutano a rinunciare, avanziamo un po' uno verso l'altro, in forma graduale, attraverso queste bamboline. È un metodo molto più difficile perché tutto il tempo agiamo dal posto dove in cui ci troviamo, e qui ci sono cambiamenti di situazione, di stati d' animo, nostro e degli altri, ci sono molti problemi. Per questo è possibile usarlo solo a condizione che siamo in un ambiente molto forte, anche il primo metodo esige un ambiente, però non così forte come il secondo.
Oren: Quindi sceglieremo il primo, visto che è il più facile.
Prendiamo una coppia, dove passiamo tutte queste cose?
Oren: No, io voglio che costruiamo adesso questo metodo di connessione, il punto di unione per persone che sono all'inizio. Ok?
Terminiamo di parlare della serie di discussioni precedente che studiano la natura dell'uomo e della donna, ok? Adesso quello che vogliamo è che da questi due loro punti, potremo costruire un terzo punto, un'armonia completa. Questo è quello che vogliamo, andiamo a costruircelo, disegniamolo, è la stessa cosa che prima esigevamo uno con l'altro: che cosa tu vuoi da me e che cosa io voglio da te. In quale modo possiamo completarci uno con l'altro? Quando saremo felici? È lo stesso, solamente in una maniera differente, parliamo di questo punto, in questo punto noi due ci completiamo l'uno con l'altra, realizziamo le esigenze l’uno dell'altra. Noi due realizziamo e sentiamo che senza questo non esistiamo. Tiriamo fuori, da dentro questo punto, quella cosa in comune che si chiama “l'io corretto” ed anche lei fa la stessa cosa, tira fuori il suo io corretto. Quando arriviamo a questo punto, anche con la nostra fantasia, certamente, diciamo nella nostra fantasia, adesso, da questo momento in avanti, noi ci fermiamo.
Oren: Che cosa significa?
Fermarci vuol dire che non ci diamo la possibilità di staccarci da questo stesso punto, ci relazioneremo uno con l'altro come se fossimo là. Immaginatelo, immagina te stesso che sei completamente per la tua donna e lei completamente per te e che tutto quello che tu fai, tutto, lo fai pensando di darlo a lei e lei fa la stessa cosa verso di te.
Oren: Però io no! Io non sono completamente per questo. Facciamo un esercizio per immaginarci questo, non ho capito bene quello che tu hai descritto.
Descriviamo qua una coppia in cui i due sono diventati una cosa sola, un uomo e una donna come un solo corpo.
Oren: Noi descriviamo questa cosa a parole?
Anche a parole, certamente, in casa. Descrivetevi questo, giocate, avete già giocato in casa con le bambole, no? Adesso potete descrivere questa cosa. Descrivete questo con le bambole prima, sarà più facile, giocate con i pupazzi, anche questo è importante, come queste bambole, questi pupazzi, non so come chiamare questa cosa qua, come queste due bambole si completano uno con l'altra, come possono arrivare a una vita completa? Descrivete questo, immaginatelo. Che cosa vuol dire questa vita completa? Immaginalo.
Oren: Magari si possono usare le bambole, va bene, poi più avanti?
Poi, dopo che è descritta questa cosa con le bambole, dovete cominciare fra di voi.
Oren. La descrizione di questa vita felice è il punto di unione?
Sì, è qui che vuoi arrivare!
Oren. Non ho capito...
Tu non capisci che vuoi arrivare a una vita felice? Non ti capisco, una vita felice è solamente nell'unione.
Oren: Può darsi...
Adesso hai una vita amara. Perché?
Oren: Perché la relazione tra di noi non è sana.
Allora, una connessione ideale, qualcosa così, immaginata, non sarà buono?
Oren: Sì.
Ok, allora adesso andiamo a disegnare questa immagine. Che cosa vuol dire avere una buona connessione tra entrambi? andiamo a vedere fino a quale punto possiamo concedere uno nei confronti dell'altro per poter arrivare a questa immagine unificata, capire cosa vuol dire essere uno.
Oren: Adesso?
Dobbiamo disegnare questo punto, facciamolo, è tutto pronto.
Oren: Ok, descrivere che questo…
Non è una cosa semplice. Perché ci sono i desideri, le brame, gli aneliti, ci vuole tutto.
Oren: Ma stiamo parlando di un sogno?
Bisogna scrivere questo su un foglio di carta, che sia palpabile. La persona deve sapere cosa riguarda lui e cosa riguarda lei, quali esigenze o quali lamentele lei ha verso di lui e quali esigenze e lamentele ha lui verso di lei.
Oren: In questo si costruisce qualcosa di buono? Costruiamo un'immagine rosea?
Certamente che è buono. È buono per il fatto che tu cominci a vedere cos'è buono per lei in questo punto.
Oren: E questa è una cosa buona?
Sicuramente, allora, se tu decidi di cambiare a cent'ottanta gradi, intendi rinunciare a tutto, coprire tutta la spazzatura con l’oro, tu immagina cosa vuol dire per te stesso. Lei comincia a descriverti come sei e tu farai la stessa cosa con lei, in questo modo cominciate a valutare cosa c'è in comune tra di voi, una specie di conti di matematica, e pensate che sarà possibile in qualche modo arrivare a completarsi, magari a piccoli passi, ma si può arrivare a questo facendo questo percorso, descrivendo questo stato senza le cose negative, solo cose positive.
Oren: Questo magari è interessante.
Ok, tu entri in un’immagine rosea e guardi verso il basso, guardi verso la terra, diciamo. Che cosa vuol dire una vita completa e piena? Da questo tipo di sensazioni in avanti, senza però ingannare sé stessi o l'altro, cominciate a vivere così guardando a cosa bisogna rinunciare e a cosa no. Come abbiamo detto, arriviamo a comprendere perché la natura ci ha creati in questo modo, per il fatto che quando devi rinunciare, esattamente lì trovi il tuo ego.
Oren: È come qualcosa di artificiale, qui, di immaginario, di teatrale. Cos'è questa cosa qua?
Se tu vuoi arrivare a questo grado devi assomigliare a questo, è come un gioco, come un bambino che vuole somigliare ad un grande.
Oren: È come se togliessimo via i problemi?
Sicuro. Noi adesso vogliamo vivere in questo stato pieno e completo, no?
Oren: Cosa vuol dire arrivare a uno stato pieno, completo?
Nitzah: Cominciamo dal primo passo: io cerco di vedere da quale grado.
O dal basso verso l’alto, o dall'alto verso il basso.
Nitzah: Cosa devo fare? Io vedo qua che ci sono due sistemi, qual è più facile per me?
Il più facile credo che sia il metodo con il quale cerchiamo di arrivare a qualcosa di pieno e completo e tutto il tempo lavoriamo per arrivare a questo tra di noi.
Nitzah: Allora, da quale momento io comincio ad intraprendere questo processo? Prima io non ero cosciente di questo punto di connessione.
Pensavi che non ti saresti mai stancata dell'amore? Cos'è l'amore?
Nitzah: È una buona domanda.
Questa è cosa che non si capisce, come descrivi tu lo stato in cui le persone si sentono più vicine nelle coppie?
Nitzah: Il più vicino che io posso immaginare? Che è una buona vita, una buona cooperazione.
Ma questa non è una famiglia, la famiglia non è basata sull'amicizia, un amico e un'amica, ok.
Nitzah: Questo è quello che io mi posso immaginare, ma che ci sia anche un'attrazione.
Attrazione sessuale? Vabbè, uscite a ballare ed a godere insieme? Questo è tutto nella famiglia? E' questo che crea la connessione? No, no, se è solamente questo, allora è veramente un peccato sposarsi, allora separatevi. Deve esserci un desiderio di unione, aderire uno all'altro vuol dire vivere come uno. Che cosa vuol dire questo? Sentire che l'altro non alza dei muri, delle difese.
Nitzah: Però se io sento che questo desiderio non esiste in me, non sono cosciente di avere questo desiderio, se ancora non lo sento?
Bisogna svilupparlo.
Nitzah: Tutto quello di cui tu parli per me è un tipo di rivelazione. Questo punto di connessione, di unione, diciamo, io posso parlare di questo punto di completezza in una coppia?
Magari bisogna fare un workshop su questo: che cosa vuol dire questo punto di unione. Possiamo realizzare questa cosa fra le persone, fra le coppie?
Oren: Facciamolo adesso! Io voglio andare verso questo primo passo.
Il primo passo è nell'ambiente nel quale parliamo del nostro studio, dei nostri seminari, dei workshop, di questo sistema integrale. Allora, adesso, quello di cui abbiamo bisogno è capire qual è questo sistema, cos'è la connessione tra le persone. Questa è la completezza che deve esserci tra ognuno di noi e in tutta l'umanità, dobbiamo arrivare ad un completezza tale che uno vede l'altro come fosse trasparente, ognuno capisce le carenze dell'altro, ognuno completa l'altro, questo è quello che si dice: portare sé stessi e tutto il mondo in una linea di merito. Così le persone devono vivere, verso questo noi stiamo avanzando. Tutti noi già siamo in questo percorso, siamo già in questo.
Oren: Come che arriviamo a questo?
Non è solamente nella coppia, ma tra tutti.
Oren: Ok, noi sappiamo solo che abbiamo questa immagine completa. Vogliamo portare le coppie in questo posto, allora parliamo di questo triangolo, vogliamo costruire il punto di unione. Come si costruisce, in pratica? Tu hai detto di disegnare questo stato buono, di immaginarci questa buona vita, poi ha detto di non disconnettersi da questa immagine, come si fa? Spiegami, io so che tu hai fatto una descrizione in una forma fantastica, abbiamo una fantasia su qualcosa che non esiste, è solo una fantasia.
Un momento, ci sono fantasie impossibili da realizzare, altre fantasie che invece si possono realizzare.
Oren. Però, non sono reali, ok? Allora, noi immaginiamo qualcosa che è possibile da realizzare ma non si può fare adesso, questo è il primo passo. Cosa ancora? Hai detto “continuiamo a vivere con questo” come fosse una magia, sorridere a ogni condizione, creare una buona atmosfera, avere un buon stato d’animo, ma come si fa? Come si fa a non disconnettersi da questo?
L’influenza dell'ambiente e l’esercizio, diciamo l’esercizio.
Oren: Dammi quest'esercizio!
L’ambiente è nella casa di ogni coppia, tu mi stai chiedendo cosa posso fare per non dimenticarsi di questo? Tutto il tempo ricorda che abbiamo bisogno uno dell'altro, con la musica, tv, qualsiasi cosa. Tutto quello che ci influenza, che ci ricorda tutto il tempo…
Oren: Qualche volta magari ti sei arrabbiato, tu, nella tua vita, con la tua partner? Sì? Ok, allora, se mentre tu fai qualcosa lei immediatamente si arrabbia, cosa fai? Tu adesso sei in questo percorso in cui si vive in questa fantasia, vuoi portare questa fantasia nella tua vita, immaginiamo che sei entrato in cucina, o in sala, e qualcosa ti ha fatto arrabbiare, adesso che succede?
Tu fai una trasgressione e poi torni all'altro stato. Cioè tu ti arrabbi, ok, se tu ti arrabbi cosa vuol dire il dopo? che tu torni allo stesso stato di prima e chiedi perdono. Cioè, dentro di te cerchi di correggere questa qualità che ti ha portato a questo nervosismo, quindi scopri questo su te stesso e cerchi di correggerlo.
Nitzah: Il fatto che capisci che qualcosa danneggia questo punto di unione, aiuta a cambiarlo?
Sì. Certamente, danneggia se stesso...
Nitzah: È possibile capire che se io faccio un'azione che danneggia questo punto di connessione, faccio qualcosa contro di me? Questo è quello che io devo vedere, è questo mi aiuta a cambiare.
Un momento, voi volete arrivare ad una vita migliore e questa è fantasia, no? Allora cercate e cercate, l'opinione dell'ambiente, dei mezzi di comunicazione, essi devono rinforzare tutto questo, in questo modo arriveremo a una vita normale.
Oren: Credo che dobbiamo lavorare per giungere a questo grado, e dopo aver lavorato per passare tutti questi processi di fantasia dobbiamo cercare di vivere le correzioni quando usciamo fuori di qui. Continueremo a parlare di questo in un'altra discussione. Adesso terminiamo qui. Molte grazie a tutti.
(Fine della conversazione)