Nuova Vita 269 - Amor proprio, parte 1

Nuova Vita 269 - Amor proprio, parte 1

Episode 269|Dec 15, 2013

Nuova Vita

Conversazione numero: 269

L’amore per se stessi

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 15-12-2013

Oren: Buongiorno a tutti, grazie per essere qui a “Una nuova vita”, la serie educativa col dottor Laitman, buongiorno dr. Laitman, buongiorno Tal. Oggi, vogliamo osservarci un poco e conoscerci, nella parte del programma “la società ed io”. Oggi, vogliamo parlare di qualcosa che forse è più vicino, l’amore per sé stessi, come amare me stesso e cercare di trovare cose nuove per arrivare a una nuova vita, una vita migliore. Tal per piacere comincia.

Tal: Nel programma precedente abbiamo parlato di come sentirci meglio nella società, come avere più fiducia, sicurezza, superare le malignità; una delle cose di cui abbiamo parlato è accettare sé stessi, volersi bene, è stato molto utile. Continuando a pensare a questo, ho scoperto che negli ultimi dieci anni, le ricerche dicono che l’umanità si trova in una tendenza sociale culturale di narcisismo, una pandemia di narcisismo, l’amore esagerato per sé stessi, deriva dal mito greco di Narciso che si è innamorato della sua immagine fino al punto che non si è potuto staccare, così è morto, perché non poteva smettere di guardare la sua immagine. Il narcisismo, a parte che la gente lo tratta come amor proprio, un amore positivo, descrive anche la situazione di una persona che non sente il prossimo, ci sono anche cose esagerate che diventano come malattie mentali. Queste ricerche sono molto interessanti, perché sentiamo come, negli ultimi anni, le celebrità, i personaggi famosi influenzano ogni cosa su Facebook, tutto quello che mettiamo su internet, vogliamo che tutti lo vedano, questo occupa molto posto nella nostra vita, anche quando sono entrata a vedere questi articoli, là ci sono tutti i tipi di annunci sui gossip delle celebrità: come si vestono, cosa hanno fatto bene, cosa hanno fatto male. E questo mi porta a pensare che tutto è cultura della parte esterna, di come ci vediamo, questo ci attira molto, occupa molto del nostro tempo. Prima voglio chiedere: cosa è questa tendenza al narcisismo dell’io che si sta sviluppando e perché? Perché è facile che non ci sentiamo così sicuri nella nostra società?

Prima vogliamo capire se l’amore per sé stessi è la materia di tutta la realtà, la sostanza della realtà in cui viviamo, questa sostanza anche se si divide in inanimato, vegetale, animale e essere umano, sono questi i gradi da dove vengono, vogliamo che questo inanimato, vegetale, animale rimangano allo stesso livello? No! Questo è l’ego che c’è in ogni elemento, in ogni dettaglio, questo costruisce la cosa, qual è la differenza tra l’inanimato e il vegetale o l’animale e l’essere umano? La differenza è nella misura dell’ego, dell’amore per sé stesso che c’è in esso, nell’inanimato, per esempio è sufficiente per mantenersi, sostenersi, io voglio mantenermi come sono, per questo è difficile rompere l’inanimato, dipende da tutti i minerali, tutte le cose, gli elementi naturali, ognuno ha forma diversa, per questo il suo ego è più debole, ci sono persone con un ego più forte, qui sta la differenza. Se entriamo nella materia, possiamo vedere che questo dipende dagli elettroni, dai protoni che ci sono nell’atomo, alcuni sono più forti, più grandi, alcuni emettono persino come una luce, quando sono forti, è la transizione al vegetale che qui c’è una vita interna, ma il fatto che gli elettroni girano attorno ai protoni, attorno al nucleo dell’atomo, anche questo è amore per sé stessi, mantenere sé stessi, sostenersi, non volendo connettersi col prossimo, non volendo essere più vicini al prossimo, vediamo che questo viene dal più piccolo atomo, possiamo vedere che la bomba atomica ha origine dal’ infrazione di questa regola.

Oren: Che regola rompiamo nella bomba atomica? Dell’amore per sé stessi? Non ho capito…

Noi mettiamo, inseriamo energia in una bomba atomica che allora si connette, si connettono tutti gli elementi, tutte le particelle, tutti gli atomi insieme in modo tale che il limite, il bordo, la frontiera che c’è tra loro si rompe e allora scaturisce un’esplosione. Adesso, questa transizione dall’inanimato al vegetale, ad esempio i coralli che da una parte sono inanimati e dall’altra parte sono vegetali, i coralli sono uno stato intermedio e il significato è che hanno un ego più grande dell’ego inanimato, più vicino all’ego vegetale, abbiamo migliaia di forme tra loro diverse per colore, natura e carattere. Ma le differenze della radice provengono dal desiderio di godere per quanto si ama sé stesso, se si ama sé stesso più del prossimo o meno del prossimo. Dopo ci sono differenze tra il vegetale e l’animale, ci sono animali tali che sono come vegetali ma che appartengono anche al grado animale. Tra gli animali, possiamo vedere di più, conosciamo gli animali perché anche noi apparteniamo al regno animale, tutte le differenze tra loro sono dovute solo all’ego, il desiderio di godere, è come se io potessi iniettare… ad esempio se ho un topolino e gli faccio una puntura per amare di più sé stesso e allora può diventare un cane, dopo, con un desiderio molto grande diventa un elefante e poi un umano, perché noi apparteniamo al livello animale. La differenza tra l’essere umano e tutti i precedenti è che il desiderio di ricevere non continua ad esistere come è nato ma cresce durante la vita e cambia in diverse forme. E anche questo dipende dall’ambiente, si può cambiare anche per mezzo dello studio, ambiente, formazione, educazione, eccetera. Per questo l’essere umano cambia, è mutevole, per questo rompe tutte le frontiere e può acquisire, comprare tutto, perché il suo ego è così grande e continua a crescere, se io vedo qualcosa che ha un altro, immediatamente la voglio, voglio essere sempre di più degli altri. Allora, l’ego è sempre in continuo sviluppo, anche uno sviluppo di generazione in generazione, anche uno sviluppo da luogo a luogo, è sempre voglio, voglio, voglio. Come è scritto: “la persona non muore con metà del suo desiderio in mano” non c’è una cosa simile nei gradi precedenti: inanimato, vegetale, animato. Ci sono differenze tra l’ego, il desiderio di ricevere e l’amore per sé stessi, ma la differenza tra tutti è che ognuno ha come un luogo fisso in questa scala del desiderio di godere da zero fino al grado dell’essere umano, e il grado dell’essere umano è qualcosa che ha un carattere speciale, ognuno ha un carattere speciale e abilità, qualità speciali, questo è qualcosa che non ha limiti, in verità. Nel grado dell’essere umano sentiamo e per questo vediamo che questo è un sviluppo che porta l’ego. Il desiderio di vestirsi, di avere diverse interrelazioni tra persone, di più di quello che c’è in un gregge di animali, diciamo, dove c’è grande e piccolo, ma qui ha a che vedere con l’orgoglio, con l’appartenenza, schiavo o padrone, il tema della costruzione della società, qualcosa che non c’è stato mai prima. Perché in tutte le specie precedenti all’essere umano tutto è istintivo, innato e qui non è innato, la persona si sviluppa, la persona stessa sviluppa ovviamente il desiderio di ricevere, l’ego, l’amore per sé stessi è in continuo sviluppo contrariamente all’inanimato, vegetale, animale, fino al punto che inizia ad avere ambiente, famiglia, cultura, società, all’improvviso inventa tutti i tipi di professione: pittore, falegname. Da dove viene questo? Io non ho visto mai, possiamo vedere negli animali che uno si sviluppa più dell’altro a volte, ma questo è per gli ormoni o per diverse condizioni naturali. Qui è il risultato che qualcuno preferisce un altro in accordo all’opinione sociale, se penso che qualcuno è grande io voglio stare vicino a lui, cioè non che io ho questa tendenza o persino il rifiuto. Il tema della società e anche il tema della moda, è che non mi sposo con qualcuno che ho voluto per il carattere o per natura, ma solamente perché ci sono standard e opinioni sociali enormi: lei si chiama, lei è migliore di quella che avrei potuto scegliere in modo naturale, eccetera, eccetera. Anche lo sviluppo nella politica, nell’economia, in tutti i sistemi che costruiamo, tutto questo, si tratta dello sviluppo del desiderio egoistico, dell’amore per sé stessi, questo con l’essere umano è la fine di questo desiderio egoistico generale, così finisce.

Oren: Cosa finisce adesso?

Lo sviluppo del desiderio, lo sviluppo dell’amore per sé stessi sta finendo.

Oren: È arrivato in cima?

Sì.

Oren: Allora, riassumendo, quanto più la persona si sviluppa nella natura, tanto più ha amore per sé stessa, più, più e di più anche come esseri umani che abbiamo l’amor proprio più grande in natura, ci stiamo sviluppando attraverso le generazioni, e la persona arriva con questo amore per sé ad una cima, un top.

Infatti, abbiamo passato la cima e siamo in decadenza, stiamo cadendo, siamo nella disperazione dell’amore per sé stessi, già abbiamo passato la cima.

Tal: Perché io vedo questi fenomeni, c’era una storia su una bambina che voleva avere…, era il suo compleanno e voleva chiudere una strada per avere un tappeto rosso e altre cose per lei, ti mandano una specie di paparazzi, ti fanno il filmato e ti mettono in una rivista… Questo si chiamo amore di sé stessi o si chiama narcisismo?

Non c’è differenza, l’amore proprio c’è in tutti, tutti sono gestiti dall’amore proprio, noi non siamo capaci di vedere né di sentire né di fare attenzione a niente se non per mezzo dell’amor proprio, è il software, il programma che domina e controlla tutto e noi ci interconnettiamo attraverso l’amore proprio, attraverso questo software, questo programma.

Oren: Cosa vuol dire che ci interconnettiamo attraverso l’amor proprio, che la gente si interconnette con l’amore proprio?

Se non fosse per l’amore proprio che mi fa vedere te, non ti potrei vedere, non ti vedo, non ti potrei vedere con i miei occhi, fisiologicamente, non ti potrei identificare, l’amor proprio è lo strumento generale che mi attiva la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto, tutti i cinque sensi sono attivati dal mio amor proprio e, per questo, se non ho amor proprio tutti i sensi smettono di funzionare, tanto più li attiva l’amor proprio quanto più si aprono i cinque sensi, può darsi che si aprano, a metà, tre quarti o in eccesso.

Oren: Che vuol dire che i sensi si aprono o si chiudono?

Per captare tutto questo.

Oren. Mi può fare un esempio?

Come possiamo vedere i vecchi? Appena vedono, appena sentono, sono mezzi addormentati.

Oren: Perché non amano sé stessi?

Perché la cima di sé è in decadenza, dipende anche dal carburante, che magari non permette al corpo fisiologicamente di attivare la stima di sé e la stima di sé non attiva abbastanza carburante nel corpo, non voglio entrare in questo, sono cose profonde, ma ci sono tanti dettagli, sono cose delicate, ma è l’amore proprio che attiva tutto e tu puoi prendere soltanto una misura per esempio se hai una macchina, uno strumento che misura l’amore proprio in ogni cosa, tu non hai bisogno di nient’altro, perché? Perché l’amore proprio include tutto il carattere, tutti gli attributi, tutti i talenti, tutte le misure che ci sono in quello che vuoi misurare: fisica, biologia, psicologia. Qualsiasi oggetto cade sotto il concetto di amore proprio, risulta dal grado, dal suo carattere.

Oren: No, non ho capito fino alla fine, ma hai detto che se avessi uno strumento per misurare l’amore per sé stessi, potrei sapere tutto su tutti, potrei misurare lei, te, tutti, viene solo da questo dato la forza dell’amore per sé stessi?

No, l’amore proprio è la forza, si chiama rivestimento e spessore ha due misure l’amore proprio: il rivestimento e lo spessore, attraverso queste due parti ha potuto vedere tutta la natura, tutto il resto consegue dalla grandezza dell’amore per sé che si misura in accordo alle reshimot di spessore e le reshimot di rivestimento.

Tal: Come si misura amore di sé nella persona? Questo non ha nulla a che vedere con noi.

No, non possiamo misurarlo nel nostro mondo, nel nostro mondo non siamo capaci di farlo ma, se potessimo farlo… ci sono tante cose che non possiamo fare ogni giorno anche se non sarebbe abbastanza.

Tal: Tanta gente quando parla dell’amore di sé, parla di accettare sé stessa senza giudicarsi, migliorarsi, questo si riferisce all’amore di sé o a qualcosa di diverso?

L’amore proprio è un dato che non dipende da come la persona sente sé stessa, perché io sto parlando di amore proprio anche negli animali e nei vegetali, cioè la misura di sostenersi nel migliore stato possibile.

Tal: Perché si è creata una situazione in cui ognuno cerca di volersi bene di più? Perché sentiamo che non ci vogliamo bene abbastanza?

Non necessariamente, la gente si accetta come è.

Tal: Ma c’è tanta gente che cerca sostegno in tutta la cultura dell’aiuto, della psicologia, del coaching.

Ci sono, cercano di migliorarsi, ma non hai ragione, questo cosa cambia? Come ho detto, saliamo in cima e cadiamo dall’altra parte della montagna, la gente è abbastanza disperata per cercare di riempire l’amore proprio, sono disposti ad avere il minimo, sono stanchi, stufi e disperati. Questo vuol dire che non riesco a riempire l’amore per me stesso.

Tal: Nelle puntate precedenti, abbiamo detto che la gente non ha fiducia nella società. Cosa succede, mi manca di accettare me stesso come sono? La sensazione è che ho solamente bisogno di amare me stessa e…

Avrò più successo, più fiducia da una parte, ma dall’altra mi preoccupo meno per me stesso, allora mi sentirò più sicuro.

Tal: Questa è la domanda, se è in questa maniera, che direzione conviene di più?

Dipende dalle possibilità, è scritto che la persona non ha il desiderio della figlia del re. Infatti, se è una cosa difficile, perché soffrire? Devi sforzarti tanto, dieci anni e alla fine non ti riempirai, perché? Allora smetti e vuoi qualcosa di più semplice, più sicura, perché andare dietro alla figlia del re? Fai qualcosa al tuo livello. Allora, se io sono capace di abbassare le mie necessità, le pretese, posso farlo solo con l’aiuto della società, posso riempire il desiderio di ricevere, il mio amore per me stesso, allora mi sentirò così, come soddisfatto, altrimenti non si può convincere.

Oren: Se capisco quello che ha detto, c’è la situazione della persona e della sicurezza, una è rafforzare la sicurezza propria, cercando di amare sé stesso di più, in questa direzione e lei cosa ha detto? Invece di cercare di rafforzare l’amore proprio, accettare di minimizzare il mio desiderio della vita, soddisfarsi col minimo. Mi interessa di più questa direzione. Perché? Perché lì c’è il lavoro, lei qui minimizza l’amore proprio, io mi faccio più piccolo e voglio crescere di più. Voglio crescere, non voglio minimizzarmi, non voglio soddisfarmi con poco, voglio crescere al massimo, come comprimermi ad espandermi.

Questa non è una domanda semplice, se tu metterai più sforzi, più salute per arrivare ai raggiungimenti che non sono veri, sono illusori, te li porta solamente la società, puoi disfarti dei valori della società e rimanere magari nel tuo kibbutz o nel tuo piccolo villaggio.

Oren: Mi sembra che nel mio piccolo villaggio, una casa costa due milioni di dollari o un milione e mezzo, allora, non è così piccolo.

No, un luogo così con le pecore, isolato, un pezzo piccolo di terra e crescere lì, coltivare pomodori, allora a te sembra, ti chiedo in verità, che la persona, in una vita come questa, può essere meno soddisfatta di altri, di una persona che corre in diversi uffici?

Oren: No, sono sicuro che è più felice, non ho dubbi.

A paragone con quello che è in città e vuole essere più grande e questo perché? Perché ne parlano in modo che tutti lo sappiano.

Oren: Non è… Serve a realizzare sé stessi.

Non si chiama realizzare sé stessi, si chiama servire gli altri, perché lo standard che la società valorizza è quello che lui fa, lui è schiavo della società, dell’ambiente, lui non serve sé stesso o i figli, le pecore, cane e gatto, così è tutto bello come era per i suoi genitori in questo piccolo villaggio dove loro sono cresciuti, ma lui è in un appartamento, nel traffico, cambia donne e figli, tutto per mostrare sé stesso. Infatti lui ha una funzione pubblica, il pubblico vuole che lui sia così, per questo lui lo fa.

Oren: Questo lo capisco ed è chiaro, ma non conviene farlo?

Ok, perché questo si chiama salire nell’utilizzo dell’ego, nell’uso dell’amore proprio, ma la aggiunta dell’amore proprio non è amore proprio, è amore proprio negativo, non mi amerò di più, non sono in direzione di amarmi di più, invece divento schiavo della società, lo faccio contro l’amore di me stesso, mi brucio, mi rovino, non ho né giorno né notte, sono in lotta in questa grande città, cos’è questo? Solo per una specie di valore astratto, completamente transitorio, effimero, che così pensano chi si ricorderà di me nel tutto, cosa succede? E non ho famiglia, non ho figli, non ho nulla e vivo questa vita con il rumore e gli odori in questa città grande. Non so, mi sembra che la persona si sacrifica in come in una malattia, non è lo sviluppo dell’amore di sé stessi, semplicemente è ipnotizzato dalla società, dall’ambiente da una parte, e dall’altra puoi dire sì, l’amore proprio nostro riceve una forma eccessiva, come una mutazione per cui noi tutti cominciamo a vivere in senso negativo, contro la salute, contro tutto, solo per mantenere, sostenere norme sociali malate, distorte. Vero! Questo è ciò che sta accadendo.

Tal: Qual è l’alternativa, rimanere in casa? Anche non è facile rimanere in casa.

No, non dico che è facile, ci mancherà ma…

Tal: Forse posso frenarmi e non continuare a svilupparmi in questo modo eccessivo?

No, non credo, sono d’accordo con te, ma stiamo parlando di dove è più sano, dove in verità è l’amore proprio e dove qui non è l’amore proprio ma diventa rovinare sé stessi.

Tal: Ok, per la persona, se ama sé stessa deve smettere di essere schiava della società.

Abbiamo smesso di servire l’amor proprio circa all’inizio del ventesimo secolo, quando ognuno aveva la possibilità di avere una casa, una famiglia, dei figli, formazione, educazione, una generazione o due prima la gente non poteva, erano analfabeti, avevano appena un lavoro, una stanza per tutta la famiglia, verso la metà del ventesimo secolo abbiamo cominciato una situazione dove ognuno poteva soddisfare il suo amore proprio in modo equilibrato, per quello che era necessario: cibo, sesso, famiglia, denaro, conoscenza e controllo. Ma subito dopo, immediatamente, è cominciata la seconda fase, queste élite che avanzano sempre più veloci in amore proprio, con i mezzi di comunicazione veloci e la gente connessa i ricchi hanno cominciato ad avanzare e noi, dietro di loro, verso la direzione della decadenza.

Tal: Cosa vogliono le persone che amano sé stesse in modo corretto, bilanciato, equilibrato?

Che lui utilizza l’amor proprio in modo giusto e per mezzo di questa tendenza dell’amore proprio lui giunge alla salute, alla comodità, al rispetto relativo, al denaro relativo, ma tutto in modo equilibrato, cioè sente sé stesso, il suo ambiente, i figli e può equilibrare tutte queste cose. Ovviamente ancora non siamo così, stiamo andando appena in questa direzione per un piccolo momento, ma questo era un punto che attirava e ora è scomparso, era come un miraggio nel deserto, sembrava che eravamo lì in una buona vita ma è scomparso. Siamo arrivati alla disperazione e a forme veramente eccessive, distorte, come nel cibo come nel sesso, famiglia, orgoglio, onore e conoscenza. Tutte queste cose sono in crisi e in una crisi diversificata.

Tal: Se parliamo di una persona che ha paura, di tutte queste paure della società, tutto questo insieme di cose che chiamiamo mancanza di sicurezza, cosa hanno a che vedere queste paure, questi timori, queste ansietà con quello di cui lei parla?

Perché la persona è un animale sociale come le formiche, i cani e i ratti, non importa quali, sempre hanno bisogno della società, la società non significa che necessariamente crescono insieme, crescono insieme anche i vegetali, i cristalli e le pietre in condizioni speciali, crescere insieme significa che ci sono condizioni ambientali adeguate dentro le quali vive le stesse specie, la persona che è un animale sociale ha bisogno della società per garantirsi la misura minima di esistenza richiesta, perché con meno di questo lui diventa un animale. Essere parlante significa che prima di tutto c’è bisogno della connessione tra me e gli altri, le altre persone, che io non posso fornirmi da solo quello che mi serve in forma minima per la mia esistenza. Diciamo in un piccolo villaggio, non importa dove, se non sono falegname o sarto, se non faccio tutte quelle professioni, non ho quello di cui ho bisogno. Non esiste questo negli animali, gli animali anche hanno bisogno, c’è il capo branco che li protegge. Qui ci sono le femmine, là i maschi come ad esempio per i lupi, sono una società molto gestita e calda, così stretta, vicini gli uni con gli altri, i lupi. Ma i nostri lupi non hanno funzioni definite, contrariamente alla persona che tutto il tempo è in sviluppo, la persona deve sviluppare la professione e, anche in questo, noi abbiamo bisogno di toccare gli uni gli altri. Il nostro ego è l’amore proprio tra di noi, che in totale è l’amore proprio generale, cresce attraverso la storia e ci avvicina a una famiglia grande che è una nazione, anche la nazione entra in varie relazioni, convegni, rapporti tutto questo in relazione al nostro ego. Vediamo la Cina, ad esempio, non aveva niente a che vedere con nessuno, viveva da sola, anni e anni hanno vissuto da soli, non volevano che nessuno entrasse nel loro paese e hanno creato una muraglia, un muro attorno a loro, ma all’improvviso si è aperta, l’ego è cresciuto, vediamo oggi che vogliono tutto, ognuno vuole essere ricco, mangiare carne, il cibo che vogliono tutti.

Oren: Questa è l’espressione dell’amore di sé stessi, in Cina?

Sì, prima non vivevano così, l’agricoltura, persino in accordo alla loro musica, tutto il comportamento puoi vedere com’era.

Oren: Non ho capito. Hai detto che ogni creatura ha amore proprio, ma in che modo l’amore proprio non si sviluppa per millecinquecento anni?

Non si è sviluppato, avevano la filosofia di Confucio di quasi duemila anni fa e….

Oren: Quindi, dobbiamo fare un riassunto, fino adesso ho capito che abbiamo parlato dell’amore per sé stessi, l’amore proprio che è una cosa presente in ogni creatura, ho capito che c’è un amor proprio negativo, un amor proprio positivo e un amor proprio equilibrato, ho capito che quando c’è amore proprio negativo arriviamo alla distruzione di noi stessi, ora vorrei sapere…

Non abbiamo altro rimedio, tutti noi passiamo tutte queste forme di amore proprio e autodistruzione, stiamo arrivando al riconoscimento del male, perché ci fa male la nostra natura, è distruttiva, non è per il mio bene, per nessuno di noi, questo che si chiama amore proprio si chiama anche autodistruzione.

Tal: L’amore proprio è autodistruzione?

Sì.

Tal: Che tipo di amore distorto è anche l’amore normale?

Alla fine, tutti i tipi di amore, fino al punto che si sviluppano in qualità, noi, ad esempio, negli ultimi settanta o cinquanta anni ci siamo sviluppati nell’amore proprio negativo, siamo disposti a sacrificarci solo per finta, per farci vedere dalla società.

Tal: Così sviluppiamo l’amore proprio negativo?

Sì perché loro mi obbligano, c’è in me qualcosa che loro mi girano attorno perché io devo servirli, allora io sto uscendo da questo, se esco da questo mi ritrovo nella disperazione, non voglio servire me stesso in questo modo. Vediamo la quantità di disperazione dal numero dei suicidi che c’è nella società oggi, ma non ho dove scappare, non ho altra scelta, sono in una situazione di schiavitù verso la società.

Oren: Posso chiedere di questa bambina di cui ha parlato prima Tal, una bambina di sedici anni che vuole fare il compleanno e, con l’influenza dell’ambiente sociale che la circonda, decide che il modo migliore di festeggiare il compleanno è chiudere una strada centrale perché lei abbia un tappeto rosso e tutto un evento, questo si chiama amor proprio in senso negativo che porta all’autodistruzione, come vede questo?

No, questo non è tanto… questo è l’amore proprio, lei vuole essere regina, regina per un’ora, la persona si ama in eccesso, però esiste in ogni ragazza, specialmente nelle donne, anche negli uomini in modo diverso ma in ognuno, forse tu non hai questo con gli animali, non è certo in un modo negativo.

Tal: È uscito un libro nel 2006 che si chiama “Generazione dell’io” di una ricercatrice che parla di tutte le generazioni dagli anni ottanta fino adesso che sono ossessionati dall’apparenza e hanno la cultura del merito, questo ha a che vedere molto con i padroni, come la gente si comporta in queste organizzazioni, se è preparata per la vita.

Dobbiamo distinguere quello che ci accade, perché ci stiamo sviluppando in modo inevitabile per mezzo dell’amor proprio che cresce sempre, lì io non sono il padrone, se non sono il padrone di questo, qui possiamo imparare qualcosa su questo fenomeno, ma non significa che possiamo eliminarlo, che possiamo frenare la persona dal cadere in questo, non possiamo.

Tal: Loro incolpano la cultura, perché la cultura ha creato questo.

Signora, la cultura si sviluppa per mezzo dell’amor proprio, abbiamo un motore in noi che gira sempre, si sviluppa e costantemente emette nuove forme e aumenta l’amore proprio fino a quando vedo che questo mi sta rovinando. Questo studio si chiamerà il riconoscimento del male nell’amore proprio, il riconoscimento del male dell’amore proprio, nel frattempo ho il riconoscimento del bene dell’amor proprio, perché ricevo attenzione dalla società, scrivono su di me, sono famoso. Per questo, sto servendo il mio ego e quando vedo che sto perdendo di più di quello che guadagno allora penserò di smettere, mentre se ho un guadagno sono disposto a continuare. Non mi aiuterà che un filosofo scriva qualcosa.

Tal: No, sono ricerche.

Sono sicuro che se ricerchiamo, vediamo anche lui scrive e fa tutto questo per il risultato dell’amore proprio e non c’è niente a parte questo.

Tal: Lei dice che c’è un valore proprio in cui queste generazioni sono vissute con l’essere molto importanti.

In verità è molto importante, ai figli insegnano che ogni bambino è come un principe. Una volta ho visto che c’è come uno studio dove portano bambine di cinque anni, tre anni e bambini maschi per filmarli e dopo questa registrazione, queste foto, li mandano a fare pubblicità per cibi, vestiti, perché tutti possano vedere questi bambini, cosa vuoi? I genitori stessi lo fanno!

Tal: E i bambini? Ci sono bambine che pensano di essere una principessa?

Voglio dire che non siamo noi a creare questo, è il nostro ego che si sta sviluppando e ci spinge, noi non possiamo cambiare la causa con l’effetto. L’ego, il desiderio di ricevere, l’amore proprio si sviluppa e mi spinge a tutti i tipi di cose, in modo così eccessivo che io, solo nel guardare gli altri, sto pensando a come gli altri mi vorrebbero vedere, come mi vesto, mi immagino come essere più bello ai loro occhi, con quale professione, che forma, come parlare, come sedermi, come alzarmi, come tutto, tutto, tutto io misuro non secondo quello che è comodo per me ma per come gli altri mi obbligano con il loro esempio, le loro norme e valori.

Tal: Bene qui c’è una domanda, perché vediamo delle persone che sono sempre occupate nel fare quello che gli altri si aspettano da loro, la persona non è felice!

Certo, è vero, per questo vediamo che cadiamo dalla cima della montagna e cominciamo la decadenza. Puoi vedere che qualche decina di anni fa apprezzavamo di meno la forma esteriore, a volte costano molti soldi questi vestiti che sembrano vecchi, è una distorsione! Si chiama Vintage eccetera, eccetera. Noi siamo qui ma il processo avanza, avanza fino a uno stato in cui noi, giorno per giorno, sempre di più, cominciamo a riconoscere il fatto che siamo come scimmie, stiamo tornando scimmie, infatti stiamo rappresentando una società, serviamo tutti, da ciò non ricaviamo niente di buono e in verità è un peccato perdere tempo così. Per questo si sono sollevati tutti i tipi di movimenti, giustamente movimenti giovanili, non sto parlando di età di sedici anni, qui deve passare l’adolescenza e continuare a vivere, dobbiamo tollerare quest’età dell’adolescenza, ma la gente comincia a riconoscere il male che c’è nella nostra natura, a dire che nell’amore proprio c’è dentro l’inclinazione al male che spinge a fare cose che in verità non sono buone. Cioè noi, contrariamente agli animali, a tutti gli altri esseri, stiamo arrivando a forme di amore proprio che non sono amore proprio, con questo cominciamo a giocare nella propaganda, nella pubblicità, nella moda, in tutto divento il servitore, lo schiavo della società che non solo ti dà i valori nuovi a cui mi devo piegare, ma c’è qualcuno che sta dietro alla società e la gira, lui guadagna e non c’è altro che il denaro in totale, io lavoro e il mio lavoro è per riempire le tasche del padrone, mentre io guadagno qualcosa, qualche centesimo e devo sacrificarlo per qualcuno che mi gira e mi influenza con tutti i gusti della società così rimango schiavo 24 ore al giorno. Alla fine io non guadagno niente con questo, non ho nessun beneficio, quando arriviamo a questi conti possiamo vedere che il nostro desiderio di volere stesso è sciocco, che non sono capace di valorizzarlo, dopo il riconoscimento del male, vedo che non ho un nemico più grande dell’amore proprio.

Tal: Perché faccio quello che si aspettano da me?

Se io guardo la mia natura, in modo obiettivo, a fianco posso vedere che la mia natura mi vende come persona, come personalità, come notabile mi vende alla società e mi trovo come uno schiavo.

Tal: Allora qui, se io avessi amato di più me stessa?

Questo diventa un cane con la sua coda che gira, non si può girare di più perché entri nello stesso cerchio.

Tal: Allora qual è l’uscita da questo loop, da questo cerchio?

Innalzarci al di sopra dell’ego, dell’amore proprio.

Tal: Dove elevarsi?

Prima capire per cosa è progettato l’amore proprio: per riempirmi con piacere, per fare in modo che io mi sento bene, allora, io posso arrivare a uno stato che sto bene giustamente quando… dove?

Nel mio piccolo villaggio.

Oren: Non c’è posto nel piccolo villaggio, l’ho detto: due milioni di dollari per una casa. Non importa, una casa in città, in comune, allora non posso tornare in un piccolo villaggio.

Un momento, un momento, dico che posso riempire me stesso in modi che non mi obbligano a sentirmi venduto, schiavo della società, che non capisco chi sono, cosa è bene per me, allora comincio a vedere il lavoro dell’analisi di una persona: sono nella società, dipendo dalla società e da quale società desidero dipendere? Ricevo riempimento, cioè una buona sensazione che dipende dall’ambiente, a parte gli alimenti normali, tutto il resto lo ricevo dalla società e in che società devo essere per ricevere una buona sensazione, per sentirmi bene, in un ambiente che mi ama e che io amo? Però, questo è il contrario dell’amore proprio, perché nell’amore proprio io voglio approfittarmi di tutti, quindi, come posso amarli e come loro possono amare me? Qui, possiamo vedere che siamo arrivati nel nostro sviluppo al riconoscimento che abbiamo bisogno della società, perché la crisi generale, economica, finanziaria, la crisi in tutti i campi della vita, tutto ci porta all’unica soluzione che la società deve essere diversa, deve essere una società in cui tutti noi siamo interconnessi e dipendiamo, in come dipendiamo e come ci connettiamo l’uno all’altro dobbiamo partecipare, supportarci a vicenda, condividere. Non possiamo scappare gli uni dagli altri, ma come arrivare ad uno stato in cui tutti noi siamo, in verità, in garanzia mutua, in responsabilità mutua, complementari l’uno all’altro per arrivare all’amore, invece dell’amore proprio, arrivare all’amore verso il prossimo. Possiamo parlare ancora di questo, però qui c’è un processo che la gente deve passare per scoprire che questo è davanti a loro, perché o moriamo o cambiamo, non c’è altro modo, non c’è nessuna altra scelta. Allora, dobbiamo trovare la soluzione di come cambiare la nostra natura, come cambiare la nostra natura dall’odio, dal rifiuto, dall’amore eccessivo per me stesso, dall’approfittarmi del prossimo a fare il contrario: avvicinarmi al prossimo, connettermi con il prossimo, completarci reciprocamente, la sensazione che siamo insieme fino alla garanzia mutua, la responsabilità mutua, la preoccupazione mutua. Qui cominciamo a cercare, c’è qualcosa o no? Questa ricetta ci porterà a conoscere l’Educazione Integrale, che è possibile cambiare la natura dell’uomo per mezzo di azioni speciali che determineremo tra noi ed estrarremo dalla natura una forza che ci corregge, che cura il nostro amore proprio, nella misura in cui determiniamo che l’amore proprio è una forza distruttiva, che è la mia inclinazione al male, che mi fa male, è negativa per me, in questa misura, potrò fare uso dell’Educazione Integrale.

Oren: Una domanda, lei ha detto all’inizio, nella definizione di amore proprio, che l’amor proprio è progettato per portarmi piacere, come, alla fine del cerchio, lei ha parlato della cosa che fa male.

Io non so, vedo che tutto succede, guardo la strada, l’ambiente della società, l’ego, tutti i tipi di ricerche, vedo che la gente non è soddisfatta, questo è ovvio, nonostante la gente non è soddisfatta, è la risposta della loro natura, sentono che odiano tutti.

Tal: Sono solo negativo, brutto, grasso, critico…

No, no, no sei bella o buona? Bella o buona non è lo stesso.

Oren: Scusate, io cambierò me stesso, credo questo sia un denominatore comune oggi, perché? Per avere successo in cosa?

Tal: Perché mi vogliano bene, per essere popolare, per avere successo nella società, ognuno vuole questo, sentirsi bene e ricevere un buon feedback, sì essere felici.

Essere felici? È una supposizione perché non sappiamo se colui che arriva a questo è felice.

Tal: Perché li guardiamo, io non so se la gente che vediamo in televisione ama sé stessa.

Allora, abbiamo qualcosa per analizzare, forse tu dici così: il nostro amore proprio può portare la persona a essere felice, questa è una supposizione.

Oren: Questo è quello che lei ha detto: è progettato per riempirmi di bene.

Sì, certamente, è originata così, spinge la persona, la domanda è se arriverà un giorno alla soddisfazione.

Oren: Il nostro tempo è finito, e terminiamo con una domanda aperta.

L’amore proprio è disegnato per portarci al riconoscimento del male dell’amore proprio, perché cerchiamo di riuscire al massimo e possiamo farlo solo per mezzo della connessione sociale corretta e buona che ci dà l’Educazione Integrale, poi ci eleveremo al di sopra dell’amor proprio e arriveremo all’amore del prossimo, allora arriveremo ad un stato di bene assoluto, perché allora non dipenderò da tutti come loro schiavo, ma ingrandisco i miei desideri per il fatto che sono connesso con tutti, comincio a connettermi con tutti, in modo che tutti sono parti di me, come una madre con i suoi figli, quanto più loro stanno bene, tanto più lei gode, più di loro, dei bambini. Non abbiamo altro modo, dobbiamo capire che questo sviluppo è inevitabile e necessario, dobbiamo accertare dove si può fare questo, è uno sviluppo inevitabile dall’inizio alla fine, è determinato per causa ed effetto in fasi e questo ci porterà alla fine in cui trasformiamo completamente l’amore proprio in amore verso il prossimo.

Oren: Molte grazie dr. Laitman, grazie Tal, grazie a voi per essere con noi, impariamo a parlare in “Una nuova vita”. Vi auguro tutto il meglio.

(Fine della conversazione)