Nuova Vita
Conversazione numero: 530
Preghiera
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 26/02/2015
Oren: Oggi studieremo con Rav Laitman come connetterci meglio perché non sempre abbiamo successo in questo, altrimenti non avremmo bisogno che Rav Laitman ce lo insegnasse. Vogliamo che lui ci insegni e noi vogliamo imparare qual è la relazione tra le persone e la Forza Superiore all'interno di questo sistema ricco, variabile, intimo ed emozionante, vogliamo capire cosa vuol dire pregare perché vediamo, una generazione dopo l'altra, che noi preghiamo ma non riceviamo risposta. I saggi che hanno vissuto nella varie generazioni avevano la chiave di lettura di questo codice, su come e per cosa pregare, e ricevevano risposte.
Tal: Questo è un argomento molto interessante ed emozionante, sapere in che modo una persona può apportare dei cambiamenti nella propria vita, ma come possiamo chiedere sapendo che quello è bene? Perché magari chiediamo qualcosa che non è giusto chiedere. C'è un paradosso in queste preghiere, se D-o ci dà una situazione che è la migliore per noi, come può la preghiera di una persona cambiare questa realtà Superiore? Se c'è una Forza che ci dirige nel modo migliore perché noi dobbiamo chiedere qualcosa? Perché si suppone che ciò che abbiamo nella nostra vita sia la cosa migliore che la Forza Superiore può darci.
Prima di tutto vediamo che con il destino, la forza della Natura, Elohim, la nostra vita, non importa come, tramite tutti i tipi di umanità: vicini, paesani, parenti, le forze complessive che ci sono tra tutti questi personaggi, quello che vogliamo fare è migliorare la nostra situazione perché non viviamo bene, siamo arrivati ad un punto in cui ci sentiamo disperati, non sappiamo più cosa vogliamo perché non c'è senso in questa vita, ci chiediamo quale sia il senso della vita, è come se tutto andasse bene, ma perché vivere? Ci sono sempre più persone che pensano di aderire al terrorismo, oppure si suicidano, prendono droghe, chi non è in questo stato di frustrazione o ricerca? Per questo motivo è come se fossimo obbligati a cambiare vita, non avessimo altra scelta, questo è quello che vedo nell'umanità. Ci sono persone che lo fanno a causa di pressioni, altri per ragioni diverse, vediamo che lo sviluppo è radicato nella Natura perché se essa non ci facesse pressione noi non ci svilupperemmo.
Diciamo che ho preso un mammut, ho da mangiare per sei mesi, mi siedo dentro la grotta sulla sua pelliccia, anche mia moglie si siede lì con i bambini poi cucina qualcosa, va tutto bene, non mi sono sviluppato. Ma poi decido che devo fare qualcosa, voglio uscire, magari per costruire una casa anziché vivere in una grotta, voglio costruire vari tipi di strumenti e magari avere del terreno per piantare, coltivare delle verdure, voglio avere degli animali, invece di correre tutto il tempo che crescano accanto a me. Questo perché la persona non è un animale, deve gestire per sé una vita sempre migliore, è il suo ego che in qualche modo cerca di migliorare il suo stato, su questo non ci sono problemi, ma così avanziamo verso un luogo che si chiama crisi, ed è quello che sta succedendo oggi. Crisi relativa a cosa? Crisi nella percezione della vita, nella percezione reale dell'essenza della vita, mentre da un lato abbiamo tutto, dall'altra nessuno è felice, siamo arrivati ad uno stato in cui siamo in grado di coprire la Terra con tutto ciò che c'è di meglio, ma, a causa del nostro ego, non siamo capaci di condividere tutto questo nel modo corretto. Siamo in grado di volare fino alle stelle, di fare tante cose, ma siamo qua come due asini che si trovano in un percorso stretto e nessuno dei due lascia passare l'altro, cioè, il nostro ego, la nostra natura, ci limita e non ci lascia avanzare affatto. Questa crisi è naturale, magari psicologica, non è solo una crisi economica, è una crisi interiore dell'uomo perché la sua natura è così cattiva che la persona non sa cosa fare di se stesso, brucerebbe il mondo, non sappiamo perché esistiamo o perché non siamo estinti, o come mai non siamo ancora arrivati alla fine di questa crisi, abbiamo ancora degli istinti che ci portano a prenderci cura di noi stessi, ma tra poco vedremo che, come sta già succedendo, le persone andranno a morire in queste organizzazioni tipo ISIS, si offrono volontari dall'Europa e da altre nazioni.
Tal: E' possibile dire che siamo spinti in questo?
Si, siamo spinti verso la domanda del perché viviamo, verso il fondamentalismo, le guerre, persino verso la cultura, diciamo che la cultura ci aiuta a creare qualcosa tipo moda, cinema, tutto va verso l'assenza della famiglia, va verso uno stato nel quale ci domanderemo: qual è il senso della vita? perché vivo, qual è la meta? qual è l'essenza della vita? Questo è quello che si chiama porsi domande sulla forza della Creazione che ci ha creato, che ci guida, ed allora cosa facciamo con noi? Verso questo avanziamo.
Tal: Cioè, la Forza Superiore vuole che si risvegli in noi la necessità di dividerci?
Si, poco a poco, ed allora avanziamo verso di questo e quando arriviamo a questa necessità, perché ci sono persone che ci stanno già arrivando, tutta l'umanità avanzerà in maniera graduale, in cerchi o in linee, allora possiamo dire che le persone avanzano verso questo, domandano e ricercano innanzitutto sul perché viviamo, se c'è una meta e se ci sono delle risposte al perché viviamo e se c'è una meta per il nostro avanzamento. Cosa realmente studiamo sulla realtà della Natura, che ci sono leggi fondamentali, che tutto è fisica, chimica, biologia, zoologia, cioè niente di più, allora vediamo che tutto viene definito in maniera sufficiente, ma se ogni cosa esiste per uno scopo qual è lo scopo dell'esistenza dell'umanità? Qual è l'ultima linea alla quale dobbiamo arrivare? Siamo obbligati da parte della Natura perché tutto viene da una forma precedente.
Tal: Su cosa devo pregare?
Solo quando sappiamo questo: in che forma, verso cosa, perché esistiamo, e qual è il processo, allora saprò se c'è un reale motivo per la preghiera, io non posso dire ad una mucca che fa mmuh dalla mattina alla sera che una preghiera cambierà il suo stato, che non verrà portata al macello e magari è lo stesso per la persona, se preghiamo o non preghiamo è la stessa cosa, cioè siamo come gli atei che non credono in niente, che dicono che la Natura è cieca, diciamo che è un programma che esiste, esistono delle legge come le studiamo qua, non c'è niente riguardo alla Forza Superiore, niente, mostrami se dentro questi leggi c'è qualcosa che non è conosciuta, diciamo che x entra dentro questa formula, in che formula entra questa x? Vuol dire che non vediamo niente, allora perché preghiamo?
Oren: Non ho chi pregare, allora non preghiamo.
Se guardiamo in profondità quello che ci rivela la saggezza della Kabbalah scopriamo che al di là di queste regole esiste un elemento per mezzo del quale possiamo partecipare e cambiare di nostra volontà, questo elemento si chiama libero arbitrio, con esso non cambiamo il nostro sviluppo o il percorso o lo stato finale, cambiamo noi stessi. Come arrivare a questo? noi vediamo, attraverso questo percorso, che andiamo avanti ad occhi aperti e vediamo la meta, siamo felici di avvicinarci ad essa e di accelerare il percorso, perché in questo modo la meta si fa ancora più vicina ed allettante. Possiamo avanzare come un gregge verso il sacrifico oppure come persone sagge ed intelligenti. Queste sono in realtà le uniche possibilità che abbiamo, o procedere spinti da tutti i colpi della Natura nello stesso modo in cui avanza un gregge a forza di colpi verso il sacrificio, ed allora, nonostante la meta sia buona, è così che ci spinge la Natura, oppure noi possiamo procedere in un modo gioioso, veloce, e questo è chiamato il percorso della Torah, dell'Akhishena, anziché il percorso della sofferenza che ho detto prima. In questi due percorsi abbiamo il luogo della preghiera con il fine di passare da un luogo all'altro.
Qual è allora la preghiera? E' quella che si chiama per la creazione della mancanza, il desiderio di muoversi su un sentiero e non nell'altro cioè dobbiamo controllare la differenza tra questi due percorsi, come possiamo procedere nel percorso attuale e come avanzare invece nel secondo percorso? Qual è la differenza tra i due? Dobbiamo controllare noi stessi tutto il tempo e cercare di creare il desiderio, la mancanza di essere sempre nel percorso di Akhishena. Come possiamo arrivare a questo percorso? Per mezzo della dazione e della connessione, è un percorso al di sopra della realtà, noi ci preoccupiamo della realtà nella misura in cui ne abbiamo bisogno per avanzare nel percorso della connessione e dell'amore verso il prossimo, verso questa meta finale. Noi però non abbiamo alcun mezzo per passare da uno stato all'altro, possiamo farlo unicamente per mezzo dell'ambiente, con l'ambiente adeguato ed il gruppo cominciamo a creare uno stato chiamato mancanza comune, una preoccupazione per questa mancanza comune e questa preoccupazione si chiama preghiera.
Oren: Ho tante domande. Lei prima ha detto che ci sono persone che riguardo alle leggi della Natura dicono: “Ok, abbiamo tante regole nella Natura, capiamo come funziona la realtà e che la Natura è cieca, per cui non ha senso pregare”.
Si, c'è un articolo su “Pace nel mondo” che parla proprio di questo.
Oren: Loro non pregano perché pensano che non ci sia nessuno a cui pregare, allora mettiamoli da parte, il resto delle persone pensa che ci sia una Forza Superiore e quindi valga la pena pregare.
La preghiera indirizza verso la Forza Superiore.
Oren: Io divido la specie umana in due parti, quelli che non credono che ci sia una Forza Superiore e quelli che ci credono e pregano. Voglio concentrarmi su quelli che ci credono e pregano.
Perché?
Oren: Perché per quelli che non credono che c'è una Forza Superiore non c'è necessità di concentrarsi.
Tu pensi che loro non pregano? Hanno richieste, hanno desideri, questo non si chiama preghiera?
Oren: Si, si, si chiama preghiera, può essere di sì.
Qual è la differenza tra quelli che credono e gli altri? Diciamo tra coloro che immaginiamo che credono nella Forza Superiore e chi non crede? Ognuno vuole sentirsi bene, questo è un modo più ordinato, si può dire che si vive attraverso le abitudini, per gli altri non è così, ma ognuno lo fa nel suo cuore, persino coloro che non credono, anche loro pregano e, per la verità, lo fanno in un modo più pulito perché non esigono dalla Forza Superiore “fa che noi...” “e noi ti daremo”, perché noi stiamo studiando questo, preghiamo per questo, tu non lo fai?
Oren: Loro vogliono che la loro vita cambi, ma per lei questo si chiama preghiera? Il desiderio di cambiamento? Ok, allora tutte le persone hanno qualcosa in comune.
Io non divido le persone tra quelle che credono e quelle che non credono.
Oren: Allora diciamo così: prendiamo tutte le persone del mondo che vogliono sentirsi meglio, lei dice che questo desiderio parte dal cuore dell'uomo che si sente male e vuole qualcosa di buono. Questo viene inteso come preghiera dell'uomo, allora qual è il problema se sette miliardi ricevessero risposta alla loro preghiera?
Ognuno nel cuore vuole la distruzione dell'altro, allora chiedono che uno scompaia, che un altro muoia, ci si maledice l'un l'altro, tutti vivono dentro il proprio ego, per esempio, una persona sogna e nel suo sogno lui è solo nel mondo, cammina per strada e la città è morta, tutti sono scomparsi, entra nei negozi ed in tutti i posti, tutto è aperto e libero, pulito, silenzioso e lui è lì da solo che festeggia perché la città è tutta sua, che meraviglia! Un paradiso!
Oren: Così ho sognato quand'ero bambino.
No, questo è il desiderio dell'uomo.
Oren: Questo vuol dire che io prego per questo? Se ognuno pregasse per questo tutto il mondo si distruggerebbe.
Domandalo ai fondamentalisti, ai fascisti.
Oren: Si, se queste preghiere avessero risposta il mondo verrebbe distrutto. Pregano, ma non ricevono risposta, noi vogliamo andare avanti. Quale preghiera riceve risposta?
Solo la preghiera chiamata preghiera collettiva
Oren: Cos'è? Cosa vuol dire?
E' la preghiera per tutti, che io prego per tutti al di fuori me, che abbiano tutto il meglio.
Oren: Ma lei ha detto che la preghiera è il desiderio che viene dal cuore dell'uomo, non importa se crede o no.
Si, è quello che dobbiamo sentire dentro di noi, che tutti stiano bene.
Tal: Cosa succede con le cose che mancano alle persone?
Non manca niente, al di fuori di questo non manca niente, perché altrimenti non sarebbe una preghiera collettiva, una preghiera per gli altri.
Oren: Non c'è nessuno a cui non manca niente?
Solo che lui non prega perché la preghiera è per il bene di tutti
Tal: E' qualcosa che non è umano, io desidero che ci sia il bene.
Quello che noi crediamo sia il bene, con questo nemmeno cominciamo, non si può cominciare da questo.
Tal: Cioè che questo non dà nessun beneficio perché non si riceve.
Dobbiamo cominciare con il fatto che abbiamo un certo desiderio, allora cominciamo a pregare, ma se non abbiamo un desiderio di pregare per gli altri allora preghiamo di avere questo desiderio per gli altri e questo è quello che si chiama la preghiera prima della preghiera. Abbiamo l'esempio molto bello di Elimelech.
Tal: Cioè, arrivare ad uno stato in cui non sento le cose che mi preoccupano, ma sono al di sopra.
Oren: Però come arrivare a questo? Come si può fare? Se per esempio mio figlio è malato questo è ciò che mi preoccupa di più, io voglio che guarisca, allora prego per tutti i malati del mondo?
Si certamente, c'è scritto questo, perché altrimenti non riceverai la redenzione, devo insegnarlo io a te che hai studiato in una scuola religiosa?
Oren: Si, ma sto andando avanti nella discussione, in base a quanto è scritto nell'ordine della preghiera lei dice che se una persona prega per se stesso questa preghiera non viene ascoltata.
L'ordine della preghiera l'hanno scritta i kabbalisti, personaggi della Grande Sinagoga, prima della distruzione del Tempio. Nell'ordine della preghiera c'è scritto che se tu in verità senti con il cuore quello che c'è scritto, la tua preghiera verrà ascoltata, ma il problema è con il tuo cuore.
Oren: Facciamo un esempio.
C'è scritto: fai questo di seguito ta-ta-ta-ta e dentro riceverai le risposte.
Oren: Ora capiamo questo: il tema della salute è molto importante, credo che nella maggior parte del mondo le preghiere più profonde sono quelle scaturite da situazioni di malattia, perché?
Ti dirò solo una cosa, la preghiera aiuta e sai perché? Quando io pago con del denaro le persone mi rispettano e si avvicinano a me, ma quando sono ammalato accanto a me ci sono persone che pregano, che in qualche modo si connettono affinché io mi senta bene e con la loro connessione agiscono in qualche modo sul sistema superiore, questo da un lato, dall'altro è che quando vedo che pregano si sviluppano in me delle forze psicologiche interne ed io dico “uhau! loro pregano ed io recupero forza fisica dentro di me”, e questo mi aiuta a guarire.
Oren: Voglio chiedere una cosa, prima lei ha detto che se le persone si connettono per una specifica richiesta, che qualcuno guarisca, questo agisce sulla Forza Superiore.
Agisce perché loro si connettono, annullano il loro ego per connettersi e fare del bene a qualcuno, persino se il malato è una persona malvagia ed altrettanto malvagi sono coloro che pregano per la sua salute. Funziona perché si connettono.
Oren: Vorrei analizzare questo.
C'è scritto anche di questo.
Oren: Voglio approfondire questo, perché quando delle persone si uniscono nella preghiera in alcuni casi ciò funziona ed in altri no?
Perché non si connettono con il cuore.
Oren: Le persone che pregano?
Si
Oren: Ci son altre condizioni oppure è l'unica?
E' l'unica condizione ma non è semplice rispettarla, l'unica condizione è connettere i cuori.
Tal: Prima di finire, la Forza Superiore è ovunque, è il bene che fa il bene, quando si crea una situazione in cui ci mancano delle cose, nonostante questa Forza voglia darci il bene, come possiamo ricevere questo?
Bisogna capire cosa vogliamo.
Tal: Cioè, non pregare per quello che ci manca?
Non ci aiuterà, la nostra preghiera è per vincere l'inclinazione al male, se noi ci connettiamo per innalzarci allora questo guarisce tutto.
Tal: Alla fine sentiremo il bene così.
Il nostro lavoro è avvicinare il bene in un cammino che vediamo e capiamo. Lodiamo il Creatore per averci dato l'opportunità di avvicinarci.
(Fine della conversazione)