Nuova Vita
Conversazione numero: 624
Ba’al HaSulam
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 10/09/2015
Oren: Buongiorno a tutti. Grazie di essere qui con noi a “Una Nuova Vita” una serie di studi con rav Michael Laitman. Buongiorno rav, ciao Tal. Oggi, nel nostro programma, vogliamo parlare di una persona speciale, vogliamo capire chi è Baal Hasulam, chi è stato quest’ uomo e la cosa più importante, capire come qui in Israele è rilevante per noi.
Tal: Sì, è un programma speciale su una persona molto speciale, così importante, per noi. Io, ad esempio, mi meraviglio di non aver sentito parlare di lui, quando ero bambina, durante i miei anni di studio. È come se fosse stato occulto, così come la saggezza della Kabbalah, è una parte molto importante per noi ebrei, allora oggi vogliamo sentir parlare di questa persona che ha fatto tanto, possiamo anche dire che lui era una persona molto socievole, con una grande ricchezza culturale, sociale, si è incontrato con diverse personalità. Si è incontrato con Ben Gurion, ci sono tante cose interessanti nella sua storia, è importante conoscerla. Mi piacerebbe chiedere a lei, come persona che conosce in profondità questo tipo di studi, che conosce in profondità lo studio della Kabbalah: chi era Baal Hasulam e perché è così importante?
Io sono allievo di Rabash, rav Baruch Shalom Halevi Ashlag, figlio primogenito di Baal Hasulam. Rabash sapeva moltissimo su tutti i cabalisti, generazioni e generazioni dell'oriente d’Europa, dettagli, realmente dettagli. Però era molto difficile parlare di questo, perché gli piaceva parlare molto, per tante ore eravamo in viaggio e così parlavamo un po' del lavoro interno e di argomenti collegati a questo, dell'ordine del nostro gruppo o altro, ma quando gli chiedevo informazioni sulla vita dei cabalisti, non si rapportava tanto con questo, specialmente se gli chiedevo di Baal Hasulam o di lui stesso. Non voleva parlare molto di questo. Era come se dicesse: sono cose importanti, hanno scritto moltissimo su questo e hanno fatto molte ricerche, io non sono uno storico. Lui in realtà mi ha insegnato a non rapportarmi con la persona in sé, perché quando parliamo di musica o di letteratura ci interessa cosa è accaduto alla persona nella sua vita, nell’ ambiente in cui è cresciuto, i genitori, gli amici, dove ha studiato, in generale sapere qual'era l'ambiente, l’epoca, eccetera, ma nella saggezza della Kabbalah è meno importante perché il cabalista vive in un mondo diverso, vive nel mondo superiore, persino se è qua con noi, così non possiamo studiare l'ordine della sua vita perché lui si trovava ad un livello a cui non possiamo arrivare. Allora dividiamo la vita dei cabalisti in due gradi: il grado di questo mondo e quello del mondo superiore. Nel grado di questo mondo, Baal Hasulam è nato nel 1885, in Polonia a Varsavia che era una città molto ebraica, migliaia di ebrei vivevano là, allora, era molto speciale nel suo studio. A una età giovane è arrivato ad essere un dayan (giudice nella corte dei rabbini) di Varsavia, una posizione molto rispettabile, perché era una città piena di ebrei ortodossi e lui è arrivato ad essere il dayan, che gestiva tutto questo, quando era giovane, certo, a 21 anni ha avuto il primo figlio, perché si è sposato a di 18 anni, nel 1906 è nato il suo primogenito che è stato il mio maestro, il rav con il quale ha studiato era rav di Pursov, che è il nome di un luogo, Pursov è un luogo, lui per se stesso ha studiato la saggezza della Kabbalah, ma non la insegnava, lui studiava per sé. E come ha raccontato Rabash è successo una volta che Baal Hasulam, quando era giovane ed è arrivato a Pursov, in questo paese, mentre aspettava il rav nella sua casa, questo rav era in qualche altra parte e doveva tornare allora Baal Hasulam ha cominciato a guardare la biblioteca, all'improvviso ha visto un libro che non conosceva, era il libro dell'Albero della Vita dell'Arì. Lo prese e l'aprì, cominciò a leggere e ne fu impressionato perché le questioni che poneva erano domande sulla vita, scritte in un modo molto semplice e bello, in un linguaggio tale che era possibile capire. Ha cominciato a leggere e si è dimenticato del tempo, all'improvviso è entrato il rav di Pursov e lo sgridò: perché prendi libri che non sono tuoi? Lascia quello nel suo posto! Ma lui aveva già imparato il necessario, allora chiese e ricevette risposte dal suo rav e solo dopo grandi sforzi trovò il libro e cominciò ad imparare. Dopo trovò altri libri sulla saggezza della Kabbalah, dopo ancora è tornato a parlare col rav di Pursov aprendo il suo il cuore gli ha detto che non poteva fare a meno di questo e gli ha chiesto di studiare con lui. Rabash ci raccontava che quando aveva sei o sette anni, forse dieci e una volta disse: papà è arrivato il rav di Pursov e si è sdraiato sul letto, sul divano e, dopo questo lungo percorso, Baaal Hasulam disse: io devo cercare un altro maestro, questo maestro non è sufficiente. Allora decise che doveva avvicinarsi alla terra di Israele, credo fosse l’anno 1916 o 1917, così ha cominciato a organizzarsi, a cominciato a organizzare ebrei di Varsavia, perché potessero viaggiare con lui, le persone connesse con lui. Pensava che tutti gli ebrei dovessero tornare in terra di Israele, in opposizione all'opinione generale del mondo ortodosso. Perché anche là c’erano persone che dall’America erano andate da poco in Israele, ce ne erano tanti così, allora ha organizzato circa trecento famiglie che insieme a lui hanno viaggiato e sono emigrate in Israele. Quando il fatto è stato conosciuto da altri rabbini di Varsavia, questi gli hanno fatto una specie di boicottaggio, fino al punto che è dovuto scappare da lì. Viaggiò con la sua famiglia, con tutte queste famiglie, portando prima di tutto anche il suo primogenito. Passando per Alessandria d’Egitto sono arrivati alla terra di Israele, a Gerusalemme, nel 1922. Quando è arrivato lui ha portato con sé perfino macchine per conciare le pelli, un affare molto molto sporco, ma lui pensava di organizzare cinque sei allievi che potevano lavorare insieme e guadagnarsi la vita, perché sapeva che era importante lavorare e guadagnarsi la vita, senza aspettare di ricevere misericordia. Tutta Gerusalemme ha vissuto così durante i tanti anni dell'esilio, gli ebrei pregavano e per questo poi ricevevano denaro dal di fuori. Io mi ricordo che mio nonno aveva una scatola dove mettevano il denaro, durante il sabato, questo denaro dicevano che era per la terra di Israele, Erez Israel. Allora lui è arrivato alla terra di Israele portando delle macchine, ma prima che queste macchine arrivassero con la nave, a Gerusalemme riconobbero che lui era dayan di Varsavia e videro che non poteva occuparsi di questo, doveva entrare nel rabbinato, allora è entrato nel Kolel, un luogo fisico, c'era scritto qualcosa come 'vita eterna'. E lui ha ricevuto, per questo, uno stipendio, è diventato rabbi di un quartiere di Gerusalemme, tutti sapevano che lui si occupava della saggezza della Kabbalah, non poteva nasconderlo, perché anche il tempo che dedicava allo studio era per la saggezza della Kabbalah, così la sua vita è stata una vita dura. Suo figlio Rabash, il mio maestro, quando si è sposato all'età di 18 anni, così era un'abitudine allora, immediatamente ha cominciato a lavorare. Ha lavorato tutta la sua vita secondo il comandamento di suo padre Baal Hasulam, lavorò anche...
Tal: Ci sono tanti rav e tanti maestri. Perché precisamente Baal Hasulam, cosa c'è in lui di così rilevante?
Perché lui pensava a tutti anche al pubblico laico, non religioso, era un cabalista che aveva questo spirito generale con tutta la realtà, tutto è incluso in questo sistema. Per questo pensava a tutti, perché tutti siamo parte di questo grande sistema che ci gestisce, ci porta verso un processo specifico, e noi dobbiamo partecipare a questo processo in modo consapevole, e per il fatto che partecipiamo a questo processo obbligato, lo sentiamo come qualcosa di buono. Così tutti i gradi del nostro sviluppo sono buoni, li vogliamo, siamo aperti a questo, allora acceleriamo la nostra correzione. Come nella malattia, quando il malato si aiuta con la medicina, diciamo con quello che gli consigliano, allora guarisce in modo più veloce. Lo stesso qua, per questo ne consegue che Baal Hasulam è molto vicino per noi, perché ha scritto tutti i suoi libri o la maggior parte dei suoi libri, tanti articoli, lettere, per persone lontane dalla saggezza della Kabbalah, ma che volevano conoscere questa saggezza, in generale per il popolo di Israele o per tutta l'umanità, allora lui si dirigeva tanto al popolo di Israele come alle nazioni del mondo, spiegava che lo scopo generale, quello a cui dobbiamo arrivare e appartiene a tutti. C’è solo una differenza, perché il popolo di Israele per primo deve fare la correzione, dopo tutto il mondo. La correzione della nostra natura egoistica, per cui siamo nemici gli uni degli altri e cambiare questa natura in una bella natura, invece dell'odio verso il prossimo, l'amore verso il prossimo, questa è tutta la base della saggezza della Kabbalah. Questa saggezza ci spiega come fare in pratica questo cambiamento, come connetterci come un solo uomo con un solo cuore, tutta Israele saremo amici con “ama il tuo prossimo come te stesso” allora, attraverso la connessione fra di noi, arriviamo alla rivelazione della realtà superiore. Così scopriamo, in aggiunta alla nostra vita, il sistema che ci gestisce, la provvidenza su di noi, il sistema che provvede e gestisce, e scopriamo come gestire la nostra vita nel modo migliore. Semplicemente per migliorare l'uomo, questo a condizione che la persona si identifichi con la forza superiore, allora la saggezza della Kabbalah ci insegna la forza generale, unica, che è “non c'è nessuno tranne Lui, che è buono e benevolente” e come possiamo avvicinarci a questo.
Tal: Cosa voleva raggiungere, quando si dirigeva a tante persone?
Voleva portare la saggezza della Kabbalah al popolo. Così come ha scritto nel libro piccolo, chiamato Matan Torah, il dono della Torah. Per i suoi scritti, diretti anche al popolo, ha avuto tanti problemi, perché non tutti erano d'accordo che scrivesse così. Ha anche pubblicato un giornale, la Nazione Unita, ma immediatamente l'hanno chiuso. Lo hanno sabotato il più possibile, perché lui aveva visto che qui stiamo davanti a una decisione cruciale. Sì, lui vide immediatamente tantissime cose in anticipo, come l'olocausto, così ha scritto agli ebrei russi, si racconta che fece qualcosa contro Rommel che si stava avvicinando alla terra d’Israele, e contro Stalin, che poi è morto. Fece delle azioni tali che la terra di Israele si è salvata dall’occupazione dei tedeschi nazisti e gli ebrei russi anche si sono salvati dallo sterminio, realmente, perché Stalin ha voluto portarli in Siberia e sterminarli.
Tal: Con la forza spirituale?
Sì, tutto il nostro mondo è gestito da queste forze. Lui ha scritto tantissimi libri che non ha finito e poi ha continuato con altri. Il libro sullo Studio di Azilut, il saggio Prih Ha Han è una spiegazione speciale degli scritti dell'Arì, della cosa principale in Kabbalah Panim Meirot uMasbirot, gli scritti dell'Arì, dopo ha scritto lo Studio delle 10 Sefirot e lo Zohar, la spiegazione dello Zohar, su tutto lo Zohar, e per questo ha ricevuto il nome di Baal Hasulam perché la sua spiegazione sullo Zohar è chiamato sulam, scala.
Tal: Perché scala?
La spiegazione è scritta in modo tale che una persona, se la studia, può per mezzo di questa, salire da questo mondo all'ottenimento del mondo superiore. Per questo l'ha chiamata così. Perché in tutte le nostre correzioni è come salire una scala di 125 scalini. Era una persona molto speciale, era molto informato di tutto quello che succedeva in Israele e dopo passò a vivere da Gerusalemme a Jaffa, a Bnei Berach a Tel Aviv, ha cambiato tantissimi posti, non aveva un appartamento proprio, ma viveva in un buon modo con il minimo. Non lasciava niente, neanche una moneta nella sua tasca.
Tal: Era una persona dedicata completamente al bene agli altri?
Non solamente per il bene agli altri, ma avvicinare la forza superiore al popolo di Israele, non semplicemente uno che dà il suo denaro ai poveri, per mezzo di questo poteva fare una grande correzione nel popolo, è una cosa molto più elevata che dare una moneta.
Tal: Quelli di allora non lo sentivano...
Sì, non hanno sentito. Rabbi Shimon, neanche era ascoltato. Cosa vediamo durante tutta la storia? Come era perfino prima dell’entrata in Israele, con tutti i problemi da Abramo in avanti.
Tal: Per questo domando: era una persona che viveva relativamente nella nostra epoca, che poteva cambiare la realtà. Cosa sarebbe stato se lo avesse fatto?
Non voglio neanche pensare a questo. Noi non ci occupiamo della sua posizione.
Tal: E’ possibile correggere qualcosa?
Non si tratta di correggere, ma di continuare col suo metodo e cercare, oggi, di portarlo al popolo di Israele, è il nostro lavoro, la nostra missione è questa. Suo figlio ha preparato tutto perché noi potessimo realizzare questo.
Oren: In una frase o due, qual è stato il suo dono al mondo?
Baal HaSulam ci ha aperto la saggezza della Kabbalah in modo che possiamo utilizzarla per portare la correzione al mondo ed elevare il nostro mondo al mondo superiore.
Oren: E quando lui ha sognato un mondo corretto, cosa ha sognato?
Lui parlava, come scrive nel libro chiamato “L'ultima generazione”, di un modo di vivere uguale per tutti, ama il tuo prossimo come te stesso, in tutto il mondo l'uomo aiuterà il suo prossimo. Non c'è differenza tra le persone, tutte sono in una bellissima comunità, ognuno vuole ottenere la vita eterna. Non stiamo parlando di questa vita corporale, della vita del corpo, ma la vita dell'anima, dove tutti insieme viviamo completandoci l’uno con l'altro. Questo è quello che possiamo raggiungere per mezzo del suo metodo. Il suo metodo non è.. È lo stesso metodo che hanno scritto il resto dei cabalisti, ma lui l'ha scritto in modo che possiamo utilizzarlo e avremo successo. Nello specifico, il suo primogenito Rabash ha continuato dopo di lui, e realmente ha predisposto un ingresso facile di Baal Hasulam per noi.
Oren: Di suo figlio parleremo in un'altra conversazione. Il nostro tempo sta per finire, diciamo questo: se oggi noi potessimo parlare di Baal Hasulam, alla coscienza pubblica cosa devo tenere a mente?
Che non abbiamo una persona più importante di lui nella nostra generazione. Lui è il più importante perché ci ha dato gli strumenti per arrivare alla vita superiore, eterna, piena, completa e anche in questo mondo, in tutta la realtà, in tutto il possibile. Per tirare fuori tutti i disturbi, i problemi e unirli e arrivare alla soluzione dei conflitti, non solamente nella terra di Israele ma in tutto il mondo. Lui ha processato tutta la saggezza della Kabbalah da Adam Ha Rishon fino a noi, per mezzo di tutti i cabalisti, i patriarchi, gli avi, Mosé e tutti i saggi, specialmente dall'Arì in poi, col lavoro del Baal Ha Shem Tov, ha concentrato tutto e lo ha trasformato in modo accessibile, che può essere utilizzato da chiunque.
É morto a Gerusalemme, è stato sepolto là e nel giorno della sua morte ogni anno arrivano tantissime persone. Comincia ad essere più rispettato di quello che è stato per tantissimi anni. C'è un avanzamento.
Oren: Grazie rav Laitman. Grazie a voi. Alla prossima. Tutto il meglio a “Una nuova vita”.
(Fine della conversazione)