Nuova Vita
Conversazione numero: 11
Nuova educazione
Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 9/1/2012
OREN: Salve a tutti: vi unite a noi in questa serie di conversazioni in studio, con Rav Laitman. Salve Rav Laitman. Ricordo, a chi non conosce ancora la nostra formula di conversazione, che stiamo simulando una situazione in cui Rav Laitman insegna ad una classe di persone che possono essere di ogni parte del mondo: qualcuno ha pensato che vale la pena farli studiare con lui, mentre insegna loro delle cose che ogni persona al mondo dovrebbe sapere. Se seguirete questa conversazione, sicuramente imparerete qualche cosa anche voi.
Oggi parliamo un po' di un’unica azione che dobbiamo compire nella nostra vita, perché di tutte le altre azioni abbiamo già discusso, trattando del libero arbitrio dell'uomo. Abbiamo solo un’azione per correggere noi stessi. Tutto il processo che attraversiamo nel nostro sviluppo, nella nostra evoluzione, è obbligatorio, perché l'ego cresce sempre, in noi, da una generazione all'altra durante la vita. Non c'è un'altra creatura come l'uomo che va sviluppandosi sempre durante la vita, cambia sempre. Come si dice: il vitello di un giorno è come il bue, ossia gli animali di qualche giorno sanno già arrangiarsi, nella vita, hanno già tutte le forze poco tempo dopo la nascita, e sanno già come non farsi del male. Invece, l'uomo, se non riceve questa conoscenza dall'ambiente, durante tanti anni, non sa come preoccuparsi di sé stesso. Anche dopo, durante la vita, si sviluppa e cambia sempre, e ogni volta si ritrova con altri desideri estranei l’uno all'altro: all'improvviso è attratto da questo, poi da quello e nel corso della vita, a volte, incontriamo nostri conoscenti, amici, che dopo tanto tempo ti dicono “io non sono più quello di una volta, neanche in famiglia, ho un altro lavoro, non abito più lì, e anche i miei interessi sono cambiati”.
Non si possono prevedere le azioni dell'uomo, perché ogni volta gli si risvegliano tali desideri che lui stesso non può dire quello che sarà di lui, neanche fra un minuto o, di sicuro, fra qualche anno. Lo vediamo su noi stessi, nella nostra vita, e anche sugli altri; vediamo anche quanto una
Generazione sia diversa dall'altra e fino a quanto il carattere, la cultura, l'educazione, la sapienza, i rapporti nella famiglia, fra le persone, gli esseri umani, e in generale, la struttura dello stato, tutto cambia. Al contrario della natura degli animali che, completamente, nello stesso ritmo, nello stesso stile, stesso ambito, vivono sempre alla stessa maniera. Perciò, qui, dobbiamo distinguere due cose nella vita di un uomo, dove lui si preoccupa del suo corpo, per il cibo, il sesso e la famiglia. Quello che intendiamo è che tratti il corpo come la sua bestia, il suo animale vivente, in modo razionale, serio, bilanciato. Noi facciamo, con il nostro corpo, anche tante cose inutili che, tutto sommato, non sono giustificabili. Ci sono cose buone che se usiamo in modo non equilibrato, facciamo del male al corpo, e all'opposto, se noi diminuiamo un po' il consumo e non riempiamo il corpo con varie cose, allora in questo gli facciamo un grande favore: non lo inquiniamo. Come dicono i medici, anche quelli di migliaia di anni fa, è sempre meglio usare un po' delle cose negative, anziché troppo delle cose buone, perché così fai sempre peggio al tuo corpo, se usi tanto quelle cose, anche se considerate buone. Così abbiamo parlato che nel nostro consumo, a livello materiale, nella nostra vita famigliare, nella società, con i figli, fra di noi e con noi stessi, bisogna portarci, infine, ad un livello equilibrato e razionale, di consumo. Non è che ci limitiamo, sentendo che non riceviamo ciò che vogliamo e diventiamo tristi, ma capiamo che fino a qua, e non di più, è il livello sano, buono.
Se è così, allora, cosa tutto deve fare l'uomo? Altrove abbiamo parlato che deve trovare, in sé, il livello sopra l'animale, come se noi appartenessimo al mondo animale e poi al mondo del parlante: proprio qui, nel livello del parlante, a cui arriviamo con la connessione con gli altri, dobbiamo fare un gran lavoro. Praticamente, dobbiamo costruire da noi stessi l'uomo che non è nato. Ognuno di noi è nato come un corpo vivente che esce dalla sua mamma, pesa tre chili circa, è in una forma sana e cresce in ciò che noi vogliamo che cresca. Pensiamo sempre che sviluppi il suo livello materiale, che sia completamente sano, pensiamo a quanto ha mangiato, a quanto ha bevuto...insomma, lo guardiamo come un corpo vivente e non di più. Poi, quando pian piano cresce, ci preoccupiamo di come reagisce ai suoni, ai rumori, alla luce, al buio, di come tiene le cose con le mani, di come comincia a muovere il suo corpo con movimenti che all'inizio sono senza controllo e che poi controlla. Gli compriamo, poi, vari giochi, e così lo sviluppiamo. E se noi non fossimo coinvolti in questo, come esseri umani, per cui produciamo per lui, allora non sarebbe cresciuto come un uomo, ma come una bestia.
Ma l’essere umano, attraverso il fatto che riceve un’educazione, diventa uomo. Così lo sviluppiamo. Il problema è che la nostra educazione è tutta egoistica, perciò lo portiamo ad evolvere per sfruttare il mondo, anche se capiamo che, in ogni caso, sarà bene dirgli di non far male agli altri, di non prendere dagli altri, di rinunciare un po' per il proprio vicino, perché questo farà bene, affinché non lo trattino male. Così educhiamo i bambini verso i buoni rapporti che svilupperanno con l'ambiente, affinché anche l'ambiente, a suo tempo, li tratti bene. Perciò, tutto il nostro insegnamento ai nostri figli sta nel dirgli, praticamente: mantenete buoni rapporti con tutti.
Di certo, è molto più sicuro così, affinché gli altri non gli facciano del male. Insegniamo a non imitare il cattivo comportamento; questo capiamo e così lo educhiamo, anche se dal nostro ego e dall'ego in generale che emerge dai media, dagli schermi, da internet, dalla televisione, e dall'ambiente generale, viene fuori che gli si danno degli esempi cattivi anche se non vorremmo, ma non abbiamo altra scelta. Così diciamo ai nostri figli “vai a studiare, fai boxe, impara come fregare gli altri, fai l'avvocato, così potrai proteggerti, entra in qualche gruppo di combattimento” ecc. Vogliamo che, oltre ai buoni rapporti con gli altri, sappia anche come proteggersi, perché il nostro mondo è così.
E ora vediamo che più l'uomo avanza, nella sua vita, meno si trova in buoni rapporti con gli altri. Ognuno costruisce la sua ricchezza e felicità, il suo successo e la sua gioia, basandosi sulla distruzione dell'altro; perciò, quando poi arriviamo alla crisi, da tutta la nostra evoluzione, da tutti i risultati che abbiamo attraversato nelle altre generazioni, vediamo che non abbiamo un’altra scelta. Abbiamo una grande arma in mano, abbiamo quasi svuotato tutte le risorse del pianeta, siamo arrivati al fatto che influenziamo l'ecologia della terra e stiamo distruggendo tutta la società umana. Pure lo spazio è pieno della nostra spazzatura che lasciamo là e ormai, il problema è che anche lì non possiamo uscire. Dunque, tutto sommato non siamo contenti della vita. Abbiamo parlato della depressione generale nel mondo, della distruzione, dell'educazione dei figli, nelle scuole, nelle università e così via, e qui arriviamo, alla fine dei conti, ad una decisione per cui non abbiamo un’altra scelta, ossia, dobbiamo cambiare l'uomo. Fare come era una volta, con i nostri genitori, che ci hanno detto “fai il bravo ragazzo, non picchiare gli altri, rinuncia un po', così avrai tanti amici e sarai in buona compagnia. Non avvicinarti a quei bambini là, ecc.”. Dobbiamo così educare noi stessi, continuare ad educarci in questo modo, perché la situazione è minacciosa, per la nostra vita. L'unica correzione che dobbiamo fare su di noi è costruire l'uomo da noi stessi; cioè, sulla stessa vita bestiale del corpo, a cui siamo obbligati a dare tutto quello che gli serve, in modo bilanciato e razionale. Sopra di questo dobbiamo costruire non un selvaggio, ma un uomo, cioè tutto il nostro lavoro personale o generale, sociale, di gruppo e mondiale, praticamente, tutto sommato, riguarda il fatto che dobbiamo educarci: l'odio reciproco, l’orgoglio, il controllo che vogliamo operare nei nostri rapporti, trasformarli a considerazione, garanzia reciproca e amore. Non sono belle parole, ma la natura, l'evoluzione, ci spinge in modo tale che se non arriviamo a buoni rapporti, niente potrà venir fuori. Vediamo negli ultimi tempi, anche, nell'ultimo secolo in cui abbiamo sviluppato il commercio internazionale, la cultura internazionale, il turismo internazionale, la connessione in tante forme internazionali, per cui le persone attraversano un paese o l'altro e volano e si divertono, con questo; vediamo, comunque, che siamo arrivati a condizioni non buone, con la nostra evoluzione, e se vogliamo evolverci ancora dobbiamo sapere come connetterci di più, che non ci sia solo il mercato comune in Europa o che tutto il mondo sia solo un mercato comune. Vediamo che il nostro ego ci porta a questo, però ci disturba stare in buoni rapporti fra di noi...la considerazione reciproca: non siamo capaci ad attuarla e vediamo, anche in Europa, che le persone, gli stati, stanno litigando uno con l'altro, sono vicini e dipendenti uno dall'altro, ormai, anche con l'annullamento dei confini e una moneta unica. Comunque c'è qualcosa che la disturba, che non permette di compiere questa unione, per cui l’Europa può essere una forza. Abbiamo l'America, la Russia, la Cina, può darsi l'India, anche, il Brasile, ma cosa sarà dell'Europa che invecchia? che sta diventando debole solo perché non riescono ad unirsi in una grande forza? Anche se spinti dall'ego ad innalzarsi sopra questa debolezza generale, non riescono, perché ci sono grandi spazi, grandi distanze, nell'educazione. Anche nella loro storia, vediamo che non riescono ad andare sopra queste relazioni che esistono già. Perciò, qui, bisogna vedere se è possibile connettersi sopra tutte queste differenze, come impariamo, praticamente, dal nostro metodo di correzione del nostro ego. Con questo, manteniamo tutte le distanze, le differenze, anche nell'educazione, nella religione, nella struttura di stato, ma soprattutto, vogliamo sopra di noi un ombrello d'amore, una tenda di pace e ognuno ci vivrà dentro con la sua cultura, la sua religione, e tutto quello che è, e con questo, trattarsi reciprocamente in modo bello. Posso fare l'esempio della mia famiglia: i miei genitori, da un lato sono medici, dall'altro sono tecnici, ingegneri. Mia moglie è ingegnere, io ormai è difficile dire chi sono, direi ontologo, questa è l'ultima professione che ho svolto. Prima mi occupavo di bio-cibernetica, ho una figlia biologa, un figlio pubblica libri, un’altra fa filosofia e tutti sono molto diversi nel loro carattere, però c'è qualche accordo per cui noi apparteniamo ad una famiglia, ed in famiglia ci completiamo. Può darsi pure che non sentiamo di far parte di una famiglia, anche questo è possibile, però cosa voglio dire? che anche se siamo tutti talmente diversi e diversi anche nelle opinioni, nel comportamento, nel modo di vivere, vedo, se non qualche forza, che comunque sopra tutti e tutte le differenze qualcosa ci lega insieme, se no non ci saremmo neanche incontrati. Allora la domanda è questa: è possibile fare la stessa cosa, per la vita, per vivere bene, per salvarci dalle guerre, dalla distruzione, per fermare gli tsunami e gli uragani, le esplosioni del mercato, del sistema finanziario, non è possibile farlo fra di noi? Viene detto che ormai siamo in una situazione non buona, per cui dobbiamo capire che qui ci arriva un metodo che è importante per tutte le scienze. Ogni cosa che facciamo viene misurata in base a quanto possiamo fare bene alla nostra vita, e qui, se abbiamo il metodo della connessione che ci salvaguarda da un suicidio, allora di sicuro è il metodo più importante, sopra ogni scienza esistente. E dobbiamo trattarlo molto seriamente, perché il sistema dell'educazione integrale, praticamente, ci salverà, ci sta per salvare da tutto il male che ci aspetta. Non solo neutralizzare i rischi che abbiamo davanti, come le guerre, il crollo economico del mercato mondiale, la fame, i vari problemi, le epidemie, ma è proprio oltre al male, che ci protegge, questo sistema dell'educazione integrale. Ci innalza verso il bene, opera in noi e sentiamo come una vitalità nel nuovo gradino, apriamo lì il rapporto fra di noi, in ciò che viene detto “l’uomo”, viene detto il livello del parlante, dove ci troviamo in connessione con l’interiorità della natura, con il motore che opera in tutto il processo del nostro sviluppo. Con il pensiero, con la forza più grande che si trova nella natura, ci apriamo ad un sentimento e quando cominciamo a sentire la natura in questo modo, cominciamo a sentire l’eternità e la perfezione della stessa. E anche noi, quando lo scopriamo, iniziamo ad essere incorporati in questo, a vivere di questo. E' quello che ci da il sistema di correzione dell’educazione integrale, per cui questa saggezza sta sopra tutte le altre scienze e saggezze, che ha l’umanità. Dobbiamo riconoscere, secondo i risultati, che non c’è niente di simile a questo. Allora, quando noi capiamo l’importanza del metodo dell’educazione integrale, è importante non solo educare noi stessi, ma anche passarlo agli altri, perché fin quanto io influenzo gli altri e gli altri mi influenzano, praticamente, con questa misura di influenza reciproca ci diamo un esempio l’uno all’altro, la spinta, lo stimolo buono, e così avanziamo. Per cui, è molto importante non solo imparare a relazionarsi bene l’uno verso l’altro, ma anche influenzarci reciprocamente, con un buon rapporto, e darci il buon esempio. In pratica, ognuno di noi, così come i nostri genitori ci hanno dato degli esempi, su come sia giusto giocare, su come relazionarsi alla vita, riguardo ciò che fa bene, ciò che fa male; così anche noi dobbiamo educarci reciprocamente. Non c’è, in questa educazione, chi è grande e chi è piccolo, ma ognuno impara dall’altro, per questo dobbiamo sempre essere responsabili del fatto che stiamo dando l’esempio. Non solo ai bambini, ma anche agli amici, alle persone più grandi di noi, ai più piccoli, non importa l’età, lo status sociale, ma ognuno deve sentirsi, in questo, come un insegnante per gli altri. Questo dovrebbe dargli una grande responsabilità riguardo il suo comportamento, perché ognuno deve mantenersi in modo tale che nel suo comportamento verso gli altri, consideri che sta il destino dell’umanità. Non sono belle parole: così è la nostra natura quando siamo impressionati uno dall’altro. Vogliamo o no, anche nell’inconscio, perfino col fatto che non rispetto tanto un uomo che fa così, comunque sono impressionato da lui. Dobbiamo considerare il fatto che questo comportamento verso le persone è ciò che la natura ci richiede di fare, e accettare l’educazione integrale, che ora impariamo, in modo molto serio. Dobbiamo capire che proprio questo è quello che l’umanità sta aspettando, ciò di cui ha bisogno, e lo riceverà nel modo più buono. E dobbiamo continuare con questa educazione, nello stesso modo in cui, una volta, la ricevevamo dai nostri genitori, nel modo bello. In modo che ognuno abbia questa informazione dentro di sé, voglia che tutti lo trattino così, ed in questo, abbia una mancanza d' essere trattato così. Per cui, praticamente, dobbiamo anche crescere, come quando eravamo piccoli, all’asilo, avevamo bisogno dei genitori che ci mostrassero la vita in un modo caloroso. Poi, oltre i genitori, dobbiamo sentire anche dagli amici questo rapporto, anche all’università, ovunque, ed io passo da mani a mani, sempre più larghe, a tutta l’umanità, e sempre sento lo stesso rapporto di considerazione, d’amore, come quando ero nato. Da questo, dall’amore di mia madre e mio padre, continuo questa sensazione per tutta la vita, fino a quando sento questo amore generale come una legge generale, come la legge della natura, e in questo sento l’armonia che si trova in tutto questo sistema.
IL fatto che noi costruiamo, così, il sistema fra di noi, vuol dire costruire il giusto ambiente per educare l’uomo, ogni uomo, e col fatto che noi costruiamo persone in questo modo, vuol dire che costruiamo veramente l’uomo, il livello del parlante, sopra quello di bestie, di persone selvagge, e ci trasformiamo. In questo buon rapporto di reciprocità e considerazione reciproca, osserviamo due forme di comportamento. Il comportamento buono nei confronti delle persone, a livello umano nel nostro livello, e il buono e bel comportamento, nei confronti della natura generale, la legge generale della natura che è anche la dazione reciproca e amore. E proprio da questa forza generale, la natura costruisce tutto il processo, e nel suo processo ci troviamo. Per cui, qua, prendiamo forza da due cose: dal fatto che ci troviamo nella società umana nel modo bello e giusto, e dal fatto che siamo in equilibrio con la natura. Allora guadagniamo da tutte e due le parti. E qui possiamo anche vedere che forse avremo degli errori e un rapporto non bilanciato, una volta che tratteremo la natura, ma l’importante è che la trattiamo in modo equilibrato. Vediamo che, ad esempio, gli ecologi, o quelli “Green” che sono preoccupati solo della natura, solo degli animali, del mondo vegetale e vivente, vediamo che non aiuta molto a mantenere bene la natura, perché senza il rapporto equilibrato tra le persone, contemporaneamente, non possiamo sostenere la natura. Dipende dal fatto che l’uomo diventi buono, diventerà buono tutto, e proteggerà sia l’immobile, sia il vegetale che il vivente. Userà tutto solo per le necessità, non di più, e allora la natura tornerà all’equilibrio. Così tutto ciò che abbiamo distrutto in natura, distruggendo anche parti intere di essa, tornerà in vita e apparirà di nuovo in equilibrio. Abbiamo bisogno, di entrambe le parti, di queste due direzioni, trattare l’uomo o la natura, ma prima di educare l’uomo; e dall’amore per l'uomo all’amore della natura intera. Così dobbiamo andare, questa è la direzione. Ma anche nel relazionarsi all’uomo dobbiamo capire che dobbiamo arrivare, infine, all’equilibrio con tutta la natura, cioè prendere queste due cose in considerazione.
Viene
fuori,
qui,
che
mi
metto
davanti
a
qualche
processo,
io
nei
confronti
delle
persone,
con
cui
devo
arrivare
all’amore
e
dopo,
ottenere
l’amore
generale
che
si
trova
nella
natura;
così,
praticamente,
completo
tutta
la
mia
correzione
personale.
Questa
correzione
che
dobbiamo
costruire
sopra
il
livello
del
vivente,
verso
il
livello
del
parlante,
nel
nostro
processo,
praticamente,
viene
dalla
parte
dell’uomo
in
me,
non
dalla
parte
del
mio
corpo,
però
lo
faccio
attraverso
il
corpo,
perché
è
questo
il
mio
vaso,
il
mio
contenitore.
Dunque
c’è
qui
nel
rapporto,
nella
mia
connessione
verso
gli
altri,
nel
buon
rapporto,
o
com’era
prima,
negativo;
c'è
un’attivazione
attraverso
il
parlare,
il
pensiero
e
l’azione.
Parlare
vuol
dire
che
devo
convincere
me
stesso,
perfino
quando
parlo
dentro
di
me.
Anche
quando
parlo
all’esterno,
con
gli
altri,
parliamo
di
come
dobbiamo
cambiarci,
verso
quale
direzione,
con
la
necessità
che
la
dazione
mi
influenzi
fino
ad
arrivare
all’amore
generale.
Questo
è
il
processo
al
quale
dobbiamo
arrivare,
questo
è
obbligatorio;
poi
arriva
il
pensiero
che
è
praticamente
prioritario
al
parlare,
prioritario
all’azione
che
devo
prima
stabilizzare.
Arriva
dal
conto
interno
che
ricevo
da
me
stesso
e
dall’ambiente,
dalla
società,
dai
miei
educatori,
allora
devo
stabilizzare
prima
il
pensiero,
poi
portarlo
al
parlare.
Parlare
sono
solo
parole,
come
si
dice,
ma
può
essere
valido
se
ci
si
rinforza
nell’azione.
L’azione,
significa
che
prendo
da
me
stesso
tutte
le
ore
libere,
oltre
alla
cura
necessaria
della
mia
bestia;
sia
che
mi
trovo
nello
studio
dell’educazione
integrale,
o
nella
divulgazione,
nelle
attività
nei
confronti
degli
altri,
agisco
per
portare
le
persone
al
livello
unico
a
cui
tutti
arriveranno;
almeno,
sopra
il
livello
della
povertà
in
maniera
onorevole,
con
la
distribuzione
equivalente,
in
modo
che
nessuno
si
trovi
in
modo
non
equilibrato
nei
confronti
degli
altri.
Perciò,
sia
il
pensiero,
poi
il
parlare
e
anche
l’azione,
tutti
devono
essere
indirizzati
verso
la
costruzione
della
nuova
società
equilibrata,
dove
tutti
si
trovano
nel
livello
integrale,
nel
sistema
analogico,
in
modo
tale
che
nel
pensiero
mi
organizzo
con
l’influenza
dell’ambiente.
Sempre
voglio
essere
influenzato
dall’ambiente
integrale,
poi
sistemo
questo
pensiero
dentro
di
me
e
lo
metto
in
azione,
attraverso
il
parlare.
Ed
allora,
quando
spiego
le
cose
in
cui
mi
trovo,
ossia
in
questo,
poi
arrivo
all’azione:
influenza
anche
l’azione,
educando.
Perché
innalzo,
anche,
tutto
il
livello
del
mondo,
per
cui
non
ci
sia
nessuno
in
questo
mondo
che
soffre
di
fame
o
per
le
cose
essenziali
per
la
vita.
Questo
è
praticamente
il
nostro
lavoro.
In
questo
arriviamo
all’equilibrio
con
la
natura,
e
questa
cosa
la
dobbiamo
sempre
enfatizzare:
è
questo
il
nostro
scopo.
Noi
siamo
persone,
arriviamo
tra
di
noi
all’equilibrio
e
col
nostro
equilibrio
arriviamo
all’equilibrio
con
tutta
la
natura,
con
la
legge
generale
della
natura.
Allora
emerge
che
stabilizziamo,
così,
il
sistema
rotondo
e
completo,
perfetto.
In
questo
concludiamo
il
nostro
processo
evolutivo;
e
tutto
il
nostro
sviluppo,
dall’inizio
della
creazione
della
vita
sulla
terra,
arriva
proprio
allo
stato
equilibrato,
alla
fine.
Ma
la
fine
non
significa
che
è
finito
tutto;
di
questo
parlano
gli
scienziati
che
dicono
che
fra
poco
il
sole
si
spegnerà
e
così
via.
Fra
poco...vabbè,
sono
quattro
miliardi
di
anni,
non
importa,
si
può
aspettare,
ma
noi
arriviamo
alla
fine
dello
sviluppo
dell’uomo,
con
equilibrio.
Si
arriva
all’equilibrio
con
la
natura,
in
quest’armonia
perfetta,
non
si
avrà
nessuna
pressione
dalla
natura
e
vivremo
veramente
nel
modo
perfetto.
Speriamo
di
riuscire
anche
per
noi
stessi,
forse,
di
iniziare
a
sentire
questa
cosa;
certamente,
prepararla
per
i
nostri
figli
e
nipoti.
È
nelle
nostre
mani.
E
qui
dobbiamo
capire
che
questo
sviluppo,
cioè
convincere
col
discernimento,
correggerci
dall'essere
egoisti
ad
essere
altruisti,
amati,
sensibili
al
prossimo,
non
dipende
dal
tempo.
Che
sia
tra
4
miliardi
di
anni,
o
da
una
generazione
all'altra.
Potrà
cambiare
e
può
cambiare
nella
nostra
generazione,
tutto
dipende
da
quanto
siamo
pronti
ad
essere
cambiati.
Ne
abbiamo
già
parlato,
riguardo
il
libero
arbitro,
che
tutto
il
nostro
desiderio
dipende
dall’ambiente,
perciò,
per
quanto
noi
saremo
insieme
e
non
lavoreremo
ognuno
per
sé,
e
io
mi
convincerò,
questo
non
darà
mai
buon
frutto,
ma
dobbiamo
costruire
l’ambiente,
costruire
la
società,
che
ci
influenzerà.
Allora
ognuno
cambierà,
e
così
andiamo
per
la
costruzione
del
buon
ambiente
tutti
insieme,
attraverso
il
quale
saremo
convinti,
molto
velocemente,
che
vorremo
essere
cambiati
per
essere
connessi,
con
la
garanzia
reciproca.
Allo
stesso
modo,
arriveremo
a
tale
intensiva
influenza
su
di
noi,
dall’ambiente,
che
il
nostro
cambiamento
potrà
essere
molto
veloce.
Non
c’è,
in
questo,
nessuna
dipendenza
dal
tempo;
i
livelli
dell’immobile,
vegetale
e
vivente
si
sono
evoluti
in
miliardi
di
anni
perché
si
evolvono
attraverso
l’ego
che
dev’essere
sviluppato
in
noi.
Non
siamo
responsabili
di
questo,
ci
siamo
evoluti
così
perché
da
parte
della
natura,
ogni
volta
l’ego
cresceva
e
cresceva,
e
in
questo
modo
noi
l’abbiamo
realizzato
sempre
di
più.
Però,
ora,
la
forza
dello
sviluppo,
nel
tempo,
e
la
sua
velocità,
sta
nelle
nostre
mani,
perché
tutto
dipende
dall’ambiente:
lo
vado
a
costruire
in
modo
artificiale
e
fino
a
quanto
lo
posso
costruire
in
modo
avanzato,
sempre
più,
mi
influenzerà.
Fino
a
quando
sarà
più
grande,
più
forte,
la
sua
influenza
nei
miei
confronti.
E
qui
ho
bisogno
degli
artisti,
studiosi,
scienziati,
o
di
usare
qualsiasi
cosa
ci
sia
nell’umanità,
per
avere
su
di
me
una
tale
influenza
dall’ambiente,
che
sia
la
più
utile.
Così
possiamo
vedere
noi
stessi,
proprio
in
questa
generazione,
già
dentro
una
vita
felice,
e
vedere
quello
che
lasciamo
ai
nostri
figli.
Se
noi
dividiamo
i
desideri
dell’uomo,
possiamo
dire
che
i
nostri
desideri
si
dividono
in
due
parti:
quelli
che
appartengono
all’uomo,
i
desideri
personali,
e
poi
ci
sono
i
desideri
umani,
sociali.
Per
sé
stesso
e
nei
suoi
confronti,
l’uomo
deve
limitare
i
propri
desideri
a
ciò
di
cui
ha
bisogno
per
esistere.
Questa
è
la
sua
correzione;
e
all'opposto,
deve
sviluppare
il
più
possibile
i
desideri
nei
confronti
degli
altri,
in
circoli
che
si
allargano.
Cioè,
all’inizio,
in
circoli
di
persone
più
vicine
a
me,
i
miei
amici;
poi,
in
un
circolo
più
grande
con
quelli
che
sono
più
lontani
da
me.
Così
vado
a
sviluppare
considerazione,
responsabilità,
fino
all’amore
per
tutto
il
mondo.
Perciò,
dobbiamo
capire
che
questi
gradi
in
cui
usciamo
da
noi
stessi
e
percepiamo
di
più,
sono
nei
rapporti
dentro
tutti
i
circoli
dell’umanità:
questi
cerchi
più
sono
larghi,
più
mi
danno
e
più
saggezza
ricevo;
ricevo
più
sentimento
e
sono
incorporato
da
tutti.
Per
questo
sento
tutta
la
realtà,
finché
sentirò
tutta
la
natura.
E
viene
fuori
che
con
questo
apro
me
stesso
alla
nuova
realtà,
al
nuovo
mondo
in
cui
vivo,
in
modo
che
esco
da
me
stesso
e
sento
tutti
quanti.
Questa
è
veramente
l’esistenza
dell’uomo
al
livello
dell’uomo,
appunto,
del
parlante,
che
la
natura
ci
ha
preparato,
e
così
arriviamo
alla
giusta
realizzazione
riguardo
la
nostra
esistenza
in
questo
mondo.
Oren: Penso che, praticamente, si può dire che questo è tutto. E’ basato sull’articolo “Un precetto”. Un po' ha parlato del metodo della Kabbalah nei confronti delle altre scienze. Anche in altri articoli ha parlato fin quanto è importante, nei confronti delle altre parti della scienza. Hai parlato del fatto che quando eravamo piccoli ci hanno insegnato a relazionarci bene con gli altri, perché così ci sarà bene nella vita.
Questo, ritengo, ognuno lo pensa, e dopo ho detto che, praticamente, così come ci hanno insegnato da piccoli, che ci comportassimo bene, altrettanto dobbiamo fare ora che siamo adulti. Insomma, organizzarci l’ambiente e comportarsi così.
Oren: Questo penso di aver capito, più o meno, ma non ho capito quando hai detto che bisogna comportarsi bene nei confronti della natura generale. Qui non capisco tanto bene cosa bisogna fare. Capisco, più o meno, di trattare bene gli altri; però, cosa vuol dire comportarsi bene con la natura generale?
L’immobile,
il
vegetale,
il
vivente,
non
li
devo
supportare?
L’amore
della
natura
vuol
dire
che
vivo
in
questo,
piuttosto
che
sfruttarla
il
più
possibile.
Rompiamo
la
montagna,
secchiamo
il
mare,
facciamo
quello
che
ci
pare…no,
dobbiamo
trattare
queste
cose
con
equilibrio,
tutto
il
problema
dell’ecologia.
Perché
gli
ecologi
non
riescono
e
noi
sì,
stiamo
per
riuscire.
Perché
noi
diciamo
che
la
natura
si
trova
in
equilibrio,
e
dobbiamo
prima
imparare
per
noi
stessi
cosa
vuol
dire
essere
in
equilibrio,
sentiamo
prima
fra
di
noi
cosa
vuol
dire
essere
equilibrati,
cosa
vuol
dire
mantenere
tutto,
e
prendere
dalla
natura
solo
ciò
che
mi
serve
per
l’esistenza,
il
necessario,
come
gli
animali.
In
questa
forma,
se
noi
educhiamo
le
persone
(e
fa
parte
della
nostra
educazione
integrale),
allora
certamente
tratteranno
bene
l’ecologia,
anche
la
natura
che
ci
circonda.
Non
puoi
educare
la
persona
solo
al
buon
rapporto
con
gli
altri,
ma
devi
educarla
anche
al
buon
rapporto
con
la
natura,
la
natura
generale.
Anche
il
concetto
di
natura,
cosa
vuol
dire?
Noi
ci
troviamo
nello
sviluppo,
c’è
qualcosa
che
ci
sta
muovendo.
Da
dove
arriva,
cosa
sono
queste
forze
che
ci
evolvono,
che
ci
sviluppano?
Dov’è
il
mio
futuro?
Non
lo
conosco,
ma
ci
sono
anche
persone
che
lo
sentono.
Vediamo
una
gradualità,
una
causa
ed
effetto,
vediamo
fin
quanto
la
natura
con
causa
ed
effetto
si
sviluppa,
fino
a
quanto
ogni
cosa
è
dipendente
dall’altra…Einstein
voleva
tanto
arrivare
a
questa
formula
generale
della
natura;
dunque
queste
cose
si
sanno
nella
scienza.
E
l’influenza
reciproca
di
tutte
le
parti
della
natura
non
è
eccezionale.
Noi
impariamo
per
noi
stessi
come
dobbiamo
essere
speciali,
anche
con
la
natura
generale,
con
quella
legge
generale
della
natura,
che
è
la
legge
che
ci
sviluppa.
Tutta
la
natura
in
generale,
non
io,
non
solo
la
società
umana,
ma
anche
il
vegetale,
il
vivente,
si
evolvono.
Ovviamente
in
modo
più
lento,
ma
tutto
l’universo
si
evolve.
Dove?
Non
sappiamo,
ma
il
fatto
è
che
si
evolve,
si
allarga,
ci
sono
vari
processi.
Non
arriviamo
a
capirli,
ma
più
ci
evolviamo,
più
vediamo
che
c’è
una
tendenza
enorme,
e
tutte
le
leggi
che
scopriamo,
alla
fine
dei
conti,
probabilmente
sono
tutte
legate.
E
sono
solo
io
che
non
sono
capace
a
vedere
questa
connessione
fra
le
leggi
della
biologia
e
la
zoologia,
la
botanica
e
l’uomo,
e
le
stelle
e
così
via.
Non
posso
vedere
il
legame
fra
le
cose.
Ma
praticamente
è
una
natura,
non
c’è
divisione
fra
questo,
questo
e
quello.
Allora
dobbiamo,
in
modo
olistico
(“Whole”
vuol
dire
intero)
in
modo
completo
e
intero,
trattare
la
natura,
e
noi
come
una
parte
di
essa.
E
la
vita
così
ci
obbliga.
Non
sono
amante
di
nessun
metodo,
ma
considero
i
fatti
che
riceviamo
dalla
ricerca.
Oren:
Hai
detto,
prima,
che
la
direzione
del
nostro
sviluppo
deve
essere,
per
non
sbagliare,
dall’amore
per
le
persone
all’amore
per
la
natura.
Non
ho
capito
cosa
vuol
dire.
Ci sono, qui, due direzioni: io posso sviluppare un buon rapporto con la società umana, e da questo buon rapporto, posso dire: “mangiamo, perché domani potremmo distruggere la Terra “. Oppure, all’opposto: quelli che trattano bene l’ecologia, la natura, ma si disinteressano delle persone: importante è solo mantenere la natura. Io dico “no!”, deve essere rotondo, deve essere uno e una relazione nei confronti di tutto e l’uomo fa parte della natura. Per cui ci deve essere, sia nella società umana, sia nella propria famiglia, sia in rapporto alla natura, in tutte le relazioni, l’equilibrio fra tutte le parti, perché questo impariamo esserci nella natura. In questo, tutto sommato, arriviamo ad osservare la legge generale. Come i pianeti, dove fra loro tutto si trova in equilibrio, ruotano e si influenzano uno con l’altro; anche sulla Terra: fai una cosa e, se distingui, ricevi una reazione dall’altra parte, così anche noi dobbiamo capire dove ci troviamo e che dobbiamo relazionarci così.
Oren: Non capisco cosa dobbiamo fare qui. Amare le persone l'ho capito...
Tu parli, nella nostra educazione, del buon rapporto fra le persone; lo stesso comportamento deve esserci verso l’immobile, vegetale, vivente. Noi praticamente siamo nutriti da loro. E quel rapporto di equilibrio deve essere in questa legge generale della natura, che tiene e sviluppa tutta la realtà. Il motore generale, secondo il quale tutto si muove. Nella nostra ricerca riguardo la natura, noi guardiamo praticamente le leggi particolari di quella stessa legge generale, alla quale gli scienziati vogliono arrivare tanto fortemente; vogliono arrivare a quella particella speciale, il bosone, che è come la particella unica, la base di tutto l’universo.
Vogliono arrivare alla formula con la quale possono esprimere tutta la legge della natura generale. Einstein e gli altri, ora, dopo di lui, vogliono talmente sentire, capire, trovare, cercare, perché sentono che c’è una cosa del genere, e senza questo non è possibile che tutto esista. Allora cercano di arrivare a questo. E verso questo l’umanità è attratta. L’uomo è attratto a capire dove si trova. L’istinto interno dell’uomo è di sapere che cos’è questa cosa in cui mi trovo, qual è la sua vera forma, quale motore la fa girare. Perché da questo dipende il mio futuro, come il mio passato, il mio destino. Da questo saprò come posso aver successo con le mie azioni: se saranno secondo il mio sviluppo e andranno nella giusta direzione, posso riuscire ad accelerare il mio avanzamento. Se vado in direzione opposta allora perdo. Abbiamo già visto accadere queste cose nella storia, e anche nella nostra vita. Se noi guardiamo i bambini, possiamo dire a priori: in questo avrà successo e in questo no, per quanto capiamo le leggi. Possiamo dire: “il tuo carattere è così e cosi, le condizioni sono così e così, le tue possibilità sono queste e quelle; in questo avrai successo e in questo no, vedrai. Possiamo anche spiegarti perché si o no”. E con questo evitiamo che l’uomo faccia errori. La stessa cosa vogliamo per noi stessi. Questo è tutto lo sviluppo della scienza. Non è creare i cellulari più avanzati: è capire l’essenza della vita, come crearci una vita migliore. Vedi in che forma si trova l’umanità: siamo arrivati, con tutte le nostre capacità, a uno situazione tremenda. Non va insieme all'uomo e non è appropriata all’uomo; e certamente, conoscere la legge generale della natura ci darà una linea, una luce verde per sapere dove andare, come costruirci nel modo buono e pratico, per la nostra vita e per quella dei figli.
Oren:
Allora
c’è
qui
uno
stato
di
equilibrio,
qualcosa
che
non
capisco
e
che
devo
fare...
Non capisci? Eh! capirai dopo, durante lo studio. Non capisci, ora, e non importa. Sai che durante gli anni diventi più intelligente? forse fra mezzo anno capirai. Di questo ne parlano tanti scienziati, tante persone, non è la mia opinione soltanto e in questo non sono opposto agli altri. Sto parlando della natura generale, globale, che ha delle leggi e noi impariamo queste leggi dalla scienza; e da tutte le scienze arriviamo alla situazione in cui vediamo che tutto è collegato e circolare. Il fatto che ora ti trovi nella crisi globale e non credevi che sarebbe successo. Pensavi “io ho voglia”, ma ora vedi che non hai voglia. E da dove arriva, non si sa. Non puoi fare quello che vuoi, in tutto dipendi dagli altri e tu dici che il mondo non è globale, mi dici questo!
Non inizio da ciò, ma parto dal fatto che lo sanno tutti, che è noto. Non parlo di Dio, con te, parlo della natura, della natura generale. Hai tanti scienziati che dicono di questo. Il fatto è che tu lo vivi, e mangi oggi, sulla tua tasca nella situazione mondiale, senti la globalità della natura. E tu mi dici “no”? Allora non ho cosa dire. Ognuno può dire: “io non ci credo, non sento niente “. Allora, non si può.
Oren: Posso chiedere un’altra cosa?
Sì, però ti consiglio di attingere a varie risorse scientifiche e lì troverai che è diverso. Non hai, oggi, uno scienziato che pensi che la fisica è la fisica, la chimica è la chimica e non c'entrano l’una con l’altra. Non esiste. In questo ormai ci troviamo d’accordo da tanti anni. La natura era sempre così, solo che noi l’abbiamo capito solo da qualche decina di anni. L’influenza dell’ambiente sull’uomo, l’influenza dell’uomo sull’ambiente, prima non pensavamo che sarebbe successo. Oggi, vedi quello che è successo con l’ecologia, con gli oceani, con l’inquinamento, con tutto, non c’è influenza? E’ tutto uno!
Oren:
Sì.
Hai
detto
prima
dell’equilibrio
generale,
poi
hai
parlato
della
salute
del
corpo,
hai
detto
che
ci
sono
cose,
oggi,
che
consumiamo
e
distruggono
il
nostro
corpo…
Cosa
c’è
da
dire,
qui?
Hai
tantissime
cose
in
internet,
dei
fatti.
Oren
:
Allora
la
domanda
è
se
puoi
spiegare
quale
atteggiamento
deve
esserci
rispetto
a
questo.
Atteggiamento? Ti dico: io ho il diabete. Poco, però ho il diabete. Da dove arriva? Arriva perché mi piacciono i dolci, mi piace lo zucchero. Ora, se non ci fosse lo zucchero nella natura (c’è nella frutta, c'è il miele, ma non c’è lo zucchero), se non avessi esagerato nell’uso dello zucchero, non sarei arrivato a questo. Ci sono tanti tipi di cibo che produciamo solo per riempire il conto in banca di qualcuno, per riempire, di conseguenza, gli ospedali di malati. Allora io dico che l’umanità deve proprio controllare se stessa, dall’inizio alla fine, in tutto quello che fa, e buttare fuori tutte le cose che inquinano l’uomo.
E piano piano, in modo graduale, darli prima qualche sostituto e poi tirarli fuori completamente. Come facciamo oggi con il fumo; così faremo con qualsiasi cosa che fa male al corpo. Ciò che non si trova nella natura in modo diretto, verdura, frutta, carne, pesce, acqua: di tutto il resto si può vivere senza. Quello che non si trova nella natura di sicuro fa male al corpo. Forse non abbiamo controllato, ancora, per provarlo. Però dobbiamo capire anche questo e accettarlo: se si trova nella natura, allora potrai usarlo bene, se non si trova, di sicuro l’uso non è buono.
Oren:
Oggi,
per
esempio,
se
voglio
applicare
questo
atteggiamento,
mi
costerà
tantissimo.
Ti capisco, non dico che ora dobbiamo tornare ad essere vegetariani o seguire, insomma, tutte queste tendenze. La biologia, senza genetica, senza tutta questa moltiplicazione, non offre altra scelta, se no non riusciamo a far mangiare l’umanità. Dobbiamo darli questo, senza saremmo tutti affamati. Non c’è altra scelta, dobbiamo usare queste cose, ma piano piano dobbiamo fare ricerca, e fare le cose che facciamo attraverso la chimica, in un altro modo.
Per esempio, un amico che è al sud di Israele fa crescere delle verdure, e non usa la chimica, perché usa vari batteri che mangiano gli insetti, quelli che fanno male. Insomma, prima bisogna pensare che ci sia cibo per tutti quanti, ma piano piano andare verso l’ecologia. Per questo dico che il trattamento, nell’educazione integrale, deve essere in modo tale che ci porterà all’equilibrio e alla correzione in tutti gli altri campi nella vita. Cioè, noi qui, veramente, definiamo il buon rapporto equilibrato, in tutto quello che l’uomo fa. Avrai una rivoluzione in tutto il nostro rapporto e dei risultati, poi, nella tecnica, nell’economia e nell’agricoltura: in tutto!
Oren: questo modo di dire: educare noi stessi nei confronti degli adulti; come comportarci attraverso l’ambiente…si, quando ero piccolo, i miei genitori, i miei insegnanti dovevano educare…e ora dobbiamo educare noi stessi! Chi è l’educatore, qui, chi è quello che si educa?
Ti organizzi nei confronti dell’ambiente, e l’ambiente ti mostra, praticamente, la tua forma voluta ed avanzata. Ti metti sotto l’influenza di quest’ambiente ed esso poi ti cambia. Io ho sentito che fa bene fare l’architetto, ma non ho niente per questo, nessun desiderio, non so neanche se voglio, però ho sentito che è buono; inoltre, persone sagge mi hanno detto che mi fa bene, perché questo mi porta una cosa speciale. Allora io vado a fare il corso di architettura, varie feste, picnic, conferenze varie, con loro, per cui mi incorporo e ascolto. E tutti parlano dell’importanza di questa professione, di come costruire case così e così, e di come inventano varie e grandi cose; mi incorporo in questo. Mi influenza, anche, non rimango così indifferente, e comincio a pensare “forse avrei fatto così, forse così “...penso a come l’avrei fatto io, capisci? Comincio a ricevere da loro un desiderio. Viene fuori che qui c’è qualche cambiamento, in me, che non c’era prima: un desiderio per questo, all'improvviso, e ora mi trovo interessato, ho un’opinione, voglio in un modo o nell'altro, vado a studiare l’architettura. Capisci? Così l’uomo riceve sempre.
Da dove abbiamo vari desideri per vari tipi di vita, scienze varie, varie professioni? Io vedo che c’è questo mondo e basta. Se prendi qualche persona da qualche villaggio, da qualche parte alla fine del mondo, che non ha internet e niente, allora cosa sa? Sa come comportarsi con le mucche o con le galline o nell’agricoltura e basta. Cosa ho lì? E queste sono le professioni. Allora uno sceglie dove sta meglio, ognuno impara dall’ambiente. Ricordo mio papà che voleva tanto che fossi diventato un musicista, mi prendeva, non mi lasciava andare ai film per bambini, mi prendeva lui stesso a vedere i film sui grandi compositori. E allora vedevo Mozart, Beethoven e tutti questi film sulla loro vita. La verità è che non ho visto niente di buono, tutti questi hanno vissuto in varie forme, uno s'era ammalato dall'inquinamento, uno è diventato sordo. Ma ti dico: ho ricevuto la grandezza da queste persone che si sono sacrificate per il loro grande desiderio, per fare grandi composizioni. Questo sì, è rimasto in me. Non ho ricevuto il desiderio di essere come loro, da parte della mia natura, però ho avuto apprezzamento per quello che hanno fatto, comunque, ero impressionato. Qualcun' altro al mio posto, magari, si sarebbe impressionato fino a diventare compositore. Insomma, ognuno dal suo ambiente viene influenzato secondo il suo carattere.
Oren: Come riassume questa lezione?
Il riassunto è che, infine, dobbiamo fare un’azione: che su tutti i crimini si copra con l’amore, che siamo tutti dei delinquenti e su tutti i delinquenti mettiamo una tenda d’amore. Questo è praticamente il riassunto di questa conversazione e tutta la buona azione che dobbiamo fare. In questo arriviamo all’equilibrio con tutta la natura e non sarà possibile avere qualche sentimento negativo, ma sentiremo, sopra l’immobile e il vegetale, il vivente, sopra la nostra vita esistente, ci sentiremo in un livello dove tutto è amore e perfezione. Ed è quello che lasciamo ai nostri figli.
Oren: Grazie mille, grazie anche a voi, venite ai prossimi incontri.
(Fine della conversazione)