Vita Nuova 11 - Nuova educazione

Vita Nuova 11 - Nuova educazione

Episode 11|9 gen 2012

Nuova Vita

Conversazione numero: 11

Nuova educazione

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 9/1/2012

OREN: Salve a tutti: vi unite a noi in questa serie di conversazioni in studio, con Rav Laitman. Salve Rav Laitman. Ricordo, a chi non conosce ancora la nostra formula di conversazione, che stiamo simulando una situazione in cui Rav Laitman insegna ad una classe di persone che possono essere di ogni parte del mondo: qualcuno ha pensato che vale la pena farli studiare con lui, mentre insegna loro delle cose che ogni persona al mondo dovrebbe sapere. Se seguirete questa conversazione, sicuramente imparerete qualche cosa anche voi.

Oggi parliamo un po' di un’unica azione che dobbiamo compire nella nostra vita, perché di tutte le altre azioni abbiamo già discusso, trattando del libero arbitrio dell'uomo. Abbiamo solo un’azione per correggere noi stessi. Tutto il processo che attraversiamo nel nostro sviluppo, nella nostra evoluzione, è obbligatorio, perché l'ego cresce sempre, in noi, da una generazione all'altra durante la vita. Non c'è un'altra creatura come l'uomo che va sviluppandosi sempre durante la vita, cambia sempre. Come si dice: il vitello di un giorno è come il bue, ossia gli animali di qualche giorno sanno già arrangiarsi, nella vita, hanno già tutte le forze poco tempo dopo la nascita, e sanno già come non farsi del male. Invece, l'uomo, se non riceve questa conoscenza dall'ambiente, durante tanti anni, non sa come preoccuparsi di sé stesso. Anche dopo, durante la vita, si sviluppa e cambia sempre, e ogni volta si ritrova con altri desideri estranei l’uno all'altro: all'improvviso è attratto da questo, poi da quello e nel corso della vita, a volte, incontriamo nostri conoscenti, amici, che dopo tanto tempo ti dicono “io non sono più quello di una volta, neanche in famiglia, ho un altro lavoro, non abito più lì, e anche i miei interessi sono cambiati”.

Non si possono prevedere le azioni dell'uomo, perché ogni volta gli si risvegliano tali desideri che lui stesso non può dire quello che sarà di lui, neanche fra un minuto o, di sicuro, fra qualche anno. Lo vediamo su noi stessi, nella nostra vita, e anche sugli altri; vediamo anche quanto una

Generazione sia diversa dall'altra e fino a quanto il carattere, la cultura, l'educazione, la sapienza, i rapporti nella famiglia, fra le persone, gli esseri umani, e in generale, la struttura dello stato, tutto cambia. Al contrario della natura degli animali che, completamente, nello stesso ritmo, nello stesso stile, stesso ambito, vivono sempre alla stessa maniera. Perciò, qui, dobbiamo distinguere due cose nella vita di un uomo, dove lui si preoccupa del suo corpo, per il cibo, il sesso e la famiglia. Quello che intendiamo è che tratti il corpo come la sua bestia, il suo animale vivente, in modo razionale, serio, bilanciato. Noi facciamo, con il nostro corpo, anche tante cose inutili che, tutto sommato, non sono giustificabili. Ci sono cose buone che se usiamo in modo non equilibrato, facciamo del male al corpo, e all'opposto, se noi diminuiamo un po' il consumo e non riempiamo il corpo con varie cose, allora in questo gli facciamo un grande favore: non lo inquiniamo. Come dicono i medici, anche quelli di migliaia di anni fa, è sempre meglio usare un po' delle cose negative, anziché troppo delle cose buone, perché così fai sempre peggio al tuo corpo, se usi tanto quelle cose, anche se considerate buone. Così abbiamo parlato che nel nostro consumo, a livello materiale, nella nostra vita famigliare, nella società, con i figli, fra di noi e con noi stessi, bisogna portarci, infine, ad un livello equilibrato e razionale, di consumo. Non è che ci limitiamo, sentendo che non riceviamo ciò che vogliamo e diventiamo tristi, ma capiamo che fino a qua, e non di più, è il livello sano, buono.

Se è così, allora, cosa tutto deve fare l'uomo? Altrove abbiamo parlato che deve trovare, in sé, il livello sopra l'animale, come se noi appartenessimo al mondo animale e poi al mondo del parlante: proprio qui, nel livello del parlante, a cui arriviamo con la connessione con gli altri, dobbiamo fare un gran lavoro. Praticamente, dobbiamo costruire da noi stessi l'uomo che non è nato. Ognuno di noi è nato come un corpo vivente che esce dalla sua mamma, pesa tre chili circa, è in una forma sana e cresce in ciò che noi vogliamo che cresca. Pensiamo sempre che sviluppi il suo livello materiale, che sia completamente sano, pensiamo a quanto ha mangiato, a quanto ha bevuto...insomma, lo guardiamo come un corpo vivente e non di più. Poi, quando pian piano cresce, ci preoccupiamo di come reagisce ai suoni, ai rumori, alla luce, al buio, di come tiene le cose con le mani, di come comincia a muovere il suo corpo con movimenti che all'inizio sono senza controllo e che poi controlla. Gli compriamo, poi, vari giochi, e così lo sviluppiamo. E se noi non fossimo coinvolti in questo, come esseri umani, per cui produciamo per lui, allora non sarebbe cresciuto come un uomo, ma come una bestia.

Ma l’essere umano, attraverso il fatto che riceve un’educazione, diventa uomo. Così lo sviluppiamo. Il problema è che la nostra educazione è tutta egoistica, perciò lo portiamo ad evolvere per sfruttare il mondo, anche se capiamo che, in ogni caso, sarà bene dirgli di non far male agli altri, di non prendere dagli altri, di rinunciare un po' per il proprio vicino, perché questo farà bene, affinché non lo trattino male. Così educhiamo i bambini verso i buoni rapporti che svilupperanno con l'ambiente, affinché anche l'ambiente, a suo tempo, li tratti bene. Perciò, tutto il nostro insegnamento ai nostri figli sta nel dirgli, praticamente: mantenete buoni rapporti con tutti.

Di certo, è molto più sicuro così, affinché gli altri non gli facciano del male. Insegniamo a non imitare il cattivo comportamento; questo capiamo e così lo educhiamo, anche se dal nostro ego e dall'ego in generale che emerge dai media, dagli schermi, da internet, dalla televisione, e dall'ambiente generale, viene fuori che gli si danno degli esempi cattivi anche se non vorremmo, ma non abbiamo altra scelta. Così diciamo ai nostri figli “vai a studiare, fai boxe, impara come fregare gli altri, fai l'avvocato, così potrai proteggerti, entra in qualche gruppo di combattimento” ecc. Vogliamo che, oltre ai buoni rapporti con gli altri, sappia anche come proteggersi, perché il nostro mondo è così.

E ora vediamo che più l'uomo avanza, nella sua vita, meno si trova in buoni rapporti con gli altri. Ognuno costruisce la sua ricchezza e felicità, il suo successo e la sua gioia, basandosi sulla distruzione dell'altro; perciò, quando poi arriviamo alla crisi, da tutta la nostra evoluzione, da tutti i risultati che abbiamo attraversato nelle altre generazioni, vediamo che non abbiamo un’altra scelta. Abbiamo una grande arma in mano, abbiamo quasi svuotato tutte le risorse del pianeta, siamo arrivati al fatto che influenziamo l'ecologia della terra e stiamo distruggendo tutta la società umana. Pure lo spazio è pieno della nostra spazzatura che lasciamo là e ormai, il problema è che anche lì non possiamo uscire. Dunque, tutto sommato non siamo contenti della vita. Abbiamo parlato della depressione generale nel mondo, della distruzione, dell'educazione dei figli, nelle scuole, nelle università e così via, e qui arriviamo, alla fine dei conti, ad una decisione per cui non abbiamo un’altra scelta, ossia, dobbiamo cambiare l'uomo. Fare come era una volta, con i nostri genitori, che ci hanno detto “fai il bravo ragazzo, non picchiare gli altri, rinuncia un po', così avrai tanti amici e sarai in buona compagnia. Non avvicinarti a quei bambini là, ecc.”. Dobbiamo così educare noi stessi, continuare ad educarci in questo modo, perché la situazione è minacciosa, per la nostra vita. L'unica correzione che dobbiamo fare su di noi è costruire l'uomo da noi stessi; cioè, sulla stessa vita bestiale del corpo, a cui siamo obbligati a dare tutto quello che gli serve, in modo bilanciato e razionale. Sopra di questo dobbiamo costruire non un selvaggio, ma un uomo, cioè tutto il nostro lavoro personale o generale, sociale, di gruppo e mondiale, praticamente, tutto sommato, riguarda il fatto che dobbiamo educarci: l'odio reciproco, l’orgoglio, il controllo che vogliamo operare nei nostri rapporti, trasformarli a considerazione, garanzia reciproca e amore. Non sono belle parole, ma la natura, l'evoluzione, ci spinge in modo tale che se non arriviamo a buoni rapporti, niente potrà venir fuori. Vediamo negli ultimi tempi, anche, nell'ultimo secolo in cui abbiamo sviluppato il commercio internazionale, la cultura internazionale, il turismo internazionale, la connessione in tante forme internazionali, per cui le persone attraversano un paese o l'altro e volano e si divertono, con questo; vediamo, comunque, che siamo arrivati a condizioni non buone, con la nostra evoluzione, e se vogliamo evolverci ancora dobbiamo sapere come connetterci di più, che non ci sia solo il mercato comune in Europa o che tutto il mondo sia solo un mercato comune. Vediamo che il nostro ego ci porta a questo, però ci disturba stare in buoni rapporti fra di noi...la considerazione reciproca: non siamo capaci ad attuarla e vediamo, anche in Europa, che le persone, gli stati, stanno litigando uno con l'altro, sono vicini e dipendenti uno dall'altro, ormai, anche con l'annullamento dei confini e una moneta unica. Comunque c'è qualcosa che la disturba, che non permette di compiere questa unione, per cui l’Europa può essere una forza. Abbiamo l'America, la Russia, la Cina, può darsi l'India, anche, il Brasile, ma cosa sarà dell'Europa che invecchia? che sta diventando debole solo perché non riescono ad unirsi in una grande forza? Anche se spinti dall'ego ad innalzarsi sopra questa debolezza generale, non riescono, perché ci sono grandi spazi, grandi distanze, nell'educazione. Anche nella loro storia, vediamo che non riescono ad andare sopra queste relazioni che esistono già. Perciò, qui, bisogna vedere se è possibile connettersi sopra tutte queste differenze, come impariamo, praticamente, dal nostro metodo di correzione del nostro ego. Con questo, manteniamo tutte le distanze, le differenze, anche nell'educazione, nella religione, nella struttura di stato, ma soprattutto, vogliamo sopra di noi un ombrello d'amore, una tenda di pace e ognuno ci vivrà dentro con la sua cultura, la sua religione, e tutto quello che è, e con questo, trattarsi reciprocamente in modo bello. Posso fare l'esempio della mia famiglia: i miei genitori, da un lato sono medici, dall'altro sono tecnici, ingegneri. Mia moglie è ingegnere, io ormai è difficile dire chi sono, direi ontologo, questa è l'ultima professione che ho svolto. Prima mi occupavo di bio-cibernetica, ho una figlia biologa, un figlio pubblica libri, un’altra fa filosofia e tutti sono molto diversi nel loro carattere, però c'è qualche accordo per cui noi apparteniamo ad una famiglia, ed in famiglia ci completiamo. Può darsi pure che non sentiamo di far parte di una famiglia, anche questo è possibile, però cosa voglio dire? che anche se siamo tutti talmente diversi e diversi anche nelle opinioni, nel comportamento, nel modo di vivere, vedo, se non qualche forza, che comunque sopra tutti e tutte le differenze qualcosa ci lega insieme, se no non ci saremmo neanche incontrati. Allora la domanda è questa: è possibile fare la stessa cosa, per la vita, per vivere bene, per salvarci dalle guerre, dalla distruzione, per fermare gli tsunami e gli uragani, le esplosioni del mercato, del sistema finanziario, non è possibile farlo fra di noi? Viene detto che ormai siamo in una situazione non buona, per cui dobbiamo capire che qui ci arriva un metodo che è importante per tutte le scienze. Ogni cosa che facciamo viene misurata in base a quanto possiamo fare bene alla nostra vita, e qui, se abbiamo il metodo della connessione che ci salvaguarda da un suicidio, allora di sicuro è il metodo più importante, sopra ogni scienza esistente. E dobbiamo trattarlo molto seriamente, perché il sistema dell'educazione integrale, praticamente, ci salverà, ci sta per salvare da tutto il male che ci aspetta. Non solo neutralizzare i rischi che abbiamo davanti, come le guerre, il crollo economico del mercato mondiale, la fame, i vari problemi, le epidemie, ma è proprio oltre al male, che ci protegge, questo sistema dell'educazione integrale. Ci innalza verso il bene, opera in noi e sentiamo come una vitalità nel nuovo gradino, apriamo lì il rapporto fra di noi, in ciò che viene detto “l’uomo”, viene detto il livello del parlante, dove ci troviamo in connessione con l’interiorità della natura, con il motore che opera in tutto il processo del nostro sviluppo. Con il pensiero, con la forza più grande che si trova nella natura, ci apriamo ad un sentimento e quando cominciamo a sentire la natura in questo modo, cominciamo a sentire l’eternità e la perfezione della stessa. E anche noi, quando lo scopriamo, iniziamo ad essere incorporati in questo, a vivere di questo. E' quello che ci da il sistema di correzione dell’educazione integrale, per cui questa saggezza sta sopra tutte le altre scienze e saggezze, che ha l’umanità. Dobbiamo riconoscere, secondo i risultati, che non c’è niente di simile a questo. Allora, quando noi capiamo l’importanza del metodo dell’educazione integrale, è importante non solo educare noi stessi, ma anche passarlo agli altri, perché fin quanto io influenzo gli altri e gli altri mi influenzano, praticamente, con questa misura di influenza reciproca ci diamo un esempio l’uno all’altro, la spinta, lo stimolo buono, e così avanziamo. Per cui, è molto importante non solo imparare a relazionarsi bene l’uno verso l’altro, ma anche influenzarci reciprocamente, con un buon rapporto, e darci il buon esempio. In pratica, ognuno di noi, così come i nostri genitori ci hanno dato degli esempi, su come sia giusto giocare, su come relazionarsi alla vita, riguardo ciò che fa bene, ciò che fa male; così anche noi dobbiamo educarci reciprocamente. Non c’è, in questa educazione, chi è grande e chi è piccolo, ma ognuno impara dall’altro, per questo dobbiamo sempre essere responsabili del fatto che stiamo dando l’esempio. Non solo ai bambini, ma anche agli amici, alle persone più grandi di noi, ai più piccoli, non importa l’età, lo status sociale, ma ognuno deve sentirsi, in questo, come un insegnante per gli altri. Questo dovrebbe dargli una grande responsabilità riguardo il suo comportamento, perché ognuno deve mantenersi in modo tale che nel suo comportamento verso gli altri, consideri che sta il destino dell’umanità. Non sono belle parole: così è la nostra natura quando siamo impressionati uno dall’altro. Vogliamo o no, anche nell’inconscio, perfino col fatto che non rispetto tanto un uomo che fa così, comunque sono impressionato da lui. Dobbiamo considerare il fatto che questo comportamento verso le persone è ciò che la natura ci richiede di fare, e accettare l’educazione integrale, che ora impariamo, in modo molto serio. Dobbiamo capire che proprio questo è quello che l’umanità sta aspettando, ciò di cui ha bisogno, e lo riceverà nel modo più buono. E dobbiamo continuare con questa educazione, nello stesso modo in cui, una volta, la ricevevamo dai nostri genitori, nel modo bello. In modo che ognuno abbia questa informazione dentro di sé, voglia che tutti lo trattino così, ed in questo, abbia una mancanza d' essere trattato così. Per cui, praticamente, dobbiamo anche crescere, come quando eravamo piccoli, all’asilo, avevamo bisogno dei genitori che ci mostrassero la vita in un modo caloroso. Poi, oltre i genitori, dobbiamo sentire anche dagli amici questo rapporto, anche all’università, ovunque, ed io passo da mani a mani, sempre più larghe, a tutta l’umanità, e sempre sento lo stesso rapporto di considerazione, d’amore, come quando ero nato. Da questo, dall’amore di mia madre e mio padre, continuo questa sensazione per tutta la vita, fino a quando sento questo amore generale come una legge generale, come la legge della natura, e in questo sento l’armonia che si trova in tutto questo sistema.

IL fatto che noi costruiamo, così, il sistema fra di noi, vuol dire costruire il giusto ambiente per educare l’uomo, ogni uomo, e col fatto che noi costruiamo persone in questo modo, vuol dire che costruiamo veramente l’uomo, il livello del parlante, sopra quello di bestie, di persone selvagge, e ci trasformiamo. In questo buon rapporto di reciprocità e considerazione reciproca, osserviamo due forme di comportamento. Il comportamento buono nei confronti delle persone, a livello umano nel nostro livello, e il buono e bel comportamento, nei confronti della natura generale, la legge generale della natura che è anche la dazione reciproca e amore. E proprio da questa forza generale, la natura costruisce tutto il processo, e nel suo processo ci troviamo. Per cui, qua, prendiamo forza da due cose: dal fatto che ci troviamo nella società umana nel modo bello e giusto, e dal fatto che siamo in equilibrio con la natura. Allora guadagniamo da tutte e due le parti. E qui possiamo anche vedere che forse avremo degli errori e un rapporto non bilanciato, una volta che tratteremo la natura, ma l’importante è che la trattiamo in modo equilibrato. Vediamo che, ad esempio, gli ecologi, o quelli “Green” che sono preoccupati solo della natura, solo degli animali, del mondo vegetale e vivente, vediamo che non aiuta molto a mantenere bene la natura, perché senza il rapporto equilibrato tra le persone, contemporaneamente, non possiamo sostenere la natura. Dipende dal fatto che l’uomo diventi buono, diventerà buono tutto, e proteggerà sia l’immobile, sia il vegetale che il vivente. Userà tutto solo per le necessità, non di più, e allora la natura tornerà all’equilibrio. Così tutto ciò che abbiamo distrutto in natura, distruggendo anche parti intere di essa, tornerà in vita e apparirà di nuovo in equilibrio. Abbiamo bisogno, di entrambe le parti, di queste due direzioni, trattare l’uomo o la natura, ma prima di educare l’uomo; e dall’amore per l'uomo all’amore della natura intera. Così dobbiamo andare, questa è la direzione. Ma anche nel relazionarsi all’uomo dobbiamo capire che dobbiamo arrivare, infine, all’equilibrio con tutta la natura, cioè prendere queste due cose in considerazione.

Viene fuori, qui, che mi metto davanti a qualche processo, io nei confronti delle persone, con cui devo arrivare all’amore e dopo, ottenere l’amore generale che si trova nella natura; così, praticamente, completo tutta la mia correzione personale. Questa correzione che dobbiamo costruire sopra il livello del vivente, verso il livello del parlante, nel nostro processo, praticamente, viene dalla parte dell’uomo in me, non dalla parte del mio corpo, però lo faccio attraverso il corpo, perché è questo il mio vaso, il mio contenitore. Dunque c’è qui nel rapporto, nella mia connessione verso gli altri, nel buon rapporto, o com’era prima, negativo; c'è un’attivazione attraverso il parlare, il pensiero e l’azione. Parlare vuol dire che devo convincere me stesso, perfino quando parlo dentro di me. Anche quando parlo all’esterno, con gli altri, parliamo di come dobbiamo cambiarci, verso quale direzione, con la necessità che la dazione mi influenzi fino ad arrivare all’amore generale. Questo è il processo al quale dobbiamo arrivare, questo è obbligatorio; poi arriva il pensiero che è praticamente prioritario al parlare, prioritario all’azione che devo prima stabilizzare. Arriva dal conto interno che ricevo da me stesso e dall’ambiente, dalla società, dai miei educatori, allora devo stabilizzare prima il pensiero, poi portarlo al parlare. Parlare sono solo parole, come si dice, ma può essere valido se ci si rinforza nell’azione. L’azione, significa che prendo da me stesso tutte le ore libere, oltre alla cura necessaria della mia bestia; sia che mi trovo nello studio dell’educazione integrale, o nella divulgazione, nelle attività nei confronti degli altri, agisco per portare le persone al livello unico a cui tutti arriveranno; almeno, sopra il livello della povertà in maniera onorevole, con la distribuzione equivalente, in modo che nessuno si trovi in modo non equilibrato nei confronti degli altri. Perciò, sia il pensiero, poi il parlare e anche l’azione, tutti devono essere indirizzati verso la costruzione della nuova società equilibrata, dove tutti si trovano nel livello integrale, nel sistema analogico, in modo tale che nel pensiero mi organizzo con l’influenza dell’ambiente. Sempre voglio essere influenzato dall’ambiente integrale, poi sistemo questo pensiero dentro di me e lo metto in azione, attraverso il parlare. Ed allora, quando spiego le cose in cui mi trovo, ossia in questo, poi arrivo all’azione: influenza anche l’azione, educando. Perché innalzo, anche, tutto il livello del mondo, per cui non ci sia nessuno in questo mondo che soffre di fame o per le cose essenziali per la vita. Questo è praticamente il nostro lavoro. In questo arriviamo all’equilibrio con la natura, e questa cosa la dobbiamo sempre enfatizzare: è questo il nostro scopo. Noi siamo persone, arriviamo tra di noi all’equilibrio e col nostro equilibrio arriviamo all’equilibrio con tutta la natura, con la legge generale della natura. Allora emerge che stabilizziamo, così, il sistema rotondo e completo, perfetto. In questo concludiamo il nostro processo evolutivo; e tutto il nostro sviluppo, dall’inizio della creazione della vita sulla terra, arriva proprio allo stato equilibrato, alla fine. Ma la fine non significa che è finito tutto; di questo parlano gli scienziati che dicono che fra poco il sole si spegnerà e così via. Fra poco...vabbè, sono quattro miliardi di anni, non importa, si può aspettare, ma noi arriviamo alla fine dello sviluppo dell’uomo, con equilibrio. Si arriva all’equilibrio con la natura, in quest’armonia perfetta, non si avrà nessuna pressione dalla natura e vivremo veramente nel modo perfetto. Speriamo di riuscire anche per noi stessi, forse, di iniziare a sentire questa cosa; certamente, prepararla per i nostri figli e nipoti. È nelle nostre mani. E qui dobbiamo capire che questo sviluppo, cioè convincere col discernimento, correggerci dall'essere egoisti ad essere altruisti, amati, sensibili al prossimo, non dipende dal tempo. Che sia tra 4 miliardi di anni, o da una generazione all'altra. Potrà cambiare e può cambiare nella nostra generazione, tutto dipende da quanto siamo pronti ad essere cambiati. Ne abbiamo già parlato, riguardo il libero arbitro, che tutto il nostro desiderio dipende dall’ambiente, perciò, per quanto noi saremo insieme e non lavoreremo ognuno per sé, e io mi convincerò, questo non darà mai buon frutto, ma dobbiamo costruire l’ambiente, costruire la società, che ci influenzerà. Allora ognuno cambierà, e così andiamo per la costruzione del buon ambiente tutti insieme, attraverso il quale saremo convinti, molto velocemente, che vorremo essere cambiati per essere connessi, con la garanzia reciproca. Allo stesso modo, arriveremo a tale intensiva influenza su di noi, dall’ambiente, che il nostro cambiamento potrà essere molto veloce. Non c’è, in questo, nessuna dipendenza dal tempo; i livelli dell’immobile, vegetale e vivente si sono evoluti in miliardi di anni perché si evolvono attraverso l’ego che dev’essere sviluppato in noi. Non siamo responsabili di questo, ci siamo evoluti così perché da parte della natura, ogni volta l’ego cresceva e cresceva, e in questo modo noi l’abbiamo realizzato sempre di più. Però, ora, la forza dello sviluppo, nel tempo, e la sua velocità, sta nelle nostre mani, perché tutto dipende dall’ambiente: lo vado a costruire in modo artificiale e fino a quanto lo posso costruire in modo avanzato, sempre più, mi influenzerà. Fino a quando sarà più grande, più forte, la sua influenza nei miei confronti. E qui ho bisogno degli artisti, studiosi, scienziati, o di usare qualsiasi cosa ci sia nell’umanità, per avere su di me una tale influenza dall’ambiente, che sia la più utile. Così possiamo vedere noi stessi, proprio in questa generazione, già dentro una vita felice, e vedere quello che lasciamo ai nostri figli. Se noi dividiamo i desideri dell’uomo, possiamo dire che i nostri desideri si dividono in due parti: quelli che appartengono all’uomo, i desideri personali, e poi ci sono i desideri umani, sociali. Per sé stesso e nei suoi confronti, l’uomo deve limitare i propri desideri a ciò di cui ha bisogno per esistere. Questa è la sua correzione; e all'opposto, deve sviluppare il più possibile i desideri nei confronti degli altri, in circoli che si allargano. Cioè, all’inizio, in circoli di persone più vicine a me, i miei amici; poi, in un circolo più grande con quelli che sono più lontani da me. Così vado a sviluppare considerazione, responsabilità, fino all’amore per tutto il mondo. Perciò, dobbiamo capire che questi gradi in cui usciamo da noi stessi e percepiamo di più, sono nei rapporti dentro tutti i circoli dell’umanità: questi cerchi più sono larghi, più mi danno e più saggezza ricevo; ricevo più sentimento e sono incorporato da tutti. Per questo sento tutta la realtà, finché sentirò tutta la natura. E viene fuori che con questo apro me stesso alla nuova realtà, al nuovo mondo in cui vivo, in modo che esco da me stesso e sento tutti quanti. Questa è veramente l’esistenza dell’uomo al livello dell’uomo, appunto, del parlante, che la natura ci ha preparato, e così arriviamo alla giusta realizzazione riguardo la nostra esistenza in questo mondo.

Oren: Penso che, praticamente, si può dire che questo è tutto. E’ basato sull’articolo “Un precetto”. Un po' ha parlato del metodo della Kabbalah nei confronti delle altre scienze. Anche in altri articoli ha parlato fin quanto è importante, nei confronti delle altre parti della scienza. Hai parlato del fatto che quando eravamo piccoli ci hanno insegnato a relazionarci bene con gli altri, perché così ci sarà bene nella vita.

Questo, ritengo, ognuno lo pensa, e dopo ho detto che, praticamente, così come ci hanno insegnato da piccoli, che ci comportassimo bene, altrettanto dobbiamo fare ora che siamo adulti. Insomma, organizzarci l’ambiente e comportarsi così.

Oren: Questo penso di aver capito, più o meno, ma non ho capito quando hai detto che bisogna comportarsi bene nei confronti della natura generale. Qui non capisco tanto bene cosa bisogna fare. Capisco, più o meno, di trattare bene gli altri; però, cosa vuol dire comportarsi bene con la natura generale?


L’immobile, il vegetale, il vivente, non li devo supportare? L’amore della natura vuol dire che vivo in questo, piuttosto che sfruttarla il più possibile. Rompiamo la montagna, secchiamo il mare, facciamo quello che ci pare…no, dobbiamo trattare queste cose con equilibrio, tutto il problema dell’ecologia. Perché gli ecologi non riescono e noi sì, stiamo per riuscire. Perché noi diciamo che la natura si trova in equilibrio, e dobbiamo prima imparare per noi stessi cosa vuol dire essere in equilibrio, sentiamo prima fra di noi cosa vuol dire essere equilibrati, cosa vuol dire mantenere tutto, e prendere dalla natura solo ciò che mi serve per l’esistenza, il necessario, come gli animali. In questa forma, se noi educhiamo le persone (e fa parte della nostra educazione integrale), allora certamente tratteranno bene l’ecologia, anche la natura che ci circonda. Non puoi educare la persona solo al buon rapporto con gli altri, ma devi educarla anche al buon rapporto con la natura, la natura generale. Anche il concetto di natura, cosa vuol dire? Noi ci troviamo nello sviluppo, c’è qualcosa che ci sta muovendo. Da dove arriva, cosa sono queste forze che ci evolvono, che ci sviluppano? Dov’è il mio futuro? Non lo conosco, ma ci sono anche persone che lo sentono. Vediamo una gradualità, una causa ed effetto, vediamo fin quanto la natura con causa ed effetto si sviluppa, fino a quanto ogni cosa è dipendente dall’altra…Einstein voleva tanto arrivare a questa formula generale della natura; dunque queste cose si sanno nella scienza. E l’influenza reciproca di tutte le parti della natura non è eccezionale. Noi impariamo per noi stessi come dobbiamo essere speciali, anche con la natura generale, con quella legge generale della natura, che è la legge che ci sviluppa. Tutta la natura in generale, non io, non solo la società umana, ma anche il vegetale, il vivente, si evolvono. Ovviamente in modo più lento, ma tutto l’universo si evolve. Dove? Non sappiamo, ma il fatto è che si evolve, si allarga, ci sono vari processi. Non arriviamo a capirli, ma più ci evolviamo, più vediamo che c’è una tendenza enorme, e tutte le leggi che scopriamo, alla fine dei conti, probabilmente sono tutte legate. E sono solo io che non sono capace a vedere questa connessione fra le leggi della biologia e la zoologia, la botanica e l’uomo, e le stelle e così via. Non posso vedere il legame fra le cose. Ma praticamente è una natura, non c’è divisione fra questo, questo e quello. Allora dobbiamo, in modo olistico (“Whole” vuol dire intero) in modo completo e intero, trattare la natura, e noi come una parte di essa. E la vita così ci obbliga. Non sono amante di nessun metodo, ma considero i fatti che riceviamo dalla ricerca.

Oren: Hai detto, prima, che la direzione del nostro sviluppo deve essere, per non sbagliare, dall’amore per le persone all’amore per la natura. Non ho capito cosa vuol dire.

Ci sono, qui, due direzioni: io posso sviluppare un buon rapporto con la società umana, e da questo buon rapporto, posso dire: “mangiamo, perché domani potremmo distruggere la Terra “. Oppure, all’opposto: quelli che trattano bene l’ecologia, la natura, ma si disinteressano delle persone: importante è solo mantenere la natura. Io dico “no!”, deve essere rotondo, deve essere uno e una relazione nei confronti di tutto e l’uomo fa parte della natura. Per cui ci deve essere, sia nella società umana, sia nella propria famiglia, sia in rapporto alla natura, in tutte le relazioni, l’equilibrio fra tutte le parti, perché questo impariamo esserci nella natura. In questo, tutto sommato, arriviamo ad osservare la legge generale. Come i pianeti, dove fra loro tutto si trova in equilibrio, ruotano e si influenzano uno con l’altro; anche sulla Terra: fai una cosa e, se distingui, ricevi una reazione dall’altra parte, così anche noi dobbiamo capire dove ci troviamo e che dobbiamo relazionarci così.

Oren: Non capisco cosa dobbiamo fare qui. Amare le persone l'ho capito...

Tu parli, nella nostra educazione, del buon rapporto fra le persone; lo stesso comportamento deve esserci verso l’immobile, vegetale, vivente. Noi praticamente siamo nutriti da loro. E quel rapporto di equilibrio deve essere in questa legge generale della natura, che tiene e sviluppa tutta la realtà. Il motore generale, secondo il quale tutto si muove. Nella nostra ricerca riguardo la natura, noi guardiamo praticamente le leggi particolari di quella stessa legge generale, alla quale gli scienziati vogliono arrivare tanto fortemente; vogliono arrivare a quella particella speciale, il bosone, che è come la particella unica, la base di tutto l’universo.

Vogliono arrivare alla formula con la quale possono esprimere tutta la legge della natura generale. Einstein e gli altri, ora, dopo di lui, vogliono talmente sentire, capire, trovare, cercare, perché sentono che c’è una cosa del genere, e senza questo non è possibile che tutto esista. Allora cercano di arrivare a questo. E verso questo l’umanità è attratta. L’uomo è attratto a capire dove si trova. L’istinto interno dell’uomo è di sapere che cos’è questa cosa in cui mi trovo, qual è la sua vera forma, quale motore la fa girare. Perché da questo dipende il mio futuro, come il mio passato, il mio destino. Da questo saprò come posso aver successo con le mie azioni: se saranno secondo il mio sviluppo e andranno nella giusta direzione, posso riuscire ad accelerare il mio avanzamento. Se vado in direzione opposta allora perdo. Abbiamo già visto accadere queste cose nella storia, e anche nella nostra vita. Se noi guardiamo i bambini, possiamo dire a priori: in questo avrà successo e in questo no, per quanto capiamo le leggi. Possiamo dire: “il tuo carattere è così e cosi, le condizioni sono così e così, le tue possibilità sono queste e quelle; in questo avrai successo e in questo no, vedrai. Possiamo anche spiegarti perché si o no”. E con questo evitiamo che l’uomo faccia errori. La stessa cosa vogliamo per noi stessi. Questo è tutto lo sviluppo della scienza. Non è creare i cellulari più avanzati: è capire l’essenza della vita, come crearci una vita migliore. Vedi in che forma si trova l’umanità: siamo arrivati, con tutte le nostre capacità, a uno situazione tremenda. Non va insieme all'uomo e non è appropriata all’uomo; e certamente, conoscere la legge generale della natura ci darà una linea, una luce verde per sapere dove andare, come costruirci nel modo buono e pratico, per la nostra vita e per quella dei figli.

Oren: Allora c’è qui uno stato di equilibrio, qualcosa che non capisco e che devo fare...

Non capisci? Eh! capirai dopo, durante lo studio. Non capisci, ora, e non importa. Sai che durante gli anni diventi più intelligente? forse fra mezzo anno capirai. Di questo ne parlano tanti scienziati, tante persone, non è la mia opinione soltanto e in questo non sono opposto agli altri. Sto parlando della natura generale, globale, che ha delle leggi e noi impariamo queste leggi dalla scienza; e da tutte le scienze arriviamo alla situazione in cui vediamo che tutto è collegato e circolare. Il fatto che ora ti trovi nella crisi globale e non credevi che sarebbe successo. Pensavi “io ho voglia”, ma ora vedi che non hai voglia. E da dove arriva, non si sa. Non puoi fare quello che vuoi, in tutto dipendi dagli altri e tu dici che il mondo non è globale, mi dici questo!

Non inizio da ciò, ma parto dal fatto che lo sanno tutti, che è noto. Non parlo di Dio, con te, parlo della natura, della natura generale. Hai tanti scienziati che dicono di questo. Il fatto è che tu lo vivi, e mangi oggi, sulla tua tasca nella situazione mondiale, senti la globalità della natura. E tu mi dici “no”? Allora non ho cosa dire. Ognuno può dire: “io non ci credo, non sento niente “. Allora, non si può.

Oren: Posso chiedere un’altra cosa?

Sì, però ti consiglio di attingere a varie risorse scientifiche e lì troverai che è diverso. Non hai, oggi, uno scienziato che pensi che la fisica è la fisica, la chimica è la chimica e non c'entrano l’una con l’altra. Non esiste. In questo ormai ci troviamo d’accordo da tanti anni. La natura era sempre così, solo che noi l’abbiamo capito solo da qualche decina di anni. L’influenza dell’ambiente sull’uomo, l’influenza dell’uomo sull’ambiente, prima non pensavamo che sarebbe successo. Oggi, vedi quello che è successo con l’ecologia, con gli oceani, con l’inquinamento, con tutto, non c’è influenza? E’ tutto uno!

Oren: Sì. Hai detto prima dell’equilibrio generale, poi hai parlato della salute del corpo, hai detto che ci sono cose, oggi, che consumiamo e distruggono il nostro corpo…

Cosa c’è da dire, qui? Hai tantissime cose in internet, dei fatti.
Oren : Allora la domanda è se puoi spiegare quale atteggiamento deve esserci rispetto a questo.

Atteggiamento? Ti dico: io ho il diabete. Poco, però ho il diabete. Da dove arriva? Arriva perché mi piacciono i dolci, mi piace lo zucchero. Ora, se non ci fosse lo zucchero nella natura (c’è nella frutta, c'è il miele, ma non c’è lo zucchero), se non avessi esagerato nell’uso dello zucchero, non sarei arrivato a questo. Ci sono tanti tipi di cibo che produciamo solo per riempire il conto in banca di qualcuno, per riempire, di conseguenza, gli ospedali di malati. Allora io dico che l’umanità deve proprio controllare se stessa, dall’inizio alla fine, in tutto quello che fa, e buttare fuori tutte le cose che inquinano l’uomo.

E piano piano, in modo graduale, darli prima qualche sostituto e poi tirarli fuori completamente. Come facciamo oggi con il fumo; così faremo con qualsiasi cosa che fa male al corpo. Ciò che non si trova nella natura in modo diretto, verdura, frutta, carne, pesce, acqua: di tutto il resto si può vivere senza. Quello che non si trova nella natura di sicuro fa male al corpo. Forse non abbiamo controllato, ancora, per provarlo. Però dobbiamo capire anche questo e accettarlo: se si trova nella natura, allora potrai usarlo bene, se non si trova, di sicuro l’uso non è buono.

Oren: Oggi, per esempio, se voglio applicare questo atteggiamento, mi costerà tantissimo.

Ti capisco, non dico che ora dobbiamo tornare ad essere vegetariani o seguire, insomma, tutte queste tendenze. La biologia, senza genetica, senza tutta questa moltiplicazione, non offre altra scelta, se no non riusciamo a far mangiare l’umanità. Dobbiamo darli questo, senza saremmo tutti affamati. Non c’è altra scelta, dobbiamo usare queste cose, ma piano piano dobbiamo fare ricerca, e fare le cose che facciamo attraverso la chimica, in un altro modo.

Per esempio, un amico che è al sud di Israele fa crescere delle verdure, e non usa la chimica, perché usa vari batteri che mangiano gli insetti, quelli che fanno male. Insomma, prima bisogna pensare che ci sia cibo per tutti quanti, ma piano piano andare verso l’ecologia. Per questo dico che il trattamento, nell’educazione integrale, deve essere in modo tale che ci porterà all’equilibrio e alla correzione in tutti gli altri campi nella vita. Cioè, noi qui, veramente, definiamo il buon rapporto equilibrato, in tutto quello che l’uomo fa. Avrai una rivoluzione in tutto il nostro rapporto e dei risultati, poi, nella tecnica, nell’economia e nell’agricoltura: in tutto!

Oren: questo modo di dire: educare noi stessi nei confronti degli adulti; come comportarci attraverso l’ambiente…si, quando ero piccolo, i miei genitori, i miei insegnanti dovevano educare…e ora dobbiamo educare noi stessi! Chi è l’educatore, qui, chi è quello che si educa?

Ti organizzi nei confronti dell’ambiente, e l’ambiente ti mostra, praticamente, la tua forma voluta ed avanzata. Ti metti sotto l’influenza di quest’ambiente ed esso poi ti cambia. Io ho sentito che fa bene fare l’architetto, ma non ho niente per questo, nessun desiderio, non so neanche se voglio, però ho sentito che è buono; inoltre, persone sagge mi hanno detto che mi fa bene, perché questo mi porta una cosa speciale. Allora io vado a fare il corso di architettura, varie feste, picnic, conferenze varie, con loro, per cui mi incorporo e ascolto. E tutti parlano dell’importanza di questa professione, di come costruire case così e così, e di come inventano varie e grandi cose; mi incorporo in questo. Mi influenza, anche, non rimango così indifferente, e comincio a pensare “forse avrei fatto così, forse così “...penso a come l’avrei fatto io, capisci? Comincio a ricevere da loro un desiderio. Viene fuori che qui c’è qualche cambiamento, in me, che non c’era prima: un desiderio per questo, all'improvviso, e ora mi trovo interessato, ho un’opinione, voglio in un modo o nell'altro, vado a studiare l’architettura. Capisci? Così l’uomo riceve sempre.

Da dove abbiamo vari desideri per vari tipi di vita, scienze varie, varie professioni? Io vedo che c’è questo mondo e basta. Se prendi qualche persona da qualche villaggio, da qualche parte alla fine del mondo, che non ha internet e niente, allora cosa sa? Sa come comportarsi con le mucche o con le galline o nell’agricoltura e basta. Cosa ho lì? E queste sono le professioni. Allora uno sceglie dove sta meglio, ognuno impara dall’ambiente. Ricordo mio papà che voleva tanto che fossi diventato un musicista, mi prendeva, non mi lasciava andare ai film per bambini, mi prendeva lui stesso a vedere i film sui grandi compositori. E allora vedevo Mozart, Beethoven e tutti questi film sulla loro vita. La verità è che non ho visto niente di buono, tutti questi hanno vissuto in varie forme, uno s'era ammalato dall'inquinamento, uno è diventato sordo. Ma ti dico: ho ricevuto la grandezza da queste persone che si sono sacrificate per il loro grande desiderio, per fare grandi composizioni. Questo sì, è rimasto in me. Non ho ricevuto il desiderio di essere come loro, da parte della mia natura, però ho avuto apprezzamento per quello che hanno fatto, comunque, ero impressionato. Qualcun' altro al mio posto, magari, si sarebbe impressionato fino a diventare compositore. Insomma, ognuno dal suo ambiente viene influenzato secondo il suo carattere.

Oren: Come riassume questa lezione?

Il riassunto è che, infine, dobbiamo fare un’azione: che su tutti i crimini si copra con l’amore, che siamo tutti dei delinquenti e su tutti i delinquenti mettiamo una tenda d’amore. Questo è praticamente il riassunto di questa conversazione e tutta la buona azione che dobbiamo fare. In questo arriviamo all’equilibrio con tutta la natura e non sarà possibile avere qualche sentimento negativo, ma sentiremo, sopra l’immobile e il vegetale, il vivente, sopra la nostra vita esistente, ci sentiremo in un livello dove tutto è amore e perfezione. Ed è quello che lasciamo ai nostri figli.

Oren: Grazie mille, grazie anche a voi, venite ai prossimi incontri.

(Fine della conversazione)