Nuova Vita 274 - L'ego e l'io, parte 1

Nuova Vita 274 - L'ego e l'io, parte 1

Episode 274|29 груд 2013 р.

Nuova Vita

Conversazione numero: 274

Io e l’ego, 1

Conversazione con il Dot. Michael Laitman del: 29/12/2013

Oren: Buongiorno a voi, grazie di essere qui con noi in questa serie “Una Nuova Vita” con Rav Laitman. L'argomento di oggi è quello più richiesto, quello di conoscerci tra di noi al fine di migliorare la nostra vita. Il tema di oggi è “Io e la società”, l'interazione con la società in cui viviamo, ci sono situazioni gradevoli e meno gradevoli, mancanza di sicurezza ed altre cose, vogliamo sapere come superarle e continuare con una nuova vita. Sembra che ci manchino tanti tipi di cose, capire e sentire la gente attorno a noi, questo è quello che dobbiamo fare, oggi ci concentriamo su io ed il mio ego, ricercheremo e vedremo due parti per capire come possiamo avanzare nella vita. Tal, per piacere comincia.

Tal: Come ci sentiamo nella società? Ognuno vuole realizzarsi, essere comodo, esprimersi nella società, ci troviamo a volte in situazioni poco gradevoli su come possiamo esprimerci, abbiamo paura di non sapere cosa dire ed allora tutto il tempo siamo occupati a creare un'immagine, un'impressione buona, per questo impieghiamo molto tempo, sforzo ed energia e qui cercheremo di arrivare ad un comportamento corretto per avere una situazione migliore, di essere in un ambiente confortevole, in armonia con gli altri e noi stessi. Nello stesso tempo, in tutti i tipi di cose che abbiamo imparato nel passato, che ci sono state insegnate e vorremmo averne di più per avere più successo, se c'è un' altro atteggiamento che può essere molto interessante ed utile, vogliamo conoscerlo, cominciamo a capire che, come è stato detto prima da Oren, dobbiamo affrontare due parti, una è capire che dentro di noi c'è una cosa che si chiama ego, ed un'altra che c'è il nostro vero io, noi vogliamo capirlo e lavorarci, oggi vogliamo conoscere e capire queste due parti: il nostro ego ed il nostro vero io. Dr. Laitman, chi è il nostro ego e come possiamo saperne di più?

E' un problema sapere di questo ego, dipende di quale parliamo perché, senza amor proprio non esiste assolutamente niente, ogni parte, corpo, insieme, creazione, tipo, classe del genere inanimato, vegetale, animato e parlante pensa sempre al suo stato, a stare comodo, come stare meglio, come proteggersi, essere sicuro del suo stato attuale e di quello futuro, alle sue caratteristiche interne, i programmi interni, i software interni che ha imparato dal passato, assorbe dal passato e da questo crea un archivio di impressioni per essere sicuri del presente e creare un futuro, cioè, il nostro ego è la tendenza a sentirci bene in tutti a livelli. Questa tendenza crea e costruisce ogni creatura, dalla più piccola particella che comincia a connettersi, a collegarsi con altri più grandi corpi dell'universo, dall'inanimato al vegetale, dal vegetale all'animale, dall'animale al parlante fino all'essere umano,

Così si sviluppa in accordo all'ego. Possiamo conoscere i quattro gradi dell'inanimato, vegetale, animato e parlante ed in accordo a ciò determiniamo queste cose dall'ambiente, già possiamo distinguerlo in base al livello dell'ego che esiste in loro, un'aggiunta, una forzo aggiuntivo relativo al cervello, memoria, abilità e capacità. Noi dobbiamo imparare qual è la misura dell'ego che c'è in ognuno, ci sono coloro che sono aggressivi, forse loro sono più egoisti ma non necessariamente, noi dobbiamo imparare che il leone non è più egoista di una rana, è semplicemente di una classe diversa, l'ego non è solamente nei livelli ma in tutti i diversi tipi di forme esterne, ci sono persone che sembrano più aggressive, giustamente loro potrebbero essere più dolci, ma ci sono persone che sono molto gradevoli le quali possono essere i maggiori egoisti.

Cosa dire sull'ego? Si può parlare di tutto, nella specie umana c'è un ego speciale rispetto al genere inanimato, vegetale ed animato, abbiamo un ego che ci spinge ad approfittarci del prossimo intenzionalmente, mentre l'inanimato, il vegetale e l'animato usano ciò che è intorno a loro come risultato del loro programma interno su come utilizzare l'ambiente. Così, gli animati si attirano e si rifiutano vicendevolmente, le piante attirano ossigeno, acqua, dall'ambiente ed allora l'interazione con l'ambiente è relativamente passiva, il vegetale cresce verso il sole, verso un luogo più illuminato e l'animale si muove da un posto all'altro, procrea nel branco, anche i vegetali sono in gruppi, ciò accade per mezzo delle radici. Dalle ricerche vediamo che in un bosco, una giungla, c'è tutto, dai vegetali piccoli ai grandi, i funghi, tutti i tipi di vegetali sono interconnessi in un unico meccanismo, c'è connessione tra le informazioni che si trasmettono dall'uno all'altro, c'è un mondo intero, negli animali ancora di più, ma tutti e tre, inanimato, vegetale ed animato hanno un software dentro di loro e questi programmi sono connessi nei gradi inanimato, vegetale ed animato. Questi tre gradi, uniti, si chiamano “Natura” ed essa definisce che tutto accade per istinto, non c'è libero arbitrio, potremmo sapere in anticipo come si comporterà il leone, la rana, ecc. se conoscessimo tutte le regole della Natura. Ora non le conosciamo, magari più avanti lo sapremo, ma nell'uomo, nell'essere umano, c'è qualcosa di speciale, c'è un ego speciale che vuole approfittarsi del prossimo ed in questo modo continua ad evolversi, lui vuole quello che l'altro ha, vuole acquisire più desiderio di godere, egli vuole quello che l'altro ha, se un bambino vede che un altro bambino ha un giocattolo, lui lo vuole, gli animali no perché sono in un programma fisso, al contrario di noi che sviluppiamo molte fonti di sfruttamento ed ognuno impara dall'altro, è così che avanziamo. Nessun animale si sviluppa di generazione in generazione, solo l'uomo lo fa, abbiamo un asino ed un toro, il cibo del toro e dell'asino è uguale e lo mangiano insieme, il contenitore dell'acqua e quello del mangiare è lo stesso, non è possibile che i figli degli animali vogliano mangiare diversamente dai genitori.

Invece l'essere umano si sviluppa in un modo tale che i figli si ribellano contro la generazione anteriore, fanno rivoluzioni contro di essa, ci sono problemi tra padri e figli, non si capiscono, vero?

La differenza tra loro si ingrandendo. Con l'ego è diverso, occorre fare un discernimento diverso, nell'uomo c'è qualcosa di molto speciale, egli sfrutta ed umilia il suo prossimo, io ed il mio ego vogliamo sentirci più in alto, più buoni, e quindi ci mettiamo in competizione con l'ambiente e tanto più l'ambiente è basso confronto a noi, più ci sentiamo migliori o per lo meno non ci sentiamo in basso, quello che conta è che vediamo l'ambiente vicino peggiore di noi e questo già ci fa sentire bene, l'uomo ha il desiderio di vedere difetti intorno a sé per sentirsi più alto, ad un livello maggiore.

Tal: Prendiamo in considerazione una situazione: io entro in una stanza e incontro dei conoscenti, cosa mi dice il mio ego in questa situazione, che devo impressionare queste persone, questo ambiente?

Quando sono in un ambiente devo vedere se questo è dannoso per me oppure non lo è, prima di tutto devo ascoltare il mio istinto animale, corporale, la nostra origine, quello da cui veniamo, la nostra fonte, può essere dannoso per me o no? Per prima cosa mi proteggo e nel momento in cui ho costruito la mia protezione allora comincio a valutare come e per cosa posso approfittarmi di esso, poi come posso dominarlo, il mio ego al momento è fermo, in questo modo lentamente si sta aprendo sempre di più per capire fino a che punto posso approfittarmi di esso.

Tal: Perché dice che l'ego mi dà tanta mancanza di sicurezza? Tutti i fenomeni di cui abbiamo parlato: mancanza di sicurezza, pressione sociale, ansietà sociale, tutte queste cose, vengono dal medesimo ego?

Se ci fossimo liberati del nostro ego allora vivremmo in un mondo meraviglioso, non avremmo nessuna pressione, nessuna spinta, non avremmo bisogno della competizione, dell'invidia, di attirare empatia, amore e tutte queste cose, da un lato sarebbe una vita meravigliosa e dall'altro non potremmo godere del piacere di essere con altre persone, nel medesimo tempo non avremmo mancanza di sicurezza che è una caratteristica dell'essere umano, non è possibile uno senza l'altro perché là dove uno ha paura nello stesso luogo godo della sicurezza, allo stesso modo in cui dove sentiamo dolore sentiamo e anche allegria, nel medesimo posto e così siamo uniti.

Tu hai molta teoria e filosofia, non vale la pena essere coraggioso, basta vivere tanto per sentirsi bene, giocare con gli altri, non è necessario essere intelligente perché le cose diventerebbero scomode, in forma istintiva vogliamo cose buone per i nostri figli, che non corrano, che siano tranquilli, che stiano meglio con un bambino tranquillo, noi vogliamo continuare a stare con i nostri genitori? No, allora qui c'è la forza dello sviluppo che è una forza evolutiva che arde in noi, sotto un certo punto di vista, è pericolosa ma dall'altro ci spinge allo sviluppo, non c'è niente da fare, fuggiamo da casa, facciamo diverse gite in luoghi pericolosi per provarne gusto. L'uomo è un animale e l'animale sa cosa è proibito e quando non vale la pena perché questo può danneggiare la sua salute. La persona segue tutto perché il desiderio di sviluppo è molto più grande della forza che rovina la vita, per questo lo sviluppo è sempre pericoloso, lo sviluppo è passare il punto della morte, quando avanza di grado in grado a metà della transizione egli passa un punto di morte, elimina il punto precedente ed inizia in un nuovo grado e questo lo ha solo l'essere umano. Esce dalla vita ed è più sviluppato rispetto a quando è nato, d'altra parte quando l'uomo nasce è già un toro.

Tal: Questo processo è dovuto al mio ego?

No, noi chiamiamo ego il desiderio di godere, chiamarlo ego non è preciso, non è una definizione giusta, a volte lo chiamiamo ego, in verità non so come chiamarlo perché diverse fonti lo definiscono in vari modi. Parte dell'ego è l'inclinazione al male, non è incluso nello stesso ego che desidera danneggiare gli altri, io, personalmente, classificherei tutte queste forme che ci sono nella persona prima di tutto in attitudine, nella relazione dell'uomo con il suo l'ambiente, in questo si dividono. Al livello uno, egli vuole approfittarsi dell'ambiente, del prossimo, non solo delle persone ma anche del genere inanimato, vegetale ed animato, per godere, per il proprio bene, così, in modo semplice, come gli animali. Livello due, adesso lui vuole approfittare del suo ambiente, ha piacere quando può danneggiare altre persone, questo atteggiamento è caratteristico della persona, se guardiamo il leone egli non ammazza altri animali se non ce n'è bisogno, se non è imprescindibile, non c'è odio in lui, non c'è un'attitudine negativa, loro uccidono quando devono mangiare, non si uccidono tra di loro, quando il leone ha lo stomaco pieno può essere vicino ad un animale piccolo, ma non lo toccherebbe, noi invece abbiamo bisogno del prossimo solo per sfruttarlo, proviamo piacere nel farlo, nel secondo livello ci approfittiamo del prossimo. Nel terzo livello questo non accade più nella società umana, è una società che vuole connettersi, cercano di unirsi in maniera speciale, omogenea, armoniosa affinché tutti siano uguali, buoni, amabili, però trovano un impedimento, che c'è in loro, un forte rifiuto contro questa unione, questo viene chiamato ego speciale, quando l'ego si oppone scopriamo che non abbiamo una tendenza a connetterci e questo si chiama inclinazione al male, cioè l'ego rifiuta l'unione che tutti noi desideriamo raggiungere.

Tal: Ho capito che in un posto remoto la persona non ha bisogno dell'ego, l'ego si sente quando si è con delle persone per desiderare di approfittarsi di loro, diciamo che quando una persona è in una isola non ha ego, oppure sì?

Se stiamo parlando di una persona sola in un'isola lontana tutto il tempo essa pensa a come prendersi cura di sé stesso, a come fornirsi di quello di cui ha bisogno per sopravvivere, protegge l'isola perché essa diventa la sua casa, così eravamo, così ci comportavamo migliaia di anni fa riguardo alla natura, ma dopo è cambiato tutto, e adesso dove siamo? Oggi che ci siamo sviluppati pensando alla natura, alla nostra casa, alla terra, ognuno è disposto a rovinare tutto per un piccolo piacere che dura un momento.

Tal: È quello che sto cercando di capire, ego è un termine latino o greco, che vuol dire “io”, diverso dall'altro, che è al centro dell'universo, la definizione dell'inanimato, vegetale, animato, però la persona sente sé stesso, non sente la Natura che ha intorno.

No, non la sente, l'uomo non desidera sentire ciò che ha intorno, è una persona coraggiosa che è nel mondo, nella città, apparentemente non sente che gli altri esistono, ha la sensazione che tutti gli altri siano come fantocci, burattini che sono lì per servirlo e lui esiste, lui entra nelle case e sente che essi sono come delle piante.

Tal: Ok, allora da questo si può dire che la persona ha la sensazione che ci sia solo lui ed il suo ego?

Si

Tal: È il primo grado che abbiamo?

Si, però ripeto, questa definizione diciamo è amorfa, ognuno dà una definizione diversa, comunque non è l'ego, ma è solo l'ego come inclinazione al male, si rivela solamente in un gruppo sociale che desidera lavorare nell'unione con la natura e tra loro, allora scoprono fino a che punto la loro indole si oppone all'unione, a lavorare nell'unione tra loro e non li fa connettere e ciò fa scoprire l'inclinazione al male, questo è il culmine dell'ego che ha il nostro mondo.

Tal: John Lennon ha detto “una parte di me pensa che sono una mezzasega e l'altra parte pensa che sono D-o”, nella nostra indole c'è come una divisione.

Si, andiamo da un estremo all'altro, sono due punti senza i quali non possiamo svilupparci, diciamo così, l'essere umano è speciale, quando si sviluppa non va ad aprirsi con gli altri se è una persona chiusa, principalmente si tratta di persone che si occupano di cose creative, che passano dalla disperazione all'allegria, altre volte dal fallimento alla realizzazione, non è possibile una senza l'altra, per questo il loro ego cresce molto.

Tal: Ora vogliamo parlare delle due parti che sono in noi: l'ego e l'altra parte che chiamiamo “'io”, l'io vero, però ora parliamo dell'ego che ci serve, ci è molto utile, ci spinge, ci fa sviluppare, perché non restiamo così con questo ego continuando a svilupparci, perché no?

No, qui la domanda è: perché c'è un programma, un software nella Natura? Noi scopriamo questo processo che ci guida verso un punto che non conosciamo, questo è quello che vediamo, se esistessimo semplicemente in modo costante, fisso, questo lo chiameremmo riposo totale, ma invece con vita, morte, con un intercambio nella transizione della vita, possiamo fare tutte queste domande, cosa vuol dire che uno vive e muore, nasce? Vediamo che succede così nel regno animale, ma noi abbiamo mancanze e domande che dobbiamo riempire sull'essenza della nostra vita, cosa accade in tutti i pianeti nel nostro universo? Fatti molto strani, rari, possiamo vedere che in nessun altro luogo dell'universo ci sono le condizioni di questo pianeta, a meno che non ci siano condizioni speciali affinché si sviluppi una specie umana, pensiamo che questo sia necessario? Oppure al contrario, tutte le creature devono svilupparsi? Si sviluppano per danneggiarsi vicendevolmente e su questo ci sono pensieri filosofici diversi, pensieri, idee, di fatto non sappiamo niente della nostra vita, se non che qui arriva l'ego che ci dirige, ci nutre senza pensare cosa scavalca allo scopo di creare danni.

Tal: In questo programma abbiamo conosciuto molta gente che non si sente bene con tutte le pressioni sociali che ci sono, noi sappiamo che l'ego ha bisogno di questo, lei ha detto che l'uomo entra nella società ed immediatamente ha bisogno di proteggersi, di vedere cosa lo danneggia e cosa no, questa situazione non è gradevole per le persone più sensibili che non hanno la pelle dura, allora dobbiamo inserire una tecnica diversa da quella che c'è oggi per essere liberi da tutta questa pressione.

Tu rivolgi a me per questa domanda, per caso tu hai una soluzione su come utilizzare il nostro ego in una forma buona e comoda per riempirlo e sentirsi bene nella vita?

Tal: In una forma molto utile: lei ha detto in uno dei programmi che chi soffre e si sente male nell'ambiente è per l'ego, ci dispiace che soffre, possiamo liberarlo, cancellarlo e non identificarci con lui?

In verità ci identifichiamo, è un sistema psicologico semplice, io mi divido in due, mi distacco dalla parte che soffre, la divido da me e mi sento più tranquillo.

Tal: Io credo che non sappiamo annullare il nostro ego.

No, però dico che il metodo migliore è l'occultamento, ma c'è un altro metodo: l'uomo, dato che è una creatura sociale che vive in un ambiente e l'ego si sviluppa solo nell'ambiente, se si sviluppasse nella giungla vivrebbe come un animale, allora, poiché è un essere umano, desidera che l'ego si sviluppi nell'ambiente, ma come fare per soddisfarlo e tranquillizzarlo? La cosa migliore è occuparlo con tutte cose buone affinché si sviluppi poco per volta con soddisfazione. Non come noi nella nostra vita per mezzo dell'ambiente e della società, poiché la società è l'elemento del nostro sviluppo così viviamo come bambini finché ad un certo punto ci uniamo alla società di un ambiente, perché solo in questo modo possiamo svilupparci, incluso nel male, è impossibile senza questo.

Quindi, se è così, ho bisogno di essere in un ambiente in cui posso svilupparmi nella maniera corretta, in questo modo scopriamo che abbiamo due forme di sviluppo: la prima è che quando siamo in un ambiente egoista, in una società egoista, ognuno produce il massimo, quanto più possibile, ognuno è in competizione con gli altri, i più forti, quelli che guadagnano di più, fino a che non ci rovinano. È questo che sta succedendo nella società capitalista, normale, fino ad ora l'umanità non ha trovato qualcosa di migliore, di naturale, di utile per lo sviluppo al di fuori della società competitiva, questo in fondo risponde a tutte le forme del nostro ego che si rivelano, così, tanto più si rivela l'ego in queste forme capitaliste, competitive, più ci si evolve in corrispondenza all’ego che cresce sempre di più.

Ultimamente stiamo entrando in una situazione in cui, senza sapere perché, il nostro ego ci sta portando alla disperazione, alla disillusione, al caos e non possiamo fare nulla perché la società in cui ci troviamo è limitata, il pianeta è limitato, la gente si butta a mangiarsi l'uno con l'altro. Non vediamo la fine di questo, il male aumenta e supera il bene, siamo disperati, malati, il ministero della salute verrà convertito in un ministero della morte, il ministero della giustizia verrà convertito in ministero della punizione e così via. Tutti i sistemi che creiamo nella società per regolare più o meno la forma di vita, le relazioni tra di noi, creare un sistema di vita abbastanza stabile per la vecchiaia, per curare le malattie, per i bambini, la società in questa maniera non ha gente forte disposta a stare uno di fronte all'altro, perciò il nostro sviluppo egoista ci mostra che tutti i sistemi che abbiamo costruito in primo luogo sono per proteggerci, poi andiamo all'attacco e ci mangiamo l'un l'altro. Il problema è nel nostro ego, quando ci spinge a mangiarci l'uno con l'altro nella competizione, tutto il tempo uno contro l'altro e contro la Natura, il risultato è che arriviamo ad uno stato dove il nostro sviluppo non ci guadagna, anche se abbiamo avuto un esito trionfale nella competizione ora è il contrario, il risultato è il caos e la crisi, e non sappiamo cosa succederà nel futuro.

Come risultato abbiamo un grande problema su cosa dobbiamo fare con noi stessi e per questo dobbiamo fare un nuovo patto con il nostro ego, nemmeno lo sogniamo questo, non pensiamo che sia una strada così facile, che l'ego smetta di svilupparsi e possa prendere una forma, una mutazione distorta per cui invece di seguire il sogno americano estendendolo a tutto il mondo, a tutte le persone del mondo che vivono nel sogno americano, improvvisamente vediamo che succede il contrario. Secondo la Natura saliamo, saliamo, saliamo, nel livello della vita, nelle misurazioni, nel progresso, nella crescita ed all'improvviso arriviamo in cima, sul picco, ed iniziamo a scendere in una caduta senza paracadute che accelera sempre di più di giorno in giorno e ci sta portando alla distruzione.

Con tutte le armi e la malvagità che abbiamo la situazione diventa talmente pericolosa che non sappiamo cosa fare, e qui arriva il fatto che invece dello sviluppo naturale che abbiamo ora, per cui in generale prima non sapevamo dove andare, ci siamo sviluppati per mezzo dell'ego, ora abbiamo il mezzo per usare l'ego, anche se cadiamo nella disperazione, nella paura di tutto, attiviamo il nostro ego perché vediamo dove ci sta portando, non è vero? Così arriviamo ad una situazione in cui ci sentiamo apprensivi, avanziamo con cautela, non sappiamo come muoverci, meglio non muoversi. Quando approfittiamo di tutte queste opportunità, con tutto quello che facciamo alla fine arriviamo al contrario, ad una crisi, alla bancarotta, per questo arriviamo ad uno stato in cui tutto l’uso del nostro ego, che stiamo usando per noi, è male per noi e ora si sta rivelando poco a poco quello che viene detto il riconoscimento del male che viene dal nostro ego. Da qui comincia a rivelarsi un altro metodo di esistenza che è il contrario, qui dobbiamo lavorare sull'unione tra noi, correggere il nostro ego e cominciare a lavorare in una forma diametralmente opposta, è come più e meno, lo vediamo nella Natura, se prima cercavamo di prendere dalla società con lo scopo di svilupparci, per esempio al supermercato vediamo tante cose e le vogliamo tutte, il nostro vicino ha un prato verde e lo vogliamo anche noi, ora andiamo ad utilizzare l'ambiente, però non come prima che era un impulso del nostro ego personale per svilupparlo, per combattere contro tutti, ora invece utilizziamo l'ambiente però in maniera diversa, positivo o negativo, uno dei due, quindi dobbiamo passare all'altra parte, andiamo ad usare l'ambiente per dare alle persone un altro esempio sull'uso dell'ego, che la competenza sia per il bene di ognuno, non per il nostro bene, perché vediamo che con questo roviniamo tutto, deve essere solo per il bene della società.

Oren: Però se è contro l'ego?

No, un momento, diciamo così, se c'è una persona all'interno della società, nell'ambiente, prende dall'ambiente tutti i tipi di cose, questo e quell'altro, vuole lavorare per conseguire quella cosa a cui tiene di più, può essere una persona o un Paese, qualche altra competizione, quindi usiamo l'ambiente: 1) per far crescere il nostro ego, coltivarlo, perché altrimenti nell'ambiente non cresciamo 2) ci approfittiamo dell'ambiente per realizzare il nostro ego e 3) vediamo che in questo modo arriviamo ad una situazione in cui io e l'ambiente arriviamo alla bancarotta e alla crisi, uno stato molto pericoloso.

Ora, quale altra possibilità esiste affinché noi usiamo il nostro ego nell'ambiente, però con lo scopo di avere una vita buona, sicura, organizzata, bilanciata, tutto dipende dall'opinione dell'ambiente, per esempio, l'ambiente può dire che questa piccola cosa, non so cosa, è qualcosa di molto speciale, vale un milione di dollari, può essere che in sé stessa non abbia una valore, ad esempio un diamante che è carbone cristallizzato, invece gli viene attribuito qualcosa di molto speciale e per questo ha un grande valore, vale un milione di dollari, non è niente, però è il più caro del mondo e noi accettiamo questo, che è il più caro del mondo. Così l'ambiente ha la capacità di portarmi a considerare ogni cosa come valore sublime, e può convincermi, obbligarmi a crederlo e accettarlo, così dedico la vita, la salute, la forza, per acquistare quella cosa cara, anche se di per sé non ha valore, solo perché lo ha detto la società.

Allora una persona saggia, matura vede quello che succede nella Natura, capisce il perché della crisi, della bancarotta, del pericolo, che non c'è speranza per il futuro, anche con il clima, cominciamo a sentire abbastanza forte i colpi dalla Natura, la gente rimane senza lavoro, ci sono malattie, pandemie, rotture all'interno delle famiglie, in conclusione tutto è in una crisi generale perché il nostro ego è generale, ci ha gestito durante tutta la vita. Adesso sorge la domanda, se noi dipendiamo tanto dalla società, se fino ad oggi siamo cresciuti per mezzo della società, ora andiamo a creare la società ma programmandola in modo che ci dia i valori contrari a quelli che avevamo, invece di mangiarci a vicenda, di essere in competizione con altri, invece di vivere la nostra vita senza, alla fine, aver raggiunto niente, fino a che non moriamo e ci seppelliscono senza aver conseguito niente in tutta la nostra vita, senza aver mai avuto un vero momento di tranquillità vera. Ora dobbiamo fare una vita diversa, tranquilla, come quello che diciamo ai bambini: non correre, stai tranquillo, scegli un amico buono, scegli una donna, fatti una famiglia per avere dei nipoti, così troverai un lavoro tranquillo in un luogo normale per essere soddisfatto, trovati un posto normale in cui lavorare con soddisfazione, sii tranquillo dopo aver lavorato senza passare tutta la notte a pensare che possono venire ad ucciderti, che scriveranno su di te, è quello che chiediamo per i bambini, vero? Se siamo saggi, andremo uniti a volere questo per tutti.

Oren: Io ho un grande ego.

No, tu non mi aiuti, lo rendi difficile.

Oren: No, non è la soluzione, è la direzione lei mi dice di desiderare meno, ma io ho grandi desideri.

Un momento, vediamo che ci sono scioperi, a casa non hanno da mangiare, gli altri non avranno da mangiare, non mi può distrarre una persona sciocca o ricca che non pensa a niente ed io parlo con lui, non devo parlare con lui, sto parlando con persone che sentono la crisi, che sentono la bancarotta, sono in una strada in salita, sono in un vicolo cieco e domandano cosa fare. Il nostro ego, durante migliaia di anni ci ha guidato e ci ha portato ad un punto in cui siamo contro un muro e non siamo capaci di svilupparci in questa direzione, come prima, sicuro è male. Prima di tutto, il sogno americano non possiamo realizzarlo per i limiti del pianeta, i suoi limiti naturali; secondo, perché lo riempiamo con tutta questa sporcizia e non avremo niente da mangiare; terzo, perché tante persone vivono di mutazioni e malattie; quarto, arriviamo al punto che i nostri figli non vogliono né sposarsi né lavorare; quinto, non abbiamo lavoro, siamo in una crisi, perché lavorare? Il 95% delle persone del mondo lavorano per niente, fanno un lavoro superfluo, solamente per coprire di spazzatura tutto il pianeta, il 5% delle persone si impegna per fornirci cibo, casa, eccetera, perché? C'è di più, ci si chiede di svilupparci, in cosa? Nella tecnologia? Il nostro ego ci ha portati ad uno sviluppo non corretto, noi vogliamo riempire noi stessi per mezzo di cose artificiali, ci riempiamo col fatto che ci apprezzano di più, capisci che il nostro ego crea qualcosa di artificiale, come il fatto che il diamante è di grande valore, se andassi per esempio in un altro pianeta e scoprissi che è pieno di diamanti, perderebbe di valore, vero? Così, potrei portare qui cento tonnellate di diamanti, capisci quanto si abbasserebbe il prezzo, il valore dei diamanti, che crisi subirebbe il mondo se li portassi da questo asteroide?

Oren: Si, però se avessi un diamante da cento milioni di dollari potrei comperare....

Che cosa?

Oren: Ogni tipo di cose.

Comperi quello che la società dice che vale la pena di comperare.

Oren: È vero.

Che vanno bene per darti piacere.

Oren: Si.

Non è che questo ti piaccia, la società ti dice che ti piace qualcosa, se fossi solo sceglieresti in modo diverso: un bel vestito comodo e buono per il corpo, qualcosa di semplice che nutre il corpo, poi acquisti un tetto, una normale casa comoda per te, senza che altra gente ci guadagna soldi, perché la società dice loro che possono guadagnare inventando ogni tipo di cosa, immobili, differenti vestiti alla moda, macchine, tecnologia speciale. Il nostro ego è artificiale, non è naturale, naturale è solo la nostra tendenza a svilupparci nella Natura, però la forma che riceviamo, la forma egoista non è naturale, noi possiamo godere di cose completamente diverse e svilupparci in un modo completamente diverso, è così, nella Natura, noi dobbiamo svilupparci verso il riconoscimento del male, in questo ramo in cui ci stiamo evolvendo dobbiamo arrivare ad un termine, renderci conto che questa forma di sviluppo è sbagliata e che ci conviene scendere da questo ramo ed andare in un'altra direzione.

Oren: Qual è l'altra direzione?

Un momento, finiamo questo.

Tal: Io vorrei chiedere: quando mi sveglio la mattina e decido di non usare il mio ego, come posso non utilizzarlo?

Come posso sapere come utilizzi il tuo ego? Diciamo che un bambino si alza al mattino, come sa come utilizza il suo ego, come svilupparsi?

Tal: In maniera naturale, agisce d'istinto, lui gioca.

Con cosa? Con quello che è attorno a lui, molto viene dall'ambiente. La stessa cosa è qui, il bambino salta giù dal letto, il padre e la madre gli dicono con cosa giocare, che forma deve avere il suo ego.

Tal: Torniamo al fatto che l'ego è il mio.

Si, è mio, però la forma che riceviamo e ci influenza è una forma cattiva, sbagliata, perché ci spinge nella direzione di approfittare del prossimo, dell'ambiente, se io continuamente voglio prendere, prendere, prendere, la mia casa, il mio giardino, il mio cortile, sono miei, metto un muro così nessuno guarda. Tutto il tempo l'essere umano si protegge, è naturale, come nel livello inanimato, vegetale ed animato ognuno pensa al proprio bene, è naturale, ma non vuole sfruttare, danneggiare gli altri, essere così competitivo. Ognuno vuole mangiare ma prende solo il necessario, non di più, c'è un limite a quanto è necessario, non di più, cioè, c'è un limite allo sviluppo, altrimenti lo chiamiamo sviluppo egoistico. Con questo desiderio di riempirci noi utilizziamo l'ambiente per il desiderio di ottenere cose che non servono, a meno che la società non ci mostri valori soprannaturali e dopo noi dobbiamo utilizzarla per raggiungere questi valori.

Tal: Diciamo che per esempio io vivo in una società che è puntata sul guadagnare molto, questo si chiama egoismo, un comportamento egoista?

Si, se io voglio usare il mio impulso a svilupparmi attraverso quello che l'ambiente mi impone come segnale che mi sto sviluppando fino a quel punto, questo si chiama sviluppo egoista, ora stiamo analizzando questo e stiamo raggiungendo il riconoscimento del male nello sviluppo e dentro questo possiamo determinare che c'è un altro ramo, un altro cammino, dove uso me stesso, il mio ambiente e tutti mezzi e metodi per riempire me stesso, però in che forma? In una maniera che non danneggio il prossimo altrimenti raggiungo una crisi, uno stato pericoloso, a meno che non arrivo ad uno sviluppo in relazione reciproca, in armonia con il prossimo ed in questo modo con la Natura, perché c'è qui un altro elemento, siamo in una crisi psicologica.

Oren: Siamo arrivati alla fine della discussione, vorrei avere un’idea, la comprensione di come sapere, quando mi alzo la mattina, che mi dirigo verso questo sentiero che tu stai raccomandando, che bussola posso utilizzare.

La bussola è semplice, da quale ambiente mi faccio impressionare per costruire la mia giornata?

Oren: Non ho capito.

Qualcosa alla quale puoi pensare, pensa sopra questo.

Oren: Che ambiente posso utilizzare per impressionarmi ogni giorno, un ambiente ideologico, fisico, o che altro?

Ambiente nel senso di dove ti porta questo esempio, questo modello, cosa ti attiva, cosa ti impressiona.

Oren: Grazie dr. Laitman, grazie Tal e grazie a voi per essere stati con noi, alla prossima volta!

(Fine della conversazione)