In ebraico, il nome di un oggetto corrisponde alle sue proprietà. Il concetto di "asino" (in ebraico hamór) rappresenta la nostra materia animale (chómer) - l'egoismo. Un asino imperturbabile e testardo si muove solo sotto l'influenza di una forza coercitiva. Allo stesso modo, il nostro egoismo, essendo in uno stato di completo riposo, non può fare un solo movimento senza ricompensa. Inoltre, l'energia spesa per compiere l'azione, deve essere inferiore alla ricompensa prevista, altrimenti il nostro "asino" non si muoverà. Questo dimostra la controllabilità del livello animale e l'assenza di libero arbitrio. Il passaggio dal livello animale a quello "umano" è guidato dalla forza della natura, che funziona come un asino che ci spinge in avanti con un pungolo chiamato "stimolo". Finora ci siamo evoluti per costrizione, spinti in avanti dalle punzecchiature della sofferenza, fino a raggiungere un vicolo cieco. Nella Torah si dice che alla fine dello sviluppo egoistico, il volto della generazione sarà come quello di un cane. Questo è ciò che contraddistingue la nostra generazione: perdita di ideali, sete ingiustificata di profitto, svalutazione dei valori morali e umani. L'attuale stato di disperazione e disagio ci obbliga a cercare consapevolmente un nuovo percorso, che saremo noi stessi a definire e a prevedere. È arrivato il momento in cui nelle persone emerge il desiderio di comprendere il senso della vita, l'essenza della nostra esistenza. Su questo sfondo, le azioni del "asinaro" assumono un orientamento completamente diverso: lui ci costringe a rincorrere noi stessi in modo da trovare la meta giusta e lo stimolo a muoverci verso questa meta. A quel punto, ogni colpo di " pungolo " sulla via della realizzazione spirituale sarà per noi un beneficio e una gioia.