1. Non esiste nulla tranne Lui
2. La Divinità in esilio
3. Il caso della Realizzazione Spirituale
4. Qual è la ragione della pesantezza che l’uomo sente nell’annullamento al Creatore, nel Lavoro
5. Lishma è un risveglio dall'Alto e perché occorre un risveglio dal basso?
6. Quali sono i Samhin nella Torah, nel lavoro
7. Cosa vuol dire che l’abitudine diventa una seconda natura, nel lavoro
8. Qual è la differenza tra l’ombra della Kedusha e l’ombra della Sitra Achra
9. Quali sono le tre cose che ampliano la mente dell'uomo nel lavoro
10. Cosa mette fretta al mio amato nel lavoro
11. Il discorso di gioia con tremore, nel lavoro
12. Il fondamento del lavoro dell'uomo
13. Il caso del Rimon
14. Cos’è l’elevatezza del Creatore?
15. Cos'è “Altri Dèi” nel Lavoro
16. Cos’è il giorno del Signore e la notte del Signore nel lavoro
17. Cosa significa che la Sitra Achra è chiamata “Malchut senza Corona”
18. Che cos'è l'anima mia piangerà in segreto, nel lavoro - 1
19. Cos’è il Creatore odia i corpi, nel lavoro
20. Lishma
21. Nel tempo in cui l'uomo sente se stesso nella distinzione di ascesa
22. Torah Lishma
23. Voi che amate il Signore, odiate il male
24. Fuori dalla mano degli empi
25. Il caso delle cose che escono dal cuore, entrano nel cuore
26. Il futuro dell’uomo è legato ed è dipendente dalla gratitudine rispetto al passato
27. Che cos’è “Eccelso è il Signore, e il basso vedrà” - 1
28. Io non morirò, anzi vivrò
29. Quando i pensieri giungono all'uomo
30. Il fatto fondamentale è desiderare solo dare
31. Tutto ciò che è gradito allo spirito delle creature
32. La sorte è un Risveglio dall’Alto
33. Le sorti che erano in Yom Kippurim e Haman
34. Il vantaggio della terra sta in tutto
35. Riguardo alla vitalità di Kedusha
36. Cosa sono i tre corpi nell'uomo
37. Un articolo per Purim
38. Il Timore di Dio è il suo tesoro
39. E cucirono la foglia di fico
40. La fede nel Rav, qual è la misura
41. Cos’è la piccolezza e la grandezza nella fede
42. A cosa allude l'acronimo Elul, nel lavoro
43. Il caso di verità e di fede
44. Mente e cuore
45. Due discernimenti nella Torah e nel lavoro
46. Il dominio di Israele sulle Klipot
47. Nel luogo in cui trovi la Sua grandezza
48. La parte importante delle fondamenta
49. La parte fondamentale è Mocha e Liba
50. Due stati
51. Se ti imbatti in questo furfante
52. Una trasgressione non estingue una Mitzva
53. Il caso della limitazione
54. Lo scopo del lavoro - 1
55. Haman dalla Torah, da dove?
56. La Torah è chiamata indicazione
57. Lo sacrificherà alla Sua volontà
58. La gioia è la distinzione di specchio delle buone azioni
59. Il bastone e il serpente
60. La Mitzva che giunge da una trasgressione
61. Intorno a Lui imperversa una forte tempesta
62. Discende ed istiga, ascende e si lamenta
63. Mi hanno prestato e restituirò
64. Da Lo Lishma si giunge a Lishma
65. Il caso del rivelato e dell’occultato
66. Il caso del dono della Torah - 1
67. Allontanati dal male
68. La connessione dell’uomo alle Sefirot
69. Prima sarà la correzione del mondo
70. Con mano forte e con scatenamento di furore
71. L’anima mia piangerà in segreto - 2
72. La fiducia è il rivestimento per la Luce
73. Dopo lo Tzimtzum
74. Mondo, anno, anima
75. Esiste il discernimento di mondo a venire ed esiste il discernimento di questo mondo
76. Su tutte le tue offerte tu offrirai del sale
77. L'anima dell'uomo lo istruirà
78. La Torah, il Creatore e Israele sono uno
79. Atzilut e BYA
80. Il caso di posteriore a posteriore
81. Il caso di elevare MAN
82. La preghiera che l’uomo deve sempre pregare
83. Il caso della Vav di destra e della Vav di sinistra
84. Cos’è “Così Egli scacciò l’uomo dal Giardino dell’Eden affinché non prendesse dall’Albero della Vita”
85. Cos’è il frutto dell’albero di bell'aspetto, nel lavoro
86. Ed essi costruirono città deposito
87. Shabbat Shekalim
88. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 1
89. Per comprendere le parole del Sacro Zohar
90. Ne Lo Zohar, Bereshit
91. Riguardo al sostituibile
92. L’interpretazione al discernimento di Mazal
93. Riguardo le pinne e le squame
94. E voi custodirete le vostre anime
95. Riguardo alla rimozione del prepuzio
96. Che cosa è rifiuti di fienile e cantina vinicola, nel Lavoro
97. Rifiuti di fienile e cantina vinicola
98. Quello che non sarà mai perso è chiamato spiritualità
99. Lui non disse empio o giusto
100. La Torah scritta e la Torah orale - 1
101. Un Commentario al salmo “Per il vincitore sulle rose”
102. E vi prenderete un frutto dell'albero
103. Il cui cuore lo fa desiderare
104. E il sabotatore era seduto
105. Un bastardo discepolo saggio precede un grande sacerdote ordinario
106. A cosa alludono le dodici Challot di Shabbat
107. Riguardo i due angeli
108. Se tu mi lasci un giorno, io ti lascerò due
109. Due tipi di carne
110. Il campo che il Signore ha benedetto
111. Respiro, voce e discorso
112. I tre angeli
113. La preghiera delle Diciotto Benedizioni
114. La preghiera
115. Inanimato, Vegetale, Animato e Parlante
116. Chi diceva che le Mitzvot non richiedono intenzione
117. Hai lavorato e non hai trovato, non crederci
118. Comprendere il fatto delle ginocchia che si sono piegate davanti al Baal
119. Quel discepolo che imparava in segreto
120. La ragione per cui non si mangiano noci durante Rosh HaShanah
121. Lei è simile alle Navi Mercantili
122. Comprendere ciò che è spiegato nel Shulchan Aruch
123. Il suo divorzio e la sua mano arrivano come un tutt’uno
124. Uno Shabbat della Genesi ed uno dei Seimila Anni
125. Chi rallegra lo Shabbat
126. Il Saggio arriva in città
127. Comprendere la differenza tra il nucleo, l'essena e l'aggiunta dell'abbondanza
128. La rugiada gocciola da quel Galgalta a Zeir Ampin
129. La Divinità nella polvere
130. Tiberiade dei nostri saggi, buona è la tua vista
131. Chi viene per essere purificato
132. Mangerai il pane con il sudore del tuo volto - 1
133. Le Luci dello Shabbat
134. Vino inebriante
135. Non uccidere l’innocente e il giusto
136. La Differenza tra le prime lettere e le ultime lettere
137. Zelofchad raccoglieva legna
138. Il caso del timore che perviene a volte all'uomo
139. La differenza tra i sei giorni di azione e lo Shabbat
140. Quanto amo la Tua Torah
141. La festività di Pesach
142. L’essenza della guerra
143. Solo il bene ad Israele
144. Esiste un popolo
145. Cosa significa darà saggezza specificamente al Saggio
146. Un commento su Lo Zohar
147. Il lavoro di ricezione e dazione
148. Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso
149. Perché abbiamo la necessità di estendere Chochma
150. Potate al Signore, poiché Egli ha fatto l’orgoglio
151. E Israele videro gli Egiziani
152. Poiché il dono illecito acceca gli occhi del Saggio
153. Il pensiero è l'esito del desiderio
154. Non può esserci uno spazio vuoto nel mondo
155. La pulizia del corpo
156. E non bisogna permettergli che prenda dall’Albero della Vita
157. Io ero addormentata ma il mio cuore vegliava
158. La ragione per non mangiare a casa di altri durante Pesach
159. Ed avvenne dopo tanti giorni
160. Le ragioni per l’occultamento delle Mitzvot
161. Il fatto del Dono della Torah - 2
162. Riguardo l’Hazak che si dice dopo avere completato la serie
163. Cosa dissero gli Autori de Lo Zohar
164. Esiste una differenza tra la materialità e la spiritualità
165. La spiegazione della richiesta di Eliseo a Elia
166. Due discernimenti nell’Asaga
167. Il motivo per cui si chiama Shabbat Teshuvah
168. Le usanze di Israele
169. Il caso del giusto completo
170. Tu non avrai nella tua tasca una grossa pietra
171. Zohar, Emor - 1
172. Il caso degli impedimenti e degli indugi
173. Perché diciamo Lechaim
174. L’occultamento
175. E se la Via è troppo lunga per te
176. Quando si beve il Brandy dopo l’Havdala
177. Espiazioni
178. I tre compagni nell’uomo
179. Tre Linee
180. Ne Lo Zohar, Emor - 2
181. Onore
182. Mosè e Salomone
183. Il discernimento del Messia
184. La differenza tra la fede e la mente
185. L’uomo ineducato, la paura dello Shabbat è su di lui
186. Fai del tuo Shabbat un giorno della settimana, e non avrai necessità della gente
187. Determinare lo sforzo
188. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 2
189. L'azione opera sul pensiero
190. Ogni azione lascia un’impronta
191. Il tempo della discesa
192. I Sorteggi
193. Un muro serve entrambi
194. I Sette Completi
195. Ricompensato, affretterò
196. Un appiglio per gli esterni
197. Libro, Autore, Storia
198. Libertà
199. Ad Ogni Uomo In Israele
200. La Purificazione del Masach
201. Spiritualità e Materialità
202. Nel sudore del tuo volto tu mangerai il pane - 2
203. L’Orgoglio dell’uomo lo porterà in basso
204. Lo scopo del lavoro - 2
205. La Saggezza chiama per le strade
206. Fede e Piacere
207. Ricevere con lo scopo di dare
208. Il caso dello sforzo
209. Tre condizioni nella preghiera
210. Un difetto bello in te
211. Come colui che sta davanti al Re
212. Abbraccio della destra, abbraccio della sinistra
213. La rivelazione della mancanza
214. Conosciuto nei cancelli
215. Il caso della fede
216. Destra e Sinistra
217. Se io non sono per me, chi sarà per me
218. La Torah e il Creatore sono uno
219. Devozione
220. La Sofferenza
221. Molteplici Autorità
222. La parte che si dà alla Sitra Achra affinchè si separi dalla Kedusha
223. Rivestimento, Sacco, Bugia, Mandorla
224. Yesod de Nukva e Yesod de Dechura
225. Innalzare se stesso
226. La Torah scritta e la Torah orale - 2
227. La ricompensa per una Mitzva, una Mitzva
228. I pesci anticipano la carne
229. Le tasche di Haman
230. Eccelso è il Signore, e il basso vedrà - 2
231. La purezza dei vasi di ricezione
232. Il completamento del lavoro
233. Perdono, Remissione ed Espiazione
234. Chi lascia le parole della Torah e si occupa della conversazione
235. Guarda di nuovo nel libro
236. I miei avversari mi scherniscono tutto il giorno
237. Perché l'uomo non Mi può vedere e vivere
238. Felice è l'uomo che non Ti dimentica e il figlio dell'uomo che si sforza in Te
239. La differenza tra Mochin di Shavuot e di Shabbat HaMinchah
240. RivolgiTi, per favore, a coloro che si rivolgono a Te e che chiedono il Tuo Volto
241. InvocateLo mentre è vicino
242. Qual è la questione del deliziare i poveri in un giorno festivo, nel lavoro
243. L’esame dell'ombra durante la notte di Hoshana Rabbah
244. Tutti i Mondi
245. Prima della creazione del neonato
246. Una spiegazione sulla Mazla
247. Un pensiero è considerato nutrimento
248. Let His Friend Begin
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Baal HaSulam/Shamati
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A cosa allude l'acronimo Elul, nel lavoro
 

42. A cosa allude l'acronimo Elul, nel lavoro

Ho udito il giorno 15 del mese di Elul, 28 Agosto, 1942

Per capire questo, bisogna comprendere diverse altre cose:

La questione dei Regni, delle memorie e dei corni di montone e qual è il significato di quello che dissero i saggi: “Annulla il tuo desiderio davanti al Suo, affinché Egli annulli il Suo desiderio davanti al tuo”.

Quello che dissero i nostri saggi: “Gli empi subito alla morte e gli Tzadikim (Giusti) subito alla vita”.

Ciò che è scritto “I figli di Gherscion, Livnì e Scim'ì”.

Cos’è scritto nel sacro Zohar: “La Yod è un punto nero in cui non vi è bianchezza”.

Cos’è scritto: “Malchut del Superiore diventa Keter (Corona) per l'inferiore”.

Cosa vuol dire che la gioia testimonia se il lavoro è in completezza.

Tutte queste cose si applicano nella preparazione del mese di Elul1.

Per comprendere tutto questo è necessario capire il caso dello scopo della creazione, ovvero, che dissero: che essa è il Suo desiderio di beneficiare le Sue creature. A causa del Tikkun (Correzione), affinché non sussista il caso del “pane di vergogna”, è stato fatto lo Tzimtzum (Restrizione) e dallo Tzimtzum si estende lo schermo, per mezzo del quale il Kli (Vaso) di ricezione si tramuta in Kli di Ashpaa (Dazione).

Quando si preparano i Kelim (Vasi) per ottenere l’intenzione di dare, si riceve immediatamente la Luce che è preziosa ed occultata alle creature. Significa che l’uomo riceve la delizia e il piacere che erano nel Pensiero della Creazione, per beneficiare le Sue creature.

Con questo possiamo interpretare ciò che è scritto “Annulla il tuo desiderio davanti al Suo”, nel senso di annullare il desiderio di ricevere che è in te davanti al desiderio di dare, il desiderio del Creatore. Questo vuol dire che l’uomo annullerà l'amore per se stesso al cospetto dell'amore di Dio. Questo è chiamato “Annullarsi nei confronti del Creatore”, chiamata la distinzione di Dvekut (Adesione). Ne consegue che il Creatore può illuminare all’interno del tuo desiderio di ricevere, dato che è ormai corretto nella forma di ricevere con l’intenzione di dare.

Questo è il significato di “Affinché egli annulli il Suo desiderio davanti al tuo”. Questo vuol dire che il Creatore annulla il Suo desiderio, cioè la restrizione che è il motivo della disuguaglianza della forma. Tuttavia, adesso, quando c’è già l’equivalenza della forma, vi è l’espansione della Luce al desiderio dell’inferiore che ha ricevuto la correzione del dare, poiché questo è lo scopo della creazione, quello di beneficiare le Sue creature; e adesso può realizzarsi tutto questo.

Adesso possiamo interpretare il verso “Io per il mio Amato”. Vuol dire che attraverso l’“Io”, annullando il mio desiderio di ricevere per il Creatore nella forma di tutto sia per dare, si riceve il merito di “l'Amato a me”. Questo vuol dire che Dodì (il mio Amato), che è il Creatore, “è mio”, che Egli mi elargisce la delizia il piacere che sono nel Pensiero della Creazione. Vuol dire che prima c’era il discernimento di occultamento e restrizione che è ora mutato nel discernimento di Ghilui Panim (Rivelazione del Volto), dato che ora si è rivelato lo scopo della creazione, ovvero, beneficiare le Sue creature.

Dobbiamo sapere che i Kelim di dazione si chiamano con il nome YH (Yud, Hey) del nome HaVaYaH (Yud, Hey, Vav, Hey), cioè la distinzione di Kelim puri. Questa è l’interpretazione di “Chi riceve, riceve nel vaso più puro”. In quello stato l’uomo merita “E l'Amato a me”; e Lui gli dà l’Abbondanza, ovvero, riceve il merito della “Rivelazione del Volto”.

Tuttavia, rispetto a questo c’è una condizione: non è possibile raggiungere la rivelazione prima che l’uomo riceva il discernimento di Achoraim (Posteriori), distinto come Occultamento del Volto, e prima di dire che questo per lui è importante quanto la Rivelazione del Volto. Vuol dire che l’uomo deve essere gioioso come se avesse già il merito della Rivelazione del Volto.

Tuttavia, l’uomo non può perseverare e apprezzare l’occultamento come la rivelazione, eccetto quando lavora nella dazione. A questo punto l’uomo può dire: “Non mi curo di cosa provo nel tempo del lavoro, dato che è fondamentale per me desiderare dare al Creatore. Se il Creatore ritiene di avere più compiacimento se lavoro nel discernimento di Achoraim, io acconsento”.

Comunque, se l’uomo ha ancora delle scintille di ricezione, giunge alle riflessioni in cui gli è oltre modo difficile credere che il Creatore conduca il mondo nella distinzione di “Buono e Benefico”. Questo è il significato della lettera Yud del nome HaVaYaH, che è la prima lettera, chiamato “Un punto nero che non ha bianchezza in sé”, vale a dire che è interamente oscurità ed Occultamento del Volto.

Questo significa che quando l'uomo giunge allo stato in cui non ha alcun sostegno, la sua situazione diventa nera, che è il discernimento più basso del Mondo Superiore, e da questo viene fatto dopo il discernimento del Kli di Keter per l'inferiore, che è un Kli di dazione.

Malchut è il discernimento più basso nel Superiore, che non ha nulla di proprio, nel senso che non ha nulla. È chiamata Malchut solo in questa forma.

Questo significa che se l’uomo si assume il Regno del Cielo (Malchut Shamaim), il discernimento di non aver nulla, che essa non ha nulla, con gioia, da questo in seguito viene fatto il discernimento di Keter che è un Kli di dazione ed è il Kli più puro. In altre parole, avendo ricevuto la distinzione di Malchut nello stato di oscurità, successivamente diventa Kli di Keter, il Kli di dazione.

Questo è come il verso: “Poiché le Vie del Signore sono diritte, i giusti vi cammineranno e gli empi vi inciamperanno”. Questo significa che i trasgressori, coloro i quali si trovano sotto il dominio del Kli di ricezione, quando giungono a quello stato devono cadere ed accasciarsi sotto il suo giogo.

I giusti, ovvero, coloro i quali sono nella forma di dazione, si elevano da questo, meritando così i vasi di dazione. (Possiamo interpretare gli empi come coloro nel cui cuore non è ancora determinato di dover lavorare per acquisire i vasi di dazione e per giusti ci si riferisce a coloro nel cui cuore è già determinato di dover meritare i vasi di dazione, ma non sono ancora capaci).

Questo è com’è scritto nel Sacro Zohar: “Che la Sechina ha Kedosha (Sacra Divinità) disse a Rabbi Shimon Bar Yochai “Non c'è alcun posto dove nascondermi da te”, e quindi si rivela a lui ed è questo ciò che Rabbi Shimon Bar Yochai disse: “A causa di questo, e il Suo desiderio è su di me”, e questo è “Io appartengo al mio Amato ed il mio Amato a me” (Ani ledodi vedodi li)", quand'allora egli dà al discernimento VH (Vav, Hey).

Questo è il significato di “Il Nome non è completo ed il tro no non è completo, fino a che non si collegheranno la Hey alla Vav”. La Hey è chiamata desiderio di ricevere che è l'ultimo e conclusivo Kli nel quale la Vav darà all'interno della Hey, e in quel momento ci sarà la fine della correzione.

Questo è il significato di “Tzadikim (Giusti), immediatamente alla vita”.

Vuol dire che sta all'uomo stesso dire in che libro desidera che il suo nome sia iscritto, se nel libro dei giusti, vale a dire, se desidera che gli venga concesso il desiderio di Leashpia (di dare), oppure no. Dato che l'uomo ha dei discernimenti riguardo al desiderio di dare, a volte dice: “È vero che io desidero che mi sia dato il desiderio di dare, ma senza abolire del tutto il desiderio di ricevere”. Egli piuttosto desidera i due mondi per se stesso, nel senso che desidera godere per suo diletto anche del desiderio di dare.

Nel libro dei giusti, però, si iscrivono solamente coloro che desiderano invertire tutto il proprio Kli di ricezione, in modo da essere solo nel discernimento di dazione, senza ricevere nulla per se stessi. Questo avviene affinché non ci sia spazio per dire: “Se avessi saputo che il desiderio di ricevere deve annullarsi, non avrei pregato per questo” (affinché non venga detto in seguito “Se lo avessi saputo non avrei giurato”).

Egli deve quindi dire francamente “a piena bocca” qual è la sua intenzione rispetto alla sua iscrizione nel libro dei giusti in modo da non lamentarsi dopo.

Dobbiamo sapere che, nel lavoro, il libro dei giusti ed il libro degli empi sono nello stesso uomo. Vuol dire che l'uomo stesso deve fare la scelta e sapere con la massima chiarezza cosa desidera, dato che rispetto ai giusti ed agli empi si parla dello stesso corpo.

Di conseguenza, l'uomo deve dire se desidera essere iscritto nel libro dei giusti ed essere immediatamente in favore della vita, ovvero, aderire alla Vita delle Vite perché vuol fare tutto a beneficio del Creatore. Inoltre, quando giunge ad iscriversi nel libro degli empi, dove si iscrivono tutti coloro che desiderano essere nella distinzione di ricevere a proprio beneficio, l’uomo dice che si iscrivano immediatamente per la morte, vale a dire che il desiderio di ricevere per se stesso in lui si annulli e che in lui sia come morto.

Tuttavia, a volte l'uomo esita, nel senso che non vuole che il desiderio di ricevere si annulli subito tutto in una sola volta. È difficile per lui decidere in una sola volta che tutte le sue scintille di ricezione siano senza indugio messe a morte.

Questo significa che non acconsente che vengano abolite in lui tutte le scintille di ricezione in una sola volta. Invece, l’uomo desidera che le scintille di ricezione si annullino gradualmente e non immediatamente in una volta sola, vale a dire che operino un po’ i Kelim di ricezione ed un po’ i Kelim di dazione. Ne consegue che quest'uomo non ha una convinzione forte e chiara.

Una convinzione forte è affermare da una parte che “È tutto mio”, nel senso che è tutto per l'esigenza del desiderio di ricevere. Dall’altra parte afferma che “Tutto è per il Creatore” e questo è chiamato “una forte convinzione”. Tuttavia, cosa può fare l'uomo se il corpo non acconsente al suo parere di voler essere tutto verso il Creatore?

In quello stato possiamo dire che l'uomo fa tutto quello che è in suo potere per essere tutto per il Creatore, nel senso che prega il Creatore perché lo aiuti, affinché possa realizzare tutti i suoi desideri solo per il Creatore. È per questo che noi preghiamo “Ricordaci per la vita e iscrivici nel libro della vita”.

Per questo è scritto “Malchut”, vale a dire che egli si assumerà la distinzione del punto nero nel quale non c'è assolutamente bianco.

Questo è il significato di “Annulla il tuo desiderio” affinché il vostro ricordo s'innalzi davanti a Me, ed allora il Suo desiderio si annullerà davanti al tuo. Con cosa? Con lo Shofar, vale a dire con lo Shofar deIma, (Il Corno della Madre) e significa che questo dipende dal pentimento.

In altre parole, se l’uomo acconsente all'oscurità deve anche sforzarsi che questo sia in modo onorevole e non in modo disonorevole.

Questo è chiamato “Il corno della Madre” vale a dire che questo sia da lui nella distinzione di bellezza ed onore.

Di conseguenza, dobbiamo interpretare ciò che è scritto: “I figli di Gherscion, Livnì e Shim'ì”. Se l'uomo vede di essere stato cacciato dal lavoro, deve sapere che è a causa di Livnì2, ovvero, poiché desidera proprio il bianco, questo vuol dire che se gli sarà dato il bianco per illuminare tutto quello che fa, vuol dire che proverà il gusto piacevole della Torah e della preghiera, allora l'uomo sarà disposto ad udire ed occuparsi della Torah e delle Mizvot.

Questo è il significato di “Shim'i3, vale a dire che è proprio nella forma di bianco che l’uomo può udire. Tuttavia, nel tempo del lavoro l’uomo vede una forma di nero, e non potrà acconsentire a sentire parlare di assumersi questo lavoro, quindi deve essere cacciato dal Palazzo del Re, dato che la ricezione del Regno del Cielo deve essere una resa incondizionata.

Tuttavia, quando l'uomo dice di desiderare assumersi il lavoro solo a condizione che ci sia una forma di bianco, ovvero, che i suoi giorni splenderanno per lui, e non sarà d’accordo se il lavoro gli si mostrerà nella forma nera, per quest’uomo non c'è posto nel Palazzo del Re. Questo perché nel Palazzo del Re si fanno entrare gli uomini che desiderano lavorare per dare, e quando l'uomo lavora per dare, per lui non è significativo quello che prova al tempo del lavoro.

Piuttosto, non si impressiona nemmeno nella situazione nella quale vede una forma di nero, ma vuole solamente che il Creatore gli dia la forza per poter superare tutti gli ostacoli. Questo significa che non chiede che il Creatore gli dia la forma del bianco, ma che gli dia la forza per superare tutti gli occultamenti.

Pertanto, se coloro che desiderano lavorare per dare, se questo fosse sempre nella situazione di bianco, la bianchezza non permetterebbe all'uomo di continuare a lavorare, poiché quando illumina, l'uomo può lavorare persino nella distinzione di ricezione per se stesso.

Di conseguenza, l'uomo non avrà mai la capacità di sapere se il suo lavoro è in purezza o meno e questo determina che non possa arrivare mai a meritare la Dvekut (Adesione) al Creatore. Per questo motivo gli viene data dall'Alto una forma di oscurità in cui vede se il suo lavoro è in purezza.

In altre parole, se l’uomo può essere nella gioia anche nella situazione d'oscurità, è segno che il suo lavoro è in purezza, perché l'uomo deve essere felice e deve credere di aver ricevuto dall'Alto l'opportunità di poter lavorare per dare.

Questo è come dissero i nostri saggi: “Ogni avido è in collera”. Questo significa che chi è immerso nella ricezione per se stesso è adirato, essendo sempre in carenza, avendo la necessità di riempire i suoi vasi di ricezione.

Tuttavia, chi desidera andare secondo il discernimento di dazione, deve essere sempre nella gioia. Questo vuol dire che deve essere nella gioia in tutte le forme che gli arrivano, dato che non ha nessuna intenzione di ricevere per se stesso.

Questo è il motivo per cui, in entrambi i casi, se lavora veramente per dare, deve certamente essere felice di aver meritato di portare contentezza al suo Creatore. Se l’uomo sente che il suo lavoro non è ancora per dare, deve essere anche nella gioia, dato che l'uomo sostiene, da parte sua, di non volere nulla per se stesso. È felice che il desiderio di ricevere non possa godere del suddetto lavoro ed è proprio questo che deve dargli gioia.

Tuttavia, se l’uomo pensa che da quel lavoro può ricevere sia pure qualcosa a suo beneficio, questo permette già alla Sitra Achra (Altro Lato) di aderire al suo lavoro e questo gli causa tristezza, collera e così via.

  1. Elul è l’acronimo del verso “Io appartengo al mio Amato ed il mio Amato a me (Ani ledodi vedodi li)”

  2. In ebraico, la parola Libni suona come la parola Lavan che significa bianco

  3. In ebraico, la parola Shim’i suona come la parola Shmi’a che significa ascoltare