Vigilia di Rosh Hashanah [Vigilia del Nuovo Anno Ebraico], 14 Settembre 1947
Ai miei amici, possano loro vivere per sempre.
Dopo essermi avvicinato a voi nell’immaginario luogo materiale, speriamo di avvicinare i cuori, poiché non abbiamo avuto una corrispondenza per molto tempo e l'azione fisica porta unione, com’è detto nella preghiera di Rosh Hashanah [il servigio della Vigilia del Nuovo Anno ebraico]: “E diventeranno tutti una sola società”. In questo stato, sarà più facile "Fare la Tua volontà con tutto il cuore”.
Questo è così perché è difficile lavorare con tutto il cuore quando non c'è una società. Invece, una parte del cuore rimane in cerca del suo proprio beneficio e non per il bene del Creatore. Si parla di questo nel Midrash Tanhuma: “‘Vi trovate oggi’, così come il giorno a volte splende e a volte si oscura, così accade a te. Quando è oscuro per te, la luce del mondo splenderà per te, com’è detto: 'Ed il Signore sarà su di te una luce eterna'. Quando? Quando tutti voi sarete una società, com’è scritto: ‘Viva ognuno di voi in questo stesso giorno’.
In genere, se qualcuno prende un mucchietto di bastoncini, riesce a spezzarli tutti in una volta? Ma presi uno alla volta, anche un bambino riuscirà a romperli. Allo stesso modo, trovate che Israele non sarà redento fino a quando non sarà una sola società, com’è detto: 'In quei giorni ed in quel momento, dice il Signore, i figli di Israele giungeranno, loro ed i figli di Giuda insieme'. In questo modo, quando saranno uniti, riceveranno il volto della Divinità".
Ho presentato le parole del Midrash, affinché non pensiate che l’argomento del gruppo, che è l'amore per gli amici, si rapporti a Hassadim. Piuttosto, è l'insegnamento dei nostri saggi, i quali videro quanto fosse necessaria l'unione dei cuori in un solo gruppo per la ricezione del volto della Divinità.
Sebbene ci sia sempre un amico che si mette in mostra e urla: "Unite le vostre mani in un solo gruppo!" e attribuisce sempre la negligenza agli amici, io non posso comunque escluderlo dallo stare tra gli amici che non sono negligenti in questa materia, e questo deve essere sufficiente per la comprensione.
Per prima cosa, speriamo che nel nuovo anno, Shin-Tav-Het-Yod [“Possiate vivere” ma anche l'anno del calendario ebraico, conteggiato in lettere (1949-50)], il Creatore ci dia la vita eterna, com’è scritto: "Poiché Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele", ecc., e "Possiate vivere" si avvererà.
Il significato di Rosh Hashanah [la Vigilia del Nuovo Anno] è un nuovo inizio, quando l’uomo inizia a costruire una nuova struttura. È come dissero i nostri saggi: "Un uomo deve sempre considerarsi metà peccatore, metà giusto. Se compie una singola Mitzva [buona azione/comandamento], che sia felice, poiché ha posto se stesso e il mondo intero dalla parte del merito. Se compie una sola trasgressione, guai a lui, poiché pone se stesso e il mondo intero dal lato della colpa".
Dobbiamo comprendere cosa voglia dire che un uomo deve sempre considerare se stesso metà e metà. 1) Se compie una Mitzva e si pone dal lato del merito, come si può dire di nuovo che è metà e metà? Dopo tutto si è già sforzato e ha già molti meriti. Al contrario, se ha commesso una trasgressione, come si potrà dire di lui che è metà e metà? 2) Come si può dire che è metà e metà quando sa di essere pieno di peccati e di trasgressioni? Allo stesso tempo, l’uomo è spinto a confessare: "Noi siamo colpevoli, abbiamo tradito", e "A causa del peccato".
Il fatto è che i nostri saggi ci permettono di comprendere l'ordine del lavoro. Non esiste qui alcuna questione di tribunale o di giudizio superiore. Solo quando l’uomo arriverà davanti alla corte superiore, le sue trasgressioni ed i suoi meriti subiranno il giudizio.
Piuttosto, qui i nostri saggi ci insegnano che l’uomo deve sempre iniziare il lavoro, scegliere il bene e detestare il male. Questo perché la scelta è pertinente precisamente a qualcosa che è metà e metà, in quanto l'uomo ha capacità di scegliere. Ma quando uno dei lati ha la maggioranza, egli non può più decidere, perché segue la maggioranza e quindi è irrilevante parlare di scelta.
Questo solleva la domanda: "Come può l'uomo ingannare se stesso e dire di essere metà e metà quando, di fatto, sa di essere pieno di peccati?" Dobbiamo sapere, tuttavia, che la questione della scelta che viene data all’uomo è costante ed esiste sempre, come in: "Colui che è più grande del suo amico, la sua inclinazione è più grande di lui". In base a questa regola, se l’uomo ha molti peccati, allora ha una piccola inclinazione, che non è più grande dell'inclinazione al bene, ma è proprio metà e metà, così egli sarà in grado di decidere.
E dato che le trasgressioni arrivano attraverso l'inclinazione al male e le Mitzvot [buone azioni/comandamenti] arrivano attraverso l'inclinazione al bene, come ha interpretato RASHI: “Tu hai creato i giusti attraverso l'inclinazione al bene; Tu hai creato i malvagi attraverso l'inclinazione al male", pertanto, i nostri saggi dissero: "Un uomo deve sempre considerarsi metà peccatore e metà giusto". In altre parole, per quanto riguarda la scelta, essa c'è sempre, e se le trasgressioni sono di... allora l'inclinazione al male diminuisce. In questo modo, egli è metà e metà.
Allo stesso modo, se egli compie una sola Mitzva e si è gia dichiarato dalla parte del merito, gli viene data immediatamente una grande inclinazione al male, com’è scritto: "Colui che è più grande del suo amico, la sua inclinazione è più grande". In questo modo, adesso, ha metà e metà, così sarà in grado di giudicare dalla parte del merito.
Pertanto, durante Rosh Hashanah, l'uomo ricomincia il suo lavoro da capo. Inoltre, i giorni dei dieci giorni di penitenza sono chiamati "i giorni del perdono e dell'espiazione dei peccati", così l'uomo avrà ogni opportunità per unirsi ancora una volta al lavoro del Creatore, anche se è stato lontanissimo dal lavoro.
E l'essenza del lavoro è la preghiera, poiché solo attraverso la preghiera l'uomo può uscire dal dominio del pubblico e può entrare nel dominio dell’Unico. Questo accade perché quando si tratta di preghiere, grande e piccolo sono uguali. Inoltre, chi percepisce la sua bassezza può offrire una preghiera più genuina dal profondo del suo cuore, in quanto sa da sé che non riuscirà a liberarsi da solo dalle difficoltà. Allora, può dire che effettivamente, coloro che sono stati creati con dei talenti speciali e qualità di sottigliezza possono fare qualcosa da soli, mentre coloro che sono senza doni speciali e buone qualità hanno bisogno della misericordia del cielo. In questo modo, solo quest’uomo può offrire una preghiera onesta.
Tuttavia, l’uomo deve fare attenzione a non scappare dalla battaglia, poiché questo è il mezzo dell'inclinazione, che dove l’uomo può offrire una vera preghiera, questa gli porta scintille di disperazione e gli fornisce la prova, le conclusioni e le deduzioni che la sua preghiera sarà inutile. Alla fine, l’uomo diventa incapace di credere in "Poiché Tu ascolti la preghiera di ogni bocca". I nostri saggi dissero: "Il Creatore desidera la preghiera del giusto". Questo è così perché la preghiera è il principale strumento per l'ispirazione della Divinità, in quanto è considerata la preghiera del povero.
E la preghiera si applica anche al più grande dei grandi. Senza di questa, l’uomo non può conseguire nel lavoro lo stato di "permanenza". Questo è il significato di "Poiché il povero non scomparirà mai dalla terra". Noi dobbiamo comprendere perché il Creatore ci ha promesso questo: che è necessario avere sempre il povero. Non sarebbe meglio se non ci fosse questa cosa in Israele?
Tuttavia, nell'interpretazione suddetta, "povero" significa un posto per la preghiera, e se non ci fosse un posto di mancanza, non ci sarebbe posto per la preghiera. Quindi, non c'è un posto per la preghiera una volta che l'uomo è stato ricompensato con la grandezza? A questo riguardo, il Creatore ci promette "Il povero non scomparirà mai", vale a dire, che ci sarà sempre un posto in cui sarà possibile trovare una necessità, in modo che l’uomo possa elevarsi ad un grado superiore.
Questo è il significato di "La povertà si addice ad Israele come le briglie rosse ad un cavallo bianco”. Questo significa che anche se egli è già un giudeo nella grandezza assoluta, la povertà, comunque, gli conviene, perché è da un posto di mancanza che l'uomo sarà in grado di offrire una preghiera.
Questa è la questione esposta nella Gemarah (Berachot 9b): “Rabbi Ela disse ad Ulla: ‘Quando andrai lì sopra, porta i miei saluti a mio fratello Rabbi Berona, alla presenza di tutto il gruppo, in quanto lui è un grande uomo e si rallegra nelle Mitzvot [comandamenti/buone azioni]. Una volta egli riuscì ad unire la redenzione con la preghiera, ed il sorriso non lasciò le sue labbra per tutto il giorno’”. In altre parole, il suo essere un grande uomo è quando si trova già in uno stato di redenzione, redento da tutte le mancanze, e non ha altro da fare. In questo stato, ha il lavoro di trovare le colpe in se stesso e di pregare per questo. E mentre stava "Unendo la redenzione alla preghiera", prontamente trovò un posto per la preghiera e sentì una gioia infinita, com’è scritto: "Poiché il povero non scomparirà mai dalla terra".
Ne consegue da quanto suddetto che la cosa più importante è la preghiera. Siate forti nella preghiera e credete nelle parole: "Tu ascolti la preghiera di ogni bocca".
Ci sia concesso di essere iscritti nel libro della vita.
Il vostro amico, Baruch Shalom HaLevi
Figlio di Baal HaSulam