1. Non esiste nulla tranne Lui
2. La Divinità in esilio
3. Il caso della Realizzazione Spirituale
4. Qual è la ragione della pesantezza che l’uomo sente nell’annullamento al Creatore, nel Lavoro
5. Lishma è un risveglio dall'Alto e perché occorre un risveglio dal basso?
6. Quali sono i Samhin nella Torah, nel lavoro
7. Cosa vuol dire che l’abitudine diventa una seconda natura, nel lavoro
8. Qual è la differenza tra l’ombra della Kedusha e l’ombra della Sitra Achra
9. Quali sono le tre cose che ampliano la mente dell'uomo nel lavoro
10. Cosa mette fretta al mio amato nel lavoro
11. Il discorso di gioia con tremore, nel lavoro
12. Il fondamento del lavoro dell'uomo
13. Il caso del Rimon
14. Cos’è l’elevatezza del Creatore?
15. Cos'è “Altri Dèi” nel Lavoro
16. Cos’è il giorno del Signore e la notte del Signore nel lavoro
17. Cosa significa che la Sitra Achra è chiamata “Malchut senza Corona”
18. Che cos'è l'anima mia piangerà in segreto, nel lavoro - 1
19. Cos’è il Creatore odia i corpi, nel lavoro
20. Lishma
21. Nel tempo in cui l'uomo sente se stesso nella distinzione di ascesa
22. Torah Lishma
23. Voi che amate il Signore, odiate il male
24. Fuori dalla mano degli empi
25. Il caso delle cose che escono dal cuore, entrano nel cuore
26. Il futuro dell’uomo è legato ed è dipendente dalla gratitudine rispetto al passato
27. Che cos’è “Eccelso è il Signore, e il basso vedrà” - 1
28. Io non morirò, anzi vivrò
29. Quando i pensieri giungono all'uomo
30. Il fatto fondamentale è desiderare solo dare
31. Tutto ciò che è gradito allo spirito delle creature
32. La sorte è un Risveglio dall’Alto
33. Le sorti che erano in Yom Kippurim e Haman
34. Il vantaggio della terra sta in tutto
35. Riguardo alla vitalità di Kedusha
36. Cosa sono i tre corpi nell'uomo
37. Un articolo per Purim
38. Il Timore di Dio è il suo tesoro
39. E cucirono la foglia di fico
40. La fede nel Rav, qual è la misura
41. Cos’è la piccolezza e la grandezza nella fede
42. A cosa allude l'acronimo Elul, nel lavoro
43. Il caso di verità e di fede
44. Mente e cuore
45. Due discernimenti nella Torah e nel lavoro
46. Il dominio di Israele sulle Klipot
47. Nel luogo in cui trovi la Sua grandezza
48. La parte importante delle fondamenta
49. La parte fondamentale è Mocha e Liba
50. Due stati
51. Se ti imbatti in questo furfante
52. Una trasgressione non estingue una Mitzva
53. Il caso della limitazione
54. Lo scopo del lavoro - 1
55. Haman dalla Torah, da dove?
56. La Torah è chiamata indicazione
57. Lo sacrificherà alla Sua volontà
58. La gioia è la distinzione di specchio delle buone azioni
59. Il bastone e il serpente
60. La Mitzva che giunge da una trasgressione
61. Intorno a Lui imperversa una forte tempesta
62. Discende ed istiga, ascende e si lamenta
63. Mi hanno prestato e restituirò
64. Da Lo Lishma si giunge a Lishma
65. Il caso del rivelato e dell’occultato
66. Il caso del dono della Torah - 1
67. Allontanati dal male
68. La connessione dell’uomo alle Sefirot
69. Prima sarà la correzione del mondo
70. Con mano forte e con scatenamento di furore
71. L’anima mia piangerà in segreto - 2
72. La fiducia è il rivestimento per la Luce
73. Dopo lo Tzimtzum
74. Mondo, anno, anima
75. Esiste il discernimento di mondo a venire ed esiste il discernimento di questo mondo
76. Su tutte le tue offerte tu offrirai del sale
77. L'anima dell'uomo lo istruirà
78. La Torah, il Creatore e Israele sono uno
79. Atzilut e BYA
80. Il caso di posteriore a posteriore
81. Il caso di elevare MAN
82. La preghiera che l’uomo deve sempre pregare
83. Il caso della Vav di destra e della Vav di sinistra
84. Cos’è “Così Egli scacciò l’uomo dal Giardino dell’Eden affinché non prendesse dall’Albero della Vita”
85. Cos’è il frutto dell’albero di bell'aspetto, nel lavoro
86. Ed essi costruirono città deposito
87. Shabbat Shekalim
88. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 1
89. Per comprendere le parole del Sacro Zohar
90. Ne Lo Zohar, Bereshit
91. Riguardo al sostituibile
92. L’interpretazione al discernimento di Mazal
93. Riguardo le pinne e le squame
94. E voi custodirete le vostre anime
95. Riguardo alla rimozione del prepuzio
96. Che cosa è rifiuti di fienile e cantina vinicola, nel Lavoro
97. Rifiuti di fienile e cantina vinicola
98. Quello che non sarà mai perso è chiamato spiritualità
99. Lui non disse empio o giusto
100. La Torah scritta e la Torah orale - 1
101. Un Commentario al salmo “Per il vincitore sulle rose”
102. E vi prenderete un frutto dell'albero
103. Il cui cuore lo fa desiderare
104. E il sabotatore era seduto
105. Un bastardo discepolo saggio precede un grande sacerdote ordinario
106. A cosa alludono le dodici Challot di Shabbat
107. Riguardo i due angeli
108. Se tu mi lasci un giorno, io ti lascerò due
109. Due tipi di carne
110. Il campo che il Signore ha benedetto
111. Respiro, voce e discorso
112. I tre angeli
113. La preghiera delle Diciotto Benedizioni
114. La preghiera
115. Inanimato, Vegetale, Animato e Parlante
116. Chi diceva che le Mitzvot non richiedono intenzione
117. Hai lavorato e non hai trovato, non crederci
118. Comprendere il fatto delle ginocchia che si sono piegate davanti al Baal
119. Quel discepolo che imparava in segreto
120. La ragione per cui non si mangiano noci durante Rosh HaShanah
121. Lei è simile alle Navi Mercantili
122. Comprendere ciò che è spiegato nel Shulchan Aruch
123. Il suo divorzio e la sua mano arrivano come un tutt’uno
124. Uno Shabbat della Genesi ed uno dei Seimila Anni
125. Chi rallegra lo Shabbat
126. Il Saggio arriva in città
127. Comprendere la differenza tra il nucleo, l'essena e l'aggiunta dell'abbondanza
128. La rugiada gocciola da quel Galgalta a Zeir Ampin
129. La Divinità nella polvere
130. Tiberiade dei nostri saggi, buona è la tua vista
131. Chi viene per essere purificato
132. Mangerai il pane con il sudore del tuo volto - 1
133. Le Luci dello Shabbat
134. Vino inebriante
135. Non uccidere l’innocente e il giusto
136. La Differenza tra le prime lettere e le ultime lettere
137. Zelofchad raccoglieva legna
138. Il caso del timore che perviene a volte all'uomo
139. La differenza tra i sei giorni di azione e lo Shabbat
140. Quanto amo la Tua Torah
141. La festività di Pesach
142. L’essenza della guerra
143. Solo il bene ad Israele
144. Esiste un popolo
145. Cosa significa darà saggezza specificamente al Saggio
146. Un commento su Lo Zohar
147. Il lavoro di ricezione e dazione
148. Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso
149. Perché abbiamo la necessità di estendere Chochma
150. Potate al Signore, poiché Egli ha fatto l’orgoglio
151. E Israele videro gli Egiziani
152. Poiché il dono illecito acceca gli occhi del Saggio
153. Il pensiero è l'esito del desiderio
154. Non può esserci uno spazio vuoto nel mondo
155. La pulizia del corpo
156. E non bisogna permettergli che prenda dall’Albero della Vita
157. Io ero addormentata ma il mio cuore vegliava
158. La ragione per non mangiare a casa di altri durante Pesach
159. Ed avvenne dopo tanti giorni
160. Le ragioni per l’occultamento delle Mitzvot
161. Il fatto del Dono della Torah - 2
162. Riguardo l’Hazak che si dice dopo avere completato la serie
163. Cosa dissero gli Autori de Lo Zohar
164. Esiste una differenza tra la materialità e la spiritualità
165. La spiegazione della richiesta di Eliseo a Elia
166. Due discernimenti nell’Asaga
167. Il motivo per cui si chiama Shabbat Teshuvah
168. Le usanze di Israele
169. Il caso del giusto completo
170. Tu non avrai nella tua tasca una grossa pietra
171. Zohar, Emor - 1
172. Il caso degli impedimenti e degli indugi
173. Perché diciamo Lechaim
174. L’occultamento
175. E se la Via è troppo lunga per te
176. Quando si beve il Brandy dopo l’Havdala
177. Espiazioni
178. I tre compagni nell’uomo
179. Tre Linee
180. Ne Lo Zohar, Emor - 2
181. Onore
182. Mosè e Salomone
183. Il discernimento del Messia
184. La differenza tra la fede e la mente
185. L’uomo ineducato, la paura dello Shabbat è su di lui
186. Fai del tuo Shabbat un giorno della settimana, e non avrai necessità della gente
187. Determinare lo sforzo
188. Tutto il lavoro è solo dove ci sono due vie - 2
189. L'azione opera sul pensiero
190. Ogni azione lascia un’impronta
191. Il tempo della discesa
192. I Sorteggi
193. Un muro serve entrambi
194. I Sette Completi
195. Ricompensato, affretterò
196. Un appiglio per gli esterni
197. Libro, Autore, Storia
198. Libertà
199. Ad Ogni Uomo In Israele
200. La Purificazione del Masach
201. Spiritualità e Materialità
202. Nel sudore del tuo volto tu mangerai il pane - 2
203. L’Orgoglio dell’uomo lo porterà in basso
204. Lo scopo del lavoro - 2
205. La Saggezza chiama per le strade
206. Fede e Piacere
207. Ricevere con lo scopo di dare
208. Il caso dello sforzo
209. Tre condizioni nella preghiera
210. Un difetto bello in te
211. Come colui che sta davanti al Re
212. Abbraccio della destra, abbraccio della sinistra
213. La rivelazione della mancanza
214. Conosciuto nei cancelli
215. Il caso della fede
216. Destra e Sinistra
217. Se io non sono per me, chi sarà per me
218. La Torah e il Creatore sono uno
219. Devozione
220. La Sofferenza
221. Molteplici Autorità
222. La parte che si dà alla Sitra Achra affinchè si separi dalla Kedusha
223. Rivestimento, Sacco, Bugia, Mandorla
224. Yesod de Nukva e Yesod de Dechura
225. Innalzare se stesso
226. La Torah scritta e la Torah orale - 2
227. La ricompensa per una Mitzva, una Mitzva
228. I pesci anticipano la carne
229. Le tasche di Haman
230. Eccelso è il Signore, e il basso vedrà - 2
231. La purezza dei vasi di ricezione
232. Il completamento del lavoro
233. Perdono, Remissione ed Espiazione
234. Chi lascia le parole della Torah e si occupa della conversazione
235. Guarda di nuovo nel libro
236. I miei avversari mi scherniscono tutto il giorno
237. Perché l'uomo non Mi può vedere e vivere
238. Felice è l'uomo che non Ti dimentica e il figlio dell'uomo che si sforza in Te
239. La differenza tra Mochin di Shavuot e di Shabbat HaMinchah
240. RivolgiTi, per favore, a coloro che si rivolgono a Te e che chiedono il Tuo Volto
241. InvocateLo mentre è vicino
242. Qual è la questione del deliziare i poveri in un giorno festivo, nel lavoro
243. L’esame dell'ombra durante la notte di Hoshana Rabbah
244. Tutti i Mondi
245. Prima della creazione del neonato
246. Una spiegazione sulla Mazla
247. Un pensiero è considerato nutrimento
248. Let His Friend Begin
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Baal HaSulam/Shamati
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Ed essi costruirono città deposito
 

86. Ed essi costruirono città deposito

Ho udito da mio padre, il giorno 3 del mese di Shevat, 31 Gennaio, 1941

La scrittura dice “Ed essi costruirono per il Faraone città deposito, Pithom e Raamses1”. Dobbiamo chiedere: “Pithom e Raamses significa che esse sono belle città, mentre le parole Arei Miskenot implicano povertà e miseria, ed implicano anche pericolo?”. Dobbiamo anche comprendere ciò che Abramo il Patriarca chiese “In base a cosa io dovrei sapere che la erediterò?” (Genesi 15:8). Cosa rispose il Creatore? È scritto “Ed Egli disse ad Abramo: sappi con certezza che i tuoi discendenti saranno stranieri in una terra non loro, e li asserviranno e li affliggeranno per quattrocento anni”.

Il significato letterale è difficile da comprendere, in quanto la questione fu che egli voleva delle garanzie sull’eredità e non sembra che ci siano state certezze nella risposta datagli dal Creatore “la tua discendenza sarà in esilio”, e pare che questa fosse una risposta soddisfacente per lui.

Infatti, vediamo che Abramo, quando ebbe una discussione con il Creatore riguardo alle persone di Sodoma, continuò a dire “forse…” Comunque, a questo punto, quando il Creatore disse che la sua discendenza sarebbe stata in esilio, immediatamente la ricevette come una risposta sufficiente e non discusse dicendo “forse…”. Invece la accettò come garanzia sull’eredità della terra. Dobbiamo capire questa risposta e dobbiamo capire anche qual è il significato che lo Zohar intende riguardo al testo “Il Faraone si avvicinava”, spiegando che li avvicinò al pentimento.

È possibile che il malvagio Faraone volesse avvicinarli al pentimento? Per comprendere tutto questo dobbiamo comprendere quello che dissero i nostri saggi: “Rabbi Yehuda disse: Alla fine dei giorni, il Creatore porta l’inclinazione al male e la uccide davanti ai giusti e davanti agli empi. Ai giusti sembra una montagna alta e agli empi sembra un filo dello spessore di un capello.

Questi piangono e quelli piangono. I giusti piangono dicendo “Come possiamo conquistare una montagna così alta?”, e gli empi piangono dicendo “Com’è che non possiamo conquistare questo filo dello spessore di un capello?” (Sukkah 52; 71).

Questo verso lascia profondamente perplessi:

  1. Perché ci sono ancora gli empi se l’inclinazione al male è già stata annientata?

  2. Perché i giusti piangono? Al contrario, dovrebbero essere felici!

  3. Come possono esserci due opinioni nella realtà quando entrambi sono già arrivati allo stato di verità? Questo versetto parla della fine dei giorni, che certamente è uno stato di verità; come può esserci una tale differenza nella realtà tra un filo dello spessore di un capello e una montagna alta?

Egli lo spiega con le parole dei nostri saggi: “Rabbi Assi disse: ‘In principio, l’inclinazione al male sembra come un filo di una tela di ragno; e alla fine sembra come corde di carro’, perciò è scritto “Guai a coloro che attirano l'iniquità con le corde della vanità e il peccato come con le corde di un carro” (Isaia 5:18).

Esiste una grande regola che dobbiamo conoscere. Il nostro lavoro, che ci fu dato in modo da essere sulla base della fede al di sopra della ragione, non ci fu dato perché non siamo degni di un alto livello. Per questa ragione, ci è stato dato in modo da ricevere tutto nel vaso della fede. Questo ci appare come ignominia e indegnità e siamo impazienti di giungere al momento in cui potremo sbarazzarci di questo carico, chiamato “fede al di sopra della ragione”. È comunque un livello molto elevato e importante, la cui sublimità è incommensurabile.

Il motivo per cui ci sembra disonorevole è a causa del desiderio di ricevere che è in noi. Quindi, dobbiamo discernere Rosh (Testa) e Guf (Corpo) nel desiderio di ricevere. Rosh è chiamato conoscenza e Guf è chiamato ricezione. È a causa di questo che consideriamo come basso e bestiale tutto ciò che si oppone alla conoscenza.

Ora possiamo interpretare ciò che Abramo il Patriarca chiese “Come saprò che io la erediterò”? Com’è possibile per loro accettare il carico della fede dal momento che è contro la ragione? E chi può andare contro la ragione? Inoltre, come giungeranno ad essere ricompensati con la Luce della fede, dal momento che tutta la perfezione dipende solo da questo? Il Creatore gli rispose “Sappi con certezza ecc., che essi saranno in esilio”. Questo significa che Egli aveva preparato la Klipa (Buccia) che è l’inclinazione al male, una persona malvagia, il Faraone Re d’Egitto. Le lettere della parola Pharaoh sono come le lettere della parola Oref2 (Nuca).

L’Ari scrisse nel Shaar HaKavanot per Pesach, che il Faraone è considerato l’Oref dell’Egitto3. Egli succhiava l’abbondanza che discende agli inferiori con la sua domanda “Chi è il Signore di Cui dovrei ascoltare la voce?” (Esodo 5:2).

Immediatamente, con questa domanda, loro si trovano già sotto il dominio delle Klipot (Bucce), come dice il RAMBAM, Moshe ben Maimon, riguardo allo scritto (Hilchot Deot): “Non rivolgetevi agli idoli”, che già solo con questo approccio, con la sola domanda è già infranta la proibizione di rivolgersi a loro.

L’inclinazione al male vuole succhiare l’abbondanza dalla Kedusha (Santità). Quindi, cosa fa per succhiare l’abbondanza dalla Kedusha? La scrittura ci dice “E il Faraone si avvicinò”. Lo Zohar interpreta che egli li avvicinò al pentimento. Chiede: Come possiamo dire che il Faraone li avvicinò al pentimento se la condotta delle Klipot è di allontanare l’uomo dal Creatore?

Dobbiamo comprendere questo attraverso ciò che è scritto nello Zohar: “La trasgressione è occultata in te, come il serpente che colpisce e nasconde la sua testa dentro il suo corpo” (Introduzione allo Zohar e Il Commentario Sulam (La Scala)). Inoltre, ne Il Sulam: “Come, ecc..., poiché quella trasgressione è occultata, la forza del serpente, che colpisce gli uomini del mondo e porta morte nel mondo, è ancora piena di potere e non può essere revocata. È come un serpente che morde un uomo e immediatamente inserisce la sua testa nel suo corpo, diventando così impossibile da uccidere”.

Esiste ancora un altro detto ne Lo Zohar, che dice che il serpente china la sua testa e colpisce con la sua coda. Questo significa che a volte lascia che l’uomo si assuma il carico della fede al di sopra della ragione, che è come il chinare della testa, però colpisce con la coda. La coda può essere interpretata come alla fine, che ha chinato la sua testa in modo da ricevere con l’intenzione di ricevere. In altre parole, prima ha dato all’uomo il permesso di accettare la fede per poi prendere tutto sotto la sua autorità, perché la Klipa sa che non c’è modo di ricevere abbondanza se non attraverso Kedusha.

Questo è il significato del Faraone che li ha avvicinati. È spiegato che egli ha avvicinato Israele al pentimento, e questo fu fatto deliberatamente per poi prendere tutto da loro nella sua autorità. Questo è il motivo per cui l’Ari scrisse che il Faraone succhiava tutta l’abbondanza che scendeva agli inferiori. Egli succhiava dall’Oref e dalla gola che è considerata la testa del corpo, vale a dire, che prendeva tutto nei suoi vasi di ricezione.

Questo è il significato di “Ed essi costruirono Arei Miskenot” e significa che questo era per Israele. In altre parole, tutto il loro lavoro durante l’esilio fu preso sotto il dominio del Faraone e Israele rimasero poveri. Dobbiamo interpretare anche Miskenot dalla parola Sakana (Pericolo), cioè che erano nel grande pericolo di rimanere in quello stato per il resto della loro vita. Tuttavia, per il Faraone, il lavoro di Israele era Pithom e Raamses, ovvero, città bellissime.

Quindi “Ed essi costruirono Arei Miskenot”, (per Israele), e Pitom e Raamses per il Faraone. Questo si deve al fatto che tutto il lavoro di Israele cadde dentro le Klipot ed non videro la benedizione nel loro lavoro.

Quando prevalsero, nel proprio lavoro in la fede e dazione, videro la fertilità; e nel momento in cui caddero nella conoscenza e nella ricezione, caddero immediatamente nel dominio della Klipa del Faraone. Infine, giunsero alla decisione finale e assoluta che l’asservimento deve essere nella fede al di sopra della ragione e nella dazione.

Però, videro di non essere capaci di uscire da soli dal potere del Faraone. Per questo è scritto “E i figli di Israele gemevamo a causa del duro lavoro”, poiché ebbero paura di rimanere in esilio per tutto il tempo. Allora “Il loro grido giunse al Signore” e furono ricompensati con l’esodo dall’esilio in Egitto.

Ne consegue che prima che vedessero la situazione, di essere nelle mani delle Klipot, e stavano male e temevano che sarebbero rimasti lì per sempre, non avevano bisogno dell’aiuto del Creatore dai vasi di ricezione, perché ciò che impedisce loro di aderire al Creatore è il fatto che il danno e la mancanza causati da questi non è sentito. Questo perché in caso contrario l’uomo ha una più alta considerazione per il lavorare nella forma di conoscenza e ricezione e la fede è considerata bassezza. Essi scelgono la conoscenza e la ricezione perché questo è ciò di cui necessita la mente esteriore dell’uomo.

Quindi, fu dato loro l’esilio per farli sentire di non progredire nell’avvicinarsi al Creatore, e che tutto il loro lavoro cade nella Klipa dell’Egitto. Infine, videro di non avere altra scelta se non di dover assolutamente assumere un lavoro di bassezza, che è la fede al di sopra della ragione, e bramare l’Ashpaa (Dazione). Altrimenti sentono di trovarsi nel dominio dell’inclinazione al male.

Ne deriva che avevano assunto la fede perché avevano visto che altrimenti non avrebbero avuto nessuna alternativa, e allora furono d’accordo con un lavoro umile. Questo è chiamato “lavoro condizionato”, quando loro accettarono questo lavoro per non cadere nella rete delle Klipot. Questo è il motivo per cui loro avevano preso questo lavoro su loro stessi.

Comunque, se la ragione è revocata, anche l’amore per questo lavoro è revocato. In altre parole, se l’inclinazione al male è cancellata e non c’è nessuno che porti loro pensieri di non rivolgersi agli idoli, allora l’amore per il lavoro in umiltà è revocato.

Adesso possiamo comprendere ciò che scrissero i nostri saggi: “In principio, l’inclinazione al male sembra come una tela di ragno, e alla fine, sembra come corde di carro”.

Sappiamo che esiste un discernimento di “coercitivo”, “sbagliato” e “deliberato”. Il desiderio di ricevere che è impresso nell’uomo è considerato “coercitivo”, perché l’uomo non può revocarlo, e allora non è considerato un peccato ma un’iniquità, com’è scritto “Guai a coloro che attirano l’iniquità con corde da carro”. Esso non può essere rigettato o odiato perché egli non sente che sarà un peccato.

Comunque, da questo più tardi esce come “peccato, come corde di carro”, e da questo desiderio di ricevere furono create in seguito le Klipot, che hanno un carro completo, com’è scritto “Tanto l'uno quanto l'altro li ha fatti Dio”. Questo è il posto da cui proviene l’inclinazione al male, nel senso che ogni cosa proviene da quel capello.

Essendo già stato rivelato che questo è un peccato, allora sanno già stare in guardia da questo capello e comprendono che non c’è altro suggerimento se vogliono entrare in Kedusha, tranne che assumersi di lavorare nell’umiltà, vale a dire nella fede e nella dazione. Altrimenti vedono di essere sotto l’autorità della Klipa del Faraone, Re d’Egitto.

Ne consegue che il beneficio dell’esilio fu la sensazione che il desiderio di ricevere è un peccato, e questa è la ragione della decisione che non c’è altro suggerimento se non di provare ad acquisire i vasi di dazione. Questo è anche il significato della risposta del Creatore ad Abramo il Patriarca, riguardo alla sua richiesta di garanzie sull’eredità della terra: “Sappi con certezza che i tuoi discendenti saranno stranieri in una terra non loro, e li asserviranno e li opprimeranno, ecc...”. Attraverso l’esilio arriveranno a scoprire che il capello è un peccato e poi accetteranno il vero lavoro di allontanarsi dal peccato. Questo è il significato di ciò che disse Rabbi Yehuda, che in futuro la morte sarà inghiottita per sempre, cioè che il Creatore macella l’inclinazione al male, e tutto ciò che ne sarà rimasto non è che un capello, che non è neanche sentito come un peccato (che il filo del capello è qualcosa che non può essere visto ad occhio nudo).

Ad ogni modo, rimangono ancora alcuni cattivi e giusti e tutti loro vogliono aderire a Lui. Gli empi non hanno ancora corretto il loro capello, quando esisteva ancora l’inclinazione al male, quando non potevano sentirlo come un peccato. Adesso, comunque, nel momento in cui non c’è inclinazione al male, tutto ciò che è rimasto non è altro che il filo minuscolo e loro non hanno motivo di far cambiare i propri vasi di ricezione in vasi di dazione, perché un filo come un capello non si percepisce. Ciononostante, loro non possono ancora aderire a Lui perché c’è disuguaglianza della forma, e “Lui ed io non possiamo abitare nella stessa dimora”.

La loro correzione è essere polvere sotto i piedi dei giusti. Questo significa che, poiché l’inclinazione al male è stata cancellata, i giusti non hanno motivo di dover andare con il discernimento di fede al di sopra della ragione. Quindi, dato che non hanno un perché, chi li obbliga?

Vedono che gli empi sono rimasti con il capello e non lo hanno corretto mentre c’era l’inclinazione al male; ed era il tempo per correggerlo poiché allora il desiderio di ricevere era rivelato come un peccato, mentre adesso non sembra un peccato, ma un capello. Quindi, se non c’è una ragione, non c’è un posto per correggere.

Inoltre, non c’è posto anche per l’adesione, poiché rimane la disuguaglianza della forma e tutta la loro correzione è che i giusti camminano su di loro. Questo significa che adesso vedono che non c’è paura davanti alla rete delle Klipot, perché l’inclinazione al male è stata macellata.

Perché quindi, adesso devono lavorare nella fede al di sopra della ragione?

Adesso vedono che i malvagi non possono raggiungere l’adesione perché non hanno un motivo, vale a dire un’inclinazione al male che sarà distinta come un peccato, e assieme a questo erano rimasti fuori perché c’era ancora disuguaglianza della forma. Quindi, quando i giusti vedono questo, comprendono quanto fosse buono per loro di avere un motivo per lavorare nella dazione.

Loro pensavano di essere impegnati nella dazione solo a causa dell’inclinazione al male, ma vedono che il peccato che videro allora era per il loro bene. In altre parole, questo è il vero lavoro e loro fanno questo lavoro non a causa della paura di cadere nelle mani delle Klipot. La prova di questo è che vedono che gli empi non hanno corretto il capello e adesso non hanno ragione di farlo, così rimangono fuori e non possono arrivare all’adesione al Creatore.

Ne consegue che i giusti ricevono la forza di andare da forza a forza per mezzo degli empi, e gli empi sono diventati polvere sotto i piedi dei giusti, e i giusti camminano sul discernimento che gli empi sono rimasti nel discernimento di empi.

Quindi, in retrospettiva, questo lavoro è particolarmente importante. E non è a causa della necessità, come sembrava a loro prima, mentre c’era l’inclinazione al male. Adesso loro vedono che persino senza l’inclinazione maligna è opportuno lavorare in dazione e fede.

Riguardo a “questi piangono e quelli piangono” è noto che piangere è Katnut (Piccolezza, Infanzia), VAK. Esiste una distinzione tra GAR e VAK. Mochin de VAK (Luce di VAK) illumina dal passato, nel senso che prendono vitalità e luce da quello che hanno vissuto. Mochin de GAR, invece, brilla nel presente unendo lo Zivug (Accoppiamento spirituale).

Questo è il significato dei giusti che piangono e dicono “Come abbiamo potuto conquistare una montagna così alta?”.Adesso vedono cosa c’era prima dell’annientamento dell’inclinazione al male, che il suo dominio era davvero grande, com’è scritto “Tanto l'uno quanto l'altro li ha fatti Dio”. Essi hanno ricevuto grande misericordia dal Creatore che ha dato loro la forza di vincere la guerra contro l’inclinazione, e loro adesso si rallegrano e gioiscono per il miracolo che ebbero allora, nel passato. Questo è chiamato Mochin de Katnut.

Gli empi piangono perché adesso non c’è modo per loro di aderire a Lui, anche se adesso vedono che è solo un sottile capello. Non hanno motivo di trasformare i vasi di ricezione in dazione poiché non c’è l’inclinazione al male; possono soltanto vedere che sono all’esterno; questo è il motivo per cui piangono.

Però, la loro correzione consiste nel diventare polvere sotto i piedi dei giusti. In altre parole, per il fatto che i giusti vedono che anche se adesso non c’è l’inclinazione al male, gli empi non possono ottenere l’adesione. Quindi dicono rispetto a ciò che pensavano, che solo a causa dell’inclinazione al male è necessario andare nelle vie di Ashpaa (Dazione), però vedono che questo è il vero Kli (Vaso). Questo significa che, anche se non ci fosse stata l’inclinazione al male, questa via è la via della verità perché la via della fede è una via meravigliosa.

Adesso comprendiamo il motivo per cui gli empi rimangono dopo l’annientamento dell’inclinazione al male; questo affinché diventino polvere sotto i piedi dei giusti. Se gli empi non fossero rimasti non ci sarebbe stato chi rivelava questa grande cosa, che la via della fede non è a causa dell’amore condizionato.

Vuol dire che non è a causa dell’inclinazione al male che la via della fede deve essere seguita, ma questo è amore incondizionato dato che adesso non c’è più nessuna l’inclinazione al male, e solo attraverso la fede può essere acquisita l’adesione al Creatore.

Ho udito in un’altra occasione: Il motivo per cui abbiamo proprio bisogno della fede è l’orgoglio che esiste in noi.

E allora ci è difficile accettare la fede. Vuol dire che, sebbene la fede sia un sublime e meraviglioso livello di cui l’inferiore non può raggiungere e comprendere la sua preziosità e sublimità, è solo a causa dell’orgoglio che c’è in noi, ovvero, il desiderio di ricevere. Lo immaginiamo come basso e bestiale e per questa ragione ci è stata data la persona malvagia.

Ho udito un’altra volta: Vediamo che quando non vogliamo accettare la fede, cadiamo dal nostro stato. Ogni volta saliamo e scendiamo, fino a che viene determinato nel nostro cuore che non abbiamo altra possibilità se non stabilire la fede permanentemente. Questo era al fine di ricevere la fede e questo è “Ed essi costruirono Arei Miskenot” (per Israele), per il Faraone.

  1. Nota del traduttore: la combinazione di parole “città deposito” non è usata in Ebraico, ma le parole Arei Miskenot implicano povertà e (foneticamente) pericolo.

  2. In Ebraico

  3. L’Ari divide la parola ebraica Mitzraim usata in Egitto, in due parole: Metzar Yam, cioè Mare Stretto.