Articolo 23, 1988
È scritto in Pesachim (p. 50) “Rabbi Yehuda disse: ‘Rav disse: ‘L’uomo deve sempre impegnarsi nella Torah e nelle Mitzvot, anche se è in Lo Lishma [non per il Suo Nome], in quanto da Lo Lishma arriva a Lishma [per il Suo Nome]’’.
Maimonide disse (Hilchot Teshuva Capitolo 10, 5): “I saggi dissero: ‘L’uomo deve sempre impegnarsi nella Torah e nelle Mitzvot, anche se è in Lo Lishma, in quanto da Lo Lishma arriva a Lishma’. Pertanto, quando s’insegna ai piccoli, alle donne e alle persone ordinarie, a loro si insegna solo come superare la paura e come arrivare a ricevere una ricompensa. Quando crescono in conoscenza e conseguono molta saggezza, verrà insegnato loro senza problemi quel segreto, fino a che lo realizzano e Lo conoscono e Lo servono per amore”.
E nel Pesachim (p. 50), è scritto lì nel Tosfot: “Nel capitolo Due di Berachot è detto: ‘Tutti quelli che s’impegnano nella Torah in Lo Lishma è meglio che non siano nati’. E Rabbi Yehuda dice: ‘Qui parla di chi studia per vantarsi e per infastidire”. E nel Berachot, il Tosfot spiega “Dobbiamo chiedere, dato che qui parla di chi studia solo per infastidire i propri amici, e lì parla di chi studia per essere rispettato”.
Con il suddetto, possiamo vedere che in generale, dobbiamo fare due discernimenti nel lavoro del Creatore: 1) Lishma [per il Suo nome], 2) Lo Lishma [non per il Suo nome].
Dobbiamo sapere cos’è esattamente Lishma e cos’è esattamente Lo Lishma.
In Lo Lishma, vediamo che abbiamo cinque discernimenti da fare:
1) Come disse Maimonide, colui che s’impegna nella Torah e nelle Mitzvot [comandamenti] perché il Creatore ce l’ha ordinato, ed egli desidera rispettare i comandamenti del Creatore, e questo è il motivo per cui s’impegna nella Torah e nelle Mitzvot. Ma noi dobbiamo osservare qual è il motivo che lo impegna ad osservare i comandamenti del Creatore. Maimonide dice che noi dobbiamo dirgli: “Per la ricompensa e la punizione”. In altre parole, se egli osserva i comandamenti del Creatore, il Creatore lo ricompenserà: avrà una lunga vita, ricchezza e il mondo a venire. E se non li osserva, sarà punito per non voler osservare i comandamenti del Creatore.
Tuttavia, dobbiamo fare due discernimenti in ricompensa e punizione: 1) come dice Maimonide; 2) C’è ricompensa e punizione dai piaceri della Torah e delle Mitzvot. Anche questi argomenti non possono essere rivelati agli studenti principianti nel lavoro, ai piccoli e alle donne.
2) Il secondo discernimento in Lo Lishma, come dice il Tosfot, è che egli sta studiando la Torah per essere rispettato. Questo è peggio rispetto al primo discernimento che menziona Maimonide, poiché qui non chiede che il Creatore paghi la sua ricompensa e questo è il motivo per cui lavora. Piuttosto, vuole che le persone lo rispettino, con ricchezza e onori, e questo è il motivo per cui si impegna ad occuparsi della Torah e delle Mitzvot. Possiamo dire che sembra osservare la Torah e le Mitzvot perché le persone lo obbligano, perché altrimenti le persone non lo ricompensano, e non perché il Creatore ordinò di osservare la Torah e le Mitzvot. Tuttavia, anche questo rientra in Lo Lishma che porta a Lishma.
Il terzo discernimento è come dice il Tosfot: “Chi studia la Torah per infastidire i propri amici”. Questo è peggio dei discernimenti precedenti di Lo Lishma. È detto su questo: “Chiunque si impegni nella Torah in Lo Lishma è meglio per lui non essere nato”.
Spieghiamo cosa sono Lishma e i cinque discernimenti in Lo Lishma, e cominciamo dal basso verso l’alto.
Lo Lishma per infastidire è il peggiore. Lo è così tanto che i nostri saggi dissero che per chi cammina su questa strada “è meglio per lui non essere nati”. Dobbiamo comprendere il motivo per cui “per infastidire” è peggio rispetto a chi studia “per essere rispettato”. Dopo tutto, sta studiando per le creature e non per il Creatore, che è equiparabile a “per infastidire”, che è per le creature.
Dobbiamo spiegare la differenza tra loro. È risaputo che ci è stato dato il comandamento “Ama il tuo amico come te stesso”. Rabbi Akiva disse su questo che è la più grande regola della Torah. Viene presentato nel libro Il Dono della Torah, che questa è la transizione tra l’uscire dall’amor proprio e l’entrare nell’amore per gli altri, che è l’amore per gli amici, e l’entrare nell’amore per il Creatore. Questo significa che è impossibile lavorare in Lishma prima che l’uomo esca dall’amor proprio.
Questo è il motivo per cui dobbiamo fare due distinzioni per quanto riguarda l’amore per gli altri: 1) quando ha l’amore per gli altri; 2) quando non ha l’amore per gli altri. Ma esiste una terza distinzione, che è l’odio per gli altri. In altre parole, fa delle cose per ferire l’altro. Questo si chiama “Colui che prende onore dalla disgrazia del suo amico”. In altre parole, gode del fatto che il suo amico sia in disgrazia ed è tormentato, e ne ricava piacere. Questa persona è considerata come dedicata all’odio per le persone.
Con questo possiamo distinguere tra chi studia per essere rispettato e chi studia per infastidire. Lo scopo è raggiungere Lishma, e a noi è stato dato il consiglio su come raggiungere Lishma: attraverso l’amore per gli altri. Quindi, anche se chi studia per essere rispettato non si impegna nell’amore per gli altri, non agisce ancora con odio verso le persone, poiché chi lo rispetta gioisce di lui, e questo è il motivo per cui lo rispettano. Pertanto, egli ha ancora la possibilità di raggiungere Lishma, semplicemente attraverso il fatto che si impegna nella Torah e nelle Mitzvot, poiché la Torah e le Mitzvot stesse gli portano uno spirito di purezza, con il quale sarà capace di ascendere nei gradi e raggiungere l’amore per gli altri e l’amore per il Creatore.
Questo è il motivo per cui dissero al riguardo: “Da Lo Lishma arriva a Lishma”. Ma chi studia per infastidire, che è un’azione che lo porta verso l’odio per gli altri, desidera ancora essere onorato con la disgrazia del suo amico, certamente non raggiungerà mai l’amore per il Creatore, in quanto le sue azioni non gli permetteranno di uscire dall’amor proprio. Pertanto, come uscirà dall’amor proprio e arriverà all’amore per il Creatore?
E ancora, vi è un ulteriore discernimento da fare in Lo Lishma: attraverso la coercizione, com’è scritto nell’Articolo N. 19, 1986/87. Per esempio, se l’uomo lavora per una persona ortodossa e riceve da lui un buon salario, e il datore di lavoro gli dice: “Io voglio che tu osservi la Torah e le Mitzvot. Altrimenti non voglio che tu lavori per me”.
Egli torna a casa e dice alla moglie che il suo datore di lavoro lo vuole licenziare. Sua moglie dice: “Cosa significa osservare la Torah e le Mitzvot perché hai un datore di lavoro ortodosso? Noi non ci crediamo. Dobbiamo vendere la nostra coscienza per i soldi?” Ma egli quando dice a sua moglie: “Sono stato in molti altri posti ed è veramente difficile trovare un lavoro di questi tempi, quindi, se non accettiamo la condizione del datore di lavoro, moriremo di fame”.
“Pertanto”, dice il marito, “Non dobbiamo sacrificarci per la nostra coscienza, ma sappiamo la verità, che non crediamo nella Torah e nelle Mitzvot. Invece, osserveremo la Torah e le Mitzvot non perché il Creatore ci ha detto di osservare la Torah e le Mitzvot, ma perché il proprietario della fabbrica ci ha istruito, e questo è il motivo per il quale osserviamo la Torah e le Mitzvot. Non abbiamo bisogno di credere nel datore di lavoro. Quindi, cosa ne pensi se osservassimo la Torah e le Mitzvot? L’atto non macchia la nostra coscienza e non ci rende improvvisamente credenti. Noi rimaniamo non credenti nel Creatore anche quando compiamo quelle azioni”.
In considerazione di questo, che importanza hanno questo tipo di Torah e Mitzvot quando dice esplicitamente che dal suo punto di vista lui rimane come il resto dei laici? Qual è il valore di tali azioni secondo la nostra mente?
Tuttavia, dalla prospettiva della legge [la legge religiosa], dobbiamo obbligarlo anche se dice che non vuole. Questo significa che attraverso questo, egli osserva ancora i comandamenti del Creatore, ma è chiamato Lo Lishma. È come scrisse Maimonide (Hilchot Deot, Capitolo Sei): “Ma nelle questioni di santità, se non si pente in segreto, si vergogna in pubblico, ed egli è disgraziato e maledetto fino a quando non cambia”.
Questo significa che anche questa forma si chiama Lo Lishma, poiché da questo Lo Lishma l’uomo arriva a Lishma, più di colui che studia per infastidire, del quale i nostri saggi dissero: “Sarebbe meglio per lui non essere nato”. E qui dobbiamo interpretare che osservando la Torah e le Mitzvot in Lo Lishma, non sta facendo nulla contro l’amore per gli altri. Piuttosto, questo dà piacere agli altri. Ovvero, all’ortodosso, che vede che ora è diventato osservante della Torah e delle Mitzvot, non gli importa il motivo, ma l’azione. Pertanto ne gioiscono. Ma chi studia per infastidire, agisce al contrario di come l’uomo dovrebbe fare.
Con questo, abbiamo spiegato la differenza tra chi studia per infastidire, che è la cosa peggiore, e chi lavora per coercizione, che si sente forzato a lavorare per gli altri, che è Lo Lishma e si trova sopra a chi studia per infastidire. E anche se è difficile dire così, sta osservando la Torah e le Mitzvot di sua volontà e non per coercizione, ma la sua volontà è quella di infastidire, che è solo un pensiero e non un’azione. Ma perché chi osserva la Torah e le Mitzvot per coercizione, che è spinto dalla gente, migliore di chi studia per infastidire, se non agisce in base al suo libero arbitrio?
Forse dovremmo dire che, nonostante tutto, attraverso l’azione che sta compiendo, anche se coercitivamente, l’azione stessa ha la forza di portargli una buona volontà e pensiero, come dissero i nostri saggi riguardo al versetto: “Si sacrificherà di sua volontà davanti al Signore”. Ed essi dissero (Arachin 21): “Si sacrificherà” allude al fatto che è obbligato, e tu puoi dire che è contro la sua volontà. Il Talmud dice che è di sua volontà. In che modo è obbligato? Fino a quando dice: ‘Io voglio’. Per questa ragione, possiamo dire che egli è più importante rispetto a chi studia per infastidire.
Tuttavia, dobbiamo chiedere: “Alla fine del giorno, l’uomo esegue completamente l’azione, ma pensa che attraverso quello riceverà onori dal mostrare che lui sa e gli altri no. Perché è così difficile conseguire la meta chiamata Lishma con Lo Lishma che è per infastidire, fino al punto in cui i saggi dissero che sarebbe stato meglio non essere nato?”
Possiamo dire che chi studia per infastidire deve essere completamente immerso nella Torah e, probabilmente, si considera un uomo integro nella Torah. Se è così, non penserà mai alla questione di Lishma poiché vede che approfondisce la Torah più dei suoi amici, i quali non dedicano allo sforzo molte ore e qualità. Ed egli osserva se stesso, che fa maggiori sforzi nella Torah rispetto agli amici, poiché la approfondisce, per conoscere il giusto significato che deve essere compreso nella Torah, e non studia superficialmente come gli altri, ma si sforza con la sua mente. Quindi, come può considerare di avere una mancanza? Non può mai arrivare al riconoscimento del male, sapere di dover raggiungere Lishma. Per questo motivo è condannato. Questo è il motivo per cui dissero di lui: “Sarebbe meglio per lui non essere nato”.
E la cosa più importante in Lo Lishma è che porta a Lishma. È come disse Maimonide: “Per ricevere la ricompensa e non per essere punito”. Il Lo Lishma a cui si riferisce il Tosfot, che è per essere rispettato, fa delle cose affinché le persone lo vedranno e lo apprezzeranno. Pertanto, sembra che stia osservando i comandamenti delle persone, che lavora per loro, e che le persone pagheranno la sua ricompensa.
Ma chi lavora con l’intenzione della ricompensa e della punizione lavora per il Creatore, salvo che voglia che il Creatore paghi la sua ricompensa per il suo lavoro nella Torah e nelle Mitzvot. Non vuole che le persone paghino la sua ricompensa perché non lavora affinché le persone paghino la sua ricompensa. Piuttosto, lavora e osserva la Torah e le Mitzvot perché il Creatore ci ha dato la Torah e le Mitzvot da osservare. E tramite questo, riceveremo la ricompensa per il nostro lavoro nella Torah e nelle Mitzvot.
Quindi, questo è certamente un grado più elevato rispetto a quello di cui parla il Tosfot, il Lo Lishma per ricevere rispetto. Questo è perché lì egli lavora affinché la gente lo rispetti, ma in ricompensa e punizione, lavora per il Creatore, che si chiama Lishma, cioè per il Creatore, salvo che desidera ancora la ricompensa per il suo lavoro, e questo è il motivo per cui non è ancora considerato come “vero Lishma”.
Tuttavia, dobbiamo notare un altro discernimento che si chiama Lo Lishma, come disse Maimonide, anche se la ricompensa e la punizione sono di una forma differente. Normalmente, intendiamo ricompensa e punizione come vestiti in abiti materiali, come mangiare, bere, ecc… Lo Zohar dice che la nostra capacità di godere dei desideri materiali è solo una luce sottile, che cadde dal mondo della frammentazione, la rottura delle scintille sacre nelle Klipot [bucce], e questo è tutto il piacere che si trova in loro. E tutto il mondo insegue questi piaceri. Quando è scritto che la maggior parte della luce è rivestita nella Torah e nelle Mitzvot, questo è il tipo di ricompensa e punizione che egli desidera.
E dobbiamo sempre fare attenzione, mentre parliamo a qualcuno che osserva la Torah e le Mitzvot, dobbiamo prima pensare quale motivo è adatto a quella persona. Ognuno ha una questione che gli interessa, una ragione per la quale vede che vale la pena osservare la Torah e le Mitzvot, dato che da questo riceverà qualcosa che merita grande sforzo e fatica. E sarà disponibile a dare qualsiasi cosa pur di ottenere quello che vale la pena per lui.
Per questa ragione, dobbiamo sempre parlare con una persona su quello che è importante per lei nella misura che valga la pena dare tutto ciò che le viene chiesto. Altrimenti, senza fornire un motivo che le permetterà di vedere il profitto, non ascolterà quello che le si dice. L’uomo si organizza con quello che ha ed è difficile fargli cambiare abitudini, a meno che da questo non ottenga qualcosa sufficientemente importante che gli dia l’energia per cambiare i suoi modi e per cominciare a lavorare in modo diverso rispetto a come era stato abituato.
Pertanto, davanti a noi vi sono cinque discernimenti in Lo Lishma:
1. Per coercizione;
2. Chi studia per infastidire;
3. Chi studia per essere rispettato, come menzionato nelle parole del Tosfot;
4. Per ricompensa e punizione, come nelle parole di Maimonide;
5. Ricompensa e punizione dalle cose non materiali, che è qualcosa che tutti comprendono. Ma egli vuole ricompensa e punizione dei piaceri spirituali, com’è scritto nell’“Introduzione al Libro dello Zohar” (Articolo 31): “E il grado finale in questa divisione”, in Lo Lishma “È che si innamora appassionatamente del Creatore, nello stesso modo in cui si innamora appassionatamente di un amore fisico, fino a quando l’oggetto della passione resta davanti ai suoi occhi tutto il giorno e tutta la notte, come dice il poeta: ‘Quando mi ricordo di Lui, non mi fa dormire’”.
Ma per quanto riguarda il quinto discernimento in Lo Lishma, non possiamo dire alla persona di iniziare con questo Lo Lishma, poiché non tutte le persone possono comprenderlo, vale a dire, credere che vi sia del piacere nella luce che è rivestita nella Torah e nelle Mitzvot, più di quanto l’uomo possa godere del piacere che è rivestito nei piaceri materiali. Ovvero, se la luce del piacere che è rivestito nella Torah e nelle Mitzvot fosse immediatamente evidente, si chiamerebbe “Provvidenza aperta”. In questo stato, sarebbe impossibile per l’uomo riuscire a lavorare in Lishma, poiché il piacere che percepirebbe nella Torah e nelle Mitzvot lo obbligherebbe a fare qualsiasi cosa, e non perché il Creatore gli ha ordinato di osservarle.
È come egli dice nell’“Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot” (Articolo 43): “Se, per esempio, il Creatore stabilisse la Provvidenza aperta con le Sue creazioni in questo modo, chi mangia una cosa proibita soffoca immediatamente e chi esegue un comandamento vi scopre dei piaceri meravigliosi, simili alle delizie più raffinate in questo mondo materiale. Quindi, quale stupido potrebbe pensare di assaggiare una cosa proibita, sapendo di perdere immediatamente la vita a causa di questo? ...Inoltre, quale stupido abbandonerebbe un comandamento senza eseguirlo il più velocemente possibile, come chi non può tirarsi indietro o indugiare con un grande piacere materiale che arriva nella sua mano, senza riceverlo il più rapidamente che può?”
Ne consegue che allora non avrebbe più possibilità di scelta, poiché i grandi piaceri che sono rivestiti nella Torah e nelle Mitzvot sono luci immense. Questo è il motivo per cui questo piacere è nascosto. Al contrario, nella materialità, il piacere viene rivelato in ogni azione, che ci fa bramare qualsiasi posto nel quale vediamo che esiste un certo piacere. Ed il corpo non dice se è proibito o permesso. Perché a causa di questo, esiste la questione della scelta e la questione della ricompensa e punizione.
Ne consegue che quando si parla con qualcuno sul fatto di assumere il giogo della Torah e delle Mitzvot, l’uomo deve considerare attentamente quale tipo di Lo Lishma presentargli, poiché, come suddetto, a ciascuno deve essere dato il Lo Lishma adatto al suo carattere, affinché vedrà che vale la pena assumersi il Lo Lishma nella Torah e le Mitzvot. Per esempio, il primo discernimento (per coercizione) è adatto a tutti. In altre parole, se un uomo può obbligare un altro, in coercizione, non fa differenza se l’altro comprende o non comprende. In ogni caso, si chiama “coercizione”, cioè che l’uomo può realizzarlo anche se comprende al cento per cento di essere nel giusto, però non ha scelta. Questo si chiama “coercizione”. Ma per quanto riguarda le altre forme di Lo Lishma, ogni persona ha un diverso carattere, ed è importante dire cos’è accettabile.
Possiamo comprendere le altre tre forme di Lo Lishma: 1) per infastidire; 2) per essere rispettato; 3) per ricevere ricompensa e punizione materiali. Tuttavia, ogni persona ha una diversa natura, quindi l’uomo deve stare molto attento a conoscere qual è il tipo di Lo Lishma che deve presentargli, vale a dire, quale Lo Lishma quella persona troverà come meritevole di sforzo.
Ma con il quinto tipo di Lo Lishma, bramare l’amore del Creatore perché sente piacere con la Torah e le Mitzvot, questo non possiamo comprenderlo perché dipende dal sentimento. E prima che l’uomo inizi a gustare, non è il caso di parlarne. Ecco perché si chiama “la forma finale di Lo Lishma”, vale a dire, che dopo l’uomo entra nel grado di Lishma.
Tuttavia, dobbiamo comprendere che se l’uomo raggiunge il grado con il quale brama la Torah e le Mitzvot nella misura menzionata precedentemente, “Quando mi ricordo di Lui, non mi lascia dormire”, perché questo è ancora considerato Lo Lishma? Infatti è perché il piacere nella Torah e nelle Mitzvot è ciò che lo obbliga ad osservare la Torah e le Mitzvot. Lishma significa che la grandezza del Creatore, poiché Lui è grande e governa, è la causa che gli fa osservare la Torah e le Mitzvot. Pertanto, non è il piacere la ragione che lo obbliga, ma il Creatore è la ragione che gli fa osservare la Torah e le Mitzvot.
Il discernimento di Lishma è descritto nell’ “Introduzione al Libro dello Zohar” (Articolo 32): “Il lavoro nella Torah e nelle Mitzvot Lishma, per dare e non per ricevere la ricompensa, ed egli diventa meritevole di ricevere le cinque parti dell’anima chiamate NRNHY”.
Tuttavia, secondo la regola che l’uomo è un piccolo mondo, composto da settanta nazioni, è anche costituito da Israele. Quindi, abbiamo detto che ci sono cinque discernimenti in Lo Lishma, che ci sono persone che appartengono ad un tipo speciale di Lo Lishma, ma dobbiamo dire anche che tutti questi tipi di Lo Lishma esistono dentro l’uomo, ma arrivano in un determinato momento. Certe volte, in una persona agisce il “per infastidire”. Certe volte, lavora con il Lo Lishma per essere rispettato, e qualche volta usa il Lo Lishma per coercizione, come disse Maimonide: “Lui si vergogna in pubblico, ed è disgraziato, e bestemmia fino a quando cambia”.
In altre parole, quando l’uomo viene a pregare in sinagoga o viene a studiare la Torah affinché gli amici non lo disprezzino, dato che nei loro cuori tutti lo disprezzano, sebbene nessuno gli dirà: “Perché non vieni alle lezioni della Torah in sinagoga?” Ma egli saprà che per certo tutti lo considerano come un inferiore. Pertanto, lo stato di disgrazia che avvertirà, lo farà andare in sinagoga. Ne consegue che la causa di Lo Lishma che lo forza è la coercizione, come disse Maimonide.
È più facile usare questo Lo Lishma come un reale Lo Lishma, poiché Lo Lishma che è connesso alla sofferenza, lo stato di disgrazia, dà più energia per superare gli ostacoli con cui egli si confronta. Quindi, nel momento in cui l’uomo si trova nel suo declino più profondo, dentro di lui può ancora agire Lo Lishma di vergogna. È considerato coercizione a causa della vergogna, cioè la vergogna, che è la sofferenza, lo obbliga a fare delle cose anche se il corpo non è d’accordo.
E a volte l’uomo si rafforza con Lo Lishma di ricompensa e punizione, come disse Maimonide. E a volte ottiene ricompensa e punizione dal trovare significato nel lavoro, mentre se non osserva la Torah e le Mitzvot, gli manca il senso, e questo è l’ultimo Lo Lishma.
Ricompensa e punizione del piacere nel lavoro: quando si impegna nella Torah e nelle Mitzvot, sente piacere. E soffre se non osserva la Torah e le Mitzvot. È come una persona che sente il gusto di un pasto e questa è la ragione per cui si reca al pasto, poiché desidera il piacere del cibo. Ne consegue che il piacere del cibo è la causa per recarsi al pasto.