Articolo 7, 1986
È scritto ne Lo Zohar, VaYishlach [E Giacobbe Inviò] (p. 13, Articolo 45 nel Commentario Sulam): “Vieni e vedi. Rabbi Shimon disse: ‘La preghiera dei molti si eleva davanti al Creatore e il Creatore incorona Se Stesso con questa preghiera perché essa si eleva in diversi modi: Uno chiede Hassadim [grazia], un altro Gevurot [forza] e un altro Rachamim [misericordia]. Comprende diversi lati: il lato destro, il lato sinistro e quello di mezzo. E poiché comprende diversi lati e modi, diventa una corona ed è posizionata sul capo del Giusto che vive per sempre, ovvero, Yesod, che impartisce tutte le salvezze alla Nukva e da lei all’intero pubblico. E vieni e vedi, Giacobbe comprendeva tutte e tre le linee; ed è per questo che il Creatore volle la sua preghiera, poiché era in totale completezza, tutte e tre le linee, come una preghiera dei molti. Per questo motivo è scritto: ‘Allora Giacobbe aveva molta paura ed era afflitto’, poiché il Creatore aveva organizzato così per lui, in modo che avrebbe pregato perché Egli bramava la sua preghiera”.
Noi vediamo dalle parole del sacro Zohar che esso interpreta la preghiera dei molti come una singola persona, dicendo che Giacobbe comprende tutte e tre le linee. Ma in tutti i luoghi in cui scrive della preghiera dei molti, significa, letteralmente, che molti pregano, come dissero i nostri saggi (Berachot, p 8a): “Rabbi Yochanan disse in nome di Rabbi Shimon Bar-Yochai: ‘Perché è scritto: ‘Ed io, la mia preghiera è un momento di buona volontà verso di Te, oh Signore’’. Quando è un momento di buona volontà? Quando molti pregano”.
Questo significa, letteralmente, che molti pregano insieme. Inoltre, dobbiamo comprendere quello che dice il sacro Zohar, che: “Una corona è posta sul capo del Giusto che vive per sempre”. Cosa significa che diventa una corona sul capo? Una corona significa la corona del re, come la corona del regno. E cosa significa che la corona sul suo capo è fatta di preghiera? Cosa ci fa comprendere l’importanza e la grandezza di una preghiera? Dal momento che egli desidera rivelarci l’importanza della preghiera, dice: “Sappi che la corona per il re è fatta di preghiera”.
Dice che si chiama Yesod e che dà tutte le salvezze alla Nukva, e da lei all’intero pubblico. Dobbiamo comprendere perché la corona è fatta specificamente su Yesod, poiché è noto che preghiamo a Ein Sof, quindi, cosa significa che una preghiera dei molti diventa una corona proprio su Yesod? E inoltre, perché dice che Yesod rivela alla Nukva e dalla Nukva al pubblico?
Baal HaSulam spiegò il fatto della preghiera dei molti come una persona che prega per molti; questa si chiama “una preghiera dei molti”. Per questo la preghiera dei molti si chiama “un momento di buona volontà”. Quando una persona prega per se stessa, calunnia e chiede se la sua preghiera meriti veramente di essere accettata. Tuttavia, quando prega per il pubblico, diventa irrilevante esaminare se meriti che la sua preghiera abbia risposta, poiché non chiede nulla per se stesso ma solo per il pubblico.
Per questo motivo è stato detto che la preghiera dei molti si chiama “un momento di buona volontà” e la sua preghiera ottiene risposta. E in accordo a quanto è spiegato in diversi punti nel Commentario Sulam, la preghiera dei molti si riferisce a Malchut, chi è chiamato “l’assemblea di Israele” o “la Santa Divinità”. Ella è chiamata “molti” perché contiene tutte le anime. E dato che la Divinità è in esilio, domandiamo dell’esilio della Divinità, che a volte è chiamata “Divinità nella polvere”, poiché tutti quei nomi ci indicano lo scopo della creazione, che era per beneficiare le Sue creazioni.
È risaputo che affinché Egli rivelasse la perfezione delle Sue azioni, ci fu la prima restrizione. Questo significa che nel posto in cui c’è solo un Kli chiamato “ricevere con lo scopo di ricevere”, l’abbondanza superiore sarà nascosta da questo posto. L’abbondanza arriva solo nel posto in cui è possibile aspirare al fine di dare. E dato che per natura l’uomo è nato solo per ricevere, in quel posto che egli vede, il suo ricevitore, chiamato “amor proprio”, non può ricevere. Invece, egli deve fare tutto per la Divinità, ovvero, per Malchut, perché solo da questo la Sua gloria apparirà in Malchut. Questo perché solo quando il Creatore può apparire agli inferiori, la Sua gloria sarà visibile. Fu scritto che il posto in cui appare Shochen [dimorante], si chiama Shechina [“dimorare”, ma anche “Divinità”].
Questo si chiama “Lasciate che il Suo grande Nome sia esaltato e santificato”, poiché il Nome del Creatore, che è chiamato “Il Bene che fa il bene”, appare nel mondo. Questo perché ognuno consegue lo scopo della creazione chiamato “Beneficiare le Sue creazioni”, dato che adesso esiste un Kli che è pronto a ricevere, essendo l’intenzione di dare, chiamata Dvekut [adesione] al Creatore.
Ne risulta che poiché per natura le creature sono solo per ricevere con lo scopo di ricevere, e dato che non possono lavorare al fine di dare senza superare la loro natura, fanno sì che Malchut rimanga nella polvere, ovvero, che esse non possono vedere il suo merito. Questo significa che loro non possono vedere ciò che lei può ricevere dal Creatore, perché tutto è nascosto a causa della restrizione.
Tuttavia, a noi serve un po’ di introspezione. Dobbiamo credere a quello che dicono i nostri saggi, che tutti i piaceri nelle delizie corporee non sono altro che una sottile candela paragonata ai piaceri che esistono nella spiritualità. Come è scritto nel Commentario Sulam (“Introduzione a Il Libro dello Zohar” p. 173): “Questo è il significato della rottura dei vasi che precedette la creazione del mondo. Attraverso la rottura dei vasi di Kedusha [santità] e la loro caduta nei mondi separati di BYA, scintille sante caddero insieme a loro nelle Klipot [gusci], dalle quali arrivarono piacere e amore di ogni tipo nel dominio delle Klipot, che passano per la ricezione e per la delizia dell’uomo”.
Ne consegue, quindi, che la maggior parte dei piaceri sono in Kedusha mentre noi, al contrario, vediamo che nella materialità tutti vedono cose che possono essere godute. Ma nel duro lavoro nella Torah e nelle Mitzvot [comandamenti] è impossibile dire ad una persona di impegnarsi nella Torah e nelle Mitzvot senza promettergli una ricompensa per il suo lavoro. Questo perché mentre l’uomo si impegna nell’osservare le Mitzvot, trova questo completamente insapore, ma quando gli viene promessa una ricompensa e ci crede, può lavorare nella Torah e nelle Mitzvot perché sarà ricompensato.
Questo non è così quando l’uomo si occupa di cose materiali come mangiare, bere, denaro, onore, ecc. La persona non chiede: “Perché mi devo occupare di queste cose mondane?”, poiché quando sente piacere, non fa domande sullo scopo del ricevere il piacere. Tutto quello a cui può pensare mentre riceve il piacere è come migliorare il piacere in quantità e qualità. Dio non voglia che l’uomo debba mai contemplare la questione della ricezione del piacere, ovvero, “Perché devo ricevere piacere?”
A volte un uomo riceve piacere da qualcosa per cui non ha pagato nulla. Benché gli dia molto piacere, in lui sorge la domanda: “Qual è lo scopo di questo piacere?” Ad esempio, un piacere che non costa denaro è il piacere di riposarsi. Non occorre comprare questo piacere, poiché lo si riceve gratuitamente. Tuttavia, molte volte la persona si chiede: “Cosa guadagno a godere di questo riposo?”
Ma quando una persona fa esperienza della vera delizia e del vero piacere, non gli viene mai in mente lo scopo di questa delizia. E se gli accadesse di contemplare lo scopo del piacere di cui sta godendo ora, è segno che il piacere che sta sentendo non è un vero piacere, poiché può ancora contemplare il suo scopo. Questo è il segno che in quel piacere esiste una mancanza, e dove esiste una mancanza, l’uomo può contemplare un scopo diverso da quello che sta percependo ora.
Ne consegue da quanto suddetto che la maggioranza dei buoni sapori e piaceri nella vita si trovano nella Torah e nelle Mitzvot, poiché questo è il posto in cui la luce superiore è depositata. Riguardo a questo, nel Commentario Sulam (“Introduzione a Il Libro dello Zohar” p. 242, “Visioni della Scala”, Articolo 1) è scritto: “Quando l’uomo viene ricompensato con l’ascoltare la voce della Sua parola, le 613 Mitzvot diventano Pekudin, dalla parola Pikadon [deposito]. Questo perché ci sono 613 Mitzvot, e in ogni Mitzva è depositata una luce di un grado unico che corrisponde ad un unico organo dei 613 organi e tendini dell’anima e del corpo. Ne consegue che mentre esegue la Mitzva, l’uomo estende al corrispondente organo nella sua anima e nel suo corpo, il livello di luce che appartiene a quell’organo e a quel tendine. Questo è considerato il Panim [volto/anteriore] delle Mitzvot”.
Ne consegue che dall’osservare la Torah e le Mitzvot, si rivela lo scopo della creazione: beneficiare le Sue creazioni. Tuttavia, nel Commentario Sulam, egli dice che questo accade specificamente dopo che l’uomo è stato ricompensato con osservare la Torah e le Mitzvot nella forma di “Ascoltare la voce della Sua parola”. Ma quando osserva la Torah e le Mitzvot nella forma di “Che soddisfano la Sua parola”, prima che loro siano ricompensati con l’ascoltare, le Mitzvot sono chiamate Eitin [suggerimenti/consigli] e loro sono considerate come Achor [dietro/posteriore]. Questo significa che la luce superiore che appartiene a quella Mitzva non risplende ancora in loro, ma sono considerati come consigli coi quali arrivare alla luce di Panim che appartiene alla Mitzva.
E tutto il lavoro e il rafforzamento di cui l’uomo necessità per superare il proprio desiderio e pensiero, che gli impediscono di andare sul percorso della verità, si applicano solo quando è in Achoraim [posteriore] nella forma di “Che soddisfano la Sua parola”. Questo perché, in quello stato, non sente ancora la luce superiore che è rivestita nella Torah e nelle Mitzvot. Pertanto, fa tutto perché crede sia un grande privilegio essere ricompensati con l’impegnarsi nella Torah e nelle Mitzvot, anche quando non ne sente l’importanza e fa tutto con la fede al di sopra della ragione, poiché questo è lo scopo dell’uomo, conseguire Dvekut al Creatore, e fa di tutto per conseguirlo. Come risultato, osserva ogni cosa e fa grandi sforzi ogni volta che può e la sua sola intenzione è di conseguire la completezza.
E vede che dopo tutti gli sforzi e i superamenti, quando desidera superare gli ostacoli che gli stanno contro, si trova ancora all’esterno, poiché Dvekut significa uguaglianza della forma ed egli non si è ancora allontanato un centimetro dall’amor proprio, la qual cosa è un’azione opposta alla Dvekut con il Creatore. In quello stato, prega il Creatore di illuminarlo, affinché possa innalzare la Divinità dalla polvere. Questo significa che il Regno del Cielo, così come appare all’uomo quando vuole lavorare solo per lei e rivelare la gloria del Cielo nel mondo, in quello stato ha il sapore della polvere. E vede che tutti sono come lui, irriverenti verso la gloria del Cielo perché non possono apprezzarne la sua importanza. Questo si chiama “La preghiera dei molti”, ovvero, che lui prega per il collettività.
Devono essere fatti due discernimenti:
1) Malchut è chiamata “molti” perché contiene tutte le anime. 2) La preghiera dei molti, quando egli prega per la collettività, significa che la collettività sarà ricompensata con l’importanza della Torah e delle Mitzvot, che saranno ricompensati con 613 depositi che la luce superiore illuminerà in ogni singola Mitzva.
Ne consegue che alla fine i due discernimenti di “molti” diventano uno. Questo significa che l’uomo prega affinché il pubblico sia ricompensato, affinché la grandezza e l’importanza di Malchut, chiamata “molti”, sia vista, e questo accade quando tutti sono ricompensati con i vasi di dazione. In quel momento, le 613 Mitzvot saranno rivelate come in “Ascoltare la voce della Sua parola”, nel momento in cui le 613 Mitzvot sono chiamate 613 depositi.
Quanto suddetto significa che la preghiera dei molti non è respinta quando l’uomo prega per la collettività. La collettività è chiamata “la totalità di Israele”, e la collettività è chiamata “la Santa Divinità”. E dato che la collettività comprende diversi discernimenti, Lo Zohar dice che il motivo per cui la preghiera per la collettività è accettata, è perché contiene completezza. È scritto: “Ed il Creatore incorona Se Stesso con questa preghiera perché questa si eleva in diversi modi, dato che l’uomo chiede Hassadim, un altro Gevurot e un altro Rachamim”.
Dobbiamo comprendere perché la preghiera deve comprenderli tutti. La regola è che tutti i discernimenti che noi distinguiamo nella spiritualità, sono rivelazioni che devono essere svelate per correggere gli inferiori. Ne consegue che il fatto delle tre linee di cui noi parliamo, che la perfezione significa che le tre linee sono rivelate lì, significa che il Creatore vuole dare l’abbondanza agli inferiori, affinché possano usarla e lì non ci saranno difetti. Questo è diverso da com’era nel mondo di Nekudim in cui ci fu la frammentazione dei vasi perché non c’era la correzione delle linee, come dice il santo Ari.
In altre parole, quando il superiore dà un po’ di abbondanza all’inferiore, spera che l’abbondanza che l’inferiore riceve possa beneficiare l’inferiore. Ma se il Kli in cui l’abbondanza deve andare è imperfetto, tutta l’abbondanza andrà agli esterni. Questa è la questione della rottura dei vasi, che l’abbondanza fuoriuscì da Kedusha [santità]. Per questa ragione, l’abbondanza non si versa agli inferiori ed è considerato che la preghiera non è accettata.
E qui arriva l’argomento della correzione delle linee nella collettività. Questo significa che i molti, che è Malchut, consiste nella collettività. In altre parole, esiste una correzione chiamata “tre linee”, tramite la quale l’abbondanza rimane in Kedusha e non va agli esterni. Quindi, tale preghiera può essere accettata, nel senso che essa può ricevere abbondanza.
Lo Zohar interpreta al riguardo: “Perché Giacobbe comprendeva tre linee”, dato che Giacobbe è chiamato “la linea di mezzo”, che comprende la destra e la sinistra. Per questo motivo il Creatore voleva la sua preghiera, poiché comprendendo tutte e tre le linee, è in totale completezza come la preghiera dei molti. In altre parole, non ci sono ritardi da parte del Creatore nell’elargire l’abbondanza in basso, poiché il Suo desiderio è di beneficiare le Sue creazioni. Tuttavia, è come se Egli aspetti che i vasi di ricezione degli inferiori siano pronti alla ricezione.
Quindi, quando c’è un Kli adatto da parte dell’inferiore, ovvero, che la preghiera è il Kli adatto alla ricezione, deve essere a condizione che l’abbondanza non vada persa, ovvero, che l’abbondanza non vada agli esterni, alle Klipot. È per questo motivo che c’è una correzione sul Kli di Malchut, per il quale essa deve trasferire l’abbondanza agli inferiori, e questa correzione si chiama “correzione delle linee”.
Ora spiegheremo il resto delle parole dello Zohar, sulle quali abbiamo chiesto riguardo quello che dice. È scritto: “E poiché comprende diversi lati e modi, diventa una corona ed è posta sul capo del Giusto che vive per sempre, cioè Yesod, che impartisce tutte le salvezze alla Nukva e da lei all’intero pubblico”.
Abbiamo chiesto: “Ma non preghiamo a Ein Sof?” Così, cosa significa che la preghiera dei molti diventa una corona specificamente su Yesod? Il motivo è che l’ordine dell’elargizione dell’abbondanza che arriva a Malchut viene chiamato Yesod. Questo significa che tutte le prime nove Sefirot danno la loro essenza a Yesod, ed egli è chiamato “tutti”.
Ne consegue che noi parliamo sempre dalla prospettiva del donatore e del ricevente dell’abbondanza, che è chiamata Malchut. Quindi, poiché l’Emanatore vuole dare e aspetta che gli inferiori abbiano i vasi adatti a ricevere l’abbondanza, quando le preghiere salgono, ovvero, quando le preghiere sono organizzate in modo tale da essere adatte per essere accettate, si chiamano “un Kli per la ricezione dell’abbondanza”. Ne consegue che il Kli si elevò al donatore, e poiché il donatore generale è Yesod, si considera che la preghiera si elevò a Yesod.
Di conseguenza, questo segue la regola “L’atto in basso risveglia l’atto in alto”. Questo significa che attraverso il risveglio degli inferiori che desiderano avvicinarsi al Creatore ed essere ricompensati con la Dvekut al Creatore, chiedono l’aiuto del Creatore. Come dissero i nostri saggi: “Colui che viene per essere purificato è aiutato” (Zohar, Noah, p. 23 e nel Commentario Sulam, Articolo 63). Se l’uomo viene a purificarsi, viene aiutato con un’anima santa ed è purificato, santificato, ed è chiamato “santo”.
Pertanto, vediamo che quando l’uomo vuole migliorare le sue azioni, causa uno Zivug in alto, tramite il quale l’abbondanza è riversata in basso. Questo si chiama elevare MAN, ovvero, causare una mancanza in alto. Ma dobbiamo comprendere come possiamo dire che quelli in basso causano una mancanza in alto. Noi dobbiamo conoscere anche il significato di “mancanza”. È risaputo che un Kli è chiamato “una mancanza”, ovvero, che se c’è una mancanza, c’è spazio per versare il riempimento e riempire la mancanza.
Non ci sono ritardi nel dare da parte dell’Emanatore, poiché il Suo desiderio è beneficiare. La ragione per cui vediamo che c’è occultamento della luce, è perché quelli in basso non hanno i Kelim per ricevere l’abbondanza. Quindi, quando l’inferiore si risveglia per purificarsi, ma gli manca la forza, chiede al Creatore di aiutarlo. Allora questa mancanza si eleva, così ora il superiore ha un Kli per donare l’abbondanza, e questo si chiama elevare MAN.
Risulta che quando la preghiera, che è la mancanza, ciò che cerca l’inferiore affinché la sua mancanza possa essere soddisfatta, si innalza al donatore, e il donatore è chiamato Yesod, che elargisce all’assemblea di Israele, chiamata Malchut, questa diventa una corona sul Suo capo. Questo perché corona significa Keter [corona] ad indicare la corona del Re, ovvero, l’importanza del Re. Questo significa che quando c’è la rivelazione della Sua luce, tutti riconoscono l’importanza del Creatore.
Tuttavia, durante l’occultamento del volto, la Divinità, il luogo in cui il Re appare, è chiamata “esilio” e “polvere”. Questo perché nella spiritualità nessun gusto si discerne, ma la Torah e le Mitzvot sembrano avere per loro il gusto della polvere. E tutto questo avviene perché gli inferiori non hanno i Kelim per ricevere l’abbondanza. E per questo motivo la Sua gloria è sconsacrata tra le nazioni, ovvero, prima che l’uomo sia ricompensato con il discernimento di essere un Giudeo, è simile alle nazioni, poiché è noto che ogni persona è un piccolo mondo e comprende tutte le settanta nazioni, così come Israele.
Ma poi, durante l’occultamento, quando l’abbondanza superiore non può apparire agli inferiori perché non hanno i Kelim adatti, qualsiasi illuminazione che viene data a loro andrà alle Klipot. Per questo, l’abbondanza superiore dovette essere nascosta a loro. Questo si chiama “La corona è caduta dalla nostra testa”, ovvero, l’importanza del Creatore è sconsacrata.
Ma quando l’uomo viene a purificarsi, quando desidera che il Creatore lo avvicini di più e gli dia i vasi di dazione con i quali essere ricompensato con la Dvekut, tutta l’abbondanza superiore che sarà rivelata, sarà al fine di dare. In altre parole, desidera che gli venga data la forza dall’alto per avere la capacità di essere sempre in Kedusha, che è la Dvekut.
Allora la corona viene realizzata dalla sua preghiera, la corona del Re, poiché l’importanza del Re è riconosciuta. E questo è il significato di ciò che dice Lo Zohar riguardo alla preghiera: “Diventa una corona ed è posta sul capo del Giusto che vive per sempre, vale a dire, Yesod, che impartisce tutte le salvezze alla Nukva e da lei all’intero pubblico”. Questo è così perché, attraverso la preghiera, l’abbondanza superiore viene data agli inferiori e allora si rivelano la delizia e il piacere. Questo si chiama “una corona”, la corona del Re, l’importanza del Re.